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Salvatore Farina
Due amori

IntraText - Concordanze

era

    Parte
1 Aut| dopo quaranta anni che era morta alla speranza ed all' 2 1| nel primo giorno che io vi era entrato, la mia comparsa 3 1| entrato, la mia comparsa era stata causa di molte gare 4 1| nostra amicizia.~Don Giuseppe era ghiotto dei zuccherini. 5 1| in un antico forziere che era nella camerata, cadde nelle 6 1| mia debolezza.~Raimondo era in un canto col capo chino, 7 1| curiosità. Don Giuseppe era seduto; mi fece accostare 8 1| Compresi che la stessa domanda era stata fatta a Raimondo, 9 1| sfuggire al castigo. Ma ciò non era nel mio cuore, e se pure 10 1| entrò in quella camera. Era egli uno scapestratello, 11 1| entrambi che egli stesso n'era stato l'autore, e stentavamo 12 1| sue celie per ogni cosa. Era riuscito a trafugare alcune 13 1| Milano. Il collegiale s'era fatto uomo; e tuttavia io 14 1| novelle di Raimondo. Egli era partito per un lungo viaggio 15 1| ciò che mi riconfortava era la promessa del suo ritorno 16 1| arrivo; e il domani egli era meco.~ ~ ~ 17 1| III.~ ~Egli era meco. Ma posso io dire che 18 1| affilato - il suo sguardo era sempre mesto, ma avea perduto 19 1| pensare ad Eugenio. Egli si era recato da qualche anno a 20 1| all'abitazione di Raimondo.~Era la prima volta che io vi 21 1| appartenuto in qualche guisa?~Era forse questo sentimento 22 1| specie di negro, di cui non era facile a primo aspetto indicare 23 1| nerissimi anella. Di corpo era snello e di statura men 24 1| cui si trovava Raimondo era addobbata con squisita eleganza. 25 1| aspettava con desiderio; e s'era rizzato per metà sui guanciali. 26 1| vederti, di abbracciarti.~V'era tanta mestizia, e così dolce, 27 1| accorsi che il suo volto era pallido più del consueto, 28 1| consueto, che il suo respiro era affrettato, e che grosse 29 1| Me l'aspettavo; colaggiù era malato di nostalgia, ed 30 1| mutamento di clima; io mi era abituato a quel cielo di 31 1| respirando un'aria che non era la tua, ascoltando un linguaggio 32 1| osservai con inquietudine; era calmo. Poco dopo si scosse, 33 1| genere di vita a cui si era dato non riuscisse tuttavia 34 1| per ridonargli la sua pace era riuscito a vuoto. Quando 35 1| nell'America del Sud, s'era mostrata assai desiderosa 36 1| notturni.~La contessa B. era una donna sui cinquant'anni; 37 1| desiderio; e siccome egli era modesto e riconoscente a 38 1| signorina Clelia.~Il generale era un uomo alla buona, di modi 39 1| toccato i settant'anni, certo era giù di ; ma si conservava 40 1| incurvato.~La signorina Clelia era una personcina dilicata, 41 1| indolenza piacevole. Clelia era una creatura buona. Parlava 42 1| può parere. La sua parola era facile e chiara; diceva 43 1| gusti senza tenersene - era presto fatto a dirli, i 44 1| del suo affetto paterno, era ben altra cosa della sua 45 1| della signorina Clelia. Era orfana, o almeno passava 46 1| secondo gli uni il Generale era un tutore, secondo altri 47 1| detto peggio.~Una sera io mi era recato secondo l'usato presso 48 1| che da qualche tempo s'era fatto frequentatore assiduo, 49 1| frequentatore assiduo, non era venuto. La contessa me ne 50 1| in quel mattino egli non era stato da me. Il discorso 51 1| lui; la signorina Clelia era seduta d'accanto e ci ascoltava. 52 1| diceva motto - Raimondo s'era fatto tetro. Mi aspettava 53 1| costume di allontanarsi quand'era sorpreso da cotali malinconie, 54 1| e uscì.~Raimondo non s'era quasi mosso; ma non andò 55 1| Assolutamente Raimondo era distratto.~Attraversammo 56 1| alla campagna.