abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch
Atto, scena
506 III, 7 | Alessandro Magno, che lo capiva un solo!~Trinca. Parlate
507 I, 5 | gentiluomo.~Trinca. Di casa Capodicervo, che ha piú corne in capo
508 III, 6 | disfidarei, nudo, con meza cappa, ad uccidersi meco in un
509 II, 1 | perché ha fatto al bue, alla capra e agli uccelli una saccoccia
510 III, 6 | monti, i buoi a quarti, i capretti a squadre, il vino a botti:
511 III, 6 | Comogro, Ciapoton, Totonoga e Caracura, e altri e altri: cosí saprete
512 III, 5 | marisco, viscelei havvi havute carbulah?~Turco. Ercercheter biradam
513 I, 3 | poco; e tanto m'eran piú care quelle rapite dolcezze,
514 I, 4 | turchi, privatami de' miei cari genitori, fattami serva
515 V, 1 | ricordiamo; né basta il caricarci di male parole, ma di bastonate
516 III, 4 | per riscuoterlo?~Trinca. Carigar camboco maio ossasando?~
517 II, 3 | Trinca. Io non vo' amici carissimi, ma di buon prezzo, ché
518 IV, 6 | Cleria è sua vera sorella carnale.~Erotico. Cleria sua sorella?
519 IV, 7 | Ecco questo vecchio di Caronte, spavento di cimiteri: non
520 V, 2 | duemila ducati per lo suo casamento, e il restante ereditasse
521 III, 6 | io, che prendo le cittá, castelli e campi, son preso e ligato
522 V, 3 | dovea cosí rigorosamente castigar la balia, e dovea considerar
523 I, 5 | vostri secreti.~Pardo. Lo castigherò ben io.~Trinca. Gulone è
524 II, 6 | udir piú da lui delle sue castronerie.~Trasimaco. Che Marte sia
525 III, 4 | dimandare. Siati marfus naincon catalai nulai?~Turco. Vare hecc.~
526 I, 5 | simili cose, li chiamano catamelechi, cioè uomini di poco conto.~
527 IV, 7 | a tavola alla tedesca, i catini pieni, e ogni un piglia
528 I, 4 | punto che vi viddi, fui cattivato nell'amor vostro: però assicurativi,
529 V, 1 | eh? come l'infame e le cattive? Per ogni minimo disdegnuccio,
530 III, 8 | degna corona di signori e di cavalieri spettatori, che mi dessero
531 V, 1 | migliaia di scudi; e so che cavandosegli quei scudi di mano, li fará
532 II, 1 | forarmi la pancia per poterlo cavar fuori e tornare a riempirlo.
533 III, 6 | serbate per voi; né ve ne cavarebbe una di bocca quante tanaglie
534 II, 3 | darmi cinquanta bastonate, cavarmi un occhio e sfreggiarmi
535 II, 6 | che non sarebbe possibile cavarnele piú.~Trasimaco. Mi avete
536 IV, 9 | Cosa da gentiluomo! dopo cavate le voglie, van le povere
537 III, 1 | niuna altra cagione me ne caverá fuori, né figli né padri
538 IV, 9 | si fussi uomo come te, ti caverei quelle intestine dal corpo.
539 IV, 9 | cosí donna come sono, ti caverò cotesti occhi con i diti,
540 III, 8 | Gulone. Ahi, traditore, mi cavi l'anima col tuo apparecchio:
541 III, 8 | profession d'armi, vo' che ceda l'impeto dell'ira alla ragione
542 V, 6 | Trinca. Io non posso piú celar l'allegrezza, e bisogno
543 II, 3 | recar le corde.~Gulone. (Di cembali e di leuti, ché mi fará
544 II, 3 | son corde ch'io stimava di cembalo).~Trinca.... e farti dieci
545 III, 8 | genti a cavallo, soldati, centurioni, dove sète? Olá, para, piglia!
546 II, 6 | dimandato, perché m'avete cera di capitano.~Trasimaco.
547 I, 4 | e dove rabbiosi corsari cercano spogliarci de' nostri preciosi
548 III, 5 | PARDO. Io credo che si se cercasse per tutto il mondo fra vecchi
549 III, 5 | non possea imaginarsi che cercava da lui. Io stimo che il
550 III, 6 | cavaliero da tutti i quarti: cerchesi nel mio parentado, tutte
551 IV, 5 | delle sue grazie, che non cerchi spenger quelli ardenti e
552 II, 4 | usando questi termini di cerimonie con me, è un quasi non tenermi
553 III, 3 | perché mi cenni e mi fai cert'atti: che mi vuoi significare?~
554 II, 4 | che da voi non me ne fussi certificato, ch'io temea sempre di Sulpizia.~
555 III, 5 | non me vendico, creda egli certissimo che sia goffo da vero, come
556 I, 5 | cosí degna figlia a quel cervellaccio che riesce cosí cattivo
557 I, 3 | sono ostinati, e i loro cervelli si muovono al moto della
558 I, 3 | fiamma nel core, che non cessò mai serpir per tutto, fin
559 III, 6 | ho tempo da spendere in chiacchiere.~Trasimaco. Fermatevi, dispetto
560 III, 7 | scoppiare a calci. Va', chiamalo da parte mia.~Trinca. Andrò
561 III, 7 | gridar che mi oda: vo' chiamarlo. O Gulone, Gulone, o furfantissimo
562 V, 6 | me hanno inviato fuori a chiamarvi col prete da vero, e non
563 I, 3 | in casa di un napolitano, chiamato Pandolfo, dove sogliono
564 IV, 7 | Pardo. Se non vai via, chiamerò alcun di casa, che ti spezzi
565 IV, 6 | mia vita; ché, quanto piú chiamo la morte per rimedio de'
566 IV, 10| puoi piú negarlo. Giá m'hai chiarito di quanto ne stava suspetto.~
