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Giambattista Della Porta
La sorella

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch

     Atto, scena
1006 II, 6 | ricompensar la fatica che avete durata per me, comandate e sarete 1007 II, 5 | rinchiusa in una camera, mentre durerá la tua vita, a pianger la 1008 I, 3 | amarissima memoria di lor duro caso. Appresso s'ebbe nuova 1009 II, 3 | tutto, che il vin non sia eccellente, dolce, gagliardo e piccante? 1010 II, 1 | fornita di vivande e di vini eccellentissimi, poi aver un corpo picciolo 1011 I, 1 | nel mezzo, ma sempre sugli eccessi. Quando si trovano nelle 1012 | eccetto 1013 I, 2 | una né per due.~Erotico. Ecci forse altro?~Balia. Altro 1014 | Eccoci 1015 | eccola 1016 I, 5 | dice officio; e la buona educazione, ch'ornava il suo nascimento, 1017 IV, 8 | fiera, e non è fera tanto efferata come la donna bella; e una 1018 | eglino 1019 III, 7 | parenti, tutti gli guasto egualmente; e le tintinnate della mia 1020 | ei 1021 II, 3 | apparecchio è il quinto elemento della tavola; e che le robbe 1022 IV, 8 | luna fa una volta il mese, elle si voltano cinquanta volte 1023 IV, 5 | compassione! e qual penitenza emenderá il mio fallo? Dunque, sarò 1024 II, 2 | tanto grandi e fumosi, che m'empirono lo stomaco e il capo di 1025 III, 4 | scapperai. Cabrasciam ogniboraf, enbusaim Constantinopla?~Attilio. ( 1026 I, 3 | altro?~Attilio. Come amor entra in un cuore, ne scaccia 1027 I, 2 | che, non potendo altro, entrarò in casa sua, e con un pugnale 1028 IV, 10| son tenuta.~Orgio. Tu ci entrerai per tuo dispetto, se non 1029 II, 2 | animoso ardire con cui io entrerei in un steccato, tu in una 1030 IV, 10| Balia. In casa vostra non entrerò piú mai, poiché in tal stima 1031 I, 2 | quanto amor mi porta, che non entri in tal pensiero; e mi doglio 1032 | eravamo 1033 III, 5 | havute carbulah?~Turco. Ercercheter biradam suledi, ben belmen 1034 V, 4 | coloro che lasciano gli eredi, che restituiscano; che, 1035 V, 2 | casamento, e il restante ereditasse Orgio suo fratello. Or, 1036 I, 2 | nobilissimi pensieri? O donna d'eroica e incomparabil virtú! Onde, 1037 II, 6 | dir se ragiona mai dell'eroiche virtú d'un capitano?~Trinca. 1038 V, 3 | ricordasse piú tosto dell'error suo che del debito mio; 1039 V, 6 | fra suavi scherzi e vari errori, sète stato ributtato al 1040 III, 6 | parteste con piú creanza; ma t'escusa la vecchiaia, che tutto 1041 II, 6 | di sconfigere e disfar eserciti, se lo ridico; e perdonate 1042 II, 1 | fusse l'introito uguale all'esito. A che proposito consumar 1043 I, 2 | di gran lunga. E vedete l'esperienza, che voi non tanto l'avete 1044 IV, 8 | mia innocenza? E le tante esperienze fatte dell'amor mio non 1045 I, 3 | troppo goffo o che voi non esprimete bene il vostro concetto.~ 1046 II, 1 | quale sentiamo il gusto e l'esquisitezza de' cibi saporiti, di tre 1047 IV, 6 | sospirerò tanto, finché essalerò lo spirito per la bocca 1048 I, 3 | rissoluzione, comincisi l'essecuzione. Abbiam bisogno di prestezza, 1049 IV, 5 | crudeli effetti di fortuna, o essempi di somma infelicitá, o infelice 1050 IV, 6 | piú cara, che veder le mie essequie onorate dalle sue lacrime.~ 1051 IV, 5 | persuadere, ma impossibili ad essequirsi.~Constanza. Lascia pensieri 1052 III, 2 | mandato il riscatto; che spera esserle donata la libertá, e voler 1053 III, 8 | ad assaggiarle, ché, per esserno un poco acerbe, non so come 1054 IV, 5 | da me stesso un perpetuo essiglio per non tornarci piú mai. 1055 | esso 1056 II, 5 | intieri, di giorno al sol dell'estate, e le notti intiere al freddo, 1057 V, 6 | tua allegrezza vera non l'estimi, pur godo nell'imaginazione 1058 V, 6 | poiché per bellezza, per etade e per altre nobilissime 1059 II, 3 | crestieri il giorno, accioché evacui bene; poi attaccarti con 1060 IV, 2 | Constantinopoli, ci avea posto in evidente pericolo di perder quello 1061 IV, 7 | portano le pietre per le fabriche, tutti pieni di cancheri 1062 II, 3 | sfreggiarti il volto.~Gulone. Facciami quel che vuole, gli sarò 1063 | facciate 1064 II, 1 | occhi, due orecchie, due faccie, due mani, due piedi, duo 1065 V, 4 | concedetemi questa grazia.~Orgio. Faccisi quanto comandate.~ ~ ~ ~ 1066 IV, 8 | altronde, se non da lei. Ma faccivi Idio cosí lieta e contenta, 1067 I, 5 | stimo ch'abbia una gran facenda per le mani.~Pardo. Io son 1068 | facendolo 1069 | facesse 1070 | faceste 1071 V, 3 | difficile a nascondere, o quanto facile a discoprire, che non può 1072 III, 8 | caccia tirano gli astori e li falconi; però a te non mancherá 1073 V, 6 | distaccarebbono dalle lor falde tutti gli argani del mondo, 1074 III, 8 | attraversarmi le braccia? Falla da gentiluomo.