aband-citta | civet-favor | fazio-menti | menzo-racco | raddo-sposa | spose-zucch
Atto, scena
1503 IV, 4 | Amasio. Lo niego perché è una menzogna espressa!~Erasto. Voi avete
1504 1, 2 | dice che Amasia restò molto meravigliata, e che non solo non era
1505 V, 3 | spirito vivacissimo e di sí meravigliose maniere che l'anima mia
1506 Prol | giustissimi senatori, se Mercurio con la sua eloquenza per
1507 IV, 8 | ricevesti da me mai, ch'io meritassi d'esser cosí amareggiato
1508 III, 5 | son ben date e te l'hai meritate; ma se te ne ho dato piú
1509 V, 2 | desidero ora accioché fusse meritevole di tanta donna.~Arreotimo.
1510 IV, 3 | Che volete saper da me meschina? io non so nulla. (O Dio,
1511 IV, 3 | di me pregna e omai è sul mese del partorire?~Balia. Quanto
1512 V, 3 | rapita da se stessa, e se ben mesta e afflitta, pur spira di
1513 V, 2 | Sinesio. Non ho detto la metá di quello che meritarebbe.~
1514 1, 3 | volentieri. Che pensi tu che ci metta a far una principessa? in
1515 I, 6 | e con inganno si vive la mettá dell'anno, con inganno e
1516 V, 6 | non poter ascoltarne a me meza.~Pedofilo. So che piú volte
1517 III, 1 | tutta sepolta nel sonno e la mezanotte passata.~Dulone. Ed io stimo
1518 IV, 6 | quando all'infermo viene il miglioramento della morte. Giá s'è scoverto
1519 I, 1 | imagineremo alcuna cosa migliore; e vo a dar effetto a quanto
1520 V, 1 | col pugnal nudo in mano minacciava o d'uccidersi in mia presenza
1521 IV, 8 | fronte turbatissima e dal minaccievol volto la tempesta in punto
1522 V, 1 | Io veggio Sinesio molto minaccioso e iracondo; se ne viene
1523 Prol | concorrenza col Po, col Mincio e col famoso Tebro.~Qui
1524 1, 3 | castelli per aria con le mine e altre opre da stragi;
1525 I, 4 | sapere ch'io non son de' minimi della mia cittá, e che tra
1526 V, 4 | disarmato la disperazione ministrará l'armi, troverá nuovi usi,
1527 V, 3 | per nuora una donna di sí mirabil condizione!~Erasto. Vado.
1528 I, 1 | conclusione, ch'io fatico mirabilmente col cervello per saper dove
1529 III, 1 | accostarvi alla luce e mirarla ben bene, accioché vi possiate
1530 IV, 4 | ho faccia con che possa mirarvi né da comparir piú mai per
1531 1, 9 | Come sai tu dunque ch'io miro te, se tu non miri me?~Erasto.