567 IV, 8 | il falso, mi par che un chiaro splendore del mio sole venghi
568 I, 3 | vene diseccate dal fuoco, chiedea da bere, e per rinfrescarmi
569 III, 6 | ammollita la feritá, vengo a chiederlavi per moglie, per non far
570 I, 4 | non dolermi. Mi sforzerò chiuderla nel mio cuore, ché ho piú
571 IV, 5 | porto de' miseri, a niuno è chiuso, raccoglie tutti; e vuoi
572 III, 6 | Anacancon, Aguelbana, Comogro, Ciapoton, Totonoga e Caracura, e
573 II, 1 | gusto e l'esquisitezza de' cibi saporiti, di tre diti? ch'
574 I, 4 | valoroso.~Trinca. Che tanti cicalamenti! Ecco vostro padre.~Attilio.
575 II, 6 | fame.~Trasimaco. Come può cicalar tanto?~Trinca. Ha lingua
576 I, 4 | rallegratemi.~Trinca. Sí, sí, cicalate un altro poco.~Attilio.
577 I, 5 | vive di ruggiada come le cicale, mangia a tavola con la
578 V, 3 | ho per certo che questa cicalona ce l'ará raccontato, perché
579 II, 6 | Trinca. Ha lingua per sei cicaloni.~Trasimaco. Non devrebbe
580 IV, 8 | quel velo dagli occhi, che cieca mi rendeva, e conosciuti
581 V, 6 | m'hai donato l'essere! O cieli troppo potenti, troppo influenti!
582 III, 8 | e' par che mi tocchino la cima del fegado. Se con l'imaginazione
583 III, 8 | con lardo e presciutto e cime tenere di zucche, di cui
584 IV, 7 | di Caronte, spavento di cimiteri: non posso fuggirlo). Signor
585 II, 3 | vitelli intieri, teste di cinghiali, e posto a tavola ogni cosa
586 III, 4 | Pardo. Pedolitro, nostro cittadino, venuto ora di Constantinopoli,
587 I, 3 | lettere di favore a quei clarissimi in Vineggia, ché di lá m'
588 I, 5 | come li mandasse in una cloaca, e con tanta furia che non
589 I, 1 | dicevate allora. Non mi ci cogli piú.~Attilio. M'hai servito
590 II, 3 | Gulone. Cacasangue! Se mi ci coglie, mi facci il peggio che
591 II, 2 | stringendoli con i denti, mi cola di qua e di lá il grasso, -
592 IV, 2 | Vineggia per imbarcarmi per colá, e m'innamorai di una giovane
593 V, 3 | vecchi per se stessi sono colerici e ritrosi. Ma ogni uomo,
594 II, 1 | si perdesse, in tutto, il collegio e la razza loro! perché,
595 V, 2 | poverissimo, l'arebbe umilmente collocata, con speranza che, dopo
596 IV, 2 | parimente.~Constanza. Idio, per colmarmi d'ogni contentezza, m'ha
597 I, 3 | credea fidel amico, sotto color d'amicizia m'ha tradito
598 IV, 5 | Figlio, l'ignoranza fa men colpevole l'errore del tuo non fallo.
599 IV, 10| ne giurerò!~Orgio. Ti ho colta sul fatto, non puoi piú
600 II, 1 | che vorrei allora con un coltello forarmi la pancia per poterlo
601 IV, 5 | ricordandomi de quei primi fiori colti della sua bellezza, de'
602 | colui
603 I, 4 | mi fa trapassare i vostri comandamenti.~Trinca. Vostro padre v'
604 II, 4 | pari si pregano, non si comandano.~Erotico. Piú grazia ne
605 II, 4 | mi sète padrone, potete comandarmi, non pregarmi.~Pardo. Li
606 V, 2 | occasione d'impiegarmi ne' tuoi comandi, per aver tanto tempo conversato
607 II, 6 | poltroni del mondo; e che combatte piú con la lingua che con
608 III, 9 | cagnaccia! Orlando non volea combatter se non con un solo; e io
609 I, 5 | stomaco; che noi appena cominciamo a scaramucciare, ch'egli
610 I, 3 | ritrovare il padrone, per cominciar ad ordir l'inganno.~Erotico.
611 I, 2 | darvela.~Erotico. Non dovevi cominciare, se non volevi darmela.~
612 I, 3 | è fatta la rissoluzione, comincisi l'essecuzione. Abbiam bisogno
613 III, 5 | non intendeva che dicesse. Comis purce sulemes.~Pardo. Perché
614 IV, 8 | anima ancora; e vogliono che commettiamo idolatria in amar loro,
615 IV, 6 | amor iniquo, e qual peccato commisi io mai, che avessi ad innamorarmi
616 IV, 6 | disperati pensieri.~Erotico. Che commoditá portarete per i disaggi
617 IV, 6 | degno di compassione e mi ha commosso l'animo; e il buon amico
618 IV, 3 | Polonia, preponendo la mia comoditá al tuo discomodo.~Constanza.
619 III, 6 | Abenemuchei, Anacancon, Aguelbana, Comogro, Ciapoton, Totonoga e Caracura,
620 I, 4 | senza via: vi son stata compagna nelle prospere, cosí vi
621 IV, 9 | come non ti vergogni di comparirmi dinanzi.~Erotico. A me questo?~
622 IV, 6 | te sotto le stelle: abbi compassion di me, che non posso sodisfarti,
623 I, 3 | tal stima di me - e io vi compatisco, perché sète fuor di voi
624 III, 8 | morire, però non voglio competere altrimente con lui.~Trinca.
625 II, 6 | possa impedirmi che non vi compiacessi; ma desidererei che non
626 I, 2 | incomparabil virtú! Onde, nel complimento di tante sue azioni mi son
627 I, 3 | fingendomi indisposto, ci componemmo con Pandolfo di riposarmi
628 IV, 8 | imperio d'ogni mia volontá e comprai il tuo amore a costo dell'
629 I, 3 | ascolto, e per ascoltar meglio comprarei un altro paio di orecchie.~
