abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch
Atto, scena
1506 I, 5 | Pardo. Che vuoi che se invecchi in casa e poi non trovi
1507 I, 1 | subito siate aiutato. L'invenzioni son facili a trovar, ma
1508 II, 5 | pioggie e a' tuoni dell'inverno? Non ho cuore di darle tal
1509 IV, 6 | tempo questo che vi domando. Inviamo Trinca, intanto, in casa
1510 III, 2 | Trinca servo, i quali ho inviati col riscatto in Constantinopoli
1511 II, 6 | lingua!~Trinca.... Dice che l'invita a mangiar seco, e non mangia
1512 II, 3 | banchetto, ché Pardo ha promesso invitarmi a pranso. Ma queste legne
1513 I, 5 | venne. Talché voi non l'invitate a mangiare, ma a digiuno,
1514 I, 3 | che Sulpizia è mio dono irrevocabile, perché ci abbiamo data
1515 I, 2 | Prendetela per serva o per ischiava: ogni stato le sará felice
1516 I, 3 | Vo' andarmene in qualche isola diserta, per non esser ingannato
1517 IV, 3 | consorte mio, a narrar sí lunga istoria della servitú sofferta fra
1518 IV, 5 | alla mia casa, e sono stata istrumento e ministra di crudel ufficio.
1519 I, 1 | né fui mai a Padoa per istudiare.~Attilio. Col tardar, la
1520 II, 5 | volubilitá e d'inconstanza. Ite voi, donne, fidatevi de'
1521 | ivi
1522 V, 4 | che...~Pardo.... Dio ce 'l perdoni! che essendomi tolta
1523 II, 2 | Trasimaco. Vuoi che ci sia della lacrima?~Gulone. Della lacrimissima.~
1524 II, 2 | della lacrima?~Gulone. Della lacrimissima.~Trasimaco. Del greco?~Gulone.
1525 I, 4 | voi non piove una minima lacrimuccia dagli occhi, che a me tutti
1526 III, 1 | assassinato dagli osti, da ladri, da fuorusciti e da vettorini.
1527 II, 2 | mi morrei di fame. Io son ladro, buggiardo, furfante e ruffiano,
1528 V, 1 | perché piú perdo tempo in lamentarmi, e non batto la porta di
1529 I, 3 | volgermi gli occhi sopra, mi lanciò una fiamma nel core, che
1530 | Laonde
1531 II, 5 | costoro di prima barba, larghi di promesse e ricchi di
1532 I, 3 | e finalmente tutte fur larve e imagini del desiderato
1533 III, 2 | allegro e giovane che non vi lasciai.~Pardo. Donde si viene?~
1534 IV, 6 | la cagione.~Attilio. Deh, lasciami accompagnato dalla mia miseria,
1535 I, 5 | Trinca. È troppo giovane: lasciamolo invecchiare un altro poco.~
1536 IV, 9 | possibile che non vogli lasciar l'ira per un poco e ascoltar
1537 IV, 8 | termine che desiate, e poi lasciarle. Ingannevoli volpi, che
1538 V, 6 | l'alta bontá di Dio, ma lasciarsi guidar da lei.~Attilio.
1539 IV, 6 | Erotico. Deh, caro amico, non lasciarti cosí trasportar dal dolore!
1540 IV, 3 | che nel cuor impressa mi lasciasti.~Constanza. O marito, marito
1541 IV, 5 | desidèri cosí brutti, e lasciatevi governare dal freno della
1542 IV, 10| pochi capelli che ti ha lasciati il mal francese; ma faremo
1543 I, 3 | luci: neanche quel sogno mi lasciava riposare, perché mi rappresentava
1544 V, 6 | partorí Costanza e diede a lattar Cleria alla moglie di Filogono,
1545 V, 2 | casa vostra, e a me diede a lattare la vostra Cleria, sotto
1546 V, 2 | moglie di Filogono, che la lattasse, perché egli era allor poverello
1547 V, 2 | era vostro vicino: ella si lattò la sua Sulpizia, che ora
1548 II, 6 | padre fu giudeo, sua madre lavandaia, sua ava puttana, suo zio
1549 I, 3 | voi stesso - perch'io son lealissimo con gli amici.~Erotico.
1550 IV, 8 | e reina che mi sète, v'è lecito fare e dirmi ogni ingiuria
1551 IV, 6 | trasportar dal dolore! E quel legame d'amicizia, che insieme
1552 IV, 8 | legato con troppo saldi legami, e la luce de tuoi begli
1553 IV, 8 | tue bellezze mi tengono legato con troppo saldi legami,
1554 I, 5 | e fa l'ufficio suo. E la legge maumettana di lá comanda
1555 III, 2 | l'amai viva.~Pedolitro. Leggetela, e vedete quanto vi scrive;
1556 I, 3 | pensieri. Pur, verso l'alba, un leggier sogno m'occupò le luci:
1557 IV, 4 | meco, la servitú mi era leggiera e assai dolci i travagli,
1558 I, 3 | non sarete per possederla legitimamente mai per moglie, né senza
1559 I, 3 | morto, vi sposarete con i legitimi modi.~Erotico. Ah, ah, ah,
1560 III, 9 | Come? se mi sentiva piú legni addosso che non ha un bosco;
1561 I, 3 | abbracciava me stesso e le lenzuola, e finalmente tutte fur
1562 I, 5 | Or, tutto il giorno in letto, non s'alza insin ad ora
1563 II, 3 | Gulone. (Di cembali e di leuti, ché mi fará una musica.
1564 I, 3 | cena fu la sua bellezza. Si levò la mensa, e tutto inebriato
1565 I, 5 | Cleria al capitano, e mi liberarò della servitú di aver femine
1566 II, 4 | piú particolarmente, e liberatela da tal passione.~Erotico.
1567 I, 2 | fanciullezza, dalle nostre libere volontá concordi insieme,
