Atto, scena
1 I, 1| modo, e come prudente ch'era, s'avea preparato una comare
2 I, 1| amorosa imagine che nel cuor s'era scolpita. Al fin, vedendo
3 I, 1| ben pensavo il mio piacere era stato infinito, tanto mi
4 I, 1| stato infinito, tanto mi era caro quanto discaro: m'era
5 I, 1| era caro quanto discaro: m'era caro perché godeva tutto
6 I, 1| potuto godere qui in terra, m'era discaro perché mi mancava
7 I, 1| mi mancava il meglio, ch'era l'animo, non essendo altro
8 I, 1| Anzi nel mezo del piacere era tanta la paura che non mi
9 1, 1| eccellenza della cui bellezza era tanta che non si potria
10 1, 1| fieramente che la fiamma era al maggior grado. Ma io
11 1, 1| M'accorgo che costei s'era invaghita d'un gentiluomo,
12 1, 1| conosciuta o stimata poco; onde era cosí impossibile io di lasciarla
13 1, 1| biasmo o disonore.~Cintia. Era mia moglie, non l'ho machinato
14 1, 2| insino al giorno, e che era impossibile che voi fuste
15 1, 2| meravigliata, e che non solo non era vostra sposa ma che né col
16 1, 2| ma che né col pensiero ci era caduta mai, e che ha sí
17 1, 5| costui che voi dite?~Cintia. Era stamane io cogli altri in
18 1, 5| dove sète?~Cintia. Dove era sto. - ... dico, per un
19 1, 6| e come tutta la famiglia era occupata ne' servigi, arebbe
20 1, 8| istesso tempo.~Erasto. Chi era seco nella strada?~Dulone.
21 III, 2| scamazzo di loro l'ira m'era salita insino al naso.~Dulone.
22 III, 6| mostrato cosí crudo: ed era ben di ragione.~Lidia. O
23 III, 6| scolpite nel fronte, e ch'io era assai piú vostra che di
24 III, 7| e colui che le riceveva era quel che gridava.~Dulone.
25 IV, 4| cercava ingannar voi: io era cosí perfidioso perché mi
26 IV, 8| questo da me?~Cintia. Chi v'era presente: io.~Erasto. Eravamo
27 IV, 8| soli.~Cintia. Fra quelli ci era ancor io.~Erasto. Dimmi,
28 IV, 8| anima, o la veritá. Ma s'era di notte, come mi conoscevi?~
29 IV, 9| voi trattava, conobbi ch'era assai piú di quello che
30 V, 1| Arreotimo. Ma tu a cui era commessa la cura della sua
31 V, 1| sua persona, e sapevi ch'era donna e senza la cura della
32 V, 2| veniva in mia casa dove era ricevuto come figliuolo,
33 V, 2| ché avendo mal ella, non era possibile che avess'io potuto
34 V, 3| la quale mi fe' giacere, era d'una bellezza incomparabile,
35 V, 4| Conosceva io che il mio ardire era troppo di desiderarvi; e
36 V, 5| giudicio ch'io non sono, ci s'era ingannato, non è gran cosa
37 V, 6| usato discortesia; ed io ora era per girmene a Sua Eccellenza
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