630 IV, 4 | Cleria. Separata da voi, fui comprata da un sangiacco, e avanzando
631 I, 5 | riscattar la sorella, perché ho comprato il mio male, e, per ricovrar
632 V, 4 | di vederla: e vi prego, concedetemi questa grazia.~Orgio. Faccisi
633 IV, 5 | sorella, come io tua madre: conceputi d'un istesso seme, portati
634 IV, 5 | piú grata mi saresti, se conceputo non m'avessi o generato
635 I, 3 | esprimete bene il vostro concetto.~Erotico.... che non prendiate
636 II, 4 | queste nozze: non l'ho voluta conchiuder con mio figlio, fin che
637 II, 2 | finiresti tutto oggi. Hai conchiuse queste benedette nozze?~
638 V, 2 | ha cosí bestialmente mal concia.~ ~ ~ ~
639 II, 6 | per dimandargli se son concluse le nozze....~Trinca. (Senza
640 I, 2 | dalle nostre libere volontá concordi insieme, e conservatosi
641 IV, 5 | perché le parole son via alla concupiscenza: fuggi, quanto puoi, di
642 IV, 2 | sapete voi che le madri condescendono agevolmente a i desideri
643 IV, 5 | riscattata la sorella e condottala a casa tua: e hai avuto
644 I, 3 | turchi rapite, erano state condotte in Constantinopoli. Duo
645 IV, 5 | non susciti l'uso, e ti conduca a qualche reo e biasmevol
646 IV, 2 | in porto, alla mia patria conducendomi; ma or da contraria tempesta
647 I, 4 | andar dispersi per lo mondo. Conducetemi per dove volete, per luoghi
648 I, 5 | li servirá per ruffiano a condurgli gli uomini a casa. Senza
649 II, 3 | zizania fra costoro, che li condurrò che venghino alle mani e
650 IV, 3 | chiamar da casa tua per condurti in Polonia, preponendo la
651 IV, 9 | cosa, se non quelle che si confanno alla natura loro?~Balia.
652 I, 2 | non possiam avisarci, né conferirci insieme gli appuntamenti
653 I, 4 | vien da voi stesso, che mi conferisce quelle qualitá che voi dite:
654 IV, 8 | da quella sarete forzata confessare che non vi ho offeso.~Sulpizia.
655 IV, 8 | fate che lo sappia, che la confessarò e mi sottoporrò ad ogni
656 III, 8 | Trasimaco. Or, poiché hai confessato il vero, ti vo' perdonare.
657 I, 3 | condegno, ricevi almeno la mia confessione: che ricevo da te la vita
658 I, 3 | che non lo diciate, ché, confidandomi nelle parole vostre, mi
659 I, 1 | aiuto, vengo con la medesima confidenza a pregarti che adopri tutto
660 II, 4 | cosí semplicemente, se non confirmarcelo con giuramento?).~Pardo.
661 III, 5 | ne torrei ogni pena per confirmarla, se ne fusse bisogno. Restate
662 IV, 6 | Erotico. Siate, o amico, conforme a voi stesso nella passata
663 V, 5 | fortune poiché hanno una conformitá fra loro, andiamo insieme.~
664 V, 5 | Mira fortuna! m'è forza di confortar costui, e ho bisogno di
665 V, 5 | costui, e ho bisogno di esser confortato io). Fermatevi, ché voglio
666 II, 4 | dice non voler dote. Giá si confrontano i contrasegni).~Pardo. Stimo
667 IV, 3 | piú d'una guardatura ho confrontato l'imagine tua con quella
668 IV, 6 | compagnia?~Attilio. Sdegni, confusioni, spaventi, dolori, gemiti,
669 IV, 6 | speranza, che sol morte ne congionga. Io vo' andarmene solo;
670 IV, 8 | quella dolcezza di due anime congionte insieme, come son state
671 III, 9 | legne del mondo si fussero congiurate contro le mie spalle.~Trinca.
672 IV, 4 | Imaginatevi, cara madre, che non conoscendo al mondo altra che voi,
673 II, 6 | costui.~Trinca. (Fingerò non conoscerlo, per fargli piú creder quanto
674 III, 5 | figlia chiamata Sofia e conosciutala serva d'un alloggiamento
675 IV, 8 | che cieca mi rendeva, e conosciuti i tuoi tradimenti, ti vo'
676 IV, 8 | tormenti a coloro da' quali si conoscono essere amate e riverite.
677 IV, 10| non vorrei far i vicini consapevoli de fatti miei, ché per risposta
678 IV, 4 | affari del Gran Signore, mi consegnò ad un servo, che mi vendesse.
679 IV, 8 | trafiggermi con questa spada, e consegrarmi vittima vostra. Misero me,
680 I, 3 | vostre, mi attraversiate e la conseguiate con piú agevolezza.~Attilio.
681 I, 1 | disgrazie, perché non si conseguiscono se non con inganni e sceleratezze,
682 II, 4 | maggior fortuna di aver conseguito sposo di maggior merito
683 I, 1 | cosí allora, che, se non conseguivate la vostra Cleria, volevate
684 I, 5 | camino, quando ella non consentirá, con una furia di bastonate
685 V, 2 | Orgio, che non lo volea mai consentire. E da che Attilio mi ha
686 I, 2 | volontá concordi insieme, e conservatosi poi sí lungo tempo che non
687 I, 2 | con quella di Cleria, ché, consideratala da presso, la renderebbe
688 I, 2 | spiegato l'insegne sue, considerate i travagli e le pene che
689 I, 4 | il bel vostro discorso, e consideriamo s'è meglio fuggir di casa
690 I, 1 | prestezza.~Attilio. Chi troppo consiglia, non fa nulla.~Trinca. Sappiate
