Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giambattista Della Porta
La sorella

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch

     Atto, scena
1 IV, 5 | è forza che ti lasci e abbandoni. Per esser tu troppo congionta 2 II, 2 | cruda puzza, è schiva e s'abborrisce; e come tu or fai l'amor 3 IV, 5 | toccala come sorella; se l'abbracci, abbracciala come sorella, 4 IV, 5 | sorella; se l'abbracci, abbracciala come sorella, ché, abbracciandola 5 IV, 5 | occhi vostri! che affettuosi abbracciamenti! che vivi motivi di materni 6 IV, 5 | abbracciala come sorella, ché, abbracciandola altrimenti, abbracciaresti 7 IV, 3 | rivedere, or veggendoti e abbracciandoti, non lo credo.~Pardo. O 8 I, 3 | abbracciava e baciava; e, pensando abbracciar lei, abbracciava me stesso 9 IV, 4 | dolcezza. Orsú, non piú abbracciare e piangere; e non conturbate 10 IV, 5 | abbracciandola altrimenti, abbracciaresti la tua infamia e vitupèro.~ 11 IV, 4 | che non puon saziarsi d'abbracciarsi e di stringersi. Mira che 12 IV, 2 | le facci ora, che possa abbracciarvi e baciarvi a modo mio. Madre, 13 IV, 3 | dir che, tenendovi cosí abbracciato, tengo la cosa piú desiderata 14 III, 6 | dimandate alli caccichi Abenemuchei, Anacancon, Aguelbana, Comogro, 15 V, 3 | per quella strada, dove abita il notaio, per veder il 16 I, 3 | viene. Diremo che volete abitare insieme, come amici di molti 17 IV, 5 | era cara per colei che ci abitava meco; ma, poiché con quella 18 II, 6 | bastanza, perché la materia abonda troppo.~Trinca. È piú di 19 IV, 5 | Guardati per l'avvenire non abusar la conversazione e l'amor 20 I, 3 | ch'era un poco grandetto. Accadde che, essendosi imbarcate 21 V, 6 | grandissimo bene, come è accaduto a noi.~Erotico. Se vi partevate 22 II, 6 | sconchiusissime).~Trasimaco. ... Ché, accapandosi per sua cagione, s'acquisterá 23 IV, 8 | nuova farfalla corro ad accendermi e morire in bel foco?~ 24 III, 3 | dicessi, e m'accorsi che l'accennava. Ma quello, che m'accresce 25 II, 6 | capitano con le sue solite e accessorie stravaganze. Oh, come viene 26 III, 3 | della stordita, per non accettar la veritá.~Cleria. Fai tu 27 III, 3 | tu del cattivo, per farmi accettare il falso.~Pedolitro. Non 28 III, 6 | una sua figlia il Turco, s'accettava il bellerbeiato della Grecia; 29 IV, 2 | Vi prometto dirlo; e l'accetterò per figliuola e per mia 30 V, 1 | parola per sodisfazione e acchetarmi? Mira in che stima mi tiene! 31 I, 3 | del corpo, che col sonno s'acchetassero. Ma il sonno fu peggio che 32 III, 7 | di ferro, nodrito fra gli acciai; né il mio cuor ebbe mai 33 III, 7 | insanguino, la vista mi s'accieca di sorte, che non conosco 34 V, 6 | felicitá or s'è rivolto in accommodar le nostre difficoltá; e 35 III, 5 | sempre creduto che le bugie accompagnano ordinariamente le sue parole, 36 IV, 2 | vostra venuta fosse stata accompagnata da tanta amaritudine.~Constanza. 37 IV, 6 | Attilio. Deh, lasciami accompagnato dalla mia miseria, che viva 38 IV, 9 | Erotico. Tutte due se sono accordate contro me. Ed è possibile 39 I, 4 | sète accordati in parole, accordatevi in fatti: informatela bene 40 I, 4 | Andate su e, poiché sète accordati in parole, accordatevi in 41 I, 5 | quando le persone sono d'accordo, è mal il differire, ché 42 I, 5 | e stimano che non me ne accorga.~Trinca. Quello che voi 43 IV, 5 | e io sciocco non me ne accorgeva. O madre, quanto m'è cara 44 III, 5 | di sciocchezza, perché m'accorgo che sono stato beffato, 45 III, 3 | quello che dicessi, e m'accorsi che l'accennava. Ma quello, 46 IV, 7 | uno.~Pardo. Fa' che tu non accosti piú alla tavola mia.~Gulone. 47 II, 4 | figliuolo.~Erotico. Dio vi accresca salute e vita, mio carissimo 48 I, 4 | scemar i vostri meriti per accrescer i miei, che non ne ho niuno. 49 III, 5 | ma bugiardone.~Pardo. Voi accrescete l'ingiuria.~Pedolitro. Anzi 50 V, 5 | finito?~Erotico. Non mi accurtate il tempo che mi avete dato.~ 51 I, 5 | quanto piú gli scusi, piú l'accusi: se pur son usanze turchesche, 52 IV, 5 | la tua venuta, tanto m'è acerba: questo giorno me ti 53 III, 5 | croce. Ierusalas adhuc moluc acoce ras marisco, viscelei havvi 54 IV, 2 | mischiato di alcun male: ecco, acquistando la madre, perdo il mio bene).~ 55 II, 5 | lasciano quello che hanno, per acquistar quello che va volando. Ecco 56 IV, 2 | per pormi in servitú: voi acquistate la patria, io perdo la patria 57 II, 6 | accapandosi per sua cagione, s'acquisterá l'amicizia mia e quella 58 IV, 5 | sposa; e tu medesimamente acquisti un fratello, ma perdi un 59 V, 3 | disordinati. La rabbia troppo acuta, che mi mosse cosí subito, 60 IV, 6 | Erotico caro, or che sta cosí addolorato, forsennato e inesorabile, 61 I, 3 | dell'animo nel giorno s'addormentano per la conversazione degli 62 III, 9 | se mi sentiva piú legni addosso che non ha un bosco; e dove 63 II, 5 | barbarie, che a pena può adeguarsi col pensiero! O Erotico 64 I, 5 | generale di esserciti, credo ch'adesso non servirebbe se non per 65 | adhuc 66 II, 6 | Trinca. Non vorrei che v'adiraste meco.