~Gulone. Non 1075 IV, 8 | Toltoti sia quel cuore fallace e disleale da quel petto, 1076 II, 5 | o mondo tutto pieno di fallacie e d'inganni, or chi può 1077 I, 5 | e di cervello, puzza di fallito, e ogni giorno piglia dinari 1078 III, 4 | modo, o riformarlo. Han falsificato la mano di vostra moglie, 1079 II, 3 | delle bugie e con falsa fama? E il peggio è, che hai 1080 IV, 2 | qualche noia, di grazia fammene consapevole.~Attilio. Madre, 1081 III, 8 | rendessero la mia vittoria piú famosa. Poi, per non esser la sua 1082 II, 3 | Ma queste legne non mi fan buono augurio, canchero!).~ 1083 I, 2 | vicendevole amore cominciò da fanciullezza, dalle nostre libere volontá 1084 IV, 8 | scema il cervello. Sono come fanciulli, che vogliono e non vogliono, 1085 IV, 6 | Molte cose mi vanno per la fantasia, ma una sola riuscibile: 1086 I, 2 | disconosciuto di paggio o di fantesca la riceviate in casa ne' 1087 V, 3 | dovea farne consapevole una fantescaccia: ché le cose, che si devono 1088 I, 5 | V'è tenuto per obligo, e farallo per cortesia e per amore.~ 1089 III, 7 | brusciano vivo vivo. Lo farei fuggire, ancor che fusse 1090 I, 3 | guardarmi da lui.~Erotico. Fareste ben a farlo, perché è ragionevole 1091 IV, 8 | cara, che come nuova farfalla corro ad accendermi e morire 1092 | fargli 1093 IV, 1 | di Cleria mia figlia; mi faria dimenticar de tutti i passati 1094 | farle 1095 I, 3 | mondo, e spero col tempo fartelo conoscere.~Attilio. Trinca, 1096 IV, 6 | ará ella fatta, e desia fartene consapevole? Onde, se non 1097 I, 4 | poiché dall'uscir delle fascie cominciò a farmi guerra, 1098 II, 4 | cose stringete in breve fascio. Ma io vi resto con tanto 1099 I, 4 | informatela bene del negozio e fatecelo toccar con mano.~ ~ ~ ~ 1100 I, 4 | de' miei cari genitori, fattami serva di genti barbare, 1101 III, 5 | sborsar trecento scudi e fattomi re de danari; ma io lo farò 1102 I, 4 | non aver a sperar mai piú favilla di luce: e pur vivo? Son 1103 I, 3 | che amore e la fortuna ci favoriranno.~Erotico. L'invenzione è 1104 IV, 1 | mondo! Se la fortuna mi favorisse in farmi trovar Pardo, il 1105 V, 6 | aspettazione come desiavate, almeno favorite l'animo col solito applauso.~~ 1106 II, 4 | sono, come ella è stata favoritissima dalla natura cosí delle 1107 IV, 1 | egli infinitamente m'ha favorito. Chi credesse mai che, stata 1108 V, 3 | che mi mosse cosí subito, fe' che mi ricordasse piú tosto 1109 I, 5 | credito a quel furfante, feccia d'uomo: li servirá per ruffiano 1110 IV, 7 | piedi e senza ali, e senza fegadelli e ventricelli, che te ne 1111 III, 8 | mi tocchino la cima del fegado. Se con l'imaginazione ne 1112 V, 1 | peggio che se li cavasse il fegato, il polmone e il core. Forse 1113 IV, 2 | che avevamo fin qui oprato felicemente.~Attilio. Mi era confuso 1114 IV, 5 | restante della mia vita, felicissima. Ma sarebbe stato per me 1115 IV, 8 | E la fortuna, per esser femina, è sempre instabile e inconstante. 1116 IV, 2 | disturbo; ch'io, cosí povera feminella come sono, sarò da tanto 1117 II, 6 | che a furia di crudeli fendenti, di orrendi mandritti e 1118 IV, 8 | alzar gli occhi su le mie fenestre!).~Erotico. (Se l'imaginazione 1119 I, 2 | incenerita, quasi novella fenice, è ravvivata a piú bella 1120 IV, 8 | splendore del mio sole venghi a ferirmi gli occhi: ella è pur dessa. 1121 III, 6 | mio rigore e ammollita la feritá, vengo a chiederlavi per 1122 III, 7 | alle vendette, allarga le ferite del cuore, - vo' che sii 1123 I, 4 | nelle fortune calamitose. È ferma deliberazione dell'anima 1124 III, 3 | Potrete voi e vostro figlio fermarvi in casa mia e riposarvi, 1125 III, 2 | Constantinopoli, dove mi son fermato per riscattar il mio figlio. 1126 IV, 6 | bella imagine, che con tanta fermezza ci fu impressa, né scancellará 1127 IV, 6 | caro un tempo, che vi fermiate per questa notte sola in 1128 III, 2 | anni sono, ma si tien per fermo che sia morta; ch'un sangiacco, 1129 III, 7 | nato dentro le miniere di ferro, nodrito fra gli acciai; 1130 III, 7 | tu, di grazia; ch'or che ferve l'ardor dell'ira, e son 1131 IV, 6 | né ti avessi amata con fervido amore! Oimè, che son fuor 1132 II, 3 | casa sua; poi darti due fette di pane il giorno e un becchiero 1133 II, 6 | dalle mie mani, ancor che fiammeggi di lampi, ancor che rimbombi 1134 III, 6 | bombarde e artigliarie ne' fianchi de' baluardi: onde io, che 1135 III, 8 | ti vedrai intorno questo fianco di balovardo...~Gulone. 