1532 I, 5 | che vi struggete per altri miseramente senza speranza alcuna.~Lidia.
1533 III, 2 | braccia, testa e mani di quei miserelli: pochi ne scamparono per
1534 Prol | pace, qui il rifugio de' miseri, qui il seggio della magnificenza,
1535 IV, 7 | infelice essempio d'ogni miseria. Oh quanto felici coloro
1536 V, 1 | per scampar presto dalle miserie che gli sovrastano, vuol
1537 III, 8 | arcimentitissima, mentitissimissima, missimissima mentita! Tu sei un di quei
1538 III, 1 | sieno ancor le due ore: voi misurate l'ore col vostro desiderio.~
1539 1, 3 | ferocissimi animali, mi mitiga l'orgoglio e rammorbidisce
1540 III, 7 | cui ritratto si de' tôr il modello de tutti i capitani del
1541 IV, 5 | orgoglioso maschio che de una modesta femina convenevole, un tanto
1542 IV, 1 | colei che vien costá: vedrò modestamente potergli ragionar su questo
1543 I, 3 | lascivi, gli atti senza modestia, i baci troppo affettuosi,
1544 V, 6 | qual ho sempre conosciuto modestissimo, abbi usato atto cosí discortese.~
1545 III, 6 | perché, conoscendomi voi modesto, stimarete ciò faccia costretto
1546 I, 1 | capo, ancora perseveri a molestarmi.~Mitieto. La cagione n'è
1547 III, 6 | penso che sia diventata molle quella dura durezza che
1548 1, 1 | che io vi ami.~Erasto. Non moltiplichiamo in cerimonie; pregovi per
1549 Prol | bel vostro paese; qui la moltitudine del popolo contende con
1550 IV, 6 | uccido prima che mora: ogni momento che tardo m'è una morte;
1551 1, 3 | accenderei l'aria e ridurrei una montagna in cenere; e se ponessi
1552 IV, 6 | tardando mi uccido prima che mora: ogni momento che tardo
1553 IV, 5 | non toccorono carni piú morbide e delicate e un corpo piú
1554 1, 1 | altro. Né so come non vi morde la conscienza, che val piú
1555 I, 3 | affettuosi, anzi basciandola le mordevi tal volta le labbra. Ma
1556 I, 5 | stropiccerò l'orecchie.~Balia. Mordile le labbia, ché cosí gli
1557 IV, 6 | un punto duo cuori. Cosí morendo per le sue mani, mi saranno
1558 IV, 6 | ultimamente il mio corpo moriente; e se essendo bambina le
1559 I, 1 | In questo foco arsi e morii gran tempo desiando sempre
1560 1, 9 | ché se non fusse per me si morirebbono di fame. Turberei la face
1561 1, 2 | Erasto. Perché se lo credessi morirei.~Dulone. Non lo credete
1562 1, 1 | alleggiar la mia passione e non morirmi, sapendo quanto è naturale
1563 V, 3 | invaghito di Amasia, per non morirsi di passione, si dispose
1564 I, 1 | Mitieto. O Dio, come non morivi dalla vergogna?~Cintia.
1565 V, 4 | morire, ché non potrai cosí mortalmente ferir questo corpo che non
1566 III, 6 | durissimo vostro cuore, e mossasi a pietá della mia fede,
1567 1, 2 | Cintio ma che di voi non mosse parola mai; all'ultimo,
1568 I, 2 | lei.~Balia. Per dirtela, mostacion mio di zucchero, tu sei
1569 1, 4 | è Amasia quella ch'or si mostra in fenestra? ella è per
1570 I, 1 | rendersi altrui soggetto, mostrandosegli grata in ogni cosa e soggiogandolo
1571 I, 1 | trovasse un maschio, per mostrarlo quel giorno ad Arreotimo.
1572 1, 4 | voi.~Erasto. Vi prego a mostrarmi con effetto quello ch'or
1573 IV, 6 | imaginarmi. Al primo colpo gli mostrarò disavedutamente il fianco
1574 IV, 4 | Moglie mia cara, non bisogna mostrarsi cosí semplice e innocente.
1575 IV, 7 | su le mie nozze; e pur si mostrava meco tutto di fuoco in desiarle!
1576 IV, 2 | altre tue cose.~Capitano. Ti mostravi assai schivo di darmi tua
1577 III, 6 | interessi e dissegni. Chi mostrò ad uomo amicizia piú leal
1578 IV, 8 | alla voce, alle vesti, al mover della persona, al volto
1579 I, 2 | perché arebbe speranza che ti moveresti a pietá di lei; e per non
1580 V, 5 | tutta la persona, e certi movimenti per il corpo, non so se
1581 III, 5 | vieni, ché non vo' che tu muoia per mia mano: la mia vendetta
1582 1, 3 | debellar popoli, ruinar muraglie e abbatter beluardi che
1583 I, 4 | altrimenti.~Sinesio. I presenti mutano gli animi feminili: ricami,
1584 I, 4 | gioie e vesti le faranno mutar proposito.~Pedofilo. Ella
1585 I, 1 | occhi.~Cintia. Ahi, pessima mutazion della mia vita!~Mitieto.
1586 V, 4 | fra se sola, fa diverse mutazioni, s'adira, s'attrista e si
1587 I, 1 | altro che con Erasto; onde nacque tra noi una amicizia strettissima,
1588 I, 4 | ch'ella non vuol marito napolitano, e in questo io non son
1589 IV, 8 | Oimè, giá conosco alle narici aperte e inspiranti infocato
1590 1, 2 | intrinseca di Amasia, le narrai i progressi de' vostri amori:
1591 V, 3 | intorno il core.~Sinesio. Narramelo, ti dico.~Erasto. Lo saprete
1592 V, 3 | Sinesio. Fermati un poco qui, narrami il tutto: forse non saran
1593 I, 2 | d'un favore: di poterti narrare a bocca, da solo a solo,
1594 1, 1 | Cintia. (Giá lo veggio. Vo' narrarglielo in ogni modo).~Erasto. (
1595 1, 1 | posso venir meno, io vo' narrarvi i miei amori.~Erasto. Orsú,
1596 1, 1 | vostro piacere.~Erasto. Orsú, narratemi i vostri amori, ché farò
1597 V, 3 | elegie, in tante cifere m'hai narrati gli accidenti degli amori
1598 V, 1 | mi dici?~Balia. Io v'ho narrato appuntino tutto il fatto,
1599 I, 2 | mondo cosí bei figli che nascerebbon da te e da lei, ch'essendo
1600 I, 2 | di giovani cosí fioriti nascerebbono figli da farne piú bello
1601 1, 1 | cortese e leal amico che mai nascesse, e mi ama svisceratamente.
1602 I, 1 | della mia madre, del mio nascimento, e torniamo a' casi miei....~
1603 I, 6 | e sapesse quello che si nasconde sotto la gonna!~Amasio.
1604 IV, 3 | cara, or non è piú tempo di nasconderci: ché ben sai che Amasia
1605 I, 1 | tutte le donne devrebbono nascondere. - ... Passò la notte piú
1606 IV, 8 | sotto una finta amicizia nascondessi un verace tradimento? Ma
1607 I, 1 | dir vostro padre: se vi nascondete da me, a chi dunque nel
1608 V, 4 | viluppi e ombre m'eran nascoste! Veggio pur quegli occhi
1609 IV, 6 | raccogliesti le membra al mio natale, tu ricevi ultimamente il
1610 I, 1 | Apparai lettere, e le mani nate alla conocchia e all'aco
1611 I, 4 | egualmente, che par che sieno nati per esser sposi insieme;
1612 1, 2 | inteso?~Erasto. Cosí fusse nato sordo! Ma non lo credo.~
1613 I, 1 | occupato il luogo della natural creazione, che mi posso
1614 I, 4 | se i padri amano i figli naturalmente, quando sono poi virtuosi,
1615 I, 2 | seguiteranno te, quando neanco dopo morte può star l'uno
1616 III, 9 | egli è sparito come una nebbia. - Ma fermatevi, dove andate?~
1617 III, 8 | questi pericoli, «della necessitá bisogna far virtude»).~ ~ ~ ~
1618 V, 6 | mio, vuol la legge che, negandoti un amico un piacere, possi
1619 I, 4 | lece dire.~Sinesio. Oimè, negarmela cosí alla prima è un principio
1620 V, 3 | non ho tempo.~Sinesio. Il negarmelo cosí ostinatamente mi accresce
1621 V, 6 | medesimo piacere: avendomi voi negato la vostra figliuola per
1622 IV, 9 | creanza e tanto tradimento che neghiate or quello che non vi vergognaste
1623 1, 2 | con amor simulato e con nemicizia coperta, con desegni.~Erasto.
