aband-citta | civet-favor | fazio-menti | menzo-racco | raddo-sposa | spose-zucch
Atto, scena
2012 I, 2 | sta aspettando se pur si raddolcisse e rammorbidisse tanta discortesia;
2013 1, 4 | suo, è bisogno estirpar le radici e purgarla con altra evidente
2014 1, 7 | Cintia. Se voi mi vedete di rado, io vi vedo ben spesso ad
2015 V, 4 | meraviglie? or gli riconosco e raffiguro. Ti tocco e stringo, e non
2016 1, 4 | balenar per voi qualche raggio di speranza.~Erasto. Né
2017 I, 3 | la vedo quando mi piace e raggiono con lei a mio gusto, che
2018 V, 2 | tempo non ricerca piú lunghi ragionamenti: itene a casa, e s'ella
2019 I, 1 | altro diletto che di udirla ragionare e di averla sempre in braccio.
2020 I, 5 | amate al mondo, che quando ragionarete con Cintio me lo facciate
2021 IV, 4 | sfacciatamente dinanzi a ragionarmi di cose cosí sfacciate?~
2022 1, 5 | dell'altro giorno di cui mi ragionaste?~Amasio. Il malanno che
2023 1, 1 | de' nostri amori, di che ragioneremo noi?~Cintia. Dite il vero,
2024 1, 5 | ascolti dalla fenestra ch'ora ragionerò di lei a Cintio, perché
2025 IV, 6 | questo pensiero con qualche ragionevol discorso, non ti lasciar
2026 IV, 9 | mio padre e a voi, e ne ragionò con Arreotimo suo padre:
2027 V, 2 | non basto fra me stesso rallegrarmi tanto che me ne veggia satollo!
2028 I, 5 | mille segni han potuto tanto rammorbidire, che d'una finta parola
2029 1, 3 | mi mitiga l'orgoglio e rammorbidisce il mio rabbioso sdegno.
2030 I, 2 | se pur si raddolcisse e rammorbidisse tanta discortesia; o se
2031 V, 2 | a partir con odio e con rancori, e piaccia a Dio senza sangue,
2032 1, 3 | tanti scartafacci che Teseo rapí Arianna, Achille Briseida
2033 1, 3 | sieno seguiti da queste rapine. Io di questi Teseunculi,
2034 III, 9 | oimè!~Capitano. (Erasto rapisce Amasia e se la porta di
2035 V, 3 | mira come sta in estasi rapita da se stessa, e se ben mesta
2036 III, 1 | sua vista vi incanterá, e rapito dalla dolcezza porrete in
2037 I, 3 | che buona risposta tu le rapporti?~Balia. La solita d'un insipido,
2038 Per | PERSONE CHE RAPPRESENTANO LA FAVOLA~ ~Mitieto vecchio
2039 Prol | per aiutar sí nobilissimi rappresentatori che hanno oggi a recitarvi
2040 Prol | con maggior animo ve ne rappresentino dell'altre. Vivete dunque
2041 IV, 8 | cosí bel giudicio, di cosí raro intelletto e discortese
2042 I, 5 | le labbia, ché cosí gli ravviverai gli spirti.~Lidia. Rivieni,
2043 IV, 6 | disonesto appetito; onde, fatta rea e suspetta appo mio padre
2044 V, 2 | entrarmi in casa, di cosí real animo, di tanta donnesca
2045 1, 5 | mio galante, o Cintio mio realissimo amico!).~Cintia. Le vo'
2046 V, 2 | Sinesio. Arreotimo, vengo a recarti nuova di grandissima importanza
2047 1, 5 | vostre vesti, ché vogliam recitare una comedia; e mi servono
2048 Prol | rappresentatori che hanno oggi a recitarvi la favola; non vi debbia
2049 I, 2 | contentissimo; ma tu l'hai recusata sempre, né può imaginarsi
2050 IV, 3 | voi: a che vi giova che lo redica?~Pedofilo. (Non lo vuol
2051 I, 2 | fortifica contro quelle.~Cintia. Redille che il suo male è senza
2052 1, 1 | del gentiluomo amato; e le referí da sua parte che molto gradiva
2053 1, 7 | che vi piaccia, vien dal reflesso della vostra bellezza. Ma
2054 1, 1 | abbracciava la mia ruina, cercando refrigerio in mezo le fiamme e riposo
2055 1, 3 | cerchi altri? Ascolta: Amor regge suo imperio senza spada;
2056 IV, 8 | spada mentre arò spirito a reggerla. Non m'avete voi confessato
2057 1, 3 | come farla principessa o regina, lo farei assai volentieri.
2058 1, 3 | principessa, e volendola per reina porrei a fil di spada tutti
2059 Prol | vincitore. Qui è il tempio della religione, qui il trono della giustizia,
2060 I, 1 | restando io sola miserabil reliquia di tanti affanni. Or sia
2061 1, 6 | le mani apportatrici de' remedi alle mie passioni!~Cintia.
