ab-caca | cacad-diabl | diabo-gover | graci-migli | milza-poter | potes-scusa | sdegn-ubiqu | uccel-zuppe
Atto, scena
1001 I, 4 | strangolino.~Antifilo. (Mira che diabolica invenzione per condurre
1002 IV, 4 | excogitatum, o inventum diabolicum: una bestia venir in una
1003 I, 5 | Ve lo dirò per strada. Diamo mano a' fatti: andiamo a
1004 II, 3 | alloggiano di sopra, ché diano quel castigo a costui che
1005 II, 2 | desdichas hay más de veinte dias que no como un bocado de
1006 II, 1 | salvietti e i cortelli. Diasi fuoco alla profumiera, ch'
1007 III, 3 | chillo che pozza squagliare diavolescamente m'avessero fatto deventare
1008 II, 3 | dic mi? partit con tutt'i diavoli del mondo, a chi dic mi?~
1009 V, 2 | maestro?).~Pedante. (Quid dicam vel quid cogitem, nescio.
1010 III, 3 | pallio, e io ca fuieva e ca dicea a lettere de marzapane: -
1011 III, 7 | Prisciano. Dic, quaeso, diceremus bene: «la capo»? «La» est
1012 III, 3 | lontana? Se fosse carnevale, diceria ca s'è ammascarata e s'ha
1013 II, 4 | lacrime e pianto.~Lardone. Dicesi «lacrima», ché per la sua
1014 IV, 7 | nit intender.~Pedante. Mi dicesti che non v'erano donne, e
1015 V, 1 | lingue dagli incunabuli. Dicevami la balia esser nata nobile;
1016 III, 9 | Non si trovano parole per dichiararlo.~Pedante. Se vuoi rispondere
1017 V, 3 | Lima. Non so quel che vi diciate.~Limoforo. O Cielo, che
1018 I, 3 | sola gli è medicina. - «... Dicovi che voi stesso sète cagione
1019 II, 4 | scippe i capelli.~Pedante. Dictum hoc per antonomasiam.~Lardone.
1020 IV, 9 | di bugie si vive tutto il die, di bugie e d'inganno si
1021 I, 2 | ed appiccarmi. Ma eccoti diece scudi che gli ho accoppiati
1022 IV, 7 | Demogorgone, bono augurio. Bona dies et annus!~Tedesco. Che volere,
1023 II, 3 | un monton.~Cappio. O buon Dieu de Grandazzo, o diavolo
1024 III, 10| mattina?~Lardone. Quello è giá digesto.~Limoforo. Perché andar
1025 I, 4 | il mal pagato salario, i digiuni, le vigilie e le quarantine
1026 I, 2 | saporitissimo cibo alla fame e al digiuno de' miei pensieri, che agl'
1027 IV, 9 | le lodi). Non vedete la digna imperio facies? la mia maestosa
1028 IV, 5 | servigi mostra che non si diletta di farne ad altri; ed io
1029 I, 1 | pietto de cavallo, bevete a diluvio; e lassate qualche morzillo
1030 II, 3 | aceite.~Giacomino. Mira dimanda, che vuol mangiar chiodi
1031 IV, 5 | che gli ho ricevuti senza dimandargli.~Giacomino. Ricordatevi
1032 IV, 3 | quando verrá suo padre a dimandarla, dirai che dall'ora che
1033 V, 5 | li darò dote quanto saprá dimandarmi, che non ho altra figlia.~
1034 V, 3 | a rispondere a quanto mi dimandate? Non me ne ricordo.~Limoforo.
1035 V, 3 | veramente Limoforo.~Lima. Che dimande son queste? voi sète Limoforo,
1036 IV, 9 | che m'è stata insegnata? Dimanderò costui; forse me ne dará
1037 IV, 9 | Surrento mia patria, ove son dimorato molti anni; ritornato, feci
1038 I, 1 | alla vostra salute da cui dipende tutta la nostra; ma quando
1039 III, 9 | si risenta.~Pedante. Si dirá per tutto il mondo che Tito
1040 III, 5 | quest'ora?~Giacoco. Te lo diraggio suso, ca mò sto allancato
1041 IV, 1 | pagamento, quante se ne diranno per denari? I danari son
1042 III, 1 | non ci mancano mai scuse. Diremo ch'eravate stanche, sí che
1043 IV, 9 | Cose d'importanza; né posso dirlevi se non ho prima piú certa
1044 I, 5 | di manigoldo.~Cappio. Per dirtela in breve, il pedante va
1045 I, 3 | nodrita fra le fere de' piú dirupati monti del Caucaso, solo
1046 I, 3 | Giacomino è amato quant'egli è disamato da lei).~Antifilo. (O Cielo,
1047 IV, 4 | scoprisse l'astuzia, fummo discacciati dalla casa....~Pedante.
1048 V, 5 | ivi vedreste la colpa e la discolpa dell'error mio; e in questa
1049 V, 2 | Pseudonimo. Voi molto vi discomponete verso di me.~Limoforo. Perché
1050 III, 10| consòlo.~Lardone. Però son discontento e ne disgrazio tutti i consòli.~
1051 V, 5 | allegrezza non resti alcun discontiento; se bene è stato no piezzo
1052 III, 7 | generis, «capo», mascolini; discordat in genere; bisogna dire:
1053 V, 4 | dispiace nell'alma d'usargli discortesia. Ma ditemi, che ho da fare?~
1054 V, 1 | e son evaso da un tanto discrimine.~Antifilo. Dunque, Altilia
1055 III, 5 | lo troppo studio non li disecchi il cervello.~Giacoco. Batti,
1056 I, 2 | tornar presto ci turba ogni disegno.~Cappio. Intanto attendiamo
1057 I, 3 | amore con Giacomino, ma con disegual sorte: ché tanto Giacomino
1058 I, 3 | dispreggio: e perché dunque non disenganni te stesso?...». - Ed io
1059 II, 4 | Lardone. Dico che vengo per disfamare l'affamata affamatagine
1060 IV, 2 | voltandoci le spalle n'è stata disfavorevole, facendo venir mio padre
1061 III, 9 | Lardone. Poco importa questa disfida alla mia fame, e ad ogni
1062 II, 3 | zaffi, assassin, gramo, disgraziatazzo, schiuma de canaia, mostazzo
1063 III, 10| Però son discontento e ne disgrazio tutti i consòli.~Limoforo.
1064 IV, 4 | braccia recinte al tergo, disnude, e poi da uno inflammabondo
1065 IV, 1 | miei vedrá scolpita la mia disobedienza e che della sua casa io
1066 IV, 2 | acciò l'essempio della sua disonestá overo della troppa violenza
