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Volume III.
XVII (seguito).
Che cosa gli restava da
fare? Nient'altro che allontanarsi di là. Prese le scale e cominciò a
discendere lentamente, tutto mortificato.
Alla seconda branca
della scala trovò seduto, o meglio accosciato nell'attitudine del più doloroso
abbandono, il vecchio contadino che aveva visto poc'anzi uscire dal gabinetto
del cavaliere. C'era tanta espressione di dolore nel contegno del vecchio, i
singhiozzi che rompevano come a forza dal petto di lui erano così angosciosi
che Vanardi ristette, e un'immensa, subita pietà l'occupò tutto e lo spinse
verso quel miserello dalle chiome canute.
- Coraggio, buon uomo:
gli disse con voce piena d'affettuoso interesse. Non datevi così al disperato.
Io non conosco le vostre disgrazie, ma qualunque esse sieno l'abbandonarsi
dell'animo non può recar loro sollievo nessuno.
Il vecchio contadino
sollevò verso chi gli parlava la faccia lagrimosa. I suoi lineamenti erano
profondamente turbati, e la pallidezza delle sue guancie quasi cadaverica.
L'accento simpatico del pittore parve confortarlo alcun poco; pure scosse il
capo disperatamente, e rispose:
- Io sono il più
infelice uomo del mondo.... Vorrei esser morto.... Ah no: Dio mi perdoni.... C'è
costassù, a Valnota, una povera vecchia che mi ama e mi attende. Se non fosse
per lei!... All'uscire di costì m'è mancata ogni forza.... Avevo dimenticato
perfino la mia povera vecchia moglie. Bisogna ch'io torni presso di lei.... E
sarà il meglio ch'io mi levi presto di qui.
Fece a drizzarsi, ma lo
poteva a stento; Vanardi ve l'aiutò.
- Grazie! disse il
vecchio, e si mosse per discendere; ma le gambe gli vacillavan sotto, e a mala
pena si teneva in piedi.
- Venite meco, soggiunse
Antonio; appoggiatevi al mio braccio; così, pian pianino. Siete debole; avete
bisogno di qualche cosa che vi riconforti.
- Grazie, grazie:
ripeteva il vecchio commosso. Voi avete pietà d'un povero vecchio: voi che non
mi avete mai visto, mentre colui... colui!...
Tentennò un momentino la
testa con atto dolorosissimo; poi riprese con voce soffocata dalla soverchia
commozione, stringendo forte il braccio di Vanardi:
- Colui mi ha scacciato
di casa sua, come uno che gli faccia vergogna.... E sono suo padre!
Antonio mandò
un'esclamazione di meraviglia e di orrore.
Il vecchio, smarrita
affatto ogni forza, s'aggrappò al braccio di chi lo sosteneva, appoggiò la
fronte alla spalla del pietoso e scoppiò in pianto dirotto.
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