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SCENA
XI.
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Teresa e detta.
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Teresa
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Ecco,
il nemico prega, forse dal cielo invoca
la
fede e la costanza... vuol dir che ce n'è poca.
(chiamandola)
Sorella?
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(Suor Maria
interrompe la prece e saluta religiosamente)
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S.
Maria
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Sia lodato
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Teresa
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Chi?
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S.
Maria
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Il nome di Gesù
(Suor Maria dopo
d'aver atteso un po' ma invano la risposta di prammatica,
continua)
e
quello di Maria..... ah non credete più?!
Male,
sorella mia, bisogna aver costanza.
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Teresa
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Per
la mia fede, suora, credete, ne ho abbastanza
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S.
Maria
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Ma
questa vostra fede, non ve ne siete accorta?
ve
l'inspirò il Demonio.
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Teresa
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Ebben, che cosa
importa?
Ell'è
una buona idea, io quindi l'ho abbracciata,
senza
cercar l'origine di chi me l'ha inspirata.
Credo
infatti che sia un madornale errore
giudicare
un'idea dal solo ispiratore.
Se
questa è giusta e buona, sarà pur sempre tale,
sia
dessa ispirazione divina od infernale.
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S.
Maria
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Madonna
mia che sento!!
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Teresa
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Del resto poi, credete,
questo
fiero demonio che voi tanto temete,
non
è vero che sia cattivo per istinto,
e
non è così brutto come ve l'han dipinto.
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S.
Maria
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Oh,
l'arti del demonio le conosco, sorella!
il
mal l'insinua sempre sotto una forma bella;
e
voi certo ispirandovi a quest'idea, credeste
far
cosa santa e buona, e invece vi perdeste...
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Teresa
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Ma
quest'idea che tanto vi fa arricciare il naso
dite,
la conoscete, oppur parlate, a caso?
poichè
per giudicarla, con equi apprezzamenti
dovreste
almen conoscerne i punti più saglienti.
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S.
Maria
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Oh,
la conosco, sì!? l'ideal del terrore
che
tutto vuol distruggere; Patria, Famiglia, Amore,
Carità,
Religione!
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Teresa
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Ditelo francamente
di
questa nuova idea non conoscete niente,
Distruggere
la Patria? Al contrario, sorella,
io
la voglio più grande, più libera, più bella.
Certo
disprezzo, e critico quella Patria che ingrata
discaccia
dal suo seno quelli che l'han bagnata
col
sudor della fronte, come si scaccia un cane,
affranti
ed abbrutiti, stracciati e senza pane,
la
Patria che non ha per il suo contadino
una
spiga di grano ed un bicchier di vino,
la
Patria che pei poveri non ha sorrisi il ciel,
è
una Patria matrigna, è una Patria crudel.
Io
voglio che la Patria parli un linguaggio solo,
senza
confini, estesa dall'uno all'altro polo,
dove
al posto dell'odio regni il fraterno amor,
ed
al posto dell'ozio, l'atträente lavor.
In
quanto alla famiglia, povera, ingenua suora
ma
dov'è la famiglia? fors'ella esiste ancora?
Come
può mai la madre cudir la sua bambina
se
dall'alba al tramonto sta chiusa in officina?
E
il padre che è costretto a gettar sulla via
i
figli a mendicare, ditemi, Suor Maria,
ha
forse una famiglia? Dite; quali consigli
e
quale educazione può un padre dare ai figli
se
a lor non può dar pane? E può regnar l'amore
dove
sol la miseria impera ed il dolore?
Non
c'è famiglia, no, dove è spenta la fiamma
dell'amor,
dove i bimbi non hanno dalla mamma
i
baci, le carezze, e l'affettuosa cura.
Sì,
io voglio la famiglia, ma stabile e sicura,
che
possa, lavorando, essere garantita
del
primo fra i diritti, del diritto alla vita,
che
infin sia qual dev'essere un'alta poesia,
un
profumo d'amore, un'eterna armonia.
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S.
Maria
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Ma
noi di questi mali sentiamo pur pietà;
per
mitigarli, ai ricchi chiediam la carità.
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Teresa
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No,
no, cara sorella: vedo che hai nobil'animo
e
generoso il cuore, lodo il pensier magnanimo
col
quale tu vorresti soccorrere l'oppresso,
ma
un tal principio, offende il grado di progresso
che
vanta il Secol nostro. Infatti, ma ti pare
possa
la civiltà moderna, tollerare
che
un onesto operaio, esausto dal lavoro,
per
viver debba stendere la mano, ed a coloro
che....