1067 I, 3 | de' suoi sproporzionati e disordinati desidèri...». - O che parole
1068 I, 3 | amore? Tu stesso, per un tuo disordinato appetito, per un vano desiderio
1069 IV, 2 | Noi per ovviare a questo disordine avemo concertato condurvi
1070 I, 3 | una tigre, mi devo però io disperar del tutto? No, perché nella
1071 III, 10| Antifilo.~Limoforo. Non vi disperate; ché mai viene disgrazia
1072 III, 9 | resto disperato.~Lardone. Disperati son quelli che l'han trovata;
1073 IV, 9 | tanto verisimile che non mi dispero della riuscita.~Giacomino.
1074 III, 10| Limoforo. Perché andar disperso a quest'ora?~Pedante. Lo
1075 V, 4 | notte non avrá dormito? Mi dispiace nell'alma d'usargli discortesia.
1076 IV, 8 | avreste trovata morta di dispiacere.~Pedante. Ecco che non m'
1077 IV, 2 | mia, potrete commandarmi e dispor di me come di cosa vostra;
1078 I, 2 | Giacomino. Pur bisogna disporgli.~Cappio. Essi risponderanno
1079 I, 2 | Cappio. Essi risponderanno e disporranno meglio di voi.~Giacomino.
1080 IV, 1 | altra viver senza la vita. Disporrò quanto posso mio padre;
1081 V, 4 | viver senza lei, e son tutto disposto e confirmato in questo pensiero,
1082 I, 3 | repulse ed ogni sorte de dispreggio: e perché dunque non disenganni
1083 V, 4 | una minima macchia; e or disprezzo e aborrisco la vita avendo
1084 III, 9 | ad ogni parola fare una disputa.~Pedante. Il parlar teco
1085 IV, 4 | animula. Ma che prima fusse disradicata la tua insaziabil mandibula
1086 II, 4 | tengono incatenato, né posso distaccar la vista da questi salami,
1087 I, 5 | gran contento? Dimmelo piú distesamente.~Cappio. Ve lo dirò per
1088 II, 2 | prosontuoso. Basterá questo solo a disturbar tutto il convito e far manifesto
1089 I, 4 | che Giacoco torni a casa e disturbi la macchina di Cappio; e
1090 V, 5 | Giacomino. Padre, per questa disubedienza che ho fatto in aver preso
1091 III, 8 | parlaste con i scolari. Diteci, oste, avete in questa vostra
1092 I, 4 | nascondere dietro questo dito. Sai bene quante volte avemo
1093 III, 7 | fatte nciarmare.~Pedante. Me Dius fidius, che io dubito non
1094 V, 6 | carne e da oggi innanzi divenghi amor di sangue.~Pedante.
1095 III, 7 | il Cielo che i maccheroni diventino strangulatori, e il vino
1096 I, 3 | principio pietosa e poi divenuta ingrata, se avessi promesso
1097 V, 2 | Altilia d'innamorata mi diverrá sorella!).~Pseudonimo. Io
1098 I, 4 | Lardone. A queste figlianze diverrei compare io volentieri. Ma
1099 III, 7 | c'è alluorgio che suoni diverse ore; non me buoglio scelevrar
1100 III, 7 | veramente che questo è il diversorio.~Giacoco. Lo guae che te
1101 III, 7 | Cappio Lima, e s'averanno divorato tutto l'apparecchio, che
1102 I, 1 | vecchie meie, ca ce trovarai doe cincoranelle larghe, stipatelle;
1103 III, 7 | Vorrisse doie ióiole o doi scioscelle?~Pedante. O che
1104 III, 7 | fare collazione. Vorrisse doie ióiole o doi scioscelle?~
1105 V, 4 | dosso; mi parto.~Pedante. La dolcedine delle recensite parole di
1106 II, 5 | tante felici e sovraumane dolcezze e preziose rugiade di gioie,
1107 II, 5 | sostenuto in vita, e fra cosí dolci inganni ingannando me stessa,
1108 II, 5 | Bisognaria che avessi la sua dolcissima lingua in bocca per poterle
1109 III, 1 | mia?~Giacomino. Io fo un dolcissimo banchetto agli occhi miei
1110 II, 5 | Ma pur in cosí infinito dolore m'ho meritato e guadagnato
1111 IV, 3 | risposte fossero conforme alle domande.~Giacomino. Dici bene, però
1112 V, 1 | in questa domuncula seu domicilio.~Limoforo. Di grazia, chiamatelo,
1113 V, 3 | foeminas pulcherrimas in domo!~ ~ ~ ~
1114 II, 5 | altro, in ricompensa, che donar me stessa a voi: e voi amando
1115 II, 5 | mondo, non tanto potria donarvi che non restasse piú di
1116 I, 3 | Altilia, incontrandolo gli donassi una lettera. Son certo che
1117 IV, 2 | per vivere in voi; e la donazion che ho fatta di me stessa
1118 II, 3 | che bravositá xe questa. Donca un ladro, mariol, zaffo,
1119 | donec
1120 IV, 4 | informiamolo del fatto, ché ne doni licenza d'entrare in casa
1121 II, 5 | come posso pagar cosí gran dono? perché se possedessi la
1122 III, 8 | questa vostra osteria una donzella con una vecchia, che abbiamo
1123 III, 3 | ca no aggio casa? Vuoi ca dorma miezo sta chiazza? O Cielo,
1124 V, 5 | sapete che il diavolo mai dorme. Io sapendo questo fui al
1125 III, 9 | ricogliamoci in qualche luogo e dormiamo insino a giorno.~Lardone.
1126 I, 5 | maggior di queste?~Cappio. Che dormirete insieme questa notte.~Giacomino.
1127 V, 4 | che questa notte non avrá dormito? Mi dispiace nell'alma d'
1128 V, 4 | occasione di tormelo da dosso; mi parto.~Pedante. La dolcedine
1129 V, 5 | maestro libero di non aver a dotar e maritar la figlia, anzi
1130 IV, 2 | liberandosi di averla a dotare e condurla seco a Roma,
1131 IV, 9 | della fortuna, come potrei dotarla?~Pseudonimo. Io non so se
1132 I, 2 | sono, e senza dote. Queste doti apportano piú danno al restituirle
1133 IV, 2 | contezza di lui che, per esser dottore e ricco, era in Napoli riconosciutissimo.~
1134 II, 5 | figlia di mastro ed è una dottoressa che l'impatta a Platone -
1135 III, 8 | Aprite al gazofilazio delle dottrine.~Tedesco. Andare alle forche,
1136 | Dov'