~Trasimaco. Dio te 67 V, 5 | come Sulpizia sia cosí meco adirata.~Attilio. O casa, io mi 68 IV, 7 | pasqua.~Gulone. Par che siate adirato meco.~Pardo. Toglimiti dinanzi, 69 II, 5 | biestemmará, come consigliera e adiutrice. Ma chi non arebbono ingannata 70 IV, 2 | serviggio. Che se non m'adoperassi per un figlio, per chi debbo 71 IV, 2 | un figlio, per chi debbo adoprarmi io?~Attilio. Poiché cosí 72 I, 1 | confidenza a pregarti che adopri tutto il tuo sapere e ci 73 I, 2 | qual piú costante nell'adversa? qual piú presta ne' serviggi? 74 I, 4 | occasioni di remedi, e nelle adversitá far cuor franco e valoroso.~ 75 I, 1 | patissi la parte del mio affanno.~Trinca. O gran miseria 76 IV, 4 | quando ei si partí per affari del Gran Signore, mi consegnò 77 III, 4 | che tace.~Pardo. A che ti affatichi parlargli? non risponde, 78 III, 3 | negherò? io non so che debba affermar, né negare, né che mi fare. 79 II, 4 | dalle radici! non bastava affermarcelo cosí semplicemente, se non 80 III, 3 | chiamata Sofia. A che proposito affermarlo cosí costantemente, se non 81 III, 3 | Costanza sia viva.~Cleria. (Che affermarò? che negherò? io non so 82 I, 3 | tanto affetto, che paia affettato.~Attilio. Che faremo del 83 IV, 5 | che vivi motivi di materni affetti! Sto per inchinarmi e baciarvi 84 IV, 5 | da gli occhi vostri! che affettuosi abbracciamenti! che vivi 85 II, 1 | dentro, e poi tornar ad affibbiarlo. A me par che sia stata 86 I, 1 | altro tutto oggi.~Attilio. S'affligessero cosí te, come me, non schivaresti 87 V, 5 | istesso che fo io; e mi affligono piú i suoi che i miei dolori, 88 I, 1 | ben m'affliggono, pur nell'afflizione vi ritrovo qualche piacer 89 II, 2 | dormir a casa sua.~Trasimaco. Affogaggine! Mancar della promessa non 90 I, 4 | Maladetto porto, dove s'affondano tutte le nostre speranze, 91 III, 4 | nozze, e vi priega che l'affrettiate.~Attilio. Sta medesimamente 92 III, 4 | in Vineggia: l'ho fatto affrontar insieme, e ce l'ha mantenuto 93 IV, 8 | non sia scaldato quell'agghiacciato gelo del vostro cuore, e 94 I, 3 | scalco, per stanziarvi piú aggiatamente mandò a chiamar Costanza 95 III, 3 | riposarvi, e poi a bell'aggio andar cercando de' vostri 96 V, 6 | mi ordine, perché son aggionte nozze a nozze, che s'aggiungano 97 III, 5 | che sono stato beffato, aggirato da quel furfante di Trinca 98 V, 6 | aggionte nozze a nozze, che s'aggiungano feste a feste, conviti a 99 III, 4 | Turco. Sachina busumbasce agrirse.~Trinca. Dice che son venuti 100 III, 6 | Abenemuchei, Anacancon, Aguelbana, Comogro, Ciapoton, Totonoga 101 IV, 4 | tempo a questo. Attilio, aiuta tua madre; io, tua sorella.~ 102 II, 5 | diverrá forsennata. O Iddio, aiutaci tu, che puoi.~ ~ ~ ~ 103 I, 1 | quella agevolezza che dite «aiutami», che subito siate aiutato. 104 III, 2 | delle nostre fortune e ci aiutamo l'un l'altro.~Pardo. Quanto 105 I, 3 | Or ditemi, come potremo aiutarci l'un l'altro?~Attilio. Ho 106 I, 1 | furie adosso, che vogli aiutargli con l'opre o col consiglio, 107 I, 1 | te ne pregava, non dovevi aiutarmi.~Trinca. Non dicevate cosí 108 II, 4 | quanto io vi dico.~Balia. (Aiútati, lingua, avviluppa bugie 109 I, 1 | aiutami», che subito siate aiutato. L'invenzioni son facili 110 V, 6 | vostre gioie, or è stata aiutrice delle vostre consolazioni; 111 IV, 2 | de' figliuoli, e li sono aiutrici verso i padri?~Attilio. 112 I, 3 | amorosi pensieri. Pur, verso l'alba, un leggier sogno m'occupò 113 V, 5 | cosí contenta colei che alberga in te, quanto io mi parto 114 I, 2 | quanto amorevole e caro albergo ha nel mio core, e la certezza 115 IV, 2 | Attilio. Mi era confuso e alienato di sorte, che era posto 116 I, 4 | spiriti miei non prendessero alimento da una certa virtú celeste, 117 III, 7 | si frapone alle vendette, allarga le ferite del cuore, - vo' 118 IV, 6 | rinforza.~Erotico. Il tempo alleggiará il dolore.~Attilio. Ahi, 119 IV, 5 | aspettarvi. Ecco il compagno dell'allegrezze e de gli affanni vostri.~ ~ ~ ~ 120 III, 3 | Ma ecco che vengono molto allegri. Vedrò come si risolveranno 121 | alli 122 III, 3 | maggior trincato, furbo, allievo di forche, maestro di furberie. 123 III, 3 | Cleria. Che Pandolfo? che alloggiamenti? Quanto piú segni mi dái, 124 III, 3 | figlio; se non, restarete ad alloggiar meco.