~Il cielo era sereno; le stelle fitte 57 1| fermai in mente che Raimondo era distratto.~ ~ ~ 58 1| ritornai seppi che Raimondo non era stato a far ricerca di me.~ 59 1| ricerca di me.~Se non che non era ancora l'alba del giorno 60 1| all'uscio della mia camera; era lui. Mi proponeva una passeggiata 61 1| incontrarvi Raimondo, ma non vi era ancora.~Il generale mi venne 62 1| della signorina Clelia. Era incomodata lievemente e 63 1| incomodata lievemente e s'era rimasta a casa.~Raimondo 64 1| che la signorina Clelia era incomodata.~Io era stato 65 1| Clelia era incomodata.~Io era stato più volte in casa 66 1| avea sempre detto che non era in casa. Vi andai ancora 67 1| amico, e che l'uscio non s'era aperto.~Charruà accennò 68 1| avidità. Quella lettera era così concepita:~«Tu hai 69 1| durante tutto quel tempo s'era rimasto immobile e pensieroso, 70 1| io compresi che Raimondo era torturato da questo pensiero. 71 1| io insistessi più oltre, era inteso che quella sera sarebbe 72 1| trovato in minori imbarazzi, era stato lui a farmi premura; 73 1| dolesse. E poi che egli era stato travagliato da una 74 1| cogli occhi Raimondo. Egli era sempre vicino a Clelia e 75 1| quel che è peggio, egli era sconfortato dei fatti suoi; 76 1| debolezza, pensi se questa era tortura.~In conclusione 77 1| In conclusione egli se n'era stato tutta sera vicino 78 1| gli aveva detto ch'egli era il suo amore; gli si era 79 1| era il suo amore; gli si era seduto al fianco, l'avea 80 1| spettacolo del suo dolore che non era men vivo, sebbene andasse 81 1| sarebbe venuto - questo era evidente.~Come Raimondo 82 1| prese il suo partito. S'egli era stato debole e pauroso con 83 1| pazienza; comprese che non vi era mezzo di far chiaccherare 84 1| XIV.~ ~Il mio amico s'era posto sulla via delle arditezze; 85 1| mistero, qualche cosa che non era nei miei viaggi, ma traboccava 86 1| anche il non vedervi non era in mie mani.~«Vedervi e 87 1| memoria. Mi dissero però ch'era bella, ch'era giovine e 88 1| dissero però ch'era bella, ch'era giovine e poveretta, che 89 1| persona di cui serbo memoria, era un uomo abbastanza vecchio, 90 1| generale R., quella donna era la marchesa sua moglie.~« 91 1| all'improvviso. La mamma era stata colta da paralisi; 92 1| ripetè cento volte che egli era il più felice degli uomini.~ 93 1| ad arrossire quando egli era apparso nelle sale della 94 1| confessarmi che quella lettera gli era parsa insufficiente, che 95 1| giorni dopo, il mio amico era in grandi faccende. Mi chiamò 96 1| sposava Clelia. Pensate se n'era lieto. Aveva fatto addobbare 97 1| testa piena di progetti; qua era una statuetta da collocare, 98 1| vedere se la sua guarigione era sicura, e se non fosse a 99 1| quell'inerzia forzata cui era condannato mi fece parere 100 1| Siccome però la mia testa era libera, e la mia intelligenza 101 1| poco mi abituai.~Raimondo era venuto ogni giorno a vedermi. 102 1| lieto del solito. Tutto era pronto; fra otto giorni 103 1| trovo meno pallido.~Non era vero che io stessi meglio, 104 1| meglio, e se il mio viso non era pallido conveniva accagionarne 105 1| bagni di mare. La stagione era propizia; confortavami ad 106 1| partito.~Charruà venne, com'era uso, a chieder mie notizie.~ 107 1| Simplicio, il portinaio, era salito prima ancora da me 108 1| scesi le scale.~Una carrozza era ferma; feci per salire, 109 1| con occhio di meraviglia - era Clelia,~Non dirò la mia 110 1| accento di sincerità che se n'era afflitta anch'essa - così 111 1| tranquille del suo volto! Dove era il segreto della sua pace, 112 1| segreto della sua pace, dov'era il culto che gli mancava, 113 1| di mestizia indefinibile. Era pallida e bella, di quella 114 1| mìei passi distratti; io era mesto d'una mestizia dolce 115 1| nuove idee.