691 I, 5 | Pardo. Fa' conto che ci sei: consigliami.~Trinca. Non per consigliarvi,
692 III, 2 | dove ci ragguagliamo e consigliamo delle nostre fortune e ci
693 IV, 6 | notte sola in casa mia. Consigliamoci fra noi, che dobbiam fare.
694 I, 5 | consigliami.~Trinca. Non per consigliarvi, ma essendo nell'esser vostro,
695 I, 3 | giorno.~Attilio.... Cosí consigliato da Trinca, scrissi a mio
696 I, 1 | bene, non si ricordano del consigliero e attendono a sollazzarsi;
697 V, 2 | voi stimata Cleria, se li consignassero diecimila ducati di dote,
698 V, 6 | il compagno, chi non può consolar se stesso.~Attilio. L'allegrezza,
699 V, 6 | Erotico.~Erotico. Non può consolare il compagno, chi non può
700 IV, 8 | ammazzarmi io ancora; e mi consolarò nella mia morte con la tua
701 I, 4 | che voi dite: però resto consolata nelle vostre consolazioni.
702 V, 6 | che la speranza.~Trinca. Consolatelo, signor Erotico.~Erotico.
703 V, 6 | sei contento?~Attilio. E consolato ancora. I miei sensi sono
704 III, 4 | Cabrasciam ogniboraf, enbusaim Constantinopla?~Attilio. (O buon Trinca,
705 V, 5 | me insieme con voi: però consultiamoci un poco.~Attilio. L'anima
706 I, 3 | in diverse parti, s'andar consumando il tempo e le speranze,
707 II, 1 | all'esito. A che proposito consumar tutto il corpo in gambe,
708 I, 5 | suo patrimonio a dadi, non consumará certo il matrimonio con
709 I, 2 | fiamme, dove gran tempo è consumata, morta e incenerita, quasi
710 I, 5 | a perdita; e se ben s'ha consumato tutto il suo patrimonio
711 I, 5 | quaranta giorni, ché lo consumi la fame e la sete in fin
712 III, 9 | capitano.~Trasimaco. Io non consumo tempo in astuzie e stratagemme
713 I, 2 | innalzarmi a piú sublime grado di contemplazione, a quel sommo bene, a quella
714 II, 6 | se pur qualche obligo non contende questa mia curiositá!~Trinca.
715 IV, 8 | amate e riverite. Né si contentano della signoria de nostri
716 I, 5 | maritano i figli, per non contentarsi mai.~Pardo. Or ho deliberato
717 V, 6 | purché fusse amata da voi, si contentava non solo d'esservi sorella,
718 V, 6 | Vi prometto far ambiduoi contenti.~Erotico. Troppo prometti.~
719 I, 3 | con piú modestia mi eran contese. E veramente la modestia
720 I, 2 | non ci venete?~Erotico. La continua memoria che ho di lei, e
721 | contra
722 I, 2 | presso, la renderebbe fosca e contrafatta. E dove or nella sua faccia
723 III, 7 | male: bilanciate prima e contrapesate le vostre forze.~Trasimaco.
724 V, 6 | desiderata.~Attilio. Cose contrarie: è trovata la sorella e
725 II, 4 | dote. Giá si confrontano i contrasegni).~Pardo. Stimo che abbiate
726 V, 4 | morte; e vengamo a liti, contrasti e questioni. Non accade
727 II, 4 | Io parlo chiaramente; ma contrastiamo dopo fatto il matrimonio.~
728 IV, 4 | abbracciare e piangere; e non conturbate col pianto cosí desiderato
729 V, 6 | appuntamento di oggi, si son convenuti insieme che sia vostra moglie.~
730 V, 2 | comandi, per aver tanto tempo conversato fra noi domesticamente,
731 IV, 9 | donnecciuole. L'amore è converso in odio, e il piangere accresce
732 IV, 6 | mai, e morrò per la troppa copia.~Erotico. V'è stato forse
733 II, 4 | volete che mi cuopra, mi coprirò, essendo l'ubbidire un termine
734 II, 4 | dite che io vi sia.~Pardo. Copritivi.~Erotico. Desiderava in
735 I, 5 | capo che capelli; suona di cornamusa, e s'udiranno per tutta
736 I, 5 | Capodicervo, che ha piú corne in capo che capelli; suona
737 I, 5 | tutta Nola il suono de' suoi cornetti.~Pardo. N'ho buona informazione
738 III, 8 | duello ci manca una degna corona di signori e di cavalieri
739 IV, 8 | della signoria de nostri corpi, se non sono tiranne dell'
740 III, 8 | artegliarie.~Gulone. Di correggie, stimo io.~Trasimaco. Mira
741 III, 9 | commodo per le vendette, e non correre a furia. E poiché s'è fuggito,
742 I, 3 | Trinca. Fate che i fatti corrispondano alle parole. Partetevi,
743 I, 4 | speranze, e dove rabbiosi corsari cercano spogliarci de' nostri
744 I, 2 | E se nel nostro amoroso corso ci accade qualche intoppo,
745 I, 3 | incorrotta fra noi, che mi siate cortese di quello ch'è mio, per
746 IV, 8 | foco?~Sulpizia. Le tante cortesie, ricevute da me, non meritavano
747 III, 4 | nequet, nequet poter levar cosir Italia?~Turco. Sachina busumbasce
748 V, 4 | Constantinopoli a riscattarla; e mi costa piú di cinquecento ducati,
749 I, 2 | buona fortuna? qual piú costante nell'adversa? qual piú presta
750 III, 3 | proposito affermarlo cosí costantemente, se non fusse vero? E mi
751 I, 4 | Attilio, anima mia, fermatevi costí, ché son stata gran pezza
752 IV, 8 | e comprai il tuo amore a costo dell'onor mio. All'ultimo,
753 V, 2 | fu rapita da turchi, e vi costò tanti dinari a riscattarla,
