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Salvatore Farina
Due amori

IntraText CT - Lettura del testo

  • VOLUME II
    • LV.
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LV.

 

«Una lettera per te.» E non aveva aggiunto «d'Eugenio» pure ne conosceva i caratteri, e doveva aver visto che veniva da Roma.

Clelia si era attaccata al mio braccio - passeggiavamo in silenzio.

«E s'ella aveva taciuto quel nome, era arte; l'indifferenza lo avrebbe pronunziato

«La mia dissimulazione adunque s'era tradita; ella mi aveva letto nel cuore e aveva compreso la mia battaglia, e aveva visto nascere i nuovi sospetti, e la gelosia più straziante - ne aveva pietà, voleva risparmiarmi ogni motto che mi rammentasse quell'uomo

La guardai; indovinava ella questi pensieri che mi passavano in mente? mi sorrise, le sorrisi.

«Se pure, proseguii fra me medesimo; se pure ella non mi nasconde il suo segreto, e quella riluttanza a pronunziare il nome di lui, anzi che un riguardo alla mia debolezza, non fu frutto della sua.»

È raro che di due pensieri che giungano allo stesso tempo, il più doloroso non sia più fortunato. E so che non mi tolsi più di capo questo martello - e più cercavo di vincere il mio timore colla ragione, e più la ragione aguzzava i suoi strali contro di me. Mi tornarono in mente cento inezie, cento saldi ragionamenti nuovi a ribadire la fatale convinzione che Clelia amava tuttavia Eugenio.

Le lagrime frenate mi ricadevano goccia a goccia sul cuore - Clelia continuava ad appoggiarsi sul mio braccio - mi sorrideva ed io le sorridevo

 

 




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