~La spiaggia era deserta, sabbiosa e seminata 116 1| infanzia - la mia infanzia era la mia patria. E allora 117 1| madre mia. A poco a poco era scesa la notte; il mare 118 1| deciso ove sarei andato; ma era fermo nel proposito di lasciare 119 1| il signor S. del N.º 35 era sulle mosse per la partenza, 120 1| Ma da qualche tempo io m'era distratto; rispondevagli 121 1| Convien sapere che io m'era fitto in capo che il signor 122 1| immobile guardando la porta ond'era uscito, e poi le mie valigie, 123 1| battezzata Bianca, e ch'era più felice di prima. Quel 124 1| Quel signore lombardo s'era informato di me per qualche 125 1| come avea saputo che io mi era recato a Quartu a poca distanza 126 1| distanza da Cagliari, ci era venuto anch'esso. Scrissi 127 1| visita a Raimondo. Per via io era ebbro di gioia; accostandomi 128 1| dimenticato in tutto quel tempo, era quel buon uomo snidato dall' 129 1| atterrito, tanto il mio cuore era lontano dalla melanconia. 130 1| nera cornice.~Quella donna era Clelia. Al vederla rimasi 131 1| stante mi rivolsi. Egli era a due passi da me, colla 132 1| accorsi che il suo ciglio era umido di pianto.~- Morta! 133 1| vestissero il lutto. La polvere s'era addensata sugli scaffali 134 1| da per tutto dove prima era l'ordine, regnava la trascuranza; 135 1| il disastro dell'uomo era tanto lieve, che vi si aggiungesse 136 1| fare - la piccina sorrise.~Era una creatura dolce, uno 137 1| voce del rimprovero. Egli era giovine, dovea esser forte - 138 1| giovine, dovea esser forte - era padre, doveva almeno vivere. 139 1| felicità di cui appena io era stato testimonio, e la grandezza 140 1| incontro - il suo signore non era in casa. Domandai dove avrei 141 1| miei occhi.~Raimondo non era in quel luogo. Volli ritornare 142 1| ma poi che la carrozza s'era allontanata, e mi avrebbe 143 1| innanzi a me una lapide nuova; era di marmo bianco, semplicissima 144 1| mi hai tu abbandonatoEra tutto - una storia d'affetti 145 1| nelle indagini per cui era venuto. Fantasticai mille 146 1| io non vidi Raimondo. Mi era recato più volte da lui, 147 1| detto che il suo signore non era in casa.~Anche Charruà parea 148 1| stato di Raimondo. Charruà era come uno specchio~ dell' 149 1| mi facesse dire che non era in casa. E da prima pensai 150 1| vita della povera Clelia, s'era trovata al suo capezzale - 151 1| Tentennò il capo, e mi disse ch'era morto. Poco dopo le nozze 152 1| le nozze della sua Clelia era stato colpito di gotta una 153 1| gotta una prima volta, e n'era guarito in tempo per poter 154 1| seggiolone di cuojo verde, s'era dato all'assenzio. Alla 155 1| gli veniva apprestato non era ricolmo, pregò lo si colmasse. 156 1| le ultime sue parole, ed era morto nelle braccia di Clelia 157 1| aveva parlato. In ciò non era certamente nulla di straordinario, 158 1| avesse parlato d'Eugenio. Era stato calcolo o dimenticanza? 159 1| il suo silenzio quando io era ancora in Sardegna e Clelia 160 1| incontrai Raimondo per via - era il cielo che lo inviava; 161 1| infelice.~La sua fisonomia s'era come allungata dal dolore; 162 1| dal dolore; il suo passo era grave, teneva il cappello 163 1| sua fede nell'amicizia s'era affievolita tanto da farlo 164 1| confidente. Quando io gli era vicino, e potevo vederlo 165 1| alterava nella mia mente; non era più lui.~Non dirò se io 166 1| della nostra amicizia che si era oramai dileguato.