Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Alfabetica    [«  »]
equilibrio 1
equivaleva 1
equivoco 2
era 680
eragli 4
erale 1
eran 3
Frequenza    [«  »]
750 le
709 è
685 con
680 era
655 più
653 del
628 da
Vittorio Bersezio
La carità del prossimo

IntraText - Concordanze

era

1-500 | 501-680

    Vol., Cap.
501 III, XXII | fu d'un balzo ad aprire. Era l'oste che veniva ad avvisare 502 III, XXII | ed ogni ora, ogni istante era un tormento per lei. Nel 503 III, XXII | realtà; la dissennatezza era più potente di lui, ed ella, 504 III, XXII | abbondevolissime lagrime. Era ciò che la teneva in vita.~ 505 III, XXII | uno spavento a vedersi. Era durante uno di siffatti 506 III, XXII | prostrazione in cui completa era in lei la conoscenza delle 507 III, XXII | sentore de' fatti loro. E ciò era facile ad ottenersi. Gina 508 III, XXII | tornare in Piemonte. Gina s'era assuefatta alla dimora in 509 III, XXII | persona viva, fra le poche ond'era accostata, non poteva più 510 III, XXII | accettare ogni patto, capì che c'era sotto un mistero, e ne 511 III, XXII | durante le quali il marito era costretto ad allontanarsi 512 III, XXII | subito da una simpatia che era in lei come un istinto, 513 III, XXIII | dalle mani del fiero marito era la prima e la sola cosa 514 III, XXIII | amici, che il domani, che era un lunedì, sarebbero partiti 515 III, XXIII | ragione de' suoi impegni non era libero tutta la giornata, 516 III, XXIII | successivo.~Ma se per Giovanni v'era l'impedimento dei suoi affari 517 III, XXIII | supplicanti al par di Antonio ve n'era già un buon numero. Per 518 III, XXIII | congregazione di Santa Filomena, che era il signor Marone, oppure 519 III, XXIII | aveva il primo requisito, ed era molto da temersi non avesse 520 III, XXIII | tanto, che la mattinata omai era oltre e l'anticamera a poco 521 III, XXIII | anticamera a poco a poco si era vuotata, senza che egli, 522 III, XXIII | marchesa.~Il domestico ch'era presente si mostrò tutto 523 III, XXIII | nella stanza della marchesa.~Era un antico salone, proprio 524 III, XXIII | cose che l'attorniavano era la padrona di quel palazzo 525 III, XXIII | temperatura, la marchesa era tuttavia sotterrata da una 526 III, XXIII | porgendolo alla signora; le era caduto.~- Mi si lascia sola 527 III, XXIII | signora marchesa, che egli non era in casa.~- Dove è andato?~- 528 III, XXIII | è un ingrato?~La giovane era andata a prendere un gotto 529 III, XXIII | carne grassa e spelata che era la cagnolina, e non ostante 530 III, XXIII | senza sapere se meglio era inoltrarsi o partirsene 531 III, XXIII | tutta la forza di cui essa era tuttavia capace.~- Che cosa 532 III, XXIII | E la buona ragazza che era Carlotta diede una pasticcina 533 III, XXIII | sulle cui labbra tirate c'era la smorfia di un sorriso.~- 534 III, XXIII | casa.... fin da quando c'era ancora la buon'anima di 535 III, XXIII | sant'uomo di Marone, dove era venuto a prendere notizie 536 III, XXIII | si dimentica....~Lisa s'era ritratta alquanto per deporre 537 III, XXIII | deporre il cappellino che s'era slacciato e la mantellina 538 III, XXIII | slacciato e la mantellina che s'era tolta dalle spalle.~- Come! 539 III, XXIII | della signora Pannini s'era levato da sedere per salutare 540 III, XXIII | personaggio: il signor Grisostomo.~Era un uomo grande, grosso, 541 III, XXIII | rassettandole le robe ond'era coperta, ch'essa, nell'atto 542 III, XXIII | poc'anzi dal dottore, s'era avvicinata ad Antonio, il 543 III, XXIII | vi manda questo.