abban-capit | capiv-duras | durat-invag | invec-perme | perpe-santa | sapea-torna | torni-zucch
Atto, scena
2506 III, 3 | respondendo s'intricava, e non sapea quello che dicessi, e m'
2507 IV, 6 | disgrazia; e non vogliate saperla.~Erotico. Ditela, ché non
2508 IV, 2 | Constanza. A voi non appertiene saperlo.~Attilio. E forse me s'appertiene
2509 I, 1 | piú, che non sarete per saperne altro tutto oggi.~Attilio.
2510 IV, 2 | son tanto goffa, che non sapesse fingere questo poco; e quando
2511 IV, 2 | quando Pardo e Attilio sapessero ch'io son viva e qui venuta,
2512 I, 3 | Cosí, tra vivo e morto, non sapeva che mangiava o beveva o
2513 II, 2 | cruda. La carne cotta è saporita e odorata, la cruda puzza,
2514 II, 1 | l'esquisitezza de' cibi saporiti, di tre diti? ch'appena
2515 II, 2 | brillanti e saltellanti, con saporitissimi baci, e sfogo l'ingordo
2516 III, 7 | ancor che fusse Marte: sappi che son nato dentro le miniere
2517 III, 6 | perdonatemi.~Trasimaco. Sappiati che gli occhi balenanti
2518 II, 4 | Per cosa che importa, lo saprai poi: scòstati, allontánati
2519 IV, 2 | Constanza. Gentiluomini, mi sapreste voi dir se Pardo Mastrillo
2520 II, 6 | mal d'altri.~Trasimaco. Mi sapresti dir se ragiona mai dell'
2521 III, 6 | Caracura, e altri e altri: cosí saprete chi sono.~Pardo. Mi vo'
2522 | sarai
2523 II, 4 | trattiamo or cosa onde spero che sarem nostri.~Balia. Parlatemi,
2524 | sareste
2525 II, 4 | Pardo. Andiamo fra tanto al sarto per le vesti.~Erotico. Andiamo
2526 I, 4 | bisognarebbe un cuor di sasso per non dolermi. Mi sforzerò
2527 II, 1 | da dietro, e poi torna a satollarsi di nuovo? Non poteva la
2528 II, 1 | breve, che, quando è ben satollato, passando per mezo a dui
2529 III, 7 | allontani io.~Trasimaco. Fai da savio pòrti al sicuro. Ben venuto
2530 II, 1 | sputar filosofia da questi savioni, odo dir che la natura è
2531 IV, 4 | affezione, che non puon saziarsi d'abbracciarsi e di stringersi.
2532 II, 6 | paroloni.~Trasimaco. Non me ne sazio, se non darò essempio a'
2533 V, 1 | minimo disdegnuccio, subito sbalza di casa, e delle buon'opre
2534 I, 2 | Se il volto è pallido e sbigottito, e la morte v'ha spiegato
2535 V, 3 | peggio sará, che bisogna che sborsi diecimila ducati per la
2536 III, 8 | ali e le batte intorno, e sbuffa come si volesse far qualche
2537 I, 3 | amor entra in un cuore, ne scaccia ogni altro pensiero, perché
2538 IV, 2 | desiderata, la veggio esser scacciata con fastidio). Figlio, se
2539 II, 4 | scòstati.~Balia. Perché mi scacciate cosí da voi?~Erotico. Per
2540 II, 5 | Ecco perché Erotico mi scacciava da sé: e che trattava cosa
2541 II, 6 | volevano assassinare, egli scagliandosi in mezo a tutti, s'incanò
2542 I, 3 | Polonia, ché la serviva di scalco, per stanziarvi piú aggiatamente
2543 IV, 8 | gli occhi miei, non sia scaldato quell'agghiacciato gelo
2544 I, 3 | cintura in giú; e bisogna scambiar le mogli fin che vive il
2545 IV, 6 | fuggir la morte, venete a scambiarla con la mia vita; ché, quanto
2546 II, 3 | me oggi.~Trinca. Oh, come scampa il poltrone! giá li par
2547 IV, 5 | perpetuo morire? a chi non può scampar in modo alcuno, gli è assai
2548 II, 6 | Non basterá il cielo a scamparlo dalle mie mani, ancor che
2549 IV, 5 | ufficio. Mi pensava che scampata dalla servitú di genti barbare
2550 I, 5 | modi cosí disonesti e di scandalo a chi li vede. Son tali,
2551 IV, 8 | altro è dirmi questo, che scannarmi con le man vostre?~Sulpizia.
2552 III, 6 | che tutto il mondo non ti scapparebbe dalle mie mani. Assai mi
2553 I, 5 | Turchia. Ti conosco per un scappato da mille forche; quanto
2554 III, 4 | in turchesco. Tu non mi scapperai. Cabrasciam ogniboraf, enbusaim
2555 II, 1 | mezo a dui arbori stretti, scarica il cibo da dietro, e poi
2556 I, 2 | bellezza, anzi fonte onde scaturisce ogni bellezza. Però la priego,
2557 II, 6 | giorno in mezo un squadron di scavezzacolli e di tagliacantoni, che
2558 I, 1 | nelle cose oneste, no nelle scelerate.~Attilio. Non è cosa onesta
2559 I, 1 | conseguiscono se non con inganni e sceleratezze, le quali al fin vengono
2560 I, 4 | o caro cor mio, volete scemar i vostri meriti per accrescer
2561 I, 5 | vede. Son tali, che m'hanno scemato gran parte dell'amor che
2562 II, 2 | sta vòto e si bacia con la schena di maladetti baci. Ascolta
2563 IV, 8 | e rifiutata.~Erotico. Io schernir voi? e quando fu altro desiderio
2564 IV, 8 | e mi lasci beffeggiata, schernita e rifiutata.~Erotico. Io
2565 III, 8 | furfante che, burlandosi di me, scherza con la morte. Fatti indietro,
2566 V, 6 | vostra fortuna, fra suavi scherzi e vari errori, sète stato
2567 IV, 8 | Di grazia, se lo fate da scherzo, non le dite da vero. E
