aband-citta | civet-favor | fazio-menti | menzo-racco | raddo-sposa | spose-zucch
Atto, scena
1001 I, 3 | e sai pur anco che l'una fazione cerca distrugger l'altra,
1002 1, 2 | siate come colui che ha la febre al cervello, che vede una
1003 Prol | la copia col ricco corno feconda il bel vostro paese; qui
1004 V, 3 | costante in amare, chi piú fedele in servire, chi nella conversazione
1005 1, 6 | aiutati da voi, saranno felicissimi. Orsú, io me ne vo, ché
1006 IV, 3 | Pedofilo. Non ti vergogni tu, feminaccia del diavolo, con la tua
1007 V, 1 | fanciulla inesperta. Ché se le femine cinte di mura e sotto le
1008 III, 5 | sarebbe mal sicuro, ché lo fenderei per mezo insino al centro
1009 IV, 6 | braccia mi fûr culla, mi sieno feretro nella mia morte!~ ~ ~ ~
1010 V, 4 | dopo ripigliamo l'armi e feriamoci.~Cintia. Mi contento d'ogni
1011 I, 5 | con quelle armi con che ferisco altri.~Amasio. Lidia mia,
1012 III, 5 | la pace.~Capitano. M'hai ferito, non ci è l'onor mio! vo'
1013 V, 4 | non abbi piú acerbamente feritomi nell'anima.~Erasto. Tu vieni
1014 III, 9 | temeritá!~Capitano. Se non ti fermi, ti taglierò le gambe!~Erasto.
1015 III, 6 | Ma poiché v'ho conosciuta fermissima e l'amar convenevole ad
1016 I, 1 | tutto ubidiente e abbia fermo proposito d'esser cosí sempre
1017 IV, 6 | frena i tuoi spiriti cosí feroci e furiosi, spera un poco
1018 1, 3 | doma i leoni, le tigre e i ferocissimi animali, mi mitiga l'orgoglio
1019 III, 5 | Dulone. (Tutto coperto di ferro e tutto armato, e pur teme!
1020 V, 8 | questa sera si faranno le feste magnifiche e sontuose. Non
1021 Prol | giacinti di dorato splendor fiammeggianti? o forse la primavera l'
1022 III, 4 | una banda di cavalli, per ficcarmi in mezo a loro e sbramar
1023 I, 1 | mai ch'io fussi femina, fidandosi solo d'una mia balia. Arreotimo
1024 I, 1 | peggio.~Cintia. Dimmi, posso fidarmi io di te?~Mitieto. Questa
1025 1, 2 | importanza non si fusse fidata di lei. E dice che la domenica
1026 III, 6 | data per lo passato. Va', fidati d'amici, va'. Ecco gli amici
1027 1, 1 | di notte, ché a pena si fidava di lui medesimo. La donna
1028 V, 5 | cagioni: l'una perché sei fidele al tuo padrone, l'altra
1029 V, 4 | cosí onorati inganni e cosí fideli tradimenti ricoprirvi? perché
1030 IV, 6 | piena di garbuglio: ecco il fiele che ave amareggiato tutte
1031 V, 3 | discortesi parole e al fin con fiere pugnalate ho voluto pagarti
1032 1, 9 | amor suo. Vo' temprar la fierezza del mio guardo, ché non
1033 V, 2 | porre in effetto il loro fiero proponimento; ch'io cercherò
1034 I, 1 | dandomi moglie, da me generar figliuoli.~Mitieto. Che sète forse
1035 1, 9 | un miglio e farti restar figura contrafatta, e con un dito
1036 III, 5 | stramazzone e con un falso filo ne farei centomilla quarti.~
1037 IV, 9 | nobilmente nata, come voi sète, finga contro di me cosí bugiarda
1038 IV, 8 | è buon nemico chi non sa fingere un buon amico.~Cintia. Non
1039 III, 1 | modo, quando mi licenziarò, fingerò di abbracciarla; e cosí
1040 I, 1 | chiede consiglio e aiuto. Io fingo con una mia balia d'adoprarmi
1041 IV, 9 | ché ci vedremo.~Cintia. Finiamola ora.~Erasto. Ci troveremo
1042 I, 1 | un'altra, ma vuol che la finiate tosto, perché molti anni
1043 IV, 7 | qua, che non saresti per finir tutto oggi.~Lidia. Un traditor
1044 IV, 4 | piú di noi. Bisogna per finirla venir al tronco, per non
1045 1, 1 | principio d'ingiuria.~Cintia.... Finse la balia esser amica del
1046 I, 6 | infocato piacere. Ahi, che di finti baci ne raccoglio veraci
1047 III, 6 | simulata rigidezza cosí ben finto che voi non ve ne siate
1048 I, 4 | Giovani e gagliardi nel fior dell'etá loro, non garrirebbono
1049 Prol | de' suoi infiniti e vari fiori? O felici occhi miei, e
1050 Prol | di felici influssi, qui fioriscono i nobilissimi intelletti,
1051 Prol | Napoli. Ché, lasciando le mie fiorite sponde, l'erboso letto e
1052 I, 2 | una coppia di giovani cosí fioriti nascerebbono figli da farne
1053 III, 9 | quello che mi sta sempre fisso nella mente?~Cintia. Cor
1054 IV, 5 | traditore, e di chi debbo fldarmi? Per giacer tu con mia sorella,
1055 III, 1 | Il tuo orologio è zoppo e flemmatico, si muove sempre tardi.~
1056 1, 9 | darò in testa con tutto il fodero.~Capitano. Ahi, fortuna
1057 1, 4 | quelle parole come da un folgore, fui morta prima che morisse,
1058 III, 4 | non la terrei in casa per forbir i piatti né il suo padre