1568 IV, 2 | della propria mia acquistata libertade.~Trinca. (Ecco l'altra perturbatrice
1569 I, 5 | lo poteva distaccar da' libri; poi si dicea l'ufficio
1570 IV, 2 | al primo incontro, datemi licenza che le facci ora, che possa
1571 I, 5 | Per dirtela, tratta troppo licenziosamente con la sorella: si baciano,
1572 IV, 8 | lei. Ma faccivi Idio cosí lieta e contenta, come v'ha fatto
1573 II, 3 | sua tavola.~Trinca. Farti ligar in una camera terrena:...~
1574 III, 6 | esser suo vaivoda; la regina Lisabetta d'Inghilterra mi volea per
1575 V, 4 | alla morte; e vengamo a liti, contrasti e questioni.
1576 I, 2 | scoloriti, e i giri d'intorno lividi, ricordatevi delle lacrime
1577 IV, 5 | Ahi, che non per cangiar loco si cangia il core; e se
1578 IV, 7 | La mia lingua v'ha sempre lodato.~Pardo. Le lodi ch'escono
1579 IV, 4 | casa seco.~Constanza. Sia lode a Dio del tutto.~Pardo.
1580 III, 8 | i morti; una torta alla lombarda; con un vin prezioso di
1581 I, 2 | quanto il sonno è stato lontano da loro. Se il volto è pallido
1582 I, 5 | fanno tutto il giorno alla lotta, l'un sopra l'altra, quasi
1583 V, 6 | quell'olio che si pone alla lucerna, quando sta per spengersi.~
1584 I, 3 | leggier sogno m'occupò le luci: neanche quel sogno mi lasciava
1585 I, 2 | bella imagine, come in un lucido e polito specchio, e star
1586 III, 6 | Sconquassi de Squassamenti, mio lugar teniente e general de' miei
1587 IV, 8 | quando la luna è scema di lume, a lor le si scema il cervello.
1588 V, 3 | visto la balia ragionar lunghissimamente con Pardo, e son certo che
1589 IV, 3 | sofferta fra quei cani, de' lunghissimi travagli del viaggio, che
1590 II, 1 | come queste? darmi fame di lupo, bocca di rana, pancia di
1591 V, 6 | fortuna traditora pur mi lusinga con nuove speranze, e pur
1592 II, 3 | tavola con un piatto di maccheroni straordinariamente grossi,
1593 III, 9 | Briareo, non potea far tanto macello: mi scoppettizava, mi bombardeggiava
1594 III, 2 | ciera? perdonatemi, cioè macra e scolorita.~Pedolitro.
1595 I, 5 | si dicea l'ufficio della Madonna: tutto diligenza, ubidienza
1596 IV, 10| Orgio. Sotto sí onorata maestra non potea imparar altre
1597 I, 3 | Attilio. Avete voi torto maggiore aver una tal stima di me -
1598 I, 5 | burla volentieri, e or tanto maggiormente, che si vede libera dalla
1599 II, 6 | determinare chi fusse il magior poltron del mondo, senza
1600 II, 2 | penetrar nella grandezza e magnificenza sua, né toccarne il fondo.~
1601 III, 4 | Trinca. Carigar camboco maio ossasando?~Turco. Ben sem
1602 III, 7 | Trasimaco. Sia maladetta quella maladettaccia sgualdrinaccia della fortuna,
1603 III, 9 | di me, che ho patito le maladette bòtte su le braccia, sul
1604 V, 6 | fuor del naturale, cosí malagevole da sperarsene bene, n'è
1605 I, 5 | anni.~Trinca. Ha quaranta malanni. Ne ha piú di sessanta:
1606 I, 1 | Attilio. Col tardar, la malattia mi potrebbe uccidere.~Trinca.
1607 II, 3 | me il capitano? Che sia maledetta quella puttana che lo cacò!~
1608 II, 3 | quel «ti venga» pur mi fa malo augurio).~Trinca. Non ti
1609 I, 5 | dirle.~Pardo. Dille in tua malora, ché mi fai venir la rabbia.~
1610 III, 6 | parentado, tutte son croci di Malta, di S. Stefano, di S. Giacomo
1611 IV, 9 | è stato fatto al vento, malvaggio, ingrataccio, che tu sei.~
1612 II, 3 | alcune volte, e non del mancamento.~Trinca. Tu sai che sempre
1613 III, 6 | valiggie di lettere che mi mandano. Ecco quella a punto del
1614 V, 4 | e per la porta di dietro mandaremo a chiamar Sulpizia vostra,
1615 I, 5 | li trabocca giú come li mandasse in una cloaca, e con tanta
1616 I, 2 | l'occhino: salutatela e mandatele un bacio, se la volete rallegrare.~
1617 III, 8 | poco acerbe, non so come le manderai giú.~Trasimaco. Ah, furfante!
1618 II, 6 | crudeli fendenti, di orrendi mandritti e di orribili stoccate,
1619 I, 5 | far quel che vuole; talché mangiará sempre piú bastonate che
1620 IV, 7 | di non mangiar teco, e ci mangiarò oggi a vostro dispetto.~
1621 III, 2 | vestí?~Pedolitro. Me l'ho mangiate in Turchia.~Pardo. In Turchia
1622 I, 3 | e morto, non sapeva che mangiava o beveva o aveva; ma parea
1623 I, 3 | veramente le sue azioni e maniere erano tanto oneste e d'incorrotta
1624 IV, 6 | spavento e la lingua non basta manifestarlo.~Erotico. Dillomi tu, Trinca.~
1625 I, 3 | Attilio. Tanto piú dovete manifestarlomi, accioché possa guardarmi
1626 IV, 2 | offeso, e però mi vergogno manifestarlovi.~Constanza. L'offese de'
1627 V, 2 | fortuna, arebbono voluto manifestarvi l'inganno e riaver indietro
1628 IV, 2 | affetto materno. Voi tacete? Manifestatela, figlio, ché troverete quel