2568 III, 7 | ardissi dirmi questo, li schiacciarei la testa com'una caldarrosta.
2569 III, 8 | poi si ritira. Férmati, schiuma de forfanti.~Trasimaco.
2570 II, 2 | odorata, la cruda puzza, è schiva e s'abborrisce; e come tu
2571 I, 1 | affligessero cosí te, come me, non schivaresti cosí di ragionarmene.~Trinca.
2572 III, 8 | saresti un pusillanimo, se schivaste un cosí onorato pericolo?~
2573 V, 5 | che i miei dolori, però schiverò di udirlo.~Erotico. Ed io
2574 I, 1 | so che v'affliggono, però schivo di ragionarvene.~Attilio.
2575 V, 5 | e compagno nelle vostre sciagure; ché le nostre fortune poiché
2576 III, 5 | balordo, stordito, goffo e scimunito, che sarebbe da me di gran
2577 II, 5 | troppo semplice e troppo sciocca! Dove è la fede che con
2578 IV, 5 | un medesimo sangue; e io sciocco non me ne accorgeva. O madre,
2579 IV, 9 | avessero posto in obligo da non sciortene giamai; ma tutto è stato
2580 I, 4 | incontrarla e romperla in ogni scoglio.~Cleria. Se segue quel che
2581 III, 2 | perdonatemi, cioè macra e scolorita.~Pedolitro. Il mal mangiare,
2582 I, 2 | Che se gli occhi suoi son scoloriti, e i giri d'intorno lividi,
2583 III, 2 | all'anima, che mi restò scolpita in mezo al cuore. Volesse
2584 I, 2 | nella sua faccia si veggono scolpiti i trofei e le spoglie della
2585 IV, 2 | Trinca. (La sua venuta scompiglia quanto abbiam tessuto della
2586 I, 3 | porrò tanta zizania, che scompigliarò e porrò sossopra quanto
2587 II, 6 | fracassò e pose tutti in scompiglio....~Trinca. Sí, sí, d'un
2588 II, 6 | che gli ne dimandi, son sconchiusissime).~Trasimaco. ... Ché, accapandosi
2589 II, 3 | Gulone. Le tue parole m'hanno sconcio lo stomaco di sorte, che,
2590 II, 6 | forza di spopolar cittá, di sconfigere e disfar eserciti, se lo
2591 I, 2 | Cleria, vi supplica e vi scongiura, ch'in ricompensa dell'amor
2592 III, 8 | inneronire: con un sgraffio ti sconquasserò tutto, ti sganghererò le
2593 I, 1 | Anzi su un asino per esser scopato per tutto il mondo.~Trinca.
2594 III, 9 | potea far tanto macello: mi scoppettizava, mi bombardeggiava su le
2595 III, 7 | questioni.~Trasimaco. Lo farò scoppiare a calci. Va', chiamalo da
2596 IV, 2 | Poiché cosí volete, vi scoprirò il tutto. Mi mandò mio padre
2597 I, 1 | le quali al fin vengono a scoprirsi, e l'uomo cade poi in travagli
2598 V, 2 | buoni vicini.~Balia. Vengo a scoprirvi alcuni secreti di Orgio,
2599 II, 4 | me ha vietato che non lo scoprisse, per non offenderlo con
2600 I, 3 | tacete, e voi, padrone, non scoprite il fatto, consumaremo il
2601 II, 4 | che mal agevolmente si scordano i primi amori.~Erotico.
2602 III, 4 | Quando ritorna, li vo' far un scorno da vergognarsene, e l'arò
2603 V, 2 | questo, e mi vendico di quel scostumato vecchiaccio che mi ha cosí
2604 V, 6 | promettiate, perché è sua: che, scovertasi vostra sorella, la balia
2605 IV, 8 | questo tuo nuovo amore, ché, scoverte le tue furfantarie, ti abbi
2606 V, 2 | vostra morte, si fussero scoverti a lei per veri padre e madre,
2607 I, 3 | Cosí consigliato da Trinca, scrissi a mio padre da Vineggia,
2608 III, 2 | Pardo. Mi avisa avermi scritto molte lettere, e di niuna
2609 I, 2 | vostra parte?~Erotico. Che si scriva queste parole nel core:
2610 III, 2 | Leggetela, e vedete quanto vi scrive; e conoscete, quanto vi
2611 I, 1 | Attilio. So che dalla tua scuola sogliono uscir molte buone
2612 I, 1 | sollazzarsi; ma, quando si scuoprono gl'inganni e si veggono
2613 V, 6 | sorella, sento un orror scuotersi per tutta la persona.~Trinca.
2614 I, 2 | radici delle radici? Ella sdegna la vita senza voi.~Erotico.
2615 I, 2 | senza voi.~Erotico. Non deve sdegnarla, sapendo quanto amorevole
2616 III, 5 | sovragionge quest'altra seccaggine del capitano. Non so che
2617 I, 1 | medesime parole, e tanto seccamente, che mi lasci mille desidèri
2618 II, 3 | senza specie? gli arrosti secchi e mal impillottati? e il
2619 V, 6 | per spengersi.~Trinca. Per secreta volontá di chi può il tutto,
2620 II, 6 | Trinca. Non è obligo di secretezza che possa impedirmi che
2621 I, 2 | onesti costumi; e come per un secreto voler d'amore è cosí impadronita
2622 I, 3 | Venne l'ora della cena, e ci sedemmo a tavola; e una giovane,
2623 II, 3 | Trinca.... Con dir che ti fa seder in un tavolino, e ti pone
2624 III, 3 | alloggiamenti? Quanto piú segni mi dái, men t'intendo.~Pedolitro.
2625 I, 4 | muro né terra né cielo, seguane quel che si voglia; pur
2626 I, 4 | ogni scoglio.~Cleria. Se segue quel che disegna vostro
2627 II, 4 | so che avete gran tempo seguita Sulpizia, la nostra vicina;
2628 III, 4 | maio ossasando?~Turco. Ben sem belmen.~Trinca. Dice che
2629 IV, 6 | che t'ha trafigurato il sembiante? Voi tacete? forse non è