~Pedolitro. Questa 125 III, 4 | quella è Sofia, serva d'un allogiator in Vineggia: l'ho fatto 126 IV, 3 | eravate morta. Piaccia a Dio s'allonghi tanto la vita mia, che faccia 127 IV, 6 | miei mali, ella da me piú s'allontana. Che sia maladetta l'ora 128 II, 3 | sarò sempre amico e non mi allontanarò dalla sua tavola.~Trinca. 129 III, 7 | viso.~Trasimaco. Ma bisogna allontanarsi da me, ché, quando ho prese 130 III, 7 | duello). Sará ben che m'allontani io.~Trasimaco. Fai da savio 131 | allor 132 V, 6 | avvenimenti avea disposto l'alta bontá di Dio, ma lasciarsi 133 V, 4 | Orgio. Di grazia, non vi alterate e non alzate cosí la voce. 134 V, 3 | ritirare, perché l'animo alterato è cagion di molti moti disordinati. 135 III, 6 | che gli occhi balenanti e altitonanti di vostra figlia han fatto 136 | altrimenti 137 IV, 8 | io spero, non può venirmi altronde, se non da lei. Ma faccivi 138 | altrove 139 IV, 8 | mia pace; e pur ardisce alzar gli occhi su le mie fenestre!).~ 140 I, 5 | si cade tra via, bisogna alzarlo a due mani e porlo per la 141 I, 3 | gran piacere.~Erotico. V'alzaste, vi poneste in viaggio per 142 V, 4 | grazia, non vi alterate e non alzate cosí la voce. Toglietevi 143 II, 3 | piace a gli altri; e ti sei alzato da tavola con la faccia 144 I, 5 | tendono all'ozio. Prima, se alzava inanzi giorno, andava alla 145 I, 3 | mattina a sollecitarmi che m'alzi per partire, e m'interrompe 146 IV, 5 | e l'amor di tua sorella, amala di puro e sincero amore: 147 IV, 2 | quando mi partoriste; ché, amando costei piú dell'istessa 148 II, 5 | giuramenti, che in un punto amano e disamano, come li va il 149 IV, 5 | un fratello, ma perdi un amante. O gran mutazione de' nostri 150 V, 2 | turchi: e allora piansero amaramente il peccato e il gastigo 151 I, 2 | principio son ritrose ad amare, come amor pone la radice 152 III, 8 | con un vin prezioso di amarene che bacia, morde e calci.~ 153 I, 2 | dolcezza, con quanta piú amarezza abbiamo passata una tempesta 154 I, 3 | mar di lacrime e in una amarissima memoria di lor duro caso. 155 V, 6 | Trinca. Piangeva la poverella amarissimamente; e, non potendo esser vostra 156 IV, 8 | mie. Ed è possibile - o amarissimo nodrimento della mia vita! - 157 IV, 2 | stata accompagnata da tanta amaritudine.~Constanza. Figlio, non 158 IV, 6 | camini?~Attilio. Angoscie, amaritudini, la morte istessa.~Erotico. 159 II, 4 | alcun desiderio; né son per amarla per l'avvenire, ché sempre 160 III, 6 | del re di Francia: Al mio amatissimo Colonello e Maestro, sotto 161 I, 3 | certo che non meno ella mi amava, ch'era amata da me; come 162 IV, 3 | per l'avvenire, quanto m'amavate prima, o che m'amiate a 163 III, 7 | mia.~Trinca. Andrò a far l'ambasciata a vostro rischio: avertite 164 IV, 10| ha portate e riportate l'ambasciate fra quel giovane e Sulpizia? 165 | ambedue 166 I, 3 | parasito e il capitano, e ambidue col padrone ci porrò tanta 167 I, 4 | danni passati col farmi ambiziosa del titolo di vostra schiava, 168 I, 5 | questo ancora. Facciamo che amboduo si sposino per la sera.~ 169 III, 2 | che sète stato prigione o ammalato, che avete cosí vigliacca 170 IV, 8 | vo' fare ammazzare, e poi ammazzarmi io ancora; e mi consolarò 171 I, 1 | disperso per il mondo o ammazzarvi con le vostre mani, e mi 172 III, 9 | quando stavi infuriato, ammazzavi gli amici e gli nemici.~ 173 II, 2 | Riniego Marte, se non t'ammazzo; ché ti son gito cercando 174 II, 2 | possibile che, come si tratta di ammogliarsi, vorrebbe ciascuno che le 175 III, 6 | orribilitá del mio rigore e ammollita la feritá, vengo a chiederlavi 176 II, 4 | quasi non tenermi per quell'amorevol figlio, che dite che io 177 I, 3 | che mi molestino, da una amorosa violenza mi sento tirar 178 I, 2 | di amore? E se nel nostro amoroso corso ci accade qualche 179 III, 6 | alli caccichi Abenemuchei, Anacancon, Aguelbana, Comogro, Ciapoton, 180 I, 3 | inebriato di amore, me ne andai a dormire, con speranza 181 V, 5 | insolito e sregolato accidente, andandoci con buon ordine, è temperamento 182 III, 9 | bòtte.~Trinca. Lo potete andare a trovare, se volete far 183 II, 4 | Maggior grazia riceverei, s'andassimo a sposarla ora.~Pardo. Andiamo 184 II, 2 | stato in fame, non sarei andato a casa sua, ma sarei venuto 185 III, 9 | collo e su le spalle, che andavano tutte a pieno, e parea che 186 IV, 6 | il mondo.~Erotico. Dove anderete?~Attilio. Dove non è via, 187 V, 6 | facciamo aspettarci.~Attilio. Andiam, fratel mio.~Trinca. Spettatori, 188 I, 5 | Come se li manca la biava, andrá via. Però torniamo a noi. 189 I, 3 | respira, ch'era giá morto nell'angoscia; e giá spero posseder la 190 IV, 6 | disaggi de' camini?