1137 V, 5 | se non mi si mancherá di dovere da vostra parte: ben sapete
1138 I, 2 | uomo passa i quarant'anni doverebbe morire e smorbare il mondo.
1139 III, 7 | Costui se non è imbriaco da dovero, farnetica da buon senno.~
1140 I, 3 | perché ama Giacomino; ma se dovessi morir io, vuo' che costui
1141 IV, 2 | temere.~Giacomino. Questo dovrei temer io, che sapendo la
1142 I, 3 | intesa!~Lardone. Certo, che dovreste odiarla quanto l'amate.~
1143 II, 2 | sin pagar nada.~Spagnolo. Doy muchas gracias á V. M. por
1144 III, 2 | spagnolo! come si pone in dozena con questi gentiluomini!
1145 I, 1 | li nuommeni!~Cappio. Una dozina di ducati che ne lasciaste
1146 III, 1 | tanto rigore dal vigilante dragone? Io moro considerando quella
1147 II, 4 | porchetta, come ti darei la man dritta passeggiando meco!~Pedante.
1148 IV, 6 | trovarite.~Pedante. Orsú, drizzamo colá il nostro gresso.~Lardone.
1149 I, 4 | baia!~Lardone. Eh, tu mi drizzi al boia! Cappio, non vorrei
1150 III, 1 | contemplarle; e appena mi drizzo a mirar quelle, la bocca
1151 V, 1 | ne rendei certo; ma pur, dubitabondo e renuente, chiamata la
1152 IV, 7 | debbiamo per questo?~Tedesco. Duie ducate per le vine bevute,
1153 II, 4 | desinentia in «ano» maximam dulcedinem significant et mihi summopere
1154 II, 6 | quello degli asini, che non dura se non la primavera; ma
1155 III, 9 | altro boglito, cento ova dure, due rotuli di carne di
1156 IV, 4 | nome Cappio dalla cuna, che durerá finché finirá con un cappio
1157 IV, 1 | donne è tanto dolce che, per duro che sia un cuore, lo fa
1158 IV, 7 | ano», tutti stare vini eccellenti.~Pedante. Sí bene.~Tedesco.
1159 I, 3 | non mi dái la mancia, o eccellentissimo mio Antifilo?~Antifilo.
1160 II, 5 | natura ha voluto mostrare l'eccellenza del suo valore.~Altilia.
1161 V, 4 | del grande in cosí grande eccesso, cosí voglio io ancora aver
1162 | Eccoli
1163 III, 4 | fosse Chiappino chisto? eccotillo, isto è isso. Che singhi
1164 II, 3 | pedazos a cuantos quisieren echarme de aquí.~Cappio. Vado a
1165 II, 3 | me partiré de aquí, si me echasen todos los diablos del infierno.
1166 III, 9 | tua gloria, che mai dall'edace tempo ti fia consumpta.~
1167 IV, 5 | le pagherò ben io con piú efficaci operazioni.~Giacomino. Ed
1168 IV, 4 | querulo, miserabili eiulatu, efflassi la tua nefanda animula.
1169 | eglino
1170 II, 1 | io da questa, ché penda egualmente da tutte le parti.... Or
1171 III, 4 | il ben trovato!~Giacoco. Eilá, fosse Chiappino chisto?
1172 IV, 4 | finché querulo, miserabili eiulatu, efflassi la tua nefanda
1173 IV, 5 | ostacolo di Antifilo, ho eletto voi fra i piú cari; poiché
1174 V, 1 | successo, sento la mia persona eliquarsi in lacrime, che son quasi
1175 V, 5 | senza vostra ubedienza, l'emendarò con una continua osservanza
1176 IV, 9 | e che tutti cominus et eminus mi riveriscono?~Pseudonimo.
1177 V, 5 | Bossignoria co ssa cera d'emperatore m'ave affattorato, e me
1178 I, 3 | ingrata, disamorevole, empia tigre, crudelissima vipera
1179 III, 1 | porta un bicchier grande, empilo tutto, acciò l'un goda della
1180 III, 10| io sperava questa notte empirmi lo stomaco a scorpacciate
1181 III, 2 | muerto, cuantos castellos encantados he derribado entonces cuando
1182 III, 9 | ritrovò a solo a solo con Enea in quella spelonca; e io
1183 III, 2 | encantados he derribado entonces cuando yo fui caballero
1184 II, 6 | per non farmi aspettare, entra innanzi tu o vienmi dietro.~
1185 II, 3 | scindo a bassu, li scippo entrambu gli occhi e metteceli in
1186 II, 2 | aviso; y entraré.~Antifilo. Entraos allá, y haceis dar bien
1187 II, 2 | á V. M. por el aviso; y entraré.~Antifilo. Entraos allá,
1188 I, 4 | cucumeri; sempre il ventre entrato dentro, e la bocca tanto
1189 II, 3 | che con tanta presunzione entri nella taberna?~Spagnolo.
1190 IV, 6 | Sincope de medio tollet quod epentesis auget. Dico «sincopata»,
1191 V, 1 | son quasi prolapso in una epilepsia d'allegrezza, talché sono
1192 IV, 10| Io son stato tuo padre equivoco; questi è tuo padre univoco.~
1193 V, 5 | nzorfato lo core. Io te fo erede di tutta la mia robba che
1194 IV, 7 | ornato tutto delle figure di Ermogene.~Limoforo. Fate venir le
1195 | ero
1196 IV, 1 | diletto indicibile, o soavitá eroica, o piacere che supera e
1197 IV, 4 | Pedante. Ed io inscio et errabundo venni in questa taberna;
