Atto, scena
1 I, 1| dan tempo a pensare. E l'uomo si pone a pericolo della
2 I, 1| vengono a scoprirsi, e l'uomo cade poi in travagli peggiori;
3 I, 1| visto al mondo piú colerico uomo di te, che avendoti detto,
4 I, 3| mondo, non si trova piú uomo di cui possa fidarsi. Al
5 I, 3| per non esser ingannato da uomo piú. Sulpizia farsi d'altri,
6 I, 3| Costui sará il piú tristo uomo del mondo.~Erotico. Tal
7 I, 3| E sappiate che, se ben l'uomo per sé non val nulla, la
8 I, 5| quel furfante, feccia d'uomo: li servirá per ruffiano
9 II, 1| tutta l'importanza? ché l'uomo vive per la bocca, e non
10 II, 1| potea farne un'altra all'uomo? accioché, trovandosi a
11 II, 2| contrario.~Gulone. Come uomo di poco spirito, non posso
12 II, 2| Dico che non è ufficio d'uomo da bene.~Gulone. Io non
13 II, 2| Gulone. Io non fui mai uomo da bene, né ci voglio essere:
14 II, 5| sciocchezza, d'aver creduto ad un uomo, con freggio d'infamia da
15 II, 6| Trasimaco. Dimmi, galante uomo, Gulone è in casa vostra?~
16 III, 3| e non figlia d'un gentil uomo.~Pedolitro. Ancor credete
17 III, 5| Dice che è vero che un uomo l'ha parlato, ma che non
18 III, 6| tengo conto; e io non son uomo di bugie, ma m'è cara la
19 III, 7| parli basso? qual barba d'uomo mi basta a far paura? Vo'
20 III, 9| Perché non avisarmi? sei uomo di poca discrezione.~Trinca.
21 IV, 6| né so se viva al mondo uomo di me piú disgraziato.~Erotico.
22 IV, 7| Ed io vi dico che sète uomo da bene. Avemo detto una
23 IV, 8| per lor mezo fece peccar l'uomo, ci lasciò quella maladetta
24 IV, 9| dispiace ora; ché si fussi uomo come te, ti caverei quelle
25 V, 2| E può cader in cuor di uomo un cosí nefando pensiero?~
26 V, 3| consigliera, e trasporta l'uomo a cose, che poi non se ne
27 V, 3| tener occulte, non deve l'uomo fidarle a persona: ché,
28 V, 3| discoprire, che non può l'uomo tanto giú sepelirti, quanto
29 V, 3| colerici e ritrosi. Ma ogni uomo, che spunta di lá, mi par
30 V, 4| fatto carne e sangue con l'uomo, non si restituisce piú
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