~Mi ricordai 167 1| Eugenio. Forse verso di lui io era assai colpevole; ma la lontananza 168 1| la nostra vita intima ci era ignota a vicenda. Pure Eugenio 169 1| del tempo in cui egli s'era trovato a Milano, ma non 170 1| perduto d'acutezza, ma non era perciò meno intenso o meno 171 1| intenso o meno profondo; si era rassegnato al suo destino, 172 1| picchiato al mio uscio. Era Charruà. Il suo signore 173 1| dei consigli a chiedermi.~Era nelle sue parole tanto dolore, 174 1| momento la mia mente rabbonita era assai lungi dal pensarlo, 175 1| confortai, e gli dissi che io mi era accorto che egli mi celava 176 1| scemerà il mio affanno - se v'era dunque colpa in me, era 177 1| v'era dunque colpa in me, era quella di voler essere solo 178 1| essere solo a soffrire; se v'era egoismo nel mio contegno, 179 1| egoismo nel mio contegno, egli era certamente un egoismo assai 180 1| ma fui già vincitore. Io era riuscito ad abituarmi a 181 1| questa solitudine che mi era odiosa, a questo martello 182 1| raffigurava il mio martìrio; era riuscito a creare una colpa 183 1| temuto di perderlo, perchè era l'unica cosa che mi rimaneva 184 1| a me stesso che ciò non era tutto, che la battaglia 185 1| potenza dell' urto improvviso era grande, ma che il petto 186 1| spasimando per tanto tempo, era finalmente mia, fra le mie 187 1| mia, fra le mie braccia - era mia, palpitante, carezzevole, 188 1| colta più mai.~A tavola gli era un perturbamento quotidiano 189 1| altro. Ora siccome la tavola era ampia, avveniva che noi 190 1| non più oltre.~Charruà ne era lietissimo; ma il cuoco, 191 1| le matte allegrie. Clelia era in molte cose una bambina; 192 1| XXX.~ ~«Un giorno io era rimasto assente di casa 193 1| XXXI.~ ~«Clelia era madre.~Finchè ella lo aveva 194 1| ella lo aveva dubitato, era stata come in preda ad un 195 1| vita, vivere di quella; era troppo grande voluttà, era 196 1| era troppo grande voluttà, era una prova suprema, una risponsabilità 197 1| anima ingenua e dolce ne era rimasta stordita, aveva 198 1| misurato le sue forze e si era creduta debole ed aveva 199 1| alla gioia. La sua anima era nei suoi occhi, e i suoi 200 1| sollevava per guardarmi era un raggio di sole che veniva 201 1| amore di sposo, e che io era tuttavia solo a regnare 202 1| che il tempo delle celie era passato, e che bisognava 203 1| nasconde un'ingiustizia.~Me ne era ripetuto cento volte le 204 1| bambina.~«Un bambino, m'era detto, non sarà tuo che 205 1| battezzarla col nome di Bianca, ch'era un bel nome. E poi che non 206 1| XXXII.~ ~«Era passato un anno dalla nascita 207 1| nome. La nostra felicità era così grande, che quasi la 208 1| presso un artista celebre che era morto poco prima; però egli 209 1| benedetta.~La sua lettera era mesta, esalava un profumo 210 1| fra l'amicizia e l'amore era troppo grande fortuna perchè 211 1| ingenuo e mi confessò ch'era gelosa e che ci badassi.»~ ~ ~ 212 1| poi eran tutti bruni, o m'era parso; e se v'era qualche 213 1| bruni, o m'era parso; e se v'era qualche biondo frammezzo, 214 1| qualche biondo frammezzo, gli era un personcino dilicato, 215 1| mi guardava - lo guardai; era bruno, di mezzana statura, 216 1| tuttavia ed assai bello. Non era il ritratto che io cercavo, 217 1| ma che avrei giurato ch'era Eugenio. Se non che in quella 218 1| per un braccio dolcemente; era il giovine bruno di poco 219 1| Sulla riva del Purus io m'era costrutta una tenda, e vi 220 1| ritorno. Quel palmizio non era nel mio cuore, io non lo 221 1| è udita più mai.~Eugenio era dolce, amorevole, incontaminato 222 1| suoi inganni.~Il suo cuore era il più gran cuore che mai 223 1| Al sorriso scherzevole era succeduto il sorriso sereno 224 1| insinuante, melanconica. Eugenio era bello, assai bello; non 225 1| capelli bruni e lucenti. Era abitualmente mesto, ma alla 226 1| forse lo sono ancora.