Atto, scena
1 Per | Erotico giovane~Cleria giovane~Pardo vecchio~Gulone parasito~
2 I, 1| Attilio. E ti disse che Pardo mio padre m'avea ammogliato
3 I, 1| Trinca. E mi disse che Pardo vostro padre v'avea ammogliato
4 I, 2| gelosia, ché ha inteso che Pardo disegna darvi Cleria per
5 I, 3| Sappiate che, trovandosi Pardo mio padre a' serviggi della
6 I, 3| fuor di Costantinopoli. Pardo mio padre mi sforzò a far
7 I, 3| fin del mio ragionamento. Pardo vuol maritar Cleria col
8 I, 3| nozze. Proporremo voi a Pardo con la medesima condizione;
9 I, 5| SCENA V.~ ~Pardo vecchio, Trinca.~ ~Pardo.
10 I, 5| Pardo vecchio, Trinca.~ ~Pardo. Trinca, dove è Attilio?~
11 I, 5| gran facenda per le mani.~Pardo. Io son molto mal sodisfatto
12 I, 5| cioè uomini di poco conto.~Pardo. Tutto il giorno a gracchiar
13 I, 5| cose di Costantinopoli.~Pardo. Per dirtela, tratta troppo
14 I, 5| chiamano in turchesco tubalch.~Pardo. Io non voglio che non trattino
15 I, 5| Trinca. In Turchia è usanza.~Pardo. E pur con Turchia, Turchia:
16 I, 5| sareste uscito da intrico.~Pardo. Non ho trovato cosa a proposito.~
17 I, 5| per non contentarsi mai.~Pardo. Or ho deliberato dar Sulpizia
18 I, 5| per cortesia e per amore.~Pardo. Se ben è tenuto per obligo,
19 I, 5| bisogna aver tanta fretta.~Pardo. Che vuoi che se invecchi
20 I, 5| Anzi l'arcimala ventura.~Pardo. Che li manca?~Trinca. È
21 I, 5| invecchiare un altro poco.~Pardo. Non ha quarant'anni.~Trinca.
22 I, 5| non per lancia spezzata.~Pardo. S'inchina assai volentieri
23 I, 5| importanza nel potersi drizzare.~Pardo. È ricco.~Trinca. Sí, d'
24 I, 5| piú bastonate che pane.~Pardo. È gentiluomo.~Trinca. Di
25 I, 5| suono de' suoi cornetti.~Pardo. N'ho buona informazione
26 I, 5| digiuno, vigilia e penitenza.~Pardo. Mira furfante, che si pone
27 I, 5| dice queste e altre cose.~Pardo. Che altre?~Trinca. Mi vergogno
28 I, 5| Trinca. Mi vergogno di dirle.~Pardo. Dille in tua malora, ché
29 I, 5| cercando chi ve li gratti.~Pardo. Mente e stramente per la
30 I, 5| averlo inteso da molti.~Pardo. Mente per l'orecchie.~Trinca.
31 I, 5| conosce all'odore esser cosí.~Pardo. Mente per lo naso.~Trinca.
32 I, 5| lo stima esser verissimo.~Pardo. Mente per lo cervello.
33 I, 5| sapere i vostri secreti.~Pardo. Lo castigherò ben io.~Trinca.
34 I, 5| incancherisce e infistolisce.~Pardo. Che rimedio ci sará?~Trinca.
35 I, 5| cattivo per ogni banda.~Pardo. La vuol senza dote, e il
36 I, 5| fa la medesima offerta.~Pardo. Che faresti tu, se fusse
37 I, 5| figlia?~Trinca. Se fosse voi?~Pardo. Fa' conto che ci sei: consigliami.~
38 I, 5| che non potrei dir di no.~Pardo. Farò quanto tu dici: ché,
39 I, 5| Trinca. Come comandate.~Pardo. Di' a mio figlio che si
40 II, 2| dimmi s'hai ragionato con Pardo.~Gulone. Sí, bene.~Trasimaco.
41 II, 3| fuoco per lo banchetto, ché Pardo ha promesso invitarmi a