754 V, 2 | e madre, e ch'ella fusse costretta poi darli onorevol vitto,
755 IV, 8 | cose nuove; o forse è lor costume peculiare di dar sempre
756 IV, 5 | mai potrò ricompensarvi cotanta affezione?~Constanza. Figlio,
757 | cotesto
758 IV, 8 | petto, nido dove non si covano mai se non inganni e tradimenti;
759 I, 5 | che ti mangi! tutte le mal creanze le scusi con Turchia. Ti
760 I, 3 | volontoroso s'inganna chi vi crede. E voi, Erotico, parlandovi
761 I, 3 | amicizia, perché un che mi credea fidel amico, sotto color
762 II, 6 | conoscerlo, per fargli piú creder quanto dico).~Trasimaco.
763 II, 4 | quelle che sento? or chi crederebbe che fussero uscite da quella
764 I, 3 | volete credere il vero, crederete il falso.~Erotico. E che
765 IV, 1 | infinitamente m'ha favorito. Chi credesse mai che, stata vent'anni
766 III, 2 | meglio potrá.~Pedolitro. Credetemi ora?~Pardo. Ed accioché
767 IV, 10| son buona donna, e se nol credi, te ne giurerò!~Orgio. Ti
768 I, 5 | peggio è, che le genti lo credono, perché lo veggiono pratticare
769 III, 5 | mio figlio. L'esser stato credulo n'è stato cagione; e con
770 II, 6 | dal Gran Turco, ma che si crepa della maladetta fame...~
771 II, 6 | non andar in pericolo di crepare.~Trasimaco. Di che ridete?~
772 IV, 5 | vista dell'amata persona cresce la fiamma nell'intime midolle;
773 I, 2 | che l'amor mio va sempre crescendo di giorno in giorno, come
774 I, 2 | di giorno in giorno, come crescono in lei la bellezza e l'onorate
775 III, 8 | gonfia la gola, arrossisce la cresta, apre l'ali e le batte intorno,
776 II, 3 | Trinca.... e farti dieci crestieri il giorno, accioché evacui
777 I, 4 | di notte con una nave di cristallo, che temono sempre incontrarla
778 III, 5 | cervello.~Pedolitro. Mi fo la croce. Ierusalas adhuc moluc acoce
779 III, 6 | mio parentado, tutte son croci di Malta, di S. Stefano,
780 I, 2 | Erotico. Questo è l'ultimo crollo delle nostre ruine, ché
781 I, 5 | un pidocchioso; e fa le croniche della miseria di vostra
782 I, 1 | che da l'amor nasce, è crudelissimo.~Trinca. Come lo farete
783 III, 8 | Trasimaco. Una porchetta con una crustina sopra, che, masticandola,
784 II, 3 | robbe sieno assassinate dal cuoco, quando non vedo pasticcioni,
785 II, 4 | ma, poi che volete che mi cuopra, mi coprirò, essendo l'ubbidire
786 I, 5 | tutto il suo patrimonio a dadi, non consumará certo il
787 | dai
788 I, 1 | col consiglio, che non ti dan tempo a pensare. E l'uomo
789 V, 2 | ed egli poverissimo: ché, dando a voi la sua figliuola,
790 II, 4 | non ho altra che costei; e dandole un marito che sia stato
791 V, 6 | in corpo vostro. Perché dandomi Sulpizia, mi duoni la vita;
792 I, 5 | per il dispiacer che mi dánno.~Trinca. In Turchia è usanza.~
793 III, 8 | torcerò quel collo, che non dará tanta briga al manigoldo,
794 V, 2 | sempre richiesta ad Orgio per darla per moglie ad Attilio, e
795 V, 2 | ella fusse costretta poi darli onorevol vitto, e da sua
796 I, 2 | cominciare, se non volevi darmela.~Balia. Sulpizia è maritata.~
797 II, 4 | beneficio, che mi si fa, in darmisi Cleria; e per mostrar quanto
798 II, 3 | mangiato in casa sua; poi darti due fette di pane il giorno
799 I, 2 | tardare.~Balia. Mi dispiace di darvela.~Erotico. Non dovevi cominciare,
800 I, 2 | ella v'ha riverito. Non datele voi tanti disgusti, quanti
801 IV, 6 | assordano a' consigli che li son dati; ch'io andrò in casa fra
802 III, 6 | regine che mi pregano: mi dava una sua figlia il Turco,
803 IV, 6 | il tutto.~Attilio. O che debol rimedio è la pacienza!~Erotico.
804 IV, 6 | passata vita: che animo debole è il vostro? ingannato piú
805 IV, 8 | meritevole, almeno come le deboli forze mie. Ed è possibile -
806 IV, 8 | amar loro, come si fussero dèe. E quando il diavolo per
807 V, 4 | poi, negata, la vogliate defendere fin alla morte; e vengamo
808 IV, 5 | Padrona, non siamo stati defraudati della speranza nostra, perché
809 I, 3 | che, come ha vinto tutti i dèi, cosí vincerá la fortuna.~
810 I, 5 | contentarsi mai.~Pardo. Or ho deliberato dar Sulpizia per moglie
811 | delli
812 V, 2 | O vecchio per tanti anni deluso! Ma sai tu chi ha fatto
813 I, 4 | veramente per amor non si denno stimar i pericoli.~Attilio.
814 III, 6 | dalle sue bellezze. Sí che, deposta l'orribilitá del mio rigore
815 IV, 6 | Amor quanto piú si cerca deprimere, piú si rinforza.~Erotico.
816 IV, 6 | della mia vita.~Erotico. Deprimete tanto caldo e tanta furia
817 I, 3 | l'avrebbe venduta a buona derata; e che Cleria serviva un
818 I, 4 | dove volete, per luoghi deserti e senza via: vi son stata
819 V, 6 | tanta aspettazione come desiavate, almeno favorite l'animo