1136 IV, 8 | per ingannar coloro che si fidano in quelle tue parole. E 1137 V, 3 | occulte, non deve l'uomo fidarle a persona: ché, se l'uom 1138 I, 3 | trova piú uomo di cui possa fidarsi. Al tempo d'oggi la fede 1139 II, 5 | inconstanza. Ite voi, donne, fidatevi de' giovani del tempo d' 1140 I, 3 | perché un che mi credea fidel amico, sotto color d'amicizia 1141 IV, 6 | condegno premio de' tuoi fideli serviggi, ché mai nacque 1142 V, 3 | che l'era fratello, e si fidò della balia; ché non lo 1143 IV, 10| Orgio. Le baliaccie, che han figliane da marito, parlando con 1144 II, 3 | insalate ricamate e gelatine figurate, e certe torte e bistorte, 1145 IV, 8 | informazione di me, e me le abbi figurato per disleale e discortese. 1146 II, 1 | O che mai nascessero piú filosofi, e che si perdesse, in tutto, 1147 | finalmente 1148 II, 3 | per non darmi la mancia, finge il colerico. Questo è il 1149 I, 3 | pensiero caduto vi fussi. Cosí, fingendomi indisposto, ci componemmo 1150 IV, 3 | forse questo un sogno? o fingo imagini a me stesso del 1151 I, 5 | si guasta, e, prima che finiate di ber quello, cominciate 1152 IV, 8 | mescolato con la paura di aver a finir fra poco tempo; anzi, quanto 1153 I, 4 | cuore.~Trinca. E quando finiranno tante parole?~Cleria. Dolcissimo 1154 IV, 8 | presaggio d'aver piú tosto a finire. E la fortuna, per esser 1155 II, 2 | ragionando di mangiare non finiresti tutto oggi. Hai conchiuse 1156 III, 1 | me stesso. Mai parea che finisse il viaggio, sempre ne restava 1157 I, 5 | fate stentar in aspettar fino a mezogiorno; e che s'alza 1158 II, 3 | promesso farti buttar in un fiume, ché beva benissimo.~Gulone. 1159 I, 5 | poi non trovi can che la fiuti? è meglio purgar la casa 1160 V, 6 | parte.~Trinca. Cosí dal flusso e riflusso del mar della 1161 IV, 8 | accendermi e morire in bel foco?~Sulpizia. Le tante cortesie, 1162 III, 6 | gentiluomo, nella cui figlia è fondato il trionfo della illustre 1163 II, 2 | magnificenza sua, né toccarne il fondo.~Trasimaco. Nascesti col 1164 I, 2 | ineffabil bellezza, anzi fonte onde scaturisce ogni bellezza. 1165 II, 1 | vorrei allora con un coltello forarmi la pancia per poterlo cavar 1166 III, 3 | Tu, Pedolitro, poiché sei forastiero, vieni a desinar meco.~Pedolitro. 1167 III, 8 | ritira. Férmati, schiuma de forfanti.~Trasimaco. A tradimento, 1168 I, 2 | disamata, quanto ella con ogni forma di verace amore vi ave amato; 1169 II, 2 | secca che ho, non posso formar ragionamenti.~Trasimaco. 1170 II, 1 | una tavola abondante e ben fornita di vivande e di vini eccellentissimi, 1171 III, 7 | dentro, mi par di star in forno; desiderarei che fussero 1172 II, 5 | tramortirá, spiritará, diverrá forsennata. O Iddio, aiutaci tu, che 1173 IV, 6 | che sta cosí addolorato, forsennato e inesorabile, tiriamolo 1174 III, 6 | onde può tenersi la piú fortunata e felice donna che viva, 1175 IV, 6 | Dio ti facci servir piú fortunato padrone di me: mi dispiace 1176 IV, 8 | penitenza; e da quella sarete forzata confessare che non vi ho 1177 V, 2 | figlia vera di Filogono, sará forzato questo furfante darle diecimila 1178 I, 2 | da presso, la renderebbe fosca e contrafatta. E dove or 1179 | fossero 1180 II, 6 | cacciandosegli innanzi, li ruppe, li fracassò e pose tutti in scompiglio....~ 1181 I, 4 | nelle adversitá far cuor franco e valoroso.~Trinca. Che 1182 III, 7 | ché l'induggio, che si frapone alle vendette, allarga le 1183 III, 8 | tinelli.~Trasimaco. ... frapparti il viso.~Gulone. Tu non 1184 III, 8 | Gulone. Tu non hai altro che frappe.~Trasimaco. Non sei uso, 1185 V, 6 | aspettarci.~Attilio. Andiam, fratel mio.~Trinca. Spettatori, 1186 II, 5 | estate, e le notti intiere al freddo, alle pioggie e a' tuoni 1187 II, 5 | creduto ad un uomo, con freggio d'infamia da non risanarsi 1188 IV, 7 | mesal bianco, ornato di frondi e di fiori, e di salvietti 1189 II, 3 | prendere da Mazzafrusto che mi frusti e ammazzi, e da Sgraffagnino 1190 II, 3 | il colerico. Questo è il frutto dell'obligo? Va' e stenta 1191 IV, 5 | via alla concupiscenza: fuggi, quanto puoi, di trovarti 1192 III, 7 | spalle.~Trinca. Né quello fuggí o ti voltò le spalle, quando 1193 IV, 7 | spavento di cimiteri: non posso fuggirlo). Signor Pardo, Idio vi 1194 III, 5 | voglia questa bestia da me; fuggirò per quella strada.~ ~ ~ ~ 1195 III, 9 | correre a furia. E poiché s'è fuggito, mi si rimollisce lo sdegno. 1196 III, 7 | Trasimaco. Voglio dir che non fuggovolto le spalle.~Trinca. 1197 III, 7 | queste nerborute braccia fulminar la mia taglianasi, troncabraccia 1198 II, 2 | lo stomaco e il capo di fumi, che non vedeva la via per 1199 | fummo 1200 I, 5 | vacca. E per mantener quel fumo del suo camino, quando ella 1201 II, 2 | ber vini tanto grandi e fumosi, che m'empirono lo stomaco 1202 IV, 9 | disconoscente.