ab-caca | cacad-diabl | diabo-gover | graci-migli | milza-poter | potes-scusa | sdegn-ubiqu | uccel-zuppe
Atto, scena
1 | ab
2 IV, 10| Altilia. Padre mio, non mi abbandonate e non mi private di voi
3 I, 2 | resistere, mi rendo vinto, sono abbattuto e morto.~Cappio. Se sète
4 IV, 6 | Giacoco. Noi poco avemo abbesogno de sse gramuffe. Ma io non
5 III, 3 | figliano pe le denocchie? aggio abbesuogno de pataracchie? Chi sa se
6 V, 4 | volete aver pietá di lui, abbiatela di suo padre: usateli qualche
7 II, 5 | vostre.~Giacomino. Ed io abbissato nel centro del mio niente,
8 IV, 3 | cheste bugie noi avere grande abbondanzie e le vendemo a bon mercato,
9 I, 1 | Non chiú parole, ca me se abbottano sti co.... chiú de na guállara.~
10 III, 10| martorizzato dalla fame e abbrugiato dalla sete. Ah, Giacomino
11 III, 7 | bocca; o vini, dove sète abissati! Son diventato un Tantalo,
12 II, 4 | lasciato il suo Cipro per abitare in Napoli; questo è il palaggio
13 V, 2 | Di Surrento, se ben ho abitato in Napoli.~Limoforo. Quando
14 V, 1 | insuper iucunda, la quale abitava nella mia vicinia. Io circumspectando
15 IV, 4 | dalle fauci, che mai potessi abligurire. Ma vegnamo al quatenus.~
16 V, 4 | macchia; e or disprezzo e aborrisco la vita avendo a viver senza
17 III, 10| son quello che voi volete, absumpto nel pelago delle miserie.~
18 III, 7 | Pedante. O che parlare absurdo e mal composto!~Giacoco.
19 I, 4 | contanti. Queste occasioni non accadono sempre: passano, e ci pentiremo.
20 V, 1 | stato ingannato. Come sono accadute tante cose in un'ora, che
21 III, 7 | crepare e ridere; mai m'è accaduto cosa ntutto lo tiempo della
22 II, 3 | pi' en lá, ti non purisse accattar un oter come mi: mi son
23 II, 4 | che inveschia!~Pedante. Accelera il bere.~Lardone. Non son
24 II, 6 | Cappio. Orsú, entriamo ad accenderla; va' prima e ponti in ordine.~
25 II, 1 | Or sí, che sta bene. Accendete il fuoco che sia a bastanza,
26 III, 1 | collazionetta.~Giacomino. Cappio, accendi quella profumiera, ché spiri
27 IV, 1 | gustato tanta dolcezza e accesomi in tanto incendio intorno
28 III, 10| che la necessitá me la fa accettare, e me ne congratulo.~Lardone.
29 V, 3 | core per tanti inopinati accidenti d'oggi. O Giacomino malus,
30 II, 3 | de chi me figliau - e sia acciso, se me meno la chiavetta,
31 III, 10| gli amori di Giacomino, accommodarò il mio stomaco. Devo io
32 II, 1 | Giacomino. Ed io attenderò ad accomodar la taberna.~ ~ ~ ~
33 I, 4 | tedesco nel Cerriglio, noi accomodaremo la nostra casa in foggia
34 I, 5 | la porti in casa vostra accomodata in foggia di taberna.~Giacomino.
35 IV, 6 | Ma io non t'aggio fatto accompagnare allo Cerriglio che la cercassi?~
36 IV, 4 | una stalla di Napoli per accoppiarsi con un'altra bestia!~Lardone. ...
37 I, 2 | desideravo.~Cappio. Per quanto accorger mi potei, ella altro non
38 III, 4 | Perché vi meno per strade accortatoie.~Giacoco. Quanno arrivarimmo
39 IV, 5 | conosciuto in Napoli, sagace, accorto, ricco di partiti e da sapersi
40 III, 4 | cinco tornisi, e mò me vole accosare.~Cappio. Giá siamo gionti.~
41 III, 2 | grandezza e sussiego si va accostando! Veggiamo dove riuscirá
42 IV, 9 | accostatevi.~Pseudonimo. M'accostarò pian piano. Questa è la
43 II, 4 | un pochetto l'amore; poi accostarselo alla bocca pian piano con
44 IV, 9 | alla porta? quello è desso; accostatevi.~Pseudonimo. M'accostarò
45 II, 3 | come a tia, che te vuoi accoteddare co no canazu morretuso,
46 V, 4 | ho non isdegnate che vi s'accresca quest'altro, di venir a
47 V, 5 | scusare le sue rascioni e accrescer quelle del compagno, e cosí
48 III, 4 | todisco mbriaco me volea fare accussine, e se non era sapatino,
49 II, 3 | que dos anchovas con el aceite.~Giacomino. Mira dimanda,
50 I, 1 | uva non me ne fa toccare n'aceno.~Giacomino. Andate in buon'
51 II, 5 | provato di quelle crudeli e acerbe passioni che sanno far provare
52 III, 1 | Giacomino. O care mammelle, o acerbetti pomi, e quando mai negli
53 V, 6 | mi saresti stata amara e acerbissima: e chi può opporsi a' gran
54 II, 4 | cotile, le exabasi, gli acetabuli, i gutturni, i cantari,
55 III, 9 | della figlia a chi «habet acetum in corde» importa l'onore.~
56 V, 6 | padre; or in un punto n'hai acquistati tre: l'un vero che son io,
57 IV, 4 | instantemente con un flagello acuto fussi gastigato e con belluina
58 II, 4 | Lascia questo, ché il nome t'addita che è malvaggio.~Lardone.
59 V, 5 | parole nzuccarate, m'hai addociuta la collera che m'avea nzorfato
60 III, 7 | nui de ssi chiáiti? chi t'addomanna chesse cincorane?~Pedante.
61 II, 4 | Pedante. Presto, che stai addormentato sul bicchiero.~Lardone.
62 IV, 2 | vostra; solo vi priego m'adempiate quella promessa che per
63 IV, 2 | prontezza con la quale ho adempita la mia, e considerate quanto
64 IV, 4 | belluina rabie cruentato, adeo ut, usque donec, finché
65 III, 1 | piú degna d'esser mirata e admirata. E se non posso lodar quanto
66 IV, 4 | casa sua e porgli le mani adosso.~Lardone. Andiamo a dormire.~
67 IV, 9 | officio). Quem quaeritis, adsum.~Pseudonimo. Voi dunque
68 V, 2 | invetriato! Tu sei un spurio e adulterino Limoforo.~Limoforo. E ti
69 IV, 7 | mie ostellerie.~Pedante. Aedepol, maxime verum!~Tedesco.
70 II, 4 | Lardone. Domine magister, e io affamabondo e bibebondo!~Cappio. Ben
71 II, 4 | affamatagine del famoso mio affamamento.~Pedante. Oste, nomina desinentia
72 II, 4 | che vengo per disfamare l'affamata affamatagine del famoso
73 II, 4 | per disfamare l'affamata affamatagine del famoso mio affamamento.~
74 III, 9 | uomo del mondo e di quanti affamati fur mai.~Pedante. Mai dal
75 III, 9 | sobrietate.~Lardone. Nil peius affamatione.~Pedante. Io non intendo
76 III, 9 | perché mi publica per un affamato.~Pedante. A te pare cosí?~
77 III, 5 | ne preo.~Cappio. E se ci affatica con tanto gusto che non
78 | affatto
79 V, 5 | cera d'emperatore m'ave affattorato, e me potite commannare
80 I, 4 | e non lasciarò modo di affligere Altilia e Giacomino, come
81 V, 6 | mangiata e nui restammo affritti e negrecati.~Giacomino.
82 III, 9 | due; e tutti due restiamo affrontati e di affronto grande: a
83 III, 7 | me fa ridere senza che n'aggia voglia. Se stai mbriaco,
84 IV, 1 | bugia.~Giacomino. A prieghi aggiongeró qualche scudo, ché dica
85 IV, 1 | abbi fatto taverna, fattolo aggirar per le strade dal servitore?
86 III, 1 | dell'altro. Deh, bevete per aggradirmi.~Altilia. Non solo bever,
87 I, 4 | maestro torna, il toro abbia agio di godersela.~Cappio. Via
88 | agl'
