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| Pietro Chiesa La vispa Teresa IntraText CT - Lettura del testo |
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Ebbene la piccina? |
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Sta meglio. |
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(Esam. la mano) Per fortuna che pronto un giovanotto corse a fermar la macchina se no restava sotto le ruote stritolata |
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E sai che cosa ha detto ieri sera il dottore? Che oggi potea riprendere il suo lavor consueto |
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Ecco, come si osservano le leggi protettrici votate, per le misere classi lavoratrici |
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Nò certo. — Ti dò' Guido una buona novella, Mio fratello, che tanto noi credevam nemico, è invece un buon compagno, ed un sincero amico. |
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Bravo! quest'è per me la prova più eloquente che siete un uom di cuore, onesto, intelligente |
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Lo so ma pel dì d'oggi mi capirete..... e dico si recò pure a Napoli un caro amico mio forse lo conosceste... Andrea Costa |
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Per Dio! Fummo compagni, ed anzi, devo dir che mi fu Maestro di coraggio, di fede, e di virtù. Fu lui che mi persuase ad entrar convertito |
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Davvero?! |
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Ecco la prova: Questa per te Teresa, e questa per tuo padre: per me niuna sorpresa. So già di che si tratta; per te, forse; chi sa? (a Benedetto) Son gli operai che vogliono provar la sua bontà (Teresa apre la lettera e legge)
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La lettera che abbiamo indirizzata al suo signor padre perchè abbia ad essere bene accetta è necessario che Ella se ne interessi e la difenda; perciò le rivolgiamo calda preghiera di prenderla in considerazione. Fidenti che non verrà meno alle tante dimostrazioni di benevolenza e promesse fatteci, le anticipiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione, ecc. ecc.
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Dopo un lungo e faticoso lavoro come il nostro, non guadagnare tanto che basti a sfamare la nostra famiglia è qualche cosa di troppo inumano e che un uomo di cuore come Lei non dovrebbe volere. Quindi, (certi che acconsentirà), domandiamo che d'ora in avanti l'orario giornaliero sia ridotto ad otto ore ed i salari attuali siano aumentati del 15 per 0/0. Le porgiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione ecc. ecc.
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Sono assai miti invece, lor spetta assai di più, Ed io voglio sperare che il padre tuo, che fu |
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Sì, lo concederà, voglio sperarlo anch'io? ma s'egli si rifiuta che mai potrò far io? |
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Mia cara, è tuo dovere adoprarti perchè egli tutto conceda. Hai sempre detto che in fondo del tuo cuore trovò un'eco il lamento di coloro che dopo dodici ore di stento non possono aver pane per tutta la famiglia. Io quindi avrei ragione di farmi meraviglia |
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Se fosse la battaglia cruente e micidiale, non avrei dato certo a te un consiglio tale, |
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È ver, Guido mio accetto, sarò sua paladina. Per guerreggiar coi baci io sono un'eroina. Se il vincitor dev'essere chi avrà meno paura, chi il bacio ha più sincero, la carezza più pura, sarà la mia vittoria. |
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Ti scorderai di me?! |
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Da quello che ha promesso, |
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Sì, se la promessa fattaci il giorno che partì non se l'avrà scordata. |
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Però voglio sperare, che se lui si dimentica, saprai tu rinfrescare la sua memoria. |
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Certo, ma non la scorderà. Non dubitare Guido, la mia felicità è cosa che gli preme, quanto preme a me stessa.
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Benedetto che al parlare di nozze si era reso taciturno e melanconico interrompe a questo punto con una esclamazione
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E! al mio tesoro anch'io ho fatto una promessa; Ma poi ficcò la coda tra noi qualche demonio ed andò tutto in fumo, e sposa, e matrimonio!! |
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Come! anche tu, fratello, hai la tua passioncella, |
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Già |
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Sì bella, ma un po' strana e molto avventurosa. |
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Sentiam via questa storia, anch'io sono curiosa, e l'esserlo un pochino, talvolta assai conviene: l'hai detto tu. |
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Vi sono certe cose che non si posson dire, (Guido e Teresa si stupiscono) Ma se assolutamente la volete sentire |
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(rassegnati) Sarà lo stesso, avanti
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Benedetto li prende entrambi per mano, li conduce alla ribalta e parla con aria di grande mistero e quasi sottovoce
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(In questo momento Guido si troverà davanti ad una delle due finestre) |
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Mio padre! |
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Sì. |
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Il papà!! |
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Con Don Pasquale? o Dio! ma è una sventura questa! Chi sa quante fandonie gli ficca nella testa! Mi par d'udirlo . . . «Guido è un uomo irreligioso, un astuto ribelle, falso, pericoloso; e vostra figlia anch'essa in Dio non ha più fede, e al demon che la tenta lei presta ascolto e crede;» senza le altre calunnie che con santa impostura, quel furbo sa insinuare in quell'anima pura. (cambiando tono) Ma non importa Guido; all'arte menzognera noi opporem la nostra fede santa, sincera Noi combattiam per togliere l'oppressore, e l'oppresso |
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Noi affidiamo a te |
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voi giuriate obbedienza |
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Tendiamogli l'agguato . . . avanti in quella stanza (partono) |
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