2630 III, 5 | rispondeva?~Pedolitro. Accian sembilir belmes mie sulemes?~Turco.
2631 IV, 5 | conceputi d'un istesso seme, portati nove mesi e partoriti
2632 IV, 6 | son altro quei ricordi che seminari inesausti di dolori?~Erotico.
2633 IV, 8 | tu per ingannar le povere semplicelle, per giongere a quel termine
2634 II, 4 | bastava affermarcelo cosí semplicemente, se non confirmarcelo con
2635 IV, 5 | ch'altri me ti toglia; e sendo in casa mia, onde niuno
2636 V, 6 | consolato ancora. I miei sensi sono tanto occupati dalla
2637 IV, 5 | Constanza. Lascia pensieri cosí sensuali e desidèri cosí brutti,
2638 III, 4 | Trinca).~Turco. Ben belmen ne sensulers.~Pardo. Che dice?~Trinca.
2639 I, 3 | fece ben l'officio suo. Io, sentendomi le vene diseccate dal fuoco,
2640 II, 6 | mondo, senza dubio arebbe la sentenza in favore, perché basterebbe
2641 II, 1 | gargarozzo, per lo quale sentiamo il gusto e l'esquisitezza
2642 V, 4 | spedito un negozio senza farci sentir dal mondo: e resteremo amici,
2643 I, 3 | maggior dispiacere non potea sentire, se col pensiero caduto
2644 III, 7 | fusse qui da presso, e vi sentisse.~Trasimaco. Sia maladetta
2645 IV, 8 | generosa signora? E se pur vi sentite offesa da me, fate che lo
2646 I, 4 | che non meno a me duole il separarmi da voi, che voi da me, parendomi
2647 V, 3 | non può l'uomo tanto giú sepelirti, quanto piú tu assumi di
2648 I, 3 | ricordaremo. Giá il cuor, ch'era sepolto nella disperazione, comincia
2649 V, 3 | della balia; ché non lo seppi mai, se non quando fece
2650 II, 6 | buon'ora, buon ascoltante, ser capitano.~ ~ ~ ~
2651 V, 6 | usciranno piú fuori; ché, come seranno appresso le loro spose,
2652 III, 6 | Pardo. È tanto cara, che la serbate per voi; né ve ne cavarebbe
2653 IV, 8 | iniquo destino ha turbata la serenitá de' nostri cuori, quella
2654 III, 3 | Sofia, che tu dici, che sería serva d'altri e non figlia
2655 II, 1 | denti di cane, due lingue di serpe, stomaco di sturzo, che
2656 IV, 7 | doppia come quella delle serpi, che punge e avvelena; però
2657 I, 3 | core, che non cessò mai serpir per tutto, fin che non fece
2658 II, 1 | ventre, che si aprisse e serrasse con bottoni come le vesti,
2659 II, 2 | cose straordinarie e ti servi del snaturale. La forca
2660 I, 1 | e grato fa sollecito il servidore.~Attilio. Servimi, ché ti
2661 II, 4 | comandate, che non è il servigio che vi servo. Ma s'io amai
2662 I, 1 | sollecito il servidore.~Attilio. Servimi, ché ti darò un paio di
2663 I, 1 | come or ci impedisce il servire.~Attilio. Andiamo a trovarlo:
2664 I, 5 | esserciti, credo ch'adesso non servirebbe se non per lancia spezzata.~
2665 II, 4 | per desiderio che ho di servirla.~Balia. (Ohimè, parlano
2666 IV, 3 | de' disaggi della passata servitude.~Pardo. Moglie, mi sento
2667 IV, 7 | e ventricelli, che te ne servivi per l'insalate, ti veniva
2668 I, 5 | quaranta malanni. Ne ha piú di sessanta: e che altro sono quei peli
2669 II, 6 | che ha mal francese di sette cotte; e che si vanta che
2670 I, 5 | voragine, quanto basta una settimana in casa mia: par che la
2671 I, 4 | vostro contento, che di sfogare il mio dolore.~Attilio.
2672 II, 2 | con saporitissimi baci, e sfogo l'ingordo desiderio del
2673 IV, 5 | Quel che la conscienza mi sforza a dire.~Attilio. Cleria
2674 I, 1 | portamenti piú tosto mi sforzate a disservirvi che a servirvi.~
2675 I, 4 | sasso per non dolermi. Mi sforzerò chiuderla nel mio cuore,
2676 IV, 5 | generosa pazienza sopporta lo sforzo della tua inclinazione.~
2677 I, 3 | Costantinopoli. Pardo mio padre mi sforzò a far questo viaggio, e
2678 II, 3 | bastonate, cavarmi un occhio e sfreggiarmi la faccia, son cose ch'all'
2679 II, 3 | Farti romper la testa e sfreggiarti il volto.~Gulone. Facciami
2680 III, 7 | son bravo, vedi che viso sfreggiato.~Trinca. Piú bravo fu quello
2681 III, 7 | bravo fu quello che te lo sfreggiò!~Trasimaco. Voglio dir che
2682 III, 7 | voltò le spalle, quando sfreggiotti il viso.~Trasimaco. Ma bisogna
2683 II, 2 | quella, e sfoghi quei tuoi sfrenati desidèri: e io, contra una
2684 II, 2 | tavola ben abondante, come un sfrenato innamorato, or mordo poppe
2685 III, 8 | ti sconquasserò tutto, ti sganghererò le mascelle e i denti, che
2686 III, 8 | stomaco piú vóto d'una vessica sgonfiata, e il pulmone brusciato
2687 II, 6 | mangia altro che vessiche sgonfiate; e che è tanta la sua spilorceria
2688 II, 3 | e da Sgraffagnino che mi sgraffigni! a dio, a dio.~Trinca. Ascolta
2689 III, 8 | improcustire, inneronire: con un sgraffio ti sconquasserò tutto, ti
2690 III, 7 | maladetta quella maladettaccia sgualdrinaccia della fortuna, che mi fa
2691 II, 3 | col tuo padrone.~Trinca. Sguazzarai come un cavallo per un pantano:
2692 II, 3 | maladetta fame: io son venuto a sguazzare col tuo padrone.~Trinca.
2693 II, 2 | furfante e ruffiano, e cosí sguazzo il mondo.~Trasimaco. Cosí
2694 V, 4 | diavoli).~Pardo.... Or che siam vivi, possiam rimediare
2695 III, 4 | or gli lo vo' dimandare. Siati marfus naincon catalai nulai?~
2696 | sieno
2697 | siete
2698 III, 3 | fai cert'atti: che mi vuoi significare?~Cleria. Io cenni? io atti?
2699 IV, 4 | partí per affari del Gran Signore, mi consegnò ad un servo,
2700 IV, 8 | Né si contentano della signoria de nostri corpi, se non
2701 IV, 2 | risvegliar i spiriti generosi e signorili, con l'esser stata tanti
2702 III, 7 | ferite del cuore, - vo' che sii spettatore del castigo,
2703 I, 1 | uccidere.~Trinca. Pigliate silopi e medicine che vi purghino
2704 III, 9 | Ci ho fatto il callo a simil battaglie, non è questa
2705 I, 5 | anzi coloro che attendono a simili cose, li chiamano catamelechi,
2706 | sin
2707 IV, 5 | sorella, amala di puro e sincero amore: se la tocchi, toccala
2708 V, 2 | macchia rossa nel braccio sinistro, come goccia di vin rosso.~
2709 II, 1 | rassetti, si prepari e si smaltisca, e il gargarozzo, per lo
2710 II, 4 | Pardo.~ ~Balia. Sulpizia smania e non trova luogo per la
2711 I, 5 | amorevolezza: sará bisogno smaumettarsi a poco a poco. Poi vostra
2712 II, 3 | augurio).~Trinca. Non ti smenticar di cinquanta nespole acerbe.~
2713 IV, 4 | i travagli, e per te mi smenticava di quella fortuna; ma, dopo
2714 IV, 6 | altre bellezze di donne, ti smenticherai delle sue.~Attilio. Ed in
2715 III, 8 | dir bugie.~Trasimaco. Ti sminuzzerò le braccia, che non ti potrai
2716 II, 2 | straordinarie e ti servi del snaturale. La forca che ti appicchi
2717 II, 2 | pascendomi intanto di quei soavi odori.~Trasimaco. Io stimo
2718 II, 6 | Trinca. È stato poco per sodisfar al debito mio con un par
2719 I, 1 | Ben sapete che il volersi sodisfare de illeciti amori e di poco
2720 IV, 6 | compassion di me, che non posso sodisfarti, che, se gli oblighi restassero
2721 V, 2 | mancia, che ne restarai sodisfatta.~Balia. Non ricerco altrimente
2722 V, 1 | qualche buona parola per sodisfazione e acchetarmi? Mira in che
2723 III, 9 | resistere; non l'arebbon sofferte dieci asini e dieci muli:
2724 II, 6 | vento d'ambizione che non soffiasse in quel ballon del suo capo;
2725 II, 6 | fatto la ruggine; che non soffiò mai vento d'ambizione che
2726 III, 1 | può credere, se non chi lo soffre. Veramente, gran bisogno
2727 I, 3 | sua, non mancando mai con soffrenza e umiltá batter l'inespugnabil
2728 I, 2 | cosí il suo è avezzo a soffrir sempre.~Erotico. O balia,
2729 I, 2 | cuore, che lo bastasse a soffrire, cosí il suo è avezzo a
2730 III, 2 | riscuoterti; e quando non potessi, soffrirei in tua compagnia i tuoi
2731 III, 9 | Vo' perdonargli; e come soglio vincer tutti, cosí vo' vincere
2732 I, 3 | parea un di quei che si sognano mangiare: ché la mia cena
2733 IV, 9 | sei fuora di te o che ti sogni? che diavol t'ho fatto io,
2734 III, 8 | a piè, genti a cavallo, soldati, centurioni, dove sète?
2735 II, 3 | ma pur le nespole acerbe solemo chiamar le bòtte. Ma vien
2736 II, 5 | mai. E come duo occhi suoi soli potranno piangere tanta
2737 II, 6 | veggio il capitano con le sue solite e accessorie stravaganze.
2738 I, 1 | consigliero e attendono a sollazzarsi; ma, quando si scuoprono
2739 I, 3 | Vien Trinca la mattina a sollecitarmi che m'alzi per partire,
2740 I, 3 | prestezza: il mondo è goduto da solleciti.~Attilio. Eccoci all'ubbidirti.~
2741 I, 1 | padron amorevole e grato fa sollecito il servidore.~Attilio. Servimi,
2742 I, 3 | nostri travagli abbino gran somiglianza e corrispondenza fra loro;
2743 IV, 3 | figlia.~Constanza. O Dio, che sommamente desio vederla.~Pardo. Attilio,
2744 I, 3 | aviso come la barca era sommersa: e sommerse mio padre in
2745 I, 3 | la barca era sommersa: e sommerse mio padre in un mar di lacrime
2746 I, 2 | di contemplazione, a quel sommo bene, a quella celeste ineffabil
2747 IV, 5 | e con generosa pazienza sopporta lo sforzo della tua inclinazione.~
2748 II, 3 | cose ch'all'ultimo si ponno sopportare. Ma quel star a trippa vacua
2749 II, 6 | Benissimo.~Trinca. ... e che la sopraveste della sua nobiltá è un ragazzame.
2750 IV, 2 | quel poco tempo che potrá sopravivere. Or voi, entrando in casa
2751 II, 6 | Non so se fra tanto potrò sospender lo sdegno.~Trinca. Sará
2752 II, 4 | tanta fretta da sé, mi fa sospettar qualche male. Veggio Pardo
2753 IV, 6 | morte: però piangerò tanto, sospirerò tanto, finché essalerò lo
2754 I, 3 | che scompigliarò e porrò sossopra quanto s'è fatto.~Erotico.
2755 IV, 6 | inghiottisca, né so come mi sostegna. Son odioso agli uomini
