Atto, scena
1 I, 1| invenzione il fatto succede bene, non si ricordano del consigliero
2 I, 1| te, che sei tutto il mio bene?~Trinca. Ho da servirvi
3 I, 2| contemplazione, a quel sommo bene, a quella celeste ineffabil
4 I, 3| o che voi non esprimete bene il vostro concetto.~Erotico....
5 I, 3| e imagini del desiderato bene. Vien Trinca la mattina
6 I, 3| intervenire.~Attilio. Speriamo bene, che il mal non manca mai.~
7 I, 3| vita e l'onore e quanto bene ho al mondo, e spero col
8 I, 4| sospetto cosí m'inamarisce ogni bene, che mi toglie la speranza
9 I, 4| mia, con la speranza del bene rasserenate la mente e il
10 I, 4| Cleria. Dolcissimo mio bene, non posso far che la miseria,
11 I, 4| accordatevi in fatti: informatela bene del negozio e fatecelo toccar
12 II, 2| ragionato con Pardo.~Gulone. Sí, bene.~Trasimaco. L'hai detto
13 II, 2| non è ufficio d'uomo da bene.~Gulone. Io non fui mai
14 II, 2| Io non fui mai uomo da bene, né ci voglio essere: se
15 II, 3| Gulone, che si fa?~Gulone. Bene.~Trinca. Non è tua usanza.~
16 II, 3| quando le cose non son bene apparecchiate, ché il buon
17 II, 3| giorno, accioché evacui bene; poi attaccarti con i piedi
18 II, 3| entrato in casa ti attacchino bene.~Gulone. Se mi lascio prendere
19 II, 5| di nuove prede, che, se bene han un uccello preso nell'
20 II, 6| bastone, che gli assettò molto bene il giubbone adosso.~Trasimaco.
21 III, 3| chi sia io? riconoscimi bene.~Cleria. Quanto piú penso,
22 III, 3| Ed io ti conosco molto bene in casa di Pandolfo napolitano,
23 III, 4| Nola, e che ha bevuto molto bene, e che andava cadendo per
24 III, 6| gran signori.~Pardo. Ben bene.~Trasimaco. E vo' che veggiate
25 III, 7| Egli ha poca voglia di far bene: verrá gonfio d'ira a far
26 III, 8| con Gulone?~Trasimaco. Sí, bene.~Trinca. E tu, Gulone, ti
27 III, 9| son partiti?~Trinca. Sí, bene.~Trasimaco. E non ci è rimasto
28 IV, 2| turchesco, la rimediasti assai bene.~Trinca. Una bugia a tempo
29 IV, 2| può nel mondo godere un bene, che non sia mischiato di
30 IV, 2| acquistando la madre, perdo il mio bene).~Trinca. (Avemo resistito
31 IV, 3| me stesso del desiderato bene? Tu sei ben dessa, e me
32 IV, 5| almen n'è uscito un tal bene.~Attilio. Ahi, che tanto
33 IV, 6| necessitá volontá, e passarete bene. Ma a voi, che vi detta
34 IV, 7| vergogne degli uomini da bene.~Gulone. La mia lingua mai
35 IV, 7| vi dico che sète uomo da bene. Avemo detto una bugia per
36 V, 2| buona intenzione di farvi bene.~Pardo. Ed io vi ricevo
37 V, 5| come volete; ma non sarebbe bene aspettar Trinca, per saper
38 V, 6| malagevole da sperarsene bene, n'è riuscito cosí onorato
39 V, 6| trarne poi un grandissimo bene, come è accaduto a noi.~
40 V, 6| contento.~Attilio. M'hai fatto bene, non volendo.~Trinca. Questa
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