1624 V, 4 | macchiare di un picciol neo di suspizione, non fusse
1625 I, 1 | ogni padre desia vedere i nepoti, e massime chi è padre di
1626 V, 7 | desiderio che ho di veder il nepotino. Fagli da mia parte tu l'
1627 V, 4 | conscienza non averti offeso per nequizia o malignitade, ch'io medesimo
1628 | nessuna
1629 I, 5 | convien aver pietá di chi la niega ad altri.~Lidia. Amore vuole
1630 V, 8 | perduta; or ho una figlia e un nipote di lei. Mi par mille anni
1631 | Niun
1632 | niuna
1633 IV, 9 | possibile che una signora cosí nobilmente nata, come voi sète, finga
1634 I, 3 | io sia di lei inferior di nobiltá o di ricchezza. Or a questo
1635 V, 6 | molta disaguaglianza di nobiltade o di ricchezza.~Sinesio.
1636 I, 5 | né ardentissima fornace nodrisce tante fiamme nel suo seno
1637 IV, 4 | togliamoci ad un tratto la noia di aver piú a vivere di
1638 III, 8 | Dulone.~ ~Amasio. Sento nominar Cintio. Ancor sta qui questa
1639 IV, 8 | quella... che non so come nominarla, in casa tua, tu venivi
1640 1, 5 | importantissimo.~Erasto. (Ha nominato «Erasto», e dice: «per un
1641 | nondimeno
1642 IV, 4 | a mio padre non fussero noti gli miei andamenti e la
1643 V, 1 | mai piú di lei si sapesse novella. Io, che la vedeva cosí
1644 IV, 10| dormo, son vivo o morto? Che novitá son queste che veggio o
1645 I, 5 | suo seno quante egli ne nudre nel cuor suo per amor vostro.~
1646 IV, 6 | sofferti in allevarti e nudrirti - giacché tu non conosci
1647 Prol | riempirla, e il popolo è cosí numeroso che non si può imaginar
1648 V, 3 | quel mar di gioia dove or nuota. Ecco passo da un abisso
1649 V, 4 | ministrará l'armi, troverá nuovi usi, fará che l'unghie e
1650 V, 3 | in maggior angoscia: una nuvola di melancolia m'adombra
1651 I, 1 | lei.~Mitieto. Egli non vi obliga piú ad una che ad un'altra,
1652 1, 1 | cominciassi a sciôr uno di quegli oblighi che vi tengo, e ogni affanno
1653 III, 1 | dalla dolcezza porrete in oblio ancor voi stesso.~Erasto.
1654 III, 5 | non vo' nulla da te: che occasion mi desti di adirarmi mai
1655 IV, 6 | Erasto il tutto, e digli che occecata da troppo ardentissimo amore
1656 I, 1 | corpo, ma restaron subito occecati; e la mia continenza fu
1657 V, 3 | indegna di te e tu di lei, s'occecò nell'amar tuo; né avendo
1658 I, 5 | Amasio. Soverchia passione mi occupa il core!~Lidia. Balia balia,
1659 1, 6 | come tutta la famiglia era occupata ne' servigi, arebbe fatto
1660 | od
1661 I, 1 | sue speranze si volgerá ad odiarmi quanto m'amava; né giudicherá
1662 IV, 8 | l'amate, conoscendola l'odiate; sotto la falsa sembianza
1663 1, 2 | certi giorni in qua tu l'odii?~Dulone. Perché da certi
1664 V, 2 | parerá.~Sinesio. Che cosa t'odo io dire?~Arreotimo. Il fatto
1665 III, 5 | Amasio. Alzati, ché non vo' offenderti mentre giaci.~Capitano.
1666 V, 5 | avete dato cagione che vi offendesse. In tanta allegrezza è di
1667 V, 4 | Erasto, alzatevi e non mi offendete con questo atto: perché
1668 1, 1 | pensieri.~Erasto. lo non m'offerisco di nuovo, accioché non ponga
1669 IV, 9 | vostro padre, la qual, come offertami da prima, so che me l'arebbe
1670 V, 5 | vi cerchi perdono delle offese, e del mio mal animo che
1671 V, 4 | mia conscienza non averti offeso per nequizia o malignitade,
1672 V, 1 | avessimo fatto il dovuto officio per lei quando l'inganno
1673 1, 5 | voi apparite come un lampo offuscate lo splendor di ciascheduna:
1674 I, 1 | in poco tempo a tale che oltra di lei non vedeva, né sentiva
1675 V, 2 | crudelmente, avendo avuto ardir di oltraggiar un amico come tu mi sei.~
1676 IV, 8 | agli occhi l'ingiuriate e oltraggiate e mostrate di non conoscerla.~
1677 V, 8 | Arreotimo. O Dio, quanto son oltremisura allegro! O soprana bontá,
1678 | ond'
1679 IV, 8 | quei segni d'amore che da onesta donzella si potessero dare;
1680 1, 2 | affezione.~Erasto. Mi ama, mi onora, mi serve con ogni affetto
1681 1, 5 | casa nostra a vederla, ci onorarete con la vostra presenza.~
1682 I, 1 | stessa e dalle vostre cattive operazioni, perché voi stessa v'avete
1683 I, 1 | Amasia, con quella falsa opinion di dolcezza non capía nella
1684 1, 1 | ventre gonfio: patite forse d'oppilazione o d'idropisia?~Cintia. Di
1685 I, 5 | io vorrei che piú tosto opponeste il giudicio e la ragione
1686 1, 8 | potea venir a tempo piú opportuno.~ ~ ~ ~
1687 I, 1 | mai piú sentita. Allora opposi gli occhi della mente a
1688 1, 1 | partono da me mai e mi tengono oppresso cosí di corpo come d'animo.