~Ed ella era veramente, come diceva Carlotta, 544 III, XXIII | quel giorno medesimo, che era il lunedì, Selva e Vanardi 545 III, XXIII | dall'ultima crisi passata, era del corpo più inferma, ma 546 III, XXIII | come da lungo tempo non era stata. Accolse Anna con 547 III, XXIII | a poco; ma il suo occhio era più smarrito e le sue parole 548 III, XXIII | me... Mi avevano detto ch'era morto... Non l'ho mai creduto, 549 III, XXIII | vivamente all'indietro, ma era troppo tardi: il marito 550 III, XXIII | menato Orsacchio in città era sempre quel benedetto ritratto 551 III, XXIII | dalla portinaia ch'egli era assente, Orsacchio era salito 552 III, XXIII | egli era assente, Orsacchio era salito al quartieretto di 553 III, XXIII | irrisoluzione, e pressato qual era di finirla, soggiunse:~- 554 III, XXIII | istinto lo avvisò che gli era per lui che quel maledetto 555 III, XXIII | viaggio, che il suo asilo era scoperto, e che contro di 556 III, XXIII | rifiatare. Anna, che le era compagna, si ritrasse in 557 III, XXIII | abbandonava quella casa come c'era arrivata, svenuta.~ ~ ~ ~ 558 III, XXIV | XXIV.~ ~Due giorni dopo, era il mercoledì, Antonio, che 559 III, XXIV | del palazzo del banchiere. Era l'ultima sua speranza, era 560 III, XXIV | Era l'ultima sua speranza, era l'ultimo filo di salute; 561 III, XXIV | si rompeva tra mano, egli era senza redenzione perduto. 562 III, XXIV | calda di quegli ufficii, dov'era già penetrato una volta, 563 III, XXIV | scortese di tutti colà dentro era stato il cassiere; epperò 564 III, XXIV | che oramai per lui non c'era più scampo di sorta, e la 565 III, XXIV | picchio dato all'uscio.~Era il padrone d'un piccolo 566 III, XXIV | Orsacchio, arrivato il mattino, era andato a pigliare stanza 567 III, XXIV | L'albergatore, che non era de' più furbi, entrato, 568 III, XXIV | non attese altro, e già era fuor dell'uscio che Antonio 569 III, XXIV | basilisco simile di donna gli era più caro qualunque caso, 570 III, XXIV | fuori un giornale ripiegato: era quello che parecchi giorni 571 III, XXIV | provvedere alla sua famiglia s'era buttato nel fiume. Dopo 572 III, XXIV | di Giovanni Selva.~Questi era eziandio molto conturbato 573 III, XXV | XXV.~ ~Se vi ricorda, gli era il lunedì a sera che Marone 574 III, XXV | medesimo un agente di cambio era venuto a portare delle cartelle 575 III, XXV | fin di mese. L'infelice era disperato, e benchè non 576 III, XXV | disse a Gustavo che gli era un babbuino ad aver giuocato 577 III, XXV | più cui Pannini perdeva era egli a guadagnarlo, e che 578 III, XXV | come lo poteva Gustavo? Era dunque l'onore perduto e 579 III, XXV | medesime!... Cotal pensiero si era appena affacciato alla sua 580 III, XXV | preda. Fu quando Borgetti era partito che Gustavo si rese 581 III, XXV | dargli in ciampanelle. Non c'era che un modo: partire, allontanarsi, 582 III, XXV | rimase solo. Solo? No: v'era colà dentro un tremendo 583 III, XXV | padrone di casa di Antonio era caduto giù dalle scale e 584 III, XXV | caduto giù dalle scale e s'era slogato una gamba; non potendo 585 III, XXV | assalito dalla terzana: non era più in : uscì ratto e 586 III, XXV | indirizzo per a casa sua. Era l'imbrunire e i lampioni 587 III, XXV | amante, presenti che quella era una disgrazia; non sapeva 588 III, XXV | insonne, e pareva, tanta era la sua inquietudine, che 589 III, XXV | posò sulla figliuola. Ella erapallida e turbata ch' 590 III, XXV | con tutto il calore di cui era capace:~- Chi sono? Sono 591 III, XXVI | La pena che l'opprimeva era incredibile. Una vergogna 592 III, XXVI | Intanto l'autorità a cui s'era sporta denunzia avvisava 593 III, XXVI | arrestasse.