2062 V, 1 | rallegro che, inscusabile in sé rendendosi la tua incontinenza, il
2063 I, 1 | che ben sapea l'arte di rendersi altrui soggetto, mostrandosegli
2064 III, 5 | questo è, non m'alzerò mai. Renditi a me se non mi rendo io
2065 III, 5 | Renditi a me se non mi rendo io a te.~Amasio. Se ti partirai
2066 I, 1 | e tutte quelle arti che rendono illustre un cavaliero, non
2067 IV, 2 | fante di cucina: io te la renunzio ancorché sapessi che per
2068 III, 8 | invenzioni).~Capitano. (Ad una repentina furia de nemici è forza
2069 1, 5 | será certissimo.~Lidia. (Ha replicato: «questa sera certissimo»).~
2070 1, 1 | passione, un tal fatto lo reprenderesti in un altro. Né so come
2071 IV, 6 | esser la mia pace e la mia requie. Onde essendo risoluta morire,
2072 IV, 4 | giaciuti insieme e che v'ho resa gravida.~Amasio. Io tua
2073 IV, 5 | tante volte giaciuto seco e resala gravida di me, e or trovo
2074 1, 5 | Cintia. Ma quando io vi reservirò tanta grazia?~Amasio. Farei
2075 I, 1 | che con longa e ostinata resistenza non facea nulla, mi lasciai
2076 IV, 3 | è mia moglie, però senza respetto alcuno narra alla libera
2077 I, 6 | son discesi nel cuore e mi respirano d'un infocato piacere. Ahi,
2078 III, 2 | dieci pezzi d'ognuno. Io restai circondato di gente intorno,
2079 I, 4 | Altre ne ho dette, altre ne restano a dire: però vi conchiudo
2080 IV, 1 | v'accorgete che tutto il restante sia bugia?~Erasto. Ma io
2081 I, 4 | parte che darò a Lidia, le restanti mie facoltá seranno di Erasto.
2082 I, 1 | mente a quelli del corpo, ma restaron subito occecati; e la mia
2083 I, 6 | Vanne in buon'ora.~Balia. Restate felice. - Se Lidia non l'
2084 I, 1 | da sposa e pudica, fusse restato mio marito. Ma or temo tutto
2085 IV, 8 | quel tuo volto vitriato resterá qualche segno di vergogna.~
2086 I, 1 | bramava che uscir di peccato e restituirsi nell'onore, si voltò a Dio
2087 1, 3 | concederlami ne stia cosí restivo.~Pedofilo. (Io non vidi
2088 III, 5 | questi vicoli, ché me lo retrovo sempre dietro.~Capitano.
2089 III, 6 | polvere e cenere non essendo riamata da voi!~Amasio. Avete il
2090 V, 1 | precipitosa desperazione d'amore, ributtava tutte le mie ragioni e col
2091 I, 4 | mutano gli animi feminili: ricami, perle, gioie e vesti le
2092 IV, 8 | io vi dico che è nobile e ricca quanto voi, e conosce meglio
2093 I, 4 | come questo: sono nobili, ricchi, d'un'etá, virtuosi e belli
2094 V, 2 | la brevitá del tempo non ricerca piú lunghi ragionamenti:
2095 V, 4 | ginocchia dove m'inchino, non ricercando da te vita, no, ma perdono!
2096 V, 3 | punto di sollecitudine va' ricercandola per una strada, ed io per
2097 III, 4 | stalla. Son ricercato e va a ricercar lui: merito questo e peggio!~
2098 1, 3 | pensate che siate solo a ricercarmela? son tanti che per sbrigarmene
2099 III, 4 | famiglio di stalla. Son ricercato e va a ricercar lui: merito
2100 V, 6 | parentado che voi me prima ricercavate, io ne ricerco voi; e dove
2101 V, 6 | prima ricercavate, io ne ricerco voi; e dove volevate dar
2102 III, 6 | che badi che non corri a ricevere il tuo Cintio?~Lidia. Cintio,
2103 I, 5 | altri; se non date, non riceverete.~Lidia. Adopratevi prima
2104 I, 2 | Cintia. Io son piú atto a riceverlo che a darlo.~Balia. Al fin
2105 IV, 8 | mai cosa onde meritasse riceverne cosí ingiuriose parole;
2106 IV, 1 | Pedofilo. Né altrimente riceverò le vostre parole.~Erasto....
2107 IV, 8 | ingiuria o dispiacere tu ricevesti da me mai, ch'io meritassi
2108 III, 7 | dava io, e colui che le riceveva era quel che gridava.~Dulone.
2109 IV, 6 | membra al mio natale, tu ricevi ultimamente il mio corpo
2110 III, 6 | Amasio. Signora mia, questo richiedermi del giuramento è una occolta
2111 1, 9 | darlami per isposa ad ogni mia richiesta.~Erasto. Che favori ti fece
2112 I, 2 | lasciarebbe di amarmi, perché mi riconoscerebbe per quel ch'io sono.~Balia.
2113 IV, 4 | quando stimo che cominci a riconoscersi a poco a poco, io lo veggio
2114 I, 3 | conoscere che sarò buona riconoscitrice del beneficio fattomi; eccoti
2115 III, 6 | omai meritarebbe d'esser riconosciuta da voi.~Amasio. Sappiate,
2116 V, 4 | e cosí fideli tradimenti ricoprirvi? perché non venir meco alla
2117 III, 5 | altrove. Se ti giungo ti farò ricordare di questa notte e di questo
2118 III, 9 | v'ama.~Erasto. Come non ricordarmi di quello che mi sta sempre
2119 I, 4 | riguardevoli. Ma dovete ricordarvi ch'io son da Bologna e non
2120 V, 6 | credevate femina? e se ben mi ricordo, ve l'accennava con certe
2121 V, 4 | come giá il conosco, non ricorressi alle tue ginocchia dove
2122 V, 4 | esservi cara abbastanza; però ricorsi agl'inganni.~Erasto. Orsú,
2123 III, 9 | somma mostrar valore. Ecco ricuperato il mio onore: o vincere
2124 1, 8 | sproporzionata bravura che ha mosso a rider l'uno e l'altra piú di tre
