ab-caca | cacad-diabl | diabo-gover | graci-migli | milza-poter | potes-scusa | sdegn-ubiqu | uccel-zuppe
Atto, scena
2502 | potesse
2503 | poteste
2504 | potete
2505 | potevate
2506 IV, 4 | riconoscerla?~Limoforo. Poiché non potiamo entrare nell'altrui case
2507 V, 5 | m'ave affattorato, e me potite commannare a bacchetta.
2508 | potremo
2509 II, 4 | faghe a mi: provi cheste pottagie falsamico, scippacapelli
2510 III, 9 | di vino: et fiat cibus et potus».~Lardone. Con manco di
2511 II, 3 | Cappio. Potenz in terra, pover spagnol meschinaz, al corpo
2512 III, 7 | tente tonte! Tu sbarii, poveriello.~Pedante. Dico «teutonico»,
2513 IV, 2 | allevasse - veggendo che la mia povertá non bastava a sopplire, -
2514 V, 6 | bisogni, sono miserie e povertadi, però vorrei invitar tutti
2515 V, 6 | la valleriana, che no ce pozzano le ianare per la nvidia.
2516 II, 4 | Pedante. N'hai del cecubo di Pozzuolo, dell'amineo di Vesuvio
2517 III, 2 | Veggiamo dove riuscirá questa prattica).~Spagnolo. Señor caballero,
2518 IV, 9 | veggendo quella puellula di precellente figura, con una cesarie
2519 I, 3 | diamante! deh, perché non vo a precipitarmi?~Lardone. Veramente una
2520 IV, 9 | vertigini errabondi, d'una preclara indole che mi presaggiva
2521 V, 4 | d'obligo sopra le spalle, pregandovi mi porga occasione di tormelo
2522 IV, 1 | condur Altilia al Cerriglio e pregar il tedesco che dica al pedante
2523 III, 1 | Altilia. Però, anima mia, ho pregato voi prima che beveste, per
2524 III, 1 | marine conche tanto han di preggio quanto rassembrano i vostri
2525 V, 3 | cacciò di casa, e poi a preghiere d'amici fosti ricevuta?
2526 II, 5 | padrone, che le sue parole son pregne di sostanza: è figlia di
2527 I, 3 | desiava incontrare, ché mi pregò Altilia, incontrandolo gli
2528 V, 1 | platonico. Or essendo venuto il prelibato suo padre, l'ha riconosciuta;
2529 III, 9 | fatte per i cavalieri e prencepi, re e imperatori, e appena
2530 IV, 8 | andremo attorno col capitano a prender Giacomino che, secondo m'
2531 V, 4 | me, che abbi commandato a prendervi prigione; ché, or sapendo
2532 V, 4 | eccovi il petto e la gola: prendete quella vendetta che vi piace.
2533 I, 2 | che ricchezza quando si prendono. E che maggior tesoro della
2534 III, 5 | commo no cane! come mo me ne preo.~Cappio. E se ci affatica
2535 I, 4 | opera. E per voi solo si prepara un forno sempre pieno di
2536 I, 5 | perdiam tempo: andiam a preparar la casa, ed io a comprar
2537 III, 9 | Venir da Salerno a piedi a preparare l'alloggiamento, e restar
2538 I, 5 | piccioni e fegatelli; e prepariamo l'osteria, che fra poco
2539 IV, 9 | una preclara indole che mi presaggiva la nobiltá del suo sangue,
2540 II, 4 | liste del bianco in quei presciutti, come carboneggia quel nero
2541 III, 9 | secca come avesse mangiato presciutto!~Pedante. Te hai bevuto
2542 V, 4 | quanto rallegrarmi delle cose presenti. Ma come potrò mai sciorme
2543 V, 5 | Pedante.~ ~Limoforo. Giacoco, presentiamo vostro figlio dinanzi a
2544 IV, 6 | zeppa e de pésole me portate presone.~Limoforo. Capitano, entrate
2545 | presso
2546 I, 5 | cose che si desiderano si presta ancor fede alle bugie; ma
2547 III, 10| quivi stupir il mondo della prestanza della latina e greca lingua....~
2548 II, 1 | necessitá.~Cappio. Me l'ho fatti prestar da un'altra taberna, pagandoli
2549 IV, 6 | Pedante. Ecco la malefica, prestigiosa, personata e larvata taberna
2550 IV, 7 | Pedante. Non fui io qui a prestolar questa mia figlia?~Tedesco.
2551 IV, 9 | trovato al primo.~Pedante. Che prestolate da me?~Pseudonimo. Cose
2552 II, 4 | lassitudine; fate che si prestoli la cena, ché da un pauculo
2553 II, 3 | Olá, chi sei che con tanta presunzione entri nella taberna?~Spagnolo.
2554 II, 5 | e sovraumane dolcezze e preziose rugiade di gioie, che vagheggiandole
2555 IV, 2 | di cosa vostra; solo vi priego m'adempiate quella promessa
2556 V, 5 | casa vostra e si pigliasse prigioniero vostro figlio, se ne facesse
2557 I, 3 | altra che quella che da' primi anni cominciai ad amare. - «...
2558 III, 7 | Deus, ha rotta una spalla a Prisciano. Dic, quaeso, diceremus
