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Pietro Chiesa
La vispa Teresa

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SCENA XI.

 


 

Teresa e detta.

 

Teresa

Ecco, il nemico prega, forse dal cielo invoca

la fede e la costanza... vuol dir che ce n'è poca.

(chiamandola) Sorella?

 

(Suor Maria interrompe la prece e saluta religiosamente)

S. Maria

Sia lodato

Teresa

Chi?

S. Maria

Il nome di Gesù

(Suor Maria dopo d'aver atteso un po' ma invano la risposta di prammatica, continua)

e quello di Maria..... ah non credete più?!

Male, sorella mia, bisogna aver costanza.

Teresa

Per la mia fede, suora, credete, ne ho abbastanza

S. Maria

Ma questa vostra fede, non ve ne siete accorta?

ve l'inspirò il Demonio.

Teresa

Ebben, che cosa importa?

Ell'è una buona idea, io quindi l'ho abbracciata,

senza cercar l'origine di chi me l'ha inspirata.

Credo infatti che sia un madornale errore

giudicare un'idea dal solo ispiratore.

Se questa è giusta e buona, sarà pur sempre tale,

sia dessa ispirazione divina od infernale.

S. Maria

Madonna mia che sento!!

Teresa

Del resto poi, credete,

questo fiero demonio che voi tanto temete,

non è vero che sia cattivo per istinto,

e non è così brutto come ve l'han dipinto.

S. Maria

Oh, l'arti del demonio le conosco, sorella!

il mal l'insinua sempre sotto una forma bella;

e voi certo ispirandovi a quest'idea, credeste

far cosa santa e buona, e invece vi perdeste...

Teresa

Ma quest'idea che tanto vi fa arricciare il naso

dite, la conoscete, oppur parlate, a caso?

poichè per giudicarla, con equi apprezzamenti

dovreste almen conoscerne i punti più saglienti.

S. Maria

Oh, la conosco, sì!? l'ideal del terrore

che tutto vuol distruggere; Patria, Famiglia, Amore,

Carità, Religione!

Teresa

Ditelo francamente

di questa nuova idea non conoscete niente,

Distruggere la Patria? Al contrario, sorella,

io la voglio più grande, più libera, più bella.

Certo disprezzo, e critico quella Patria che ingrata

discaccia dal suo seno quelli che l'han bagnata

col sudor della fronte, come si scaccia un cane,

affranti ed abbrutiti, stracciati e senza pane,

la Patria che non ha per il suo contadino

una spiga di grano ed un bicchier di vino,

la Patria che pei poveri non ha sorrisi il ciel,

è una Patria matrigna, è una Patria crudel.

Io voglio che la Patria parli un linguaggio solo,

senza confini, estesa dall'uno all'altro polo,

dove al posto dell'odio regni il fraterno amor,

ed al posto dell'ozio, l'atträente lavor.

In quanto alla famiglia, povera, ingenua suora

ma dov'è la famiglia? fors'ella esiste ancora?

Come può mai la madre cudir la sua bambina

se dall'alba al tramonto sta chiusa in officina?

E il padre che è costretto a gettar sulla via

i figli a mendicare, ditemi, Suor Maria,

ha forse una famiglia? Dite; quali consigli

e quale educazione può un padre dare ai figli

se a lor non può dar pane? E può regnar l'amore

dove sol la miseria impera ed il dolore?

Non c'è famiglia, no, dove è spenta la fiamma

dell'amor, dove i bimbi non hanno dalla mamma

i baci, le carezze, e l'affettuosa cura.

Sì, io voglio la famiglia, ma stabile e sicura,

che possa, lavorando, essere garantita

del primo fra i diritti, del diritto alla vita,

che infin sia qual dev'essere un'alta poesia,

un profumo d'amore, un'eterna armonia.

S. Maria

Ma noi di questi mali sentiamo pur pietà;

per mitigarli, ai ricchi chiediam la carità.