~Erotico. O che tu sei fuora di te o che ti sogni? che 1203 III, 1 | dagli osti, da ladri, da fuorusciti e da vettorini. Oh, quanto 1204 III, 3 | allievo di forche, maestro di furberie. L'astuzia sua m'è di vergogna 1205 III, 3 | che è il maggior trincato, furbo, allievo di forche, maestro 1206 IV, 8 | amore, ché, scoverte le tue furfantarie, ti abbi il mondo per quel 1207 III, 6 | non bisogna dar credito a furfanti; e volendo informarvi chi 1208 III, 7 | chiamarlo. O Gulone, Gulone, o furfantissimo Gulone!~Trinca. Egli ha 1209 III, 7 | furia e di sdegno, son piú furibondo e ho piú furie adosso che 1210 III, 7 | inferno; e voltando gli occhi furiosi sopra alcuno, i lampi che 1211 III, 7 | ira, e son tutto rabbia e furore, e la colera mi soverchia - 1212 I, 3 | ebbe nuova che, da alcune fuste di turchi rapite, erano 1213 III, 2 | partito, ella è piú viva e piú gagliarda che mai.~Pardo. Ti fai beffe 1214 III, 9 | queste? son tutte bòtte e gagliardissime e di gran carico.~Trinca. 1215 II, 3 | non sia eccellente, dolce, gagliardo e piccante? ché ci bisognarebbe 1216 II, 6 | dico).~Trasimaco. Dimmi, galante uomo, Gulone è in casa vostra?~ 1217 IV, 7 | Bisognan pollastroni e galli d'India intieri intieri, 1218 III, 8 | dicessi. Tu sei come il gallo d'India: gonfia la gola, 1219 II, 3 | la faccia piú rossa di un gambaro boglito.~Gulone. È vero.~ 1220 III, 7 | con questi torreggianti gamboni, con queste nerborute braccia 1221 V, 2 | amaramente il peccato e il gastigo di Dio, e se ne moriro ambiduoi 1222 II, 3 | e le midolle e i grassi gelati sopra? il brodo senza lardo 1223 II, 3 | certe insalate ricamate e gelatine figurate, e certe torte 1224 IV, 8 | scaldato quell'agghiacciato gelo del vostro cuore, e non 1225 IV, 4 | cane; la moglie ne divenne gelosa, e, quando ei si partí per 1226 IV, 6 | confusioni, spaventi, dolori, gemiti, suspiri e disperati pensieri.~ 1227 IV, 5 | la lontananza degli occhi genera la lontananza dal cuore, 1228 III, 6 | Squassamenti, mio lugar teniente e general de' miei esserciti. Ecco 1229 I, 5 | che sia stato colonello e generale di esserciti, credo ch'adesso 1230 III, 6 | Sconquassi, mio carissimo amico e generalissimo delle mie genti. Ecco quella 1231 I, 2 | poi che sará, quando si generano poi le radici delle radici? 1232 V, 2 | me, ed è cosí. Quando voi generaste la vostra Cleria, la deste 1233 IV, 5 | conceputo non m'avessi o generato in questa vita, overo uccisomi 1234 III, 6 | trionfo della illustre mia generazione.~Pardo. Ho da far altro, 1235 IV, 5 | de miei figliuoli? sarò genero vostro e di mio padre?~Constanza. 1236 II, 4 | Balia. (Tu solo, e chi generotti!).~Erotico. ... che fosse 1237 I, 4 | privatami de' miei cari genitori, fattami serva di genti 1238 IV, 2 | val tant'oro.~Constanza. Gentiluomini, mi sapreste voi dir se 1239 IV, 7 | mi capita innanzi questo ghiottonaccio).~Gulone. (Ecco questo vecchio 1240 II, 1 | come cavallo, dormisse come ghiro e cacasse come una vacca?~ ~ ~ ~ 1241 III, 6 | Malta, di S. Stefano, di S. Giacomo e di Calatrava.~Pardo. Forse 1242 III, 6 | dimandate al Gran Can; andate al Giappone e dimandatene il re Quabacondono; 1243 V, 6 | Sulpizia per la porta del giardino, e vi stanno aspettando 1244 I, 1 | mani, e mi stavate con le ginocchia in terra pregandomi; e or 1245 V, 5 | ricetto un tempo di ogni mia gioia e consolazione: prego Idio, 1246 IV, 8 | povere semplicelle, per giongere a quel termine che desiate, 1247 I, 4 | sará il fin della nostra giornata, e resterá per noi una notte 1248 III, 5 | voleva ingannare, non m'ha giovato crederlo. Ma s'io non me 1249 III, 8 | Trasimaco. Arcitonante Giove, che audacia è la tua? Tu 1250 I, 3 | passata tardanza, tanto ci giovi la presente prestezza: il 1251 I, 2 | suoi son scoloriti, e i giri d'intorno lividi, ricordatevi 1252 II, 6 | che cantaria molto ben la Girormetta su la striglia, che l'avea 1253 III, 6 | dimandatene il re Quabacondono; gite nell'Indie, nel Messico, 1254 II, 2 | non t'ammazzo; ché ti son gito cercando per tutte l'ostarie, 1255 II, 6 | ragazzame. Dice che suo padre fu giudeo, sua madre lavandaia, sua 1256 IV, 2 | Constanza tua madre, che or giunge da Constantinopoli, con 1257 IV, 2 | amor tuo; e prima che qui giungessi, ho desiata occasione di 1258 IV, 6 | nominate piú. Amor prima ci giunse, or crudel fortuna ci disgiunge; 1259 I, 3 | imbarcassi per Constantinopoli. Giunsi a Vineggia, in casa di un 1260 II, 4 | se non confirmarcelo con giuramento?).~Pardo. Talché posso assicurarmi 1261 II, 3 | mese, se è vero.~Trinca. Giurane su questa orecchia d'asino!~ 1262 I, 2 | in terra maggior cosa da giurare - che nella maestá del suo 1263 IV, 10| donna, e se nol credi, te ne giurerò!