Atto, scena
1 I, 2 | ti burli di me?~Cappio. Giá cominciate a freneticar
2 I, 4 | Lardone. Ma d'una corda. E giá mi sento prurire il collo:
3 I, 5 | sei qui ancora.~Cappio. Giá pensavate ch'io fossi gionto
4 I, 5 | Giacomino. Se fosse come dici, giá saresti a Salerno.~Cappio.
5 II, 2 | Spagnolo.~ ~Antifilo. (Giá son stato a Posilipo con
6 II, 2 | ché tutti son fuggiti. Giá vedo l'apparato che s'ordina;
7 II, 4 | Pedante. Deo gratias. Giá siamo pervenuti all'antica
8 III, 1 | Altilia, Lima.~ ~Cappio. Giá è ogni cosa in ordine: potrete
9 III, 2 | está señora mia.~Cappio. (Giá si è ingerito a mangiare
10 III, 4 | me vole accosare.~Cappio. Giá siamo gionti.~Giacoco. Tózzola
11 III, 7 | capo» o «la capa».~Giacoco. Giá chisso sbaría; manche se
12 III, 9 | reviviscere e repullular le ossa giá incenerite e far sorgere
13 III, 10| risponde, ché il corpo è giá morto.~Antifilo. Che cosa
14 III, 10| mattina?~Lardone. Quello è giá digesto.~Limoforo. Perché
15 IV, 2 | poi venir vostro padre. Giá avete visto il contrasto
16 IV, 2 | tra vivi, e ve ne ho dato giá il pacifico possesso.~Lima.
17 IV, 4 | ho detto.~Pedante. Saran giá venuti all'illecebre amorose,
18 IV, 4 | che di dormire.~Lardone. Giá s'è dato fuoco alla mina;
19 IV, 8 | abbandonata l'opifera speme, che giá era per essalar l'anima!
20 IV, 10| conoscerlo e di non conoscerlo. Giá mi par di conoscerlo; ma
21 V, 2 | in una galea.~Limoforo. Giá tace: la veritá e la vergogna
22 V, 4 | invaso di tanta tenerezza che giá succresce il foco che m'
23 V, 6 | bisogno piú di gir a Roma, che giá sète in etá di riposarvi
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