1689 V, 2 | virtuoso e onorato, gli ordinai che non trattasse con altri
1690 I, 1 | ore di notte, che fu l'ora ordinata fra noi. Fingendo io d'andare
1691 III, 9 | grosso pezzo di te sia l'orecchia!~Dulone. Entrate, padrone,
1692 IV, 6 | tu mancandomi? rimarrei orfana, vedova, sola e sfortunata,
1693 1, 3 | ferocissimi animali, mi mitiga l'orgoglio e rammorbidisce il mio rabbioso
1694 IV, 5 | e creanza piú tosto d'un orgoglioso maschio che de una modesta
1695 Prol | quando si vidde mai tanto ornamento di sí superbo apparato?
1696 Prol | palagi, i dorati tetti, le ornate logge e i sacri tempi della
1697 I, 2 | Cintia. Balia, non è tutt'oro quello che luce: s'ella
1698 IV, 8 | una simulata amicizia cosí orribile tradimento?).~Cintia. (Oimè,
1699 V, 4 | delle mie tenebre, nella piú oscura notte scintillavano come
1700 III, 3 | che a malgrado delle piú oscure tenebre scintillano intorno
1701 1, 9 | fame. Turberei la face di Ottavian per far questione. Ma la
1702 1, 4 | si scuopra: un poco piú over un poco meno non importa.~
1703 V, 1 | rimovevi da cotali pensieri overo avisarmene me ancora, ma
1704 I, 3 | Giá essendo acquietata e pacificata la parte guelfa lo potrei
1705 1, 2 | acquista per dirsi il vero a' padroni e per tener dal suo onore.~
1706 Prol | corno feconda il bel vostro paese; qui la moltitudine del
1707 V, 3 | disperazione. Hai voluto pagar, o invittissima donna, la
1708 V, 3 | fiere pugnalate ho voluto pagarti di tanto amore! Al fin non
1709 III, 9 | andate?~Erasto. Orsú, me la pagherai davero!~Dulone. Padrone,
1710 I, 2 | trastularmi un'ora teco pagherei la vita, non che la robba.~
1711 I, 5 | di quello che dite, non paghereste una minima scintilla dell'
1712 1, 6 | consolazioni, quando vi pagherò giamai tanto obligo? Deh,
1713 III, 9 | usato, v'ha dato un bel paio di corna.~Erasto. Dovevi
1714 Prol | apparato? Veggio gli alti palagi, i dorati tetti, le ornate
1715 I, 1 | che tremo e mi vergogno palesare il mio secreto! Sappi, Mitieto
1716 I, 1 | chi dunque nel mondo vi palesarete?~Cintia. Mitieto, quando
1717 I, 1 | anzi mi vergogno ora in palesarti quello che tutte le donne
1718 1, 2 | mai né bontá né fede, col paragon del tuo animo fai giudicio
1719 V, 2 | quella via che miglior mi parerá.~Sinesio. Che cosa t'odo
1720 IV, 7 | udir quel che sento! E giá parevami che il cor mio presagesse
1721 I, 1 | insieme tanto stretti che parevamo una cosa medesima....~Mitieto.
1722 IV, 6 | conoscerá morta, conoscerá parimente il mio amore e la mia fede;
1723 IV, 8 | che non vuole intendere. Parlami un poco piú chiaro, rispondimi
1724 1, 9 | ti ferisca mirando, e vo' parlar teco cortesemente.~Erasto.