89 V, 6 | Pedante. Maximas vobis ago gratias.~Giacoco. Iacoviello
90 III, 2 | que con ella castigaré mis agravios.~Cappio. Ma par che veggio
91 III, 7 | ditto ca vole composta d'agresta?~Pedante. Dii immortales,
92 III, 7 | ignoranza, che intelletto rude e agreste!~Giacoco. Non te l'aggio
93 IV, 1 | dal servitore? che gastigo aguaglierá la mia forfantaria? Amor
94 I, 1 | chiattelluso, scummabruoccuoli, aguiento da cancari?~Cappio. Il Cielo
95 III, 4 | no fúrgolo, e me siento, ahie! morire de famme; e borria
96 V, 4 | onor suo in periglio per aiutar me; il quale, per posseder
97 IV, 1 | l'altra il pellegrino. L'aiuterá per la gelosia che lo rode.~
98 V, 6 | Pedante. Or che siamo tutti alacri e ridibondi, chiaminsi i
99 V, 2 | in corpo sí mostruoso può albergar anima che buona sia?).~Pedante. (
100 I, 5 | Cerriglio, a preparargli l'albergo, ché vien con Lima ed Altilia....~
101 II, 2 | ser pagado, nos havemos alborotado y hecho los bandoleros,
102 I, 3 | da Megera e partorita da Aletto, o allevata fra l'orribili
103 II, 3 | caido en tierra, y porque algun perro no lo comiese, lo
104 IV, 9 | essere io di genio molto alieno dalla natura muliebre; e
105 V, 1 | ricevuto da lui de' prestiti alimenti non picciola ricompensa.
106 | aliud
107 I, 4 | pignatte maritate, di capretti allattati da due madri, di maccheroni
108 II, 5 | incendi ho trovato quello alleggiamento che m'ave apportato la speranza
109 II, 1 | aremo in un tempo arrosti e allessi caldi caldi.~Giacomino.
110 I, 3 | importunitadi. Quando mai t'allettai ad amarmi? quando in parole
111 IV, 9 | dottrina che non averei potuto allevarla io che le son padre.~Pedante.
112 IV, 2 | casa insieme con me che l'allevasse - veggendo che la mia povertá
113 V, 6 | figlia; il maestro che m'allevò con tanta caritá e affetto
114 I, 4 | Cerriglio, il quale ha detto alloggiarlo benissimo. Come sará qui,
115 | allor
116 III, 7 | diverso aceto, né manco c'è alluorgio che suoni diverse ore; non
117 IV, 1 | due vite in una vita e due alme in un'alma d'un reciproco
118 IV, 3 | aver risposto che non stare alogiate in case mie.~Giacomino.
119 III, 6 | grisommole.~Spagnolo. No alojan en esta taberna sino putas
120 II, 3 | Spagnolo. Ventero, quiero alojar esta noche en esta venta.~
121 | alquanto
122 V, 1 | Pedante. Per esser cresciuta alta e procèra della persona
123 IV, 1 | coloro che giongono a tanta altezza di gioia! Misero me, che
124 | altrove
125 | altrui
126 V, 1 | come propria uscita dal mio alveo; ricevei ella e la balia
127 II, 3 | perro no lo comiese, lo he alzado de la tierra.~Cappio. E
128 IV, 6 | de' palaggi incantati di Amadis de Gaula, ove io con ludibriosa
129 IV, 2 | son tanto ignorante che amandovi tanto non meriti di esser
130 IV, 9 | verisimile.~Giacomino. All'amante è lecito usar ogni inganno
131 V, 6 | sorella, mi saresti stata amara e acerbissima: e chi può
132 I, 4 | lacrime, moscatelli di amarene. Queste vivande nuove ti
133 I, 3 | io avesse a vivere fra sí amarissime pene!... E che fo che non
134 IV, 9 | del suo sangue, mi rapí ad amarla e nodrirla come propria
135 V, 6 | ci meschiasse poi il suo amaro, come suol far spesso nelle
136 I, 3 | dato io speranza che tu m'amassi? quando ti promisi fedeltá
137 V, 6 | son io, e sarete serviti e amati con quell'amore ch'avete
138 V, 4 | posseder per moglie la vostra amatissima figlia, m'ha servito per
139 IV, 9 | riveriscono?~Pseudonimo. O amatissimo e venerabil Tito Melio Strozza
140 IV, 1 | e la ragion vuol ch'io l'ami. Cappio, non so che farmi,
141 I, 3 | sforzar me stessa ad amarvi? Amisi o per elezione o per destino,
142 III, 3 | carnevale, diceria ca s'è ammascarata e s'ha pigliata na mascara
143 II, 3 | son un oter Rotolan che ammazzi pi' de trenta omen: va'
144 V, 4 | concediate per isposa o che m'ammazziate qui or ora. Eccomi qui genocchione,
145 III, 5 | fanno taverne, ma stanno ammolati a rasulo sopra libri fin
146 II, 4 | una succhiata de mostacci ammolliti nel detto liquore, perché
147 III, 7 | mutilli, ca te purga ssi mali ammuri.~Giacomino. Costui se non
148 II, 4 | Galante innamorato! altri amoreggia con le donne, egli con li
149 I, 2 | febre.~Giacomino. La febre amorosa mia è stata sempre continua
150 IV, 4 | giá venuti all'illecebre amorose, agli amplessi cupidinei
151 I, 2 | archivio de' nostri secreti amorosi, e con Lardone parasito,
152 IV, 4 | all'illecebre amorose, agli amplessi cupidinei e a' bagi desiderati!
153 | anch'