1059 I, 4 | insieme, meritarebbe una forca!~Pedofilo. E chi dicesse
1060 1, 6 | chiaramente che tutto sia forfantaria quanto mi ha detto Dulone
1061 I, 6 | donna, me li desse nella mia forma! O dolcezza che ho gustato
1062 IV, 5 | non intesi parole piú ben formate e accorte? né costumi vidi
1063 I, 1 | raccolto un grande apparato di formidabili accidenti....~Mitieto. Come
1064 I, 5 | Anzi arde; né ardentissima fornace nodrisce tante fiamme nel
1065 I, 2 | piú ostinata costanza si fortifica contro quelle.~Cintia. Redille
1066 IV, 6 | saranno le piaghe care e fortunate; morrò felice e con quella
1067 | fossimo
1068 | fosti
1069 1, 9 | Capitano. Con la mia testa ho fracassato bastioni e belovardi, e
1070 1, 3 | Ercole Pirene, e poi quanti fracassi ne sieno seguiti da queste
1071 1, 2 | piace.~Erasto. Taci, lingua fradicia! Non so io il costume di
1072 IV, 9 | Lidia. Io non vi niego, fratel mio caro, che non abbia
1073 V, 1 | guardie di madri, padri e fratelli pur fanno delle scappate,
1074 IV, 7 | che piú agevol cosa d'usar fraude ad una donna, ad una che
1075 I, 5 | troppo ardente, o suo troppo freddo, o sua bellezza che tanto
1076 1, 9 | conoscere che il cervello mi frulla sotto.~Erasto. (Mira che
1077 1, 9 | ah? Che stimi tu ch'io fugga le questioni? corro io piú
1078 I, 2 | sappia tuo padre, se ne fuggirá di casa e verrá teco dovunque
1079 I, 6 | lupi arrabbiati. Oh quanto fuggirebbe da voi, se li fussero palesi
1080 IV, 4 | mai per questa strada: mi fuggirò da Napoli. Vi priego caldamente
1081 III, 5 | Dove fuggi?~Capitano. Io fuggo? ahi, ciel traverso, io
1082 V, 1 | uccidersi in mia presenza o fugirsene da Napoli in luogo ove mai
1083 V, 4 | scintillavano come stelle e fulgoravano come mille soli: e quali
1084 IV, 8 | aperte e inspiranti infocato fumo, dall'aria della fronte
1085 IV, 5 | lui non ne farò qualche funesta tragedia!~ ~ ~ ~
1086 I, 2 | cosa potrebbe di me temere fuorché d'esserle fatto oltraggio
1087 III, 7 | Son gito cercando quel furfantello di Cintio, l'ho dato una
1088 IV, 6 | tuoi spiriti cosí feroci e furiosi, spera un poco meglio. Il
1089 | furon
1090 I, 1 | non essendo altro che un furto il mio e una rapina dell'
1091 1, 2 | era impossibile che voi fuste giaciuto seco. Di piú, che
1092 V, 6 | voluto entrar nell'altrui gabbia per forza, facciamo che
1093 1, 3 | la presa delle mani tanto gagliarda che, se non toccassi le
1094 I, 4 | roverscio.~Sinesio. Giovani e gagliardi nel fior dell'etá loro,
1095 III, 8 | animo debole, mi ha fatto gagliardo di scrima).~Amasio. Chi
1096 1, 5 | padrone». O Cintio mio galante, o Cintio mio realissimo
1097 I, 2 | modo suave e in ogni cosa garbato e gentile, e hai un certo
1098 IV, 7 | vi diciate, e io ho altri garbugli per la testa che badar alle
1099 IV, 6 | temere, ogni cosa è piena di garbuglio: ecco il fiele che ave amareggiato
1100 IV, 3 | Veggio Pedofilo ed Erasto che gareggiano insieme. Iddio mi aiti!).~
1101 I, 4 | fior dell'etá loro, non garrirebbono mai.~Pedofilo. Non giostrarebbono
1102 1, 9 | perché non ho meco la «gastigamatti» o lo spadone a due mani?
1103 V, 2 | voi dite, meritarebbe il gastigo giá detto?~Sinesio. Non
1104 V, 1 | alla figliuola con profondi gemiti, che avessimo fatto il dovuto
1105 I, 1 | padre, dandomi moglie, da me generar figliuoli.~Mitieto. Che
1106 V, 3 | mia, chi sará piú di te generosa e amorevole, chi piú costante
1107 V, 3 | afflitta, pur spira di un generoso ardire!~ ~ ~ ~
1108 IV, 2 | che a farlo sudar di mezo gennaio).~Capitano. Quel che dico
1109 III, 2 | Io restai circondato di gente intorno, e i corpi andaron
1110 I, 2 | e in ogni cosa garbato e gentile, e hai un certo grazioso
1111 1, 6 | Deh! andatevene a casa, gentilissimo Cintio mio, ché forse or
1112 V, 1 | andando libera e trattando con gentiluomini giornalmente, non avevi
1113 I, 2 | zucchero, tu sei in ogni gesto grazioso, in ogni modo suave
1114 I, 3 | in quella terra, e siamo ghibellini nemici affatto de' guelfi;
1115 | giacché
1116 1, 2 | sotto nome di Amasia, si giaccia con Lidia vostra sorella.~
1117 IV, 9 | cervello, ché sta armato di giacco: perciò ha tanto ardire.~
1118 III, 5 | non vo' offenderti mentre giaci.~Capitano. Se questo è,
1119 Prol | smeraldi, infocati rubini e giacinti di dorato splendor fiammeggianti?
1120 1, 9 | Erasto. La domenica passata giacqui seco insino all'alba.~Capitano.