Teresa

No, no, cara sorella: vedo che hai nobil'animo

e generoso il cuore, lodo il pensier magnanimo

col quale tu vorresti soccorrere l'oppresso,

ma un tal principio, offende il grado di progresso

che vanta il Secol nostro. Infatti, ma ti pare

possa la civiltà moderna, tollerare

che un onesto operaio, esausto dal lavoro,

per viver debba stendere la mano, ed a coloro

che.... Sorella, ma tu ignori

che la dignità umana germoglia in tutti cuori;

e che non potrà mai esservi vera civiltà,

vera fratellanza, dove la carità

s'adopra ad appagare il dritto delle genti.

So bene, anch'essa giova, ed in certi momenti

evita un male, e reca qualche bene immediato;

ma dobbiam dir per questo che la miseria è fato?

O no, perchè sarebbero un fato, schiavitù,

ignoranza e protervia, ed onestà, e virtù

sarebbero chimere, fole da Poesia.

No, no, foste ingannata; no, no, buona Maria,

l'ideal mio non credere, non è quel del terrore,

ma è un ideale di Pace, di Giustizia, d'Amore

 

(Alla parola amore Maria trasalisce)

S. Maria

D'amore!!!

Teresa

(incalzando) Sì, d'amore.... (To, si conturba, ahime!

non è più cosa nuova, Suora, l'amor per te)

 

cambiando tono,

Che vedo! Maria tu hai la guancia inumidita,

 

a no! tu non sei nata per la sterile vita

del cupo monastero, il tuo cuor generoso

sentì pietà di questo racconto doloroso;

vuol dire che tu hai l'anima gentil pura sincera

che fu delitto, importi il chiostro e la preghiera.

S. Maria

lagrimante

Ma io voglio far del bene ai miei fratelli oppressi

 

voglio soffrir, combattere, pregar Iddio per essi.

Teresa

Che cari sentimenti! peccato Suor Maria

che ti abbiano lanciata sopra una falsa via!

ma puoi salvarti ancora, tu sei giovin e bella,

fuggi, abbandona il chiostro e la solinga cella.

S. Maria

risentita

Che?!

Teresa

retta a me, non è quello il cammino

che Iddio ti ha segnato sul libro del destino,

le tue rosee guancie, le labbra tue gentil

han bisogno dell'alito e del bacio d'April,

è amor fanciulla mia che l'animo t'implora

è amor, ama fanciulla ne sei in tempo ancora.

S. Maria

Amore! sempre amore!!

Teresa

sempre incalzando

amor! ma non sai tu

 

che dove amor non regna non può regnar virtù?

Non sai che senza amore è la vita una fola?

Ma non sai tu che al mondo si ama una volta sola?

La rosa senza Sole inaridisce e muore;

come muor la fanciulla se non la bacia amore.

Cambiando tono e parlandole canfidenzialmente, cerca di scoprire.

E tu pensasti mai, sorella, a queste cose?

Mai non sognasti il velo, il serto delle spose?

neppure un solo istante, dimmi, fosti assalita

dal desiderio umano di libertà e di vita?

Nel tuo giardino il mirto non ebbe mai un fiore?

Provasti mai l'affanno d'un palpito d'amore?

Quando pregavi assorta ai piedi della croce

nel cor mai non udisti una segreta voce

a domandarti amore?

S. Maria

sforzandosi a negare

(Perdonate Maria!

 

sarà la prima e l'ultima! ma dico una bugia!)

No mai, buona sorella.

Teresa

Proprio, mai ti comparve

negli angiporti tetri, fra le vaganti larve,

qualche baldo guerriero, qualche figura ardita

a conquiderti l'anima d'una novella vita,

d'amor, di dolci ebbrezze?

S. Maria

quasi vinta

Perdonate Gesù;

 

ne dico un'altra ancora, poi non ne dico più

ma no sorella no!

Teresa

No? sembra impossibile!

Così giovin e bella, col cuor tanto sensibile....

 

La prende per mano la conduce in disparte e le parla con molta grazia e confidenza.

