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| Pietro Chiesa La vispa Teresa IntraText CT - Lettura del testo |
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Guido e detti.
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Guido |
Buon giorno Teresina |
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Teresa |
Buon dì, Guido. |
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Bened. |
Buon giorno |
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Guido |
Ebbene la piccina? |
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Teresa |
Sta meglio. |
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Lucia |
Sì buon Guido |
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Guido |
(Esam. la mano) Per fortuna che pronto un giovanotto corse a fermar la macchina se no restava sotto le ruote stritolata |
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Bened. |
Credo; ma a quell'età mandarle fra le macchine è cosa che non va |
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Guido |
È ver, ma la famiglia si troverà costretta dal bisogno di vivere, |
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Bened. |
Miseria maledetta! |
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Guido |
Quali sinceri accenti! è un prete di buon cuore. |
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Teresa |
E sai che cosa ha detto ieri sera il dottore? Che oggi potea riprendere il suo lavor consueto |
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Guido |
Benchè la legge il vieti con tanto di decreto! |
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Bened. |
Ecco, come si osservano le leggi protettrici votate, per le misere classi lavoratrici Ma tu non lo permetti; nevver, cara sorella. |
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Teresa |
Nò certo. — Ti dò' Guido una buona novella, Mio fratello, che tanto noi credevam nemico, è invece un buon compagno, ed un sincero amico. Ei, per recarsi a Napoli dei miseri in aiuto, con slancio generoso, fuggì dall'istituto. |
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Guido |
Bravo! quest'è per me la prova più eloquente che siete un uom di cuore, onesto, intelligente |
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Bened. |
Ho fatto il mio dovere null'altro caro amico |
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Guido |
Lo so ma pel dì d'oggi mi capirete..... e dico si recò pure a Napoli un caro amico mio forse lo conosceste... Andrea Costa |
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Bened. |
Per Dio! Fummo compagni, ed anzi, devo dir che mi fu Maestro di coraggio, di fede, e di virtù. Fu lui che mi persuase ad entrar convertito nelle gloriose file del giovane partito |
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Guido |
La vostra man compagno, e fatevi coraggio chè ormai qui dalla nostra abbiam tutto il villaggio |
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Bened. |
Davvero?! |
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Guido |
Ecco la prova: Questa per te Teresa, e questa per tuo padre: per me niuna sorpresa. So già di che si tratta; per te, forse; chi sa? (a Benedetto) Son gli operai che vogliono provar la sua bontà (Teresa apre la lettera e legge)
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Signorina, La lettera che abbiamo indirizzata al suo signor padre perchè abbia ad essere bene accetta è necessario che Ella se ne interessi e la difenda; perciò le rivolgiamo calda preghiera di prenderla in considerazione. Fidenti che non verrà meno alle tante dimostrazioni di benevolenza e promesse fatteci, le anticipiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione, ecc. ecc.
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(apre e legge l'altra)
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Preg. Signore, Dopo un lungo e faticoso lavoro come il nostro, non guadagnare tanto che basti a sfamare la nostra famiglia è qualche cosa di troppo inumano e che un uomo di cuore come Lei non dovrebbe volere. Quindi, (certi che acconsentirà), domandiamo che d'ora in avanti l'orario giornaliero sia ridotto ad otto ore ed i salari attuali siano aumentati del 15 per 0/0. Le porgiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione ecc. ecc.