2125 IV, 4 | Erasto. Giá mi avveggio che ridete e volete accettar la veritá.
2126 IV, 3 | O figlia, dove m'hai tu ridotta!).~Erasto. Vien qui tosto,
2127 Prol | tempi della mia gran cittá ridotti in picciol seno, e d'una
2128 Prol | quando vedeste voi mai in un ridotto tante illustrissime persone,
2129 1, 3 | buttassi, accenderei l'aria e ridurrei una montagna in cenere;
2130 Prol | gran popolo che basti a riempirla, e il popolo è cosí numeroso
2131 I, 1 | sempre piú duro e ostinato in rifiutarla perseverate.~Cintia. Mitieto,
2132 V, 2 | lui, e dubitando non esser rifiutata da lui l'ingannò: dandogli
2133 I, 1 | un difetto or un altro le rifiutate tutte, come se nel mondo
2134 Prol | sede della pace, qui il rifugio de' miseri, qui il seggio
2135 1, 1 | il torto a star cosí sul rigor del primo decreto: m'avete
2136 1, 1 | come prorumpete in un cosí rigoroso decreto senza ascoltar le
2137 I, 4 | del giovane sono veramente riguardevoli. Ma dovete ricordarvi ch'
2138 V, 1 | Dogliomi non abbia avuto piú riguardo all'onor tuo; mi rallegro
2139 I, 1 | de' suoi begli occhi e ivi rimaneva preda della sua bellezza,
2140 IV, 6 | mia vita, tu mancandomi? rimarrei orfana, vedova, sola e sfortunata,
2141 1, 1 | di lui medesimo. La donna rimase contenta, e si determinò
2142 I, 1 | i vostri mali. - Orsú a' rimedi. Io cercherò di turbar il
2143 I, 1 | infirmitá conosciuta si può rimediare, ma la taciuta va sempre
2144 V, 4 | ma perché non ho alcun rimorso nella mia mente, fa' che
2145 V, 1 | inchinazione, perché non la rimovevi da cotali pensieri overo
2146 V, 4 | mondo, sí come m'hai sempre rimproverato, se conosciuto l'error mio,
2147 Prol | intiero mondo, tutto oggi si rinchiude in questa sala. Laonde se
2148 I, 5 | dirvi.~Lidia. Lo so e mi rincresce saperlo: che l'abandoni
2149 V, 2 | parrá ragionando con lei di ringiovenire. Se mi fu cara la vita mia,
2150 V, 3 | l'incontraremo. Io vado ringraziando sempre la divina bontá ché
2151 V, 2 | avere.~Arreotimo. Vorrei ringraziarvi a pieno di tanto buon animo
2152 I, 5 | fatta rivenire.~Lidia. Sia ringraziato Iddio! Amasia mia, abbi
2153 I, 3 | mio buon animo.~Balia. Ti ringrazio infinitamente e del dono
2154 III, 7 | incavernasse sotterra e si rinselvasse nella Transilvania, non
2155 III, 9 | Entriamo. Capitano. Ti sei rinserrato e inchiavato, timido coniglio!
2156 III, 9 | non possiate pentirvene rinvenuto in voi.~Erasto. Padrona,
2157 1, 2 | giorno avete la mente cosí ripiena dalla sua imagine che la
2158 I, 4 | fama con onorato grido n'ha ripiene l'orecchie di tutta la cittá.....~
2159 V, 4 | abbracciamoci e baciamoci, e dopo ripigliamo l'armi e feriamoci.~Cintia.
2160 1, 9 | meco le sue ragioni e la ripudiarò com'ella merita. Ma che
2161 III, 5 | O cosa da crepar delle risa!).~Capitano. Ma tu chi sei?~
2162 III, 1 | detto, ancorché ci vada il rischio di perdervi la sua grazia.~
2163 IV, 10| v'ha fatto, di che voi vi risentirete?~Erasto. Andiamo andiamo.~ ~ ~ ~
2164 I, 2 | son vecchia, pur tutta mi risento e ti vorrei aver sempre
2165 III, 9 | malora!~Capitano. Giá è riserrato. Tic, toc.~Erasto. Chi è
2166 1, 2 | dici balbottando? che ti riservi fra la lingua?~Dulone. M'
2167 Prol | dalle felici campagne dove risiede questa beata patria.~Ed
2168 1, 9 | risponde sul vicolo. E ha riso e scherzato meco.~Dulone.
2169 V, 6 | disconvenevole col fratello, è risoluto averla per moglie o di morire:
2170 I, 5 | porto. Orsú, fate ferma risoluzione: lasciate d'amar Cintio
2171 I, 1 | trattandosi fra noi di risoluzioni onorate, di desidèri di
2172 1, 2 | bellezza. Però vi dovreste risolvere di vederla ben di giorno
2173 1, 3 | disfidarti. Ma tu a che ti risolvi?~Pedofilo. Voi pensate che
2174 IV, 5 | conosciuto in lei costumi poco rispettevoli e modi troppo sdegnosi e
2175 1, 1 | l'amor suo, ma per certi rispetti, che sarebbon lunghi a raccontarsi,