1725 IV, 3 | esser piú continenti nel parlare.~Erasto. Vi prego che voi
1726 V, 2 | con Erasto prima ch'io le parlassi, potrebbono porre in effetto
1727 V, 4 | mia sposa. Ma voi come non parlate?~Cintia. Non so s'io mi
1728 1, 9 | brusciava tutta; e ci siamo parlati col cuore l'un con l'altra
1729 1, 4 | peggio, se non parlo io parlerá il ventre per me. Che speranza
1730 1, 6 | dimmi, Cintio mio, tutte le paroli e che ti disse del venir
1731 IV, 9 | ci corrai piú con le tue paroline; e la spada scoprirá la
1732 V, 2 | me ne veggia satollo! Mi parrá ragionando con lei di ringiovenire.
1733 1, 5 | ne ascolterá egli che li parranno che vadino in suo favore,
1734 V, 1 | favola.~Arreotimo. Che ti parrebbe di fare?~Balia. Trovar Sinesio,
1735 V, 1 | la grazia mia, che non si parta fin ch'io non ritorno. Io
1736 1, 4 | trattarete con lei in questo particulare, vorrei esservi io presente
1737 IV, 8 | tanto ingiuriate, io non mi partii da voi, e se fui sempre
1738 V, 2 | allevati insieme, or s'abbia a partir con odio e con rancori,
1739 III, 5 | rendo io a te.~Amasio. Se ti partirai di qui tosto, farò teco
1740 1, 7 | giá venuto, ed io non mi partirei di qua se mi fusse consignato
1741 1, 9 | dolcezze.~Capitano. Io non mi partirò da qui intorno.~ ~ ~ ~
1742 V, 2 | anima dal mio corpo che si partisse cosí rara e cosí virtuosa
1743 1, 8 | strada, ella fu chiamata e partissi.~Dulone. Ed io nel por del
1744 IV, 7 | traditore!~Cintia. Giá s'è partita. Non mancava altro agli
1745 I, 4 | Pedofilo! di grazia non partite cosí tosto, perché ho da
1746 1, 9 | ed io il suo: e ci siamo partiti l'un dall'altra pieni di
1747 1, 1 | sí familiari che non si partono da me mai e mi tengono oppresso
1748 I, 1 | farebbe erede del tutto; ma partorendogli una femina, le donarebbe
1749 1, 2 | vostra moglie? non è per partorir tra poco? È bisogno che
1750 I, 4 | vergine e io stimo che la partorirá.~Pedofilo. E io temo d'ogni
1751 I, 1 | maschio. Ecco s'ingravida e partorisce me, nel cui picciol soggetto
1752 IV, 10| per un'altra.~Erasto. A me parve cosí vedere.~Dulone. La
1753 I, 5 | al mondo, vita mia, che pascere il desiderio di speranze
1754 IV, 7 | come sia possibile che voi passando un minimo travaglio, a me
1755 IV, 6 | fede; e so che la sua spada passará allor in un punto duo cuori.
1756 III, 5 | tanto desideravi! Vorrebbe passare innanzi e non può per esser
1757 IV, 9 | e giá mi vien la stizza passartela per lo petto.~Cintia. Piú
1758 I, 1 | per patto espresso che non passasse mai per casa sua, non le
1759 I, 4 | sorte d'ingiuria.~Pedofilo. Passeggi quanto vuole e faccia quanto
1760 I, 4 | avere e manco la vita. Vi passeggia tutto il giorno d'intorno
1761 1, 8 | del capitano, che stava passeggiando dinanzi a lei e suo padre,
1762 1, 9 | veggia in questa strada passeggiare; però cava fuor la spada.~
1763 V, 4 | la sua misera anima deve patire! Eccolo che mi sta aspettando,
1764 V, 2 | pensate di fare?~Sinesio. Patirei piú tosto che si spartisse
1765 I, 5 | una morte in lasciarlo che patirne ben mille il giorno per
1766 III, 9 | di peso per forza: come patirò io tanta insolenza e dinanzi
1767 IV, 6 | poi ben convien ch'io ne patisca la pena, perché io son stata
1768 I, 5 | deve, è ingiusto, poiché patisce che non sia riamato chi
1769 1, 1 | Erasto. Non vorrei che costui patisse alcun male, per quanto mi
1770 1, 1 | tengo, e ogni affanno che patissi sarebbe ben impiegato per
1771 IV, 1 | sono Vostra Signoria per patrone e per padre, con quella
1772 V, 3 | virtú, chi sará piú di te paziente, servente e perseverante?
1773 I, 6 | poverina si pensa trattar con pecorelle e sta in mezo di lupi arrabbiati.
1774 I, 1 | dolcezza non capía nella pelle; io, se ben pensavo il mio
1775 III, 2 | Meglio per loro; ché non avea pelo indosso che non gridasse
1776 V, 3 | ignorante non intendeva e non penetrava il secreto, or come potevi
1777 1, 9 | occhi, e allo sventolar del pennacchio tu debba conoscere che il
1778 III, 6 | di ragione.~Lidia. O mio penoso diletto, non conoscevate
1779 IV, 6 | occhi miei. Ahi, che solo pensandoci mi si schianta il core!
1780 V, 1 | rallegro; ma mi doglio che pensandomi aver un maschio mi ritrovo
1781 I, 6 | se quei baci, che mi dá pensandosi che sia donna, me li desse
1782 V, 8 | dolore di non aver Cintio che pensavate, ma una femina Cintia, e
1783 I, 1 | nella pelle; io, se ben pensavo il mio piacere era stato
1784 IV, 7 | che farò, qual sará il pensier mio? Non credo che viva
1785 1, 5 | accioché le genti vedendole non pensino alcun male....~Amasio. Farò
1786 1, 9 | l'uno e l'altro di voi si penta di quanto dice, tu di averle
1787 I, 1 | caduta in un mar di doloroso pentimento. Che debbo dunque accusar
1788 IV, 4 | padre di modo che non si pentirá di avermi concessa voi per
1789 III, 9 | furia, ché poi non possiate pentirvene rinvenuto in voi.~Erasto.
1790 | perch'
1791 1, 4 | suo mal animo. Onde io, percossa da quelle parole come da
1792 I, 4 | faccia quanto puote, ché perde il tempo: ed io temo tutto
1793 1, 6 | ancorché fusse sicura di aver a perderci la vita: né lo poté esprimere
1794 1, 1 | perdesse la vita per farla perdere a voi, avendo con voi perduto
1795 I, 2 | trovandomi innanzi a lei mi perderei affatto; e che veramente
1796 1, 4 | scoprendosi un tantino, la perderete per sempre.~Erasto. Ella
1797 III, 6 | poi).~Amasio. (Amasio, non perderti d'animo, desta in te stesso
1798 III, 1 | ancorché ci vada il rischio di perdervi la sua grazia.~Dulone. Fratanto
1799 1, 1 | Converrebbe che quella gentildonna perdesse la vita per farla perdere