1629 V, 6 | ne venne a Pardo, e l'ha manifestato che, quando partorí Costanza
1630 V, 1 | alla casa di Pardo; e li manifesterò un fatto, che li farò sborsar
1631 IV, 2 | che mi portiate, che mi manifestiate la cagione del disturbo;
1632 III, 7 | ballon del suo capo con mantaci di vantamenti).~Trasimaco.
1633 I, 5 | figlia per una vacca. E per mantener quel fumo del suo camino,
1634 III, 4 | affrontar insieme, e ce l'ha mantenuto in faccia.~Attilio. (Siamo
1635 V, 6 | ché tira piú un pelo del manto delle donne, che diece paia
1636 III, 2 | non infesterá le nostre marine?~Pedolitro. Dico, buona
1637 III, 5 | Ierusalas adhuc moluc acoce ras marisco, viscelei havvi havute carbulah?~
1638 I, 5 | padri che prima muoiono, che maritano i figli, per non contentarsi
1639 II, 4 | che, per qualche sdegno o martello passato tra voi, vogliate
1640 III, 6 | miei, e far una dozina di Marti, un'altra di Bellone, di
1641 II, 6 | certo capitano che certi mascalzoni vennero per assaltarlo,
1642 III, 8 | tutto, ti sganghererò le mascelle e i denti, che non potrai
1643 I, 5 | pone in bocca certi pezzi massicci di carne e certi bocconi
1644 II, 5 | giovani del tempo d'oggi, e massime di costoro di prima barba,
1645 III, 8 | una crustina sopra, che, masticandola, ti stride sotto i denti,
1646 II, 1 | tranguggiare i bocconi senza masticargli, poi quando fussimo a casa,
1647 III, 8 | questo tuo cibo, come i mastri di caccia tirano gli astori
1648 IV, 2 | sapreste voi dir se Pardo Mastrillo fusse vivo?~Attilio. È vivo
1649 II, 6 | detto a bastanza, perché la materia abonda troppo.~Trinca. È
1650 IV, 5 | abbracciamenti! che vivi motivi di materni affetti! Sto per inchinarmi
1651 IV, 2 | non sia vinta dall'affetto materno. Voi tacete? Manifestatela,
1652 I, 5 | cristiani, - né si usa levar mattino, né si va a Studio; anzi
1653 II, 6 | Trasimaco. So che non sète matto, che di nulla ridete; ditelo,
1654 I, 1 | guasta i negozi: bisogna maturo consiglio e non prestezza.~
1655 I, 5 | l'ufficio suo. E la legge maumettana di lá comanda che le sorelle
1656 I, 5 | ingannarmi. Ben sai che ho san Mazzeo vicino a casa, e quel medico
1657 I, 5 | Querciuolo, che ti suol medicare le spalle, quando il ricercano.
1658 I, 1 | Attilio. Rimedia con qualche medicina, tu che puoi.~Trinca. Non
1659 IV, 8 | Sulpizia. Queste paroline melate usi tu per ingannar le povere
1660 III, 2 | cui ella serviva, l'avea menata fuori; e si dubita, per
1661 III, 2 | son tornati di lá, e ha menato seco Cleria sua sorella,
1662 IV, 2 | tornarmene in Napoli e viver mendicando disconosciuta, per non darvi
1663 II, 3 | Sgraffagnino alle spalle, che lo menino alla dieta. Il medesimo
1664 I, 3 | sua bellezza. Si levò la mensa, e tutto inebriato di amore,
1665 II, 2 | che ho.~Trasimaco. Tu a me menti per la gola? Mira a che
1666 III, 6 | furfante di Gulone, tutto è mentita.~Pardo. M'ha detto che sète
1667 V, 6 | influenti! o stupori, o meraviglie grandi, che da moglie mi
1668 IV, 9 | dirti il mal trovato. Ma mi meraviglio come non ti vergogni di
1669 V, 6 | a quello, che con tanti meravigliosi avvenimenti avea disposto
1670 I, 5 | riscattarla di nuovo.~Trinca. Meritano i suoi buoni costumi d'esser
1671 V, 6 | potendo con alcun premio meritar la vostra affezione, vi
1672 III, 2 | sei schiava. Oh, quanto la meritarei io la servitú che per me
1673 II, 4 | quanto meno conosco di meritarlo.~Pardo. Giá stimo che Trinca
1674 IV, 8 | cortesie, ricevute da me, non meritavano tal guiderdone.~Erotico.
1675 I, 1 | per li tuoi consigli; e meriteresti che ti spianasse le spalle,
1676 IV, 8 | vostro? se non come voi meritevole, almeno come le deboli forze
1677 IV, 7 | se non ho la tavola con mesal bianco, ornato di frondi
1678 IV, 4 | stringersi. Mira che lacrime mescolate di dolore e di dolcezza.
1679 IV, 8 | se ne gusta, vien sempre mescolato con la paura di aver a finir
1680 I, 5 | inanzi giorno, andava alla messa, poi allo Studio, tornava
1681 III, 6 | Quabacondono; gite nell'Indie, nel Messico, in Temistitan, e dimandate
1682 II, 4 | nel banchetto spendono la metá della dote.~Erotico. Maggior
1683 III, 7 | uomini e i cavalli, armati di metalli e di bronzo.~Trinca. Quando
1684 V, 6 | Erotico. Voi sempre foste la mettá dell'anima mia; or tutta
1685 I, 1 | tutto il tuo sapere e ci metti tutto il tuo studio.~Trinca.
1686 III, 6 | lo disfidarei, nudo, con meza cappa, ad uccidersi meco
1687 I, 2 | zio, ch'io sia stata la mezana de' vostri amori; e m'ha
1688 V, 2 | insieme e restano poi nemici i mezani.~Balia. Non ci è luogo di
1689 I, 5 | stentar in aspettar fino a mezogiorno; e che s'alza da tavola