2559 IV, 10| mi abbandonate e non mi private di voi cosí presto. Desidero
2560 IV, 3 | altre tedesche avere gran privilege fare quanto piacere a nui,
2561 | pro
2562 III, 7 | ca dici.~Pedante. Sum vir probus et circumspectus procul
2563 V, 4 | con voi ancor liberamente proceda: come avete voi del grande
2564 V, 4 | ardimento; ma questo libero procedere con me fa che con voi ancor
2565 V, 5 | facesse atto publico, né si procedesse alla consueta e solita giustizia.
2566 V, 1 | Per esser cresciuta alta e procèra della persona e della virtú,
2567 | procul
2568 III, 1 | tempo; di quei cibi che non producono terra, acqua, aere e cielo.
2569 I, 2 | ne' denti. Qual miniera produsse mai cosí fin oro o sí ricche
2570 III, 1 | mai negli orti esperidi si produssero pomi cosí leggiadri, custoditi
2571 I, 3 | O parole uscite da' piú profondi luoghi del centro! O Lardone,
2572 V, 1 | in lacrime, che son quasi prolapso in una epilepsia d'allegrezza,
2573 IV, 1 | vorrei lasciaste cotesto prologo, e pensiamo allo scandolo
2574 I, 3 | divenuta ingrata, se avessi promesso amarti e poi ritirata mi
2575 I, 4 | si attende quanto mi si promette, scoprirò ogni cosa e porrò
2576 I, 3 | che tu m'amassi? quando ti promisi fedeltá in amore? Tu stesso,
2577 IV, 2 | fragile, dolce e tenera e pronta alla mutazione, dubito che
2578 IV, 2 | fatta con quella volontá e prontezza con la quale ho adempita
2579 III, 9 | l'uscio sul volto. Sarò propalato per infame per tutto il
2580 III, 3 | autro chiáieto; e me vuoi propio fare imbertecare lo celevriello,
2581 II, 5 | E vi sia sempre lieta e propizia ogni stella.~Giacomino.
2582 | proprie
2583 III, 2 | Cappio. (M'arde il cor della prosunzion di costui).~Spagnolo. Mi
2584 III, 1 | aver io quel contento e provar io quella dolcezza che voi
2585 II, 5 | Giacomino. In questa assenza ho provato di quelle crudeli e acerbe
2586 I, 2 | morto, requiescat in pace, provedasi di sepoltura.~Giacomino.
2587 I, 2 | Cappio. Entrate, ch'io provedendomi d'alcune cose per il viaggio,
2588 II, 4 | Cappio. Lassa faghe a mi: provi cheste pottagie falsamico,
2589 III, 7 | Giacoco. Ha nommenato ser Pruocolo da Puzzuolo: m'ave cèra
2590 I, 4 | una corda. E giá mi sento prurire il collo: come la calamita
2591 I, 4 | tu dici.~Lardone. O che prurito alla gola! Eccomi per servirti
2592 V, 3 | malus, o Cappio peior, o Pseudonimoforus pessimus! O quam malum est
2593 III, 9 | Anzi per mio, perché mi publica per un affamato.~Pedante.
2594 V, 5 | figlio, se ne facesse atto publico, né si procedesse alla consueta
2595 IV, 9 | casa. Io veggendo quella puellula di precellente figura, con
2596 V, 1 | prestato il latticinio ad una puerula di facie spectanda et insuper
2597 III, 10| le spade su gli occhi e i pugnali su le gole fra loro. Scommodando
2598 V, 3 | malum est habere foeminas pulcherrimas in domo!~ ~ ~ ~
2599 V, 1 | flosculi della sua futura pulcritudine. Era d'un blando eloquio.
2600 II, 4 | cerco lauti obsòni né tanti pulpamenti, ché non ho quadranti da
2601 V, 5 | ne siate giudice d'aver a punirlo o liberarlo.~Giacoco. Io
2602 III, 9 | mantenere con lo filo e la punta della penna contro qualsivoglia
2603 V, 2 | madre.~Limoforo. Dico che a puntino accadde questo a me nel
2604 V, 5 | far le biscazze. Che se ne puozza scendere commo a fiore de
2605 III, 4 | Paolo te castre.~Giacoco. Puozzi essere castrato tu e tutti
2606 | purché
2607 III, 7 | cura co li mutilli, ca te purga ssi mali ammuri.~Giacomino.
2608 II, 3 | assai pi' en lá, ti non purisse accattar un oter come mi:
2609 V, 1 | latte, invermigliate di purpuree rose. Vernavano nel volto
2610 III, 8 | Nelle ostelerie non stare putte, vecchie, né merdate. Andate
2611 III, 7 | nommenato ser Pruocolo da Puzzuolo: m'ave cèra de cristiano.~
2612 II, 4 | tanti pulpamenti, ché non ho quadranti da spendere. Una cena frugale.~
2613 | quae
2614 IV, 9 | quid est? domine, quid quaeris? perché infixis oculis e
2615 IV, 9 | cognome e officio). Quem quaeritis, adsum.~Pseudonimo. Voi
2616 IV, 2 | i costumi e le rare sue qualitadi, e considerato che nell'
2617 | quant'
