Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Salvatore Farina
Due amori

IntraText CT - Lettura del testo

  • VOLUME II
    • LI.
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

LI.

 

«Il sarcasmo di cui mi stordiva, ricadeva sopra di me medesimo.

Non andò molto che all'affanno cieco succedette la riflessione. Allora solo conobbi quanto fossi stato fino a quel punto ingiusto verso di Clelia. Misurai la nobiltà del suo animo, il suo affetto per me, la sua confidenza che avrebbe dovuta ingrandirla ai miei occhi, e che pure io aveva pagato3 d'ingratitudine.

Avviene di me ciò che avviene di molti, che quando il cuore sanguina la ragione smarrisce le vie del sillogismo; ma non appena esso si raccapezza e mi parla la sua voce eloquente, la tempesta mia si rasserena d'un tratto e non amo di meglio che ravvedermi. Però da quell'ora mi raccostai a Clelia mansuefatto, e le palesai la mia riconoscenza adoperandovi ogni mezzo, e la colmai di carezze pauroso ch'ella soffrisse ancora della durezza dei miei modi d'un tempo. Pur che mi sorridesse, io era raggiante di gioja.

La buona creatura non mi serbava rancore; era felice che io non l'avessi abbandonata, e mi diceva che nessuno ci aveva mai disgiunto, nè avrebbe potuto mai disgiungerci in avvenire.

Ricominciò la serenità dei giorni passati, ricominciò più bella, più tenera, più apprezzata - il timore di averla perduta per sempre ce ne aveva rivelato il valore - oramai diventavamo avari, avremmo custodito gelosamente il nostro tesoro.

Allora fui anche giusto verso Eugenio. Egli forse non aveva indovinato il sentimento ispirato a Clelia - se mai l'aveva penetrato o diviso, la sua partenza era proposito - e il proposito virtù somma. E mi dolsi amaramente d'essere stato freddo con lui, e d'essermi lasciato vincere puerilmente dalla gelosia, ed avervi sagrificato l'amicizia. Immaginai  Eugenio sulla tolda d'un bastimento veleggiare verso Civitavecchia e spingendo lo sguardo nell'orizzonte ricercare la terra che abbandonava e l'amico perduto. Io non gli aveva detto addio, non me l'ero stretto al cuore prima di lasciarlo partire - avea così spezzato bruscamente quella catena affettuosa che stringeva da tanto tempo i nostri cuori.

Una notte sognai che Eugenio s'era pentito ed era tornato sui suoi passi presso di me, e che io lo abbracciava con tenerezza. Cicerone in un cantuccio ci guardava sorridendo e con un lembo del suo manto si rasciugava una lagrima.

Ma questa volta destandomi incontrai il volto di Clelia presso al mio; e il suo sguardo melanconico e dolce come quello di un angelo che sospira l'infinita distesa dei cieli.»

 

 






p. -

3 Nell'originale "pagalo". [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]





Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License