2756 I, 2 | troverò io Erotico, che è il sostegno delle nostre speranze?~Erotico.
2757 II, 3 | Trinca. Non sai tu ch'egli sostiene quelle sue grandezze con
2758 IV, 8 | che la confessarò e mi sottoporrò ad ogni penitenza; e da
2759 III, 5 | sia cagione. Ma ecco mi sovragionge quest'altra seccaggine del
2760 I, 2 | e quanti sono quelli che sovrastanno! Povera figlia, bisognarebbe
2761 IV, 5 | scoprendosi l'inganno, era spacciato il fatto mio.~Attilio. Il
2762 III, 6 | meco la maestá di quel di Spagna e del Gran Turco, e voi
2763 III, 7 | statuaccia del mio corpo, queste spallaccie di Atlante, con questi torreggianti
2764 IV, 5 | lacrime ardenti ho visto sparger da gli occhi vostri! che
2765 I, 2 | lacrime che l'avete fatto spargere, e quanto il sonno è stato
2766 IV, 8 | dalle lacrime ardenti che spargono gli occhi miei, non sia
2767 II, 1 | mangiato un boccone, cala giú, sparisce subito, come si mangiato
2768 IV, 7 | che punge e avvelena; però sparisci via, assassin, furfante.~
2769 III, 9 | l'ha portata via, e s'è sparita.~Trasimaco. Fortuna cagnaccia!
2770 II, 6 | fame...~Trasimaco. Perché sparlar tanto di questo poveretto?
2771 II, 5 | il cervello: sono come i sparvieri, avidi sempre di nuove prede,
2772 V, 4 | chiamar Sulpizia vostra, ch'io spasimo di vederla: e vi prego,
2773 II, 6 | millanterie, e se prende spasso de fatti suoi. Onde il padrone
2774 I, 4 | dolce, niun pericolo mi spaventa. E veramente per amor non
2775 II, 6 | avea posto questi nomi per spaventar le genti; che porta certi
2776 IV, 6 | Attilio. Sdegni, confusioni, spaventi, dolori, gemiti, suspiri
2777 I, 4 | sole che, percotendo nei specchi, si piegan con piú forza:
2778 II, 3 | brodo senza lardo e senza specie? gli arrosti secchi e mal
2779 II, 6 | tanta la sua spilorceria e spedaleria, che si parte morto di fame.~
2780 III, 6 | degnate ascoltarmi.~Pardo. Spedetela in brevi parole.~Trasimaco.
2781 V, 5 | Non ho tempo.~Erotico. Vi spedirò subito.~Attilio. Son contento;
2782 III, 4 | faccia.~Attilio. (Siamo spediti, non v'è piú rimedio. Trinca
2783 V, 4 | sposati insieme; e che abbiamo spedito un negozio senza farci sentir
2784 III, 8 | mano ...~Gulone. Con un spedo piú tosto, ché saresti meglio
2785 IV, 8 | di servirvi e onorarvi e spender la vita per l'onor vostro?
2786 III, 6 | Pardo. Non ho tempo da spendere in chiacchiere.~Trasimaco.
2787 IV, 2 | affezion che ti porto, che spenderei questo avanzo di vita in
2788 II, 4 | ignoranti, che nel banchetto spendono la metá della dote.~Erotico.
2789 IV, 5 | sue grazie, che non cerchi spenger quelli ardenti e infocati
2790 V, 6 | lucerna, quando sta per spengersi.~Trinca. Per secreta volontá
2791 IV, 8 | All'ultimo, per guiderdone, spenta la vergogna, la giustizia
2792 IV, 2 | stata tanti anni schiava son spenti in tutto.~Attilio. Conosco,
2793 I, 4 | la speranza di non aver a sperar mai piú favilla di luce:
2794 II, 6 | ricerco.~Trinca. (Non bisogna sperarci, ch'altri la possiede prima
2795 I, 4 | ché d'allora innanzi non sperarei veder altro sole. Però facciamo
2796 V, 6 | naturale, cosí malagevole da sperarsene bene, n'è riuscito cosí
2797 V, 2 | riconciliazione piú, né che speri mai piú entrar in casa sua,
2798 I, 1 | dir e il fare non mangiano spesso in una tavola: credete di
2799 I, 3 | gli occhi miei cosí nemico spettacolo e io abbia tempo a partirmi
2800 I, 2 | suo volto vi riluce una spezie d'imperio reale, che mi
2801 I, 5 | servirebbe se non per lancia spezzata.~Pardo. S'inchina assai
2802 IV, 7 | chiamerò alcun di casa, che ti spezzi l'ossa.~Gulone. Chiama Mazzafrusto
2803 I, 1 | consigli; e meriteresti che ti spianasse le spalle, ché ancor tu
2804 I, 2 | sbigottito, e la morte v'ha spiegato l'insegne sue, considerate
2805 IV, 2 | se ne faccino molti, vi spiegherò il fatto come passi.~Constanza.
2806 II, 6 | sgonfiate; e che è tanta la sua spilorceria e spedaleria, che si parte
2807 III, 4 | negli uomini! Che cosa ha spinto colui a dirmi cosí gran
2808 II, 5 | che gridará, tramortirá, spiritará, diverrá forsennata. O Iddio,
2809 I, 2 | altro cuore piú generosi spirti e nobilissimi pensieri?
2810 I, 3 | violenza mi sento tirar dove splende la chiara luce della mia
2811 I, 3 | suoi costumi mostravano lo splendor de' suoi natali e, anco
2812 IV, 8 | falso, mi par che un chiaro splendore del mio sole venghi a ferirmi
2813 I, 4 | rabbiosi corsari cercano spogliarci de' nostri preciosi tesori:
2814 I, 2 | veggono scolpiti i trofei e le spoglie della vostra crudeltá, in
2815 II, 6 | con me, né mi dia forza di spopolar cittá, di sconfigere e disfar
2816 I, 3 | il vecchio sará morto, vi sposarete con i legitimi modi.~Erotico.
