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Salvatore Farina
Due amori

IntraText CT - Lettura del testo

  • VOLUME II
    • LXVII.
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LXVII.

 

«Poichè il mio cuore non si spezzò in quel giorno, io penso che il dolore sia impotente ad uccidere.

Vi fu un istante in cui mi parve che non avrei resistito a quell'urto, e me ne compiacqui; la morte non mi faceva paura, la invocavo come un benefizio, però che assai più duro strazio m'era il sopravvivere a lei. Egoismo mascherato di amore e di sacrifizio!

Dimenticavo la piccola Bianca che era ciò che mi rimaneva di quell'angiolo, e che io avrei lasciala orfana se fossi morto. Accettai la vita con amore; l'avrei spesa tutta ad apprendere alla mia figliuola a benedire la memoria di sua madre.

Sua madre! l'innocente la chiamò a nome tutto quel ; e si fece vicino al corpo freddo di lei, e volle baciarla sul viso, e senza comprenderne la cagione pianse perchè ci vide piangere. Le dissero che la mamma dormiva, credette - più tardi la contessa la fece accompagnare alla sua abitazione, e volle che io la seguissi per sottrarmi ad una vista penosa. Io non seppi staccarmi da quel letto di morte - rimasi.

Vennero ad inchiodare la bara; la baciai per l'ultima volta e volli dirle «a rivederci,» ma le lagrime fino a quel punto represse mi rigarono il volto e bagnarono le sue guancie cadaveriche, e senza volerlo mi venne detto «addio» - più triste, più affannosa parola, e più propria.

«Addio, benedetta creatura, addio.» Il martello inesorabile batteva i suoi colpi monotoni, ma il braccio che lo reggeva era tremante, e gli occhi di quell'uomo inumiditi. Avrei abbracciato quell'uomo.

Rimasi solo daccanto a quella bara chiusa; più volte fui tentato di riaprirla colle mie mani per vederla ancora.

«Forse ella viveTerribile pensiero! audace e pazza speranza!

Il domani vennero per portarmela via; mi volli opporre. Un prete mi si vicino. Io non lo aveva fatto chiamare, lo avevano chiamato, era venuto.

«Credete che le vostre preci possano crescere le sue ali per farla salire lassù? gli domandai senza sarcasmo.

Quel prete aveva aspetto d'uomo sensibile; comprese quanto la mia fede fosse diversa dalla sua, e mi guardò sereno.

«Lassù, mi rispose con voce lentissima, lassù si conta ogni cosa - e le preghiere valgono meglio che le lagrime

Egli diceva forse queste parole con convinzione; io non dissi altro. Ma quando vidi uscire il mesto corteo e salutai dell'estremo saluto quella bara, e volli unire anch'io le mie preci a quelle degli altri, i singhiozzi mi ruppero le parole, Oh! se Iddio vede nel cuore degli uomini, è impossibile che il mio dolore abbia pesato nella sua bilancia meno delle preci di quel prete

 

 




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