~Egli era pieno di fede; sebbene io 227 1| affetto, lieta nella speranza, era inoperosa e languida nel 228 1| nuovo sorriso.~Talvolta egli era pensoso, distratto; in quei 229 1| voleva creare. Questo  era il suo dubbio, il suo contristato 230 1| culto dell'uomo. Eugenio era un grande artista, ma, ciò 231 1| ma, ciò che è assai più, era anche un uomo onesto. La 232 1| indivisibili.~Clelia se ne era mostrata indifferente nei 233 1| io accordava ad Eugenio era rubato al nostro amore. 234 1| cuore. La gelosia di Clelia era ingiusta; io sentiva d'amarla 235 1| Clelia erano un martirio; s'era fatta una legge di non farmene 236 1| senza ragione. Tuttavia ella era così buona, così dolce, 237 1| Se ne accorgeva e me n'era grata, e mi sorrideva talvolta 238 1| scene si rinnovavano.~Com'era naturale, Clelia aveva concepito 239 1| destato in Clelia. Egli era così poco vanitoso ed avea 240 1| freddezza. Fors'anco si era accorto di tutto; ma, o 241 1| diceva un mondo di cose; s'era svegliata di buon umore, 242 1| accordassi un favore. Io era felice di poterla contentare, 243 1| t'inganni; ieri appena era rosea come un amorino.~- 244 1| cui essa trattava Eugenio. Era gelosia, era egoismo d'amore, 245 1| trattava Eugenio. Era gelosia, era egoismo d'amore, ma era 246 1| era egoismo d'amore, ma era amore. Dovevo io farle una 247 1| tempo ciò che in esso vi era di affannoso, non era egli 248 1| vi era di affannoso, non era egli egoismo più grande? 249 1| guisa quell'affetto che mi era così caro?~Tutti questi 250 1| fatto il suo volere, che non era desiderio di contraddirmi, 251 1| saremmo andati alla ventura - era il volere di Clelia.~- E 252 1| bocca, con aria di mistero. Era un segreto.~Noi stavamo 253 1| per evitarlo - non ve n'era alcuno. S'egli avesse proseguito 254 1| egli taceva. Lo invitai. Era impossibile che egli non 255 1| compagnia in quel giorno non era desiderata. Mi strinse le 256 1| indice attraverso le labbra. Era un segreto.»~ ~ ~ 257 1| porta più vicina. Clelia era fuor di dell'allegria; 258 1| passi da per .~La balia era una buona donna, che amava 259 1| starsene con noi. Anch'essa era giubilante, seguiva attenta 260 1| un trar di sasso appena, era una bicocca mezzo sepellita 261 1| insegna irruginita che non era avara di promesse a chi 262 1| suoi servigi.... Ma io vi era andato per ritrovare un 263 1| felicità seppellita, vi era andato per piangere.»~ ~ ~ 264 1| si saziava di dirmi che s'era divertita.~- Quanto sarei 265 1| abitazione, e seppi che era rimasto assente tutto il 266 1| piacere - ma siccome tutto ciò era stato indovinato, non voleva 267 1| una voce nota - entrai; era Eugenio.~Eugenio seduto 268 1| averlo offeso, tanto io era felice di veder Clelia così 269 1| e sorrise. Quel sorriso era un mondo di idee: una confessione 270 1| non aveva che tre anni ed era bella - Clelia  aveva pensato 271 1| aveva pensato a Bianca e s'era intenerita. Io stesso a 272 1| completò come per incanto; v'era stata fino a quel punto 273 1| dissimulata; la mia anima s'era tenuta vacillante fra il 274 1| all'amicizia; oggi il nodo era stato sciolto; i miei affetti 275 1| trasporto al mio amore che era il mio culto. Oramai io 276 1| tanto tempo repressi; io era libero d'amare.~Clelia non 277 1| mancasse al solito convegno, ne era dolente per me poco meno 278 1| non un soldo di meno. Non era troppo, per intraprendere 279 1| gigantesco disegno che gli era balenalo in mente: recarsi 280 1| propose e fu accettato. Era un ardimento senza pari; 281 1| una copia dal gesso, ed era stato concesso agli allievi 282 1| in febbre; il suo disegno era quasi al termine; se non 283 1| entrambi; quale più non era facile determinare.