154 | ancorché
155 IV, 9 | ancor la peste estinta, andai a Surrento mia patria, ove
156 III, 2 | cuando yo fui caballero andante, y todas mis hazañas.~Cappio. (
157 I, 4 | in Salerno, ed egli vuole andarsene in Roma: e questa sera con
158 IV, 4 | Napoli, mi commandò che io n'andassi al Cerriglio per preparargli
159 IV, 4 | veramente il fatto come è andato, ch'esser non può che tu
160 II, 3 | partirti in buon'ora, te n'anderai in malora per te.~Giacomino.
161 I, 5 | Cappio. Non perdiam tempo: andiam a preparar la casa, ed io
162 III, 7 | trasmutare in casa.~Lardone. Andiancene, padrone, ché quello medesimo
163 I, 4 | bocca del forno d'Altilia andrá in rovina. Con questo mi
164 IV, 8 | e riposatevi, mentre noi andremo attorno col capitano a prender
165 II, 4 | i gutturni, i cantari, l'anfore, le paropsidi e i ceramini
166 III, 7 | tanto ottusa che ottunde gli anfratti auriculari che non vogliono
167 II, 5 | succede, che non so come l'angustia del mio petto lo possa capire
168 III, 7 | immortales, ubique sunt angustiae!~Giacoco. È lo vero ca a
169 III, 3 | Cola Pertola, la terza è d'Aniello Suvaro, la quarta è de Colambruoso
170 II, 4 | con le donne, egli con li animali morti. Teutonice, potremo
171 V, 2 | partí mai dal corpo mio per animarne un altro.~Pedante. Se fussimo
172 IV, 4 | efflassi la tua nefanda animula. Ma che prima fusse disradicata
173 III, 6 | messer catruoppolo, barva d'annecchia, dalla casa mia?~Spagnolo.
174 V, 6 | mostarda, e allo dereto ve annegarimmo dintro votte de vino; tal
175 V, 6 | tutti e bolliti, menuzzati e annegati.~Pedante. Spectatores, valete
176 II, 4 | Pedante. Cattivo augurio: annunzia lacrime e pianto.~Lardone.
177 IV, 7 | bono augurio. Bona dies et annus!~Tedesco. Che volere, care
178 V, 6 | amor di sangue.~Pedante. Antiphile mi, tarde venisti.~Limoforo.
179 II, 4 | il bugio dell'orecchie. «Antonomasia» è nome greco: «antos» vuol
180 II, 4 | Pedante. Dictum hoc per antonomasiam.~Lardone. Detto per cornamusa.~
181 II, 4 | Antonomasia» è nome greco: «antos» vuol dir «contra»; «onoma
182 III, 4 | mò dove siamo?~Cappio. Ad Antuono speziale.~Giacoco. Chillo
183 I, 1 | e sto con tanti d'uocchi apierti, dell'uva non me ne fa toccare
184 III, 4 | scappati, ca se non me ne appalorciava, bello me ne rappoleiavano;
185 I, 5 | malagevole impresa.~Cappio. Or apparecchia il cuore per poter capire
186 I, 4 | Cerriglio, col tedesco ad apparecchiar la cena.~Cappio. Lardone,
187 I, 4 | io avvisarò il padrone, e apparecchiaremo la taberna.~Lardone. Avèrti
188 III, 10| manca di fede? Io intanto apparecchiarò le scuse e le gambe per
189 II, 4 | prima assaggiare i vini, apparecchiarsi da cena, e poi tornare a
190 IV, 7 | dissi.~Tedesco. E intanto apparecchiasse una cena da fregare.~Pedante.
191 II, 4 | Tutte cheste cose trovare apparecchiate.~Lardone. Ma sopratutto
192 III, 7 | averanno divorato tutto l'apparecchio, che io, che son stato il
193 V, 5 | sosomellaro; se no te sdigni d'apparentare co mico, io te lo do pe
194 III, 4 | canniello tanto forte ca m'appe a sparafundare, e poi fece
195 IV, 2 | ruina, strassinavano gli appestati su un carro dalle proprie
196 IV, 9 | della peste di Napoli, io appestato con la mia moglie e figli
197 V, 2 | il vero.~Antifilo. Va' t'appicca.~Pseudonimo. Va' e appiccati
198 II, 3 | dell'asino. E che ti vuoi appiccare? Va' in un'altra taberna.~
199 V, 2 | appicca.~Pseudonimo. Va' e appiccati tu che lo meriti, ché tu
200 I, 4 | Perché scoprendosi sarò appiccato.~Cappio. Questa tua ragione
201 V, 6 | Giacoco. Iacoviello mio, appiendi na cepolla squillitica alla
202 II, 4 | che ti piacciono.~Lima. M'appigliarò al tuo consiglio.~Cappio.
203 I, 2 | Lardone parasito, che oprino appo lei in che luogo ed ora
204 III, 4 | pozzo bedere la via?~Cappio. Appoggiatevi al mio braccio, ch'io vi
205 II, 5 | ferventissimo fuoco che apporta seco; o qual sia piú la
206 I, 2 | senza dote. Queste doti apportano piú danno al restituirle
207 IV, 1 | ogni tardanza ci potrebbe apportar danno. (Questi giovanetti
208 II, 5 | alleggiamento che m'ave apportato la speranza di aver presto
209 II, 5 | graziosa stella poteva oggi appresentarsi agli occhi miei? il cui
210 II, 4 | e altri uccelletti che, aprendo il ventre, si cavino ad