2618 | quanta
2619 | quantum
2620 I, 2 | Veramente quando l'uomo passa i quarant'anni doverebbe morire e smorbare
2621 V, 5 | mia robba che val piú di quarantamila ducati.~Limoforo. Veramente
2622 I, 4 | digiuni, le vigilie e le quarantine che mi fa far tutto l'anno
2623 III, 7 | ntrattengo troppo con tico, che quarcuno non cache ncuollo a mene.
2624 III, 3 | terza è d'Aniello Suvaro, la quarta è de Colambruoso e Iacovo
2625 II, 4 | biancheggia il grasso in quei quarti di vitella! oh come gialleggiano
2626 | quatenus
2627 II, 4 | delizie. Salve o terque quaterque bella Napoli!~Altilia. Oh
2628 II, 3 | Spagnolo. Vos quereis que os quebre la cabeza.~Giacomino. Vuole
2629 | quegli
2630 IV, 9 | ch'io dimando?~Pedante. Quellissimo - un superlativo volgarizato.~
2631 | Quem
2632 II, 3 | quanto volete.~Spagnolo. Vos quereis que os quebre la cabeza.~
2633 II, 2 | Spagnolo. ¡Oh cuanto mejor querria llegar á una venta adonde
2634 IV, 4 | ut, usque donec, finché querulo, miserabili eiulatu, efflassi
2635 II, 2 | carneros para hartarme de queso y lache y de mucha fruta;
2636 II, 4 | cuor, primo, ne cava la quinta essenza, il polmone tutto
2637 I, 4 | piú tonda che la luna in quintadecima.~Cappio. Tu stai cosí magro
2638 III, 9 | sapete ben correre alla quintana.~Pedante. ... Sederai meco
2639 II, 3 | haré mil pedazos a cuantos quisieren echarme de aquí.~Cappio.
2640 | quod
2641 | quondam
2642 III, 8 | grande omme.~Pedante. Ho una rabbia exardescente che mi bolle
2643 IV, 4 | gastigato e con belluina rabie cruentato, adeo ut, usque
2644 IV, 9 | altra richiesta m'avete raccolta e allevata una mia figliola,
2645 IV, 2 | Giacomino. Non bisogna raccomandare a me le cose mie né l'anima
2646 IV, 3 | osteria; vorrei che ti fosse raccomandata come la mia propria vita.~
2647 III, 9 | mangiarmi una cipolla, una radice e ber vin che senta di muffa,
2648 V, 3 | te, t'ho riconosciuta. Ma raffigurami meglio.~Lima. ... né tampoco
2649 IV, 2 | che nell'assenza piú si raffreddi che l'amore, e col nuovo
2650 IV, 1 | del padre mi spaventa e la ragion vuol ch'io l'ami. Cappio,
2651 IV, 10| fra due ore sarò con voi: ragionaremo del merito, e dell'obligo
2652 V, 2 | Questo gentiluomo ha caro ragionarvi.~Antifilo. (O che cèra di
2653 I, 5 | Salerno.~Cappio. Ed io ho ragionato con Lardone e fatto di modo
2654 III, 7 | È lo vero ca a Vico so ragoste.~Pedante. Dov'è quel teutonico
2655 V, 4 | delle cose passate quanto rallegrarmi delle cose presenti. Ma
2656 V, 5 | ausoliare le virtute soie, si rallegrino gli uocchi di vederela.~ ~ ~ ~
2657 IV, 5 | troveremo. Intanto io andrò rammentando l'istoria, i nomi e i segni
2658 IV, 5 | Pseudonimo. Non bisogna rammentarmi i benefici, né tanti prieghi
2659 IV, 9 | nobiltá del suo sangue, mi rapí ad amarla e nodrirla come
2660 III, 1 | della fronte, gli occhi mi rapiscono a riguardargli; se mi fermo
2661 II, 5 | avete passata?~Altilia. Io rapita nel pensiero delle vostre
2662 III, 4 | appalorciava, bello me ne rappoleiavano; e mò forría nmano de turchi.
2663 Per | Capitano.~ ~La favola si rappresenta in Napoli.~ ~ ~ ~
2664 III, 1 | son riguardevoli quanto rappresentano la sembianza degli occhi
2665 II, 5 | chiara luce poteva oggi rappresentarsi all'anima mia, nel cui lampeggio
2666 IV, 2 | amata né per bellezza né per raritá di costumi, che in me non
2667 V, 5 | leggiero.~Giacoco. No se rascione chiú delle cose passate;
2668 V, 5 | ognuno vuole scusare le sue rascioni e accrescer quelle del compagno,
2669 III, 1 | tanto han di preggio quanto rassembrano i vostri denti; l'odori
2670 III, 1 | gelsomini tanto son grati quanto rassomigliano al vostro fiato. O occhi
2671 III, 5 | taverne, ma stanno ammolati a rasulo sopra libri fin che se ci
2672 IV, 2 | nelle gote della mia reina, ratifico quella promessa che l'ho
2673 II, 3 | venta.~Cappio. Qua non son ravanillos y cevollas; non ci è cena
2674 II, 4 | apparecchiato un piatto di ravioli e di maccheroni strangolatori,
2675 I, 3 | con la speranza hai sempre ravvivato le tue fiamme, ed io te
2676 II, 4 | dell'amineo di Vesuvio e del razente de' monti Falerni?~Cappio.
2677 II, 3 | un ladro, mariol, zaffo, razza de zaffi, assassin, gramo,
2678 II, 3 | Spagnolo. Con un tajo ó un rebés haré mil pedazos a cuantos
2679 IV, 6 | offizio vostro. Non ti bisogna recalcitrare con la giustizia.~Giacoco.
2680 V, 4 | Pedante. La dolcedine delle recensite parole di tutti m'hanno
2681 IV, 9 | della memoria le cose prima recensitemi da Lima, si conformano con
2682 III, 3 | Iacocos votu facere e gratia recepere! - O casa mia bella! ma
2683 I, 3 | meglio d'un medico: se mi rechi lieta risposta alla mia
2684 IV, 4 | roverscio, con le braccia recinte al tergo, disnude, e poi
2685 IV, 1 | due alme in un'alma d'un reciproco amor congionte, dopo tante
2686 IV, 8 | Giacomino che, secondo m'ha referito Lardone, egli è stato l'