~Trascorse 284 1| riducibili ad una lira. Una lira! era un poema, e tuttavia Nababbo 285 1| all'intelletto di Eugenio era uscita dalle saccoccie di 286 1| mangiò un tozzo di pane che era avanzato dal suo pranzo 287 1| affrettando il passo quando era lontano dalla soglia, e 288 1| risoluzione suprema ed entrò.~Non era stato da gran tempo in una 289 1| Il volto di quel frate era muto come una tomba. Eugenio 290 1| Eugenio allora pensò che egli era li per confessarsi, e fu 291 1| confiteor, e il penitente, a cui era passato di mente insieme 292 1| un'ora di tortura Eugenio era riuscito a convertirsi; 293 1| all'improvviso. Eugenio era seduto sopra una sedia daccosto 294 1| udito ad entrare perchè era distratta - non poteva essere 295 1| pezzo - il suo corpicino era tutto foco.~- Lo vedi, mi 296 1| in quel momento egli non era più uomo, veleggiava pei 297 1| campi ideali dell'arte - era assai lungi da noi. Guardava 298 1| avrebbe penetrato mai; non era il sorriso dell'arte, il 299 1| ogni traccia di carbone era un soffio novello che infondeva 300 1| prima di lui; ma Galatea non era ancora. Nacque in lui, visse 301 1| alimentata nella sua mente; era un sorriso d'amore, un fantasma 302 1| vitalità del mio amore, quanta era la vitalità di quel quadro.~ 303 1| Io guardava Clelia, non era più quella di prima - guardava 304 1| senza di ciò ogni mio studio era vano.~Charruà entrò portando 305 1| Passarono alcuni giorni. Eugenio era venuto regolarmente alle 306 1| non si lamentava.~La tela era oramai al suo termine, il 307 1| agitarli col mio respiro.~Era una bella tela, da inorgoglire 308 1| immobilità le avevano fatto male. Era così fragile il suo corpicciuolo 309 1| contegno verso Eugenio. Era fredda e riservata con lui, 310 1| confidenza amichevole che era stata già frutto di molte 311 1| dinotasse di essersene accorto. Era sempre buono e dolce, sempre 312 1| tempo; ma poi che io mi era abituato all'armonia che 313 II| al primo pensiero che m'era venuto, e domandai a me 314 II| indarno.~ d'altra parte io era certo di non illudermi - 315 II| causa ignorata. E quale era mai questo segreto? e perchè 316 II| segreto con me? d'onde mai era venuta la forza che aveva 317 II| sorriso animava il suo volto. Era bella; di quella bellezza 318 II| coppa alle labbra.~Se vi era illusione che potesse alimentare 319 II| micidiale d'una freccia. Era una rivelazione involontaria, 320 II| rivelazione involontaria, era un sospiro sfuggito all' 321 II| ansia d'un petto conturbato, era fiamma dissimulata e tradita.~ 322 II| parola.~Nell'altra camera c'era Charruà; il poveretto aveva 323 II| rivelazione del delirio? ed era poi una rivelazione? «Eh! 324 II| se ne avvedeva ella? Non era possibile; ne conosceva 325 II| ragionevole. Ahimè! non vi era più dubbio. Come fu presso 326 II| fatto bene. In vero ella era molto abbattuta; passeggiava 327 II| camere, ma ad ogni tratto era costretta a sedersi.~Alla 328 II| segga daccanto a me.~Vi era in queste parole un accento 329 II| quasi ogni primitivo timore. Era stato un delirio il suo; 330 II| quella notte senza luna era inesorabile, mai un filo 331 II| con abbandono; ma tuttavia era chiaro che ciascuno di noi 332 II| Clelia.~Conobbi che questa era da parte sua l'ultima via 333 II| che il suo partito oramai era preso. Che mi avrebbe detto 334 II| pentita,» pensai.