Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giambattista Della Porta
La sorella

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO IV.
    • SCENA III.   Pardo, Constanza, Attilio.
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

SCENA III.

 

Pardo, Constanza, Attilio.

 

Pardo. O Constanza, carne mia, sei tu dessa over io non son io? o è forse questo un sogno? o fingo imagini a me stesso del desiderato bene? Tu sei ben dessa, e me ne sono assicurato, che con piú d'una guardatura ho confrontato l'imagine tua con quella che nel cuor impressa mi lasciasti.

Constanza. O marito, marito caro, che, avendo perduta la speranza di non averti mai piú a rivedere, or veggendoti e abbracciandoti, non lo credo.

Pardo. O moglie cara, o quanto ho pianto il mio peccato di averti mandato a chiamar da casa tua per condurti in Polonia, preponendo la mia comoditá al tuo discomodo.

Constanza. Posso dir che, tenendovi cosí abbracciato, tengo la cosa piú desiderata che abbia al mondo.

Pardo. Ed io l'anima mia; ché, rimasto senza te, rimasi un cadavero. Oh quanto mi sei or cara viva, poiché tanto t'ho pianta morta? ché, avendo mandato il mio figlio in Turchia col riscatto, mi riferí ch'eravate morta. Piaccia a Dio s'allonghi tanto la vita mia, che faccia a te quella servitú che per mia cagione hai fatta a quei cani.

Constanza. Bastami che m'amiate per l'avvenire, quanto m'amavate prima, o che m'amiate a par di quello, che v'amo io: che mi fará subito dismenticare de' disaggi della passata servitude.

Pardo. Moglie, mi sento venire meno per l'allegrezza.

Constanza. Ed io non posso tener le lacrime.

Pardo. Vo' che abbiate un'altra allegrezza, che veggiate Cleria vostra figlia.

Constanza. O Dio, che sommamente desio vederla.

Pardo. Attilio, va' su e fa' calar la tua sorella.

Attilio. Vado.

Pardo. Come sète venuta cosí sola.

Constanza. Lungo tempo bisogna, consorte mio, a narrar lunga istoria della servitú sofferta fra quei cani, de' lunghissimi travagli del viaggio, che non son stati minori.

Pardo. Ecco la tua figlia Cleria. Oh come, nel vedersi l'un l'altra, son tramortite ambedue! Oh, quanto è l'amor grande tra la madre e i figli! O Dio, che sará questo? o Cleria, o Cleria, o Constanza mia, risvegliatevi!

 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License