1690 I, 1 | quali non sanno star nel mezzo, ma sempre sugli eccessi.
1691 III, 7 | taglianasi, troncabraccia e mietigambe, tu vedrai i motivi che
1692 III, 4 | Constantinopoli ci sono molte miglia. Dimandagli che camino han
1693 V, 1 | che li farò sborsar molte migliaia di scudi; e so che cavandosegli
1694 III, 9 | in astuzie e stratagemme militari, mi risolvo alla prima.~
1695 III, 6 | il quale ho imparato la milizia. Ecco quella de' veneziani
1696 II, 6 | prattica per udir quelle sue millanterie, e se prende spasso de fatti
1697 V, 6 | Pardo andò ad Orgio, e minacciandolo l'ha scoverto il tutto.
1698 IV, 7 | dicendo il contrario.~Gulone. Minestre fredde e vin caldo, che
1699 II, 3 | e ti pone inanzi certe minestrine, certe insalate ricamate
1700 III, 7 | sappi che son nato dentro le miniere di ferro, nodrito fra gli
1701 I, 1 | spianar le spalle, come ministri de' loro danni.~Attilio.
1702 V, 3 | onde io medesimo son stato ministro del mio male. Ho visto la
1703 IV, 3 | viaggio, che non son stati minori.~Pardo. Ecco la tua figlia
1704 I, 1 | importanza bisogna dir tutte le minuzzarie, perché un minimo atto,
1705 II, 3 | torte e bistorte, la carne minuzzata, le cose mal ordinate e
1706 II, 6 | gli voleano tor l'armi, minuzzò il capitano con tutta la
1707 III, 7 | poltronissimo, sarò spettatore di un mirabil duello). Sará ben che m'
1708 V, 6 | altro. Sappiate che per un mirabile accidente, per un benevolo
1709 IV, 5 | Avézzati a poco a poco a non mirarla, perché dalla vista dell'
1710 V, 2 | avuto mai grazia, né l'ho mirata mai di buon occhio. O vecchio
1711 III, 9 | Trinca. Niuno.~Trasimaco. Mirate, di grazia, con diligenza.~
1712 I, 4 | istessa vita, quante volte vi miro. Son vostro, voglio esser
1713 II, 5 | e che molto l'importava. Misera Sulpizia! come restarai,
1714 IV, 5 | venuta spettatrice d'una miserabil tragedia. Ahi, che non è
1715 IV, 6 | disgraziato.~Erotico. Il vostro miserabilissimo caso è degno di compassione
1716 IV, 5 | morte è un dolce porto de' miseri, a niuno è chiuso, raccoglie
1717 IV, 8 | piú ti vedi amar fuor di misura, piú dá certo presaggio
1718 IV, 8 | in un proposito, o sono mobili come il vento - e chi s'
1719 I, 3 | giú; e bisogna scambiar le mogli fin che vive il vecchio,
1720 I, 3 | turbino, né per affanni che mi molestino, da una amorosa violenza
1721 III, 3 | cervello.~Pardo. Orsú, non moltiplichiamo in parole: figlia, sali
1722 III, 5 | la croce. Ierusalas adhuc moluc acoce ras marisco, viscelei
1723 III, 7 | desiderarei che fussero mille mondi, per stanziarvi piú a largo.
1724 II, 2 | io fo l'amor con vitelle mongane, tu con vacche: carne ami
1725 III, 6 | miei squadroni: il pan a monti, i buoi a quarti, i capretti
1726 II, 3 | sempre il salame a tavola morbido e succoso. Che maggior torto
1727 III, 8 | prezioso di amarene che bacia, morde e dá calci.~Gulone. Ahi,
1728 II, 2 | sfrenato innamorato, or mordo poppe di vitelle fredde,
1729 V, 2 | gastigo di Dio, e se ne moriro ambiduoi di disperazione
1730 V, 2 | male per ira, giá non ne morrai per questo.~Balia. Orgio,
1731 IV, 2 | mi trafissero mai tanto i morsi della servitú, quanto or
1732 IV, 6 | miei son occupati da un mortale dolore! Trinca, or che vai
1733 V, 3 | rabbia troppo acuta, che mi mosse cosí subito, fe' che mi
1734 I, 2 | amore; e in quell'abito vi mostrará in parte quell'umil servitú
1735 I, 2 | doglio ch'io non posso aperto mostrarle il cuore, ch'ivi vedrebbe
1736 I, 3 | la liberalitá, cosí col mostrarsi volontoroso s'inganna chi
1737 I, 3 | umiltá che con l'arroganza; e mostrate desiderar Sulpizia, ché,
1738 I, 3 | vecchio di voler Cleria, mostrategli desiderarla.~Erotico. Sará
1739 I, 3 | violenza; e i suoi costumi mostravano lo splendor de' suoi natali
1740 V, 5 | Erotico. Attilio, tu m'hai mostro le lacrime; e stimo che
1741 V, 3 | alterato è cagion di molti moti disordinati. La rabbia troppo
1742 I, 3 | loro cervelli si muovono al moto della luna, umiliatevi a
1743 III, 9 | sofferte dieci asini e dieci muli: e con poco decoro avete
1744 I, 5 | di quei padri che prima muoiono, che maritano i figli, per
1745 III, 3 | Pedolitro. Qual cagion vi muove, che crediate piú a costei
1746 I, 3 | ostinati, e i loro cervelli si muovono al moto della luna, umiliatevi
1747 I, 4 | alcuna: non mi riterrá né muro né terra né cielo, seguane
1748 II, 3 | di leuti, ché mi fará una musica. Ma appresso al «canchero»,
1749 II, 6 | le genti; che porta certi mustacci ingrifati e i peli della
1750 I, 1 | recipe di venti pugna sul mustaccio e di trenta calci nelle
1751 IV, 5 | perdi un amante. O gran mutazione de' nostri desidèri! O padre,