~Ma mi era ingannato; sentii la sua 335 II| la mano di Clelia che mi era sfuggita, cercai il suo 336 II| la testa di Clelia che si era appoggiata sulle mie ginocchia, 337 II| risentiva come tigre ferita. Era terribile; io indovinava 338 II| incontrassi che la noia, io era divenuto assiduo frequentatore 339 II| Da qualche tempo Eugenio era venuto più di rado; la mia 340 II| mi aveva fatto le sue. Io era stato sempre fra due, se 341 II| stesso che la sua anima era fredda e il suo cuore marmoreo 342 II| meglio assai che la tua.» Ed era vero, troppo vero.~Eugenio 343 II| partecipasse all'opera e al prezzo; era venuto a salutarmi.~Mi venne 344 II| venute stentate e non v'era stato verso di raccapezzarmi. 345 II| l'addio dell'amicizia mi era caro, assolutamente conveniva 346 II| aveva detto che mia moglie era una bella donna.~Mi destai 347 II| Il volto di Clelia non era presso a sorridermi.»~ ~ ~ 348 II| Pur che mi sorridesse, io era raggiante di gioja.~La buona 349 II| non mi serbava rancore; era felice che io non l'avessi 350 II| diviso, la sua partenza era proposito - e il proposito 351 II| notte sognai che Eugenio s'era pentito ed era tornato sui 352 II| Eugenio s'era pentito ed era tornato sui suoi passi presso 353 II| ritentare più quelle ferite era anch'esso una ferita - nube 354 II| Ti ricordi? ti ricordiEra una festicciuola di memorie - 355 II| Così questo serpe fatale era arrivato per altra via sino 356 II| medico.~Il medico venne; non era cosa grave: una pleurisia 357 II| ella amava ancora colui, ed era straziata dalla sua passione; 358 II| cinismo.~Una mattina io era uscito per affari; avea 359 II| parola mi porse la mano.~Io m'era oscurato in volto al vederla; 360 II| veniva da Roma.~Clelia si era attaccata al mio braccio - 361 II| aveva taciuto quel nome, era arte; l'indifferenza lo 362 II| dissimulazione adunque s'era tradita; ella mi aveva letto 363 II| La lettera di Eugenio era piena di cortesie. Non mi 364 II| suo animo generoso se n'era dunque dimenticato. Gran 365 II| buttato con noncuranza, v'era scritto un saluto per lei. 366 II| un angolo della camera. Era stato spesso a rivedere 367 II| posizione, e la polvere vi si era addensata a strati; in quel 368 II| strati; in quel giorno l'albo era capovolto; i fermagli erano 369 II| rinchiuderli; la polvere vi era meno densa e serbava tuttora 370 II| ricercai il ritratto d'Eugenio. Era , nella sua piccola cornice.~ 371 II| accorsi che la sua fisonomia era alterata; toccai la sua 372 II| certezza che il suo stato era peggiorato le domandai se 373 II| per non svegliarla; ma ell'era desta e mi guardava con 374 II| LXI.~ ~«Non era vero che io fossi forte; 375 II| giorno di festa per noi.~Mi era passato di mente - era il 376 II| Mi era passato di mente - era il quarto anniversario del 377 II| segreto a nascondermi, non era certamente una colpa; se 378 II| una colpa; se inganno v'era stato nei suoi modi, lo 379 II| migliorò gran fatto; il medico era venuto assiduamente, ogni 380 II| in carrozza.~La giornata era serena; una brezza melanconica  381 II| discinte - batteva agitato.~Io era solo; volli chiamare e corsi 382 II| inesorabilmente; la mia felicità era seppellita con Clelia.~Seppellita! 383 II| muovere un passo.~Clelia si era scossa, aveva levato lentamente 384 II| uscita dal letargo in cui era caduta, volle ch'io le sedessi 385 II| Clelia rianimata sempre più era diventata scherzosa, e s' 386 II| poi che il sonno di Clelia era tranquillo e il mio spirito 387 II| Guardai il volto di Clelia. Era sereno. Appoggiai il capo 388 II| trascorresse di tal guisa; io mi era ridato un'altra volta a 389 II| dimenticare. In quel momento io era buono, avevo pietà dello 390 II| avrebbe risposto più mai - era morta.