~Un giorno solo era trascorso e la povera Lisa 594 III, XXVI | dolore: anche suo padre era disfatto e scoraggiato. 595 III, XXVI | campanello. Questa volta era Carlotta, la cameriera della 596 III, XXVI | la cosa perchè la vecchia era molto giù, si voleva finire 597 III, XXVI | sentito che il suo dovere era di accorrere ad assistere 598 III, XXVI | male, ma ora il suo cuore era preso da tanto affanno che 599 III, XXVI | Dieci minuti dopo, ella era pronta ad uscire quando 600 III, XXVI | ostacolo ad impedirnela. Era l'autorità giudiziaria che 601 III, XXVI | La signora Pannini non s'era ancora fatta viva.~La stanza 602 III, XXVI | La stanza dell'inferma era in una oscurità quasi completa; 603 III, XXVI | già pareva morta, cotanto era gialla e senza espressione 604 III, XXVI | aveva detto Carlotta che era andata ad aspettarla in 605 III, XXVI | Costei capì che per essa la era rotta affatto col cacciatore, 606 IV, XXVII | detto più volte che l'indole era eccellente, non aveva tardato 607 IV, XXVII | contro il marito; onde la s'era pentita forte, e la paura 608 IV, XXVII | bigotto padrone di casa era irremovibile, e che a loro 609 IV, XXVII | fare il dover loro.~Ma s'era appena incominciato, quand' 610 IV, XXVII | sbadigliare. Da parecchi giorni era succeduto un cambiamento 611 IV, XXVII | molto, il brav'uomo ch'egli era.~Tornato a casa quel , 612 IV, XXVII | cotanto; poi tosto se n'era anzi rallegrato, dicendosi 613 IV, XXVII | rallegrato, dicendosi che la era un carico per lui, che la 614 IV, XXVII | carico per lui, che la non era buona da niente, e tanto 615 IV, XXVII | ecco che a luogo di Anna era pure stato costretto a prendere 616 IV, XXVII | centesimo: e la serva non era acconcia a soffrire tutti 617 IV, XXVII | egli volesse imporne la era subito pronta a piantarlo 618 IV, XXVII | colla moglie d'Antonio gli era sempre rimasto nell'anima 619 IV, XXVII | fuor quella che il misero era stato visto gironzare sulla 620 IV, XXVII | Ed ecco, mentre più fitto era il capannello e più animate 621 IV, XXVII | giù le proprie.~Quando s'era sul migliore di questi compianti, 622 IV, XXVII | compianti, quando la compassione era giunta al suo apogeo, ecco 623 IV, XXVII | bel discorso in cui Marone era acconciato pel delle 624 IV, XXVII | Messer Agapito frattanto s'era accostato al segretario 625 IV, XXVII | mi dica il vero.~Agapito era più imbrogliato che un gatto 626 IV, XXVII | singhiozzare con tanto tormento che era una pena il sentirla.~- 627 IV, XXVII | son qua io, pago tutto io.~Era il droghiere, zio e padrino 628 IV, XXVII | lettera, la cui scrittura gli era affatto sconosciuta. Apertala 629 IV, XXVII | maledicendosi, ch'egli, ch'egli solo era cagione di tanta sciagura. 630 IV, XXVII | di tanta sciagura. Perchè era egli stato così crudele 631 IV, XXVII | figlioccio? Suo figlioccio! Era lui che lo aveva tenuto 632 IV, XXVII | al padre del piccino: ed era così che aveva mantenuta 633 IV, XXVII | pareva una montagna ora non era più che un granellino di 634 IV, XXVII | accolto l'ultima volta che era venuto a supplicarlo. Ahimè! 