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Pietro Chiesa
La vispa Teresa

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  • Prefazione
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La vispa Teresa,
avea fra l'erbetta
al volo sorpresa
gentil farfalletta.

 

Chi non lo ricorda l'apologo gentile della nostra fanciullezza?

Ma chi l'avrebbe detto, allora, che la vispa fanciulla, corrente pei campi a sorprendere le farfalle diventerebbe un giorno la giovane socialista, parlante il linguaggio della pietà e del diritto, capace di convertire il babbo conservatore e la sposa di Dio e di far scappare i preti?

E pure il miracolo si è compiuto. E chi lo compì (lo indovinate, Lettori e Lettrici umanissimi) fu l'Amore.

Amor s'impone a tutti, e più che legge è fato.

Già: Teresa vede Guido e lo ama; Guido è socialista; ed ecco che i germi di bontà e di umanità, latenti nel cuoricino della fanciulla, riscaldati dall'amore, illuminati, s'idealeggiano, si diffondono su tutti gli esseri umani, diventano coscienza socialistica. Ottimamente!

Ma il merito non è tutto di Guido e della Signorina; il merito principale è della farfalla.

Oh non fu essa, forse, che suscitò in Teresa i primi palpiti umani, quel sentimento di pietosa solidalità, che stringe fra loro tutti gli esseri umani e li accomuna con tutti gli esseri viventi, sofferenti, amanti: bestie, piante, fiori?

Vivendo, volando,
che male ti fo?

E Teresina, pur stringendo la farfalla fra le dita, si ferma e pensa: in fatti, che male mi fa?..... E una punta di rimorso, come uno spino, trafigge il cuoricino suo.

Tu sì mi fai male,
stringendomi l'ale,

continua la farfalla.

Davvero? si chiede Teresina. — Io le fo male? io, che mi credo, che mi vanto, di essere la più buona bambina della scuola? Oh mamma mia!

Una fanciulla cattiva, crudele, come son molti fanciulli, avrebbe stretto di più le ali di quel fiore volante; ma, sentendo, comprendendo, subito che la farfalla aveva ragione,

la vispa Teresa
allora arrossì,
dischiuse le dita;
e quella fuggì.

La prima lezione di umanità era data e imparata. Guido farà il resto.

Oh maestra farfalla, che tu sia benedetta!

 

Tale il prologo.

Il resto vien da sè; e Pietro Chiesa, con semplicità, con grazia, con convinzione profonda, in forma semplice, piana, da operaio autentico, che potrà essere qua e là ritoccata corretta in questa nuova Edizione, ve l'ammannisce nel Bozzetto, che state per leggere.

Teresa, buona, sentimentale, borghesemente educata, ha fatto come Edmondo De Amicis; persuasa della inefficacia della carità cristiana, è diventata socialista.

E suo fratello, Benedetto, il chierico, fuggito dal seminario per correre al soccorso dei malati di Napoli, come sarebbe fuggito — un tempo — per arruolarsi con Giuseppe Garibaldi, invece di Guido, incontra un altro compagno nostro; e, dal sentimento, sale egli pure alla coscienza; si fa socialista.

Ma non basta!

Chè quest'alito di vita nova, spirante come zefiro fra i fiori, penetra, feconda la Monaca sin allora umanamente stèrile (Oh santa santa Teresa, che vivi di tanta vita d'amore nell'opera magnifica del Bernini!); e la Monaca trovando il cielo in terra e Gabriello, l'angelo, in Benedetto, al collo di Benedetto si getta; e, convertendosi al Socialismo, invece di convertire gli altri alla religione del "crucciato martire" grida:

Di te sono la sposa; e non più del Signore!

Viva la vita!

Che cosa può fare ora, Ve lo domando io, il povero Paolo, il babbo? — Da uomo di buon senso riconosce che ha torto di dar retta a Don Pasquale e caccia via il prete e benedice egli — sacerdote supremo — gli sposi novelli: mentre gli Operai e le Operaie della fabbrica, che ora è sua, ma che sarà presto — per opera di Guido-Pietro Chiesa — d'una buona e forte Società cooperativa, lieti delle rivendicazioni ottenute, sciolgono Inni e Canti al Primo di Maggio:

Su fratelli, su compagne;
su venite in fitta schiera!

 

Roma, Maggio 1902.

ANDREA COSTA.

 

 

 

Caro Andrea,

Mentre ti ringrazio per la tua bella prefazione sento il dovere di dirti che non posso accettare il tuo consiglio di ritoccare questo mio lavoro per il fatto che bisognerebbe ritoccarlo tutto cioè rifarlo.

Io preferisco lasciarlo com'è coi suoi strafalcioni; testimonianza fedele del mio..... coraggio di un tempo

tuo

CHIESA PIETRO

 




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