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Vol., Cap.
501 III, XXII | fu d'un balzo ad aprire. Era l'oste che veniva ad avvisare
502 III, XXII | ed ogni ora, ogni istante era un tormento per lei. Nel
503 III, XXII | realtà; la dissennatezza era più potente di lui, ed ella,
504 III, XXII | abbondevolissime lagrime. Era ciò che la teneva in vita.~
505 III, XXII | uno spavento a vedersi. Era durante uno di siffatti
506 III, XXII | prostrazione in cui completa era in lei la conoscenza delle
507 III, XXII | sentore de' fatti loro. E ciò era facile ad ottenersi. Gina
508 III, XXII | tornare in Piemonte. Gina s'era assuefatta alla dimora in
509 III, XXII | persona viva, fra le poche ond'era accostata, non poteva più
510 III, XXII | accettare ogni patto, capì che c'era lì sotto un mistero, e ne
511 III, XXII | durante le quali il marito era costretto ad allontanarsi
512 III, XXII | subito da una simpatia che era in lei come un istinto,
513 III, XXIII | dalle mani del fiero marito era la prima e la sola cosa
514 III, XXIII | amici, che il domani, che era un lunedì, sarebbero partiti
515 III, XXIII | ragione de' suoi impegni non era libero tutta la giornata,
516 III, XXIII | successivo.~Ma se per Giovanni v'era l'impedimento dei suoi affari
517 III, XXIII | supplicanti al par di Antonio ve n'era già un buon numero. Per
518 III, XXIII | congregazione di Santa Filomena, che era il signor Marone, oppure
519 III, XXIII | aveva il primo requisito, ed era molto da temersi non avesse
520 III, XXIII | tanto, che la mattinata omai era oltre e l'anticamera a poco
521 III, XXIII | anticamera a poco a poco si era vuotata, senza che egli,
522 III, XXIII | marchesa.~Il domestico ch'era lì presente si mostrò tutto
523 III, XXIII | nella stanza della marchesa.~Era un antico salone, proprio
524 III, XXIII | cose che l'attorniavano era la padrona di quel palazzo
525 III, XXIII | temperatura, la marchesa era tuttavia sotterrata da una
526 III, XXIII | porgendolo alla signora; le era caduto.~- Mi si lascia sola
527 III, XXIII | signora marchesa, che egli non era in casa.~- Dove è andato?~-
528 III, XXIII | è un ingrato?~La giovane era andata a prendere un gotto
529 III, XXIII | carne grassa e spelata che era la cagnolina, e non ostante
530 III, XXIII | senza sapere se meglio era inoltrarsi o partirsene
531 III, XXIII | tutta la forza di cui essa era tuttavia capace.~- Che cosa
532 III, XXIII | E la buona ragazza che era Carlotta diede una pasticcina
533 III, XXIII | sulle cui labbra tirate c'era la smorfia di un sorriso.~-
534 III, XXIII | casa.... fin da quando c'era ancora la buon'anima di
535 III, XXIII | sant'uomo di Marone, dove era venuto a prendere notizie
536 III, XXIII | si dimentica....~Lisa s'era ritratta alquanto per deporre
537 III, XXIII | deporre il cappellino che s'era slacciato e la mantellina
538 III, XXIII | slacciato e la mantellina che s'era tolta dalle spalle.~- Come!
539 III, XXIII | della signora Pannini s'era levato da sedere per salutare
540 III, XXIII | personaggio: il signor Grisostomo.~Era un uomo grande, grosso,
541 III, XXIII | rassettandole le robe ond'era coperta, ch'essa, nell'atto
542 III, XXIII | poc'anzi dal dottore, s'era avvicinata ad Antonio, il
543 III, XXIII | vi manda questo.~Ed ella era veramente, come diceva Carlotta,
544 III, XXIII | quel giorno medesimo, che era il lunedì, Selva e Vanardi