1198 III, 3 | Posilipo fino a Napole e non errare la via?~Cappio. Tu stare
1199 V, 5 | cocozza!~Giacomino. Padre, ho errato, lo conosco; ma se miraste
1200 V, 5 | colpa e la discolpa dell'error mio; e in questa elezione
1201 IV, 7 | che vi fa cadere in molti errori; che nuovo genere di pazzia
1202 I, 3 | volontá, egli solo è la fatal esca de' miei pensieri; e non
1203 III, 6 | no la vuoi ntennere e me esci dello semmenato. Che ci
1204 I, 2 | diligenza è madre del buon esito delle cose.~Cappio. Entrate,
1205 II, 3 | bien nacido como el rey de Espana.~Cappio. Povero re di Spagna,
1206 II, 3 | de todos los grandes de España y vengo de la guerra de
1207 III, 2 | Ladroni, toma esto!~Spagnolo. Espera un poco aquí que yo tome
1208 II, 2 | cosas muy barato, y están esperando unas putas y alcahuetos;
1209 III, 1 | e quando mai negli orti esperidi si produssero pomi cosí
1210 IV, 1 | crudeltá che non voglia esperimentar contro di me. Per ora non
1211 IV, 1 | parole con le quali possa esprimere cotanta gioia! O veramente
1212 II, 4 | son nomi significativi ch'esprimono le forme di quei vasi. Oste,
1213 | essa
1214 IV, 8 | opifera speme, che giá era per essalar l'anima! Tanto timor m'avea
1215 II, 1 | fuoco alla profumiera, ch'essali il fumo odorato. Fate che
1216 IV, 6 | avanzarete di diligenza in esseguir questo mandato, noi avanzaremo
1217 I, 5 | amorevole che non stimate. Ho esseguito quanto m'avete imposto,
1218 IV, 2 | ogni vostro desio, acciò l'essempio della sua disonestá overo
1219 II, 4 | primo, ne cava la quinta essenza, il polmone tutto se ci
1220 | esserci
1221 IV, 2 | crudelissima peste assaltò il suo essercito, Napoli e quasi tutto il
1222 III, 9 | femine.~Pedante. Ti par poco essermi tolta una figlia?~Lardone.
1223 | esso
1224 II, 2 | noche, que en la guerra he estado pereciendo de hambre.~ ~ ~ ~
1225 II, 2 | las cosas muy barato, y están esperando unas putas y alcahuetos;
1226 II, 2 | hacerme caballero, y vine á estas partes del diablo, que nunca
1227 II, 2 | com'è solito farsi tutta l'estate: stimo che Giacoco sará
1228 V, 4 | Limoforo. Faccisi quanto s'estende il mio potere in servirvi.
1229 IV, 9 | conformano con tutte queste: estimo absque dubio che costui
1230 IV, 9 | perché non era ancor la peste estinta, andai a Surrento mia patria,
1231 II, 2 | descansar esta noche, que estoy tan cansado que no puedo
1232 IV, 6 | delle robbe, la taberna evanisce e trovai la mia figlia sincopata.~
1233 V, 1 | ce l'ho restituita e son evaso da un tanto discrimine.~
1234 II, 4 | tuo ventre le cotile, le exabasi, gli acetabuli, i gutturni,
1235 III, 8 | Pedante. Ho una rabbia exardescente che mi bolle nell'arterie.~
1236 IV, 4 | Pedante. O mirabile excogitatum, o inventum diabolicum:
1237 IV, 6 | merente e lamentabile, ne fui expulso. Tic, toc.~Giacoco. Che
1238 I, 4 | questa mattina.~Cappio. Che faccende ti conducono a Napoli? che
1239 V, 6 | invitarli.~Giacoco. E nui facciamole na bona nzalata, no pignatto
1240 | faccio
1241 III, 9 | incontro m'ave acceso una face arsibile intorno al core,
1242 | facessero
1243 | facevano
1244 IV, 10| vostra.~Pedante. Silenzio; faciam. Andate, ch'oggi ci rivederemo;
1245 V, 1 | latticinio ad una puerula di facie spectanda et insuper iucunda,
1246 IV, 9 | vedete la digna imperio facies? la mia maestosa presenza?
1247 III, 4 | esser gionto?~Giacoco. Me fae botare ntorno ntorno, come
1248 II, 4 | le robbe.~Cappio. Lassa faghe a mi: provi cheste pottagie
1249 | fagli
1250 I, 3 | strali, voi stesso tessete fallacie, inganni e vani pensieri
1251 IV, 4 | Lardone. Se mi perdonate un fallo che ho commesso in questo
1252 II, 4 | Patrone, cheste... cheste «falseamiche» star tanto dolce che, quando
1253 V, 5 | è fatto. E se Pseudonimo falsificò la sua persona, tutto fu
1254 V, 2 | Meritarebbe che questo falsiloquo fosse ben castigato.~Pseudonimo.
1255 II, 4 | Ma mi nit intender quel «famabonde» e «bibebonde».~Lardone.
1256 I, 2 | possa satollar questi occhi famelici della sua vista. E se pur
1257 V, 3 | giacere con Barbetta nostro famiglio, e con un bastone ti fe'
1258 III, 9 | Pedante. Il parlar teco troppo familiare causa il minuspretio: omnis
1259 III, 9 | causa il minuspretio: omnis familiaritas parit contemptum; ma sempre
1260 II, 4 | ostelerie alloggiano vecchie fámine e con merdate.~Lardone.
1261 IV, 9 | alcun'altra donna al suo famulizio?~Pseudonimo. Una sua balia
