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Pietro Chiesa
La vispa Teresa

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SCENA V.

 


 

Guido e detti.

 

Guido

Buon giorno Teresina

Teresa

Buon dì, Guido.

Bened.

Buon giorno

Guido

Ebbene la piccina?

Teresa

Sta meglio.

Lucia

Sì buon Guido

Guido

(Esam. la mano) Per fortuna che pronto un giovanotto

corse a fermar la macchina se no restava sotto

le ruote stritolata

Bened.

Credo; ma a quell'età

mandarle fra le macchine è cosa che non va

Guido

È ver, ma la famiglia si troverà costretta

dal bisogno di vivere,

Bened.

Miseria maledetta!

Guido

Quali sinceri accenti! è un prete di buon cuore.

Teresa

E sai che cosa ha detto ieri sera il dottore?

Che oggi potea riprendere il suo lavor consueto

Guido

Benchè la legge il vieti con tanto di decreto!

Bened.

Ecco, come si osservano le leggi protettrici

votate, per le misere classi lavoratrici

Ma tu non lo permetti; nevver, cara sorella.

Teresa

Nò certo. — Ti dò' Guido una buona novella,

Mio fratello, che tanto noi credevam nemico,

è invece un buon compagno, ed un sincero amico.

Ei, per recarsi a Napoli dei miseri in aiuto,

con slancio generoso, fuggì dall'istituto.

Guido

Bravo! quest'è per me la prova più eloquente

che siete un uom di cuore, onesto, intelligente

Bened.

Ho fatto il mio dovere null'altro caro amico

Guido

Lo so ma pel dì d'oggi mi capirete..... e dico

si recò pure a Napoli un caro amico mio

forse lo conosceste... Andrea Costa

Bened.

Per Dio!

Fummo compagni, ed anzi, devo dir che mi fu

Maestro di coraggio, di fede, e di virtù.

Fu lui che mi persuase ad entrar convertito

nelle gloriose file del giovane partito

Guido

La vostra man compagno, e fatevi coraggio

chè ormai qui dalla nostra abbiam tutto il villaggio

Bened.

Davvero?!

Guido

Ecco la prova: Questa per te Teresa,

e questa per tuo padre: per me niuna sorpresa.

So già di che si tratta; per te, forse; chi sa?

(a Benedetto) Son gli operai che vogliono provar la sua bontà

(Teresa apre la lettera e legge)

 

 

Signorina,

La lettera che abbiamo indirizzata al suo signor padre perchè abbia ad essere bene accetta è necessario che Ella se ne interessi e la difenda; perciò le rivolgiamo calda preghiera di prenderla in considerazione.

Fidenti che non verrà meno alle tante dimostrazioni di benevolenza e promesse fatteci, le anticipiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione, ecc. ecc.

 

 

(apre e legge l'altra)

 

 

Preg. Signore,

Dopo un lungo e faticoso lavoro come il nostro, non guadagnare tanto che basti a sfamare la nostra famiglia è qualche cosa di troppo inumano e che un uomo di cuore come Lei non dovrebbe volere.

Quindi, (certi che acconsentirà), domandiamo che d'ora in avanti l'orario giornaliero sia ridotto ad otto ore ed i salari attuali siano aumentati del 15 per 0/0.

Le porgiamo i più sentiti ringraziamenti e ci segnamo per la Federazione ecc. ecc.

 

Teresa

Guido, mi sembra troppo quello che gli si chiede.

Ridur l'orario via... ma crescer la mercede!

Guido

Sono assai miti invece, lor spetta assai di più,

Ed io voglio sperare che il padre tuo, che fu

un dì com'essi oppresso, che come lor soffrì,

lor non vorrà negare ciò ch'ei chiedeva un dì.

Teresa

Sì, lo concederà, voglio sperarlo anch'io?

ma s'egli si rifiuta che mai potrò far io?

Guido

Mia cara, è tuo dovere adoprarti perchè

egli tutto conceda. Hai sempre detto che

in fondo del tuo cuore trovò un'eco il lamento

di coloro che dopo dodici ore di stento

non possono aver pane per tutta la famiglia.

Io quindi avrei ragione di farmi meraviglia

se ti vedessi incerta nel prender la difesa

di sì giuste domande.