2817 V, 6 | aspettando con gran disio di sposarse; e me hanno inviato fuori
2818 II, 4 | e non vorrei, dopo aver sposata la mia figliuola, tornaste
2819 V, 4 | prima scoverto si sia che sposati insieme; e che abbiamo spedito
2820 V, 6 | seranno appresso le loro spose, non li distaccarebbono
2821 I, 3 | mia Sulpizia? e se Attilio sposerá Sulpizia, come potrá goder
2822 I, 3 | che sia il parocchiano; e sposeravvi. Come poi il vecchio sará
2823 I, 3 | viver molto.~Erotico. Se sposerò Cleria, come potrò goder
2824 I, 3 | abbiamo data la fede di essere sposi, e i nostri amori non son
2825 II, 4 | vengati col prete, e la sposiate. Mangiaremo cosí alla domestica,
2826 II, 4 | fortuna di aver conseguito sposo di maggior merito ch'io
2827 V, 3 | ritrosi. Ma ogni uomo, che spunta di lá, mi par che sia Pardo
2828 II, 1 | Gulone. Sempre ch'odo sputar filosofia da questi savioni,
2829 III, 6 | buoi a quarti, i capretti a squadre, il vino a botti: e se butta
2830 II, 6 | l'altro giorno in mezo un squadron di scavezzacolli e di tagliacantoni,
2831 III, 6 | son solito di far a' miei squadroni: il pan a monti, i buoi
2832 V, 1 | vecchia, impicca la vecchia e squarta la vecchia». Ma appiccata
2833 III, 6 | Sconquasso de Sconquassi de Squassamenti, mio lugar teniente e general
2834 I, 2 | di modo che non può piú sradicarsene. Pensate poi che sará, quando
2835 V, 5 | cosí maladetto, insolito e sregolato accidente, andandoci con
2836 IV, 5 | tragedia. Ahi, che non è cosa stabile o felice sotto le stelle!
2837 V, 4 | anzi abbiamo il piede in staffa per partirci per l'altro
2838 II, 2 | le cose si trattassero a staffetta, e che volassero? Poveretti!
2839 III, 8 | Olá, para, piglia! paggi, staffieri: e quando sarai stracco?~
2840 | stai
2841 V, 6 | piace d'intenderlo.~Trinca. Stammi allegro, padrone, ché è
2842 III, 7 | cape il mondo tutto, e, standovi dentro, mi par di star in
2843 I, 4 | il mio dolore.~Attilio. Statemi, di grazia, allegra e di
2844 I, 5 | a questo.~Trinca. Di ciò statene sicuro, sta l'importanza
2845 III, 7 | si vedrá intorno questa statuaccia del mio corpo, queste spallaccie
2846 | stavate
2847 | stavi
2848 III, 6 | son croci di Malta, di S. Stefano, di S. Giacomo e di Calatrava.~
2849 II, 3 | frutto dell'obligo? Va' e stenta tu. Io vo' che mi faccia
2850 I, 5 | mangiar con voi, lo fate stentar in aspettar fino a mezogiorno;
2851 I, 3 | nostri amori non son stati sterili: però non sarete per possederla
2852 | stesse
2853 II, 3 | Mazzafrusto e a Sgraffagnino che stieno alla posta, che subito entrato
2854 IV, 6 | lo spirito per la bocca e stillerò per gli occhi l'avanzo della
2855 I, 5 | zergo e mi danno la baia, e stimano che non me ne accorga.~Trinca.
2856 I, 4 | veramente per amor non si denno stimar i pericoli.~Attilio. Non
2857 III, 2 | viva?~Pedolitro. Come la stimate voi morta? se non è morta
2858 IV, 10| mio.~Orgio. Se tu m'avesti stimato padrone, e non una bestia,
2859 II, 3 | ne mostri l'orecchio, ti stimerò tale da oggi avanti.~Trinca....
2860 IV, 7 | mia.~Gulone. Che diavolo stimi, che se non ho la tavola
2861 II, 6 | lo vuol per suo compagno, stipendiato dal re Filippo, presentato
2862 II, 6 | mandritti e di orribili stoccate, cacciandosegli innanzi,
2863 I, 5 | non so che infirmitá di stomacali, e che ci avete tanto prorito,
2864 III, 3 | o tartaresco? Fai della stordita, per non accettar la veritá.~
2865 III, 5 | vecchi canuti il piú balordo, stordito, goffo e scimunito, che
2866 III, 9 | Trinca. Stimava che volessi straccarlo; e come fusse stracco delle
2867 III, 9 | a vergogna uccider genti stracche, non son cose da pari miei
2868 III, 3 | credete a costei?~Pardo. Le stracredo.~Pedolitro. Qual cagion
2869 II, 6 | padron, vo cercando per le strade, ed egli deve star rinchiuso
2870 I, 5 | li gratti.~Pardo. Mente e stramente per la gola.~Trinca. E dice
2871 III, 2 | morir di dolore.~Pardo. Strane cose mi dite. Cleria è in
2872 III, 9 | braccia, saltargli adosso e strangolarlo.~Trasimaco. Io mi terrei
2873 II, 3 | un piatto di maccheroni straordinariamente grossi, che appena ti capiranno
2874 II, 2 | roverso: schivi le cose straordinarie e ti servi del snaturale.
2875 IV, 9 | cotesti occhi con i diti, e ti strapparò il naso dalla faccia con
2876 IV, 6 | perdonami, si t'uso violenza in strascinarti in casa mia.~Attilio. Oimè,
2877 IV, 10| forza?~Orgio. Tu sí, e ti strascinerò per li capelli.~Balia. Oimè,
2878 III, 9 | che volessi usar qualche stratagemma di guerra, qualche astuzia
2879 III, 9 | consumo tempo in astuzie e stratagemme militari, mi risolvo alla
2880 I, 5 | carne e certi bocconi tanto stravagantemente grandi, che non se li può
2881 III, 4 | Pardo. O Dio, che umori stravaganti sono negli uomini! Che cosa