1752 I, 2 | carissima balia! La fortuna muterá tenore, essendomi incontrato
1753 IV, 6 | fideli serviggi, ché mai nacque piú degno servo di te sotto
1754 IV, 6 | sia maladetta l'ora che nacqui, maladetto chi mi pose nella
1755 III, 4 | dimandare. Siati marfus naincon catalai nulai?~Turco. Vare
1756 IV, 3 | bisogna, consorte mio, a narrar sí lunga istoria della servitú
1757 IV, 9 | la lingua dall'ingiurie e narrarmi il fatto come passi?~Balia.
1758 IV, 6 | farmi misero.~Erotico. Deh, narratemi la cagione.~Attilio. Deh,
1759 I, 3 | Erotico. Non ascoltai mai narrazion di comedia con piú piacere,
1760 I, 3 | voi vi dolete di me, vi narrerò il tutto, e vederete che,
1761 III, 8 | di cervello, ché non vi nascano tanti grilli.~Trasimaco.
1762 I, 1 | cosí l'odio, che da l'amor nasce, è crudelissimo.~Trinca.
1763 II, 1 | benignissima madre. O che mai nascessero piú filosofi, e che si perdesse,
1764 II, 2 | toccarne il fondo.~Trasimaco. Nascesti col cervello a roverscio,
1765 I, 5 | educazione, ch'ornava il suo nascimento, è tolta via da usanza cosí
1766 V, 4 | e questioni. Non accade nasconder quel che è palese: ho visto
1767 I, 3 | mostravano lo splendor de' suoi natali e, anco schiava, mostrava
1768 IV, 5 | del sangue, perché eravamo nati di un medesimo sangue; e
1769 III, 7 | fusse Marte: sappi che son nato dentro le miniere di ferro,
1770 I, 5 | mancando le forze del suo natural potere, si cade tra via,
1771 I, 4 | come quelli che han fatto naufragio, che per non morire s'attaccano
1772 I, 4 | parea esser un di quei che navigano di notte con una nave di
1773 I, 3 | amor mi ha fatto bussola di naviganti, che, volgendola di qua
1774 | neanche
1775 III, 9 | la vostra bravura? come nebbia, il vento l'ha portata via,
1776 IV, 6 | pacienza!~Erotico. Fate della necessitá volontá, e passarete bene.
1777 V, 2 | in cuor di uomo un cosí nefando pensiero?~Balia. Ma la morte
1778 V, 4 | accioché non cominciate a negar la veritá, e poi, negata,
1779 III, 3 | so che debba affermar, né negare, né che mi fare. Oh, fosse
1780 IV, 10| sul fatto, non puoi piú negarlo. Giá m'hai chiarito di quanto
1781 V, 4 | negar la veritá, e poi, negata, la vogliate defendere fin
1782 III, 3 | Cleria. (Che affermarò? che negherò? io non so che debba affermar,
1783 I, 1 | miracoli.~Trinca. Non son negromante, che fo miracoli con le
1784 | nei
1785 | nello
1786 III, 7 | torreggianti gamboni, con queste nerborute braccia fulminar la mia
1787 IV, 6 | sono genti, al sole, alla neve, alle tempeste.~Erotico.
1788 IV, 8 | disleale da quel petto, nido dove non si covano mai se
1789 II, 1 | ci è stata capitalissima nimica nel farci del modo che ci
1790 IV, 5 | mia sorella, padre de miei nipoti e zio de miei figliuoli?
1791 | niun
1792 V, 2 | figliuola, l'avreste maritata nobilissimamente, e la vostra figliuola,
1793 V, 6 | bellezza, per etade e per altre nobilissime parti, l'uno è ben degno
1794 I, 2 | cuore piú generosi spirti e nobilissimi pensieri? O donna d'eroica
1795 I, 3 | stringe; e quanto ci ha nociuto la passata tardanza, tanto
1796 IV, 8 | possibile - o amarissimo nodrimento della mia vita! - che da
1797 I, 2 | date, e il tosco di che la nodrite. Ché se la fortuna volesse
1798 III, 7 | dentro le miniere di ferro, nodrito fra gli acciai; né il mio
1799 IV, 2 | venir ti apporta qualche noia, di grazia fammene consapevole.~
1800 IV, 4 | piacere m'era dispiacevole e noioso.~Cleria. Imaginatevi, cara
1801 IV, 2 | ruggiada. Quel maladetto nolano, venuto da Constantinopoli,
1802 II, 6 | che s'avea posto questi nomi per spaventar le genti;
1803 V, 6 | dolore. Ma sempre che sento nominar sorella, sento un orror
1804 II, 5 | al sol dell'estate, e le notti intiere al freddo, alle
1805 III, 2 | vostra figlia non si sa nova se sia morta o viva piú
1806 | nove
1807 II, 2 | la buona nuova.~Gulone. Novissima buonissima. Or batto: toc,
1808 III, 6 | par mio, lo disfidarei, nudo, con meza cappa, ad uccidersi
1809 I, 5 | canchero che, quanto meglio lo nudrite, piú incancherisce e infistolisce.~
1810 III, 4 | Siati marfus naincon catalai nulai?~Turco. Vare hecc.~Trinca.
1811 IV, 2 | figliuola e per mia dilettissima nuora, mentre vivo, per amor vostro.
1812 IV, 5 | madre, la tua figliuola nuovamente acquistata, e lascia che
1813 IV, 8 | mondo e per giustizia sète obligata di rendermi.~Sulpizia. Or
1814 III, 5 | signor Pardo, ve ne resto obligatissimo.~Pardo. Pedolitro, la giusta
1815 IV, 6 | dopo la morte, ti resterei obligato in eterno.~Erotico. Dimmi,
1816 IV, 6 | sodisfarti, che, se gli oblighi restassero nell'anima dopo