635 IV, XXVII | supplicarlo. Ahimè! Quella era pure stata l'ultima volta 636 IV, XXVII | riconciliazione? Capiva, ora che gli era tolto, tutto il piacere 637 IV, XXVII | dimora del nipote. Gli si era fatto presente che in quel 638 IV, XXVII | vecchiotto soprarrivato era lo zio di Antonio, e l'ebbe 639 IV, XXVII | baciava la mano, capì che era tempo d'andarsene anche 640 IV, XXVII | la famiglia del pittore era stabilita in casa dello 641 IV, XXVII | il droghiere, il quale era scevro da tanto tempo della 642 IV, XXVIII| invaditrice di strade ferrate s'era spinta tuttavia sin a 643 IV, XXVIII| addietro quel passaggio era frequentatissimo, e le scuderie 644 IV, XXVIII| grand'agio da stare, com'era al momento di cui vi parlo, 645 IV, XXVIII| viaggiatori.~Gina, poichè la era stata spiccata da quel luogo 646 IV, XXVIII| detto: - Sedete; ed ella si era seduta. Quando egli fosse 647 IV, XXVIII| promessa mancia.~Il fatto era così straordinario che il 648 IV, XXVIII| alla loro testimonianza. Era da anni ed anni che non 649 IV, XXVIII| dello sportello, saltò giù. Era solo. Giovane, pallidissimo, 650 IV, XXVIII| tosto all'oste, il quale gli era mosso all'incontro e l'accoglieva 651 IV, XXVIII| carrozza, in un attimo s'era fornita la bisogna. Il postiglione, 652 IV, XXVIII| serpeggiava la strada per cui egli era venuto. Ma parve che tosto 653 IV, XXVIII| bisogno di dirvi chi fosse? Era Gustavo Pannini perseguitato 654 IV, XXVIII| trasporto: ed ecco di qual guisa era arrivato quel mattino al 655 IV, XXVIII| colla medesima intenzione era già Orsacchio.~Questi stava 656 IV, XXVIII| avvide che la carrozza non era la sua, e che un altro viaggiatore 657 IV, XXVIII| frusta ad Orsacchio che era mezzo nella carrozza colla 658 IV, XXVIII| spacco il cranio.~Orsacchio era caduto sanguinoso; a quello 659 IV, XXVIII| giungevano sul luogo. Orsacchio era morto sul colpo. Gina dalla 660 IV, XXVIII| dalla vista di quel sangue era mandata in una di quelle 661 IV, XXVIII| carrozza di Gustavo, la quale era già sparita al fine della 662 IV, XXIX | che sfiorargli il torace. Era stato preso e condotto alle 663 IV, XXIX | vedere.~L'elegante Pannini era cambiato in guisa da non 664 IV, XXIX | capitano, che punto non si era mosso, esclamò con voce 665 IV, XXIX | Sapete voi che l'onore era la sola nostra ricchezza 666 IV, XXIX | acconsentire. Il custode che era presente al colloquio contrastò 667 IV, XXIX | esisteva delitto, per lei non c'era argomento che valesse contro 668 IV, XXIX | che per parecchi giorni era impossibile rivedere il 669 IV, XXIX | il suo sguardo timoroso era una continua e sollecita 670 IV, XXIX | istette guari a ritornare. Eraterribilmente turbato 671 IV, XXX | moglie e i figli di codestui. Era graditissimo a tutti, e 672 IV, XXX | Infatti la morte di lui non era menomamente provata; di 673 IV, XXX | in Po altrove non se n'era trovato: non poteva egli 674 IV, XXX | dirvi che questa persona era Antonio Vanardi, non morto 675 IV, XXX | di quel villaggio, dove era succeduta la catastrofe, 676 IV, XXX | quale, buona e pietosa com'era, appena udito il fatto, 677 IV, XXX | finalmente dove Antonio s'era ritirato coll'animo di non 678 IV, XXX | botto il pensiero che ella era libera finalmente di quella 679 IV, XXX | cosa le toccava di fare? Era sola, era libera, senza 680 IV, XXX | toccava di fare? Era sola, era libera, senza affetti al


1-500 | 501-680

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License