42 II, 4| SCENA IV.~ ~Balia, Erotico, Pardo.~ ~Balia. Sulpizia smania
43 II, 4| prima che detto. (Veggio Pardo venir alla volta mia, e
44 II, 4| sospettar qualche male. Veggio Pardo andar verso lui: qualche
45 II, 4| lui: qualche trama v'è).~Pardo. (Veggio Erotico; e mi par
46 II, 4| riverenza. Vo' baciarvi le mani.~Pardo. Non mi fate questo torto,
47 II, 4| Perché è mio debito di farlo.~Pardo. Poiché dite che mi sète
48 II, 4| che dite che io vi sia.~Pardo. Copritivi.~Erotico. Desiderava
49 II, 4| ubbidire un termine di creanza.~Pardo. Cosí merita un par vostro,
50 II, 4| meno conosco di meritarlo.~Pardo. Giá stimo che Trinca mio
51 II, 4| vediamo dove riusciranno).~Pardo. ... e però darvi Cleria,
52 II, 4| dargli Cleria per moglie!).~Pardo. ... E stimo ancor che v'
53 II, 4| torto se non la rifiutasse.~Pardo. Io parlo chiaramente; ma
54 II, 4| confrontano i contrasegni).~Pardo. Stimo che abbiate visto
55 II, 4| come di quelle dell'animo.~Pardo. Ve l'ho dimandato, perché
56 II, 4| di sí contrario tenore?).~Pardo. Io non vorrei che la lingua
57 II, 4| qualche altra poverella).~Pardo. Perdonatemi, se ne dimando
58 II, 4| comandarmi, non pregarmi.~Pardo. Li vostri pari si pregano,
59 II, 4| confirmarcelo con giuramento?).~Pardo. Talché posso assicurarmi
60 II, 4| beffata e bestemmiata).~Pardo. Veramente, io non vi facea
61 II, 4| fatto in mille pezzi!).~Pardo. Or che me ne sono assicurato,
62 II, 4| volentieri ve la porgo.~Pardo. Ed io la stringo e bacio,
63 II, 4| andassimo a sposarla ora.~Pardo. Andiamo fra tanto al sarto
64 II, 6| amicizia mia e quella di Pardo....~Trinca. (Io porrò tra
65 III, 1| che vien in qua? certo è Pardo, mio antico amico. O, ben,
66 III, 1| trattar con lui. Signor Pardo, siate il ben trovato, non
67 III, 2| SCENA II.~ ~Pardo, Pedolitro.~ ~Pardo. Chi
68 III, 2| II.~ ~Pardo, Pedolitro.~ ~Pardo. Chi si potrebbe conoscere
69 III, 2| bere e il molto patire.~Pardo. Le tue vestí?~Pedolitro.
70 III, 2| l'ho mangiate in Turchia.~Pardo. In Turchia se mangiano
71 III, 2| giovane che non vi lasciai.~Pardo. Donde si viene?~Pedolitro.
72 III, 2| mi fu rapito da' turchi.~Pardo. E voi ancor ben venuto,
73 III, 2| Che siate il ben trovato.~Pardo. Ho grande allegrezza che
74 III, 2| porto una buona nuova di lá.~Pardo. Che forse il turco non
75 III, 2| Pedolitro. Dico, buona per voi.~Pardo. Voi siate il ben tornato,
76 III, 2| vostra moglie vi saluta.~Pardo. Che forse dall'altro mondo?~
77 III, 2| mai mi son partito di qua.~Pardo. A che rinovellarmi la memoria
78 III, 2| viva, come fusse morta.~Pardo. Come viva?~Pedolitro. Come
79 III, 2| e piú gagliarda che mai.~Pardo. Ti fai beffe di me.~Pedolitro.
80 III, 2| v'ha detto che sia morta?~Pardo. Attilio mio figlio e Trinca
81 III, 2| n'ebbe a morir di dolore.~Pardo. Strane cose mi dite. Cleria
82 III, 2| alcuna in Constantinopoli.~Pardo. Quasi che Constantinopoli
