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| Giambattista Della Porta La Cintia IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA IV.
Pedofilo, Sinesio, vecchi.
Pedofilo. (Ho visto Amasio con la balia di Lidia che se n'entra in chiesa. Faccia Iddio che questa amistá che ha preso con Lidia non lo conduca a qualche mal passo, ché, se non m'inganno, mi par che n'arda fieramente. Ma veggio Sinesio venir verso di me, e pensa ad intronarmi la testa ch'io dia Amasio, come se donzella fusse, per isposa ad Erasto; cercherò schivarlo per questa strada). Sinesio. Pedofilo Pedofilo! di grazia non partite cosí tosto, perché ho da ragionarvi d'un negozio. Pedofilo. Che negozio avete voi meco degno di tanta fretta? Sinesio. Due parole e non piú. Pedofilo. Non ho orecchie per ascoltarne una sola. Sinesio. Pregovi che mi doniate udienza. Pedofilo. Ed io vi prego che non mi tratteniate. Sinesio. Userò con voi le piú brevi parole che potrò. Pedofilo. Orsú eccomi, con patto che la spediate tosto. Sinesio. Fra gli amici non bisognano preamboli per guadagnarsi la volontá: però vengo liberamente all'importanza del fatto. Voi dovete sapere ch'io non son de' minimi della mia cittá, e che tra voi e me non ci sia molta differenza. ... Pedofilo. A che effetto cotesto? Sinesio. ... E sapete che non ho altro figlio che Erasto, e toltone una picciol parte che darò a Lidia, le restanti mie facoltá seranno di Erasto. Le sue qualitá non bisogna che le dica, ché giá la fama con onorato grido n'ha ripiene l'orecchie di tutta la cittá..... Pedofilo. Niuno ve ne dice il contrario. Sinesio.... E sapete ancora che se i padri amano i figli naturalmente, quando sono poi virtuosi, sono sproni e stimoli alla nostra vita, che ne trapassano insino all'anima, di contentarli. Or ascoltate quanto mi detta il mio desiderio. Vorrei che deste Amasia vostra figlia per moglie ad Erasto, perché ne sta innamorato; ed io vi prometto non far molto conto della dote. Pedofilo. Sinesio mio caro, se non compiaccio al voler vostro, molte son le cagioni, delle quali altre ne dirò liberamente altre non lece dire. Sinesio. Oimè, negarmela cosí alla prima è un principio d'ingiuria! Pedofilo. Non fa ingiuria chi onestamente dice le sue ragioni. Il partito è cosí buono che io nol merito: le qualitá del giovane sono veramente riguardevoli. Ma dovete ricordarvi ch'io son da Bologna e non pretendo aver a vivere o a morir in Napoli; e massime ch'ora intendo la parte guelfa nostra contraria esser giá quietata, la vo' maritare alla patria, ché maritandola qui mi sarebbe molto discommodo. Sinesio. Che val quell'amico che non si discommoda per un amico? Pedofilo. Anzi che val quell'amico che cerca il discommodo del suo amico? E vi fo sapere ch'ella non vuol marito napolitano, e in questo io non son per isforzarla altrimenti. Sinesio. I presenti mutano gli animi feminili: ricami, perle, gioie e vesti le faranno mutar proposito. Pedofilo. Ella non stima vezzi feminili; è d'animo assai maschile, e tanto maschile che non le manca nulla di maschio. Sinesio. Il parentado si chiama parentado perché si deve far tra pari, e fra pari ogni cosa va bene; e io non credo sia fatto parentado piú tra suoi pari come questo: sono nobili, ricchi, d'un'etá, virtuosi e belli egualmente, che par che sieno nati per esser sposi insieme; ed è un matrimonio molto proporzionato e naturale. Pedofilo. Anzi, sproporzionato e contro natura. Sinesio. E chi dicesse che non stessero bene insieme, meritarebbe una forca! Pedofilo. E chi dicesse che stessero bene insieme, meritarebbe il fuoco! Sinesio. E quando i matrimoni son ben accoppiati, ogni cosa va per suo dritto. Pedofilo. Il qual è che ogni cosa qui andrebbe a roverscio. Sinesio. Giovani