820 I, 2 | umil servitú con la quale desidera servirvi ogni ora. Prendetela
821 IV, 8 | o perché sono vogliose e desiderano sempre cose nuove; o forse
822 I, 4 | tutto quel ben che posso desiderare nella mia vita.~Cleria.
823 III, 7 | mi par di star in forno; desiderarei che fussero mille mondi,
824 IV, 2 | non esser cosa, che piú desiderasse di vedere; or che la veggio,
825 IV, 2 | condescendono agevolmente a i desideri de' figliuoli, e li sono
826 II, 6 | Trasimaco. Quanto piú desidero Gulone, men lo posso incontrare...~
827 III, 3 | sei forastiero, vieni a desinar meco.~Pedolitro. Ho desinato.
828 III, 3 | desinar meco.~Pedolitro. Ho desinato. Andrò per saper alcuna
829 IV, 2 | venuta, che stimava che fosse desiosamente desiderata, la veggio esser
830 I, 4 | chi mi togliesse voi e mi desse tutto il mondo, non mi farebbe
831 | desso
832 I, 3 | nella quiete della notte si destano le pene e gli amorosi pensieri.
833 IV, 5 | non dettoti il vero: mi desti danari per riscattar la
834 IV, 8 | quanto io v'ami? Qual iniquo destino ha turbata la serenitá de'
835 II, 6 | poltroneria, se si avesse a determinare chi fusse il magior poltron
836 I, 4 | le vostre parole vengono dettate dalla vostra bontá, che
837 I, 1 | parole, che mi son state dette, né piú né meno tantillo
838 IV, 5 | t'abbia ingannato e non dettoti il vero: mi desti danari
839 V, 6 | ritrovandosi: dicendogli non deversi far resistenza a quello,
840 V, 3 | fantescaccia: ché le cose, che si devono tener occulte, non deve
841 II, 6 | cicaloni.~Trasimaco. Non devrebbe pratticar con lui.~Trinca.
842 IV, 8 | lasciò quella maladetta diabolica ambizione d'esser adorate
843 IV, 9 | di te o che ti sogni? che diavol t'ho fatto io, che non puoi
844 V, 4 | quando dovemo pagare, siamo diavoli).~Pardo.... Or che siam
845 V, 6 | il padre, ritrovandosi: dicendogli non deversi far resistenza
846 III, 8 | perdonare. Tristo te, se me dicevi la bugia, tanto m'è nemica.~
847 I, 3 | Erotico. Dubito che non lo diciate, ché, confidandomi nelle
848 I, 5 | non s'odono messe, né si dicono uffici - ché ben sapete
849 I, 5 | richiamo di giovani, che dieno quello a vostra figlia,
850 V, 4 | qualche convenevole scusa difendermi da questa calunnia, io non
851 III, 9 | e con poco decoro avete difeso il gran decoro della vostra
852 II, 4 | vorrei che la lingua fusse differente dal core.~Erotico. Cavata
853 II, 2 | donne e di amori? Non ci è differenza tra l'amor mio e il tuo:
854 I, 5 | sono d'accordo, è mal il differire, ché sempre si pone in mezo
855 I, 3 | almen non ci impedisce, ci differisce?~Erotico. Che del capitano?~
856 V, 3 | testamento. O veritá, quanto sei difficile a nascondere, o quanto facile
857 V, 6 | in accommodar le nostre difficoltá; e possiam dir che siate
858 II, 4 | Veramente, io non vi facea altra difficultá in queste nozze: non l'ho
859 II, 3 | capitano...~Gulone. Possa digiunar un mese, se è vero.~Trinca.
860 I, 3 | anco schiava, mostrava la dignitá del suo merito. Cosí mi
861 III, 8 | stride sotto i denti, poi si dilegua in latte in bocca; un pasticciotto
862 IV, 2 | minacciava tempesta, s'è dileguato in semplice ruggiada. Quel
863 I, 1 | che per amor mi divenghino dilettevoli.~Trinca. Andiamo.~ ~ ~ ~
864 I, 2 | Ahi, quanto poco durano i diletti d'amore, e quanti sono quelli
865 IV, 2 | per figliuola e per mia dilettissima nuora, mentre vivo, per
866 II, 1 | quello il cibo, durasse il diletto tutto un giorno; e le budelle
867 I, 2 | Balia. Vi ricordo che siate diligente.~Erotico. Potrei esser privo
868 IV, 6 | basta manifestarlo.~Erotico. Dillomi tu, Trinca.~Trinca. È gionta
869 IV, 7 | de pari tuoi! dopo aver diluviato e tracannato a tuo modo,
870 I, 5 | figlio della fame, padre del diluvio, nipote della carestia,
871 I, 5 | come per l'onestá della dimanda, e come per l'amor che mi
872 III, 4 | Constantinopoli ci sono molte miglia. Dimandagli che camino han fatto per
873 IV, 2 | Cleria vostra figlia; e dimandandovi di alcune cose, le sappiate
874 II, 6 | proposito).~Trasimaco. ... per dimandargli se son concluse le nozze....~
875 I, 1 | tantillo ve': non bisogna dimandarmene piú, che non sarete per
876 II, 6 | servo della sua casa, ne dimandarò costui.~Trinca. (Fingerò
877 III, 3 | fosse qui Trinca!).~Pardo. Dimandatela voi.~Cleria. (Bisogna star
878 III, 6 | Can; andate al Giappone e dimandatene il re Quabacondono; gite
879 IV, 1 | un giovane venir costá; dimanderò di lui.~ ~ ~ ~
880 II, 6 | Trinca. (Senza che gli ne dimandi, son sconchiusissime).~Trasimaco. ...
881 II, 4 | Pardo. Perdonatemi, se ne dimando con tanta instanza, perché
882 IV, 1 | Cleria mia figlia; mi faria dimenticar de tutti i passati disaggi;