Sorella, ma tu ignori
che
la dignità umana germoglia in tutti cuori;
e
che non potrà mai esservi nè vera civiltà,
nè
vera fratellanza, dove la carità
s'adopra
ad appagare il dritto delle genti.
So
bene, anch'essa giova, ed in certi momenti
evita
un male, e reca qualche bene immediato;
ma
dobbiam dir per questo che la miseria è fato?
O
no, perchè sarebbero un fato, schiavitù,
ignoranza
e protervia, ed onestà, e virtù
sarebbero
chimere, fole da Poesia.
No,
no, foste ingannata; no, no, buona Maria,
l'ideal
mio non credere, non è quel del terrore,
ma
è un ideale di Pace, di Giustizia, d'Amore
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(Alla parola amore
Maria trasalisce)
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S.
Maria
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D'amore!!!
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Teresa
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(incalzando)
Sì, d'amore.... (To, si conturba, ahime!
non
è più cosa nuova, Suora, l'amor per te)
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cambiando
tono,
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Che
vedo! Maria tu hai la guancia inumidita,
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a
no! tu non sei nata per la sterile vita
del
cupo monastero, il tuo cuor generoso
sentì
pietà di questo racconto doloroso;
vuol
dire che tu hai l'anima gentil pura sincera
che
fu delitto, importi il chiostro e la preghiera.
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S.
Maria
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lagrimante
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Ma
io voglio far del bene ai miei fratelli oppressi
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voglio
soffrir, combattere, pregar Iddio per essi.
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Teresa
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Che
cari sentimenti! peccato Suor Maria
che
ti abbiano lanciata sopra una falsa via!
ma
puoi salvarti ancora, tu sei giovin e bella,
fuggi,
abbandona il chiostro e la solinga cella.
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S.
Maria
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risentita
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Che?!
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Teresa
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Sì dà
retta a me, non è quello il cammino
che
Iddio ti ha segnato sul libro del destino,
le
tue rosee guancie, le labbra tue gentil
han
bisogno dell'alito e del bacio d'April,
è
amor fanciulla mia che l'animo t'implora
è
amor, ama fanciulla ne sei in tempo ancora.
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S.
Maria
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Amore!
sempre amore!!
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Teresa
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sempre incalzando
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Sì
amor! ma non sai tu
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che
dove amor non regna non può regnar virtù?
Non
sai che senza amore è la vita una fola?
Ma
non sai tu che al mondo si ama una volta sola?
La
rosa senza Sole inaridisce e muore;
come
muor la fanciulla se non la bacia amore.
Cambiando tono e
parlandole canfidenzialmente, cerca di scoprire.
E
tu pensasti mai, sorella, a queste cose?
Mai
non sognasti il velo, il serto delle spose?
neppure
un solo istante, dimmi, fosti assalita
dal
desiderio umano di libertà e di vita?
Nel
tuo giardino il mirto non ebbe mai un fiore?
Provasti
mai l'affanno d'un palpito d'amore?
Quando
pregavi assorta ai piedi della croce
nel
cor mai non udisti una segreta voce
a
domandarti amore?
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S.
Maria
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sforzandosi a negare
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(Perdonate
Maria!
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sarà
la prima e l'ultima! ma dico una bugia!)
No
mai, buona sorella.
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Teresa
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Proprio, mai ti
comparve
negli
angiporti tetri, fra le vaganti larve,
qualche
baldo guerriero, qualche figura ardita
a
conquiderti l'anima d'una novella vita,
d'amor,
di dolci ebbrezze?
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S.
Maria
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quasi vinta
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Perdonate
Gesù;
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ne
dico un'altra ancora, poi non ne dico più
ma
no sorella no!
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Teresa
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No? sembra impossibile!
Così
giovin e bella, col cuor tanto sensibile....
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La prende per mano
la conduce in disparte e le parla con molta grazia e confidenza.
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Sii
schietta, via confidati; terrò il segreto qui
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Suor Maria non sa
più resistere, si asciuga una lagrima e poi come persona
vinta
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S.
Maria
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Ebbene
sì sorella, io l'ho sentita, sì,
questa
voce nel core, e non te lo nascondo
m'ha
inebriata tutta d'amore verecondo.