1121 1, 3 | vantaggio: tu putto ed io gigante, tu nudo ed io coperto di
1122 1, 8 | veggio voi. Se Amasia non gioca di bagattelle o non è qualche
1123 I, 4 | giostrarebbono se non di lancia, non giocarebbono se non di pugnale.~Sinesio.
1124 I, 4 | l'abbi impregnata; ed io giocherei che Amasio sia tanto maschio
1125 1, 4 | nuoce all'altro? Ecco i giochi della mia infelicitá! oh
1126 I, 1 | Amasia. Or avendo piaciuto il gioco all'uno e all'altra, molte
1127 I, 5 | insino a casa, ch'io son gionta, non ne ho piú bisogno.~ ~ ~ ~
1128 III, 7 | stretta; ma le botte l'han gionte l'ali a' piedi: le buone
1129 V, 1 | trattando con gentiluomini giornalmente, non avevi da pericolare?
1130 I, 4 | garrirebbono mai.~Pedofilo. Non giostrarebbono se non di lancia, non giocarebbono
1131 Prol | questi illustri cavalieri, se Giove con la sua maiestá per starsi
1132 I, 3 | donna mi potrebbe esser giovevole in questo amore! Pur la
1133 IV, 8 | dirvi.~Erasto. Che mi abbi girato e aggirato come un putto,
1134 I, 1 | stelle?~Cintia. Se da lor giri vengono le mie sventure.~
1135 V, 6 | discortesia; ed io ora era per girmene a Sua Eccellenza e far quelle
1136 1, 5 | altri in chiesa, che la giudicai tale.~Erasto. (Non tel dissi
1137 V, 2 | istesso atto a mia figlia, lo giudicareste voi cosí crudelmente?~Sinesio.
1138 V, 6 | stimo che avevate prima giudicato tra voi e me non esservi
1139 I, 1 | odiarmi quanto m'amava; né giudicherá il mio inganno onorato;
1140 I, 6 | rissoluta che il vostro desio giunga a felice fine.~Amasio. Ecco
1141 III, 5 | lo sento altrove. Se ti giungo ti farò ricordare di questa
1142 V, 2 | giuraresti?~Sinesio. E ne giurarei.~Arreotimo. Or per questa
1143 V, 2 | Cosí farei.~Arreotimo. E ne giuraresti?~Sinesio. E ne giurarei.~
1144 1, 1 | amori.~Cintia. Poiché mi giurate per cosa alla quale io non
1145 I, 3 | essermi secreta.~Balia. Giurerò, se cosí vuoi.~Amasio. Conosco
1146 I, 4 | Sinesio. Vi cerco cose giuste, però ne vorrei saper la
1147 IV, 8 | fossi verrei a porvemi per giustificarmi con voi.~Erasto. E hai tu
1148 Prol | maiestá per starsi fra sí giustissimi senatori, se Mercurio con
1149 1, 2 | la onestá di donzella non gliel vietasse, correrebbe in
1150 | glielo
1151 Prol | cosí io me ne pregio, me ne glorio e me ne vanto.~Ecco qui
1152 Prol | fatta ragione posso far gloriosa concorrenza col Po, col
1153 Prol | fiume e umile sí bene, ma glorioso e grande per bagnar solo
1154 I, 1 | di casa con danari, e si godé di lei. Ella che ben sapea
1155 IV, 4 | al tronco, per non aver a goderci insieme di nascosto; e se
1156 I, 1 | simili nozze. Però bisognava godersi insieme di notte senza che
1157 1, 1 | camera, gli diedi la fede e godetti del suo amore....~Erasto.