1800 V, 1 | amore.~Balia. Ma perché perdete ora il tempo in parole,
1801 1, 1 | vedendo che col core ci perdeva il tempo e la vita insieme,
1802 1, 9 | per questa volta, e ti si perdona la vita: però ingenocchiati
1803 IV, 4 | Vi priego caldamente a perdonarmi, ché, essendo stato ingannato
1804 V, 4 | perdonò la vita, non me la perdonerá il veleno. Ahi! che il mio
1805 V, 5 | allegrezza è di ragion che mi perdoniate.~Cintia. Dulone mio, io
1806 V, 4 | uccise; ma se la sua spada mi perdonò la vita, non me la perdonerá
1807 1, 9 | Erasto. Per vincer cosí perfida tua ostinazione e ché non
1808 IV, 4 | ingannar voi: io era cosí perfidioso perché mi pensava che dicessi
1809 V, 1 | giornalmente, non avevi da pericolare? Dogliomi ch'io non sapendo
1810 IV, 6 | tante hai eletta la piú perigliosa, precipitosa e disperata
1811 I, 4 | animi feminili: ricami, perle, gioie e vesti le faranno
1812 1, 7 | ora appagarvi della mia perpetua servitú.~Cintia. Non può
1813 V, 3 | tormento, a questi occhi perpetue lacrime; anzi mi ucciderò
1814 IV, 9 | e il timore, che sono i perpetui compagni della colpa?~Cintia.
1815 V, 3 | te paziente, servente e perseverante? e chi di me piú cieco,
1816 I, 2 | tanta discortesia; o se vuoi perseverare nella medesima ostinazione,
1817 I, 1 | e ostinato in rifiutarla perseverate.~Cintia. Mitieto, io non
1818 I, 1 | intronato il capo, ancora perseveri a molestarmi.~Mitieto. La
1819 I, 1 | me, come io non sapessi persuaderlovi acconciamente, perché è
1820 III, 1 | secondo tu mi dici e io mi persuado, son stimato da goffo.~Dulone.
1821 1, 3 | piú tosto con amorevoli persuasioni conseguire il mio intento
1822 I, 3 | esser uomo e talmente mi son persuaso d'esservi, che mi sono innamorato
1823 1, 5 | per quel vicolo con una pertica e che non le faceste veder
1824 I, 1 | accusar il cielo e le stelle perverse?~Mitieto. Che cielo? che
1825 I, 1 | agli occhi.~Cintia. Ahi, pessima mutazion della mia vita!~
1826 III, 5 | Amasio. Codardaccio, ora ti pestarò!~Capitano. Oh che onore!
1827 1, 1 | ché ho avuto il mio e il piacer del vostro piacere.~Erasto.
1828 I, 2 | nel suo bel mezo de' suoi piaceri si risvegliò e si trovò
1829 I, 5 | stata giamai con un sol piacevol atto guiderdonata, e non
1830 Prol | gentildonne. Voi dunque con la piacevolezza de' vostri angelici visi
1831 I, 5 | sua bellezza che tanto mi piaci, o mio volto che cosí gli
1832 I, 1 | fusse in Amasia. Or avendo piaciuto il gioco all'uno e all'altra,
1833 I, 3 | estirpar in tutto le famiglie. Piacque a Dio, dopo molto tempo
1834 1, 5 | ha detto ora: ha parlato pian piano).~Balia. (Dice che
1835 V, 1 | perder la vita? o debbo forse pianger me stesso che sia vissuto
1836 V, 1 | Arreotimo, e qual prima piangerai di tante disgrazie? che
1837 1, 1 | consumar la mia vita in piangere e suspirare?~Erasto. Non
1838 1, 5 | detto ora: ha parlato pian piano).~Balia. (Dice che in ogni
1839 III, 5 | tremerebbe dal capo alle piante.~Amasio. A te dico, capitano,
1840 1, 3 | tu nudo ed io coperto di piastre e maglie, tu con uno archetto
1841 III, 4 | terrei in casa per forbir i piatti né il suo padre per famiglio
1842 III, 8 | dava in testa; ma è gita di piatto, se no stava fresco!). Tu
1843 IV, 5 | impregnato non so che cosa; e pien d'un vano amore, non so
1844 I, 1 | si chiama Lidia, che è la pietra del paragone dove tutte
1845 1, 1 | questa.~Cintia.... Cosí ella pigliando molte volte me in fallo,
1846 III, 2 | voi ponetevi i stivali, pigliate i cavalli da posta per andar
1847 1, 3 | Achille Briseida ed Ercole Pirene, e poi quanti fracassi ne
1848 1, 3 | pugnali, spadoni a due mani e pistoletti. Se tu fussi mio pari, verrei
1849 III, 9 | rissoluto.~Cintia. Uccidetemi piuttosto e sepelite me e le mie disonestá
1850 I, 4 | dolcezze d'amore e hanno il pizzicore, s'amano e desiano trovarsi
1851 Prol | gloriosa concorrenza col Po, col Mincio e col famoso
1852 1, 7 | non poteva tardar un altro pochino ché l'avessi potuto mirar
1853 1, 7 | core e sta giá in vostra podestá: fatevi amar quanto vi piace.
1854 I, 2 | cosí, Cintio, angeluzzo mio polito, ché se non fussi di cosí
1855 I, 4 | ridere.~Pedofilo. E a me il polmone.~Sinesio. Ah, ah, ah! ti
1856 IV, 7 | me?~Lidia. (Giesú, questi pon mano alla spada!). Signor
1857 I, 1 | sposa, mi spoglia, e ci ponemo in letto, dove stemmo tutta
1858 IV, 9 | sue gentili maniere; e io, ponendo effetto a' suoi trattamenti
1859 1, 3 | montagna in cenere; e se ponessi il piè in fallo e stropicciassi,
1860 1, 1 | offerisco di nuovo, accioché non ponga in compromesso quello che
1861 1, 7 | mia disgrazia, mira a che ponto è stata chiamata! or non
1862 IV, 6 | che asciugasti dalle mie poppe, per quei dolci travagli
1863 1, 2 | Pandora deve esser qualche porca come tu sei: vi sète accordati
1864 1, 1 | Erasto. In ogni cosa io porei esser ingannato, ma non
1865 1, 4 | assai.~Cintia. Ho caro me si porga occasione onde possiate
1866 1, 5 | lei a Cintio, perché me ne porge occasione; e aiutami come
1867 1, 5 | mandate le vesti, me le porgeste per quel vicolo con una
1868 I, 2 | quanto piú l'affliggi piú gli porgi occasione di mostrarti il
1869 I, 3 | vorrei.~Balia. Saria bene di porle in disgrazia Cintio e darle
1870 I, 3 | Aiutar dove vedi l'occasione, porleme in grazia e Cintio in disgrazia;
1871 V, 2 | costi molto cara. Prima porlo in man della giustizia,
1872 IV, 6 | incontrandomi con lui, porrá subito le mani all'armi,
1873 V, 2 | le parlassi, potrebbono porre in effetto il loro fiero
1874 1, 3 | principessa, e volendola per reina porrei a fil di spada tutti gli
1875 III, 1 | e rapito dalla dolcezza porrete in oblio ancor voi stesso.~
1876 V, 1 | avea meco, ché i suoi buoni portamenti fûr tali che sarebbono stati
1877 III, 1 | e cosí tôrla di peso e portarmela a casa, perché, secondo
1878 1, 2 | diedi la collana, ché la portasse ad Amasia. Andò molto volentieri:
1879 I, 1 | affezion grande, che v'ho portata da picciol bambino, s'ha
1880 1, 7 | mio core: - che apriate il portello della gelosia che v'impedisce
1881 IV, 8 | se non vi fossi verrei a porvemi per giustificarmi con voi.~
1882 1, 4 | e infelice la mia vita, posciach'io, io, oimè!, io con le
1883 Prol | illustri e magnanimi figli; posciaché per cosí fatta ragione posso
1884 V, 6 | negandoti un amico un piacere, possi tu giustamente a lui negar
1885 Prol | bello e di magnificenza possiede l'intiero mondo, tutto oggi
1886 IV, 1 | insieme.~Pedofilo. Come ha possuto passar dalla mia nella sua
1887 III, 2 | stivali, pigliate i cavalli da posta per andar all'altro mondo!
1888 I, 5 | essere costui che si sia posto ad amar me?~Amasio. È nobile
1889 | poté
1890 | potendo
1891 III, 1 | Erasto. Ti prometto che non potendola veder a mio modo, quando
1892 I, 2 | volere, ci mancherebbe il potere.~Balia. Dice che ha fatto
1893 IV, 1 | costá: vedrò modestamente potergli ragionar su questo fatto).~
1894 | poterle
1895 1, 3 | Capitano. Il fatto sta a poterlo fare. Se potessi cosí lasciar
1896 | potermi
1897 V, 6 | Saria ben vi rispondessi non poterne ascoltar una sola se ben
1898 | potessero
1899 | potessi
1900 V, 4 | salvo che gli occhi tuoi, potevan cosí alte meraviglie? or
1901 | potrai
1902 | potremo
1903 1, 1 | bellezza era tanta che non si potria esprimere a parole, ché
1904 IV, 8 | ella si sia, è una vile e poveraccia, poiché sotto altrui nome
1905 V, 1 | moglie ingannarmi?~Balia. La poveretta sperava che, vivendo piú
1906 IV, 8 | infellonito cosí contro di me che, praticando in casa mia cosí alla libera,
1907 Prol | primavera l'ha ornato col prato de' suoi infiniti e vari
1908 III, 5 | in malora! le conosco per prattica.~Amasio. Eccone un'altra;
1909 V, 6 | qual noi credevamo femina, pratticando con mia figlia, l'ha usato
1910 V, 2 | sé. E or si sta su queste prattiche. Ecco la somma del fatto;
1911 I, 4 | gli amici non bisognano preamboli per guadagnarsi la volontá:
1912 V, 3 | Erasto. Quanti impeti di precipitose voglie in un punto m'assalgono,
1913 1, 1 | crudele, oh che giudice precipitoso! come prorumpete in un cosí
1914 III, 6 | Lidia. Tutto il mondo vi predica per un tempio di cortesia
1915 V, 8 | trovarla.~Dulone. Arreotimo, vi prega Sinesio che vegnate a casa,
1916 I, 1 | aggiongendo voti a voti e pregandolo che le concedesse un maschio.
1917 III, 6 | chine ve ne cerco perdono, pregandovi che siate cosí intiera padrona
1918 1, 3 | principesse e regine che me ne pregano, perché di pari miei pochi
1919 I, 4 | cagioni che mi spingono a pregarvene sono che non accaggia alcun
1920 1, 5 | gelosia;...~Erasto. (Giá l'ha pregata che compara «su la fenestra
1921 V, 1 | la tua incontinenza, il pregiudicio, che hai fatto a me e a
1922 IV, 4 | imaginazione, con tanto pregiudizio dell'onor mio.~Erasto. Moglie
1923 1, 2 | conto alcuno ha segno di pregnanza, anzi il ventre è cosí scarno
1924 IV, 3 | che importi assai. - Che pregne? che sposi? che traghetti?
1925 I, 2 | volte che ne son stucco e pregno.~Balia. Hai fatta la faccia
1926 1, 4 | pregarvi di molti favori che mi premono ben assai.~Cintia. Ho caro
1927 I, 1 | prudente ch'era, s'avea preparato una comare che le trovasse
1928 IV, 7 | parevami che il cor mio presagesse questa disgrazia, ch'impossibil
1929 I, 1 | mali; ed ecco Amor la mi presenta. Conversando Erasto in casa
1930 III, 5 | comparisse qui, subito me li presenterei con la punta su gli occhi;
1931 I, 4 | isforzarla altrimenti.~Sinesio. I presenti mutano gli animi feminili:
1932 IV, 9 | due volte ingannato, non prestarò piú fede alle tue parole.~
1933 1, 5 | che altre volte m'avete prestato, ché siam simili di persone.~
1934 1, 5 | presto.~Cintia.... che mi prestiate le vostre vesti, ché vogliam
1935 I, 4 | crepacuore? fa del mastro e presume saper piú degli altri, e
1936 I, 4 | ch'io son da Bologna e non pretendo aver a vivere o a morir
1937 V, 2 | pur convien che al fin prevaglia la ragione. Bisogna che
1938 IV, 6 | desio e con una volontaria prevenga la necessaria mia morte.
1939 V, 1 | ché dubito che non siate prevenuto da lei, che, per scampar
1940 Prol | fiammeggianti? o forse la primavera l'ha ornato col prato de'
1941 IV, 8 | giaceste seco, godeste le primizie della sua virginitá? come
1942 I, 3 | della famiglia de' Malvezzi, principal in quella terra, e siamo
1943 1, 3 | gentildonne principali, principesse e regine che me ne pregano,
1944 IV, 2 | spada non magni piú cuor di principi né beva piú sangue di colonelli.~
1945 IV, 6 | farmi restar in vita, ché privandomi di ciò mi privaresti di
1946 IV, 6 | ché privandomi di ciò mi privaresti di una giocondissima morte