~Attilio. Angoscie, amaritudini, la morte istessa.~ 191 V, 6 | Erotico caro, poiché nelle angustie mi sète stato caro compagno, 192 II, 1 | benignissima madre agli animali, perché ha fatto al bue, 193 IV, 8 | quella dolcezza di due anime congionte insieme, come 194 II, 2 | uno glorioso appetito e animosissimo ventre, mi riduco assai 195 II, 2 | che con quella gloria e animoso ardire con cui io entrerei 196 II, 3 | sotto la tua parola, arebbe annegata la figlia. Hai torto ingannarlo 197 V, 2 | Balia. Vi priego per l'antica amicizia che è stata fra 198 III, 1 | qua? certo è Pardo, mio antico amico. O, ben, che ho da 199 II, 1 | riempirlo. Almeno ci avesse una apertura nel ventre, che si aprisse 200 I, 4 | voglia, ché il tempo suol apparar occasioni di remedi, e nelle 201 II, 3 | quando le cose non son bene apparecchiate, ché il buon apparecchio 202 III, 4 | Sulpizia. e diteli che stia apparecchiato per questa sera.~ ~ ~ ~ 203 II, 4 | quanto desiderio io abbia di apparentar con voi...~Erotico. Ed il 204 I, 1 | vostri travagli a voi s'appartengono. Con i vostri portamenti 205 V, 1 | squarta la vecchia». Ma appiccata e squartata sia da dovero, 206 II, 2 | snaturale. La forca che ti appicchi per la gola!~Gulone. Appicchimi 207 II, 2 | appicchi per la gola!~Gulone. Appicchimi per dove vole, ma non per 208 IV, 2 | Figlio, se il mio venir ti apporta qualche noia, di grazia 209 I, 2 | mio sole. Che novella m'apporti della mia dolcissima Sulpizia?~ 210 V, 6 | e bisogno che sfoghi. V'apporto una grande allegrezza.~Attilio. 211 I, 2 | né conferirci insieme gli appuntamenti nostri. Sulpizia mia che 212 V, 6 | ricordando al padrone l'appuntamento di oggi, si son convenuti 213 I, 5 | che venghi a trovarmi, e appuntiamo il tutto, ché, quando le 214 I, 3 | volete raccontargli ogni cosa appuntino, consumaremo il giorno.~ 215 IV, 6 | disperato: dubito che non s'apra la terra e m'inghiottisca, 216 III, 8 | gola, arrossisce la cresta, apre l'ali e le batte intorno, 217 II, 1 | apertura nel ventre, che si aprisse e serrasse con bottoni come 218 III, 3 | intendo.~Pedolitro. Che parlo arabico o tartaresco? Fai della 219 II, 1 | passando per mezo a dui arbori stretti, scarica il cibo 220 II, 3 | ci bisognarebbe la fame arcigulonica per divorarle. Di questo 221 I, 5 | ventura.~Trinca. Anzi l'arcimala ventura.~Pardo. Che li manca?~ 222 III, 8 | uccidermi teco.~Trasimaco. Arcitonante Giove, che audacia è la 223 I, 2 | distorni da amar lei, onde arde di un doppio fuoco: di amore 224 I, 3 | che mi toglievano ogni ardir di usarle violenza; e i 225 II, 2 | quella gloria e animoso ardire con cui io entrerei in un 226 IV, 8 | turbator della mia pace; e pur ardisce alzar gli occhi su le mie 227 III, 3 | bugia.~Cleria. Anzi, tu pur ardisci d'infamarmi, che sia serva 228 III, 7 | fusse altro che tu, che ardissi dirmi questo, li schiacciarei 229 III, 5 | Mi vergogno di me stesso, ardo d'ira e di sdegno, ma suspico 230 III, 7 | grazia; ch'or che ferve l'ardor dell'ira, e son tutto rabbia 231 III, 9 | un gran resistere; non l'arebbon sofferte dieci asini e dieci 232 IV, 10| e non una bestia, non mi aresti trattato nel modo che m' 233 V, 6 | Avete il torto a dirlo. Voi arete la vostra Sulpizia ed Erotico 234 V, 6 | dalle lor falde tutti gli argani del mondo, ché tira piú 235 IV, 1 | sei piú cara di tutte l'arie del mondo! Se la fortuna 236 III, 2 | Che forse il turco non arma alla primavera, e non infesterá 237 IV, 5 | costumi umani a me contrari! S'armano contro me le leggi e i costumi 238 III, 7 | gli uomini e i cavalli, armati di metalli e di bronzo.~ 239 III, 8 | intingolo suavissimo, con certi aromati che ti fanno trasecolar 240 III, 6 | Orlandi e di Rodomonti, e arricchirne il mondo: onde può tenersi 241 V, 4 | So che siamo vecchi e arrivamo agli ottanta, e abbiamo 242 I, 3 | tosto con l'umiltá che con l'arroganza; e mostrate desiderar Sulpizia, 243 III, 8 | d'India: gonfia la gola, arrossisce la cresta, apre l'ali e 244 III, 3 | i miei? ti vergogni, ti arrossisci e impallidisci.~Cleria. 245 III, 3 | E mi son ben accorto che arrossiva, impallediva, respondendo 246 II, 2 | porchette, che si stanno arrostendo, pascendomi intanto di quei 247 II, 3 | lardo e senza specie? gli arrosti secchi e mal impillottati? 248 IV, 5 | naturale, che confesso l'arte aver superato la natura. 249 III, 8 | Alle bòtte di bombarde e di artegliarie.~Gulone. Di correggie, stimo 250 III, 6 | cuore, che le bombarde e artigliarie ne' fianchi de' baluardi: 251 I, 3 | ha il mondo.