1158 1, 1 | concorreva col piacere con voi? godevate un cadavero.~Cintia. Vuol
1159 IV, 2 | condottola poi su, se l'ha goduta in sino a giorno; poi l'
1160 IV, 1 | ventre non si potrá mai gonfiar ad Amasia se non per qualche
1161 I, 6 | che si nasconde sotto la gonna!~Amasio. Le carezze che
1162 V, 2 | oggi innanzi. Vo' ch'ella governi il tutto e sia donna e madonna
1163 1, 1 | referí da sua parte che molto gradiva l'amor suo, ma per certi
1164 III, 9 | incaverni e te imbuchi come un granchio? Io furfante bestione? menti
1165 1, 6 | cosucce mostrate avermene cosí grand'obligo, quanto me ne devreste
1166 V, 3 | non se le sa imaginare piú grandi e stupende; e or non posso
1167 III, 4 | del suo amore?~Dulone. Son grandissimi amici da che furon bambini.~
1168 I, 1 | soggetto, mostrandosegli grata in ogni cosa e soggiogandolo
1169 V, 2 | parer dolce e passar men gravemente i difetti della mia vecchiaia.
1170 I, 2 | cosí bello ed ella non men graziosa che tu sia, da una coppia
1171 I, 5 | sono i suoi gentil modi, i graziosi costumi e la sua bellezza.~
1172 V, 4 | ricevuto tante volte cosí graziosissima vita? O mia sposa dolcissima,
1173 V, 8 | Infantatissima e di un graziosissimo bambino.~Arreotimo. O Dio,
1174 III, 7 | inteso dar certe botte e gridar molto.~Capitano. Le botte
1175 III, 2 | avea pelo indosso che non gridasse carne e sangue, ché giá
1176 III, 7 | le riceveva era quel che gridava.~Dulone. T'hai pur fatto
1177 III, 9 | ritrovo, farò che il piú grosso pezzo di te sia l'orecchia!~
1178 I, 4 | bisognano preamboli per guadagnarsi la volontá: però vengo liberamente
1179 I, 1 | andare alla buca a far la guardia, mi vesto de' panni d'Amasia
1180 III, 6 | quanto un innamorato è infido guardiano della sua amata, e principalmente
1181 V, 1 | cinte di mura e sotto le guardie di madri, padri e fratelli
1182 1, 9 | temprar la fierezza del mio guardo, ché non ti ferisca mirando,
1183 I, 4 | quei matti che non vogliono guarire.~Pedofilo. E il vostro umore
1184 1, 9 | quello che dico, non ti far guastare: non sai tu che, se pongo
1185 I, 3 | fosse uomo, direi che fusse guasto dell'amor suo).~Amasio.
1186 I, 4 | con Lidia: mira come la guata e come la tien stretta!
1187 I, 5 | con un sol piacevol atto guiderdonata, e non pensar a quella bellezza
1188 I, 2 | dell'altre.~Cintia. L'ho gustata tante volte che ne son stucco
1189 V, 6 | cinquanta orecchie, perché ier mi diceste con due orecchie
1190 V, 3 | amori tuoi, ed io tanto ignorante non intendeva e non penetrava
1191 III, 3 | fiamma accesa nel mio core illuminasse queste tenebre.~Erasto.
1192 Prol | sieno qua giú discese per illustrarlo? E se ben il sole è di sotto
1193 Prol | mai in un ridotto tante illustrissime persone, quando tanta bellezza
1194 I, 1 | fusse quello in me che con l'imaginativa si pensava che fusse in
1195 1, 1 | amava?~Cintia. Quella falsa imaginazion di dolcezza l'ingannò, avendo
1196 I, 1 | voi e Lidia, e fratanto imagineremo alcuna cosa migliore; e
1197 IV, 10| Dulone. La rabbia e lo sdegno imbriaca come il vino.~Erasto. Potrebbe
1198 III, 9 | donna.~Erasto. Dovevi star imbriaco, però ti pareva di veder
1199 III, 9 | incontro me, t'incaverni e te imbuchi come un granchio? Io furfante
1200 I, 5 | morrò disperata, cosí è immensa la mia passione!~Amasio.
1201 1, 2 | farmi morire d'una ferita immortale.~Dulone.... Al fin le diedi
1202 I, 5 | la sua bellezza.~Balia. O immutabil petto di femina, certo che
1203 IV, 7 | Cintia. Che avete voi ad impacciarvi de' fatti miei, o sia travagliato
1204 III, 2 | morire perché sono usciti d'impaccio; ma voi ponetevi i stivali,
1205 IV, 1 | scoprirlo che tenerlo secreto e impallidir mille volte il giorno e
1206 I, 3 | incontrandoti con Lidia impallidivi, arrossivi e inspiritavi.
1207 IV, 8 | ingannato. Ma io vorrei che, imparando il mio linguaggio, mi dicessi
1208 1, 3 | bugiardo vantatore, timido e impastato di mala creanza, di costui:
1209 I, 5 | Balia. Avete dunque ad impazar per Cintio? Maladetta sia
1210 IV, 4 | mia innocenza, mi faresti impazzir da dovero.~Erasto. Giá mi
1211 IV, 4 | tratto molto teco, che non impazzisca ancor io. Dove hai tu meco
1212 1, 7 | portello della gelosia che v'impedisce la vista, ché non mi lascia
1213 V, 2 | posso, ché le lacrime me l'impediscono. Son rivenuto; mi avete
1214 III, 6 | dove sei?~Balia. Son qui impedita; verrò or ora. E che pensiate
1215 I, 4 | ha altro di donna che l'imperfezione di correr col suo desiderio,
1216 V, 3 | Sinesio.~ ~Erasto. Quanti impeti di precipitose voglie in
1217 1, 1 | che patissi sarebbe ben impiegato per voi.~Cintia. Non vi
1218 I, 5 | incontro, perché m'usi tanta impietá, scema in me punto l'infinito
1219 1, 4 | dolce e suave! Oh contro me implacabil contumacia di fortuna! se
1220 III, 9 | nulla? i fatti d'Amasia m'importano molto.~Erasto. Traditore,
1221 III, 9 | parola ad Erasto di cose importanti: che di grazia si facci
1222 IV, 3 | giú Amasia per cosa che importi assai. - Che pregne? che
1223 IV, 7 | presagesse questa disgrazia, ch'impossibil mi pareva che essendo cosí
1224 IV, 1 | Pedofilo. Voi dite cose impossibili: la notte passata ha dormito
1225 I, 4 | dico che sará piú tosto l'impregnante che l'impregnata.~Sinesio.
1226 IV, 4 | dirla. - Come hai voluto tu impregnar costui, s'è piú maschio
1227 IV, 5 | con chi non conosco, ho impregnato non so che cosa; e pien
1228 I, 1 | onorate, di desidèri di belle imprese e d'esser compagni a gran
1229 I, 1 | l'istessa grazia, e mi s'imprimevano sí fattamente nel core che
1230 1, 1 | primo decreto: m'avete cosí inacerbite le piaghe dell'anima che
1231 IV, 6 | Io cercherò di pungerlo e inasprirlo con le piú ingiuriose parole
1232 III, 1 | che con la sua vista vi incanterá, e rapito dalla dolcezza
1233 III, 7 | Bellona, che ancor ch'ei s'incavernasse sotterra e si rinselvasse
1234 III, 9 | come ti vedi incontro me, t'incaverni e te imbuchi come un granchio?
1235 III, 9 | Capitano. Ti sei rinserrato e inchiavato, timido coniglio! hai paura
1236 V, 4 | con questo atto: perché inchinarvi dinanzi a una che vi fu
1237 1, 3 | il vero, ho piú l'animo inchinato a combattere in steccato
1238 V, 1 | madre, e conoscevi la sua inchinazione, perché non la rimovevi
1239 1, 9 | Capitano. Mille basciamani e inchini con la testa e con cenni,
1240 V, 4 | alle tue ginocchia dove m'inchino, non ricercando da te vita,
1241 IV, 3 | Oimè misera, dove sono inciampata! o terra, apriti e divorami!
1242 1, 1 | vostro ma da un barbaro e ben incolto; né so come in un bell'animo,
1243 V, 1 | in sé rendendosi la tua incontinenza, il pregiudicio, che hai
1244 IV, 1 | tutto turbato: l'animo mio s'incontra alcun male!...).~Erasto. (
1245 IV, 6 | e m'odia insino a morte: incontrandomi con lui, porrá subito le
1246 I, 3 | cosí fossi, vedendo che incontrandoti con Lidia impallidivi, arrossivi
1247 IV, 2 | casa di Cintio venir ad incontrar Erasto fin in mezo la strada,
1248 V, 3 | io per un'altra; forse l'incontraremo. Io vado ringraziando sempre
1249 III, 5 | vuoi vedermi né ti piace incontrarti con me. Eccomi qui: dove
1250 V, 2 | di trattenerla, ché se s'incontrasse con Erasto prima ch'io le
1251 V, 3 | di lei, conoscendo Amasia indegna di te e tu di lei, s'occecò
1252 IV, 9 | venir a questi modi cosí indegni.~Erasto. Dunque, ella non
1253 1, 9 | far questione. Ma la tua indegnitá ti salva per questa volta,
1254 III, 6 | soverchio; orsú, tiratevi indietro, ché è mal cosa star l'esca
1255 III, 2 | vendicarsi.~Capitano. Bestie indiscrete, fatevi adietro, ché quelli
1256 III, 2 | loro; ché non avea pelo indosso che non gridasse carne e
1257 V, 1 | dell'anima l'avevano a ciò indotta.~Arreotimo. Dogliomi di
1258 1, 5 | Non tel dissi io? ben l'indovinava: ha detto «Erasto»).~Cintia.