2176 III, 6 | dell'onestá, perché vorrei rispondere come devo; ma se mi mostro
2177 V, 8 | morto o vivo, non saprei che rispondergli, cosí ho l'animo turbato
2178 IV, 7 | perfido e disleale non potea rispondermi altro che questo: ora m'
2179 V, 6 | parole.~Sinesio. Saria ben vi rispondessi non poterne ascoltar una
2180 IV, 9 | sfacciatezza.~Erasto. Che rispondi, Cintio?~Dulone. Non vedete
2181 IV, 8 | Parlami un poco piú chiaro, rispondimi a proposito: chi è quella
2182 I, 3 | Amasio. Ben, che buona risposta tu le rapporti?~Balia. La
2183 IV, 7 | Lidia. Non merita tali risposte quello che ho fatto per
2184 I, 6 | cervello ho in volta, ché son rissoluta che il vostro desio giunga
2185 IV, 6 | precipitosa e disperata rissoluzione.~Cintia. Balia mia, vorrei
2186 I, 1 | dal partorire. Le cose, ristrette in breve somma, sono passate
2187 I, 4 | vestito da donna per tenerlo ristretto sotto le leggi di donna,
2188 I, 2 | mezo de' suoi piaceri si risvegliò e si trovò ingannata e con
2189 III, 5 | cedesse alla furia e si ritirasse adietro - ché parar di lama
2190 IV, 3 | se il suo ventre è piú ritirato in dentro che non è il mio?~
2191 Prol | principio alla favola, mi ritiro a piú riposta parte per
2192 V, 4 | ch'io fussi femina, e però ritirò la spada e non m'uccise;
2193 IV, 1 | mondo che sia maschio e ritornarmene a Bologna, poiché intendo
2194 IV, 5 | che il mio amar a molti ritorni amaro. O Dulone, or conosco
2195 V, 1 | non si parta fin ch'io non ritorno. Io veggio Sinesio molto
2196 1, 2 | principio s'è mostrato alquanto ritrosetto, speravate che presto ve
2197 III, 2 | una casa e l'altra viene a ritrovarmi: fis, fis. Ecco la balia.~ ~ ~ ~
2198 V, 3 | sia ora di te, ché, non ti riuscendo il morir per le mie mani,
2199 V, 3 | tanto amore! Al fin non riuscendoti meco alcun disegno, volevi
2200 I, 3 | Ma io non so dove sia per riuscir questo tuo amore.~Amasio.
2201 I, 4 | gli piace, ché l'armi non riusciranno.~Sinesio. Se voi sapeste
2202 V, 8 | lei. Mi par mille anni di riveder l'una e l'altro, ché, dubitando
2203 III, 9 | conosciamo insieme; domani ci rivederemo.~Capitano. Ti disfido: cala
2204 V, 8 | accesissimo desiderio di rivederla.~Dulone. Ascoltate tutta
2205 I, 5 | vostri baci l'han fatta rivenire.~Lidia. Sia ringraziato
2206 1, 1 | cosa è questa? Cintio mio, rivenite!~Cintia. Ho fretta di partirmi;
2207 V, 2 | lacrime me l'impediscono. Son rivenuto; mi avete riposto l'anima
2208 V, 1 | lungo tempo, l'amore, la riverenza e l'ubidienza, con le quali
2209 V, 1 | pensava amarvi, ubidirvi e riverirvi, avessero intercesso appo
2210 V, 5 | riverisce, giusto è che vi riverisca ancor io e che vi cerchi
2211 IV, 8 | l'ho fatto violenza, ma riveritala sempre come mia sorella.~
2212 I, 5 | occhi che tutti non sieno rivi di sangue che mi piovono
2213 I, 5 | ravviverai gli spirti.~Lidia. Rivieni, Amasia mia.~Balia. I vostri
2214 1, 2 | morti non ascoltano.~Dulone. Rivocate l'animo a voi mentre vi
2215 V, 4 | o fortuna che con tanti rivolgimenti ti sei traposta tra le nostre
2216 I, 1 | alla conocchia e all'aco rivolsi a maneggiar cavalli e armi
2217 IV, 7 | che essendo cosí subito rivoltato ad amarmi, che s'avesse
2218 1, 1 | lasciarla come quello fusse rivolto ad amarla. Io, vedendo che
2219 III, 8 | temprata nel sangue de' rodomonti.~Amasio. Toglici questo!~
2220 III, 9 | che cali giú ché ti vo' rompere la schena di bastonate e
2221 III, 9 | vien fuori dalla tua tana! romperò l'uscio a tuo malgrado e
2222 V, 2 | i pericoli e l'ingiurie rompono i legami dell'amicizie.~
2223 1, 2 | sotto quel color di latte e rose può covar tradimento? come
2224 1, 5 | inganno non mi riesce, son rovinata. Parlerò di modo che alcune
2225 1, 2 | seguane quel che si voglia, rovini il mondo, ancorché avesse
2226 I, 6 | inganno che l'ami. «Chi non rubba non ha robba»; «Con arte
2227 1, 1 | fatto altro di male che rubbar le dolcezze altrui?~Erasto.
2228 Prol | vivi smeraldi, infocati rubini e giacinti di dorato splendor
2229 IV, 3 | vecchia falsa, strega, ruffiana! Mira qua se tra noi v'è
2230 III, 9 | Dulone. Ben sta: in pago del ruffianesimo che v'ha usato, v'ha dato
2231 III, 5 | con Cintio che con i suoi ruffianesmi t'ha tolta l'innamorata?~
2232 1, 3 | a solo, debellar popoli, ruinar muraglie e abbatter beluardi
2233 I, 4 | errori si tirano dietro le ruine delle case. Perciò avertite
2234 IV, 7 | le nozze).~Cintia. (Ogni rumor che sento, ogni persona
2235 V, 1 | ingannato. Ma la morte le ruppe ogni disegno, onde lasciò
2236 IV, 10| slacciò il giubbone, si ruppero i lacci della camicia e
2237 Prol | tetti, le ornate logge e i sacri tempi della mia gran cittá
2238 V, 4 | mai, se non mi dái alcun saggio che, avendo a far penitenza
2239 Prol | oggi si rinchiude in questa sala. Laonde se Venere con le
2240 III, 2 | scamazzo di loro l'ira m'era salita insino al naso.~Dulone.
2241 1, 1 | perché non si può piú, e salito al colmo non si può piú
2242 III, 5 | della terra, - io con un salto a piè pari gli sarei nel
2243 1, 5 | inganno.~Cintia. (Io vo' salutarla).~Amasio. (Io vo' salutarlo).
2244 1, 5 | salutarla).~Amasio. (Io vo' salutarlo). Signor Cintio, Dio vi
2245 1, 4 | speranza posso aver io di salute, se l'infirmitá ch'io pato
2246 1, 9 | Ma la tua indegnitá ti salva per questa volta, e ti si
2247 III, 7 | piedi: le buone gambe l'han salvato, ché con questa sola scrima
2248 III, 8 | quel subito consiglio fu la salvezza della mia vita).~Dulone. (
2249 | salvo
2250 IV, 4 | l'anima ancora.~Pedofilo. San rissoluto di dirla. - Come
2251 1, 9 | cosí facendo, tu viverai sano e a me non darai fastidio
2252 IV, 8 | femina?~Cintia. Non bisogna saperla: perché mentre non la conoscete
2253 1, 1 | speranza, occecato di amore non sapeva quello che mi facesse.~Erasto.
2254 V, 3 | ingiuria è manifesta, ma non sappiamo chi l'ha ingiuriata; nel
2255 V, 8 | fussi o morto o vivo, non saprei che rispondergli, cosí ho
2256 V, 3 | Narramelo, ti dico.~Erasto. Lo saprete un'altra volta, ch'or non
2257 IV, 6 | piú ingiuriose parole che saprò imaginarmi. Al primo colpo
2258 | saran
2259 1, 1 | per certi rispetti, che sarebbon lunghi a raccontarsi, egli
2260 | saremo
2261 V, 2 | rallegrarmi tanto che me ne veggia satollo! Mi parrá ragionando con
2262 III, 8 | sodisfazione.~Dulone. (E tu, savio capitano, che veggendoti
2263 1, 4 | mia sposa, non ho potuto saziarmi di vederla a mio modo.~Cintia.