2687 II, 4 | scippacapelli e moscatelli.~Pedante. Refiuto questi nomi infandi e nefandi
2688 II, 4 | maestá grande, poi con una regal riverenza sporger le labra
2689 III, 9 | Pedante. Chi son questi reggi e imperadori?~Lardone. La
2690 II, 4 | perpetuo nido di gentilezza, la reggia d'Amore che ha lasciato
2691 V, 3 | boni, quid audio? or in me regresso conosco che son stato deluso.~
2692 II, 3 | bodegones hay en todo el reino de Napoles.~Giacomino. Cappio,
2693 V, 5 | meglio che se pote. Io lo remetto a Bossignoria; e la supplico
2694 III, 6 | N'arai reppoliata na bona remmenata de mazze, mò va' e torna
2695 IV, 3 | principio conoscerai se saprò remunerar bene il fine.~Tedesco. De
2696 I, 2 | dargli due squassatine che rendano suono, perché il suono de'
2697 V, 1 | istoria della sua vita, me ne rendei certo; ma pur, dubitabondo
2698 IV, 10| ci riveggiamo insieme, e rendervi le grazie di tanti favori
2699 I, 2 | posso piú resistere, mi rendo vinto, sono abbattuto e
2700 I, 2 | bellezza son tali che la rendono degna di maggior uomo ch'
2701 I, 1 | faraggio provare che zuco renne cótena, pe l'arma delli
2702 V, 1 | certo; ma pur, dubitabondo e renuente, chiamata la balia e seco
2703 V, 1 | riconobbero insieme. E senz'altra replica gli consegnai l'una e l'
2704 V, 6 | na spagliocca: chisse ne reppoleiano na mangiata e nui restammo
2705 III, 6 | pedazos.~Giacoco. N'arai reppoliata na bona remmenata de mazze,
2706 III, 9 | secolo a far reviviscere e repullular le ossa giá incenerite e
2707 I, 3 | sempre incenerite con odi, repulse ed ogni sorte de dispreggio:
2708 I, 2 | Cappio. Se sète morto, requiescat in pace, provedasi di sepoltura.~
2709 II, 4 | dato al mustaccio.~Pedante. Requiescite e date pausa alla lassitudine;
2710 V, 1 | suprema eleganzia armonizate. Resideva negli occhi sui una coruscante
2711 I, 2 | si possino. Non posso piú resistere, mi rendo vinto, sono abbattuto
2712 I, 3 | che mi sostieni, aere che respiro, acqua che non mi sommergi,
2713 V, 5 | gliuómmero dallo capo, ca po ve responderaggio.~Limoforo. Vostro figlio
2714 III, 8 | amor delle diable.~Lardone. Respondete almeno.~Pedante. L'uscio
2715 I, 3 | amato da costei? Non mi resta altro che la disperazione!
2716 I, 2 | anno passato da Salerno, restai il piú misero ed infelice
2717 V, 6 | reppoleiano na mangiata e nui restammo affritti e negrecati.~Giacomino.
2718 IV, 4 | con iscusa di portar le restanti robbe, tornammo a dietro
2719 I, 4 | lascia fare a me, ché ne restarai ben contento e pagato.~Lardone.
2720 I, 4 | la vacca in stalla; farò restare alcune robbe a dietro, acciò,
2721 V, 6 | tanto dispendio e amore, restarete in casa mia, voi e la balia:
2722 IV, 8 | strattagemma.~Antifilo. Ed io restarò in casa a far compagnia
2723 V, 4 | grande: di cotanto perdono restarvene in tutta la vita obbligatissimo.~
2724 II, 5 | tanto potria donarvi che non restasse piú di quel che dato avessi.
2725 IV, 3 | Giacomino. Dici bene, però rèstati con queste signore e avvisa
2726 IV, 5 | avvenirmi, purché di me restiate sodisfattissimo.~Giacomino.
2727 IV, 2 | restituisca la figlia. Egli la restituirá, anzi l'ará a caro, liberandosi
2728 I, 2 | doti apportano piú danno al restituirle che ricchezza quando si
2729 IV, 2 | tutto: che vuol che se gli restituisca la figlia. Egli la restituirá,
2730 IV, 8 | cercheremo il modo come le sia restituito l'onor suo.~Antifilo. Ma
2731 III, 8 | grande nella dottrina e la rettorica.~Tedesco. Non stare bene,
2732 IV, 9 | Pedante. (Costui è un gran rettorico, perché al principio capta
2733 III, 9 | letterato di questo secolo a far reviviscere e repullular le ossa giá
2734 III, 10| del cuore venerabondo, e revoluto a' tuoi piedi, accetto la
2735 I, 3 | me, io obbligata sono a riamarvi. Se la mia bellezza v'ha
2736 IV, 2 | tanto non meriti di esser riamata; ma essendo l'amor mio straordinariamente
2737 I, 4 | muore per Altilia e quanto è riamato da lei. Ben sai quante volte
2738 III, 4 | libri?~Cappio. Barattolo ribaldo, Sal in aceto e Paolo te
2739 V, 5 | pensava ca tu studiassi a Ribando; mò abbesogna che studia
2740 II, 4 | quelle provature fra quei riccami di salsiccioni!~Pedante.
2741 I, 2 | produsse mai cosí fin oro o sí ricche gioie? O me sopra tutti
2742 V, 6 | nennillo.~Giacomino. Poiché le ricchezze che non si spendono nei
2743 IV, 3 | questo è quel piacere che ricerco da te, che dichi una bugia
2744 III, 9 | Pedante. Il tuo male con una ricetta si guarirá.~Lardone. E quale?~
2745 II, 4 | riposo de' miei pensieri, ricetto delle mie speranze. Oh,
2746 III, 7 | Dov'è quel teutonico che mi ricevè prima in questo ospizio?~
2747 V, 1 | propria uscita dal mio alveo; ricevei ella e la balia nel mio
2748 V, 4 | qui a scusarmi, ma vengo a ricever castigo della mia colpa,
2749 IV, 5 | Pseudonimo. Né io ho cessato di ricevergli, perché ho sempre avuto