211 III, 9 | greca e latina lingua; e aprir un luculentissimo gimnasio?...~
212 I, 4 | tanto asciutta che non posso aprirla per parlare.~Cappio. Che
213 IV, 2 | difficoltá.~Lima. Ecco, v'apro il modo che non può ritrovarsi
214 I, 2 | con Lima, la sua balia, archivio de' nostri secreti amorosi,
215 IV, 3 | grande asene.~Cappio. E tu arciasino ad aprire.~Tedesco. Mi patrone,
216 III, 7 | tavernaro? tu ne menti e arcimenti pe le canne della gola!~
217 I, 2 | stata sempre continua e cosí ardente nel cuore che non mi lascia
218 V, 4 | la vita in pago di tanto ardimento; ma questo libero procedere
219 II, 5 | la gioia di mirargli o l'ardor che ne succede, che non
220 I, 2 | il merito del suo amore, arei conseguito da lei quanto
221 III, 4 | simmo?~Cappio. A mastro Argallo che fa li brachieri.~Giacoco.
222 V, 1 | con una suprema eleganzia armonizate. Resideva negli occhi sui
223 III, 7 | lasciai qui mia figlia per arrabone.~Giacoco. Mienti pe la gola,
224 III, 7 | ospizio?~Giacoco. O che arraggie, che tante tente tonte!
225 III, 4 | Giangilormo Spiccicaraso, ca m'ave arrapezzate le scarpe e le devo dare
226 III, 4 | Cappio. Or ci siamo.~Giacoco. Arrássate dalla poteca de Giangilormo
227 III, 3 | aspetta no poco, lassame arrecordare meglio. Chesta è la casa
228 I, 1 | larghe, stipatelle; e mò ca m'arrecordo, apri quello scrigno vecchio
229 III, 7 | povero Iacoco, dove si' arreddutto! Tu mi faressi venire li
230 III, 5 | sopra libri fin che se ci arreieno.~Cappio. Avertite che lo
231 II, 5 | molte donne, molte se ne arricchirebbono: basta dir solo che in voi
232 III, 1 | impoverir tutte le donne per arricchirne voi sola, e per contemplar
233 V, 5 | delle sue fatiche, e io arricchito di cosí gran tesoro.~Giacoco.
234 III, 3 | veo a la casa mia! Quanno arrivai a Posilipo, appena m'avea
235 III, 3 | facevano lappe lappe; ca se m'arrivavano, me ne sorchiavano commo
236 III, 7 | Mienti pe la gola, ca nui non arrobbammo. O povero Iacoco, dove si'
237 III, 3 | friscu. In concrusione, me arronchio commo a cótena, subito tocca
238 V, 6 | lo core de puorco, e ve arrostarimmo dintro no furno na bella
239 II, 1 | consumerá; e l'aremo in un tempo arrosti e allessi caldi caldi.~Giacomino.
240 V, 6 | fecati, stentine e pormoni, arrostiti tutti e bolliti, menuzzati
241 III, 9 | Recipe due capponi, l'uno arrosto e l'altro boglito, cento
242 III, 9 | incontro m'ave acceso una face arsibile intorno al core, perché
243 II, 5 | valor della mia fede. Ho arso e bruciato bensí, ma in
244 III, 1 | quelle io possa rinfrescar l'arsura dell'anima mia.~Altilia.
245 I, 4 | avisarmelo, che questa fu arte di mia madre, ava e bisavola
246 III, 8 | Volere aprire mie porte con l'artellerie?~Pedante. Infringerò i cardini
247 III, 8 | exardescente che mi bolle nell'arterie.~Tedesco. Volere aprire
248 III, 7 | bene: «la capo»? «La» est articulus foeminini generis, «capo»,
249 I, 1 | dintro lo Castiello co l'artigliarie e onne cosa! non me ne mandare
250 II, 3 | te l'avevi posto sotto l'ascelle?~Spagnolo. Ventero, quiero
251 V, 6 | vertude vostre, veo ca ve ascevolite de famme. Per darve sfazzione,
252 III, 1 | melenzo! dalli la tovaglia per asciugarle.~Cappio. Sedetivi, di grazia.~
253 I, 4 | dentro, e la bocca tanto asciutta che non posso aprirla per
254 III, 9 | dire.~Lardone. Non voglio ascoltare.~Pedante. Nil melius sobrietate.~
255 V, 2 | ben castigato.~Pseudonimo. Ascoltate la veritá.~Limoforo. Ascoltiamo
256 IV, 2 | Giacomino. Balia, io t'ho ascoltato fin ora con molta attenzione,
257 V, 2 | Ascoltate la veritá.~Limoforo. Ascoltiamo che dice la bocca della
258 I, 1 | come lo buono iuorno, e ascota ca te boglio dicere: io
259 IV, 3 | bene che stare un grande asene.~Cappio. E tu arciasino
260 II, 4 | salsiccioni!~Pedante. Oh tu come asineggi e bufaleggi fra queste tue
261 II, 4 | o lupus luporum, o asine asinorum!~Lardone. Io asino e tu
262 II, 4 | peggio aver fame e stare aspettando a tavola. Se ci farai una
263 II, 6 | ordine, e per non farmi aspettare, entra innanzi tu o vienmi
264 IV, 7 | Tedesco. Sí bene; e avere aspettate vui tutte le notte senza
265 II, 4 | de' monti Falerni?~Cappio. Aspette ne poche a io, che te porte
