VII.
Adunque, tornato di Francia, nel 1129 o presso a
poco cominciò a commuovere Brescia non solo, ma altre città di Lombardia.
Niente è piú vano del ricercare in qual preciso anno. Un'azione come la sua,
doveva mostrarsi a sbalzi, secondo le opportunità si presentavano; e dal 1129
al 1139 e prima e dopo se ne dovevano presentare spesso e in piú luoghi. Ciò
che preme, è il favore che lo seguiva. Affascinava le plebi; e in particolare
le donne. Dovunque giungeva, metteva tra i laici e il clero la guerra.
Magnificava i diritti di quelli nella Chiesa; scemava i diritti di questo. Si
faceva accusatore d'ogni vizio e sopruso. Ciò piaceva ai piú. La severità di
giudizio, accompagnata da grande austerità di vita, era ed è una grande
attrattiva, perché solleva in più spirabil aere gli animi dal lezzo che li
circonda, e li conforta, in un'alta e rinnovata fiducia di sé, a sperare di
viverci! Né v'ha durezza di dominio o tumulto di tempi, che impediscano
l'azione d'un fiero intelletto o d'un nobile cuore, quando si regga su una
invitta ed intima convinzione; quantunque, né intelletto, né cuore, né
convinzione bastino a guarentire che il successo debba seguire l'azione. Però
la forza di questa, nel campo delle innovazioni morali e religiose, sta in ciò,
ch'essa non pensa alla riuscita, e l'aspetta.
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