1262 III, 8 | Pedante. Sono solo e un famulo.~Tedesco. Se avere fame,
1263 III, 3 | che ancora le gambe me fanne iacovo iacovo; lo filatorio
1264 I, 2 | giongeranno l'ali a' piedi e mi faran correr velocissimo.~Giacomino.
1265 | faranno
1266 | farci
1267 III, 4 | l'uocchi commo si fa alli farcuni co lo cappelletto o commo
1268 I, 5 | mi strangoli piú che non farebbe un cappio di manigoldo.~
1269 II, 4 | grasse di quei capponi mi farebbon volare, non che trottare,
1270 IV, 4 | a' bagi desiderati! Come farem dunque per riconoscerla?~
1271 III, 4 | bisognará ca vaia a Surriento a fareme scongiurare. Non saccio
1272 III, 7 | dove si' arreddutto! Tu mi faressi venire li parasisimi.~Pedante.
1273 I, 1 | de chesse giasteme, ca me fareste diventare no pizzico de
1274 | fargli
1275 III, 3 | mò che sto ncepollato, te faria dare cinquanta smorfie e
1276 | farle
1277 | farlo
1278 III, 7 | non è imbriaco da dovero, farnetica da buon senno.~Giacoco.
1279 V, 5 | Giacomino. Ed io troppo torto farrei all'infinito tesoro delle
1280 | farsi
1281 IV, 7 | Non stare cca pernice né fasane; ire a cheste altre ostellerie.~
1282 V, 5 | desonorata, sopervia e fastidiosa, l'oro la fa parer bella
1283 I, 2 | paressero vecchi! tutti avari, fastidiosi, ritrosi, pazzi, rimbambiti;
1284 I, 3 | volontá, egli solo è la fatal esca de' miei pensieri;
1285 | fatemi
1286 | fatene
1287 II, 5 | e sposi.~Cappio. Anzi a faticar piú che mai.~ ~ ~ ~
1288 V, 5 | ricevuto il compenso delle sue fatiche, e io arricchito di cosí
1289 I, 3 | Cielo, o stelle, che v'ho fatt'io, che mi trattate cosí
1290 IV, 1 | io n'abbi fatto taverna, fattolo aggirar per le strade dal
1291 I, 4 | volte t'ha pieno il corpo e fattoti mutar vesti come il serpe
1292 IV, 4 | insaziabil mandibula infin dalle fauci, che mai potessi abligurire.
1293 IV, 7 | verum!~Tedesco. Bevé vine fauzamiche, scippacapil, moscatelle,
1294 III, 3 | cacciarissi da no campo de fave, se ride delli fatti miei.
1295 V, 1 | mi sento un certo spirito favellar nel core che costei sia
1296 V, 1 | costei sia mia figlia. Che favellare? anzi sollecitare e spingere
1297 I, 3 | dentro risplenderá qualche favilla di speranza, vedrai la mia
1298 Per | Pseudonimo~Capitano.~ ~La favola si rappresenta in Napoli.~ ~ ~ ~
1299 III, 2 | Altilia. Vi ringrazio del favore.~Cappio. (Mira che disgraziato
1300 IV, 2 | quanto la fortuna ci è stata favorevole in avervi condotta a casa
1301 IV, 8 | Pedante. Limoforo, secondate a favorirmi, ché «melius est non incipere,
1302 II, 3 | ha tanti un crivel, e ti fazo in mille pezzi. Ti venghi
1303 IV, 7 | altre per il buon pro vi fazze.~Limoforo. Eccoli.~Antifilo.
1304 I, 2 | musica?~Cappio. Porre in un fazzoletto alcuni scudi e poi dargli
1305 III, 2 | Tudesco, trahe ropas, que á fe de caballero yo pagar todo.~
1306 III, 8 | dar di capo.~Tedesco. Alla fé, non capere altre gente:
1307 III, 3 | taverna. O quante sausiccie, fecatelli, scartapelle e marcangegne!
1308 V, 6 | vostre tutti senza uocchie, fecati, stentine e pormoni, arrostiti
1309 V, 6 | tunno, poi vi cacciarimmo lo fecato, le stentine e lo core de
1310 II, 3 | E che pensi ch'haiu lo fecatu blancu come a tia, che te
1311 | fecero
1312 I, 3 | amassi? quando ti promisi fedeltá in amore? Tu stesso, per
1313 II, 4 | ita, non videbis quantum fegadellos, pullos, picciones e salsicciones?~
1314 I, 2 | viva; ma ben aventurato e felice che, in questa mia miseria
1315 I, 5 | a far questo con la mia felicitade?~Cappio. ... Abbiam concertato
1316 II, 5 | possa godere insieme tante felicitadi.~Altilia. E qual piú chiara
1317 III, 3 | vessiche pe lanterne o ca le femmene figliano pe le denocchie?
1318 V, 6 | cepolla squillitica alla fenestra soia e pastenace la valleriana,
1319 I, 3 | Cocito, o nodrita fra le fere de' piú dirupati monti del
1320 I, 3 | Antifilo. (O Cielo, che amare ferite son queste? poiché mi son
1321 III, 7 | contumelie; sed «patienter ferre memento». O l'aria di Napoli
1322 I, 4 | come la calamita tira il ferro, cosí par che la forca mi
1323 II, 5 | splendor de' suoi raggi o quel ferventissimo fuoco che apporta seco;
1324 I, 3 | sempre ravvivato le tue fiamme, ed io te l'ho sempre incenerite
1325 II, 5 | che mi avevano aperto il fianco, quelli poi avessero a risanar
1326 III, 7 | n'autro poco deventará no fiasco. O Celo, ca zeccafreca è
1327 III, 9 | quattro fiaschi di vino: et fiat cibus et potus».~Lardone.