266 II, 5 | begli occhi con benignissimi aspetti influiscono nell'anima mia
267 II, 4 | signor novembre. Fa' che assaggi tutti i vini e prima il
268 II, 4 | Domine nonne; bisogna prima assaggiare i vini, apparecchiarsi da
269 IV, 2 | nell'altre donne, ora m'assalta una improvisa astuzia di
270 I, 2 | amor mi dá nel cuore con assalti piú atroci che ritrovar
271 IV, 2 | una crudelissima peste assaltò il suo essercito, Napoli
272 II, 3 | zaffo, razza de zaffi, assassin, gramo, disgraziatazzo,
273 IV, 2 | migliore. Sappiate ch'essendo assediata Napoli da' francesi sotto
274 III, 1 | rosa tanto è bella quanto assomiglia alle vostre gote, e i gigli
275 III, 7 | miei stridi giungeranno ad astra coeli.~Giacoco. In casa
276 III, 7 | casa mia non c'è astraco né astraciello.~Pedante. Io lasciai qui
277 III, 7 | Giacoco. In casa mia non c'è astraco né astraciello.~Pedante.
278 | at
279 III, 2 | hermosura suya: perdóneme si me atrevo á tanto.~Giacomino. Mira
280 I, 2 | nel cuore con assalti piú atroci che ritrovar si possino.
281 III, 9 | carissimo.~Pedante. Ti vorrei attaccar la bocca con una cannella
282 III, 7 | Cerriglio.~Lardone. (Io l'attaccarei al calendario; lui ha mangiato
283 II, 4 | mangiarne ancora. Tu, Lima, attáccati a questi salsiccioni, che
284 I, 4 | Avèrti che se non mi si attende quanto mi si promette, scoprirò
285 II, 1 | Tedesco.~Giacomino. Ed io attenderò ad accomodar la taberna.~ ~ ~ ~
286 I, 2 | disegno.~Cappio. Intanto attendiamo a dar la battaglia al granaio,
287 IV, 2 | ascoltato fin ora con molta attenzione, né posso imaginarmi dove
288 I, 3 | amarmi? quando in parole o atti di avermi a seguire? se
289 V, 2 | potuto dir tante bugie in un attimo).~Antifilo. (Oimè, dubito
290 III, 7 | Giacoco. Lo guae che te attocca, qua non ci è diverso olio
291 I, 5 | Cappio. Come stai cosí attonito?~Giacomino. Dubito di qualche
292 IV, 8 | riposatevi, mentre noi andremo attorno col capitano a prender Giacomino
293 I, 5 | tempesta che suol sempre attraversarsi alle gioie degl'innamorati.~
294 IV, 1 | né dove mi sia: son tanto attuffato nel mar delle delizie ch'
295 IV, 6 | trovai la figlia né la balia: audistine?~Giacoco. Noi poco avemo
296 IV, 6 | medio tollet quod epentesis auget. Dico «sincopata», ché avendola
297 IV, 9 | figura, con una cesarie aurea, con cincinni capreolati
298 III, 7 | che ottunde gli anfratti auriculari che non vogliono intendere,
299 II, 4 | Pedante. I vini dunque sono auriculati?~Lardone. «Vin d'una orecchia»
300 V, 6 | rimediarò ben io.~Giacoco. Auscutatori miei, perché site perzune
301 V, 5 | avimmo stancate l'orecchie in ausoliare le virtute soie, si rallegrino
302 III, 10| Salerno con sinisterrimo auspicio Romam versus, per far quivi
303 II, 3 | un oter come mi: mi son auter bravus che 'l sicilian,
304 IV, 6 | frate mio, che con tanta auterezza e sobervia e con tanti sbirri
305 IV, 8 | Lardone, egli è stato l'autore dello strattagemma.~Antifilo.
306 I, 4 | questa fu arte di mia madre, ava e bisavola e di tutto il
307 III, 6 | qua, arai molte bastonate avantaggiate.~Giacoco. Se deve pensare
308 III, 6 | quest'altro al capitan avantaggiato, e questo al nato come il
309 IV, 1 | o piacere che supera e avanza ogni altro piacere e diletto!
310 IV, 2 | ingannato, che di gran lunga avanzano ogni nobiltade.~Cappio.
311 IV, 6 | esseguir questo mandato, noi avanzaremo nel premio di quel che vi
312 IV, 6 | Giacomino in Vicaria; se avanzarete di diligenza in esseguir
313 II, 1 | prestezza e diligenza hai avanzata la necessitá.~Cappio. Me
314 I, 2 | paressero vecchi! tutti avari, fastidiosi, ritrosi, pazzi,
315 | avendola
316 | avendolo
317 | avendoti
318 I, 2 | infelice uomo che viva; ma ben aventurato e felice che, in questa
319 III, 4 | penso ca so spiritato e averaggio ncuorpo quarche spirito
320 III, 7 | Altilia, Cappio Lima, e s'averanno divorato tutto l'apparecchio,
321 IV, 9 | diligenza e dottrina che non averei potuto allevarla io che
322 | averne
323 V, 6 | accioché il mondo con le sue aversitá non ci meschiasse poi il
324 IV, 8 | Tanto timor m'avea invaso d'averti smarrita che stimava mai
325 I, 4 | apparecchiaremo la taberna.~Lardone. Avèrti che se non mi si attende
326 II, 4 | amore.~Pedante. Dii talem avèrtite pestem, o sarcofago, o lupus