 

Sii schietta, via confidati; terrò il segreto qui

 

Suor Maria non sa più resistere, si asciuga una lagrima e poi come persona vinta

S. Maria

Ebbene sì sorella, io l'ho sentita, sì,

questa voce nel core, e non te lo nascondo

m'ha inebriata tutta d'amore verecondo.

Anch'io benchè di Dio sposa giurata all'ara,

sognai, vidi, baciai la mia figura cara.

Teresa

sorpresa

Vide, sognò, baciò, o ma dunque non era

 

una larva soltanto? Forse un santo di cera?

Parla, su via, cos'era? un'ombra o la figura

 

di qualche san Luigi dipinto sulle mura?

Suor Maria tace

 

Neppur: si tratta dunque, parlando chiaramente

d'una storia d'amore, di persona vivente?

S. Maria

Sì di storia d'amore; che invano m'affatico

d'obliarne la memoria.

Teresa

con arte

O poverina! e dico

 

si potrebbe sentire quest'amorosa istoria

di cui tu invano tenti soffocar la memoria?

S. Maria

Non posso!

Teresa

E perchè mai?

S. Maria

perchè comprendi bene....

vi sono certe cose.....

Teresa

Che dirle non conviene

come quell'altro santo.... tra noi due in confidenza.

S. Maria

La conterò in metafora.

Teresa

rassegnata

Ebben sia pur, pazienza!

 

ma è strana!... questi santi e sante del Signore

han sempre la metafora nei loro atti d'amore

Gran cosa il pudor sacro!... Sentiamo dunque

S. Maria

prende Teresa per mano e la conduce alla ribalta

 

Ascolta,

e quindi giudicarmi saprai... C'era una volta

una regina

Teresa

Oh, guarda! curiosa questa affè!

costei vi ha la regina; quell'altro aveva il re.

 

Si ode un suono di campana, Suor Maria s'interrompe

S. Maria

Ecco il segnale.... addio

Teresa

meravigliata

Vai via?

S. Maria

Non l'hai sentita?

La squilla del convento che al sacro altar m'invita.

Teresa

E la storia d'amore interrompi così??

Non ascoltar quel suono, sorella, resta qui.

S. Maria

Non posso son chiamata ad un dover cui sento

d'essere vincolata con sacro giuramento.

Teresa

Che giuramento! Tu ingenua e ancor fanciulla

quando ti vincolasti non conoscevi nulla!

Tu non sapevi allora di trovar sotto il velo

la vita senza palpiti, senza sorrisi il cielo,

Tu non sapevi allora d'essere un costretta

a rinunciar la parte di sole che ti spetta,

No, no; tu sei una vittima, t'hanno sacrificata

quand'eri ancor bambina. Pel bene tu sei nata;

dunque resta con me sciogli quel giuramento,

non è fatta per te la vita del convento.

S. Maria

Lasciami.

Maria cerca di svincolarsi, Teresa la trattiene

Teresa

Ma perchè ti vuoi sacrificare

Ti die' la vita Iddio per vivere ed amare

Non più esitar; deh, vieni al mondo ed alla vita.

A pugne ben più nobili il tuo Signor t'invita!

S. Maria

No lasciami, non posso, tu mi perdi, mi danni

Teresa

Sei tu che vuoi ucciderti, folle, nel fior degli anni.

S. Maria

O per pietà mi lascia!

 

A questo punto si sentono gli operai di dentro che cantano.

Pausa. — Suor Maria dopo aver ascoltato con trasporto

 

Che söave armonia

Questo canto perchè? perchè quest'allegria?

Teresa

Sono operai festosi che cantan lieti in coro

per la vittoria avuta nel campo del lavoro

 

vieni a veder

tenta condurla dal balcone, Suor Maria resiste

S. Maria

Non posso, un giuramento il sai

mi chiama, ed io non voglio esser spergiura, mai!

Teresa

Il giuramento tuo tel dissi fu strappato

e puoi esser spergiura senza temer peccato

 

si ripete il suono di campana

S. Maria

Senti come mi chiama... vengo... Sorella addio.