2750 I, 3 | che trovasse alcuno che mi ricevesse a pranso questa mattina!).~
2751 II, 5 | poiché sète patti e contenti, ricevete l'un dall'altro il premio
2752 V, 3 | preghiere d'amici fosti ricevuta? Questi secreti li sa questo
2753 IV, 7 | Lardone che Giacomino l'avea ricevute in casa sua, mettendo la
2754 I, 2 | quella prestezza che si richiede al mio desiderio, ché la
2755 IV, 9 | Pseudonimo. Che senza altra richiesta m'avete raccolta e allevata
2756 V, 1 | riconosciuta; e io doppo le debite richieste gli l'ho restituita.~Antifilo.
2757 II, 2 | aquí está un ventero muy rico, y da las cosas muy barato,
2758 III, 9 | transverberato il core. Ma ricogliamoci in qualche luogo e dormiamo
2759 IV, 2 | convenia; e saprá bene che il ricompenso d'amore è lontano da ogni
2760 V, 1 | e seco confabulando, si riconobbero insieme. E senz'altra replica
2761 IV, 4 | desiderati! Come farem dunque per riconoscerla?~Limoforo. Poiché non potiamo
2762 IV, 10| figlia.~Pedante. Altilia, riconosci il tuo vero padre?~Altilia.
2763 IV, 2 | dottore e ricco, era in Napoli riconosciutissimo.~Giacomino. O vita mia,
2764 V, 2 | Questo è un altro me; anzi se ricorda delle cose che non me ne
2765 I, 2 | perdono la memoria per non ricordarsi di quando son stati giovani.~
2766 V, 3 | visto.~Limoforo. Non ti ricordi del tuo antico padrone Limoforo?~
2767 II, 4 | spoglie de' miei trionfi! o ricotte, o provature, gloria delle
2768 III, 3 | da no campo de fave, se ride delli fatti miei. Forse
2769 I, 5 | vostro Cappio.~Giacomino. Tu ridi, m'arai detto la bugia.~
2770 V, 6 | che siamo tutti alacri e ridibondi, chiaminsi i musici, e con
2771 III, 9 | venerabil toga ti onorerá e ridonderá in tua gloria, che mai dall'
2772 V, 1 | cercarla dal capitano; alfin ridotta in casa mia, con nuovi inganni
2773 II, 4 | che fai?~Lardone. Oste, riempi il ventre di questa porchetta
2774 II, 4 | dentro, le budelle se ne riempiono e la milza all'ultimo se
2775 I, 4 | brillanti, e stomaco da riempir di pastoni, io mi vuo' porre
2776 IV, 9 | per ritrovarvi; e m'han riferito che eravate in Napoli nell'
2777 IV, 5 | riservirceli: ché colui che rifiuta i servigi mostra che non
2778 III, 3 | Giacoco. Tu sarrai quarche rifolo dello nfierno o chillo ca
2779 III, 1 | leggiadri, custoditi con tanto rigore dal vigilante dragone? Io
2780 III, 1 | gli occhi mi rapiscono a riguardargli; se mi fermo negli occhi,
2781 III, 1 | carni; i giacinti tanto son riguardevoli quanto rappresentano la
2782 III, 10| scolato il grasso e ci è rimasta a pena la cotica.~Antifilo.
2783 III, 1 | quelle reliquie che son rimaste in quella parte del bicchiero
2784 I, 4 | alla vendemia, e noi siamo rimasti soli in casa. Il padron
2785 I, 2 | fastidiosi, ritrosi, pazzi, rimbambiti; sempre minacciano, bestemiano,
2786 IV, 4 | Giacomino, se Cappio non rimediará con alcun'altra contramina.~ ~ ~ ~
2787 III, 10| Lardone. La pazienza non è rimedio da far passar la fame.~Antifilo. (
2788 III, 9 | la gola Virgilio, mente e rimente per guttur quante volte
2789 III, 1 | so da dove incominciare a rimirarvi. Perché se miro il terso
2790 III, 1 | rubini de' suoi labri; e se rimiro il collo, ecco mi tirano
2791 I, 5 | come in cosí brevi parole rinchiudi cosí gran contento? Dimmelo
2792 I, 2 | incendi miei desideravano rinfrescamento; ché s'io avessi voluto
2793 III, 1 | acciò con quelle io possa rinfrescar l'arsura dell'anima mia.~
2794 V, 5 | l'ingiurie si vengono a rinfrescare: da mone nnante non se ne
2795 I, 2 | uomo, tanto l'avarizia piú ringiovenisce: egli è cosí avaro come
2796 V, 6 | O sorella, quanto devi ringraziare il Cielo che mi fosti cosí
2797 III, 3 | Cappio.~ ~Giacoco. Sia ringraziato lo Cielo ca me veo a la
2798 I, 2 | martello lavora.~Giacomino. Rinnova l'amor con Lima, ché ci
2799 I, 3 | disperazione suol sempre rinverdirsi qualche speranza).~Lardone. (
2800 IV, 8 | casa mia con le donne e riposatevi, mentre noi andremo attorno
2801 II, 4 | il palaggio delle grazie, riposo de' miei pensieri, ricetto
2802 II, 5 | fianco, quelli poi avessero a risanar le mie piaghe. E voi, cor
2803 IV, 9 | Pedante. Io non vo' altri riscontri che sia vostra figlia; e
2804 I, 4 | incontro!~Cappio. O che miglior riscontro, perché sei venuto a tempo!~
2805 III, 9 | che il mio stommaco non si risenta.~Pedante. Si dirá per tutto
2806 IV, 5 | sempre avuto desiderio de riservirceli: ché colui che rifiuta i
2807 V, 6 | Limoforo. Maestro mio, per riservirvi in parte l'obligo grande
2808 II, 4 | mostra la schiuma, poi la risolve in perle grandi, poi in
2809 IV, 5 | di partiti e da sapersi risolvere in ogni occorrenza; talché
2810 IV, 5 | tanto goffo che non sappia risolvermi.~Giacomino. Andiamo verso
2811 I, 2 | cimiteri e con i vermi e risparmia come non avesse a morir
2812 I, 2 | che gli ho accoppiati col risparmio di quest'anno a tal effetto.~