~Erotico. Non ascoltai mai narrazion di comedia 252 IV, 9 | essempio d'infelici.~Erotico. Ascoltami due parole, per amor de 253 II, 6 | Andate in buon'ora, buon ascoltante, ser capitano.~  ~ ~ ~ 254 III, 6 | Turco, e voi non vi degnate ascoltarmi.~Pardo. Spedetela in brevi 255 I, 3 | turbate voi stesso: se mi ascoltavate, come v'ho detto da prima, 256 I, 3 | caro che il signor Erotico ascolti la mia invenzione, accioché 257 II, 3 | Vieni, ché il padrone ti aspetta a tavola con un piatto di 258 V, 6 | del giardino, e vi stanno aspettando con gran disio di sposarse; 259 I, 4 | ché son stata gran pezza aspettandovi in fenestra, per avisarvi 260 V, 6 | Entriamo, non facciamo aspettarci.~Attilio. Andiam, fratel 261 IV, 5 | fate penar vostro marito in aspettarvi. Ecco il compagno dell'allegrezze 262 V, 6 | se non è stata di tanta aspettazione come desiavate, almeno favorite 263 V, 5 | casa vostra molto allegro: aspettiamo, fin che ne sappiamo la 264 II, 2 | grechissimo.~Trasimaco. Ti aspetto con la buona nuova.~Gulone. 265 III, 8 | amor mio; e comincia ad assaggiarle, ché, per esserno un poco 266 II, 6 | certi mascalzoni vennero per assaltarlo, ma ch'egli si salvò con 267 V, 2 | Sulpizia.~Pardo. E perché tanto assassinamento?~Balia. Perché voi eravate 268 II, 6 | tagliacantoni, che lo volevano assassinare, egli scagliandosi in mezo 269 III, 9 | un solo; e io aver cento assassini sopra!~Trinca. Non fu piú 270 I, 2 | ne' serviggi? qual nell'assenza piú congionta col mio cuore? 271 IV, 6 | che li pendono intorno, e assetato in mezo l'acqua.~Erotico. 272 II, 6 | con un bastone, che gli assettò molto bene il giubbone adosso.~ 273 I, 4 | cattivato nell'amor vostro: però assicurativi, signora, che non meno a 274 IV, 6 | vostra, ché gli innamorati si assordano a' consigli che li son dati; 275 V, 3 | sepelirti, quanto piú tu assumi di sopra! Giá par che di 276 III, 8 | mastri di caccia tirano gli astori e li falconi; però a te 277 IV, 6 | che insieme ne stringe, mi astringe che non ti lasci partire.~ 278 IV, 10| parlavi di cose di stato, di astrologia o di filosofia?~Balia. Non 279 III, 7 | corpo, queste spallaccie di Atlante, con questi torreggianti 280 III, 9 | Veramente, carico delle vostre atlantiche spalle. Ma dove è la vostra 281 I, 2 | penetra sul vivo, se ci attacca di modo che non può piú 282 I, 4 | naufragio, che per non morire s'attaccano ad ogni tavola che s'incontrano.~ 283 III, 7 | Puttanaccia, che me la faresti attaccare. Ho tanto animo che non 284 II, 3 | accioché evacui bene; poi attaccarti con i piedi in su, finché 285 III, 7 | Trinca. Io non vorrei che ti attaccassi adosso inimicizia cosí grande; 286 II, 3 | subito entrato in casa ti attacchino bene.~Gulone. Se mi lascio 287 III, 8 | trattenermi su le parole e poi attraversarmi le braccia? Falla da gentiluomo.~ 288 I, 3 | nelle parole vostre, mi attraversiate e la conseguiate con piú 289 III, 8 | Arcitonante Giove, che audacia è la tua? Tu mi fai inserpentire, 290 III, 5 | libero.~PEDOLITRO. Ghidelum auglancic.~TURCO. Ghidelum baba.~PARDO. 291 I, 2 | nostri amorosi secreti, con l'aurora del mio sole. Che novella 292 II, 4 | altro tanto. Cosí avesse auto ella maggior fortuna di 293 II, 6 | sua madre lavandaia, sua ava puttana, suo zio boia ed 294 III, 7 | forze.~Trasimaco. Io, quando avampo di furia e di sdegno, son 295 | avanti 296 IV, 4 | comprata da un sangiacco, e avanzando io in etá, s'invaghí di 297 I, 4 | dalla vostra bontá, che avanzano di gran lunga i miei meriti: 298 I, 2 | Balia. Ma quanto ella è avanzata dalle bellezze del corpo 299 III, 5 | sarebbe da me di gran lunga avanzato di balordaggine e di sciocchezza, 300 I, 3 | Sulpizia, ché, come l'avarizia s'inganna con la liberalitá, 301 | avendomi 302 | averne 303 I, 5 | per amore e cortesia, l'averò quello obligo io, che devo 304 | aversi 305 I, 5 | mai con l'aviso de' tuoi avertimenti, voglio assicurarmi in questo 306 III, 7 | ambasciata a vostro rischio: avertite che capitarete male: bilanciate 307 IV, 2 | Conosco, carissima madre, avervi offeso, e però mi vergogno 308 | avessero 309 | aveste 310 | aveva 311 | avevamo 312 I, 2 | soffrire, cosí il suo è avezzo a soffrir sempre.~Erotico. 313 II, 5 | sono come i sparvieri, avidi sempre di nuove prede, che, 314 I, 2 | nostre ruine, ché non possiam avisarci, né conferirci insieme gli 315 I, 4 | aspettandovi in fenestra, per avisarvi che, se un poco piú foste 316 III, 9 | fusse posto in mezo: mi avisasti prima, che, quando stavi 317 I, 5 | si ponga in ordine, ch'io aviserò Orgio, zio di Sulpizia, 318 I, 3 | nuova di loro; talché in avisi e in lettere a diversi amici, 319 | avreste 320 IV, 7 | delle serpi, che punge e avvelena; però sparisci via, assassin, 321 III, 2 | della moglie, che l'abbia avvelenata, che vostra moglie n'ebbe 322 I, 3 | fuoco in quel vino che mi avvelenava e uccideva in un tempo. 