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| Salvatore Farina Due amori IntraText CT - Lettura del testo |
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XX.
Rividi la mia patria. Benchè vi fossi andato quasi a malincuore, io vi aveva portato tuttavia le mie illusioni, pochi fiori scampati alla bufera; e però visitai tutte le reliquie delle mie memorie infantili, con quella religione severa con cui si visita un ossario di famiglia. Le memorie sono una parte di noi, perchè il passato è una parte della nostra vita. Contemplando i luoghi che ridestano le memorie del nostro passato, abbracciando d'uno sguardo solo tutta la tela della nostra esistenza, noi ricostruiamo in certa guisa il presente, completiamo la scienza di noi medesimi; scienza melanconica e difficile, perciocchè conoscere l'uomo non è altrimenti che conoscere le suo debolezze. Io non dirò como avvenisse che, recatomi in Sardegna più per forza di contrasto che per desiderio, e con animo di ripartirne non più tardi di quindici giorni dopo, mi rimanessi invece poco meno di cinque anni, gironzando per città e per capanne, visitando rovine di secoli, dopo aver visitato le rovine della mia povera casa. Anche oggi ripensandoci, io non so dirlo a me stesso. Né vorrò farne colpa a te, Elena, bionda e leggiadra creatura, a te così ricca di lusinghe e così avara d'affetto; però che come io ti ho perdonato le lagrime che mi hai fatto versare, se tu fosti causa che io sprecassi i più begli anni della mia giovinezza amandoti senza frutto, vivendo in una terra che non amavo più, ed in una inazione che tarpava il mio ingegno, anche questo ti perdono. E so che, malgrado la fatuità onde sei vestita, il tuo cuore è buono, e la leggierezza dei tuoi sedici anni può scusare il tradimento. Volgerà lungo giro di tempo senza che io ti rivegga; passerà forse tutta la mia vita; ma s'egli avvenga che il destino ci voglia ancora vicini, forse la vecchiaia farà ciò che non ha potuto fare la balda giovinezza: che le nostre anime s'intendano. Allora ragioneremo del passato dei novelli amori che ti attendono, del passato dei novelli amori che m'attendono - se pure mi spetta ancora alcuna parte di gioia nella vita - Così solitarii percorreremo il sentiero che sarà segnato agli ultimi nostri passi, tu appoggiata al mio braccio, io al mio bastone di quercia. E forse scendendo uniti nella tomba, tu mi bacierai sulla fronte, con più tiepida frenesia certamente, ma con più verità e con più sentimento che non ne ponesti nel primo tuo bacio.
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