Bened.

È una nobil impresa.

Teresa

È dover mio, lo so; ma contro il padre è cosa

che può sembrare ingrata per quanto generosa.

Guido

Se fosse la battaglia cruente e micidiale,

non avrei dato certo a te un consiglio tale,

ma l'armi tue si sa, sono le tenerezze;

si sa che dai gli assalti coi baci e le carezze.

Teresa

È ver, Guido mio accetto, sarò sua paladina.

Per guerreggiar coi baci io sono un'eroina.

Se il vincitor dev'essere chi avrà meno paura,

chi il bacio ha più sincero, la carezza più pura,

sarà la mia vittoria.

Bened.

Ti scorderai di me?!

Teresa

Se vinco la battaglia, la vinco anche per te

Bened.

E torna presto il babbo?

Teresa

Da quello che ha promesso,

potrebbe ritornare anche quest'oggi stesso.

Guido

Vuol dir che in settimana avrem le nozze,

Teresa

Sì,

se la promessa fattaci il giorno che partì

non se l'avrà scordata.

Guido

Però voglio sperare,

che se lui si dimentica, saprai tu rinfrescare

la sua memoria.

Teresa

Certo, ma non la scorderà.

Non dubitare Guido, la mia felicità

è cosa che gli preme, quanto preme a me stessa.

 

 

Benedetto che al parlare di nozze si era reso taciturno e melanconico interrompe a questo punto con una esclamazione

 

Bened.

E! al mio tesoro anch'io ho fatto una promessa;

Ma poi ficcò la coda tra noi qualche demonio

ed andò tutto in fumo, e sposa, e matrimonio!!

Ma l'ho pur sempre qui scolpita in mezzo al cor

quell'angiol di bellezza, quell'olezzante fior.

Teresa

Come! anche tu, fratello, hai la tua passioncella,

la tua storia d'amore?

Bened.

Già

Teresa

E dico... sarà bella

Guido

Sì bella, ma un po' strana e molto avventurosa.

Teresa

Sentiam via questa storia, anch'io sono curiosa,

e l'esserlo un pochino, talvolta assai conviene:

l'hai detto tu.

Bened.

Si è vero, ma capirete bene.

Vi sono certe cose che non si posson dire,

(Guido e Teresa si stupiscono)

Ma se assolutamente la volete sentire

la conterò in metafora.

Teresa

Cospetto! ma perchè? (pausa)

(rassegnati) Sarà lo stesso, avanti

 

 

Benedetto li prende entrambi per mano, li conduce alla ribalta e parla con aria di grande mistero e quasi sottovoce

 

Bened.

C'era una volta un re.

Teresa

Un re ma cosa c'entra? piuttosto una regina.

Bened.

Lasciami continuare.

 

(In questo momento Guido si troverà davanti ad una delle due finestre)

Guido

Cospetto, Teresina

tuo padre col curato!

Teresa

Mio padre!

Guido

Sì.

Bened.

Il papà!!

Guido

S'avviano a questa volta; ed or come si fa?

Teresa

Con Don Pasquale? o Dio! ma è una sventura questa!

Chi sa quante fandonie gli ficca nella testa!

Mi par d'udirlo . . . «Guido è un uomo irreligioso,

un astuto ribelle, falso, pericoloso;

e vostra figlia anch'essa in Dio non ha più fede,

e al demon che la tenta lei presta ascolto e crede;»

senza le altre calunnie che con santa impostura,

quel furbo sa insinuare in quell'anima pura.

(cambiando tono) Ma non importa Guido; all'arte menzognera

noi opporem la nostra fede santa, sincera

Noi combattiam per togliere l'oppressore, e l'oppresso

con noi sta la ragione, la scienza ed il progresso;

Coraggio e vinceremo!

Bened.

Noi affidiamo a te

le sorti della guerra.

Teresa

Accetto, purchè a me

voi giuriate obbedienza

G. e B.

(scherzando)

Altezza lo giuriamo.

Teresa

Ah! ah! sembra una scena, d'Agnese ed Aleramo

Bened.

Però Regina in erba, il nemico s'avanza

Teresa

Tendiamogli l'agguato . . . avanti in quella stanza (partono)

 

 



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