83 III, 2| ci aiutamo l'un l'altro.~Pardo. Quanto piú dite, men vi
84 III, 2| conoscete la sua mano?~Pardo. Questa è la sua mano. O
85 III, 2| vero sia quel che vi dico.~Pardo. Mi avisa avermi scritto
86 III, 2| Pedolitro. Credetemi ora?~Pardo. Ed accioché voi crediate
87 III, 3| SCENA III.~ ~Cleria, Pardo, Pedolitro.~ ~Cleria. Padre,
88 III, 3| Cleria. Padre, che comandate?~Pardo. Costui è venuto da Turchia...~
89 III, 3| abbiamo dato ad intendere).~Pardo. ... e dice che Costanza
90 III, 3| Oh, fosse qui Trinca!).~Pardo. Dimandatela voi.~Cleria. (
91 III, 3| tu sei Sofia sua serva.~Pardo. Non è meraviglia se t'inganni,
92 III, 3| Ancor credete a costei?~Pardo. Le stracredo.~Pedolitro.
93 III, 3| crediate piú a costei che a me?~Pardo. Io credo al mio figlio
94 III, 3| guardatevi che non v'ingannino.~Pardo. Chi è dunque costei?~Pedolitro.
95 III, 3| che vi dissi da principio.~Pardo. Costei non è Cleria?~Cleria. (
96 III, 3| veramente sei fuor di cervello.~Pardo. Orsú, non moltiplichiamo
97 III, 3| alcuna novella de' miei.~Pardo. Potrete voi e vostro figlio
98 III, 3| trattenete piú, di grazia.~Pardo. Almeno lasciate vostro
99 III, 3| mentre andrò cercando.~Pardo. Veramente, la venuta di
100 III, 4| SCENA IV.~ ~Trinca, Attilio, Pardo, Turco.~ ~Trinca. Padron,
101 III, 4| ad ogni nostro comando.~Pardo. Ben, chi vi disse che Costanza
102 III, 4| stato io a Constantinopoli?~Pardo. Né tu né mio figlio.~Trinca.
103 III, 4| Ohimè, siamo rovinati!).~Pardo. Che rispondi?~Trinca. Chi
104 III, 4| ti risolverai, Trinca?).~Pardo. Pedolitro, nostro cittadino,
105 III, 4| condotto costui di Turchia).~Pardo. ... Dice che quella è Sofia,
106 III, 4| mi ponghiate in galera.~Pardo. Senza il tuo volere, ti
107 III, 4| rispondimi. Vedete che tace.~Pardo. A che ti affatichi parlargli?
108 III, 4| Ben belmen ne sensulers.~Pardo. Che dice?~Trinca. Che suo
109 III, 4| mai in Constantinopoli.~Pardo. Dove dunque fu per riscuoterlo?~
110 III, 4| sono stati in Negroponte.~Pardo. Da Negroponte in Constantinopoli
111 III, 4| non passati per Vineggia.~Pardo. O Dio, che umori stravaganti
112 III, 4| per farvi qualche burla.~Pardo. Certo che dovea star ubbriaco;
113 III, 4| come l'hai ben saldata!).~Pardo. Come in quelle due parole
114 III, 4| parole dice cose assai.~Pardo. Orsú, ha voluto burlar
115 III, 5| SCENA V.~ ~Pedolitro, Pardo, Turco.~ ~Pedolitro. Ho
116 III, 5| amorevole offerta, signor Pardo, ve ne resto obligatissimo.~
117 III, 5| ne resto obligatissimo.~Pardo. Pedolitro, la giusta cagion,
118 III, 5| in Turchia è convenevole.~Pardo. Perché darmi ad intendere
119 III, 5| Tal è, qual vi ho detto.~Pardo. Come l'avete vista in Vineggia,
120 III, 5| dispetto duo mesi infermo.~Pardo. Se sète stato in Negroponte
121 III, 5| bugie peggior delle prime?~Pardo. Tuo figlio.~Pedolitro.
122 III, 5| non sa parlar italiano?~Pardo. Trinca, il mio servo, l'