2882 II, 6 | sue solite e accessorie stravaganze. Oh, come viene a tempo!
2883 III, 1 | O Dio, che pericoli, che strazi, che fatiche, che spese!
2884 III, 6 | Turco: All'illustrissimo e strenuissimo cavaliero, il capitan Trasimaco
2885 III, 2 | la sua mano. O Dio, che stretta mi sento all'anima, che
2886 III, 7 | vorrei farlo venire alle strette col parasito: gonfiarò il
2887 II, 1 | passando per mezo a dui arbori stretti, scarica il cibo da dietro,
2888 V, 4 | siamo, abbiamo a render stretto conto delle nostre azioni
2889 III, 8 | sopra, che, masticandola, ti stride sotto i denti, poi si dilegua
2890 II, 6 | ben la Girormetta su la striglia, che l'avea cantata tutto
2891 II, 2 | inghiotto i tordi grassi - che stringendoli con i denti, mi cola di
2892 IV, 4 | saziarsi d'abbracciarsi e di stringersi. Mira che lacrime mescolate
2893 II, 4 | Erotico. Troppo gran cose stringete in breve fascio. Ma io vi
2894 II, 4 | la porgo.~Pardo. Ed io la stringo e bacio, in segno di parentela.
2895 III, 8 | manigoldo, quando ti ará a strozzare: cosí non divorerai tante
2896 I, 4 | mio corpo.~Attilio. Non vi struggete, o signora, piú cara a me
2897 I, 5 | tornava a casa, si poneva a studiare; e quando era l'ora del
2898 I, 5 | io non posso essere tanto studioso a guardarmene, quanto tu
2899 III, 6 | Filippo: Al venerabilissimo e stupendissimo capitan Sconquasso de Sconquassi
2900 V, 6 | potenti, troppo influenti! o stupori, o meraviglie grandi, che
2901 II, 1 | lingue di serpe, stomaco di sturzo, che bevesse come cavallo,
2902 III, 8 | lor stesse un intingolo suavissimo, con certi aromati che ti
2903 IV, 8 | de' nostri cuori, quella suavitá, quella dolcezza di due
2904 III, 4 | rispondi? Chi non risponde subbito, sta pensando alla scusa.~
2905 I, 2 | occhiali, per innalzarmi a piú sublime grado di contemplazione,
2906 I, 1 | bella invenzione il fatto succede bene, non si ricordano del
2907 I, 1 | mia insieme con me, che, succedendo quel che disegna mio padre,
2908 II, 6 | viene a tempo! credo che succederá il negozio, poiché ogni
2909 V, 6 | benevolo incontro di fortuna, è successa cosa tutta contraria a quella
2910 I, 5 | sorella: si baciano, si succhiano, si toccano, e fanno tutto
2911 V, 6 | confusione.~Attilio. Dammi un succinto raguaglio del fatto.~Trinca.
2912 II, 3 | salame a tavola morbido e succoso. Che maggior torto si può
2913 V, 6 | allegrezza, dubito che non mi suffochi l'animo. Ahi, che non potendola
2914 | sugli
2915 III, 5 | Turco. Ercercheter biradam suledi, ben belmen ne sulodii.~
2916 III, 5 | biradam suledi, ben belmen ne sulodii.~Pedolitro. Dice che è vero
2917 I, 5 | corne in capo che capelli; suona di cornamusa, e s'udiranno
2918 I, 5 | udiranno per tutta Nola il suono de' suoi cornetti.~Pardo.
2919 IV, 5 | che confesso l'arte aver superato la natura. E chi sarebbe
2920 I, 2 | avendo ad esser di Cleria, vi supplica e vi scongiura, ch'in ricompensa
2921 IV, 5 | accioché l'occasione non susciti l'uso, e ti conduca a qualche
2922 I, 3 | speranze, e fra tanto si tenne suspeso il dolore. Poi venne aviso
2923 III, 5 | ardo d'ira e di sdegno, ma suspico che trama d'amore ne sia
2924 IV, 10| mia, che al fin avesti a svergognarmi la nipote?~Balia. Mai la
2925 II, 5 | costanza dell'amor tuo? Taccino, come indegni di conversar
2926 I, 3 | carestia di tempo.~Erotico. Io taccio e ascolto, e per ascoltar
2927 III, 4 | rispondimi. Vedete che tace.~Pardo. A che ti affatichi
2928 II, 6 | squadron di scavezzacolli e di tagliacantoni, che lo volevano assassinare,
2929 III, 7 | braccia fulminar la mia taglianasi, troncabraccia e mietigambe,
2930 | tali
2931 II, 6 | in mezo a tutti, s'incanò talmente, che a furia di crudeli
2932 III, 6 | cavarebbe una di bocca quante tanaglie ha il mondo.~Trasimaco.
2933 IV, 6 | sospetto; e sarò un nuovo Tantalo, star affamato in mezo i
2934 I, 1 | state dette, né piú né meno tantillo ve': non bisogna dimandarmene
2935 II, 2 | prestezza, che non paia tarda. Dice che, volendola senza
2936 I, 3 | ci ha nociuto la passata tardanza, tanto ci giovi la presente
2937 I, 1 | istudiare.~Attilio. Col tardar, la malattia mi potrebbe
2938 I, 2 | Erotico. Dimmela, non piú tardare.~Balia. Mi dispiace di darvela.~
2939 I, 4 | che, se un poco piú foste tardato, non areste trovata la vostra
2940 I, 5 | e vo' che si sposino al tardi. In questo vorrei che usassi
2941 III, 3 | Pedolitro. Che parlo arabico o tartaresco? Fai della stordita, per
2942 III, 6 | turchi e persiani; andate in Tartaria e dimandate al Gran Can;
2943 II, 3 | dir che ti fa seder in un tavolino, e ti pone inanzi certe
2944 IV, 7 | ogni cosa a tavola alla tedesca, i catini pieni, e ogni