~Caddi senza pensiero, 391 II| assai più duro strazio m'era il sopravvivere a lei. Egoismo 392 II| Dimenticavo la piccola Bianca che era ciò che mi rimaneva di quell' 393 II| il braccio che lo reggeva era tremante, e gli occhi di 394 II| chiamare, lo avevano chiamato, era venuto.~«Credete che le 395 II| croce.~Ahi! il mio cuore era seppellito sotto.~Per 396 II| Il volto di quella donna era florido, giocondo e bello; 397 II| in quell'abbigliamento; era un giglio sopra il manto 398 II| teneva.~E che mai, mio Dio, era ella andata a piangere in 399 II| creatura, che la mia Clelia era stata più bella di lei, 400 II| stata più bella di lei, e ch'era morta.»~ ~ ~ 401 II| ora dolcemente passionato; era penetrato in lui, avevo 402 II| trascurato da qualche tempo, s'era spento; le fiammelle del 403 II| a contemplarlo - egli s'era gittato sopra un divano 404 1| così credetti - se pure non era interessamento. Anzi, pensandoci, 405 1| sparite. Senza volerlo io mi era avvicinato un par di braccia - 406 1| all'aria libera.~ ~*~*  *~ ~Era un ampio carrozzone antico, 407 1| Veloce - e, così curvato com'era, tuffava e rituffava la 408 1| si chiamasse Narciso.~- Era meglio Bacco - dissi io.~- 409 1| rifugio dei sette peccati, era proprio follia pensare che 410 1| pensai.~Ma questa volta era una calunnia che quei poveretti 411 1| conobbi mai con altro nome - era seduto in faccia a me e 412 1| con voi.~Siccome questa era la vera ragione, io l'aveva 413 1| null'altro - l'invidia s'era arrestata; non aveva osato 414 1| mio vecchio compagno. Egli era tuttavia pensieroso; appoggiava 415 1| rivolsi. Il mio vecchio amico era intenerito; mi prese le 416 1| morte.~Io non sorrisi più. V'era nelle sue parole tale un' 417 1| rispondermi - ammutolii. Era certo grave esigenza la 418 1| destra; e in quell'istante era nel suo volto tale un'espressione 419 1| gelide labbra, che egli era già lontano.~Lo vidi avviarsi 420 1| Il mio amico Augusto era un buon figliuoloDoti 421 1| falliva la modestia, vi era però nel suo dire ampolloso 422 1| caccia. E dappoi che questa era il solo frutto che io m' 423 1| chino fino al suo padrone.~V'era nel suo atto tanta umiltà; 424 1| serpe. Onde Augusto che era pentito e non voleva cedere 425 1| ad Augusto, avvenne, ed era cosa naturale, che le parti 426 1| inasprito.~L'aspettazione era grande. Foss'egli da quel 427 1| attendeva; ma così malconcia com'era dalle zanne di Febo, i suoi 428 1| dissi. Il mio sguardo s'era arrestato sovra quel povero 429 1| saranno spezzati.... «Ahi! era tutto per essa!» - esclamai 430 1| non dico. E più perchè gli era già un buon tratto che l' 431 1| essere il feritore - ed era stato in sul credervi - 432 1| che già col pensiero io era giunto ad M** e ripartitone. 433 1| almeno di galoppo. Augusto era al mio fianco a farne fede.~« 434 1| del servaggio.~E non mi era appressato alla soglia, 435 1| famiglia.~* *  *~Ortensia era mesta - non avrebbe riso 436 1| istante in cui la mia vita si era a così dire moltiplicata, 437 1| Se non che anch'essa s'era chinata a quel fine; e però 438 1| signor Giorgio?~Dio mi era testimonio se era vivo in 439 1| Dio mi era testimonio se era vivo in me il desiderio 440 1| buono.~«Aimè! sì... ell'era felice; aveva due alettine 441 1| provarmi a sorridere; ma era sul suo viso infantile tale 442 1| essa dal vento; io me n'era accorto; però rimpiansi 443 1| ramarro. Tutto attorno a me era lieto e silenzioso; la natura 444 1| morì sulle mie labbra. Ella era , presso a me, sola con 445 1| sfuggire... Ahi! la visione era sparita.~Guardai intorno 446 1| daccanto alla mia.~«Non era dunque che un sognoripetei


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