327 | aveste
328 | avevi
329 IV, 8 | speranza.~Pedante. Ite bonis avibus. Figlia, entriamo in casa.~ ~ ~ ~
330 V, 5 | mogliera toia, ca poi che avimmo stancate l'orecchie in ausoliare
331 I, 4 | forfantaria.~Lardone. Non bisogna avisarmelo, che questa fu arte di mia
332 I, 4 | dirai al pedante ch'hai avisato il tedesco del Cerriglio,
333 II, 2 | muchas gracias á V. M. por el aviso; y entraré.~Antifilo. Entraos
334 III, 4 | bello e cacato. Ma dimmi, avite spiso chille cincoranelle?~
335 V, 2 | spese. Se fosse stato un avocato, non arebbe potuto dir tante
336 III, 1 | Perché se miro il terso avorio della fronte, gli occhi
337 V, 4 | so che questa notte non avrá dormito? Mi dispiace nell'
338 | avrebbe
339 | avreste
340 | avuta
341 IV, 9 | lei o della sua balia. Or avutane novella, son stato a Salerno
342 IV, 5 | di pericoli che siano per avvenirmi, purché di me restiate sodisfattissimo.~
343 IV, 1 | allo scandolo che sia per avvenirne quando saprá il pedante
344 IV, 1 | O veramente felici e ben avventurati coloro che giongono a tanta
345 II, 4 | salsicciotti, che non è avvezza a mangiarne ancora. Tu,
346 IV, 3 | rèstati con queste signore e avvisa di tutto quello che passò
347 I, 4 | Cappio. Via presto, ch'io avvisarò il padrone, e apparecchiaremo
348 I, 4 | m'inviava a Salerno per avvisarvi che voleva venir colá; ma
349 II, 5 | m'escono dal cuore, solo avvivate dal desiderio del mio cuore.
350 V, 5 | e me potite commannare a bacchetta. Considerate ca no aggio
351 II, 1 | calate giú il giarro e il baccile per dar l'acqua alle mani,
352 I, 2 | meglio di voi.~Giacomino. Baciagli le mani da mia parte.~Cappio.
353 I, 2 | Cappio. I scudi gli faranno i baciamani meglio che voi.~Giacomino.
354 III, 2 | creanza con un bastone!... A baciarla!~Spagnolo. ¡Á don Cardon
355 V, 6 | basame?~Giacomino. Padre, la bacio mille volte per ora con
356 IV, 9 | Pseudonimo. Per non tenervi a bada, io son Limoforo, padre
357 IV, 4 | amplessi cupidinei e a' bagi desiderati! Come farem dunque
358 IV, 2 | Giacomino. Io con questo bagio che stampo nelle gote della
359 II, 4 | labra; poi un altro che ne bagni la lingua e il palato, poi
360 I, 4 | Cappio. Eh, tu vuoi la baia!~Lardone. Eh, tu mi drizzi
361 III, 7 | della gola!~Pedante. Avemo baiulato li suppellettili...~Giacoco.
362 III, 3 | La mentita è morta e no bale.~Cappio. Chiappino essere
363 V, 6 | bene, chiamiamo suoni per i balli.~Giacoco. Basta no vottafuoco,
364 IV, 2 | Rimasi io sola con questa bambina in casa; io per non incorrere
365 III, 1 | Giacomino. Io fo un dolcissimo banchetto agli occhi miei e godo di
366 II, 2 | rico, y da las cosas muy barato, y están esperando unas
367 III, 4 | Giacoco. Che libri?~Cappio. Barattolo ribaldo, Sal in aceto e
368 III, 8 | ostelerie non capire la barba d'un grande omme.~Pedante.
369 V, 3 | mia moglie a giacere con Barbetta nostro famiglio, e con un
370 III, 6 | sso messer catruoppolo, barva d'annecchia, dalla casa
371 III, 10| Pedante. Obsecro te dalla base del cuore venerabondo, e
372 V, 6 | coperta. E perché non la basi? non bidi ca chella bocca
373 II, 3 | lo broccoliero e scindo a bassu, li scippo entrambu gli
374 IV, 9 | avete allevata, non sarei bastante pagarlo mai, se non con
375 II, 5 | le mani d'Amore che non bastará sciorsi dalla morte.~Lima.
376 IV, 2 | veggendo che la mia povertá non bastava a sopplire, - dove l'ha
377 III, 10| guasto lo stomaco che non basteranno quanti impiastri e medicine
378 III, 2 | impiccarmi? Lo scampo stesso non basteria a scamparmi dalle sue mani.
379 III, 5 | Cappio.~ ~Giacomino. Chi batte, olá? è questa l'ora da
380 I, 2 | al foco del vostro core, batteteli col martello, col quale
381 II, 3 | moneluso. Sto iannizzo battiam; aspetta no morziddu, ca
382 IV, 6 | Lardone. Ecco il Cerriglio; io batto. Tic, toc.~ ~ ~ ~
383 III, 2 | Señor caballero, V. M. beba.~Giacomino. Non ho ancor
384 III, 2 | Bríndis, mi señora, yo bebo por la vida del rey mi señor
385 III, 9 | è piú dolce boccone che beccarsi il suo cervello.~Pedante.
386 II, 3 | ingenerao d'un castronazzo, becco de quattro corna, s'è cazzao
387 II, 3 | Taliate, quante palole ha sto beccu castratu, moneluso. Sto