1328 III, 1 | rassomigliano al vostro fiato. O occhi sereni, ove il
1329 V, 2 | che malencolia, che occhi ficcati in dentro piccioli, che
1330 II, 4 | ventre di questa porchetta di ficedole, tordi e altri uccelletti
1331 IV, 5 | Ed or avendo bisogno di fidarmi d'un amico per tormi dinanzi
1332 IV, 4 | mallevadore.~Pedante. Ed io il tuo fideiussore.~Lardone. Se bene il gastigo
1333 II, 5 | Giacomino. Che dici, o fidelissima ministra de' nostri secreti
1334 III, 7 | nciarmare.~Pedante. Me Dius fidius, che io dubito non avere
1335 I, 3 | che onestá è questa? O fiera conclusione, che ad un colpo
1336 I, 3 | mia crudeltá, nella mia fierezza, ed ingratitudine, né piú
1337 III, 3 | ca sta cosa è pe venire a fietu. Te tengo alla camera de
1338 V, 3 | Antifilo. Lima, chiama la tua figliana.~Pedante. Io tremo nel meditullio
1339 III, 3 | lanterne o ca le femmene figliano pe le denocchie? aggio abbesuogno
1340 I, 4 | lattarla.~Lardone. A queste figlianze diverrei compare io volentieri.
1341 II, 3 | arma de patremu e de chi me figliau - e sia acciso, se me meno
1342 IV, 7 | Voi non avete prestato figlie a me, ma sobole e bálice.~
1343 IV, 9 | raccolta e allevata una mia figliola, e con tanta diligenza e
1344 IV, 9 | puellula di precellente figura, con una cesarie aurea,
1345 IV, 7 | trova e ornato tutto delle figure di Ermogene.~Limoforo. Fate
1346 II, 6 | mancasse il fuso, come vorresti filare? E tu che m'hai apparecchiato?~
1347 IV, 3 | andrò a trovar un amico che finga Limoforo. Son vostro, anima
1348 III, 2 | Tus, tus, tus.~Cappio. (Finge aver tosse: certo, che egli
1349 IV, 1 | sonno; e che sappino ben fingere questa bugia.~Giacomino.
1350 I, 4 | benissimo. Come sará qui, fingeremo che Altilia non si senta
1351 I, 4 | boia, e tu vedrai.~Cappio. Finiamola! In Surrento una vitella
1352 IV, 4 | cuna, che durerá finché finirá con un cappio su la forca....
1353 III, 9 | rispondere ad ogni cosa, non finiremo questa notte. Ma sta' di
1354 I, 3 | Veramente mostro di crudeltate! Finite pure.~Antifilo. «... Dite
1355 IV, 7 | vui che tutti li vini che finivano in «ano», tutti stare vini
1356 III, 3 | forría venuto da Posilipo fino a Napole e non errare la
1357 IV, 2 | delle donne. Con questa finzione inorpellata di veritá l'
1358 V, 5 | puozza scendere commo a fiore de cocozza!~Giacomino. Padre,
1359 II, 3 | co no canazu morretuso, fitienti? Non me tenite! Vostra Signuria
1360 IV, 4 | carnefice instantemente con un flagello acuto fussi gastigato e
1361 IV, 4 | Pedante. Per cosí nefando flagizio meritaresti che fussi legato
1362 V, 1 | Crescendo poi nell'etá florulenta, crebbe molto morigerata
1363 V, 1 | rose. Vernavano nel volto i flosculi della sua futura pulcritudine.
1364 I, 2 | effetto.~Cappio. Or sí, che il focile arde ed il martello lavora.~
1365 V, 3 | O quam malum est habere foeminas pulcherrimas in domo!~ ~ ~ ~
1366 III, 7 | capo»? «La» est articulus foeminini generis, «capo», mascolini;
1367 V, 6 | bollerimmo dintro no pignatto na foglia maritata, e ve menozzarimmo
1368 V, 6 | nzalata, no pignatto de foglie torzute, no sanguinaccio
1369 III, 7 | succhiar il brodo e vôtar i fondi de' fiaschi. Prego il Cielo
1370 III, 3 | capa pe ste mura: io sto fora de me, no sto ncelevriello,
1371 II, 3 | chiama quei smargiassi forastieri che alloggiano di sopra,
1372 III, 8 | dottrine.~Tedesco. Andare alle forche, parlare oneste!~Pedante.
1373 I, 4 | tu sei un forfante, e le forfantarie l'ho imparate da te; se
1374 IV, 4 | l'essecutore di tutte le forfanterie, un che fa veder la luna
1375 I, 4 | Antifilo. (Mira questi forfanti come si sono accoppiati
1376 III, 6 | Giacoco. Dice ca lassai cca le forge dello naso e che la casa
1377 I, 3 | mia liberalitá in altra forma.~Lardone. Leggete e vedrete.~
1378 I, 2 | granaio, alla caneva e a' formaggi.~Giacomino. Bisogna attendere
1379 II, 4 | significativi ch'esprimono le forme di quei vasi. Oste, hai
1380 I, 1 | pigliamo pane in credenza dal fornaio?~Giacoco. None, te dico.~
1381 III, 4 | mpizzai lo canniello tanto forte ca m'appe a sparafundare,
1382 V, 5 | questa elezione son stato piú fortunato che saggio.~Giacoco. Poiché
1383 II, 3 | ponente. Ti xe matto, a questa foza se tratta con un zentiluomo
1384 IV, 2 | natura delle donne esser fragile, dolce e tenera e pronta