Anch'io
benchè di Dio sposa giurata all'ara,
sognai,
vidi, baciai la mia figura cara.
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Teresa
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sorpresa
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Vide,
sognò, baciò, o ma dunque non era
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una
larva soltanto? Forse un santo di cera?
Parla,
su via, cos'era? un'ombra o la figura
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di
qualche san Luigi dipinto sulle mura?
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Suor
Maria tace
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Neppur:
si tratta dunque, parlando chiaramente
d'una
storia d'amore, di persona vivente?
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S.
Maria
|
Sì
di storia d'amore; che invano m'affatico
d'obliarne
la memoria.
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|
Teresa
|
con arte
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O
poverina! e dico
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si
potrebbe sentire quest'amorosa istoria
di
cui tu invano tenti soffocar la memoria?
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S.
Maria
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Non
posso!
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Teresa
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E perchè mai?
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S.
Maria
|
perchè comprendi
bene....
vi
sono certe cose.....
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Teresa
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Che dirle non conviene
come
quell'altro santo.... tra noi due in confidenza.
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S.
Maria
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La
conterò in metafora.
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Teresa
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rassegnata
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Ebben
sia pur, pazienza!
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ma
è strana!... questi santi e sante del Signore
han
sempre la metafora nei loro atti d'amore
Gran
cosa il pudor sacro!... Sentiamo dunque
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S.
Maria
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prende Teresa per
mano e la conduce alla ribalta
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Ascolta,
e
quindi giudicarmi saprai... C'era una volta
una
regina
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Teresa
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Oh, guarda! curiosa
questa affè!
costei
vi ha la regina; quell'altro aveva il re.
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Si ode un suono di
campana, Suor Maria s'interrompe
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S.
Maria
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Ecco
il segnale.... addio
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Teresa
|
meravigliata
|
Vai
via?
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S.
Maria
|
Non l'hai sentita?
La
squilla del convento che al sacro altar m'invita.
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Teresa
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E
la storia d'amore interrompi così??
Non
ascoltar quel suono, sorella, resta qui.
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S.
Maria
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Non
posso son chiamata ad un dover cui sento
d'essere
vincolata con sacro giuramento.
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Teresa
|
Che
giuramento! Tu ingenua e ancor fanciulla
quando
ti vincolasti non conoscevi nulla!
Tu
non sapevi allora di trovar sotto il velo
la
vita senza palpiti, senza sorrisi il cielo,
Tu
non sapevi allora d'essere un dì costretta
a
rinunciar la parte di sole che ti spetta,
No,
no; tu sei una vittima, t'hanno sacrificata
quand'eri
ancor bambina. Pel bene tu sei nata;
dunque
resta con me sciogli quel giuramento,
non
è fatta per te la vita del convento.
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S.
Maria
|
Lasciami.
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Maria
cerca di svincolarsi, Teresa la trattiene
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|
Teresa
|
Ma perchè ti
vuoi sacrificare
Ti
die' la vita Iddio per vivere ed amare
Non
più esitar; deh, vieni al mondo ed alla vita.
A
pugne ben più nobili il tuo Signor t'invita!
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|
S.
Maria
|
No
lasciami, non posso, tu mi perdi, mi danni
|
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Teresa
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Sei
tu che vuoi ucciderti, folle, nel fior degli anni.
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|
S.
Maria
|
O
per pietà mi lascia!
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A questo punto si
sentono gli operai di dentro che cantano.
Pausa. — Suor
Maria dopo aver ascoltato con trasporto
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Che söave armonia
Questo
canto perchè? perchè quest'allegria?
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Teresa
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Sono
operai festosi che cantan lieti in coro
per
la vittoria avuta nel campo del lavoro
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vieni
a veder
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tenta
condurla dal balcone, Suor Maria resiste
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S.
Maria
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Non posso, un
giuramento il sai
mi
chiama, ed io non voglio esser spergiura, mai!
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Teresa
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Il
giuramento tuo tel dissi fu strappato
e
puoi esser spergiura senza temer peccato
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si ripete il suono
di campana
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S.
Maria
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Senti
come mi chiama... vengo... Sorella addio.
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Maria fa per
partire, Teresa la trattiene quasi a forza, quando gli operai
cominciano il canto Maria cede ascoltando come trasognata.
