Vol., Cap.
1 I, I | faccie storte? Perchè ha dato la vita a quattro creature,
2 I, IV | respiro.~- Eh! ve ne ho già dato di troppo... Sono sei mesi
3 I, VI | sono io che gliel'ho dato: perchè una volta che sono
4 I, VII | invelenito:~- Chi ti ha dato licenza d'entrarmi in camera
5 I, IX | al mondo, ma non avrebbe dato nemmeno un soldo, nemmanco
6 I, IX | di fanciullo, ed avrebbe dato non so che cosa per evitare
7 II, IX | ma contenuta, ch'ella ha dato del codardo?~«Quell'altro
8 II, IX | parte, egli non aveva mai dato colpa a lui dei tristi avvenimenti
9 II, X | compiutamente; e poi, se avesse loro dato quel po' di moneta che doveva
10 II, XII | primo impeto di pietà aveva dato giù un poco. S'era venuto
11 II, XII | avvenuta collo zio, e non ebbe dato colle sue parole un po'
12 II, XV | rialzo di tanto gli avrebbe dato tanto di guadagno; quanto
13 II, XV | di Padule che gli avrebbe dato occasione di farlo meravigliosamente
14 III, XVIII| profondo del primo:~- Ho dato retta ai consigli della
15 III, XIX | serviva di teletta e vi si era dato un sorriso; di poi fece
16 III, XIX | appigiona la villa mi ha dato una lettera pel padrone
17 III, XX | momento, in cui ella aveva dato l'addio al suo villaggio.
18 III, XX | cui tanto dolore aveva dato un figliuolo, la confidente
19 III, XXI | verso gli altri!~- Dio ci ha dato una gran croce... Pazienza!...
20 III, XXI | fece capire ch'ella aveva dato uno stramazzone per terra.~
21 III, XXII | accasatala, non s'erano più dato il menomo pensiero di lei,
22 III, XXIII| cappello, e colla mano aveva dato una ravviatina ai baffi
23 III, XXIII| parlare, ed a lei ho già dato conto dell'esser mio.~-
24 III, XXIV | sussultò come se gli avessero dato all'impensata un forte pizzicotto.~-
25 III, XXIV | per l'affatto un picchio dato all'uscio.~Era il padrone
26 III, XXIV | partenza di Antonio il quale, dato di piglio al suo cappellaccio,
27 IV, XXVII| che son io che glie ne ho dato da leggere la pietosa novella,
28 IV, XXX | ch'egli giurava l'avrebbe dato ai loro amplessi.~Fu immensa
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