2264 1, 9 | di squartar cento uomini, sbarattar un essercito, cacciarmi
2265 III, 8 | miei fatti? eccomi qui per sbestiarti, bestiaccia!~Capitano. Qui
2266 III, 4 | ficcarmi in mezo a loro e sbramar il digiuno c'ho di carne
2267 1, 3 | ricercarmela? son tanti che per sbrigarmene non posso attendere a' fatti
2268 I, 1 | Eccomi infamata, odiata, scacciata e aborrita! O amarissime
2269 IV, 8 | abbracciate, sotto la vera la scacciate e aborrite; non sapendo
2270 III, 2 | sangue, ché giá di farne un scamazzo di loro l'ira m'era salita
2271 I, 1 | benevolenza, - e che conosciuto lo scambievole nostro merito e l'amor mio
2272 I, 1 | sicché Arreotimo vide in scambio di me un maschio, ed io
2273 IV, 3 | importanza. (O Dio, come potrei scampare?).~Erasto. Non può esser
2274 III, 2 | quei miserelli: pochi ne scamparono per aver avuto buone gambe.~
2275 III, 9 | padrone, ché egli se n'è scampato.~Erasto. Entriamo. Capitano.
2276 I, 1 | fu mai possibile che si scancellasse quell'amorosa imagine che
2277 I, 4 | sono che non accaggia alcun scandalo fra la vostra casa e la
2278 V, 1 | fratelli pur fanno delle scappate, come tu, andando libera
2279 IV, 1 | figliuolo. La notte passata è scappato di casa, poi l'ho visto
2280 IV, 2 | che costui mi diede, mi scappò dalle mani: ch'io volea
2281 III, 4 | scavezzacolli, i compagnoni, ché li scapricciasse a lor modo? dove sète, o
2282 1, 9 | spada, ti spolpo, disosso, scarnifico e smidollo? La maggior cortesia
2283 1, 2 | pregnanza, anzi il ventre è cosí scarno e ritratto in dentro che
2284 1, 3 | Pedofilo mio padrone, per tanti scartafacci che Teseo rapí Arianna,
2285 1, 2 | casa a trovarvi, Lidia a scavezzacollo corre agli usci, alle fenestre
2286 V, 1 | me ancora, ma l'aiutavi a scavezzare il collo? ché non fece mai
2287 IV, 8 | voi stesso. Ma che gran sceleratezza o peccato ha commesso costei
2288 IV, 7 | ad amarmi, che s'avesse a scemar in me un punto. Il vostro
2289 V, 4 | vincerá la poca arte dello schermire, e al corpo disarmato la
2290 I, 5 | Lidia. Io non ho altro schermo contro il dolore che la
2291 IV, 5 | possa un sdegno d'un amante schernito! Poco sará se l'aprirò il
2292 V, 2 | senno, né mi par tempo da scherzi questo.~Arreotimo. E se
2293 III, 6 | conosco il vostro amor non da scherzo ma degno d'una persona come
2294 IV, 6 | che solo pensandoci mi si schianta il core! Figlia, ti benedico
2295 V, 1 | Arreotimo. Io m'ho inteso schiantare il core pensando al pericolo
2296 I, 2 | la schivi per una minima schiava.~Cintia. A me poco importa
2297 III, 9 | a tuo malgrado e con una schieggia di quello ti darò mille
2298 I, 5 | altro.~Amasio. E però Cintio schiva voi perché ama altra.~Lidia.
2299 I, 4 | isposa ad Erasto; cercherò schivarlo per questa strada).~Sinesio.
2300 I, 5 | Son disamata, odiata e schivata da ciascuno.~Amasio. Non
2301 1, 1 | esser riamato da lei, avesse schivato o sdegnato l'amor mio. M'
2302 IV, 2 | Capitano. Ti mostravi assai schivo di darmi tua figlia per
2303 1, 4 | ch'una mia balia vecchia e scimonita, e per farsi veder per le
2304 I, 5 | non paghereste una minima scintilla dell'amor che vi porto.
2305 III, 3 | delle piú oscure tenebre scintillano intorno di splendidissima
2306 V, 4 | nella piú oscura notte scintillavano come stelle e fulgoravano
2307 1, 1 | Erasto. Come costei fu cosí sciocca che non s'accorse che non
2308 V, 3 | donna, la colpa delle mie sciocchezze con la tua morte: il che
2309 I, 4 | mondo: che quello è piú sciocco che si pensa saper piú degli
2310 I, 5 | ostinata in questo amore; però scioglietevi, vi dico, da questo laccio.~
2311 1, 1 | accioché io cominciassi a sciôr uno di quegli oblighi che
2312 I, 5 | quante volte ho tentato di sciormene me ci sono piú strettamente
2313 I, 1 | imagine che nel cuor s'era scolpita. Al fin, vedendo che con
2314 III, 6 | mie fiamme palesi, anzi scolpite nel fronte, e ch'io era
2315 1, 4 | non vi vegga, se non che sconciaremo il tutto.~Erasto. Sto qui
2316 IV, 4 | mi sconci con queste tue sconcie parole.~Erasto. Non fate
2317 I, 1 | quel che ho fatto m'avresti sconsigliato, anzi trapostovi per interrompermi
2318 1, 9 | l'un dall'altra pieni di scontentezza.~Erasto. Dicoti che Amasia
2319 I, 4 | Pedofilo. Ah, ah, ah, chi non scoppiasse?~Sinesio. Mi duole il fianco
2320 1, 4 | Vi ponete a pericolo che, scoprendosi un tantino, la perderete
2321 1, 1 | amor mi portate, che mi scopriate i vostri amori.~Cintia.