545 III, XXIII | dall'ultima crisi passata, era del corpo più inferma, ma
546 III, XXIII | come da lungo tempo non era stata. Accolse Anna con
547 III, XXIII | a poco; ma il suo occhio era più smarrito e le sue parole
548 III, XXIII | me... Mi avevano detto ch'era morto... Non l'ho mai creduto,
549 III, XXIII | vivamente all'indietro, ma era troppo tardi: il marito
550 III, XXIII | menato Orsacchio in città era sempre quel benedetto ritratto
551 III, XXIII | dalla portinaia ch'egli era assente, Orsacchio era salito
552 III, XXIII | egli era assente, Orsacchio era salito al quartieretto di
553 III, XXIII | irrisoluzione, e pressato qual era di finirla, soggiunse:~-
554 III, XXIII | istinto lo avvisò che gli era per lui che quel maledetto
555 III, XXIII | viaggio, che il suo asilo era scoperto, e che contro di
556 III, XXIII | rifiatare. Anna, che le era compagna, si ritrasse in
557 III, XXIII | abbandonava quella casa come c'era arrivata, svenuta.~ ~ ~ ~
558 III, XXIV | XXIV.~ ~Due giorni dopo, era il mercoledì, Antonio, che
559 III, XXIV | del palazzo del banchiere. Era l'ultima sua speranza, era
560 III, XXIV | Era l'ultima sua speranza, era l'ultimo filo di salute;
561 III, XXIV | si rompeva tra mano, egli era senza redenzione perduto.
562 III, XXIV | calda di quegli ufficii, dov'era già penetrato una volta,
563 III, XXIV | scortese di tutti colà dentro era stato il cassiere; epperò
564 III, XXIV | che oramai per lui non c'era più scampo di sorta, e la
565 III, XXIV | picchio dato all'uscio.~Era il padrone d'un piccolo
566 III, XXIV | Orsacchio, arrivato il mattino, era andato a pigliare stanza
567 III, XXIV | L'albergatore, che non era de' più furbi, entrato,
568 III, XXIV | non attese altro, e già era fuor dell'uscio che Antonio
569 III, XXIV | basilisco simile di donna gli era più caro qualunque caso,
570 III, XXIV | fuori un giornale ripiegato: era quello che parecchi giorni
571 III, XXIV | provvedere alla sua famiglia s'era buttato nel fiume. Dopo
572 III, XXIV | di Giovanni Selva.~Questi era eziandio molto conturbato
573 III, XXV | XXV.~ ~Se vi ricorda, gli era il lunedì a sera che Marone
574 III, XXV | medesimo un agente di cambio era venuto a portare delle cartelle
575 III, XXV | fin di mese. L'infelice era disperato, e benchè non
576 III, XXV | disse a Gustavo che gli era un babbuino ad aver giuocato
577 III, XXV | più cui Pannini perdeva era egli a guadagnarlo, e che
578 III, XXV | come lo poteva Gustavo? Era dunque l'onore perduto e
579 III, XXV | medesime!... Cotal pensiero si era appena affacciato alla sua
580 III, XXV | preda. Fu quando Borgetti era partito che Gustavo si rese
581 III, XXV | dargli in ciampanelle. Non c'era che un modo: partire, allontanarsi,
582 III, XXV | rimase solo. Solo? No: v'era colà dentro un tremendo
583 III, XXV | padrone di casa di Antonio era caduto giù dalle scale e
584 III, XXV | caduto giù dalle scale e s'era slogato una gamba; non potendo
585 III, XXV | assalito dalla terzana: non era più in sè: uscì ratto e
586 III, XXV | indirizzo per a casa sua. Era l'imbrunire e i lampioni
587 III, XXV | amante, presenti che quella era una disgrazia; non sapeva
588 III, XXV | insonne, e pareva, tanta era la sua inquietudine, che
589 III, XXV | posò sulla figliuola. Ella era sì pallida e turbata ch'
590 III, XXV | con tutto il calore di cui era capace:~- Chi sono? Sono