1259 I, 3 | suo).~Amasio. Balia, se t'indovino il servigio che Lidia t'
1260 III, 4 | Capitano. Oimè, che sento indragarmi d'amore e inserpentirmi
1261 III, 5 | ché a me par ogni minimo indugio una gran lunghezza di tempo.
1262 1, 1 | corroppi con danari e l'indussi a tradirla d'un amoroso
1263 1, 3 | intorno alle finestre? e va infamando per tutto che t'ha impregnata
1264 IV, 4 | mia cara, non dico ciò per infamar l'onor vostro, ché non ho
1265 I, 1 | attenderá la promessa. Eccomi infamata, odiata, scacciata e aborrita!
1266 V, 2 | il fatto è assai brutto e infamissimo, ed io desidererei sopra
1267 V, 8 | ella infantata?~Dulone. Infantatissima e di un graziosissimo bambino.~
1268 V, 1 | di costante ben sí, ma d'infelicissimo amore.~Balia. Ma perché
1269 1, 4 | Ecco i giochi della mia infelicitá! oh che sogetto di poco
1270 IV, 8 | maggiore. Dimmi, come sei infellonito cosí contro di me che, praticando
1271 I, 3 | né penso ch'io sia di lei inferior di nobiltá o di ricchezza.
1272 IV, 6 | suo sforzo come quando all'infermo viene il miglioramento della
1273 IV, 7 | anima cosí tribulata nell'inferno come la mia: resto al mondo
1274 I, 3 | fiamma che vien fuori dall'infiammata anima mia.~Balia. Non mi
1275 III, 6 | ben quanto un innamorato è infido guardiano della sua amata,
1276 III, 2 | scostisi lungi, ché non s'infilzi in questo spadone da se
1277 I, 3 | animo.~Balia. Ti ringrazio infinitamente e del dono e del buon animo
1278 Prol | ornato col prato de' suoi infiniti e vari fiori? O felici occhi
1279 V, 2 | Arreotimo. Non l'ho saputo infino ad oggi, ché Ersilia mia
1280 Prol | il cielo pieno di felici influssi, qui fioriscono i nobilissimi
1281 Prol | se sono vivi smeraldi, infocati rubini e giacinti di dorato
1282 I, 1 | alleggiamento degli miei infortuni. - Ma ecco la balia di Lidia:
1283 IV, 6 | sei cosí ebra dell'ira e infrenesita dal furore che capiterai
1284 V, 1 | la vedeva cosí risoluta e infuriata, che volea fare? feci il
1285 1, 4 | se ne accorga, ché, cosí ingannandola, voi ne resterete sodisfatto
1286 IV, 10| queste che veggio o che ingannano gli occhi miei? O caso non
1287 1, 1 | insieme, feci pensiero d'ingannarla. Mi domestico con la balia,
1288 1, 5 | ascia ne' piedi. Ma bisogna ingannarlo, e se l'inganno non mi riesce,
1289 V, 3 | di passione, si dispose ingannarti e giacque teco sotto nome
1290 I, 4 | vostro; ma vorrei che v'ingannaste, ché gli uomini sono piú
1291 1, 2 | giá fatto.~Dulone. Usate l'ingegno o la forza.~Erasto. Non
1292 1, 9 | cercami perdono.~Dulone. Io ingenocchiarmi a te?~Capitano. Fa' quello
1293 1, 9 | si perdona la vita: però ingenocchiati e cercami perdono.~Dulone.
