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| Salvatore Farina Due amori IntraText CT - Lettura del testo |
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LX.
«Una mattina Clelia tardò a levarsi di letto oltre l'usato. Me le accostai e le chiesi se mai ella non si sentisse bene. Mi rispose non sentirsi altro che un po' di languore. - Sarà appetito, aggiunse; da qualche tempo io sono diventata ghiotta. Mi leverò, e farò anticipare la colazione. Si provò a rizzarsi sul letto; ma ricadde. - Sono assai debole, assai debole... non posso. - Manderò ad avvisare il medico. - - Non farlo. I medici, i medici... costoro hanno l'anima fredda come cadaveri e pretendono dar la vita e la salute. - Il nostro è un buon medico. - Come tutti gli altri. E poi quale necessità di medico? non sono già malata io. Non insistei per non affliggerla. Tutto quel dì passeggiai agitato dinanzi al suo letto. Come fu la sera, mi accorsi che la sua fisonomia era alterata; toccai la sua fronte e la trovai ardente. Col cuore serrato dalla paura, e colla certezza che il suo stato era peggiorato le domandai se stesse meglio. - Se tu mi sei vicino, rispose. Mi posi al suo capezzale e vegliai finchè la stanchezza non mi fè chiudere gli occhi. Ridestandomi di soprassalto, incontrai alla sua mano fra i miei capelli; l'allontanai dolcemente per non svegliarla; ma ell'era desta e mi guardava con uno sguardo rapito alla benigna serenità di quella notte stellata. Il giorno successivo feci avvertire il medico. Venne; si dolse di non essere stato chiamato il giorno prima. - È dunque cosa grave? domandò Clelia inquieta. Il medico parve imbarazzato. - Vi hanno malattie, rispose, che senza minacciare un pericolo, devono tuttavia essere arrestate nei primi passi, altrimenti... - Altrimenti?... - Si fanno più ribelli. Uscendo trassi in disparte il medico. - Ascoltatemi, gli dissi; io sono forte, ho coraggio; ditemi francamente se Clelia vivrà. - Lo spero. - Non ne siete voi sicuro? - La vita non è nelle mie mani. - Qual genere di malattia è ella questa di Clelia? - Una ricaduta della prima; io aveva guarito il corpo, non poteva giungere all'anima - tolsi l'effetto senza rimuovere la causa. - Ed è?... - Se voi l'ignorate, è un segreto; domandateglielo. - Così farò, risposi lasciando cadere il capo sul petto. - Siate forte - mi disse il medico ed uscì.»
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