2813 V, 4 | sia l'onore, non si porta rispetto a persona alcuna.~Giacomino.
2814 II, 4 | che qui il sol piú chiaro risplenda che altrove! oh, quanto
2815 I, 3 | O Lardone, se qua dentro risplenderá qualche favilla di speranza,
2816 I, 2 | disporgli.~Cappio. Essi risponderanno e disporranno meglio di
2817 II, 5 | vita mia; né so che altro rispondervi che tutte le parole che
2818 I, 1 | spruocco allo pertuso se non ci rispondevi tu e bolivi danari: ca te
2819 IV, 1 | cuori degli amanti. Gli risposi: - E come posso io compensar
2820 IV, 3 | l'altro tedesco, acciò le risposte fossero conforme alle domande.~
2821 IV, 5 | meglio di me: ho animo e rissoluzione. Fate che me si mostri quell'
2822 III, 10| medicine ha una speziaria a ristorarmelo; ma io non sarò tanto goffo
2823 I, 3 | avessi promesso amarti e poi ritirata mi fussi...». - O cuor di
2824 IV, 8 | nuova invenzione non ce la ritoglia dalle mani.~Limoforo. Andiamo.~
2825 I, 4 | far quanto vuoi.~Cappio. Ritorna in Salerno, fa' consapevole
2826 IV, 9 | son dimorato molti anni; ritornato, feci ogni diligenza per
2827 I, 2 | tutti avari, fastidiosi, ritrosi, pazzi, rimbambiti; sempre
2828 IV, 6 | cerchi la casa di Giacoco, e ritrovandovisi Altilia e la balia, si menino
2829 I, 2 | con assalti piú atroci che ritrovar si possino. Non posso piú
2830 I, 2 | che luogo ed ora possiamo ritrovarci insieme, acciò possa satollar
2831 IV, 2 | apro il modo che non può ritrovarsi il migliore. Sappiate ch'
2832 IV, 10| quando meno sperava di ritrovarti!~Pedante. Figlia, questo
2833 IV, 9 | son stato a Salerno per ritrovarvi; e m'han riferito che eravate
2834 IV, 10| non ti abbracci. O figlia ritrovata a tempo, quando meno sperava
2835 IV, 2 | riuscire.~Lima. Ecco l'inganno. Ritrovate un amico confidente, informatelo
2836 III, 9 | regina onorata, né mai si ritrovò a solo a solo con Enea in
2837 IV, 3 | piacere togli questo scudo e, riuscendo bene il negozio, da questo
2838 I, 4 | scoprirsi mai. L'inganno è tanto riuscibile che se pur si scoprisse,
2839 III, 2 | accostando! Veggiamo dove riuscirá questa prattica).~Spagnolo.
2840 IV, 2 | imaginarmi dove sei per riuscire.~Lima. Ecco l'inganno. Ritrovate
2841 V, 5 | forza d'amore: onde poi è riuscito in cosí buon successo che
2842 I, 3 | allevata fra l'orribili rive di Cocito, o nodrita fra
2843 IV, 10| faciam. Andate, ch'oggi ci rivederemo; ché vuo' dar conto a questi
2844 IV, 10| presto. Desidero che oggi ci riveggiamo insieme, e rendervi le grazie
2845 IV, 9 | tutti cominus et eminus mi riveriscono?~Pseudonimo. O amatissimo
2846 IV, 2 | nobile sembianza, ho sempre riverita l'onestá, i costumi e le
2847 IV, 9 | d'una cirieggia.~Pedante. Rivolgendomi per le cellule della memoria
2848 V, 1 | con nuovi inganni me l'han robbata. O speranze, o vani pensieri
2849 I, 4 | volentieri. Ma mentre ho denti da rodere piccioni e polli, e gola
2850 III, 10| con sinisterrimo auspicio Romam versus, per far quivi stupir
2851 III, 9 | mandarti al «senatus populusque romanus» a fargli intendere che
2852 V, 4 | Giacomino. Ma che non fa amore? rompe le leggi, supera ogni difficoltá
2853 V, 1 | invermigliate di purpuree rose. Vernavano nel volto i flosculi
2854 V, 2 | della balia; e una macchia rossa, nella mammella destra,
2855 II, 3 | sicilian, mi son un oter Rotolan che ammazzi pi' de trenta
2856 III, 7 | Pedante. O mi Deus, ha rotta una spalla a Prisciano.
2857 V, 4 | grazia ch'abbi passati e rotti i confini dell'obedienza.
2858 IV, 2 | morto dalla peste?~Lima. Rotto il campo, venni in Napoli;
2859 III, 8 | bene, non avere bisogne de' rottori.~Pedante. Datemi la mia
2860 III, 9 | cánnevo; pongasi sopra la rottura e subito consolidarassi».~
2861 III, 9 | boglito, cento ova dure, due rotuli di carne di vitella, un
2862 IV, 4 | fussi legato in un asino al roverscio, con le braccia recinte
2863 IV, 1 | tutto.~Cappio. Non siamo rovinati mentre siam vivi e vogliamo
2864 IV, 1 | Cappio, non so che farmi, son rovinato del tutto.~Cappio. Non siamo
2865 V, 1 | ricuperata è stata subito rubbata? Stimo che giochino a chi
2866 III, 7 | ignoranza, che intelletto rude e agreste!~Giacoco. Non
2867 II, 5 | sovraumane dolcezze e preziose rugiade di gioie, che vagheggiandole
2868 II, 4 | altro vino.~Pedante. Che rumore è questo che fai con la
2869 II, 2 | molti amici, e con gridi e rumori abbiam gridato: «turchi!
2870 IV, 6 | la trovai, et testor quel rutilante sidereo lume ch'io ne rimasi
2871 I, 1 | dicere? cerca dintro le saccocciole de chille cauze vecchie
2872 IV, 5 | non conosciuto in Napoli, sagace, accorto, ricco di partiti
2873 III, 3 | scazzare?~Giacomo. Ste vrache saiate! io non aggio voglia de
2874 III, 4 | Cappio. Barattolo ribaldo, Sal in aceto e Paolo te castre.~
2875 III, 10| taverna e scacciarmi la sete a salassate de bótti, mi trovo martorizzato