 

Maria fa per partire, Teresa la trattiene quasi a forza, quando gli operai cominciano il canto Maria cede ascoltando come trasognata.

Teresa

No, non voglio

S. Maria

lasciami compier il dover mio

 

dopo aver ascoltato un po' come trasportata dimentica del momento con enfasi esclama:

 

Come il lor canto è bello! come sono felici!

Teresa

incalzando sempre

Ch'io compiere ti lasci il dover tuo mi dici?

 

ma il tuo dover più santo, dimmi buona Maria,

il più nobil dovere, vuoi tu saper qual sia?

 

a questo punto si troveranno tutte due dalla finestra, Teresa la invita col cenno a contemplare gli operai che cantavano.

 

Gitta pietosa un guardo sul volto a quei pezzenti!

Non scorgi tu l'impronta dei quotidiani stenti?

Guarda come son pallidi quei bimbi scamiciati,

quelle fanciulle mira, coi visini rugati

nel fiore dell'età, sono nostre sorelle,

e come noi sarebbero ardite, fresche e belle

se il faticar soverchio, nell'età prematura,

il viver scarso e gramo, e peggio l'aria impura

della filanda, come filossera alla vite,

non le avesse distrutte, scarnate, inaridite.

Oh, pensa a quelle gracili e care fanciullette!

Non toccano gli ott'anni, eppur sono costrette

dal bisogno di vivere lasciar famiglia e scuola

e andare in tessitura a spingere la spola

e giorno e notte! Oh, pensa a quei vecchi cadenti,

anzi tempo curvati dal peso degli stenti

Essi al lavoro han dato gioventù ed energìa

ed or devon per vivere mendicar sulla via,

Eccoti qua sorella la più santa missione,

la pugna più sublime, la più nobil tenzone:

Redimere quei miseri dal giogo che li opprime,

dalla miseria abbietta.

S. Maria

È un ideal sublime.

Teresa

E poco fa tu stessa parlando degli oppressi

hai detto che volevi lottar, soffrir per essi.

Dunque resta con me, noi getteremo il guanto

ai tristi che calunniano quest'ideale santo.

Sorelle indivisibili, unite in una speme,

nessun ci saprà vincere se lotteremo assieme.

S. Maria

Sì sì combatterò per questa redenzione,

ma senza esser spergiura alla mia religione

combatterò, tel giuro, con fede e con virtù

per questa santa causa per cui combatti tu.

Andrò nel gran palazzo, supplicherò il gaudente

perchè rispetti i dritti della povera gente,

andrò nelle capanne degli umili e dei servi

li spingerò a difendersi dal giogo dei protervi,

ma ora lascia ch'io parta

Teresa

trattenendola sempre

No.

S. Maria

resiste meno

Ma dunque crudele

 

vuoi rendermi spergiura, vuoi rendermi infedele?!

 

Benedetto di dentro chiamando

Bened.

Teresa! Teresina! dove diavolo sei?

S. Maria

Oh, miserere domine! oh, miserere mei!

con grido di gioia e spavento cade sulla poltrona

Teresa

Che c'è?

S. Maria

Piangente e ridente

Ma quella voce io la conosco, o Dio!

Teresa

È mio fratel che torna

S. Maria

con forza

Ma quello è l'amor mio!!

Teresa

Che! mio fratello?....

sorpresa

S. Maria

Teresa

con allegrezza

Adesso s'indovina

 

la storia metaforica del re e della regina.

S. Maria

Piangente

Sorella sono vinta sono una peccatrice

Teresa

Folle che sei, consolati. Ora che sei felice,

ora che hai ritrovato l'oggetto del tuo cuore,

tu parli di peccato e piangi di dolore?

Su via, fa cor; rallegrati! Amar non è peccato:

amor s'impone a tutti, e più che legge è fato.

Dai falsi pregiudizi la mente tua smantella

vivrai con noi felice sposa, amica, sorella.

S Maria

Sì sì voglio restare con te tutta la vita.

Teresa

Coraggio ecco che viene.

S. Maria

Vergin del ciel m'aita!

 

 



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