~Orgio. Ti ho colta sul 1264 III, 5 | obligatissimo.~Pardo. Pedolitro, la giusta cagion, che me ne dái, mi 1265 IV, 8 | il dolore, partorite da giusto sdegno, e quelle di che 1266 | gl' 1267 II, 2 | steccato, dove, con uno glorioso appetito e animosissimo 1268 V, 2 | nel braccio sinistro, come goccia di vin rosso.~Pardo. O Dio, 1269 IV, 8 | infamia tua; farò che non goderai di questo tuo nuovo amore, 1270 IV, 2 | che non si può nel mondo godere un bene, che non sia mischiato 1271 I, 3 | e per rinfrescarmi e per godermi di quella divinissima vista 1272 I, 3 | vi do potestá che ve la godiate e procacciate per moglie, 1273 IV, 5 | infocati effetti di amore nel godimento della sua persona?~Constanza. 1274 IV, 5 | e l'anima insiememente? Goditi, madre, la tua figliuola 1275 IV, 5 | sua conversazione, delle godute bellezze e de' posseduti 1276 I, 3 | presente prestezza: il mondo è goduto da solleciti.~Attilio. Eccoci 1277 IV, 2 | Constanza. Non son tanto goffa, che non sapesse fingere 1278 III, 8 | sei come il gallo d'India: gonfia la gola, arrossisce la cresta, 1279 III, 7 | alle strette col parasito: gonfiarò il ballon del suo capo con 1280 III, 7 | voglia di far bene: verrá gonfio d'ira a far questioni.~Trasimaco. 1281 IV, 10| bisognano uomini e non asini, a governar queste bestie.~  ~ ~ ~ 1282 IV, 5 | cosí brutti, e lasciatevi governare dal freno della ragione.~ 1283 I, 5 | Pardo. Tutto il giorno a gracchiar con la sorella, e rider 1284 I, 2 | innalzarmi a piú sublime grado di contemplazione, a quel 1285 III, 7 | cosí grande; e bisognerá grand'animo a torsela con esso.~ 1286 I, 3 | me seco, ch'era un poco grandetto. Accadde che, essendosi 1287 II, 3 | egli sostiene quelle sue grandezze con l'ombra delle bugie 1288 I, 2 | casa né che vi ragioni, con grandissime ingiurie e minaccie.~Erotico. 1289 II, 2 | mi cola di qua e di il grasso, - or bacio becchieri e 1290 IV, 2 | sarebbe stata oltre modo gratissima.~Constanza. (Mi pensava 1291 I, 1 | Trinca. Il padron amorevole e grato fa sollecito il servidore.~ 1292 I, 5 | andate cercando chi ve li gratti.~Pardo. Mente e stramente 1293 V, 2 | altrimente mancia di ciò: mi gravava la conscienza sopra questo, 1294 IV, 8 | v'ha fatto la piú bella e graziosa dell'universo.~Sulpizia. 1295 II, 2 | Del greco?~Gulone. Del grechissimo.~Trasimaco. Ti aspetto con 1296 III, 6 | accettava il bellerbeiato della Grecia; una sorella il Principe 1297 II, 2 | lacrimissima.~Trasimaco. Del greco?~Gulone. Del grechissimo.~ 1298 III, 7 | mi basta a far paura? Vo' gridar che mi oda: vo' chiamarlo. 1299 II, 5 | darle tal nuova: so che gridará, tramortirá, spiritará, 1300 V, 3 | lo veggia di sopra, con gridi, con minaccie e con ingiurie, 1301 III, 8 | ché non vi nascano tanti grilli.~Trasimaco. Ti torcerò quel 1302 I, 5 | ma tracanna, ingorga e fa grondare il vino nello stomaco; che 1303 II, 3 | maccheroni straordinariamente grossi, che appena ti capiranno 1304 II, 1 | pancia di rospo, collo di grue, denti di cane, due lingue 1305 II, 1 | troppo pieno, potessimo guardar che cosa sia dentro, e poi 1306 I, 5 | essere tanto studioso a guardarmene, quanto tu ingegnoso ad 1307 I, 3 | manifestarlomi, accioché possa guardarmi da lui.~Erotico. Fareste 1308 I, 2 | del suo serviggio.~Balia. Guardate, che vi sta mirando dalla 1309 III, 3 | male a credere a questi: guardatevi che non v'ingannino.~Pardo. 1310 IV, 5 | errore del tuo non fallo. Guardati per l'avvenire non abusar 1311 IV, 3 | assicurato, che con piú d'una guardatura ho confrontato l'imagine 1312 V, 3 | voglia tener secrete? Si guardò di me, che l'era fratello, 1313 III, 8 | farti in mille pezzi, ti guasterò tutto.~Gulone. , che è 1314 III, 7 | amiciparenti, tutti gli guasto egualmente; e le tintinnate 1315 III, 8 | tosto, ché saresti meglio guattero di tinelli.~Trasimaco. ... 1316 I, 3 | incredibile, quando egli guida gli avvenimenti: però speriamo 1317 IV, 7 | tutti pieni di cancheri e di guidaleschi: e se pur qualche pollo, 1318 V, 6 | bontá di Dio, ma lasciarsi guidar da lei.~Attilio. Oimè, che 1319 II, 2 | ragionar se non di mangiare?~Guidone. E tu di donne e di amori? 1320 III, 9 | bombardeggiava su le spalle, a guisa di batteria.~Trinca. Un 1321 IV, 8 | ché, se pur alcun se ne gusta, vien sempre mescolato con 1322 IV, 8 | maladetti piaceri, che si gustano in amore; ché, se pur alcun 1323 V, 6 | dolcezza, che non posso gustar piacere dell'allegrezza; 1324 IV, 5 | de' passati piaceri che ho gustati nella sua conversazione, 1325 III, 5 | marisco, viscelei havvi havute carbulah?