123 III, 5| Questo ha detto mio figlio?~Pardo. Anzi, di piú, che avete
124 III, 5| dicesse. Comis purce sulemes.~Pardo. Perché dunque li rispondeva?~
125 III, 5| buggiardo e volpe vecchia.~Pardo. Dite voi che sia sí bugiardo?~
126 III, 5| bugiardo, ma bugiardone.~Pardo. Voi accrescete l'ingiuria.~
127 III, 5| certo che vi abbi beffato.~Pardo. Non so che mi fa ostinato
128 III, 5| andar a quel mio cugino.~PARDO. E voi andate salvo, poiché
129 III, 5| auglancic.~TURCO. Ghidelum baba.~PARDO. Io credo che si se cercasse
130 III, 6| SCENA VI.~ ~Trasimaco, Pardo.~ ~Trasimaco. Fermatevi,
131 III, 6| illustre mia generazione.~Pardo. Ho da far altro, perdonatemi.~
132 III, 6| qualitá della mia persona.~Pardo. Non ho tempo da spendere
133 III, 6| non vi degnate ascoltarmi.~Pardo. Spedetela in brevi parole.~
134 III, 6| Gulone, tutto è mentita.~Pardo. M'ha detto che sète un
135 III, 6| entrato cinquanta volte.~Pardo. Poco me se dá.~Trasimaco.
136 III, 6| Giacomo e di Calatrava.~Pardo. Forse dubitavano che non
137 III, 6| quelle de' gran signori.~Pardo. Ben bene.~Trasimaco. E
138 III, 6| ma m'è cara la veritá.~Pardo. È tanto cara, che la serbate
139 III, 6| cosí saprete chi sono.~Pardo. Mi vo' partir or ora per
140 IV, 1| favorisse in farmi trovar Pardo, il mio marito, e Attilio,
141 IV, 2| mi sapreste voi dir se Pardo Mastrillo fusse vivo?~Attilio.
142 IV, 2| Son una donna che, quando Pardo e Attilio sapessero ch'io
143 IV, 3| SCENA III.~ ~Pardo, Constanza, Attilio.~ ~Pardo.
144 IV, 3| Pardo, Constanza, Attilio.~ ~Pardo. O Constanza, carne mia,
145 IV, 3| abbracciandoti, non lo credo.~Pardo. O moglie cara, o quanto
146 IV, 3| desiderata che abbia al mondo.~Pardo. Ed io l'anima mia; ché,
147 IV, 3| della passata servitude.~Pardo. Moglie, mi sento venire
148 IV, 3| posso tener le lacrime.~Pardo. Vo' che abbiate un'altra
149 IV, 3| sommamente desio vederla.~Pardo. Attilio, va' su e fa' calar
150 IV, 3| sorella.~Attilio. Vado.~Pardo. Come sète venuta cosí sola.~
151 IV, 3| che non son stati minori.~Pardo. Ecco la tua figlia Cleria.
152 IV, 4| IV.~ ~Cleria, Constanza, Pardo, Trinca.~ ~Cleria. O cara
153 IV, 4| Constanza. O figlia, o figlia!~Pardo. Mira, figlio, che affezione,
154 IV, 4| Sia lode a Dio del tutto.~Pardo. Troppo sarete lunghe, se
155 IV, 7| SCENA VII.~ ~Pardo, Gulone.~ ~Pardo. (E pur
156 IV, 7| VII.~ ~Pardo, Gulone.~ ~Pardo. (E pur mi capita innanzi
157 IV, 7| posso fuggirlo). Signor Pardo, Idio vi dia il buon giorno.~
158 IV, 7| Idio vi dia il buon giorno.~Pardo. E a te dia Dio il malanno
159 IV, 7| che siate adirato meco.~Pardo. Toglimiti dinanzi, che
160 IV, 7| fatto sempre i denti miei.~Pardo. Me l'ha fatta la tua lingua.~
161 IV, 7| lingua v'ha sempre lodato.~Pardo. Le lodi ch'escono dalla
162 IV, 7| lingua mai offese alcuno.~Pardo. Hai la lingua doppia come
163 IV, 7| oggi a vostro dispetto.~Pardo. T'ho detto che sei un furfante.~