323 IV, 6 | morte, che non mi potrá avvenir cosa piú cara, che veder 324 V, 3 | perché ho visto ancora Pardo avviarsi per quella strada, dove 325 I, 3 | fortuna.~Erotico. Non ci avviliamo ne' contrari avvenimenti.~ 326 II, 4 | Balia. (Aiútati, lingua, avviluppa bugie e giuramenti, per 327 V, 2 | come voi sète; gli occhi azurri, come i vostri; e il volto 328 III, 5 | auglancic.~TURCO. Ghidelum baba.~PARDO. Io credo che si 329 II, 6 | Sconquasso o Fracasso o Babuasso, che s'avea posto questi 330 I, 5 | licenziosamente con la sorella: si baciano, si succhiano, si toccano, 331 I, 3 | tormenti, l'abbracciava e baciava; e, pensando abbracciar 332 I, 5 | parlano in zergo e mi danno la baia, e stimano che non me ne 333 III, 6 | Sappiati che gli occhi balenanti e altitonanti di vostra 334 IV, 10| d'altre cose?~Orgio. Le baliaccie, che han figliane da marito, 335 III, 5 | di gran lunga avanzato di balordaggine e di sciocchezza, perché 336 III, 8 | intorno questo fianco di balovardo...~Gulone. Bel balordo che 337 III, 6 | artigliarie ne' fianchi de' baluardi: onde io, che prendo le 338 V, 6 | di Filogono, scambiò le bambine, e ritornò la sua Sulpizia 339 III, 2 | questo mio figlio che da bambino mi fu rapito da' turchi.~ 340 I, 5 | riesce cosí cattivo per ogni banda.~Pardo. La vuol senza dote, 341 III, 8 | alle batterie.~Gulone. Alle baratterie sei uso tu.~Trasimaco. Alle 342 II, 5 | maladetta, o crudeltá, o barbarie, che a pena può adeguarsi 343 I, 2 | pugnale mi vendicherò di quel barbaro e discortese suo zio; e 344 III, 6 | eri un vecchio rimbambito, barboggio. Non dovevi invecchiare, 345 I, 3 | Poi venne aviso come la barca era sommersa: e sommerse 346 I, 3 | essendosi imbarcate in Bari per andar a trovarlo, per 347 I, 3 | moglie, ch'era schiava di un bassá, che, per esser decrepita, 348 IV, 3 | a quei cani.~Constanza. Bastami che m'amiate per l'avvenire, 349 IV, 6 | consapevole? Onde, se non bastano i miei prieghi, per quel 350 II, 6 | Trasimaco. Mi avete detto a bastanza, perché la materia abonda 351 I, 2 | avesse un altro cuore, che lo bastasse a soffrire, cosí il suo 352 II, 4 | insin dalle radici! non bastava affermarcelo cosí semplicemente, 353 II, 6 | gli occhi di ciascuno. Non basterá il cielo a scamparlo dalle 354 II, 6 | sentenza in favore, perché basterebbe la sua poltroneria ad impoltronire 355 II, 4 | piú tosto soverchia che bastevole; e io mi terrò ricchissimo, 356 II, 6 | incontrò una notte con un bastone, che gli assettò molto bene 357 III, 9 | ho fatto il callo a simil battaglie, non è questa la prima volta: 358 III, 8 | cresta, apre l'ali e le batte intorno, e sbuffa come si 359 V, 6 | ragionar con Erotico, la batté sconciamente.~Erotico. Oimè, 360 I, 3 | mai con soffrenza e umiltá batter l'inespugnabil rocca del 361 III, 9 | su le spalle, a guisa di batteria.~Trinca. Un solo fu.~Trasimaco. 362 III, 8 | Non sei uso, com'io, alle batterie.~Gulone. Alle baratterie 363 III, 8 | trasecolar la gola; un tegame di beccafighi con lardo e presciutto e 364 II, 2 | il grasso, - or bacio becchieri e bottiglie, piene di vini 365 II, 3 | fette di pane il giorno e un becchiero d'acqua...~Gulone. Cacasangue! 366 I, 5 | ambizione, e, essendo un becco, si vuol servir di vostra 367 II, 4 | povera Sulpizia, disamata, beffata e bestemmiata).~Pardo. Veramente, 368 I, 5 | insolente, mal creato, e mi beffeggia. Non va piú a messe, non 369 III, 5 | avete imparato in Turchia a beffeggiar gli amici.~Pedolitro. Né 370 IV, 8 | sposa e la fede; e mi lasci beffeggiata, schernita e rifiutata.~ 371 IV, 8 | legami, e la luce de tuoi begli occhi m'è cara, che come 372 V, 6 | questo Costanza con tanti bei modi s'è oprata con Pardo 373 III, 3 | mia e riposarvi, e poi a bell'aggio andar cercando de' 374 III, 6 | il Turco, s'accettava il bellerbeiato della Grecia; una sorella 375 III, 6 | dozina di Marti, un'altra di Bellone, di Orlandi e di Rodomonti, 376 III, 5 | Pedolitro. Accian sembilir belmes mie sulemes?~Turco. Accian 377 V, 4 | Pardo. Vostro fratello, di benedetta memoria...~Orgio. (Di maladetta!).~ 378 II, 2 | oggi. Hai conchiuse queste benedette nozze?~Gulone. Ed è possibile 379 I, 5 | non mi par desso. Da quel benedetto giorno - per non dir maladetto, - 380 I, 3 | professione di conoscere i benefici.~Trinca. Fate che i fatti 381 V, 6 | mirabile accidente, per un benevolo incontro di fortuna, è successa 382 IV, 2 | Constanza. (Mi pensava che benigna fortuna m'avesse condotta 383 II, 4 | Sulpizia, disamata, beffata e bestemmiata).