883 I, 2 | ritratto, che mi sta nel cuor dipinto per man di amore col pennello
884 II, 3 | te al padrone, che non si direbbero di un boia.~Gulone. Che
885 III, 3 | né per conto d'interesse direi la bugia: e non essendo
886 II, 4 | ogni cosa, e verrò io a dirglielo. Ma parteti da me: presto,
887 I, 5 | Trinca. Mi vergogno di dirle.~Pardo. Dille in tua malora,
888 II, 3 | Andrò al padron giovane a dirli quanto si è oprato in suo
889 II, 4 | giamai, però vi prego a dirmelo liberamente.~Erotico. Voi
890 I, 5 | Costantinopoli.~Pardo. Per dirtela, tratta troppo licenziosamente
891 IV, 9 | Erotico.~ ~Balia. Io non vo' dirti il mal trovato. Ma mi meraviglio
892 III, 5 | Come mio figlio ha potuto dirvele, se non sa parlar italiano?~
893 II, 5 | che in un punto amano e disamano, come li va il cervello:
894 I, 2 | amore, ha vinto i vostri disamori, i dispreggi e le passioni;
895 IV, 3 | preponendo la mia comoditá al tuo discomodo.~Constanza. Posso dir che,
896 IV, 9 | all'unghie, cane ingrato e disconoscente.~Erotico. O che tu sei fuora
897 IV, 2 | Napoli e viver mendicando disconosciuta, per non darvi vergogna:
898 I, 2 | vostra grazia, che in abito disconosciuto di paggio o di fantesca
899 V, 5 | mi parto mal contento e disconsolato.~Erotico. Attilio, tu m'
900 V, 3 | nascondere, o quanto facile a discoprire, che non può l'uomo tanto
901 II, 6 | Io porrò tra voi tanta discordia, ch'in eterno sarete inimici).~
902 II, 1 | razza loro! perché, quando discorro fra me, trovo tutto il contrario:
903 III, 9 | avisarmi? sei uomo di poca discrezione.~Trinca. Mi pensava che
904 V, 1 | cattive? Per ogni minimo disdegnuccio, subito sbalza di casa,
905 I, 3 | Io, sentendomi le vene diseccate dal fuoco, chiedea da bere,
906 IV, 6 | rotto tutti i miei e vostri disegni.~Erotico. Parlate troppo
907 IV, 2 | perturbatrice d'ogni nostro bel disegno).~Attilio. (O Idio, che
908 IV, 2 | terrebbe sodisfatto se non mi diseredasse e mi cacciassi fuor di casa.~
909 I, 3 | andarmene in qualche isola diserta, per non esser ingannato
910 II, 6 | spopolar cittá, di sconfigere e disfar eserciti, se lo ridico;
911 III, 6 | se fosse un par mio, lo disfidarei, nudo, con meza cappa, ad
912 III, 8 | venga a mente come m'hai disfidato: e son rissoluto uccidermi
913 IV, 5 | meco, è forza che da te mi disgiunga. O leggi, o costumi umani
914 IV, 6 | giunse, or crudel fortuna ci disgiunge; né ho altra speranza, che
915 I, 1 | partorir mostri d'infamia e di disgrazie, perché non si conseguiscono
916 I, 2 | riverito. Non datele voi tanti disgusti, quanti ella se n'ha inghiottiti.
917 V, 6 | stanno aspettando con gran disio di sposarse; e me hanno
918 IV, 3 | amo io: che mi fará subito dismenticare de' disaggi della passata
919 I, 5 | creanza, e non con modi cosí disonesti e di scandalo a chi li vede.
920 V, 3 | alterato è cagion di molti moti disordinati. La rabbia troppo acuta,
921 V, 6 | per me.~Trinca. Da questo disordine è nata la vostra allegrezza:
922 V, 5 | e disperato.~Erotico. Il disperarsi è un tradir se stesso, e,
923 I, 4 | meglio fuggir di casa e andar dispersi per lo mondo. Conducetemi
924 IV, 6 | né chi debba essere. Son dispettoso, colerico e disperato: dubito
925 I, 3 | mi caddero, che maggior dispiacere non potea sentire, se col
926 IV, 4 | affanni e ogni piacere m'era dispiacevole e noioso.~Cleria. Imaginatevi,
927 IV, 9 | di sorte, che se mai mi dispiacque d'esser donna, mi dispiace
928 V, 6 | meravigliosi avvenimenti avea disposto l'alta bontá di Dio, ma
929 I, 2 | vinto i vostri disamori, i dispreggi e le passioni; e nelle voraci
930 I, 2 | ave amato; non tanto voi disprezzata, quanto ella v'ha riverito.
931 I, 1 | piú tosto mi sforzate a disservirvi che a servirvi.~Attilio.
932 III, 3 | Pedolitro. Colei che vi dissi da principio.~Pardo. Costei
933 I, 5 | con gran fatica lo poteva distaccar da' libri; poi si dicea
934 V, 6 | appresso le loro spose, non li distaccarebbono dalle lor falde tutti gli
935 IV, 6 | Parlate troppo confuso, distinguete, troppo gran cose dite in
936 I, 2 | bellezza di Cleria non vi distorni da amar lei, onde arde di
937 V, 6 | può il tutto, quel caso disturbator delle nostre felicitá or
938 V, 6 | grandissimo, ch'essendo stata disturbatrice delle vostre gioie, or è
939 I, 5 | pone in mezo occasione di disturbi.~Trinca. Farò il tutto come
940 IV, 2 | manifestiate la cagione del disturbo; ch'io, cosí povera feminella
941 IV, 2 | farò, mentre sarò vivo, per disubligarmi da tanto beneficio?~Constanza.
942 I, 2 | non basta maligna stella a disunir tanta corrispondenza di
943 IV, 5 | cangia il core; e se il luogo disunisce, amore unisce i cuori. E