388 III, 4 | Giacoco. E commo pozzo bedere la via?~Cappio. Appoggiatevi
389 II, 5 | il cui splendor ne' suoi begli occhi con benignissimi aspetti
390 II, 5 | e conservi stretto cosí bel nodo d'amore, che non sia
391 III, 10| ora?~Pedante. Lo saprete a bell'aggio in casa, ch'or sto «
392 II, 5 | tutte le grazie, costumi e bellezze che si trovano sparte in
393 V, 5 | bona dote, che è autro che bellezzetudine.~Giacomino. Padre, per questa
394 I, 3 | Antifilo. «... Dite che son bellissima, che la mia beltá vi trasse
395 IV, 4 | acuto fussi gastigato e con belluina rabie cruentato, adeo ut,
396 I, 3 | son bellissima, che la mia beltá vi trasse a mirarmi e che
397 III, 1 | splendori!~Altilia. L'amor vi benda gli occhi e vi fa parer
398 IV, 5 | Non bisogna rammentarmi i benefici, né tanti prieghi né tante
399 IV, 9 | perché al principio capta la benevolenza con le lodi). Non vedete
400 IV, 9 | né essendo cumulato de' beni della fortuna, come potrei
401 V, 6 | tanti improperi; ché se benigna mi fosti stata, avendoti
402 II, 5 | ne' suoi begli occhi con benignissimi aspetti influiscono nell'
403 I, 4 | quale ha detto alloggiarlo benissimo. Come sará qui, fingeremo
404 II, 5 | fede. Ho arso e bruciato bensí, ma in quelli miei incendi
405 II, 6 | apparecchiato?~Lima. La berretta per il tuo capo e la lanterna
406 I, 2 | mi potei, ella altro non bersagliava che avervi per isposo.~Giacomino.
407 I, 2 | Giacomino. Ella ha compito il bersaglio, ch'io altro non desidero
408 II, 4 | Non son questi vini da bersi subito, ma prima farci un
409 I, 1 | vecchio e cerca dintro chille bertole, ca ce trovarai na cinquinella.
410 III, 2 | caballero y á mi señora beso mil veces las manos.~Altilia.
411 I, 2 | rimbambiti; sempre minacciano, bestemiano, gridano, si lamentano,
412 II, 4 | tanto dolce che, quando se beve, ti pensare che ire in curpe;
413 III, 1 | aggradirmi.~Altilia. Non solo bever, ma vorrei darvi maggior
414 III, 9 | Sederai meco a tavola, beverai al mio bicchiero e del vino
415 III, 3 | io non aggio voglia de bevere né de mangiare. Sto mirando
416 III, 1 | cor mio.~Giacomino. Io non beverò mai, se voi non bevete prima
417 III, 1 | ho pregato voi prima che beveste, per aver io quel contento
418 III, 9 | bicchiero e del vino che bevo io, e seraimi compagno nello
419 II, 4 | servirá per una seconda bevuta, per un sciacquadente.~Pedante.
420 II, 4 | qui mai!~Lardone. Oh come biancheggia il grasso in quei quarti
421 III, 9 | Vinum sitisti, vinum bibe.~Lardone. O che crepar dolce!~
422 II, 4 | intender quel «famabonde» e «bibebonde».~Lardone. Dico che vengo
423 II, 4 | magister, e io affamabondo e bibebondo!~Cappio. Ben venute le Vostre
424 III, 1 | dell'altro, paggio, porta un bicchier grande, empilo tutto, acciò
425 V, 6 | perché non la basi? non bidi ca chella bocca dice: basame,
426 III, 3 | tosseco. L'uocchio dello bifaro me se fece tantillo e le
427 V, 2 | che costui fosse preso da' birri e balzato in una galea.~
428 I, 4 | arte di mia madre, ava e bisavola e di tutto il mio legnaggio.
429 II, 2 | turchi!»; e s'è posto in bisbiglio tutto il luogo, com'è solito
430 IV, 7 | une linguaggie turchesche, biscaino; e me nit intender.~Pedante.
431 V, 5 | che te castre, a far le biscazze. Che se ne puozza scendere
432 III, 4 | quarche spirito maligno, e bisognará ca vaia a Surriento a fareme
433 II, 5 | desiderio del mio cuore. Bisognaria che avessi la sua dolcissima
434 III, 8 | Non stare bene, non avere bisogne de' rottori.~Pedante. Datemi
435 V, 6 | che non si spendono nei bisogni, sono miserie e povertadi,
436 V, 5 | poi tornando da Posilipo, bisognò che la taverna mutasse faccia;
437 I, 1 | cinquinella. Compráte robbe a bizeffe, mangiate ad uocchie de
438 II, 3 | pensi ch'haiu lo fecatu blancu come a tia, che te vuoi
439 V, 1 | futura pulcritudine. Era d'un blando eloquio. La bocca con certi
440 III, 9 | costui! Non è piú dolce boccone che beccarsi il suo cervello.~
441 I, 4 | aremo i corpi pieni di buoni bocconi e le borse di contanti.
442 II, 3 | chas, haré pedazos cuantos bodegones hay en todo el reino de
443 III, 6 | colascione?~Spagnolo. Á vos digo, bodeguero, gente malvada, que me dais
444 I, 4 | pane e di pelle di capponi bogliti nel brodo grasso di galli
