Atto, scena
1 I, 1| Mitieto. Manifestate il vostro male, ché l'infirmitá conosciuta
2 I, 1| la taciuta va sempre di male in peggio.~Cintia. Dimmi,
3 I, 2| Cintia. Redille che il suo male è senza rimedio, perché
4 I, 4| buoni, e riesce piú tosto il male che il bene. Il mio figlio
5 I, 5| Lidia. È vero; ma è manco male quando giova a chi la dice
6 I, 6| Balia mia, pensa al mio male, ché beata te!~Balia. Vivete
7 1, 1| Cintia. Che ho fatto altro di male che rubbar le dolcezze altrui?~
8 1, 1| che costui patisse alcun male, per quanto mi val la vita,
9 1, 4| di fortuna! se taccio fo male, se parlo fo peggio, se
10 1, 5| io fussi ministro del mio male; ma ragionando con lui vo'
11 1, 5| vedendole non pensino alcun male....~Amasio. Farò quanto
12 III, 8| sia Cintio: io ho fatto il male, altri ne ará la penitenza.
13 III, 8| trovo altro rimedio al mio male che andarmene a mio padre
14 IV, 1| animo mio s'incontra alcun male!...).~Erasto. (Son venuto
15 IV, 4| parole.~Erasto. Non fate male a voi né al mio figliuolo.
16 IV, 6| in questi affanni? Il mio male è senza conforto; però non
17 IV, 6| dal furore che capiterai male. Non correr con tanto impeto,
18 V, 1| possibile ché, avendo a capitar male, fusse il manco possibil
19 V, 1| fusse il manco possibil male.~Arreotimo. Io m'ho inteso
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