2322 IV, 9 | tue paroline; e la spada scoprirá la veritá, e giá mi vien
2323 I, 3 | desiando ella di saperlo, le scopriremo all'ultimo esser tu quello,
2324 IV, 1 | meglio arrossir una volta e scoprirlo che tenerlo secreto e impallidir
2325 V, 3 | tuo; né avendo animo di scoprirloti perché tu stavi invaghito
2326 I, 3 | Cintio in disgrazia; vorrei scoprirmi e non vorrei: in somma,
2327 IV, 6 | sarebbe piú bene che lo scoprissi a tuo padre? ché mi confiderei
2328 V, 3 | grazioso effetto potevi scorger la mia disamorevolezza?
2329 V, 4 | se dalla vista si ponno scorgere gli effetti dell'animo,
2330 V, 3 | dalla morte, ché giá ti scorgeva i segni nel volto spiegati
2331 V, 5 | mi sento un caldo che mi scorre per tutta la persona, e
2332 1, 6 | Cintia. Che arebbe dato una scorsa per la casa; e come tutta
2333 1, 4 | le mie preghiere.~Cintia. Scostatevi ché non vi vegga, se non
2334 III, 2 | Capitano. Chi passa, olá, scostisi lungi, ché non s'infilzi
2335 V, 5 | Cintio, sia lodato Iddio ch'è scoverta ogni cosa; e poiché la fortuna
2336 V, 6 | accennava con certe parole mezo scoverte; ma voi non la volevate
2337 IV, 6 | un'ora, in un punto si son scoverti tanti inganni, son perdute
2338 I, 1 | Arreotimo mi mandò alla scuola con Erasto, figlio di Sinesio,
2339 I, 5 | Lidia. Perché non mi si scuopre?~Amasio. Perché vede che
2340 IV, 6 | mia morte. E dopo morta, scuopri per ordine ad Erasto il
2341 I, 1 | paragone dove tutte le virtú si scuoprono e s'affinano: talché come
2342 1, 2 | nella fede o nell'onore si sdegnasse meco e non l'avessi a godere
2343 IV, 6 | ama, ma da lui son odiata, sdegnata e aborrita. A me è impossibile
2344 1, 1 | da lei, avesse schivato o sdegnato l'amor mio. M'accorgo che
2345 I, 2 | teco dovunque vòi; e se ti sdegni averla per moglie, che non
2346 IV, 5 | rispettevoli e modi troppo sdegnosi e creanza piú tosto d'un
2347 I, 3 | Amasio. Ti prego ad essermi secreta.~Balia. Giurerò, se cosí
2348 Prol | della giustizia, qui la vera sede della pace, qui il rifugio
2349 Prol | Marte con la sua gloria per sedersi fra questi illustri cavalieri,
2350 Prol | rifugio de' miseri, qui il seggio della magnificenza, qui
2351 1, 2 | forza portarla a casa, e seguane quel che si voglia, rovini
2352 I, 5 | ben mille il giorno per seguitarlo.~Lidia. Ahi! che bisognarebbe
2353 1, 1 | ne sento morire.~Erasto. Seguite. Par che non abbiate parola:
2354 I, 2 | lo spirito e l'ombra sua seguiteranno te, quando neanco dopo morte
2355 1, 3 | quanti fracassi ne sieno seguiti da queste rapine. Io di
2356 III, 5 | ahi, ciel traverso, io seguo te! Oimè, che ho avuto a
2357 IV, 8 | l'odiate; sotto la falsa sembianza la raccogliete e abbracciate,
2358 IV, 9 | acciò non resti al mondo seme di tanta ingratitudine!
2359 V, 6 | O Dio, sia tu lodato in sempiterno, ché non pensava con sí
2360 Prol | starsi fra sí giustissimi senatori, se Mercurio con la sua
2361 V, 2 | Non beffeggio; ché dico da senno, né mi par tempo da scherzi
2362 V, 3 | intelletto. Ho tanto legati i sensi che non so se sia vivo o
2363 I, 1 | preda della sua bellezza, sentendomi brusciar la mente e l'anima
2364 IV, 6 | peggio, perché mio padre, sentendosi oltraggiato da mia madre
2365 I, 5 | d'amarlo; e sará meglio sentir una morte in lasciarlo che
2366 IV, 6 | nel fatto dell'onore, si sentirá due volte ingiuriato; né
2367 I, 1 | una passione non mai piú sentita. Allora opposi gli occhi
2368 IV, 8 | portate tanto odio e vi sentite cosí oltraggiato da lei?
2369 I, 4 | spuntano fuor della buccia, che sentono cillicarsi dalle dolcezze
2370 | Senz'
2371 IV, 4 | Amasio. Perché altri che un senzacervello non potrebbe dir queste
2372 III, 9 | Uccidetemi piuttosto e sepelite me e le mie disonestá in
2373 III, 1 | deve esser la cittá tutta sepolta nel sonno e la mezanotte
2374 I, 4 | le restanti mie facoltá seranno di Erasto. Le sue qualitá
2375 IV, 6 | poco lontana dalla morte, serbi la tua piú degna vita a
2376 III, 9 | il vero?~Erasto. Entra e serra l'uscio.~Capitano. (Giá
2377 III, 9 | Capitano. (Giá egli è entrato e serrato l'uscio. Vo' sfidarlo e
2378 V, 3 | sará piú di te paziente, servente e perseverante? e chi di
2379 1, 1 | Cintia. Non vi feci alcun serviggio mai che non l'avessi fatto
2380 1, 6 | famiglia era occupata ne' servigi, arebbe fatto segno alla
2381 V, 6 | per finzioni e inganni, or servino da dovero.~Pedofilo. Cosí
2382 V, 4 | che l'unghie e i denti mi serviranno in vece di pugnali e di
2383 I, 3 | Chi non servisse a te non servirebbe all'istessa cortesia.~Amasio.
2384 1, 6 | la medesima affezione io servirei negli amori vostri.~Cintia.
