Atto, scena
1 I, 1| fornaio?~Giacoco. None, te dico.~Cappio. Che solamente spendiamo
2 I, 1| cincoranelle?~Giacoco. Sine, te dico. Non chiú parole, ca me
3 I, 4| e pagato.~Lardone. S'io dico sí, non farai tu, ma il
4 I, 5| cotanto.~Cappio. Ed io vi dico che vi son stato piú amorevole
5 I, 5| ne parli.~Giacomino. Non dico che nol credo perché nol
6 I, 5| ancor fede alle bugie; ma dico che nol credo per soverchia
7 II, 3| zentiluomo veneziano? A ti dico, spagnolo impettolao, pezzo
8 II, 4| e «bibebonde».~Lardone. Dico che vengo per disfamare
9 III, 2| cosa e attendete a quel che dico.~ ~ ~ ~
10 III, 5| notte.~Giacomino. Chi è lá, dico?~Cappio. Calate giú, che
11 III, 5| cervello.~Giacoco. Batti, dico.~Cappio. Sento i pantofoii
12 III, 6| taberna.~Giacoco. Ed io te dico ca la casa mia non è né
13 III, 7| sbarii, poveriello.~Pedante. Dico «teutonico», cioè germano,
14 III, 8| robbe.~Pedante. Aprite, dico, le ianue a Tito Melio Strozza
15 IV, 6| tollet quod epentesis auget. Dico «sincopata», ché avendola
16 IV, 7| vostro ospizio?~Tedesco. Dico ca mie ostellerie non stare
17 V, 2| cirieggia della madre.~Limoforo. Dico che a puntino accadde questo
18 V, 2| Pseudonimo. Sí ben, perché dico il vero.~Antifilo. Va' t'
19 V, 3| Lima. Signor Limoforo...: dico, forastiero, veramente che
20 V, 5| gran merito.~Giacoco. Ti dico che ne zeppolie ssa bona
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