1817 III, 8 | fate fuggire di mano un'occasion di farvi illustre? non saresti
1818 I, 4 | ché il tempo suol apparar occasioni di remedi, e nelle adversitá
1819 I, 2 | quella sua bellezza, come occhiali, per innalzarmi a piú sublime
1820 I, 2 | dalla fenestra e vi fa l'occhino: salutatela e mandatele
1821 V, 3 | cose, che si devono tener occulte, non deve l'uomo fidarle
1822 V, 3 | della figlia quanto è stato occulto fin ora, perché non ci era
1823 | od
1824 III, 7 | paura? Vo' gridar che mi oda: vo' chiamarlo. O Gulone,
1825 II, 2 | digiuno, il ventre gorgoglia? Odi.~Gulone. Non odo, ché le
1826 II, 4 | ché sempre piú tosto l'ho odiata che amata, e m'ho fatto
1827 IV, 8 | posson uscir parole tanto odiose? Di grazia, se lo fate da
1828 IV, 6 | so come mi sostegna. Son odioso agli uomini e a Dio, né
1829 IV, 10| giovani, non puon dar buon odor di loro. Né fu mai figlia
1830 II, 2 | carne cotta è saporita e odorata, la cruda puzza, è schiva
1831 II, 2 | pascendomi intanto di quei soavi odori.~Trasimaco. Io stimo che
1832 I, 1 | fuori, burlava dentro. Io offender te, che sei tutto il mio
1833 II, 4 | non lo scoprisse, per non offenderlo con la mia indegnitá. Ma,
1834 III, 8 | mi vai punzecchiando e mi offendi troppo indiscretamente:
1835 IV, 6 | il buon amico deve esser officioso in dar consiglio e aiuto
1836 IV, 5 | perché l'animo è in tutto offuscato dall'amorose passioni.~Constanza.
1837 III, 7 | mio cuor ebbe mai altro oggetto che infringere, ingoiare
1838 III, 4 | mi scapperai. Cabrasciam ogniboraf, enbusaim Constantinopla?~
1839 V, 6 | che tu dici, è come quell'olio che si pone alla lucerna,
1840 V, 2 | quel tempo, come ora sète, oltra modo ricchissimo, ed egli
1841 | oltre
1842 | omai
1843 II, 3 | quelle sue grandezze con l'ombra delle bugie e con falsa
1844 IV, 2 | alla gran tempesta che ne ondeggia intorno).~Attilio. (O mal,
1845 I, 1 | scelerate.~Attilio. Non è cosa onesta salvar l'onor e la vita
1846 I, 5 | fin ad un certo termine onesto e di creanza, e non con
1847 II, 6 | curiositá.~Trinca. Egli l'onora di molti illustri titoli:
1848 IV, 8 | in me, che di servirvi e onorarvi e spender la vita per l'
1849 V, 2 | fusse costretta poi darli onorevol vitto, e da sua pari. Eccovi
1850 I, 5 | con loro a termini poco onorevoli, come non ho fatto per lo
1851 III, 4 | da oggi innanzi in quella opinione che si conviene. Andate
1852 IV, 2 | la tua venuta, se a piú opportuno tempo venuta fosse.~Constanza.
1853 IV, 6 | può trovarsi. La fortuna opra cose impossibili, ma possibili
1854 V, 6 | Costanza con tanti bei modi s'è oprata con Pardo suo marito, che
1855 V, 6 | vostra sorella, la balia s'oprò tanto con Costanza e con
1856 IV, 6 | uscire da la bocca de gli oracoli? dove quelli atti pieni
1857 III, 5 | che le bugie accompagnano ordinariamente le sue parole, e che mi
1858 II, 3 | carne minuzzata, le cose mal ordinate e cotte.~Gulone. Trinca,
1859 II, 3 | insopportabili.~Trinca.... Ha ordinato a Mazzafrusto e a Sgraffagnino
1860 I, 3 | padrone, per cominciar ad ordir l'inganno.~Erotico. Mi parto:
1861 II, 3 | Trinca. Giurane su questa orecchia d'asino!~Gulone. Ho sempre
1862 II, 3 | ma or che me ne mostri l'orecchio, ti stimerò tale da oggi
1863 III, 6 | un'altra di Bellone, di Orlandi e di Rodomonti, e arricchirne
1864 IV, 7 | tavola con mesal bianco, ornato di frondi e di fiori, e
1865 I, 5 | la buona educazione, ch'ornava il suo nascimento, è tolta
1866 II, 6 | di crudeli fendenti, di orrendi mandritti e di orribili
1867 II, 6 | di orrendi mandritti e di orribili stoccate, cacciandosegli
1868 III, 6 | bellezze. Sí che, deposta l'orribilitá del mio rigore e ammollita
1869 V, 6 | nominar sorella, sento un orror scuotersi per tutta la persona.~
1870 II, 5 | giuramenti fu data, e che tu osservata l'hai con tanta costanza
1871 II, 2 | gito cercando per tutte l'ostarie, dubitando che non fossi
1872 III, 4 | inanzi è intrato in una osteria nel viaggio, appresso Nola,
1873 III, 1 | terra, assassinato dagli osti, da ladri, da fuorusciti
1874 I, 2 | Sta piú innamorata e piú ostinata che mai. Voi sapete che,
1875 III, 5 | Pardo. Non so che mi fa ostinato in saper la veritá di questo
1876 II, 5 | lacrime, tanti suspiri e tanta ostinazione di star i mesi e gli anni
1877 III, 8 | bocca; un pasticciotto di ostreghe boglite nel lor medesimo
1878 V, 4 | siamo vecchi e arrivamo agli ottanta, e abbiamo a star assai
1879 V, 6 | con Pardo suo marito, che ottenne Sulpizia, figlia di Filogono,
1880 I, 3 | maggior merito, stimo che l'otterremo. Poi diremo che Attilio
1881 | ove
1882 I, 5 | suoi pensieri tendono all'ozio. Prima, se alzava inanzi
