Atto, scena
1 I, 2 | saporitissimo cibo alla fame e al digiuno de' miei pensieri,
2 I, 4 | fuori. Dentro ci è quella fame antica che nacque nascendo
3 I, 4 | cadere il pelo; ed alla fame del tuo corpo gli daremo
4 I, 4 | scacciaranno dal corpo quella fame invecchiata che tu dici.~
5 I, 4 | Tu non ti morrai piú di fame.~Lardone. Ma di capestro.~
6 I, 4 | una volta la gola che la fame mi strangoli mille volte
7 II, 2 | proposito! svaligiato e morto di fame e prosontuoso. Basterá questo
8 II, 4 | fegadelli, trofei della mia fame! o salami, spoglie de' miei
9 II, 4 | tutto; ché non è peggio aver fame e stare aspettando a tavola.
10 III, 8 | famulo.~Tedesco. Se avere fame, ire in altra parte; qua
11 III, 9 | quello che resto morto di fame e di sonno.~Pedante. Anzi,
12 III, 9 | per le donne e a te per la fame.~Lardone. A me non dá pena
13 III, 9 | donna, ma perché mi muoio di fame.~Pedante. Il carico fatto
14 III, 9 | questa disfida alla mia fame, e ad ogni parola fare una
15 III, 9 | Come posso, morendo di fame, star di buona voglia?~ ~ ~ ~
16 III, 10| rimedio da far passar la fame.~Antifilo. (La fame? non
17 III, 10| passar la fame.~Antifilo. (La fame? non sará altri che Lardone).
18 III, 10| trovo martorizzato dalla fame e abbrugiato dalla sete.
19 III, 10| goffo che mi lasci morir di fame dentro un forno di pane
20 III, 10| forfante che morirmi di fame e da uomo da bene.~ ~ ~ ~
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