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Giambattista Della Porta
La Cintia

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  • ATTO IV.
    • SCENA I.   Pedofilo, Erasto.
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ATTO IV.

 

 

 

SCENA I.

 

Pedofilo, Erasto.

 

Pedofilo. (Sto con animo assai travagliato dal fatto di Amasio mio figliuolo. La notte passata è scappato di casa, poi l'ho visto venir tutto turbato: l'animo mio s'incontra alcun male!...).

Erasto. (Son venuto rissoluto per uscir di fastidio; e sará meglio arrossir una volta e scoprirlo che tenerlo secreto e impallidir mille volte il giorno e soffrir mille indignitá....)

Pedofilo. (... Vo' manifestar al mondo che sia maschio e ritornarmene a Bologna, poiché intendo che la parte guelfa nostra nemica è giá dipressa e annichilata).

Erasto. (... E vo' dirgli che siamo sposati di nascosto e sia pregna di me, ché non penso sará cosí goffo che, avendole tolto l'onore, me la voglia negar per moglie; e quando pur non volesse concederlami, venir alla forza, alla violenza, alla rapina).

Pedofilo. (Ma ecco il fratello di colei che vien costá: vedrò modestamente potergli ragionar su questo fatto).

Erasto. (Lo veggio venir verso di me). Ben venghi il mio padre e padrone!

Pedofilo. Ben venghi il mio caro figlio e signore!

Erasto. Avendomi tolto molti mesi sono Vostra Signoria per patrone e per padre, con quella confidanza che si conviene tra figlio e padre, son venuto a ragionargli....

Pedofilo. Né altrimente riceverò le vostre parole.

Erasto.... Sappiate, Pedofilo, mio carissimo padrone, che Amasia la tua figlia è moglie mia.

Pedofilo. Vostra moglie? Giesú, che dite? e come? Erasto. Perché ci siamo sposati di nascosto.

Pedofilo. Come può esser questo?

Erasto. Anzi è stato piú di questo: ch'essendole io sposo e servidore, siamo giaciuti insieme ed è giá pregna di me.

Pedofilo. Cosí è pregna di voi come ne son io!

Erasto. Il ventre gonfio ne potrá far a voi ben larga testimonianza.

Pedofilo. Il ventre non si potrá mai gonfiar ad Amasia se non per qualche idropisia.

Erasto. V'ho detto quanto è passato tra noi.

Pedofilo. Voi avete visto il ventre gonfio a mia figlia?

Erasto. L'ho visto e l'ho tocco, per dirlovi piú chiaramente, dalle due ore di notte insino all'alba.

Pedofilo. Voi dite cose impossibili: la notte passata ha dormito meco dalle due ore insino all'alba.

Erasto. V'ho detto il tutto.

Pedofilo. E se voi sapeste il tutto, vi vergognareste e v'arrossireste di quel che dite.

Erasto. Se non volete crederlo a me, credetelo a' testimoni.

Pedofilo. Chi sono i testimoni?

Erasto. Cintio, il vostro vicino, che n'è stato il nostro caro mezano, e la sua balia: che è passata dalla vostra casa alla sua per un tragetto quando siamo giaciuti insieme.

Pedofilo. Come ha possuto passar dalla mia nella sua casa?

Erasto. Dico, abbiamo fatto una buca nel muro tra voi e lui, e s'è passato per quella.

Pedofilo. Vo' che le vostre parole stesse discoprano la bugia: fra la mia casa e quella di Cintio non vedete che v'è il vicolo in mezo? in qual muro avete voi fatto la buca? Se non è passata per aria o sotterra, non ha potuto venir per altra via. Non v'accorgete che tutto il restante sia bugia?

Erasto. Ma io veggio il capitano. Eccovi un testimonio.

Pedofilo. Oh che testimonio!

Erasto. Capitano, di grazia accostatevi qua.

 

 

 




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