1294 1, 9 | occhi! par che mi voglia inghiottire alla vista). Che vòi tu
1295 IV, 4 | Amasio. Di grazia, non mi ingiuriar piú di quello che ingiuriata
1296 V, 2 | si dia la sentenza di tal ingiustizia con la vostra bocca.~Arreotimo.
1297 III, 6 | vostra l'esser sitibonda e ingorda dell'altrui sangue.~Amasio. (
1298 IV, 8 | sète ingrato sopra tutti gl'ingrati e cieco sopra tutti i ciechi,
1299 I, 1 | concedesse un maschio. Ecco s'ingravida e partorisce me, nel cui
1300 IV, 8 | sposarla all'oscuro; e dopo ingravidata la ritrovo maschio e che
1301 I, 3 | Amasio. Anzi per ingannar gl'inimici.... Ma accioché sii consapevole
1302 1, 9 | disgraziarò: a me non mancano innamorate. Che resta da far dunque?~
1303 V, 2 | e cosí virtuosa coppia d'innamorati! e so che altramente facendo,
1304 IV, 4 | mostrarsi cosí semplice e innocente. Qui è tuo marito e tuo
1305 IV, 4 | facessero fede della mia innocenza, mi faresti impazzir da
1306 I, 1 | mi racconta gli diletti innumerabili che avea gustato con la
1307 V, 1 | onor tuo; mi rallegro che, inscusabile in sé rendendosi la tua
1308 III, 4 | sento indragarmi d'amore e inserpentirmi di gelosia! Ahi, mondo traditore,
1309 I, 3 | rapporti?~Balia. La solita d'un insipido, d'un disamorato, d'un uomo
1310 III, 5 | sofferto troppo, sei fatto cosí insolente; chi sei, olá? fatti innanzi!~
1311 III, 9 | forza: come patirò io tanta insolenza e dinanzi gli occhi miei?).
1312 I, 5 | cosí gli spiaci, o dolor insoportabile, ahi, ch'io sola li so ché
1313 IV, 8 | conosco alle narici aperte e inspiranti infocato fumo, dall'aria
1314 I, 3 | impallidivi, arrossivi e inspiritavi. Gli sguardi tuoi troppo
1315 I, 1 | secondo la promessa e l'instituí erede nella sua morte; essendo
1316 I, 5 | miserabil effetto d'amor vano, o insuperabil pertinacia contro di me!).
1317 1, 4 | contro di me. Certo sará insuspettito del fatto mio; onde, accioché
1318 | intanto
1319 Prol | fioriscono i nobilissimi intelletti, qui cantano per le mie
1320 1, 9 | dunque?~Erasto. Quello che tu intenderai: fatti trovar qui alle due
1321 V, 2 | moglie me lo nascose, come l'intenderete piú distesamente; e conoscendo
1322 V, 3 | ed io tanto ignorante non intendeva e non penetrava il secreto,
1323 V, 1 | ubidirvi e riverirvi, avessero intercesso appo voi il perdono dell'
1324 V, 1 | fatto conversar con lui e interdettole ogni altra conversazione,
1325 III, 6 | gli amici d'oggi: tutti interessi e dissegni. Chi mostrò ad
1326 V, 4 | che se non conoscessi nell'interno della mia conscienza non
1327 I, 1 | sconsigliato, anzi trapostovi per interrompermi il mio piacere.~Mitieto.
1328 IV, 10| occhi miei? O caso non piú intervenuto! e se il racconto, che fia
1329 I, 2 | Cintia. Quello istesso l'interverrebbe nella vegghia.~Balia. Che
1330 III, 4 | vesti, il ventre gonfio, e intesa la voce di Amasia; il volto
1331 III, 6 | pregandovi che siate cosí intiera padrona di me come io tutto
1332 I, 5 | affligono d'un'afflizione intolerabile: né posso far che non vel
1333 V, 3 | districato l'intrigo d'una intricatissima comedia: questa luce ha
1334 IV, 6 | qualche assetto a questi intrighi. Chi è sforzato morire fa
1335 I, 2 | voglio né posso; e ancorché intrinsecamente ci fusse il buon volere,
1336 1, 1 | sotto il mentito abito fui introdotto in sua camera, gli diedi
1337 I, 1 | studio terreno: la balia l'introduce; egli mi sposa, mi spoglia,
1338 I, 4 | verso di me, e pensa ad intronarmi la testa ch'io dia Amasio,
1339 I, 1 | ostinatamente tutt'oggi intronato il capo, ancora perseveri
1340 IV, 7 | gentiluomo? tu perfido, barbaro e inumano! Ma o che io morrò o farò
1341 1, 1 | accorgo che costei s'era invaghita d'un gentiluomo, ma da quello
1342 I, 1 | Arreotimo mio padre, il quale invaghitosi di lei corruppe la madre,
1343 III, 8 | è buon maestro da trovar invenzioni).~Capitano. (Ad una repentina
1344 I, 3 | servigio che Lidia t'ha inviato a fare, m'accetterai tu
1345 I, 2 | drizzare.~Balia. Deh! non invidiar al mondo cosí bei figli
1346 IV, 6 | morte. Però ti prego non invidiarmi cosí dolce e felice morire!~
1347 V, 7 | travaglio preso del giorno. S'inviò per la comare, ma prima
1348 V, 7 | a casa di Arreotimo per invitarlo alla festa della figliuola,
1349 1, 9 | coltellate che un tedesco invitato al bere; né si allegra cosí
1350 I, 1 | amor suo. Erasto accetta l'invito contentissimo: cosí cominciossi
1351 V, 3 | disperazione. Hai voluto pagar, o invittissima donna, la colpa delle mie
1352 IV, 6 | felice e con quella morte mi involerò dalla morte. Però ti prego
1353 IV, 6 | mano che da principio mi involò il core, quella istessa
1354 V, 1 | Sinesio molto minaccioso e iracondo; se ne viene alla volta
1355 IV, 6 | rimedio alcuno? il caso è irremediabile! Se la fortuna ci ha mostrato
1356 III, 7 | Transilvania, non sará per iscampar dalle mie mani e proverá
1357 I, 4 | l'ho vestito da donna per ischivarlo da un pericolo e l'ho fatto
1358 V, 7 | dubitavano che non fusse per isconciarsi per il travaglio preso del
1359 IV, 4 | onde dubito che siate per isconciarvi.~Amasio. Tu piú mi sconci
1360 1, 1 | nomi e altre persone, per iscoprir qual sia il suo animo verso