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Teresa |
Guido, mi sembra troppo quello che gli si chiede. Ridur l'orario via... ma crescer la mercede! |
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Guido |
Sono assai miti invece, lor spetta assai di più, Ed io voglio sperare che il padre tuo, che fu un dì com'essi oppresso, che come lor soffrì, lor non vorrà negare ciò ch'ei chiedeva un dì. |
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Teresa |
Sì, lo concederà, voglio sperarlo anch'io? ma s'egli si rifiuta che mai potrò far io? |
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Guido |
Mia cara, è tuo dovere adoprarti perchè egli tutto conceda. Hai sempre detto che in fondo del tuo cuore trovò un'eco il lamento di coloro che dopo dodici ore di stento non possono aver pane per tutta la famiglia. Io quindi avrei ragione di farmi meraviglia se ti vedessi incerta nel prender la difesa di sì giuste domande. |
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Bened. |
È una nobil impresa. |
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Teresa |
È dover mio, lo so; ma contro il padre è cosa che può sembrare ingrata per quanto generosa. |
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Guido |
Se fosse la battaglia cruente e micidiale, non avrei dato certo a te un consiglio tale, ma l'armi tue si sa, sono le tenerezze; si sa che dai gli assalti coi baci e le carezze. |
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Teresa |
È ver, Guido mio accetto, sarò sua paladina. Per guerreggiar coi baci io sono un'eroina. Se il vincitor dev'essere chi avrà meno paura, chi il bacio ha più sincero, la carezza più pura, sarà la mia vittoria. |
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Bened. |
Ti scorderai di me?! |
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Teresa |
Se vinco la battaglia, la vinco anche per te |
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Bened. |
E torna presto il babbo? |
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Teresa |
Da quello che ha promesso, potrebbe ritornare anche quest'oggi stesso. |
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Guido |
Vuol dir che in settimana avrem le nozze, |
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Teresa |
Sì, se la promessa fattaci il giorno che partì non se l'avrà scordata. |
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Guido |
Però voglio sperare, che se lui si dimentica, saprai tu rinfrescare la sua memoria. |
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Teresa |
Certo, ma non la scorderà. Non dubitare Guido, la mia felicità è cosa che gli preme, quanto preme a me stessa.
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Benedetto che al parlare di nozze si era reso taciturno e melanconico interrompe a questo punto con una esclamazione
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Bened. |
E! al mio tesoro anch'io ho fatto una promessa; Ma poi ficcò la coda tra noi qualche demonio ed andò tutto in fumo, e sposa, e matrimonio!! Ma l'ho pur sempre qui scolpita in mezzo al cor quell'angiol di bellezza, quell'olezzante fior. |
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Teresa |
Come! anche tu, fratello, hai la tua passioncella, la tua storia d'amore? |
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Bened. |
Già |
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Teresa |
E dico... sarà bella |
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Guido |
Sì bella, ma un po' strana e molto avventurosa. |
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Teresa |
Sentiam via questa storia, anch'io sono curiosa, e l'esserlo un pochino, talvolta assai conviene: l'hai detto tu. |
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Bened. |
Si è vero, ma capirete bene. Vi sono certe cose che non si posson dire, (Guido e Teresa si stupiscono) Ma se assolutamente la volete sentire la conterò in metafora. |
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Teresa |
Cospetto! ma perchè? (pausa) (rassegnati) Sarà lo stesso, avanti
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Benedetto li prende entrambi per mano, li conduce alla ribalta e parla con aria di grande mistero e quasi sottovoce
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Bened. |
C'era una volta un re. |
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Teresa |
Un re ma cosa c'entra? piuttosto una regina. |
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Bened. |
Lasciami continuare. |
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(In questo momento Guido si troverà davanti ad una delle due finestre) |
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Guido |
Cospetto, Teresina tuo padre col curato! |
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Teresa |
Mio padre! |
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Guido |
Sì. |
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Bened. |
Il papà!! |
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Guido |
S'avviano a questa volta; ed or come si fa? |
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Teresa |
Con Don Pasquale? o Dio! ma è una sventura questa! Chi sa quante fandonie gli ficca nella testa! Mi par d'udirlo . . . «Guido è un uomo irreligioso, un astuto ribelle, falso, pericoloso; e vostra figlia anch'essa in Dio non ha più fede, e al demon che la tenta lei presta ascolto e crede;» senza le altre calunnie che con santa impostura, quel furbo sa insinuare in quell'anima pura. (cambiando tono) Ma non importa Guido; all'arte menzognera noi opporem la nostra fede santa, sincera Noi combattiam per togliere l'oppressore, e l'oppresso con noi sta la ragione, la scienza ed il progresso; Coraggio e vinceremo! |
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Bened. |
Noi affidiamo a te le sorti della guerra. |
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Teresa |
Accetto, purchè a me voi giuriate obbedienza |
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G. e B. |
(scherzando) |
Altezza lo giuriamo. |
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Teresa |
Ah! ah! sembra una scena, d'Agnese ed Aleramo |
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Bened. |
Però Regina in erba, il nemico s'avanza |
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Teresa |
Tendiamogli l'agguato . . . avanti in quella stanza (partono) |
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