~Turco. Ercercheter 1326 III, 5 | acoce ras marisco, viscelei havvi havute carbulah?~Turco. 1327 III, 4 | catalai nulai?~Turco. Vare hecc.~Trinca. Ho detto marfus 1328 IV, 8 | vogliono che commettiamo idolatria in amar loro, come si fussero 1329 IV, 8 | occhi vostri, come a mio idolo terreno, vo' trafiggermi 1330 III, 5 | Pedolitro. Mi fo la croce. Ierusalas adhuc moluc acoce ras marisco, 1331 III, 6 | non volevi diventar cosí ignorante.~ ~ ~ ~ 1332 II, 4 | non facciamo come certi ignoranti, che nel banchetto spendono 1333 IV, 5 | padre?~Constanza. Figlio, l'ignoranza fa men colpevole l'errore 1334 I, 1 | il volersi sodisfare de illeciti amori e di poco onesti desidèri 1335 V, 5 | disperato, non potendomi imaginar la cagione, come Sulpizia 1336 V, 2 | carne e pelle, e non potea imaginarmene la cagione. La natura veramente 1337 I, 4 | per cader morta; né posso imaginarmi come questa tormentata anima 1338 III, 5 | dicea marfus; ma non possea imaginarsi che cercava da lui. Io stimo 1339 IV, 4 | dispiacevole e noioso.~Cleria. Imaginatevi, cara madre, che non conoscendo 1340 I, 1 | promettete molto di me e v'imaginati che con quella agevolezza 1341 IV, 2 | riscatto. Venni in Vineggia per imbarcarmi per colá, e m'innamorai 1342 I, 3 | in Vineggia, ché di m'imbarcassi per Constantinopoli. Giunsi 1343 I, 3 | Accadde che, essendosi imbarcate in Bari per andar a trovarlo, 1344 III, 8 | braccia, che non ti potrai piú imboccare.~Gulone. Ti romperò quella 1345 III, 5 | bevuto nell'osterie e state imbriaco, e non sapete dove abbiate 1346 II, 5 | Balia sola.~ ~Balia. O mondo immondo, o mondo tutto pieno di 1347 I, 3 | Cleria?~Trinca. Con la vostra impacienza interrompete me e turbate 1348 I, 2 | secreto voler d'amore è cosí impadronita della mia volontá, che non 1349 III, 3 | ben accorto che arrossiva, impallediva, respondendo s'intricava, 1350 III, 3 | vergogni, ti arrossisci e impallidisci.~Cleria. Perché odo cose 1351 I, 5 | prattica con zoppi, al fin impara a zoppicare: vostro figlio 1352 IV, 10| onorata maestra non potea imparar altre opre di quelle ch' 1353 IV, 10| altre opre di quelle ch'ave imparate.~Balia. Questo guadagno 1354 II, 6 | ridiceste ad altri, ché m'impediresti di non udir piú da lui delle 1355 II, 6 | di secretezza che possa impedirmi che non vi compiacessi; 1356 II, 2 | fanno tanto rumore che m'impediscono l'udire.~Trasimaco. Non 1357 I, 4 | altro poco.~Attilio. Non m'impedite, di grazia, che trattiamo 1358 III, 2 | Pedolitro. L'ho vendute e impegnate all'osterie per mangiare. 1359 I, 3 | parli; ché, se non posso impetrar da lui che la lasci, impetrare 1360 I, 3 | impetrar da lui che la lasci, impetrare almeno che la lasci per 1361 V, 1 | vecchia, uccidi la vecchia, impicca la vecchia e squarta la 1362 V, 2 | me si porga occasione d'impiegarmi ne' tuoi comandi, per aver 1363 II, 3 | gli arrosti secchi e mal impillottati? e il peggio di tutto, che 1364 II, 6 | basterebbe la sua poltroneria ad impoltronire tutti i poltroni del mondo; 1365 I, 5 | Trinca. Farò il tutto come m'imponete.~  ~ ~ ~ 1366 V, 2 | secreti di Orgio, che v'importano, poiché egli per i suoi 1367 II, 5 | buona per lei, e che molto l'importava. Misera Sulpizia! come restarai, 1368 IV, 9 | Non posso piú patire l'importunitá e la mala creanza di costui.~ 1369 IV, 8 | come il vento - e chi s'impregna di vento, partorisce aria; - 1370 III, 8 | inserpentire, inantropofagare, improcustire, inneronire: con un sgraffio 1371 V, 6 | sono tanto occupati dalla improvisa dolcezza, che non posso 1372 I, 4 | perché questo sospetto cosí m'inamarisce ogni bene, che mi toglie 1373 III, 8 | Tu mi fai inserpentire, inantropofagare, improcustire, inneronire: 1374 IV, 6 | mostruoso accidente, o caso inaudito!~Attilio. O amor iniquo, 1375 I, 5 | quanto meglio lo nudrite, piú incancherisce e infistolisce.~Pardo. Che 1376 II, 6 | scagliandosi in mezo a tutti, s'incanò talmente, che a furia di 1377 V, 6 | Attilio. Oimè, che io mi sento incapace di tanta allegrezza, dubito 1378 III, 7 | ministra fuoco e fiamme: cosí m'incarno e m'insanguino, la vista 1379 IV, 5 | vivo inferno, un perpetuo incendio ardente. O Idio, che insopportabil 1380 I, 2 | tempo è consumata, morta e incenerita, quasi novella fenice, è 1381 I, 5 | lancia spezzata.~Pardo. S'inchina assai volentieri a questo.~ 1382 IV, 5 | materni affetti! Sto per inchinarmi e baciarvi i piedi, per 1383 I, 2 | Balia. Non vedete, che s'è inchinata da dentro la gelosia e vi 1384 IV, 5 | sopporta lo sforzo della tua inclinazione.~Attilio. Ahi, che non per 1385 IV, 9 | le mie ragioni?