1361 I, 4 | in questo io non son per isforzarla altrimenti.~Sinesio. I presenti
1362 III, 2 | creanza venendomi adosso per ispiar chi fussi, io gli ho lasciati
1363 V, 6 | la chiedevate con grande istanza, stimo che avevate prima
1364 1, 5 | certissimo»).~Amasio. Quelle istesse che altre volte m'avete
1365 I, 4 | vostra figlia; e chi ama non istima periglio, poco l'avere e
1366 V, 5 | voluto servir di te per istrumento della mia felicitá. Tu hai
1367 Prol | donne? Veramente come l'Italia avanza tutto il mondo di
1368 IV, 4 | Poiché sète sodisfatto, ite in buon'ora.~ ~ ~ ~
1369 V, 2 | piú lunghi ragionamenti: itene a casa, e s'ella vi cápita,
1370 I, 5 | orecchie.~Balia. Mordile le labbia, ché cosí gli ravviverai
1371 I, 3 | le mordevi tal volta le labbra. Ma perché ingannar gli
1372 I, 6 | ancora mi siedano nelle labra, anzi mi son discesi nel
1373 I, 5 | voi non cade una minima lacrimuccia dagli occhi che tutti non
1374 III, 5 | ritirasse adietro - ché parar di lama sarebbe mal sicuro, ché
1375 I, 4 | giostrarebbono se non di lancia, non giocarebbono se non
1376 | Laonde
1377 IV, 5 | di ombre, d'imagini, di larve e d'incantamenti? son fuor
1378 I, 1 | quattromila ducati, e del resto lascerebbe erede Sinesio, questo vicino
1379 III, 9 | fará cosí tutta la notte: lascialo in sua malora!~Capitano.
1380 Prol | alma cittá di Napoli. Ché, lasciando le mie fiorite sponde, l'
1381 I, 1 | superar da Erasto, anzi lasciandomelo dietro di gran lunga. Lodava
1382 I, 1 | illustre un cavaliero, non lasciandomi superar da Erasto, anzi
1383 I, 2 | una femina.~Balia. Ella lasciará piú tosto la vita che di
1384 I, 2 | la maschera, ella subito lasciarebbe di amarmi, perché mi riconoscerebbe
1385 1, 1 | era cosí impossibile io di lasciarla come quello fusse rivolto
1386 I, 5 | meglio sentir una morte in lasciarlo che patirne ben mille il
1387 I, 2 | la maschera.~Cintia. Se lasciassi la maschera, ella subito
1388 I, 1 | cosí virtuosa emulazione vi lasciaste cadere in cosí ardente passione?~
1389 1, 8 | piè in questa strada, l'ho lasciata che stava ragionando col
1390 III, 2 | ispiar chi fussi, io gli ho lasciati accostare, e come gli ebbi
1391 1, 4 | per lei.~Cintia. Non si lascierá opra per servigio vostro,
1392 V, 1 | ruppe ogni disegno, onde lasciò a me imposto e alla figliuola
1393 IV, 6 | corpo ad Erasto, ma ben da lascivo o disonesto appetito; onde,
1394 III, 5 | posso piú tenere che non mi lassi correre! Olá, chi sei? passa
1395 1, 5 | ventura! - e la balia le sta a lato: certo ne aiuterá al bisogno). -
1396 1, 5 | conosceresti Cintio quanto fusse lealissimo amico?).~Cintia.... E questo
1397 1, 6 | incomparabile, e conosco che m'ama lealmente. Ecco, pur mi son chiarito
1398 V, 4 | Benedetto sia Iddio, che m'è pur lecito di veder alla libera quel
1399 V, 2 | pericoli e l'ingiurie rompono i legami dell'amicizie.~Arreotimo.
1400 V, 3 | mio intelletto. Ho tanto legati i sensi che non so se sia
1401 IV, 10| dico che ho visto la piú leggiadra mammella che si vedesse
1402 IV, 8 | con lei: che avanzava di leggiadria tutte le umane creature.~
1403 I, 3 | a chiedere al suo padre legittimamente per moglie, ché son certa
1404 1, 1 | ascoltar le mie ragioni e legittime difese!~Erasto. E che ragioni
1405 III, 9 | di quello ti darò mille legnate.~Erasto. Ah, traditor villano,
1406 1, 3 | spolpato. Ma Amor, che doma i leoni, le tigre e i ferocissimi
1407 IV, 4 | che non sia di razza del lepre, che è maschio e femina,
1408 III, 8 | amico?~Dulone. (Bisogna levarmi di qua ché non mi veggia;
1409 III, 5 | del capitano, né sará per levarsi di qua se non lo scaccio
1410 I, 5 | mi fusse stato cortese e liberale. E' non m'uccide per privarmi
1411 1, 1 | assegnar ragioni, perché è libero.~Cintia. Voi dunque perché
1412 I, 4 | tutto.~Pedofilo. Tutte le licenze sieno vostre.~Sinesio. Voi
1413 III, 1 | veder a mio modo, quando mi licenziarò, fingerò di abbracciarla;
1414 IV, 2 | accompagnò sin alla strada e si licenziò da lui.~Erasto. Anzi io
1415 Prol | Vivete dunque felici e lieti, ch'io, veggendo dar principio
1416 IV, 8 | vorrei che, imparando il mio linguaggio, mi dicessi chiaro chi fu
1417 I, 5 | conto che questa sia una lite di cui è giudice Amore:
1418 I, 1 | lasciandomelo dietro di gran lunga. Lodava molto mio padre quest'amicizia,
1419 I, 5 | dico alla libera che la piú lodevole cosa che potesse mai fare
1420 Prol | dorati tetti, le ornate logge e i sacri tempi della mia
1421 I, 1 | Al fin, vedendo che con longa e ostinata resistenza non
1422 Prol | lo splendor de' lor occhi lucenti hanno fatto qui in terra
1423 IV, 2 | arebbe veduto il ciel della luna.~Pedofilo. E se altri che
1424 I, 1 | lasciandomelo dietro di gran lunga. Lodava molto mio padre
1425 III, 5 | minimo indugio una gran lunghezza di tempo. I pericoli mi
1426 1, 8 | so come possa star in duo luoghi in uno istesso tempo.~Erasto.
1427 I, 6 | pecorelle e sta in mezo di lupi arrabbiati. Oh quanto fuggirebbe
1428 V, 4 | non volli né col pensiero macchiare di un picciol neo di suspizione,
1429 1, 1 | Era mia moglie, non l'ho machinato contra l'onore.~Erasto.