2945 III, 8 | fanno trasecolar la gola; un tegame di beccafighi con lardo
2946 IV, 2 | abbiam tessuto della nostra tela; e se l'altre se han potuto
2947 II, 4 | fussi certificato, ch'io temea sempre di Sulpizia.~Erotico.
2948 I, 2 | peggio.~Erotico. Come può temere, se il nostro vicendevole
2949 III, 6 | nell'Indie, nel Messico, in Temistitan, e dimandate alli caccichi
2950 I, 4 | una nave di cristallo, che temono sempre incontrarla e romperla
2951 V, 5 | andandoci con buon ordine, è temperamento di effetto.~Attilio. Orsú,
2952 II, 2 | Alessandro Magno de' nostri tempi? non rispondi, furfante?~
2953 III, 2 | cristiani ci veggiamo nel tempio di santa Sofia, dove ci
2954 IV, 9 | ho fatto io, che non puoi temprar la lingua dall'ingiurie
2955 I, 5 | pentimento! Tutti i suoi pensieri tendono all'ozio. Prima, se alzava
2956 V, 4 | mi scambiò la figlia, tenendosi la mia propria, e mi diè
2957 IV, 3 | Constanza. Posso dir che, tenendovi cosí abbracciato, tengo
2958 III, 8 | lardo e presciutto e cime tenere di zucche, di cui l'odore
2959 II, 4 | cerimonie con me, è un quasi non tenermi per quell'amorevol figlio,
2960 III, 6 | arricchirne il mondo: onde può tenersi la piú fortunata e felice
2961 III, 6 | Squassamenti, mio lugar teniente e general de' miei esserciti.
2962 IV, 10| poiché in tal stima ci son tenuta.~Orgio. Tu ci entrerai per
2963 III, 9 | strangolarlo.~Trasimaco. Io mi terrei a vergogna uccider genti
2964 II, 3 | Farti ligar in una camera terrena:...~Gulone. (Queste son
2965 II, 4 | soverchia che bastevole; e io mi terrò ricchissimo, se mi vedrò
2966 I, 2 | essendomi incontrato con la tesoriera de' nostri amorosi secreti,
2967 II, 4 | possessore di sí infinito tesoro di grazie: onde mi parrebbe
2968 IV, 2 | scompiglia quanto abbiam tessuto della nostra tela; e se
2969 III, 3 | morta, e io viva sono: il testimonio t'è presente.~Pedolitro.
2970 II, 6 | ed egli ruffiano; che si tinge la barba per parer giovane;
2971 III, 7 | guasto egualmente; e le tintinnate della mia spada s'odono
2972 IV, 8 | nostri corpi, se non sono tiranne dell'anima ancora; e vogliono
2973 III, 8 | come i mastri di caccia tirano gli astori e li falconi;
2974 IV, 6 | forsennato e inesorabile, tiriamolo in casa vostra, ché gli
2975 II, 6 | l'onora di molti illustri titoli: d'un venerabil asino, e
2976 I, 4 | col farmi ambiziosa del titolo di vostra schiava, il che
2977 I, 3 | mia in comedia, il resto tocca a Trinca.~Trinca. Ho caro
2978 IV, 5 | sincero amore: se la tocchi, toccala come sorella; se l'abbracci,
2979 I, 5 | baciano, si succhiano, si toccano, e fanno tutto il giorno
2980 I, 4 | bene del negozio e fatecelo toccar con mano.~ ~ ~ ~
2981 II, 2 | grandezza e magnificenza sua, né toccarne il fondo.~Trasimaco. Nascesti
2982 I, 3 | mi passava da presso, la toccava un poco; e tanto m'eran
2983 IV, 5 | puro e sincero amore: se la tocchi, toccala come sorella; se
2984 III, 8 | apparecchio: e' par che mi tocchino la cima del fegado. Se con
2985 IV, 5 | perdo, senza ch'altri me ti toglia; e sendo in casa mia, onde
2986 I, 4 | cara piú di voi; e chi mi togliesse voi e mi desse tutto il
2987 V, 4 | potete restituirmi l'onore. Toglietevela quando volete, ché non vi
2988 I, 3 | incorrotta pudicizia, che mi toglievano ogni ardir di usarle violenza;
2989 IV, 7 | siate adirato meco.~Pardo. Toglimiti dinanzi, che mi vien voglia
2990 V, 3 | Dammi la mia Cleria e togliti la tua Sulpizia. Ma eccolo
2991 IV, 8 | le man vostre?~Sulpizia. Toglitime dinanzi, brutto cane.~Erotico.
2992 V, 3 | la figliuola sua e che mi tolga la mia: e il peggio sará,
2993 IV, 8 | sincera fra noi?~Sulpizia. Toltoti sia quel cuore fallace e
2994 III, 8 | tanti grilli.~Trasimaco. Ti torcerò quel collo, che non dará
2995 II, 2 | vitelle fredde, or inghiotto i tordi grassi - che stringendoli
2996 IV, 8 | come lui; né lasciano di tormentarci mai, se non vedono che sono
2997 I, 4 | posso imaginarmi come questa tormentata anima possa reger questo
2998 I, 4 | anima possa reger questo tormentato mio corpo.~Attilio. Non
2999 I, 4 | altro, almeno per non dar tormento a me; ché a voi non piove
3000 II, 1 | il cibo da dietro, e poi torna a satollarsi di nuovo? Non
3001 IV, 2 | suo riscatto, la sposai, tornai a Nola, e diedi ad intendere
3002 IV, 5 | perpetuo essiglio per non tornarci piú mai. Mi sarebbe la casa
3003 IV, 2 | come sono, sarò da tanto di tornarmene in Napoli e viver mendicando
3004 II, 4 | sposata la mia figliuola, tornaste a lei, che mal agevolmente
3005 III, 2 | son alcuni mesi che son tornati di lá, e ha menato seco
3006 I, 5 | messa, poi allo Studio, tornava a casa, si poneva a studiare;
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