1883 I, 1 | son medico, né fui mai a Padoa per istudiare.~Attilio.
1884 IV, 1 | O terreno desiderato del paese! o aria, quanto mi sei piú
1885 V, 2 | servitú di trent'anni, mi paga con prezzo di tanta ingratitudine.~
1886 I, 3 | schiavo della schiava. Al fin pagai ducento ducati, che per
1887 V, 4 | predicatori; quando dovemo pagare, siamo diavoli).~Pardo....
1888 II, 2 | col ringraziamento avermi pagato, come se m'entrasse in corpo
1889 II, 3 | teco.~Gulone. Scusa di mal pagatore: perché l'ho maritata la
1890 III, 8 | sète? Olá, para, piglia! paggi, staffieri: e quando sarai
1891 I, 2 | in abito disconosciuto di paggio o di fantesca la riceviate
1892 III, 9 | parole?~Trasimaco. E vi paion parole queste? son tutte
1893 II, 2 | voltarella e inumidisco il palato e la lingua e ristoro la
1894 V, 4 | accade nasconder quel che è palese: ho visto il testamento;
1895 V, 4 | a sua figlia, quando si palesi il fatto, è quanto vi dico.~
1896 II, 4 | offerta, apro il cuore e ve lo paleso.~Balia. (Ahi, lingua traditrice
1897 I, 2 | lontano da loro. Se il volto è pallido e sbigottito, e la morte
1898 II, 1 | far le budella cinquanta palmi lunghe, accioché peniamo
1899 III, 6 | far a' miei squadroni: il pan a monti, i buoi a quarti,
1900 III, 8 | cosí non divorerai tante panelle, ché hai fatto carestia
1901 II, 3 | Sguazzarai come un cavallo per un pantano: il mio padrone sta irato
1902 III, 8 | centurioni, dove sète? Olá, para, piglia! paggi, staffieri:
1903 I, 2 | avrebbe a caro che ne faceste paragone con quella di Cleria, ché,
1904 II, 4 | potrete trattarmi come vi pare.~Erotico. E voi usando questi
1905 IV, 6 | quelle suavi parole che parean uscire da la bocca de gli
1906 I, 4 | separarmi da voi, che voi da me, parendomi impossibile che l'un possa
1907 II, 6 | che si tinge la barba per parer giovane; che li pende tra
1908 III, 9 | che bastoni e cielo, e mi pareva che tutte le legne del mondo
1909 IV, 2 | figliuolo?~Attilio. E Attilio parimente.~Constanza. Idio, per colmarmi
1910 IV, 10| han figliane da marito, parlando con i giovani, non puon
1911 I, 3 | vi crede. E voi, Erotico, parlandovi il vecchio di voler Cleria,
1912 III, 4 | Pardo. A che ti affatichi parlargli? non risponde, perché non
1913 IV, 5 | midolle; avézzati a non parlarle, perché le parole son via
1914 V, 4 | Fermatevi, Orgio, che ho da parlarvi....~Orgio. (Questa ragionata
1915 II, 4 | che sarem nostri.~Balia. Parlatemi, di grazia, piú particolarmente,
1916 IV, 10| con un giovane?~Orgio. Che parlavi di cose di stato, di astrologia
1917 III, 4 | l'italiano.~Trinca. Gli parlerò in turchesco. Tu non mi
1918 V, 2 | quella macchia rossa, e parmi or di vederla; e nella vostra
1919 I, 3 | prete e diremo che sia il parocchiano; e sposeravvi. Come poi
1920 IV, 8 | degno.~Sulpizia. Queste paroline melate usi tu per ingannar
1921 II, 6 | torta; e che parla con certi paroloni.~Trasimaco. Non me ne sazio,
1922 V, 6 | da vero, e non col falso parrocchiano.~Erotico. Entriamo, non
1923 IV, 5 | vedrai, che è forza che mi parta dalla casa, dalla vita e
1924 V, 5 | Fermatevi, ché voglio esser partecipe delle vostre fatiche e compagno
1925 V, 6 | prepara nuovo guiderdone, che partecipi delle nostre consolazioni.~
1926 III, 6 | dio.~Trasimaco. Almeno vi parteste con piú creanza; ma t'escusa
1927 II, 4 | verrò io a dirglielo. Ma parteti da me: presto, presto, scòstati.~
1928 V, 6 | accaduto a noi.~Erotico. Se vi partevate disperato, or non areste
1929 IV, 4 | gelosa, e, quando ei si partí per affari del Gran Signore,
1930 I, 3 | Erotico. Sará pensiero mio particolare: fingerò ben la parte mia.~
1931 II, 4 | Parlatemi, di grazia, piú particolarmente, e liberatela da tal passione.~
1932 III, 6 | chi sono.~Pardo. Mi vo' partir or ora per cotesti luoghi,
1933 IV, 6 | Attilio. Sta in casa, né se ne partirá piú mai, e morrò per la
1934 V, 4 | abbiamo il piede in staffa per partirci per l'altro mondo, dove
1935 IV, 6 | saprá il principio della tua partita, non sará il fin della sua
1936 V, 6 | manifestato che, quando partorí Costanza e diede a lattar
1937 I, 1 | poco onesti desidèri suol partorir mostri d'infamia e di disgrazie,
1938 IV, 8 | chi s'impregna di vento, partorisce aria; - o perché sono vogliose
1939 IV, 2 | donato mi avete, quando mi partoriste; ché, amando costei piú
1940 IV, 8 | che mi detta il dolore, partorite da giusto sdegno, e quelle
1941 IV, 5 | seme, portati nove mesi e partoriti dal medesimo ventre mio.~
1942 I, 4 | nostri preciosi tesori: parvi bel porto questo?~Attilio.
1943 I, 5 | smaltir per quel che non è. Si pasce d'aria e vive di ruggiada