~Pardo. Veramente, io non 384 V, 2 | vecchiaccio che mi ha cosí bestialmente mal concia.~ ~ ~ ~ 385 IV, 10| asini, a governar queste bestie.~  ~ ~ ~ 386 II, 3 | buttar in un fiume, ché beva benissimo.~Gulone. Che ha 387 I, 5 | mangia, ma trangugia; non beve, ma tracanna, ingorga e 388 IV, 6 | chi mi diede il latte che bevei!~Erotico. Siate, o amico, 389 II, 3 | Io vo' che mi faccia il beveraggio bonissimo.~Trinca. Ha promesso 390 II, 1 | stomaco di sturzo, che bevesse come cavallo, dormisse come 391 I, 5 | vostra casa: che sempre bevete il vin che si guasta, e, 392 I, 3 | non sapeva che mangiava o beveva o aveva; ma parea un di 393 II, 2 | le nozze?~Gulone. Se non bevo una voltarella e inumidisco 394 I, 5 | che altro sono quei peli bianchi, che un richiamo di giovani, 395 IV, 7 | non ho la tavola con mesal bianco, ornato di frondi e di fiori, 396 IV, 5 | conduca a qualche reo e biasmevol fine; allontánati da lei 397 I, 5 | ossa. Come se li manca la biava, andrá via. Però torniamo 398 II, 5 | cagione: si dolerá di me, mi biestemmará, come consigliera e adiutrice. 399 II, 4 | piú, se non volete che la biestemme.~Balia. (O povera Sulpizia, 400 III, 8 | conviene por la mia autoritá in bilancia con un par suo. O molto 401 III, 7 | avertite che capitarete male: bilanciate prima e contrapesate le 402 III, 5 | carbulah?~Turco. Ercercheter biradam suledi, ben belmen ne sulodii.~ 403 II, 6 | il capitano con tutta la birraria.~Trinca. Mi ricordo che 404 II, 6 | notte, incontrandosi con birri che gli voleano tor l'armi, 405 IV, 10| aiuto, aiuto!~Orgio. Ci bisognano uomini e non asini, a governar 406 I, 5 | riscattata diece volte, se bisognasse. Ma noi abbiamo Erotico 407 IV, 7 | fredde e vin caldo, che bisognava tormi da tavola piú morto 408 III, 7 | inimicizia cosí grande; e bisognerá grand'animo a torsela con 409 I, 1 | prontezza; e or, piú che mai bisognoso del tuo aiuto, vengo con 410 II, 3 | figurate, e certe torte e bistorte, la carne minuzzata, le 411 III, 7 | viene: o che portamento bizarro!~Trasimaco. O che portamento 412 IV, 9 | lingue del volgo e per le bocche degli uominacci, e raccontate 413 II, 6 | aversi in corpo, e non è boccon da tuoi denti).~Trasimaco. ... 414 II, 1 | diti? ch'appena mangiato un boccone, cala giú, sparisce subito, 415 III, 8 | pasticciotto di ostreghe boglite nel lor medesimo umore, 416 II, 3 | piú rossa di un gambaro boglito.~Gulone. È vero.~Trinca. 417 III, 6 | partito; ché or, che mi bolle il sangue, non mi terrebbe 418 III, 9 | macello: mi scoppettizava, mi bombardeggiava su le spalle, a guisa di 419 I, 3 | a' serviggi della regina Bona in Polonia, ché la serviva 420 II, 3 | mi faccia il beveraggio bonissimo.~Trinca. Ha promesso farti 421 II, 3 | bastonate.~Gulone. Vada in bordello egli e la sua razza! (Queste 422 II, 6 | li pende tra le gambe una borsa quanto una zucca; che ha 423 III, 9 | legni addosso che non ha un bosco; e dove mi voltava, non 424 III, 8 | hai fatto carestia alle botteghe.~Gulone. O che manigoldo 425 III, 6 | capretti a squadre, il vino a botti: e se butta piú in casa 426 II, 2 | or bacio becchieri e bottiglie, piene di vini brillanti 427 II, 1 | si aprisse e serrasse con bottoni come le vesti, ché, dolendoci 428 V, 2 | ha una macchia rossa nel braccio sinistro, come goccia di 429 I, 5 | vostra figlia. Con quelle sue bravaríe se vuol smaltir per quel 430 I, 2 | faccino le nozze, ché la brevitá del tempo ne priva di consigli 431 III, 9 | avuto cento braccia come Briareo, non potea far tanto macello: 432 III, 8 | collo, che non dará tanta briga al manigoldo, quando ti 433 II, 2 | bottiglie, piene di vini brillanti e saltellanti, con saporitissimi 434 II, 3 | grassi gelati sopra? il brodo senza lardo e senza specie? 435 III, 7 | armati di metalli e di bronzo.~Trinca. Quando Gulone ha 436 III, 7 | lampi che n'escono fuori, lo brusciano vivo vivo. Lo farei fuggire, 437 III, 8 | sgonfiata, e il pulmone brusciato per la sete. Ma tu mi vuoi 438 IV, 5 | sensuali e desidèri cosí brutti, e lasciatevi governare 439 IV, 8 | Sulpizia. Toglitime dinanzi, brutto cane.~Erotico. O anima mia, 440 II, 1 | tre diti, dalla gola al buco di sotto, largo, aperto, 441 II, 1 | A che proposito far le budella cinquanta palmi lunghe, 442 II, 1 | nuovo? Ha fatto al Gulone un budello largo e breve, che, quando 443 II, 1 | animali, perché ha fatto al bue, alla capra e agli uccelli 444 III, 4 | padre ha detto una buggiarda buggia? rispondimi. Vedete che 445 III, 4 | come tuo padre ha detto una buggiarda buggia? rispondimi. Vedete 446 III, 5 | ingiuria.