1385 IV, 2 | essendo assediata Napoli da' francesi sotto il general monsieur
1386 IV, 7 | vernaculo, della piú eccellente frase che si trova e ornato tutto
1387 III, 4 | notte; e a quest'ora fa un freddo molto grande e s'è levata
1388 IV, 7 | apparecchiasse una cena da fregare.~Pedante. Dissi: - Una cena
1389 II, 4 | cancarelle, volere essere fregate!~Lardone. Oste, al tornar
1390 I, 2 | Cappio. Giá cominciate a freneticar senza febre.~Giacomino.
1391 V, 6 | na bella porcella, e vi friarrimo dintro na tiella na bona
1392 V, 6 | la state chesta te fará frisco commo na rosa e d'invierno
1393 III, 3 | sorchiavano commo n'uovo friscu. In concrusione, me arronchio
1394 V, 6 | dintro na tiella na bona frittata, e vi bollerimmo dintro
1395 II, 2 | queso y lache y de mucha fruta; partime de allá para hacerme
1396 I, 3 | vostro male, voi stesso la fucina de' vostri strali, voi stesso
1397 III, 7 | quando vuole, il mangiare fugge e cosí il bere).~Giacoco.
1398 IV, 9 | vostro?~Pedante. La balia, fuggendo da Napoli, venne a Salerno
1399 V, 1 | succiplenule. Venne in Salerno, fuggente il grassante contagio napolitano,
1400 III, 7 | O salsicce, come mi sète fuggite da bocca; o vini, dove sète
1401 III, 3 | cursito allo pallio, e io ca fuieva e ca dicea a lettere de
1402 III, 10| alla vendetta che vedrò fulminar le spade su gli occhi e
1403 II, 1 | profumiera, ch'essali il fumo odorato. Fate che serviate
1404 I, 3 | O che parole magiche e funeste, o tirannia d'amor non mai
1405 III, 4 | sia casa vostra? Voi sète fuor di cervello: questa è l'
1406 IV, 1 | Pensa tu, Cappio, che sei fuora di passione.~Cappio. Né
1407 III, 6 | alforjas.~Giacoco. Pe parte de fuorfece, te darrimmo no poco de
1408 III, 3 | pigliata na mascara de taverna. Fuorze sto todisco è pazzo o so
1409 III, 9 | mondo e di quanti affamati fur mai.~Pedante. Mai dal mio
1410 V, 2 | Dubito sia un paradosso di furfantaria, e noi restaremo condennati
1411 V, 2 | Limoforo. Tu veramente sei un furfante, un truffatore.~Pseudonimo.
1412 III, 4 | ca so curzeto commo a no fúrgolo, e me siento, ahie! morire
1413 IV, 3 | mie ostellerie con tanta furia?~Cappio. Son io; apri.~Tedesco.
1414 V, 6 | ve arrostarimmo dintro no furno na bella porcella, e vi
1415 IV, 2 | e Antifilo suo fratello, furo anch'essi come gli altri
1416 III, 9 | crepar dolce!~Pedante. Il furto della figlia a chi «habet
1417 IV, 6 | della casa mia, manco se fussemo dello Mandracchio o dello
1418 V, 2 | animarne un altro.~Pedante. Se fussimo al tempo di Pittagora, che
1419 V, 1 | volto i flosculi della sua futura pulcritudine. Era d'un blando
1420 III, 7 | resti memoria ne' secoli futuri.~Giacoco. Chiappino, fa'
1421 IV, 2 | Cerriglio e cerchiamo questo futuro nuovo Limoforo.~Lima. Giacomino
1422 II, 4 | Scippacapelli» stare tant gagliarde, ire al capo, e pare che
1423 II, 4 | lacrima», ché per la sua gagliardía ti fa venir le lacrime agli
1424 II, 4 | perderla di vista!~Pedante. Galante innamorato! altri amoreggia
1425 III, 3 | boglio fare Brinnese né Galipoli, ch'aggio chiú boglia de
1426 IV, 6 | circumvaganti cavalieri di Gallia, direi che fosse un de'
1427 III, 2 | contar cuantos torneos he ganado y cuantos gigantes he muerto,
1428 II, 3 | Almeno una minestra de garvansos.~Giacomino. Vuole una minestra
1429 IV, 4 | un flagello acuto fussi gastigato e con belluina rabie cruentato,
1430 I, 1 | Guerregnao, chisto m'ha fatto la gatta: non aggio chiú spanto,
1431 V, 5 | d'aseno.~Pedante. «Mihi gaudeo, tibi gratulor» - disse
1432 V, 1 | d'un insueto e subitaneo gaudio dell'insperato successo,
1433 IV, 6 | palaggi incantati di Amadis de Gaula, ove io con ludibriosa ludificazione,
1434 III, 8 | patriarche.~Pedante. Aprite al gazofilazio delle dottrine.~Tedesco.
1435 III, 9 | balia, si scriverá per le gazzette, e i scrittori de nostri
1436 III, 1 | vostri denti; l'odori de' gelsomini tanto son grati quanto rassomigliano
1437 II, 4 | tum come «moribondo» e «gemebondo», cioè, idest cum maxima
1438 II, 4 | maxima voluntate moriendi et gemendi.~Lardone. Quanto dice in
1439 IV, 2 | Napoli da' francesi sotto il general monsieur de Leutrecche,
1440 I, 3 | la crudeltá di costei. O generata dal Tartaro, o concetta
1441 III, 7 | est articulus foeminini generis, «capo», mascolini; discordat
1442 I, 2 | temeritá violar la modestia, la generositá dell'animo suo e il merito
1443 IV, 9 | volentieri, per essere io di genio molto alieno dalla natura