~Balia. M'incolerisco di sorte, che se mai mi 1386 II, 5 | fra gli uomini, coloro che incolpano le donne di volubilitá e 1387 I, 2 | pensieri? O donna d'eroica e incomparabil virtú! Onde, nel complimento 1388 IV, 8 | femina, è sempre instabile e inconstante. Sperava questa sera sposarla: 1389 II, 5 | donne di volubilitá e d'inconstanza. Ite voi, donne, fidatevi 1390 II, 6 | Trasimaco. ... Ed una notte, incontrandosi con birri che gli voleano 1391 I, 4 | attaccano ad ogni tavola che s'incontrano.~Attilio. Ahi, ch'essendo 1392 II, 6 | desidero Gulone, men lo posso incontrare...~Trinca. (Per trovar il 1393 I, 4 | cristallo, che temono sempre incontrarla e romperla in ogni scoglio.~ 1394 IV, 8 | rappacificarsi piú giamai. Almen incontrasse la balia, ché m'informasse 1395 IV, 2 | bisogna, padrona, quando v'incontrate, usar quelle accoglienze 1396 I, 2 | muterá tenore, essendomi incontrato con la tesoriera de' nostri 1397 III, 3 | schivi che gli occhi tuoi s'incontrino con i miei? ti vergogni, 1398 V, 2 | in che peccato era io per incorrere! Ma ben fece Orgio, che 1399 II, 5 | dell'amor tuo? Taccino, come indegni di conversar fra gli uomini, 1400 II, 4 | non offenderlo con la mia indegnitá. Ma, poiché da voi mi vien 1401 III, 8 | con un par suo. O molto indegno della grandezza dell'animo 1402 | indi 1403 III, 6 | Quabacondono; gite nell'Indie, nel Messico, in Temistitan, 1404 III, 8 | punzecchiando e mi offendi troppo indiscretamente: non lo comporterò, cancaro!~ 1405 I, 3 | fussi. Cosí, fingendomi indisposto, ci componemmo con Pandolfo 1406 III, 4 | nel volto.~Trinca. L'avete indovinata: e or gli lo vo' dimandare. 1407 I, 1 | minima parola mi potrebbe indrizzare al rimedio.~Trinca. Ve l' 1408 III, 7 | colera mi soverchia - ché l'induggio, che si frapone alle vendette, 1409 I, 1 | travagli peggiori; ma a ciò m'indussero le vostre preghiere.~Attilio. 1410 I, 3 | Si levò la mensa, e tutto inebriato di amore, me ne andai a 1411 I, 2 | sommo bene, a quella celeste ineffabil bellezza, anzi fonte onde 1412 IV, 6 | quei ricordi che seminari inesausti di dolori?~Erotico. Mirando 1413 IV, 6 | addolorato, forsennato e inesorabile, tiriamolo in casa vostra, 1414 I, 3 | soffrenza e umiltá batter l'inespugnabil rocca del suo pudico core. 1415 III, 3 | Anzi, tu pur ardisci d'infamarmi, che sia serva d'un alloggiatore.~ 1416 IV, 8 | e quelle di che la tua infedeltá me ne cagione.~Erotico. 1417 IV, 9 | raccontate per essempio d'infelici.~Erotico. Ascoltami due 1418 IV, 5 | fortuna, o essempi di somma infelicitá, o infelice versaglio di 1419 III, 2 | arma alla primavera, e non infesterá le nostre marine?~Pedolitro. 1420 II, 5 | col pensiero! O Erotico infidele e disleale! O Sulpizia troppo 1421 I, 5 | nudrite, piú incancherisce e infistolisce.~Pardo. Che rimedio ci sará?~ 1422 V, 6 | cieli troppo potenti, troppo influenti! o stupori, o meraviglie 1423 IV, 5 | spenger quelli ardenti e infocati effetti di amore nel godimento 1424 III, 6 | credito a furfanti; e volendo informarvi chi sia, andate in Persia 1425 IV, 8 | incontrasse la balia, ché m'informasse da lei, che ingiuria è quella 1426 I, 4 | parole, accordatevi in fatti: informatela bene del negozio e fatecelo 1427 I, 3 | seco i rimedi di tutti gli infortuni che ci potessero intervenire.~ 1428 I, 5 | sará?~Trinca. Quello degli infranciosati: con una dieta di pane e 1429 III, 7 | ebbe mai altro oggetto che infringere, ingoiare e smaltir gli 1430 IV, 9 | dimandare, che mi saltano adosso infuriate, che non mi lasciano dir 1431 III, 9 | prima, che, quando stavi infuriato, ammazzavi gli amici e gli 1432 I, 2 | passerá subito; ma la sua s'ingagliardisce da un rabbioso vento di 1433 III, 5 | parole, e che mi voleva ingannare, non m'ha giovato crederlo. 1434 II, 3 | annegata la figlia. Hai torto ingannarlo cosí.~Gulone. Come egli 1435 I, 5 | quanto tu ingegnoso ad ingannarmi. Ben sai che ho san Mazzeo 1436 I, 3 | invenzione, accioché non m'ingannassi il giudizio. Ascoltate, 1437 II, 5 | adiutrice. Ma chi non arebbono ingannata tante lacrime, tanti suspiri 1438 IV, 8 | desiate, e poi lasciarle. Ingannevoli volpi, che non desiate di 1439 III, 3 | questi: guardatevi che non v'ingannino.~Pardo. Chi è dunque costei?~ 1440 I, 5 | a guardarmene, quanto tu ingegnoso ad ingannarmi. Ben sai che 1441 III, 8 | la farò da quel che sono. Ingenòcchiati, raccomanda l'anima a Dio.~ 1442 III, 6 | vaivoda; la regina Lisabetta d'Inghilterra mi volea per marito, se 1443 IV, 6 | non s'apra la terra e m'inghiottisca, né so come mi sostegna. 