2876 IV, 4 | studiò leggi in Salerno, amò saldamente e onestissimamente Altilia
2877 II, 1 | acqua alle mani, portate la saliera e i salvietti e i cortelli.
2878 II, 6 | noi vogliamo qui far la saliva in bocca?~Lima. Il tuo amore
2879 II, 4 | fegadellos, pullos, picciones e salsicciones?~Pedante. Lardone, andiamo
2880 II, 4 | Per Altilia uno di questi salsicciotti, che non è avvezza a mangiarne
2881 II, 4 | vino come schizza, brilla e saltella da se stesso; mostra la
2882 III, 2 | del rey mi señor y per la salud d'está señora mia.~Cappio. (
2883 III, 9 | i Varroni, i Ciceroni, i Salusti e i Cantalici e gli altri
2884 II, 3 | la tierra.~Cappio. E per salvarlo te l'avevi posto sotto l'
2885 II, 4 | degli oci e delle delizie. Salve o terque quaterque bella
2886 II, 1 | portate la saliera e i salvietti e i cortelli. Diasi fuoco
2887 II, 3 | me meno la chiavetta, lo sandali e lo guardanasu - piglio
2888 V, 6 | pignatto de foglie torzute, no sanguinaccio e na meuza zoffritta.~Pedante.
2889 II, 4 | perché egli ti pone la sanitá nel corpo. E questo?~Cappio.
2890 II, 5 | crudeli e acerbe passioni che sanno far provare i vostri meriti.
2891 I, 4 | daremo un poco di legno santo e di salsa alle tue veste
2892 III, 4 | pozzo essere. Ma tu che vai sanzarianno a chest'ora per Napole?~
2893 III, 4 | accussine, e se non era sapatino, me carfettava a crepapanza,
2894 V, 2 | mia disgrazia. Volete voi saper chi sète, volete che ve
2895 V, 1 | sollecitare e spingere a saperne il vero). Ditemi, ove è
2896 IV, 5 | accorto, ricco di partiti e da sapersi risolvere in ogni occorrenza;
2897 IV, 9 | guardate?~Pseudonimo. Se mi sapeste dar nuova d'un Tito Melio
2898 V, 2 | anima malevola non intrabit sapientia).~Pseudonimo. Eccomi al
2899 IV, 9 | grandezza e mirabil sua sapienza.~Pedante. (Costui è un gran
2900 I, 4 | se sará ben pasciuta di saporitissimi cibi.~Lardone. Dubito che
2901 I, 2 | presto a rivederla son stati saporitissimo cibo alla fame e al digiuno
2902 V, 5 | poniamo a voi, prigione; sappiamo quanto siate uomo da bene:
2903 IV, 1 | cibo e senza sonno; e che sappino ben fingere questa bugia.~
2904 III, 10| a quest'ora?~Pedante. Lo saprete a bell'aggio in casa, ch'
2905 IV, 3 | principio conoscerai se saprò remunerar bene il fine.~
2906 II, 3 | giorno di carne: non avemo né sardelle né olio.~Spagnolo. Almeno
2907 II, 3 | Spagnolo. «Anchovas» digo, «sardinas» con l'olio.~Cappio. Oggi
2908 III, 6 | non me sparafonda denanze, sarrá buono zollato.~Spagnolo.
2909 III, 3 | certe certe.~Giacoco. Tu sarrai quarche rifolo dello nfierno
2910 I, 3 | con venti contrari, senza sarte e senza vele, perché alfin
2911 I, 2 | ritrovarci insieme, acciò possa satollar questi occhi famelici della
2912 I, 1 | mangiate ad uocchie de puorco, satorateve a pietto de cavallo, bevete
2913 III, 6 | mpastorano li asini co le saucicce e vorria arrobbare; e se
2914 III, 3 | pare na taverna. O quante sausiccie, fecatelli, scartapelle
2915 II, 4 | gramuffa, tutto viene dalla saviaggine e dalla sua litteratumma.~
2916 II, 5 | meriti dell'onore, della saviezza e di tante altre sue leggiadrissime
2917 III, 1 | Mangiate; non sète ancor sazio di mirarmi?~Giacomino. Ancor
2918 V, 2 | tornando trovai la casa vuota e sbaliggiata e mi ricovrai in Surrento;
2919 III, 7 | capa».~Giacoco. Giá chisso sbaría; manche se fosse no piccirillo
2920 III, 7 | che tante tente tonte! Tu sbarii, poveriello.~Pedante. Dico «
2921 IV, 6 | auterezza e sobervia e con tanti sbirri vieni a scassar le porte
2922 III, 4 | Giacoco. Me penzo ca me s'è sbotato lo celevriello dintro la
2923 V, 5 | alloggiar con la figlia, lo scacciar da casa con occasione; e
2924 I, 4 | Queste vivande nuove ti scacciaranno dal corpo quella fame invecchiata
2925 III, 10| scorpacciate da taverna e scacciarmi la sete a salassate de bótti,
2926 I, 3 | ben sai che ti ho sempre scacciato con ogni mostra di sdegno.
2927 III, 7 | Cerriglio, perché averá scagnata la taverna. Guai e maccaruni
2928 III, 4 | rompere lo cuollo pe ssi scalandruni!~ ~ ~ ~
2929 III, 8 | Non udite che cala per le scale?~Tedesco. Ecco aperte. Dove
2930 V, 2 | Limoforo. Forse ci siamo scambiati insieme.~Pseudonimo. Mai
2931 III, 3 | mia.~Cappio. Avete prese scambie: cheste stare mi ostelerie,
2932 III, 2 | scampo stesso non basteria a scamparmi dalle sue mani. Padron,
2933 III, 2 | non vado ad impiccarmi? Lo scampo stesso non basteria a scamparmi
2934 III, 3 | ciancoliati quattro muorzi, quanno scappa Dio e fa buon iuorno, ca
2935 I, 4 | proprio sciagurato che si fa scappar di mano queste straordinarie
2936 V, 1 | affaticato tutto oggi per scapparla dalle mani di Giacomino
2937 III, 4 | quanti vernacchi me sono scappati, ca se non me ne appalorciava,
2938 I, 4 | un giorno il corpo se ne scappi fuori. Dentro ci è quella
2939 III, 7 | nzolarcata, co ss'uocchi scarcagnati ntorzati, co sso naso mbrognolato