e gagliardi nel fior dell'etá loro, non garrirebbono mai. Pedofilo. Non giostrarebbono se non di lancia, non giocarebbono se non di pugnale. Sinesio. Mi fo gran meraviglia che non me la concediate. Pedofilo. Non vi sarebbe di meraviglia se ne sapeste la cagione. Sinesio. Vi cerco cose giuste, però ne vorrei saper la cagione perché non vi contentiate. Pedofilo. Altre ne ho dette, altre ne restano a dire: però vi conchiudo che il matrimonio sará impossibile a riuscire. Sinesio. Avertite che le cagioni che mi spingono a pregarvene sono che non accaggia alcun scandalo fra la vostra casa e la mia. Pedofilo. Avertite voi bene alla vostra casa, ch'io son sicuro che alla mia non sia per accadervene alcuno. Sinesio. Voi dovete molto attribuire al vostro giudizio ed esser amico del parer vostro; ma vorrei che v'ingannaste, ché gli uomini sono piú cattivi che buoni, e riesce piú tosto il male che il bene. Il mio figlio sta innamorato della vostra figlia; e chi ama non istima periglio, poco l'avere e manco la vita. Vi passeggia tutto il giorno d'intorno la casa; tirato dal desiderio può far qualche errore, e questi errori si tirano dietro le ruine delle case. Perciò avertite di nuovo che non siate constretto patir a vostro malgrado qualche sorte d'ingiuria. Pedofilo. Passeggi quanto vuole e faccia quanto puote, ché perde il tempo: ed io temo tutto il contrario di quello che voi temete. Sinesio. I giovani del nostro tempo, appena spuntano fuor della buccia, che sentono cillicarsi dalle dolcezze d'amore e hanno il pizzicore, s'amano e desiano trovarsi insieme; e quando vi sono, il maschio usa la forza e le sue armi, e la femina le soffre volentieri. Non vi dico altro. Pedofilo. Usi la forza quanto gli piace, ché l'armi non riusciranno. Sinesio. Se voi sapeste quel che so io, pensareste a' casi vostri. Pedofilo. E se voi sapeste quel che so io, pensareste a' casi vostri. Sinesio. Se mi date licenza, v'avisarò del tutto. Pedofilo. Tutte le licenze sieno vostre. Sinesio. Voi stimate che vostra figlia sia vergine e io stimo che la partorirá. Pedofilo. E io temo d'ogni altra cosa piú di questa. Sinesio. Parlerò piú chiaro: dico che la troverete impregnata. Pedofilo. E io dico che sará piú tosto l'impregnante che l'impregnata. Sinesio. Il vostro umore è cosa da ridere: sète di quei matti che non vogliono guarire. Pedofilo. E il vostro umore è da far ridere tutto il mondo. Sinesio. Ah, ah, ah, chi non ridesse? Pedofilo. Ah, ah, ah, chi non scoppiasse? Sinesio. Mi duole il fianco per tanto ridere. Pedofilo. E a me il polmone. Sinesio. Ah, ah, ah! ti lascio, adio. Pedofilo. Ah, ah, ah, andate con Dio! Or chi non ridesse di costui a crepacuore? fa del mastro e presume saper piú degli altri, e non è buon discepolo. Egli si pensa che Erasto suo figliuolo faccia l'amor con Amasia mia figlia, e tien per certo che l'abbi impregnata; ed io giocherei che Amasio sia tanto maschio e piú maschio del suo figlio, che se ne potrebbono far duo maschi, e dubito che Amasio non faccia l'amor con Lidia sua figlia e che un giorno me l'impregni. Or mirate come van le cose del mondo: che quello è piú sciocco che si pensa saper piú degli altri. Io l'ho vestito da donna per ischivarlo da un pericolo e l'ho fatto cader in un altro: ecco piena la scena di una falsa apparenza. Ma lo veggio che vien con Lidia: mira come la guata e come la tien stretta! L'avea vestito da donna per tenerlo ristretto sotto le leggi di donna, ma l'abito non fa l'uomo: ha un spirito - che Iddio lo dica per me - che non può capirlo l'angustia di quella donna; non ha altro di donna che l'imperfezione di correr col suo desiderio, e avengane quel che si voglia.
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