1947 V, 2 | che altramente facendo, procacciarò la morte dell'uno e dell'
1948 I, 2 | un certo grazioso modo di procedere, che me ne sono innamorata
1949 V, 1 | imposto e alla figliuola con profondi gemiti, che avessimo fatto
1950 1, 2 | intrinseca di Amasia, le narrai i progressi de' vostri amori: come per
1951 Prol | SEBETO FIUME» FA IL PROLOGO.~ ~Oh che pompa, oh che
1952 1, 5 | recitar la comedia non posso prometterlo, ché tra noi donne vogliam
1953 I, 5 | me si scuopra.~Amasio. Se promettete di amarlo, lo fará volentieri.~
1954 I, 3 | tuo amore.~Amasio. Se tu prometti voler servirmi e aiutarmi,
1955 I, 1 | divenne il tutto; ed egli le promise liberamente che se di lei
1956 III, 6 | insieme.~Amasio. Eccovi qui prontissima la mia fede d'esservi sposo
1957 IV, 7 | Cintia. Eccomi, eccomi pronto, che volete da me?~Lidia. (
1958 V, 2 | in effetto il loro fiero proponimento; ch'io cercherò di Erasto
1959 I, 4 | ed è un matrimonio molto proporzionato e naturale.~Pedofilo. Anzi,
1960 V, 5 | della mia felicitá. Tu hai proposto e Dio ha disposto: la sorte
1961 | propri
1962 | propria
1963 1, 1 | giudice precipitoso! come prorumpete in un cosí rigoroso decreto
1964 I, 5 | vostro amico.~Amasio. Fate prova d'amar prima quel mio amico,
1965 I, 1 | anima come arido legno e provando una passione non mai piú
1966 I, 2 | che cosa è mondo né hai provato la dolcezza di amore, ché
1967 III, 7 | iscampar dalle mie mani e proverá che cosa sia far sdegno
1968 1, 3 | tutte le persone di una provincia e la fo principessa, e volendola
1969 V, 6 | Eccellenza e far quelle provisioni che si convenivano, ché
1970 I, 5 | io sola li so ché sola li provo!~Amasio. Lidia mia, ascolta
1971 III, 9 | l'uscio. Vo' sfidarlo e provocarlo, cosí provederò all'onor
1972 IV, 9 | Ancor ardisci, puttaccio, di provocarmi?~Dulone. Padron, state in
1973 IV, 10| padrone, assai onorata: provocate prima Cintio all'armi, ed
1974 I, 1 | impresa ad ogni modo, e come prudente ch'era, s'avea preparato
1975 I, 3 | padre ha giá deliberato di publicarlo. Ma chi sa se fratanto lo
1976 I, 3 | aiutassi.~Balia. Ma perché non publicarvi per maschio e fari a chiedere
1977 I, 1 | e l'amor mio da sposa e pudica, fusse restato mio marito.
1978 I, 4 | non giocarebbono se non di pugnale.~Sinesio. Mi fo gran meraviglia
1979 IV, 6 | anch'io. Io cercherò di pungerlo e inasprirlo con le piú
1980 III, 5 | me li presenterei con la punta su gli occhi; e s'egli sfugisse
1981 IV, 7 | travaglio, a me non sieno vive punture nell'alma?~Cintia. Di grazia,
1982 I, 4 | quanto vuole e faccia quanto puote, ché perde il tempo: ed
1983 1, 2 | Dite che nol credete, e pure il domandate.~Erasto. Cerco
1984 I, 5 | maggior rabarbaro, figlia, per purgar l'animo di amore che l'ingratitudine,
1985 1, 4 | bisogno estirpar le radici e purgarla con altra evidente chiarezza).~ ~ ~ ~
1986 IV, 9 | Erasto: Ancor ardisci, puttaccio, di provocarmi?~Dulone.
1987 V, 3 | dolcemente beffarmi? con quai piú onorati modi potevi
1988 | qualunque
1989 | quant'
1990 III, 5 | filo ne farei centomilla quarti.~Amasio. (Chi è questo squartatore
1991 I, 1 | una femina, le donarebbe quattromila ducati, e del resto lascerebbe
1992 | quest'
1993 I, 4 | nostra contraria esser giá quietata, la vo' maritare alla patria,
1994 V, 6 | affanno a sí tranquilla quiete!~ ~ ~ ~
1995 I, 5 | Balia. Non è il maggior rabarbaro, figlia, per purgar l'animo
1996 1, 3 | orgoglio e rammorbidisce il mio rabbioso sdegno. Onde per lei ho
1997 V, 2 | cercherò di Erasto e di racchetarlo.~Arreotimo. Adio.~ ~ ~ ~
1998 V, 1 | di modo il fatto che si racchetino fra loro.~Arreotimo. Cosí
1999 IV, 6 | misera anima mia. E tu che raccogliesti le membra al mio natale,
2000 IV, 8 | sotto la falsa sembianza la raccogliete e abbracciate, sotto la
2001 I, 6 | Ahi, che di finti baci ne raccoglio veraci pene!~Balia. La poverina
2002 IV, 6 | tuoi con i miei a Dio, ché raccolga la misera anima mia. E tu
2003 I, 1 | picciol soggetto si vede raccolto un grande apparato di formidabili
2004 I, 1 | l'alba, viene a me e mi racconta gli diletti innumerabili
2005 1, 5 | sfogherò seco i miei ardori raccontandogli le mie pene! Balia, vattene
2006 I, 1 | grazia come se aveste a raccontarlo in una scena.~Cintia. Sappi
2007 1, 1 | rispetti, che sarebbon lunghi a raccontarsi, egli non voleva venir a
2008 I, 1 | meraviglie son quelle che mi raccontate.~Cintia. Maggiori ne udirai. - ...
2009 I, 1 | ad ascoltare.~Mitieto. Ma raccontatelo di grazia come se aveste
2010 I, 1 | intesi e a me d'avergli raccontati: però per tôrre all'uno
2011 I, 5 | la strada, che si lasci raccôr da ognuno.~Lidia. Che dice
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