SCENA
IV.
Balia,
Erotico, Pardo.
Balia.
Sulpizia smania e non trova
luogo per la gelosia di Cleria; mi manda se può saper da
Erotico alcuna cosa di nuovo.
Erotico.
O balia, di' a Sulpizia
mia, che trattiamo or cosa onde spero che sarem nostri.
Balia.
Parlatemi, di grazia, piú
particolarmente, e liberatela da tal passione.
Erotico.
Basta, saprá ogni
cosa, e verrò io a dirglielo. Ma parteti da me: presto,
presto, scòstati.
Balia.
Perché mi scacciate
cosí da voi?
Erotico.
Per cosa che importa, lo
saprai poi: scòstati, allontánati da me.
Balia.
Che fretta! orsú, mi
parto.
Erotico.
Vorrei l'avessi fatto prima
che detto. (Veggio Pardo venir alla volta mia, e stimo che venghi a
ragionarmi delle nozze: non vorrei che, veggendomi ragionar con una
vecchia, entrasse in sospetto che stessi innamorato).
Balia.
(Il cacciarmi che fa
Erotico con tanta fretta da sé, mi fa sospettar qualche male.
Veggio Pardo andar verso lui: qualche trama v'è).
Pardo.
(Veggio Erotico; e mi par
certo un gentil giovane: vien a me, vo' riceverlo come figlio). Ben
venghi il mio caro Erotico, il mio carissimo figliuolo.
Erotico.
Dio vi accresca salute e
vita, mio carissimo padre e padrone: padre in amore, padrone in
riverenza. Vo' baciarvi le mani.
Pardo.
Non mi fate questo torto,
ché non lo comporterò: volete vincerla pure?
Erotico.
Perché è mio
debito di farlo.
Pardo.
Poiché dite che mi
sète figlio, potrete trattarmi come vi pare.
Erotico.
E voi usando questi termini
di cerimonie con me, è un quasi non tenermi per quell'amorevol
figlio, che dite che io vi sia.
Pardo.
Copritivi.
Erotico.
Desiderava in atto di
riverenza star cosí; ma, poi che volete che mi cuopra, mi
coprirò, essendo l'ubbidire un termine di creanza.
Pardo.
Cosí merita un par
vostro, nobile, ben creato e virtuosissimo.
Erotico.
Troppo gran cose stringete
in breve fascio. Ma io vi resto con tanto maggior obligo, quanto meno
conosco di meritarlo.
Pardo.
Giá stimo che Trinca
mio servo e Attilio mio figliuolo v'abbino detto quanto desiderio io
abbia di apparentar con voi...
Erotico.
Ed il desiderio, che ho di
servirvi, è cosí vivo e ardente, che non so che fare
che da voi fossi creduto.
Balia.
(Fanno fra lor molte belle
parole: vediamo dove riusciranno).
Pardo.
... e però darvi
Cleria, la mia figlia, per moglie....
Erotico.
Conosco non meritarla per
le sue rare qualitá; ma l'accetto per l'affezion che le porto,
e per desiderio che ho di servirla.
Balia.
(Ohimè, parlano di
dargli Cleria per moglie!).
Pardo.
... E stimo ancor che
v'abbino riferito, che non son per darle dote altrimente.
Erotico.
Mi basta la dote delli suoi
meriti, la qual è piú tosto soverchia che bastevole; e
io mi terrò ricchissimo, se mi vedrò possessore di sí
infinito tesoro di grazie: onde mi parrebbe farle gran torto se non
la rifiutasse.
Pardo.
Io parlo chiaramente; ma
contrastiamo dopo fatto il matrimonio.
Erotico.
Io non posso trovar modo in
ricompensar tanto beneficio, che mi si fa, in darmisi Cleria; e per
mostrar quanto mi sia grata la parentela, io rifiuto ogni dote.
Balia.
(Ragionano delle nozze di
Cleria; e dice non voler dote. Giá si confrontano i
contrasegni).
Pardo.
Stimo che abbiate visto
Cleria, per saper se vi piace la sua bellezza.