591 III, XXVI | La pena che l'opprimeva era incredibile. Una vergogna
592 III, XXVI | Intanto l'autorità a cui s'era sporta denunzia avvisava
593 III, XXVI | arrestasse.~Un giorno solo era trascorso e la povera Lisa
594 III, XXVI | dolore: anche suo padre era disfatto e scoraggiato.
595 III, XXVI | campanello. Questa volta era Carlotta, la cameriera della
596 III, XXVI | la cosa perchè la vecchia era molto giù, si voleva finire
597 III, XXVI | sentito che il suo dovere era di accorrere ad assistere
598 III, XXVI | male, ma ora il suo cuore era preso da tanto affanno che
599 III, XXVI | Dieci minuti dopo, ella era pronta ad uscire quando
600 III, XXVI | ostacolo ad impedirnela. Era l'autorità giudiziaria che
601 III, XXVI | La signora Pannini non s'era ancora fatta viva.~La stanza
602 III, XXVI | La stanza dell'inferma era in una oscurità quasi completa;
603 III, XXVI | già pareva morta, cotanto era gialla e senza espressione
604 III, XXVI | aveva detto Carlotta che era andata ad aspettarla in
605 III, XXVI | Costei capì che per essa la era rotta affatto col cacciatore,
606 IV, XXVII | detto più volte che l'indole era eccellente, non aveva tardato
607 IV, XXVII | contro il marito; onde la s'era pentita forte, e la paura
608 IV, XXVII | bigotto padrone di casa era irremovibile, e che a loro
609 IV, XXVII | fare il dover loro.~Ma s'era appena incominciato, quand'
610 IV, XXVII | sbadigliare. Da parecchi giorni era succeduto un cambiamento
611 IV, XXVII | molto, il brav'uomo ch'egli era.~Tornato a casa quel dì,
612 IV, XXVII | cotanto; poi tosto se n'era anzi rallegrato, dicendosi
613 IV, XXVII | rallegrato, dicendosi che la era un carico per lui, che la
614 IV, XXVII | carico per lui, che la non era buona da niente, e tanto
615 IV, XXVII | ecco che a luogo di Anna era pure stato costretto a prendere
616 IV, XXVII | centesimo: e la serva non era acconcia a soffrire tutti
617 IV, XXVII | egli volesse imporne la era subito pronta a piantarlo
618 IV, XXVII | colla moglie d'Antonio gli era sempre rimasto nell'anima
619 IV, XXVII | fuor quella che il misero era stato visto gironzare sulla
620 IV, XXVII | Ed ecco, mentre più fitto era il capannello e più animate
621 IV, XXVII | giù le proprie.~Quando s'era sul migliore di questi compianti,
622 IV, XXVII | compianti, quando la compassione era giunta al suo apogeo, ecco
623 IV, XXVII | bel discorso in cui Marone era acconciato pel dì delle
624 IV, XXVII | Messer Agapito frattanto s'era accostato al segretario
625 IV, XXVII | mi dica il vero.~Agapito era più imbrogliato che un gatto
626 IV, XXVII | singhiozzare con tanto tormento che era una pena il sentirla.~-
627 IV, XXVII | son qua io, pago tutto io.~Era il droghiere, zio e padrino
628 IV, XXVII | lettera, la cui scrittura gli era affatto sconosciuta. Apertala
629 IV, XXVII | maledicendosi, ch'egli, ch'egli solo era cagione di tanta sciagura.
630 IV, XXVII | di tanta sciagura. Perchè era egli stato così crudele
631 IV, XXVII | figlioccio? Suo figlioccio! Era lui che lo aveva tenuto
632 IV, XXVII | al padre del piccino: ed era così che aveva mantenuta
633 IV, XXVII | pareva una montagna ora non era più che un granellino di
634 IV, XXVII | accolto l'ultima volta che era venuto a supplicarlo. Ahimè!
635 IV, XXVII | supplicarlo. Ahimè! Quella era pure stata l'ultima volta