944 IV, 6 | vogliate saperla.~Erotico. Ditela, ché non è mal senza rimedio.~
945 III, 4 | Orgio, zio di Sulpizia. e diteli che stia apparecchiato per
946 I, 1 | dispiacciono vo' che per amor mi divenghino dilettevoli.~Trinca. Andiamo.~ ~ ~ ~
947 IV, 4 | quel cane; la moglie ne divenne gelosa, e, quando ei si
948 V, 6 | grandi, che da moglie mi diventi sorella e da sorella moglie!
949 I, 5 | pensa fuor ch'allo studio; è divenuto insolente, mal creato, e
950 II, 5 | tramortirá, spiritará, diverrá forsennata. O Iddio, aiutaci
951 V, 5 | voi sète, la mia sciagura diverrebbe fortuna: però vo' andarmene
952 I, 3 | lettere a diversi amici, in diverse parti, s'andar consumando
953 I, 3 | in avisi e in lettere a diversi amici, in diverse parti,
954 V, 4 | Sia ringraziata la bontá divina, che prima scoverto si sia
955 I, 3 | e per godermi di quella divinissima vista piú da presso. Ma
956 II, 1 | corpo picciolo e non poter divorare? ché tanta è la rabbia e
957 II, 3 | la fame arcigulonica per divorarle. Di questo mi son doluto
958 III, 8 | ará a strozzare: cosí non divorerai tante panelle, ché hai fatto
959 I, 5 | tutto diligenza, ubidienza e divozione. Or, tutto il giorno in
960 I, 3 | un altro me stesso; e vi do potestá che ve la godiate
961 IV, 6 | Consigliamoci fra noi, che dobbiam fare. Non è gran tempo questo
962 I, 2 | ella meco, ci raguagliamo e dogliamo insieme delle miserie nostre.~
963 V, 3 | altri vivo che lo sapessi. Dogliomi del mio fratello, che d'
964 I, 3 | eran piú care quelle rapite dolcezze, con quanti piú piacevoli
965 IV, 4 | mi era leggiera e assai dolci i travagli, e per te mi
966 I, 2 | novella m'apporti della mia dolcissima Sulpizia?~Balia. Cattiva,
967 I, 4 | finiranno tante parole?~Cleria. Dolcissimo mio bene, non posso far
968 II, 1 | bottoni come le vesti, ché, dolendoci il ventre o essendo troppo
969 IV, 10| ruffiana.~Balia. Non vi potete doler di me, padron mio.~Orgio.
970 II, 5 | tutto sia stata cagione: si dolerá di me, mi biestemmará, come
971 II, 3 | un boia.~Gulone. Che può dolersi di me il capitano? Che sia
972 IV, 5 | desidèri! O padre, non puoi dolerti piú di me, che t'abbia ingannato
973 IV, 6 | forse non è cosí grave il dolor vostro?~Attilio. Tal, che
974 II, 3 | divorarle. Di questo mi son doluto alcune volte, e non del
975 IV, 2 | è, figliuolo, quello che domandi che faccia per amor tuo;
976 IV, 6 | gran tempo questo che vi domando. Inviamo Trinca, intanto,
977 III, 2 | grandissima, e piú di Napoli, le domeniche noi tutti cristiani ci veggiamo
978 II, 4 | sposiate. Mangiaremo cosí alla domestica, e non facciamo come certi
979 IV, 2 | costei piú dell'istessa vita, donandomi costei, mi donate la vera
980 IV, 2 | vita, donandomi costei, mi donate la vera vita.~Trinca. Ma
981 V, 4 | rettoriche; né bisogna mi doniate quello che non mi potete
982 IV, 9 | instrumenti da ingannar le povere donnecciuole. L'amore è converso in odio,
983 I, 3 | sappiate che Sulpizia è mio dono irrevocabile, perché ci
984 IV, 7 | alcuno.~Pardo. Hai la lingua doppia come quella delle serpi,
985 I, 2 | amar lei, onde arde di un doppio fuoco: di amore e di gelosia.~
986 I, 3 | di amore, me ne andai a dormire, con speranza di riposare,
987 II, 1 | che bevesse come cavallo, dormisse come ghiro e cacasse come
988 IV, 8 | non l'averti amato piú del dovere? quanto tempo son stata
989 I, 3 | amico.~Attilio. Tanto piú dovete manifestarlomi, accioché
990 II, 1 | si mangiato non l'avesti? Doveva far il gargarozzo lungo
991 III, 6 | de pari miei, e far una dozina di Marti, un'altra di Bellone,
992 I, 5 | l'importanza nel potersi drizzare.~Pardo. È ricco.~Trinca.
993 I, 2 | tutti i nostri pensieri son drizzati ad un segno.~Balia. Chi
994 V, 2 | Pardo. Mala cosa è porsi fra dua che son stati gran tempo
995 II, 6 | poltron del mondo, senza dubio arebbe la sentenza in favore,
996 III, 2 | l'avea menata fuori; e si dubita, per la gelosia della moglie,
997 II, 2 | cercando per tutte l'ostarie, dubitando che non fossi restato in
998 II, 3 | asino!~Gulone. Ho sempre dubitato che fussi un asino; ma or
999 III, 6 | Calatrava.~Pardo. Forse dubitavano che non li fusse pisciato
1000 V, 2 | la stimata loro Sulpizia, duemila ducati per lo suo casamento,
1001 II, 1 | satollato, passando per mezo a dui arbori stretti, scarica
1002 III, 3 | in Constantinopoli; e si duol del suo marito che in tanto
1003 V, 6 | Perché dandomi Sulpizia, mi duoni la vita; e posso dir da
1004 I, 2 | Balia. Ahi, quanto poco durano i diletti d'amore, e quanti
1005 II, 1 | giú per quello il cibo, durasse il diletto tutto un giorno;
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