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Teresa
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No,
non voglio
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|
S.
Maria
|
Sì lasciami
compier il dover mio
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dopo aver ascoltato
un po' come trasportata dimentica del momento con enfasi esclama:
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Come
il lor canto è bello! come sono felici!
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Teresa
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incalzando
sempre
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Ch'io
compiere ti lasci il dover tuo mi dici?
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ma
il tuo dover più santo, dimmi buona Maria,
il
più nobil dovere, vuoi tu saper qual sia?
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a questo punto si
troveranno tutte due dalla finestra, Teresa la invita col cenno a
contemplare gli operai che cantavano.
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Gitta
pietosa un guardo sul volto a quei pezzenti!
Non
scorgi tu l'impronta dei quotidiani stenti?
Guarda
come son pallidi quei bimbi scamiciati,
quelle
fanciulle mira, coi visini rugati
nel
fiore dell'età, sono nostre sorelle,
e
come noi sarebbero ardite, fresche e belle
se
il faticar soverchio, nell'età prematura,
il
viver scarso e gramo, e peggio l'aria impura
della
filanda, come filossera alla vite,
non
le avesse distrutte, scarnate, inaridite.
Oh,
pensa a quelle gracili e care fanciullette!
Non
toccano gli ott'anni, eppur sono costrette
dal
bisogno di vivere lasciar famiglia e scuola
e
andare in tessitura a spingere la spola
e
giorno e notte! Oh, pensa a quei vecchi cadenti,
anzi
tempo curvati dal peso degli stenti
Essi
al lavoro han dato gioventù ed energìa
ed
or devon per vivere mendicar sulla via,
Eccoti
qua sorella la più santa missione,
la
pugna più sublime, la più nobil tenzone:
Redimere
quei miseri dal giogo che li opprime,
dalla
miseria abbietta.
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S.
Maria
|
È un ideal
sublime.
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Teresa
|
E
poco fa tu stessa parlando degli oppressi
hai
detto che volevi lottar, soffrir per essi.
Dunque
resta con me, noi getteremo il guanto
ai
tristi che calunniano quest'ideale santo.
Sorelle
indivisibili, unite in una speme,
nessun
ci saprà vincere se lotteremo assieme.
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|
S.
Maria
|
Sì
sì combatterò per questa redenzione,
ma
senza esser spergiura alla mia religione
combatterò,
tel giuro, con fede e con virtù
per
questa santa causa per cui combatti tu.
Andrò
nel gran palazzo, supplicherò il gaudente
perchè
rispetti i dritti della povera gente,
andrò
nelle capanne degli umili e dei servi
li
spingerò a difendersi dal giogo dei protervi,
ma
ora lascia ch'io parta
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Teresa
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trattenendola
sempre
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No.
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S.
Maria
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resiste
meno
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Ma
dunque crudele
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vuoi
rendermi spergiura, vuoi rendermi infedele?!
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Benedetto di dentro
chiamando
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Bened.
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Teresa!
Teresina! dove diavolo sei?
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S.
Maria
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Oh,
miserere domine! oh, miserere mei!
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|
con grido di gioia e
spavento cade sulla poltrona
|
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Teresa
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Che
c'è?
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S.
Maria
|
Piangente e ridente
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Ma
quella voce io la conosco, o Dio!
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Teresa
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È
mio fratel che torna
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S.
Maria
|
con forza
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Ma
quello è l'amor mio!!
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Teresa
|
Che!
mio fratello?....
|
sorpresa
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S.
Maria
|
Sì
|
|
Teresa
|
con
allegrezza
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Adesso
s'indovina
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la
storia metaforica del re e della regina.
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S.
Maria
|
Piangente
|
Sorella
sono vinta sono una peccatrice
|
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Teresa
|
Folle
che sei, consolati. Ora che sei felice,
ora
che hai ritrovato l'oggetto del tuo cuore,
tu
parli di peccato e piangi di dolore?
Su
via, fa cor; rallegrati! Amar non è peccato:
amor
s'impone a tutti, e più che legge è fato.
Dai
falsi pregiudizi la mente tua smantella
vivrai
con noi felice sposa, amica, sorella.
|
|
S
Maria
|
Sì
sì voglio restare con te tutta la vita.
|
|
Teresa
|
Coraggio
ecco che viene.
|
|
S.
Maria
|
Vergin del ciel m'aita!
|
|
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