1944 II, 2 | che si stanno arrostendo, pascendomi intanto di quei soavi odori.~
1945 IV, 7 | Dio il malanno e la mala pasqua.~Gulone. Par che siate adirato
1946 I, 3 | sogliono alloggiare tutti i passaggieri napolitani. Venne l'ora
1947 V, 3 | una cosa, che ne potea far passaggio, ha fatto che non abbia
1948 II, 1 | quando è ben satollato, passando per mezo a dui arbori stretti,
1949 IV, 2 | de' figli alle madri non passano la pelle: non sará mai tanto
1950 II, 4 | molte volte m'avete visto passar per costá, l'ho fatto piú
1951 IV, 6 | della necessitá volontá, e passarete bene. Ma a voi, che vi detta
1952 II, 4 | costá, l'ho fatto piú per passatempo che per amor che portassi
1953 I, 3 | suo pudico core. Quando mi passava da presso, la toccava un
1954 I, 2 | tempesta, che voi dite, passerá subito; ma la sua s'ingagliardisce
1955 II, 4 | particolarmente, e liberatela da tal passione.~Erotico. Basta, saprá ogni
1956 II, 3 | dal cuoco, quando non vedo pasticcioni, quarti di vitelli intieri,
1957 III, 8 | dilegua in latte in bocca; un pasticciotto di ostreghe boglite nel
1958 II, 3 | Gulone. (Son frutti dopo pasto; ma pur le nespole acerbe
1959 III, 1 | vettorini. Oh, quanto si patisce fuor di casa sua! non lo
1960 I, 1 | spalle, ché ancor tu ne patissi la parte del mio affanno.~
1961 I, 5 | rabbia.~Trinca. Dice che patite di non so che infirmitá
1962 I, 5 | ha consumato tutto il suo patrimonio a dadi, non consumará certo
1963 IV, 5 | dal cuore, e con generosa pazienza sopporta lo sforzo della
1964 IV, 5 | della ragione.~Attilio. Pazzo è chi stima ch'uno innamorato
1965 IV, 8 | diavolo per lor mezo fece peccar l'uomo, ci lasciò quella
1966 IV, 8 | nuove; o forse è lor costume peculiare di dar sempre dispiaceri
1967 I, 1 | uomo cade poi in travagli peggiori; ma a ciò m'indussero le
1968 II, 2 | che non fossi restato in pegno, per riscattarti.~Gulone.
1969 | pel
1970 IV, 5 | Padrona, andate su e non fate penar vostro marito in aspettarvi.
1971 II, 6 | per parer giovane; che li pende tra le gambe una borsa quanto
1972 IV, 6 | in mezo i frutti che li pendono intorno, e assetato in mezo
1973 I, 2 | radice nella natura loro e vi penetra sul vivo, se ci attacca
1974 II, 2 | poco spirito, non posso penetrar nella grandezza e magnificenza
1975 II, 1 | cinquanta palmi lunghe, accioché peniamo tutto un giorno fin che
1976 I, 2 | dipinto per man di amore col pennello della imaginazione, sta
1977 I, 5 | casa mai; ad ogni altro pensa fuor ch'allo studio; è divenuto
1978 I, 3 | con speranza di riposare, pensandomi che l'infirmitá dell'animo
1979 IV, 10| in casa, quando manco ci pensarai.~Balia. In casa vostra non
1980 I, 1 | che non ti dan tempo a pensare. E l'uomo si pone a pericolo
1981 IV, 2 | quanto possedeva. Né arei pensato mai che la vostra venuta
1982 I, 4 | degli occhi miei.~Cleria. Pensavami che la fortuna, - poiché
1983 II, 2 | della nuova.~Gulone. Che pensi col ringraziamento avermi
1984 III, 3 | bene.~Cleria. Quanto piú penso, men ti riconosco.~Pedolitro.
1985 I, 5 | sua ruina. Ahi, tardo mio pentimento! Tutti i suoi pensieri tendono
1986 II, 2 | vi viene a fastidio, e vi pentirete?~Trasimaco. Sei molto pigro
1987 | perciò
1988 I, 4 | come i raggi del sole che, percotendo nei specchi, si piegan con
1989 I, 2 | di gelosia.~Erotico. Io perda la vista degli occhi miei,
1990 III, 2 | i tuoi dolori. Da che ti perdei, posso dir che non ho avuto
1991 IV, 5 | conosciuto tuo figlio, lo perderai: questo è il primo giorno
1992 II, 1 | nascessero piú filosofi, e che si perdesse, in tutto, il collegio e
1993 IV, 5 | acquisti un fratello, ma perdi un amante. O gran mutazione
1994 IV, 6 | Erotico. Attilio fratello, perdonami, si t'uso violenza in strascinarti
1995 III, 8 | confessato il vero, ti vo' perdonare. Tristo te, se me dicevi
1996 IV, 1 | il mio figlio, vivi, le perdonarei la servitú di vent'anni
1997 III, 9 | rimollisce lo sdegno. Vo' perdonargli; e come soglio vincer tutti,
1998 IV, 2 | Madre, se promettete di perdonarmi e di rimediarvi, che di
1999 II, 6 | eserciti, se lo ridico; e perdonate alla mia curiositá.~Trinca.
2000 V, 4 | che...~Pardo.... Dio ce 'l perdoni! che essendomi tolta da
2001 IV, 3 | marito caro, che, avendo perduta la speranza di non averti
2002 III, 3 | sogliono alloggiare tutti i peregrini napolitani.~Cleria. Che
2003 I, 3 | amicizia, che un tempo fu sí perfetta e incorrotta fra noi, che
2004 IV, 8 | Erotico. E da quella bocca di perle e di oro posson uscir parole
2005 V, 6 | matrimonio. E se ben Idio permette alcuna volta cose che dispiacciono,
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