~Pedolitro. Anzi dico bugiardissimo; anzi tengo per certo che 447 III, 5 | errato in dir bugiardo, ma bugiardone.~Pardo. Voi accrescete l' 448 I, 1 | scuola sogliono uscir molte buone opre.~Trinca. Or, poiché 449 II, 2 | nuova.~Gulone. Novissima buonissima. Or batto: toc, toc.~ ~ ~ ~ 450 I, 1 | te, che avendoti detto, burlando, che ti voleva spianar le 451 III, 8 | Trasimaco. Mira il furfante che, burlandosi di me, scherza con la morte. 452 I, 5 | atti e cenni conosco che si burlano de' fatti miei, si parlano 453 III, 4 | Pardo. Orsú, ha voluto burlar Pedolitro. Quando ritorna, 454 I, 1 | ben mostrava colera fuori, burlava dentro. Io offender te, 455 III, 8 | Ti romperò quella testa busa, priva di cervello, ché 456 I, 3 | casa; ché amor mi ha fatto bussola di naviganti, che, volgendola 457 III, 4 | cosir Italia?~Turco. Sachina busumbasce agrirse.~Trinca. Dice che 458 III, 6 | squadre, il vino a botti: e se butta piú in casa mia, che non 459 II, 3 | Trinca. Ha promesso farti buttar in un fiume, ché beva benissimo.~ 460 III, 4 | turchesco. Tu non mi scapperai. Cabrasciam ogniboraf, enbusaim Constantinopla?~ 461 II, 3 | becchiero d'acqua...~Gulone. Cacasangue! Se mi ci coglie, mi facci 462 II, 1 | cavallo, dormisse come ghiro e cacasse come una vacca?~ ~ ~ ~ 463 II, 6 | e di orribili stoccate, cacciandosegli innanzi, li ruppe, li fracassò 464 II, 4 | innamorato).~Balia. (Il cacciarmi che fa Erotico con tanta 465 IV, 2 | non mi diseredasse e mi cacciassi fuor di casa.~Constanza. 466 IV, 2 | perché, entrando voi, ne cacciate me: sète voi fatta libera, 467 III, 6 | Temistitan, e dimandate alli caccichi Abenemuchei, Anacancon, 468 II, 3 | maledetta quella puttana che lo cacò!~Trinca. Che, andando tu 469 IV, 3 | rimasto senza te, rimasi un cadavero. Oh quanto mi sei or cara 470 I, 3 | queste cose in tanto odio mi caddero, che maggior dispiacere 471 III, 3 | Pandolfo in Vineggia, quando cadei infermo duo anni sono?~Cleria. 472 III, 4 | molto bene, e che andava cadendo per la strada, e che appena 473 II, 6 | Trasimaco. Dio te ne guardi, ché caderesti morto.~Trinca. Ve l'ho dimandato, 474 III, 9 | tutte a pieno, e parea che cadessero dal cielo?~Trinca. Non fu 475 I, 3 | sentire, se col pensiero caduto vi fussi. Cosí, fingendomi 476 III, 9 | sparita.~Trasimaco. Fortuna cagnaccia! Orlando non volea combatter 477 II, 1 | appena mangiato un boccone, cala giú, sparisce subito, come 478 I, 1 | Quando si trovano nelle calamitá, ti vengono con certe furie 479 I, 4 | cosí vi sarò nelle fortune calamitose. È ferma deliberazione dell' 480 II, 1 | gargarozzo lungo un miglio, ché, calando giú per quello il cibo, 481 III, 6 | Stefano, di S. Giacomo e di Calatrava.~Pardo. Forse dubitavano 482 III, 7 | schiacciarei la testa com'una caldarrosta. Come egli si vedrá intorno 483 III, 9 | Trasimaco. Ci ho fatto il callo a simil battaglie, non è 484 V, 4 | scusa difendermi da questa calunnia, io non so farlo; ma confesso 485 III, 6 | mondo: ho pieno il petto, i calzoni e le valiggie di lettere 486 I, 3 | Sulpizia per moglie, che non cambiarei la mia Sofia per quante 487 III, 4 | riscuoterlo?~Trinca. Carigar camboco maio ossasando?~Turco. Ben 488 IV, 6 | portarete per i disaggi de' camini?~Attilio. Angoscie, amaritudini, 489 III, 6 | prendo le cittá, castelli e campi, son preso e ligato dalle 490 III, 8 | indiscretamente: non lo comporterò, cancaro!~Gulone. Ti venga a mente 491 IV, 5 | non per cangiar loco si cangia il core; e se il luogo disunisce, 492 IV, 5 | Attilio. Ahi, che non per cangiar loco si cangia il core; 493 II, 6 | musico?~Trinca. ... che cantaria molto ben la Girormetta 494 II, 6 | la striglia, che l'avea cantata tutto il tempo della sua 495 III, 5 | tutto il mondo fra vecchi canuti il piú balordo, stordito, 496 I, 1 | Trinca. Come lo farete capace della veritá, vi servirá, 497 III, 7 | Ho tanto animo che non lo cape il mondo tutto, e, standovi 498 V, 6 | Ahi, che non potendola caper il mio petto, se ne versa 499 II, 3 | straordinariamente grossi, che appena ti capiranno nella bocca.~Gulone. Le 500 IV, 7 | Gulone.~ ~Pardo. (E pur mi capita innanzi questo ghiottonaccio).~ 501 II, 1 | che la natura ci è stata capitalissima nimica nel farci del modo 502 IV, 4 | servo, che mi vendesse. Cosí capitando mio fratello in Constantinopoli, 503 III, 9 | gran decoro della vostra capitanía.~Trasimaco. Ci ho fatto 504 III, 7 | vostro rischio: avertite che capitarete male: bilanciate prima e 505 III, 2 | che si può saper chi vi cápiti.~Pedolitro. Se ben Constantinopoli


abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License