1444 I, 2 | disgusti, quanti ella se n'ha inghiottiti. E con la fede e costanza 1445 II, 1 | largo, aperto, che, subito inghiottito, uscisse fuori, e fusse 1446 II, 2 | poppe di vitelle fredde, or inghiotto i tordi grassi - che stringendoli 1447 III, 7 | oggetto che infringere, ingoiare e smaltir gli uomini e i 1448 II, 1 | saccoccia alla gola, ché il cibo ingoiato si riceve in quella, e dopo 1449 II, 2 | saporitissimi baci, e sfogo l'ingordo desiderio del mio ventre. 1450 I, 5 | non beve, ma tracanna, ingorga e fa grondare il vino nello 1451 IV, 9 | fatto al vento, malvaggio, ingrataccio, che tu sei.~Erotico. È 1452 V, 2 | paga con prezzo di tanta ingratitudine.~Pardo. Ma che sète per 1453 IV, 9 | insino all'unghie, cane ingrato e disconoscente.~Erotico. 1454 II, 6 | che porta certi mustacci ingrifati e i peli della barba rabbuffati, 1455 II, 6 | discordia, ch'in eterno sarete inimici).~Trasimaco. ... E sarò 1456 III, 7 | che ti attaccassi adosso inimicizia cosí grande; e bisognerá 1457 I, 1 | m'era amico, tanto m'è or inimico: l'amore è un violento effetto 1458 I, 2 | gran desidèri di gloria e m'innalza con gli occhi dell'intelletto 1459 I, 2 | bellezza, come occhiali, per innalzarmi a piú sublime grado di contemplazione, 1460 IV, 2 | imbarcarmi per colá, e m'innamorai di una giovane bellissima, 1461 I, 5 | innamorato; ma chi si vuol innamorar di lui? E poi date credito 1462 IV, 6 | commisi io mai, che avessi ad innamorarmi di mia sorella? O Cleria, 1463 I, 3 | fortuna.~Attilio. Amore innamorò tutte le cose, non mai la 1464 III, 8 | inantropofagare, improcustire, inneronire: con un sgraffio ti sconquasserò 1465 IV, 8 | faccino piena fede della mia innocenza? E le tante esperienze fatte 1466 IV, 6 | perversa sorte, che l'animo s'inorridisce di spavento e la lingua 1467 II, 1 | come un sacco, per poter insaccar robbe assai? Che dispiacer 1468 IV, 9 | faccia con i denti; e me ne insanguinarei insino all'unghie, cane 1469 III, 7 | fiamme: cosí m'incarno e m'insanguino, la vista mi s'accieca di 1470 I, 2 | la morte v'ha spiegato l'insegne sue, considerate i travagli 1471 III, 8 | audacia è la tua? Tu mi fai inserpentire, inantropofagare, improcustire, 1472 II, 5 | che sia sicuro dalle tue insidie? O etá maladetta, o crudeltá, 1473 IV, 9 | denti; e me ne insanguinarei insino all'unghie, cane ingrato 1474 I, 5 | ch'allo studio; è divenuto insolente, mal creato, e mi beffeggia. 1475 V, 5 | Erotico. A cosí maladetto, insolito e sregolato accidente, andandoci 1476 IV, 5 | incendio ardente. O Idio, che insopportabil dolore è quel ch'io sento, 1477 II, 3 | senza mangiare, son cose insopportabili.~Trinca.... Ha ordinato 1478 I, 2 | Cleria per moglie, ed ella è insospettita che la bellezza di Cleria 1479 IV, 4 | riveggia?~Cleria. O madre, come insperatamente vi veggio!~Costanza. Mentre 1480 IV, 8 | per esser femina, è sempre instabile e inconstante. Sperava questa 1481 II, 4 | se ne dimando con tanta instanza, perché dubito che, per 1482 IV, 9 | belle parolelacrime, instrumenti da ingannar le povere donnecciuole. 1483 I, 2 | innalza con gli occhi dell'intelletto a considerar quella dell' 1484 V, 6 | impossibile, e pur mi piace d'intenderlo.~Trinca. Stammi allegro, 1485 I, 3 | come v'ho detto da prima, intendevate il modo. Troveremo un amico, 1486 III, 3 | Dico che tu sei Sofia, intendi? a chi dico io?~Cleria. 1487 IV, 6 | Erotico. V'è stato forse interdetto il poter trattare e il ragionar 1488 I, 3 | m'alzi per partire, e m'interrompe cosí gran piacere.~Erotico. 1489 II, 2 | riscattarti.~Gulone. M'hai interrotto un discorso che facea contro 1490 I, 3 | infortuni che ci potessero intervenire.~Attilio. Speriamo bene, 1491 IV, 9 | come te, ti caverei quelle intestine dal corpo. Ma. se non me 1492 II, 5 | dell'estate, e le notti intiere al freddo, alle pioggie 1493 IV, 5 | persona cresce la fiamma nell'intime midolle; avézzati a non 1494 III, 8 | che fanno a lor stesse un intingolo suavissimo, con certi aromati 1495 I, 2 | corso ci accade qualche intoppo, abbia speranza che un giorno 1496 I, 2 | Balia, con le tue parole m'intorbidi l'animo di sorte che non 1497 III, 4 | detto che poco inanzi è intrato in una osteria nel viaggio, 1498 III, 3 | impallediva, respondendo s'intricava, e non sapea quello che 1499 I, 5 | maritata, sareste uscito da intrico.~Pardo. Non ho trovato cosa 1500 III, 3 | questo intrigo se ci trova intrigato il Trinca, che è il maggior 1501 III, 3 | sospetto, è che in questo intrigo se ci trova intrigato il 1502 Per | PERSONE CHE S'INTRODUCONO~ ~Attilio giovane~Trinca 1503 II, 1 | uscisse fuori, e fusse l'introito uguale all'esito. A che 1504 II, 2 | non bevo una voltarella e inumidisco il palato e la lingua e 1505 IV, 4 | e avanzando io in etá, s'invaghí di me quel cane; la moglie


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