2940 II, 3 | se m'aspetta na picca, le scareco na coteddata che le taglio
2941 V, 6 | lo core che ne sta tutto scarfato e spronamentato.~Altilia.
2942 III, 4 | ca m'ave arrapezzate le scarpe e le devo dare cinco tornisi,
2943 III, 3 | quante sausiccie, fecatelli, scartapelle e marcangegne! me fanno
2944 IV, 6 | con tanti sbirri vieni a scassar le porte della casa mia,
2945 III, 4 | vrodo tanto caudo che me scaudai tutto lo codarino; e però
2946 II, 4 | di vere ca mi voler far scazzar: ponere le cappelle en teste.
2947 III, 7 | diverse ore; non me buoglio scelevrar chiú con tico.~Pedante.
2948 III, 3 | Scompimmola priesto, ca no pozzo scellebrareme con tico, che te venga no
2949 IV, 6 | vostro figlio - o maximum scelus! - ha posto una maschera
2950 V, 5 | biscazze. Che se ne puozza scendere commo a fiore de cocozza!~
2951 III, 6 | Giacoco. E da parte mia, dui scervecchie e dui seguzzuni.~Cappio.
2952 V, 5 | co mico, io te lo do pe schiavuottolo ncatenato. Iacoviello, figlio
2953 IV, 2 | che l'ho amata con quella schiettezza di amore e lontana da ogni
2954 III, 3 | dare cinquanta smorfie e schioccolate a sso celevriello. La mentita
2955 I, 1 | alle bòtte pe sse spalle: schitto che ti muovi a far delle
2956 II, 4 | questo mirabil vino come schizza, brilla e saltella da se
2957 III, 4 | Chillo che fa le cure co lo schizzariello?~Cappio. Signor sí.~Giacoco.
2958 II, 4 | una seconda bevuta, per un sciacquadente.~Pedante. Presto, che stai
2959 I, 4 | pentiremo. Quello è proprio sciagurato che si fa scappar di mano
2960 III, 7 | zuoccolo? Mira ca vestiti scialacquati, ca a vedello me fa ridere
2961 V, 5 | saccio la cosa commo è iuta: sciarvogliatemi lo gliuómmero dallo capo,
2962 II, 3 | piglio lo broccoliero e scindo a bassu, li scippo entrambu
2963 II, 5 | sospinge?~Cappio. A me par sciocchezza perdere il tempo in belle
2964 V, 4 | presenti. Ma come potrò mai sciorme di tanto obligo dove oggi
2965 II, 5 | giamai.~Giacomino. Non si sciorrá ben certo, ché non è il
2966 IV, 9 | in modo senza potermene sciorre.~Pedante. Dic, quaeso, di
2967 III, 7 | Vorrisse doie ióiole o doi scioscelle?~Pedante. O che parlare
2968 IV, 7 | Tedesco. Bevé vine fauzamiche, scippacapil, moscatelle, trebiane e
2969 II, 4 | ire al capo, e pare che scippe i capelli.~Pedante. Dictum
2970 II, 3 | broccoliero e scindo a bassu, li scippo entrambu gli occhi e metteceli
2971 II, 3 | le sgangerò le corna e li scippu la lingua pe lo cozzu, con
2972 III, 10| manco Lardone che ora: è scolato il grasso e ci è rimasta
2973 I, 4 | scoprisse, avemo molti modi di scolparti. Lardone, tu sai ch'io e
2974 IV, 1 | mirando negli occhi miei vedrá scolpita la mia disobedienza e che
2975 IV, 2 | e che portava nel fronte scolpiti i suoi natali, le prese
2976 III, 10| pugnali su le gole fra loro. Scommodando gli amori di Giacomino,
2977 III, 3 | commo me stesso.~Giacoco. Scompimmola priesto, ca no pozzo scellebrareme
2978 II, 4 | quae pars est» e nomi da scongiurar gli spiriti.~Pedante. Tutti
2979 III, 4 | vaia a Surriento a fareme scongiurare. Non saccio che fare; sto
2980 I, 4 | in rovina. Con questo mi sconterò il mal pagato salario, i
2981 II, 1 | Cappio.~ ~Giacomino. Paggi, scopate ed inacquate per tutto,
2982 III, 4 | che, se foste con il capo scoperto, non vedreste la via.~Giacoco.
2983 IV, 4 | alla mina; poco stará a scoppiare e far andar per l'aria l'
2984 I, 4 | ragione?~Lardone. Perché scoprendosi sarò appiccato.~Cappio.
2985 I, 4 | ragione, perché non basta a scoprirsi mai. L'inganno è tanto riuscibile
2986 V, 1 | et pertinace obtúto, la scorgeva d'una modestosa e maestosa
2987 III, 10| notte empirmi lo stomaco a scorpacciate da taverna e scacciarmi
2988 III, 3 | Chilli strilli me fecero scorreiare e chilli quattro muorzi
2989 I, 1 | m'arrecordo, apri quello scrigno vecchio e cerca dintro chille
2990 III, 9 | scriverá per le gazzette, e i scrittori de nostri tempi lo scriveranno
2991 III, 9 | figlia con la balia, si scriverá per le gazzette, e i scrittori
2992 III, 9 | scrittori de nostri tempi lo scriveranno per l'istorie; né io potrò
2993 III, 9 | letterati di questi tempi è di scrivere i fatti tuoi.~Pedante. Il
2994 V, 1 | dispendio e senza aver a far scrutinio d'un marito probo per collocare
2995 III, 7 | e a me toccará lavar le scudelle, succhiar il brodo e vôtar
2996 I, 1 | vervesiato, chiattelluso, scummabruoccuoli, aguiento da cancari?~Cappio.
2997 V, 5 | allora figlia d'un maestro di scuola; e sapendo ch'oggi veniva
2998 II, 4 | alla spalla; ma quando si scuote la testa dall'una parte
2999 III, 1 | se verrá mio padre, che scusa trovaremo che non l'abbiamo
3000 V, 5 | passate; perché ognuno vuole scusare le sue rascioni e accrescer
3001 V, 4 | Giacomino. Io non vengo qui a scusarmi, ma vengo a ricever castigo
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