SCENA
V.
Pedolitro,
Pardo, Turco.
Pedolitro.
Ho ritrovato vivo un mio
fratello cugino; or vo' andar con mio figlio a casa sua. Della
amorevole offerta, signor Pardo, ve ne resto obligatissimo.
Pardo.
Pedolitro, la giusta
cagion, che me ne dái, mi fa prorompere in tanta rusticitá.
Ditemi si avete imparato in Turchia a beffeggiar gli amici.
Pedolitro.
Né qui né in
Turchia è convenevole.
Pardo.
Perché darmi ad
intendere che sète stato in Constantinopoli e visto mia moglie
Costanza, e Cleria mia figlia chiamata Sofia e conosciutala serva
d'un alloggiamento in Vineggia?
Pedolitro.
Tal è, qual vi ho
detto.
Pardo.
Come l'avete vista in
Vineggia, se voi non vi sète mai stato?
Pedolitro.
Ci son stato a mio dispetto
duo mesi infermo.
Pardo.
Se sète stato in
Negroponte e venuto in Napoli per mare, come sète stato in
Vineggia?
Pedolitro.
In Negroponte? e quando?
chi v'ha detto queste bugie peggior delle prime?
Pardo.
Tuo figlio.
Pedolitro.
Come mio figlio ha potuto
dirvele, se non sa parlar italiano?
Pardo.
Trinca, il mio servo, l'ha
parlato in turchesco, che l'ha imparato a parlar in Constantinopoli.
Pedolitro.
Questo ha detto mio figlio?
Pardo.
Anzi, di piú, che
avete bevuto nell'osterie e state imbriaco, e non sapete dove abbiate
il cervello.
Pedolitro.
Mi fo la croce. Ierusalas
adhuc moluc acoce ras marisco, viscelei havvi havute carbulah?
Turco.
Ercercheter biradam suledi,
ben belmen ne sulodii.
Pedolitro.
Dice che è vero che
un uomo l'ha parlato, ma che non intendeva che dicesse. Comis purce
sulemes.
Pardo.
Perché dunque li
rispondeva?
Pedolitro.
Accian sembilir belmes mie
sulemes?
Turco.
Accian ben cioch soler ben
sen belmen sen cioch soler.
Pedolitro.
Dice che, quantunque gli
rispondesse e li dicesse che non intendeva quello che se li dicesse,
pur gli parlava. Aman
hierl cheret marfus soler, ben men comam me sulemes?
Turco.
Aman hierl cheret marfus
soler ben men comam me sulemes.
Pedolitro.
Dice che sempre dicea
marfus;
ma non possea imaginarsi che cercava da lui. Io stimo che il vostro
Trinca sia un gran trincato e buggiardo e volpe vecchia.
Pardo.
Dite voi che sia sí
bugiardo?
Pedolitro.
Ho errato in dir bugiardo,
ma bugiardone.
Pardo.
Voi accrescete l'ingiuria.
Pedolitro.
Anzi dico bugiardissimo;
anzi tengo per certo che vi abbi beffato.
Pardo.
Non so che mi fa ostinato
in saper la veritá di questo fatto. Di grazia, se mi amate,
ditemi chiaramente se mi avete detto la veritá.
Pedolitro.
V'ho detto la veritá,
e ne torrei ogni pena per confirmarla, se ne fusse bisogno. Restate
sano, che vo' andar a quel mio cugino.
PARDO.
E voi andate salvo, poiché
sète fatto libero.
PEDOLITRO.
Ghidelum auglancic.
TURCO.
Ghidelum baba.
PARDO.
Io credo che si se cercasse
per tutto il mondo fra vecchi canuti il piú balordo, stordito,
goffo e scimunito, che sarebbe da me di gran lunga avanzato di
balordaggine e di sciocchezza, perché m'accorgo che sono stato
beffato, aggirato da quel furfante di Trinca e da mio figlio. L'esser
stato credulo n'è stato cagione; e con aver sempre creduto che
le bugie accompagnano ordinariamente le sue parole, e che mi voleva
ingannare, non m'ha giovato crederlo. Ma s'io non me vendico, creda
egli certissimo che sia goffo da vero, come mi stima. M'ha fatto
sborsar trecento scudi e fattomi re de danari; ma io lo farò
diventar re di bastoni. Mi vergogno di me stesso, ardo d'ira e di
sdegno, ma suspico che trama d'amore ne sia cagione. Ma ecco mi
sovragionge quest'altra seccaggine del capitano. Non so che voglia
questa bestia da me; fuggirò per quella strada.
|