Erotico.
L'ho vista, e mi piace
tanto, che non mi piacque altra giamai altro tanto. Cosí
avesse auto ella maggior fortuna di aver conseguito sposo di maggior
merito ch'io non sono, come ella è stata favoritissima dalla
natura cosí delle bellezze del corpo come di quelle
dell'animo.
Pardo.
Ve l'ho dimandato, perché
so che avete gran tempo seguita Sulpizia, la nostra vicina; e non
vorrei, dopo aver sposata la mia figliuola, tornaste a lei, che mal
agevolmente si scordano i primi amori.
Erotico.
Se ben molte volte m'avete
visto passar per costá, l'ho fatto piú per passatempo
che per amor che portassi a Sulpizia; e vi giuro che mai mi piacque.
Balia.
(O Dio, che parole son
quelle che sento? or chi crederebbe che fussero uscite da quella
bocca, dalla quale poco innanzi ne son uscite l'altre di sí
contrario tenore?).
Pardo.
Io non vorrei che la lingua
fusse differente dal core.
Erotico.
Cavata mi sia la lingua
insieme col core, se non è vero quanto io vi dico.
Balia.
(Aiútati, lingua,
avviluppa bugie e giuramenti, per ingannar qualche altra poverella).
Pardo.
Perdonatemi, se ne dimando
con tanta instanza, perché dubito che, per qualche sdegno o
martello passato tra voi, vogliate tor mia figlia. Io non ho altra
che costei; e dandole un marito che sia stato innamorato di un'altra,
non saria fra loro un contento giamai, però vi prego a dirmelo
liberamente.
Erotico.
Voi che mi sète
padrone, potete comandarmi, non pregarmi.
Pardo.
Li vostri pari si pregano,
non si comandano.
Erotico.
Piú grazia ne ricevo
quando mi comandate, che non è il servigio che vi servo. Ma
s'io amai giamai Sulpizia, faccia Idio che non conseguisca alcun
desiderio; né son per amarla per l'avvenire, ché sempre
piú tosto l'ho odiata che amata, e m'ho fatto beffe di lei. Ho
ben amata la vostra Cleria dal primo giorno che la viddi; ma il
rispetto dell'amicizia fra me e Attilio me ha vietato che non lo
scoprisse, per non offenderlo con la mia indegnitá. Ma, poiché
da voi mi vien offerta, apro il cuore e ve lo paleso.
Balia.
(Ahi, lingua traditrice e
bugiarda, che ti sia cavata insin dalle radici! non bastava
affermarcelo cosí semplicemente, se non confirmarcelo con
giuramento?).
Pardo.
Talché posso
assicurarmi che non amate Sulpizia?
Erotico.
Di grazia, caro padre, non
me la nominate piú, se non volete che la biestemme.
Balia.
(O povera Sulpizia,
disamata, beffata e bestemmiata).
Pardo.
Veramente, io non vi facea
altra difficultá in queste nozze: non l'ho voluta conchiuder
con mio figlio, fin che da voi non me ne fussi certificato, ch'io
temea sempre di Sulpizia.
Erotico.
O maladetta sia
Sulpizia!...
Balia.
(Tu solo, e chi
generotti!).
Erotico.
... che fosse morta...
Balia.
(Tu ucciso, e morto!).
Erotico.
... e squartata!
Balia.
(E tu fatto in mille
pezzi!).
Pardo.
Or che me ne sono
assicurato, datemi la mano in segno del matrimonio.
Erotico.
Ecco, volentieri ve la
porgo.
Pardo.
Ed io la stringo e bacio,
in segno di parentela. Non manca altro che al tardo vengati col
prete, e la sposiate. Mangiaremo cosí alla domestica, e non
facciamo come certi ignoranti, che nel banchetto spendono la metá
della dote.
Erotico.
Maggior grazia riceverei,
s'andassimo a sposarla ora.
Pardo.
Andiamo fra tanto al sarto
per le vesti.
Erotico.
Andiamo dove comandate.
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