Cattiva condizione delle altre bestie
in confronto del gatto
Le bestie o sono in istato di libertà, o
cadono in potere dell'uomo. Nel primo caso versano tra mille privazioni e
pericoli per mancanza di alimenti, per inclemenza di stagioni, per guerre
mortali con altre specie. Se poi vengono in dominio dell'uomo, perfino quelle
che, servendo ai comodi e ai piaceri di lui, sono mantenute in vita e
prosperità, scontano i vantaggi di questa protezione fra le durezze inevitabili
della schiavitù.
Pappagallo, tu godi fama di altissimo
ingegno per la virtù di ripetere le parole senza intenderle; a un dipresso come
i più degli uomini, che dicono le cose per la sola ragione dell'averle sentite
a dire, e opinano, e fanatizzano, e combattono per princìpi dei quali non si
degnarono mai di esaminare il significato. Tu dunque sarai comprato a caro
prezzo, ammirato, accarezzato, trattato a mandorle, confetti e paste dolci; ma
tutto questo in una gabbia, o legato sopra un palo per tutta la vita, niente
meno che divenuto affatto inutile il sublime ministero delle ali.
Scimmia, l'esser tu nell'aspetto e negli
atti una schifosa caricatura dell'umana specie, ti farà desiderar nelle sale
dei ricchi e ammirare pe' trivi. Ma nelle prime succederanno alle carezze dei
padroni le beffe e gli insulti dei servidori, alle brevi e superficiali
amicizie le freddezze lunghe e le dimenticanze: proprio come accade di solito
ai piccoli che coltivano i grandi. Per le piazze sarai la Taglioni o la Cerrito della marmaglia; e
se non vincerai quelle divine femmine in grazia e leggiadria, certo starai
sopra di loro in forza e agilità. Ma in cambio dei tesori e dell'apoteosi,
avrai risate e frustate, e poco pane cattivo: tenuta da per tutto a catena
corta, e punita d'ogni atto impertinente, e perfino interdetta negli amori che
sono la tua maggior passione. Dimando io che miserabil vita è la tua.
Cane, se tu sei di nobil razza, e de' meglio
capitati, avrai tappeti morbidi, bocconi squisiti, e una profusione di carezze
da consumarsene d'invidia gli adoratori della tua padrona. A norma delle
stagioni, sarai lavato, pettinato, tosato, riscaldato. Andrai al corso e in
villa in carrozza. I medici non isdegneranno di consultare sulla tua preziosa
salute; e se andrai perduto o rubato, il miglior letterato ammesso alla
gentilizia mensa (e si dubita ancora se la letteratura in Italia abbia una
missione!) dovrà comporre per la stampa un avviso che descriva le tue bellezze,
e prometta largo premio a chi ti porta. Ma bada bene che, fra tanti agi e tanta
gloria, ti accadrà d'esser pigliato a calci quando ti troverai a quattr'occhi
con un domestico villano; ma bada che se per troppa confidenza ti arrischierai
di passeggiar un poco per città senza cravatta, ne può andar la vita
all'istante; ma bada che verrà l'usanza di metterti una museruola, che non ti
lascerà nemmeno fiutare i tuoi interessi; ma bada che, se punirai di morso
qualche impertinente che ti abbia aizzato e tirato per la coda oltre ogni
discrezione, sarai legalmente perseguitato e anche messo a morte come
pericoloso e sospetto d'idrofobia.
E tu, cavallo, e tu, asino, e tu, mulo, e
tu, bue, ditemi tutti voi quante fatiche e busse veramente bestiali vi tocca di
sostenere per un po' di fieno che vi tien vivi e una tettoia che vi copre dalle
intemperie. E così dicasi della maggior parte dei bruti.
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