445 III, 9 | l'uno arrosto e l'altro boglito, cento ova dure, due rotuli
446 III, 7 | qualche pedante.~Giacoco. Ca bole da me sto sfecato sfritto
447 IV, 6 | della Vicaria.~Giacoco. Che bolete, in concrusione?~Limoforo.
448 I, 1 | se non ci rispondevi tu e bolivi danari: ca te venga la visintieria
449 III, 8 | rabbia exardescente che mi bolle nell'arterie.~Tedesco. Volere
450 V, 6 | tiella na bona frittata, e vi bollerimmo dintro no pignatto na foglia
451 V, 6 | pormoni, arrostiti tutti e bolliti, menuzzati e annegati.~Pedante.
452 II, 4 | Oste, nomina desinentia in «bondo» significant at tum come «
453 V, 3 | molte lacrime.~Pedante. Dii boni, quid audio? or in me regresso
454 IV, 8 | la speranza.~Pedante. Ite bonis avibus. Figlia, entriamo
455 IV, 7 | Chiama il dio Demogorgone, bono augurio. Bona dies et annus!~
456 IV, 6 | Limoforo. Per questa volta la bontá del padre poco valerá alla
457 III, 6 | Spagnolo. Calla, que soys borrachos.~Giacoco. Chessa è n'autra
458 III, 4 | ahie! morire de famme; e borria ca no stráulo me strassinasse
459 III, 4 | filatorio o commo a mulo ca bota lo centimmolo.~Cappio. Perché
460 III, 4 | gionto?~Giacoco. Me fae botare ntorno ntorno, come botasse
461 III, 4 | botare ntorno ntorno, come botasse lo filatorio o commo a mulo
462 I, 1 | Cappio. Metterò mano alla botte.~Giacoco. Se tu metti mano
463 I, 1 | votte, io metterò mano alle bòtte pe sse spalle: schitto che
464 II, 3 | canevaccio. Andate alle botteghe di tele, ché arete canevaccio
465 III, 10| scacciarmi la sete a salassate de bótti, mi trovo martorizzato dalla
466 III, 4 | mastro Argallo che fa li brachieri.~Giacoco. Passammo a largo,
467 IV, 1 | giongere a quel da loro tanto bramato bene? O diletto indicibile,
468 II, 3 | che criar, che zanze, che bravositá xe questa. Donca un ladro,
469 II, 3 | oter come mi: mi son auter bravus che 'l sicilian, mi son
470 I, 5 | Cappio. Per dirtela in breve, il pedante va in Roma,
471 II, 4 | mirabil vino come schizza, brilla e saltella da se stesso;
472 I, 4 | e gola da tracannar vini brillanti, e stomaco da riempir di
473 III, 3 | Giacoco. No boglio fare Brinnese né Galipoli, ch'aggio chiú
474 II, 3 | lo guardanasu - piglio lo broccoliero e scindo a bassu, li scippo
475 V, 6 | mozzicarielli, o commo è iocarella e broccolosa! Iacoviello mio, la state
476 I, 1 | la vendegna ce la faccio brocioleare. Guardáte la casa, pigliatevi
477 III, 3 | le gambe ncuollo e me ne bróciolo a Napole, che ancora le
478 I, 3 | cuor di marmo, o anima di bronzo, o petto di diamante! deh,
479 II, 5 | della mia fede. Ho arso e bruciato bensí, ma in quelli miei
480 I, 3 | fuoco che tutto non mi brugi e mi facci cenere! Prego
481 V, 6 | pizzichini e farle quattro bruoccole. Trasitenne e mprenamella
482 V, 5 | delle mogliere, che se fosse brutta, desonorata, sopervia e
483 II, 4 | tutto se ci tuffa dentro, le budelle se ne riempiono e la milza
484 II, 4 | Lardone. Io asino e tu un bue, siamo bene accoppiati!~
485 II, 4 | Pedante. Oh tu come asineggi e bufaleggi fra queste tue ingordigie!~
486 II, 4 | cervello ottuso, apri il bugio dell'orecchie. «Antonomasia»
487 IV, 6 | Tic, toc.~Giacoco. Che buoe, capitanio, frate mio, che
488 III, 7 | suoni diverse ore; non me buoglio scelevrar chiú con tico.~
489 III, 6 | è taverna. Chiappino, ca buole sto spagnuolo dalla casa
490 IV, 9 | invenzioni cattive, come nelle buone non vagliono nulla; e meglio
491 I, 4 | cosí aremo i corpi pieni di buoni bocconi e le borse di contanti.
492 IV, 4 | perché non è altro che una burla, merito piú liberamente
493 III, 7 | foco. Ahi, ch'io pensavo burlar altri, e io resto burlato!).~
494 III, 5 | Posilipo.~Giacomino. Vuoi burlarmi?~Cappio. Venete e vedete.~
495 III, 7 | burlar altri, e io resto burlato!).~Pedante. Non vidi hominem
496 I, 2 | sepoltura.~Giacomino. Cappio, ti burli di me?~Cappio. Giá cominciate
497 II, 3 | temperarin, ti fare' tanti busi in tel polmon che non ne
498 III, 9 | il pozzo appresso, ce la buttarebbono dentro, ché non è peggio
499 III, 10| che per disperazione volea buttarmi in un sarcofago.~Limoforo.
500 III, 7 | tu hai no demonio che te caca nduosso; e se me ntrattengo
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