2385 1, 5 | a Lidia che m'affatico a servirla. Ma non vorrei che Cintio
2386 I, 3 | Amasio. Se tu prometti voler servirmi e aiutarmi, ti manifestarò
2387 I, 3 | dimmi: che ho a far io per servirti?~Amasio. Aiutar dove vedi
2388 1, 4 | pezza.~Cintia. Eccomi per servirvi.~Erasto. Ti ha lasciato
2389 I, 3 | nol pensi.~Balia. Chi non servisse a te non servirebbe all'
2390 1, 5 | affezionatissimo vostro servitore che vi ama e riverisce fra
2391 1, 5 | recitare una comedia; e mi servono dalle due ore di notte insino
2392 III, 4 | son vile a far conto d'una sfacciata feminella, ché non la terrei
2393 IV, 4 | prima, che mi vieni cosí sfacciatamente dinanzi a ragionarmi di
2394 IV, 4 | ragionarmi di cose cosí sfacciate?~Erasto. Moglie mia cara,
2395 IV, 9 | vergognaste di farlo con tanta sfacciatezza.~Erasto. Che rispondi, Cintio?~
2396 V, 4 | quando disavedutamente mi sfibiai il giubbone, Erasto se sia
2397 III, 5 | mai la piú bella festa? lo sfida da un capo della strada,
2398 III, 9 | entrato e serrato l'uscio. Vo' sfidarlo e provocarlo, cosí provederò
2399 IV, 7 | Erasto che mi chiami e mi sfidi ad uccidermi con lui).~Lidia.
2400 IV, 6 | ingiuriato e tradito; accioché, sfogando la rabbia contro la mia
2401 III, 8 | queste tenebre si volesse sfogar la rabbia c'ha contro di
2402 III, 4 | carne e sangue umano, e sfogasse cosí l'amore e la gelosia?
2403 1, 5 | notte vedrò qui Cintio, sfogherò seco i miei ardori raccontandogli
2404 I, 1 | vostro padre, il qual mi sforza a far questo ufficio con
2405 IV, 6 | a questi intrighi. Chi è sforzato morire fa prima ogni sforzo
2406 I, 1 | mi chiama. Vedrò se potrò sfuggirla.~ ~ ~ ~
2407 IV, 10| con la spada poi, l'avete sfuggito.~Erasto. Volevi tu che avessi
2408 III, 5 | punta su gli occhi; e s'egli sfugisse il colpo di vita, cambierei
2409 III, 4 | sono spariti da Napoli i sgherri, i scavezzacolli, i compagnoni,
2410 I, 3 | arrossivi e inspiritavi. Gli sguardi tuoi troppo erano lascivi,
2411 III, 5 | compagnie di tedeschi, di sguizzeri, di genti d'arme per azzuffarti
2412 1, 5 | volte m'avete prestato, ché siam simili di persone.~Lidia. (
2413 III, 5 | oscuro che non potesse dir: - Siatemi testimoni! - né avesse speranza
2414 | sicché
2415 | siccome
2416 I, 2 | d'una donzella, vorrebbe sicurtá da te di non far alcun oltraggio
2417 I, 6 | baci! par che ancora mi siedano nelle labra, anzi mi son
2418 1, 2 | ciò ho voluto tutto oggi significarvi.~ ~ ~ ~
2419 IV, 1 | venghi il mio caro figlio e signore!~Erasto. Avendomi tolto
2420 IV, 3 | il mio?~Balia. Adio adio, signori.~Pedofilo. Mira che testimoni!
2421 I, 3 | gl'inimici.... Ma accioché sii consapevole del tutto e
2422 IV, 9 | qual bastasse a farvi una simile ingiuria. E presto v'accorgerete
2423 1, 2 | V'ama e vi serve con amor simulato e con nemicizia coperta,
2424 | sino
2425 III, 6 | bella come la vostra l'esser sitibonda e ingorda dell'altrui sangue.~
2426 IV, 10| donna?~Erasto. Quando si slacciò il giubbone, si ruppero
2427 Prol | dico «lumi», se sono vivi smeraldi, infocati rubini e giacinti
2428 1, 9 | spolpo, disosso, scarnifico e smidollo? La maggior cortesia che
2429 V, 3 | chi ne' trattamenti piú soave? O donna degnissima d'ogni
2430 IV, 6 | amor mi porti, lascia ch'io sodisfaccia al mio desio e con una volontaria
2431 1, 6 | sapete?~Erasto. Vorrei poter sodisfar l'obligo di quanto fate
2432 I, 3 | sei donna come ella, come sodisfaresti a' suoi desidèri?~Amasio.
2433 III, 8 | uccisi per forza; ed io ti sodisfarò, ché ti darò il castigo
2434 I, 5 | ufficio che ne restiate sodisfatta.~Lidia. Deh, non mi ponete
2435 IV, 5 | delicate e un corpo piú sodo e ben formato? se mai non
2436 IV, 6 | quei dolci travagli che ho sofferti in allevarti e nudrirti -
2437 III, 5 | pace!~Amasio. Perché ti ho sofferto troppo, sei fatto cosí insolente;
2438 I, 5 | il dolore che la vostra sofficienza e amorevolezza, e con ciò
2439 IV, 6 | nacqui: deh! perché non mi soffocasti nella cuna? Qual pensi ch'
2440 I, 4 | sue armi, e la femina le soffre volentieri. Non vi dico
2441 IV, 1 | mille volte il giorno e soffrir mille indignitá....)~Pedofilo. (...
2442 I, 1 | sará meglio ch'io taccia e soffrisca.~Mitieto. Manifestate il
2443 1, 4 | Erasto mio: io vorrei che soffriste quanto potete, e godeste
2444 I, 1 | mostrandosegli grata in ogni cosa e soggiogandolo con la sua bellezza, lo
2445 1, 2 | quello che dorme, che sempre sogna quel che desia, e desto
2446 IV, 7 | Veramente che voi dovete sognarvi, dovete dormir ancora.~Lidia.
2447 I, 2 | raccontato che questa notte s'è sognata con voi e che è stata abbracciatissima
2448 1, 9 | seco? penso che ciò l'arai sognato.~Erasto. Per vincer cosí
2449 1, 2 | suo e tuo dispetto: non sognava o stava in estasi, e credo
2450 | solamente
2451 Prol | argento, vengo ad un sí solenne spettacolo e ad allegrarmi