636 IV, XXVII | riconciliazione? Capiva, ora che gli era tolto, tutto il piacere
637 IV, XXVII | dimora del nipote. Gli si era fatto presente che in quel
638 IV, XXVII | vecchiotto soprarrivato era lo zio di Antonio, e l'ebbe
639 IV, XXVII | baciava la mano, capì che era tempo d'andarsene anche
640 IV, XXVII | la famiglia del pittore era stabilita in casa dello
641 IV, XXVII | il droghiere, il quale era scevro da tanto tempo della
642 IV, XXVIII| invaditrice di strade ferrate s'era spinta tuttavia sin là a
643 IV, XXVIII| addietro quel passaggio era frequentatissimo, e le scuderie
644 IV, XXVIII| grand'agio da stare, com'era al momento di cui vi parlo,
645 IV, XXVIII| viaggiatori.~Gina, poichè la era stata spiccata da quel luogo
646 IV, XXVIII| detto: - Sedete; ed ella si era seduta. Quando egli fosse
647 IV, XXVIII| promessa mancia.~Il fatto era così straordinario che il
648 IV, XXVIII| alla loro testimonianza. Era da anni ed anni che non
649 IV, XXVIII| dello sportello, saltò giù. Era solo. Giovane, pallidissimo,
650 IV, XXVIII| tosto all'oste, il quale gli era mosso all'incontro e l'accoglieva
651 IV, XXVIII| carrozza, in un attimo s'era fornita la bisogna. Il postiglione,
652 IV, XXVIII| serpeggiava la strada per cui egli era venuto. Ma parve che tosto
653 IV, XXVIII| bisogno di dirvi chi fosse? Era Gustavo Pannini perseguitato
654 IV, XXVIII| trasporto: ed ecco di qual guisa era arrivato quel mattino al
655 IV, XXVIII| colla medesima intenzione era già Orsacchio.~Questi stava
656 IV, XXVIII| avvide che la carrozza non era la sua, e che un altro viaggiatore
657 IV, XXVIII| frusta ad Orsacchio che era mezzo nella carrozza colla
658 IV, XXVIII| spacco il cranio.~Orsacchio era caduto sanguinoso; a quello
659 IV, XXVIII| giungevano sul luogo. Orsacchio era morto sul colpo. Gina dalla
660 IV, XXVIII| dalla vista di quel sangue era mandata in una di quelle
661 IV, XXVIII| carrozza di Gustavo, la quale era già sparita al fine della
662 IV, XXIX | che sfiorargli il torace. Era stato preso e condotto alle
663 IV, XXIX | vedere.~L'elegante Pannini era cambiato in guisa da non
664 IV, XXIX | capitano, che punto non si era mosso, esclamò con voce
665 IV, XXIX | Sapete voi che l'onore era la sola nostra ricchezza
666 IV, XXIX | acconsentire. Il custode che era presente al colloquio contrastò
667 IV, XXIX | esisteva delitto, per lei non c'era argomento che valesse contro
668 IV, XXIX | che per parecchi giorni era impossibile rivedere il
669 IV, XXIX | il suo sguardo timoroso era una continua e sollecita
670 IV, XXIX | istette guari a ritornare. Era sì terribilmente turbato
671 IV, XXX | moglie e i figli di codestui. Era graditissimo a tutti, e
672 IV, XXX | Infatti la morte di lui non era menomamente provata; di
673 IV, XXX | in Po nè altrove non se n'era trovato: non poteva egli
674 IV, XXX | dirvi che questa persona era Antonio Vanardi, non morto
675 IV, XXX | di quel villaggio, dove era succeduta la catastrofe,
676 IV, XXX | quale, buona e pietosa com'era, appena udito il fatto,
677 IV, XXX | finalmente dove Antonio s'era ritirato coll'animo di non
678 IV, XXX | botto il pensiero che ella era libera finalmente di quella
679 IV, XXX | cosa le toccava di fare? Era sola, era libera, senza
680 IV, XXX | toccava di fare? Era sola, era libera, senza affetti al
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