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Ma che dissi io mai di siti pericolosi? i
pericoli in siffatto ordine di cose sono tutti per noi, cattivi calcolatori delle
difficoltà, resi pusillanimi e ridotti al capogiro dall'immaginazione, talché
ci parrebbe di fare una gran prova passeggiando duri duri e spaventati sopra un
sentiero largo un metro e fiancheggiato da precipizi. Ma il gatto che agisce a
mente calma, e a cui la squisitezza dei sensi dona il giusto criterio
dell'equilibrio, non sente né questi pericoli, né queste paure.
Se una cosa non si può fare, egli non la
tenta nemmeno; se appena è possibile, la farà e con sicurezza, per la mirabile
precisione de' suoi movimenti. Osservatelo. Egli vuol eseguire un ardito salto
da un tetto a un altro più elevato. Scelto il posto migliore, sta lì fermo un
istante misurando d'un guardo l'altezza da guadagnare. Manca la materialità
della lavagna e del gesso, ma è un vero calcolo matematico, una equazione tra
le proprie forze muscolari e l'altezza del salto. Sciolto favorevolmente il
problema, si rannicchia per darsi slancio, e spicca il salto con un dispendio
di forze così saggio ed economico da non riescire un punto al di sotto o al di
là della mèta prefissa.
Oh no, non tremate mai per il gatto, poiché
egli sa sempre quello che si fa, o sia che si aggiri tra i labirinti d'un gran
mucchio di legna o di vecchie masserizie accatastate in soffitta; o sia che
passeggi filosoficamente sulle macerie e i rottami d'un edifizio smantellato,
come già Caino Mario in Cartagine. Insomma, non vi è piano ineguale, rotto,
fallace che lo riduca a periglio, perché egli, gran maestro di cautele e di
prudenza, va con piè leggiero e sospeso; e se quella zampa esploratrice non
sente sotto la dovuta resistenza, ei la ritira prima di affidarle il peso della
persona. Così noi uomini imparassimo da lui a non far passi falsi nel cammino
della vita: quanti errori e pentimenti di meno!
Bisogna però confessare non essere rarissimo
il caso che il gatto faccia capitombolo dal tetto. Ciò avviene, o perché
abbandonandosi all'ira con qualche rivale, nel furore della mischia dimentica
purtroppo la natural sua prudenza; o più spesso in occasione di nevicata, essendoché
il biancheggiare uniforme dei sottoposti piani lo illude, impedendogli di veder
la fine del tetto. Ma che importa il cascare da tanta altezza, quando lo fa
impunemente? Per lui un sì tremendo salto non è altro che il recarsi nel
cortile o in contrada senza l'incomodo di percorrere le scale. Natura lo ha
fatto per queste contingenze, dandogli leggerezza, elasticità, arte di cader
tutto raccolto sulle zampe, e col muso in aria: e, salvato il muso, come sanno
anche i ragazzi, tutto il resto è salvo. Infatti, vedetelo. Appena tocca terra
passa due minuti secondi di immobilità e attonitaggine, quasi interrogandosi
come diamine egli abbia commesso quella minchioneria: quindi dà intorno
un'occhiata sospettosa, e poi via colla rapidità del fulmine! Quell'occhiata
significa che il maggior male della caduta sta nell'essersi lasciato cogliere
in errore: e quella rapida fuga è per tranquillare gli animi e assicurarli che
egli sta proprio benissimo di mente e di corpo.
Se un uomo nel discendere una comoda scala dimentica
un solo gradino, l'ultimo appena, e mette male un piede, ne può venire una
slogatura di coscia, da mandarlo storpio per sempre dopo sei mesi di letto e di
spasimi in man de' chirurghi; se cade dall'altezza di pochi palmi, può
succedere una commozione di cervello da morire a dispetto di tutti gli Esculapi
e di tutti i tesori della Terra. E un gatto che precipita dalla sommità d'una
casa a cinque piani, è molto se crede opportuno di ritirarsi un istante a
ripulirsi, a lisciarsi il pelo, a ricomporsi da quel piccolo scompiglio della
persona. Ora, dico io: ammesso che madre natura ne' suoi fenomeni è sempre
saggia e rivelatrice d'importanti verità a chi sappia interrogarla, non vi
sentireste, miei cari, indotti a sospettare che la vita di molta gente valga un
poco meno di quella di un gatto? Volendo però schivare i confronti sempre
odiosi, concludiamo che la vita del gatto deve essere preziosa più di quanto
appare a primo aspetto.
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