1444 V, 4 | ammazziate qui or ora. Eccomi qui genocchione, eccovi il petto e la gola:
1445 II, 4 | Napoli!~Altilia. Oh che gentil Napoli! veramente piú bella
1446 IV, 3 | Giacomino. Vien questa gentildonna con la sua balia ad alloggiar
1447 II, 4 | Questo è il perpetuo nido di gentilezza, la reggia d'Amore che ha
1448 III, 1 | vostri onorati costumi e gentilissime maniere.~Giacomino. Mangiate
1449 V, 1 | mia, l'ho restituita al genuino suo padre. La donna in casa
1450 III, 7 | germano, idest todesco. Germani sunt Germaniae populi, e
1451 III, 7 | idest todesco. Germani sunt Germaniae populi, e sono detti «teutonici»
1452 III, 7 | Dico «teutonico», cioè germano, idest todesco. Germani
1453 V, 3 | non ti trovò mia moglie a giacere con Barbetta nostro famiglio,
1454 III, 1 | pompeggiano nelle vostre carni; i giacinti tanto son riguardevoli quanto
1455 III, 3 | ca te faremo scazzare?~Giacomo. Ste vrache saiate! io non
1456 II, 4 | iscusa che sia la menta, se gialla, il zaffarano.~Cappio. Tornare
1457 II, 4 | quarti di vitella! oh come gialleggiano quelle groppe de capponi,
1458 III, 7 | varvaianne, co sta faccia gialliccia nzolarcata, co ss'uocchi
1459 III, 4 | Arrássate dalla poteca de Giangilormo Spiccicaraso, ca m'ave arrapezzate
1460 II, 1 | bicchieri, calate giú il giarro e il baccile per dar l'acqua
1461 I, 1 | ne mandare chiú de chesse giasteme, ca me fareste diventare
1462 III, 2 | torneos he ganado y cuantos gigantes he muerto, cuantos castellos
1463 III, 1 | assomiglia alle vostre gote, e i gigli s'insuperbiscono della loro
1464 III, 9 | aprir un luculentissimo gimnasio?...~Lardone. E che sapete
1465 V, 1 | subito rubbata? Stimo che giochino a chi sa meglio trappoleggiare.~
1466 II, 5 | stella.~Giacomino. E qual piú gioconda e graziosa stella poteva
1467 I, 2 | desiderio che ho di servirvi mi giongeranno l'ali a' piedi e mi faran
1468 IV, 1 | pene, lacrime e tormenti, giongere a quel da loro tanto bramato
1469 IV, 1 | ben avventurati coloro che giongono a tanta altezza di gioia!
1470 III, 4 | accosare.~Cappio. Giá siamo gionti.~Giacoco. Tózzola la porta.~
1471 II, 3 | pezziente, che mi va facendo lo giorgiu? ca se nesco fuori, co no
1472 II, 3 | de Cardona.~Cappio. Don Giovan Ladron de Ladroni, lascia
1473 IV, 1 | apportar danno. (Questi giovanetti doppo conseguito il lor
1474 II, 3 | aseno, se pi' stai qua un giozzetto, ti xe morto.~Giacomino.
1475 II, 4 | sporger le labra fuori e gire ad incontrarlo, torne un
1476 V, 5 | quanto siate uomo da bene: giudicatelo voi, ché ne restaremo tutti
1477 V, 5 | voi, acciò voi ne siate giudice d'aver a punirlo o liberarlo.~
1478 IV, 7 | tornaste a portar mule e giumente.~Pedante. Dissi: - Et alia
1479 III, 7 | vociferarò che i miei stridi giungeranno ad astra coeli.~Giacoco.
1480 I, 4 | pelo che li partisse; il giuppone e le calze paion reti di
1481 IV, 2 | sposa e le ne do la fede; e giuro per la sua, piú cara che
1482 I, 3 | vorrei. V'ho risposto al giusto ed onesto». - O Cielo, che
1483 | gl'
1484 V, 5 | iuta: sciarvogliatemi lo gliuómmero dallo capo, ca po ve responderaggio.~
1485 III, 9 | Studio: questo onor ti fará glorioso fin alla fin del mondo....~
1486 II, 4 | sangue che n'andasse una goccia per terra. Questo è vino
1487 III, 1 | empilo tutto, acciò l'un goda della bevanda dell'altro.
1488 II, 4 | che altrove! oh, quanto goderebbe il cor mio se non avesse
1489 V, 6 | io vorrei morir mai per godermi di sí compita felicitá.~
1490 I, 4 | torna, il toro abbia agio di godersela.~Cappio. Via presto, ch'
1491 III, 1 | banchetto agli occhi miei e godo di quei cibi ch'ho desiato
1492 III, 7 | sopra di me! Giacomino s'ará goduta Altilia, Cappio Lima, e
1493 I, 2 | a' giovani com'han essi goduto. Dice che vuol tornar presto:
1494 I, 3 | si truovi sommerso in un golfo di pene e de' suoi sproporzionati
1495 II, 3 | mano á la espada, en dos golpecillos, chis chas, haré pedazos
1496 III, 6 | tomar mi espada y en dos golpes, chis chas, os haré mil
1497 IV, 7 | Limoforo, Antifilo.~ ~Tedesco. Got morgon.~Pedante. Chiama
1498 II, 4 | frugale.~Cappio. Tas teich Gotz: te venghe le cancarelle,
1499 IV, 2 | lontano da Napoli, dove si governavano, e morendo si seppellivano
1500 IV, 2 | il Regno. I signori del governo, per remediare alla commune
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