164 IV, 7| detto una bugia per uno.~Pardo. Fa' che tu non accosti
165 IV, 7| buona carne fa l'effetto.~Pardo. Non te n'è mancato in casa
166 IV, 7| un piglia quel che vuole.~Pardo. Creanza de pari tuoi! dopo
167 IV, 7| fame, che quando ci venni.~Pardo. Mi dispiace l'onor che
168 IV, 7| mai cosa con consiglio.~Pardo. Se non vai via, chiamerò
169 IV, 7| Sgraffagnino che mi prendano.~Pardo. Vo' entrarmene in casa,
170 V, 1| Me ne andrò alla casa di Pardo; e li manifesterò un fatto,
171 V, 1| e non batto la porta di Pardo? Toc.~ ~ ~ ~
172 V, 2| SCENA II.~ ~Pardo, Balia.~ ~Pardo. Che buona
173 V, 2| SCENA II.~ ~Pardo, Balia.~ ~Pardo. Che buona nuova, balia
174 V, 2| intenzione di farvi bene.~Pardo. Ed io vi ricevo con miglior
175 V, 2| udienza per poco tempo.~Pardo. Balia mia, ho gran piacere
176 V, 2| gli abbia a nascondere.~Pardo. Mala cosa è porsi fra dua
177 V, 2| bastonate cosí sconciamente.~Pardo. Se ben v'ha trattato male
178 V, 2| di tanta ingratitudine.~Pardo. Ma che sète per dirmi?~
179 V, 2| Cleria vostra figliuola.~Pardo. Come dite voi questo? e
180 V, 2| sotto nome di Sulpizia.~Pardo. E perché tanto assassinamento?~
181 V, 2| pari. Eccovi la cagione.~Pardo. E può cader in cuor di
182 V, 2| danno e le mie vendette.~Pardo. Ma che certezza arò io,
183 V, 2| come goccia di vin rosso.~Pardo. O Dio, veramente mi ricordo
184 V, 2| appresso la casa vostra.~Pardo. Lo conosco benissimo. Voi
185 V, 3| ragionar lunghissimamente con Pardo, e son certo che l'ará rivelato
186 V, 3| perché ho visto ancora Pardo avviarsi per quella strada,
187 V, 3| spunta di lá, mi par che sia Pardo e che dica: - Dammi la mia
188 V, 4| SCENA IV.~ ~Pardo, Orgio.~ ~Pardo. Fermatevi,
189 V, 4| SCENA IV.~ ~Pardo, Orgio.~ ~Pardo. Fermatevi, Orgio, che ho
190 V, 4| che li torni la figlia).~Pardo.... So che siamo vecchi
191 V, 4| predica). Questo è il peggio.~Pardo.... E morti che siamo, abbiamo
192 V, 4| pagare, siamo diavoli).~Pardo.... Or che siam vivi, possiam
193 V, 4| far ascoltar la predica.~Pardo. Vostro fratello, di benedetta
194 V, 4| Orgio. (Di maladetta!).~Pardo.... mi scambiò la figlia,
195 V, 4| mia....~Orgio. Ascoltate.~Pardo. Ascoltate, di grazia, voi,
196 V, 4| Orgio. Io so ben che...~Pardo.... Dio ce 'l perdoni! che
197 V, 4| mio fratello ebbe torto.~Pardo. Di grazia, non entriamo
198 V, 4| volete, ché non vi si niega.~Pardo. Sia ringraziata la bontá
199 V, 4| pronto a quanto volete.~Pardo. Venete a casa mia, che
200 V, 4| fare, ci vengo con l'animo.~Pardo. Vo' che ci vengáti in persona;
201 V, 6| ché la balia se ne venne a Pardo, e l'ha manifestato che,
202 V, 6| trovato vero quanto ha detto. Pardo andò ad Orgio, e minacciandolo
203 V, 6| bei modi s'è oprata con Pardo suo marito, che ottenne
204 V, 6| tanto con Costanza e con Pardo, che fusse data a voi; e
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