1430 V, 1 | mura e sotto le guardie di madri, padri e fratelli pur fanno
1431 III, 8 | in aiuto: la paura è buon maestro da trovar invenzioni).~Capitano. (
1432 I, 3 | altra, e principalmente ne' Mafolti, per estirpar in tutto le
1433 I, 1 | che mi raccontate.~Cintia. Maggiori ne udirai. - ... Venuta
1434 1, 3 | io coperto di piastre e maglie, tu con uno archetto ed
1435 Prol | esso voi, o miei illustri e magnanimi figli; posciaché per cosí
1436 IV, 2 | che questa mia spada non magni piú cuor di principi né
1437 V, 8 | sera si faranno le feste magnifiche e sontuose. Non usciranno
1438 Prol | cavalieri, se Giove con la sua maiestá per starsi fra sí giustissimi
1439 I, 5 | dunque ad impazar per Cintio? Maladetta sia tal sorta d'amore! io
1440 I, 5 | non sia riamato chi ama; maledice la sua mala ventura; chiama
1441 IV, 6 | Cintia. Balia mia, vorrei maledir mille volte l'ora che nacqui:
1442 I, 5 | ará ammaliato.~Lidia. Le malie che ave usate contro di
1443 V, 4 | averti offeso per nequizia o malignitade, ch'io medesimo me la darei
1444 V, 6 | assai dubioso e pieno di malinconia, ché Amasio, mio figliuolo,
1445 IV, 7 | ti farò cavar quel cuore malvaggio e traditore!~Cintia. Giá
1446 V, 6 | Pedofilo. Orsú, questo Malvezzo che ha voluto entrar nell'
1447 1, 4 | che di voler tacciarmi di mancamento di fede, e io conosco al
1448 IV, 6 | sarebbe la mia vita, tu mancandomi? rimarrei orfana, vedova,
1449 1, 9 | la disgraziarò: a me non mancano innamorate. Che resta da
1450 I, 2 | te; anzi quanto piú sente mancarsi nelle pene, con tanta piú
1451 1, 5 | persona).~Amasio. Non mi mancate, di grazia, se m'amate.~
1452 I, 2 | fusse il buon volere, ci mancherebbe il potere.~Balia. Dice che
1453 1, 5 | grazia, se m'amate.~Cintia. Mancherei piú tosto a me stesso.~Amasio.
1454 1, 5 | suo favore che so non mi mancherete:...~Amasio. Dite via, presto.~
1455 1, 3 | Onde per lei ho dismesso mandar popoli a fil di spada, cittá
1456 1, 5 | adesso vo a spogliarmi per mandarvele; adio.~Cintia. Adio, signora
1457 I, 1 | mai per casa sua, non le mandasse ambasciate per altri che
1458 1, 5 | Cintia.... che quando mi mandate le vesti, me le porgeste
1459 1, 5 | le vostre vesti; ed io le manderò a tôrre, acciò li dia ad
1460 1, 5 | voglio che ascolti. Dio me la mandi buona!).~Amasio. (Ma ecco
1461 1, 7 | or ora alla fenestra, che mandiate Cintio a far la spia e che
1462 III, 5 | e gli sarei sopra con un mandritto; e s'egli cedesse alla furia
1463 I, 1 | conocchia e all'aco rivolsi a maneggiar cavalli e armi e tutte quelle
1464 V, 2 | tante lettere e di tanto maneggio d'armi! Questa sará il frutto
1465 V, 3 | fatto di Lidia l'ingiuria è manifesta, ma non sappiamo chi l'ha
1466 1, 1 | innamorato, e gli occhi ve lo manifestano.~Cintia. Ragionamo d'altro,
1467 IV, 4 | Napoli non non ho voluto manifestare.~Erasto. Di grazia, ditela
1468 I, 3 | servirmi e aiutarmi, ti manifestarò cosa che forse nol pensi.~
1469 IV, 4 | quello che importa piú, vo' manifestarti quello che importa meno. -
1470 IV, 4 | perfidia mi condurrá oggi a manifestarvi cosa che da che sono in
1471 I, 1 | taccia e soffrisca.~Mitieto. Manifestate il vostro male, ché l'infirmitá
1472 I, 1 | accorgere?~Mitieto. Deh! manifestatemi di grazia la cagion del
1473 IV, 4 | tutto oggi il capo, avendoti manifestato quello che importa piú,
1474 III, 9 | la gola: ecco son qui per mantenertelo.~Erasto. Capitano, se verrò
1475 III, 9 | È il capitano qui, per mantenerti che ha fatto molto bene
1476 V, 4 | Cintia. Erasto, son qui per mantenervi quello che v'ho promesso.~
1477 III, 6 | fede cosí da presso non vi manterrá quanto v'ha promesso.~Lidia.
1478 IV, 8 | sia una puttana, ché ve lo manterrò con questa spada mentre
1479 I, 4 | maritare alla patria, ché maritandola qui mi sarebbe molto discommodo.~
1480 I, 1 | volendola Pedofilo suo padre maritar in Bologna lor patria, non
1481 I, 4 | esser giá quietata, la vo' maritare alla patria, ché maritandola
1482 IV, 8 | sento da te se non parole mascherate. Ma lasciamo questa ingiuria
1483 I, 4 | se ne potrebbono far duo maschi, e dubito che Amasio non
1484 I, 4 | costui a crepacuore? fa del mastro e presume saper piú degli
1485 I, 4 | fuoco!~Sinesio. E quando i matrimoni son ben accoppiati, ogni
1486 I, 4 | da ridere: sète di quei matti che non vogliono guarire.~
1487 IV, 6 | tempo suol apportar piú maturo consiglio: forse la fortuna
1488 Prol | che per le vaghe rive di Meandro, qui il valor della cavalleria,
1489 | medesime
1490 I, 2 | padre, ché ci sarebbe il medesmo impedimento e ché essendo
1491 I, 1 | desiando sempre occasione di medicare i miei mali; ed ecco Amor
1492 I, 1 | insieme e abbiamo l'un l'altro medicato gli ardori delle nostre
1493 III, 5 | Eccone un'altra; ché la medicina per buona che sia, se non
1494 V, 3 | angoscia: una nuvola di melancolia m'adombra d'intorno il core.~
1495 1, 9 | un crivello da crivellar meloni!~Erasto. Capitano, ti son
1496 IV, 6 | E tu che raccogliesti le membra al mio natale, tu ricevi
1497 I, 1 | vergognava tanto che ancor la memoria se ne vergogna, anzi mi
1498 1, 9 | mala sorte pur me ti ha menato dinanzi!~Erasto. (Anzi,
1499 IV, 8 | Crederò io a quella lingua mendace che m'ha fatto mille spergiuri?~
1500 IV, 2 | che tu che ardisse cosí mentirmi sul viso, a questa ora arebbe
1501 III, 8 | farne di meno. - Menti d'una mentitissima, arcimentita, arcimentitissima,
1502 III, 8 | arcimentita, arcimentitissima, mentitissimissima, missimissima mentita! Tu
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