2452 V, 8 | fatele quell'applauso che solete.~~
2453 III, 6 | amor non fusse stabile e solido ma capriccioso e convenevole
2454 I, 1 | verrá a far meco delle solite canzoni. L'uno mi caccia,
2455 V, 3 | e senza lasciar punto di sollecitudine va' ricercandola per una
2456 V, 2 | crudelmente?~Sinesio. Il somigliante io farei verso mio figlio,
2457 I, 1 | avesse avuto un maschio, che sommamente desiderava, la sposarebbe
2458 1, 3 | Capitano. Anzi vo' che abbi a sommo favor di darlami: ho cento
2459 V, 3 | altre persone, in tanti sonetti, in tante elegie, in tante
2460 III, 1 | cittá tutta sepolta nel sonno e la mezanotte passata.~
2461 V, 8 | faranno le feste magnifiche e sontuose. Non usciranno piú fuori,
2462 V, 8 | son oltremisura allegro! O soprana bontá, quanti sono i favori
2463 III, 5 | sia la tua vita infame: sopravivi alla tua codardia! - Questa
2464 I, 5 | Cintio? Maladetta sia tal sorta d'amore! io non so come
2465 I, 1 | gli occhi e tien le lingue sospese e i pensieri di ciascheduno;
2466 IV, 4 | presenza di mio padre senza sospetto alcuno ardisci dir cose
2467 1, 1 | animo. Ahi, ahi!~Erasto. Voi sospirate: certo che sète innamorato,
2468 I, 5 | core!~Lidia. Balia balia, sostieni, ch'io stropiccerò l'orecchie.~
2469 IV, 9 | ardire.~Cintia. Vedete se ho soverchiaria con voi: ecco il fianco
2470 III, 3 | grazia, mirate che non siate sovragionti da alcuno.~Erasto. Non dubitate
2471 V, 2 | uccidersi seco. Cintia, sovrapresa dall'ultimo grado della
2472 V, 1 | presto dalle miserie che gli sovrastano, vuol con la morte por fine
2473 1, 5 | scoprisse l'inganno, sarebbe spacciato il fatto mio ed io stesso
2474 1, 3 | archetto ed io con pugnali, spadoni a due mani e pistoletti.
2475 III, 4 | la gelosia? Ma dove sono spariti da Napoli i sgherri, i scavezzacolli,
2476 V, 2 | Patirei piú tosto che si spartisse l'anima dal mio corpo che
2477 III, 5 | avesse speranza che fossimo spartiti. O Dio! se comparisse qui,
2478 I, 1 | liberamente come quello che ne spasimava di passione....~Mitieto.
2479 I, 2 | Balia. E che non pensi spaventarla con tanta rigidezza: ché
2480 V, 1 | del tutto, e con questi spaventi la trattenni cosí dui anni;
2481 I, 4 | eccomi, con patto che la spediate tosto.~Sinesio. Fra gli
2482 I, 5 | Non è negozio questo da spedirsi cosí in fretta; né egli
2483 V, 3 | tua moglie: eccola bella e spedita.~Erasto. Come Cintio mia
2484 III, 3 | Desiderarei, Erasto mio, spender il tempo in piú virtuoso
2485 IV, 4 | altro a caro la vita che per spenderla in vostro servigio; e quando
2486 V, 1 | che potreste piú utilmente spenderlo per la vita di vostra figliuola?
2487 III, 6 | appresso al foco. Dove mi spengete? di grazia, non fate oltraggio
2488 IV, 6 | spiriti cosí feroci e furiosi, spera un poco meglio. Il tempo
2489 1, 4 | sentenza della mia morte; ché, sperando ch'egli avesse compassione
2490 1, 2 | Erasto. Che utile ne può sperar egli da me?~Dulone. Che
2491 V, 4 | ricompensa io ne abbi a sperare il perdono.~Cintia. Erasto,
2492 V, 1 | ingannarmi?~Balia. La poveretta sperava che, vivendo piú lungo tempo,
2493 1, 2 | mostrato alquanto ritrosetto, speravate che presto ve la concederebbe....~
2494 IV, 8 | mendace che m'ha fatto mille spergiuri?~Cintia. Io non feci in
2495 V, 4 | nella mia mente, fa' che ne speri perdono dalla tua benevolenza.
2496 I, 5 | o mio volto che cosí gli spiaci, o dolor insoportabile,
2497 1, 7 | non vi sia alcuno che stia spiando i fatti nostri.~Erasto.
2498 V, 3 | scorgeva i segni nel volto spiegati dalla disperazione. Hai
2499 I, 4 | Avertite che le cagioni che mi spingono a pregarvene sono che non
2500 I, 5 | cosí gli ravviverai gli spirti.~Lidia. Rivieni, Amasia
2501 V, 3 | un mar di delizie! O vivo spirto del cuore e dell'anima mia,
2502 III, 3 | Se il fuoco del mio petto splendesse, aggiongerei un altro sole
2503 III, 3 | tenebre scintillano intorno di splendidissima luce?~Cintia. Erasto, vita
2504 I, 5 | bisognarebbe che non conoscessi lo splendore della sua bellezza se volessi
2505 I, 1 | introduce; egli mi sposa, mi spoglia, e ci ponemo in letto, dove
2506 1, 5 | Amasio. Io adesso vo a spogliarmi per mandarvele; adio.~Cintia.
2507 1, 2 | giaciuto seco. Di piú, che l'ha spogliata e vestita mille volte e
2508 1, 3 | figlia, di che ne sto cotto e spolpato. Ma Amor, che doma i leoni,
2509 1, 9 | pongo mano alla spada, ti spolpo, disosso, scarnifico e smidollo?
2510 Prol | lasciando le mie fiorite sponde, l'erboso letto e l'onde
2511 V, 8 | contento di ciascheduno si sposano insieme Cintia con Erasto,
2512 V, 3 | sorella e dell'avermi fatto sposar una donna, che non so chi
2513 IV, 8 | è quella che m'hai fatta sposare?~Cintia. Dimandatelo a voi
2514 I, 1 | sommamente desiderava, la sposarebbe e la farebbe erede del tutto;
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