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Giambattista Della Porta
La tabernaria

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


ab-caca | cacad-diabl | diabo-gover | graci-migli | milza-poter | potes-scusa | sdegn-ubiqu | uccel-zuppe

     Atto, scena
3002 I, 3 | scacciato con ogni mostra di sdegno. Se tu con la speranza hai 3003 V, 5 | o sosomellaro; se no te sdigni d'apparentare co mico, io 3004 III, 9 | e restar con una bocca secca come avesse mangiato presciutto!~ 3005 I, 1 | venga la visintieria e ti si secchi la lengua quanno li nuommeni!~ 3006 III, 7 | che ne resti memoria ne' secoli futuri.~Giacoco. Chiappino, 3007 III, 9 | primo letterato di questo secolo a far reviviscere e repullular 3008 II, 4 | perché ti servirá per una seconda bevuta, per un sciacquadente.~ 3009 IV, 8 | timore.~Pedante. Limoforo, secondate a favorirmi, ché «melius 3010 | sed 3011 III, 9 | tuo Studio.~Pedante. ... Sedendomi appresso, questa mia venerabil 3012 III, 1 | cosa in ordine: potrete seder quando vi piace.~Giacomino. 3013 III, 9 | alla quintana.~Pedante. ... Sederai meco a tavola, beverai al 3014 III, 1 | per asciugarle.~Cappio. Sedetivi, di grazia.~Altilia. Non 3015 II, 1 | portate qui la tavola e le sedie.... O Cielo, come sète pigri, 3016 IV, 4 | taberna; e fummo ricevuti con sedulo servizio e uberrimo apparato.~ 3017 I, 3 | se son tigre, perché mi segui? se son vipera, perché mi 3018 I, 3 | parole o atti di avermi a seguire? se col desiderio ti pasce 3019 III, 6 | mia, dui scervecchie e dui seguzzuni.~Cappio. Questo a don Ladron, 3020 I, 3 | pure. - «Voi mi chiamate selvaggia, ingrata, disamorevole, 3021 II, 4 | moderna Napoli, uberrimo seminario degli oci e delle delizie. 3022 III, 9 | Pedante. Te hai bevuto un semisestante di vino e mangiato tanto. 3023 III, 6 | ntennere e me esci dello semmenato. Che ci vuoi le ciarammelle 3024 III, 3 | è pazzo o so pazzo io o semo pazzi tutti due; ma se fosse 3025 II, 5 | muoio? Le mie parole sono semplici, come m'escono dal cuore, 3026 III, 9 | poco onore mandarti al «senatus populusque romanus» a fargli 3027 III, 7 | dovero, farnetica da buon senno.~Giacoco. Dimmi, si' ommo 3028 II, 5 | la lingua, stupefanno i sensi e in me stesso muoio? Le 3029 II, 2 | unas putas y alcahuetos; séntate y coma que son medrosos, 3030 I, 2 | il suono de' scudi si fa sentir da lungi e fa piú dolce 3031 II, 4 | disgrazia non fosse ben netta e sentisse della madre, se è verde, 3032 | senz' 3033 IV, 1 | d'una fede, tanto sarebbe separar l'un dall'altra quanto l' 3034 IV, 2 | dagli occhi vostri non mi sepelliate nell'oblio; ché non è cosa 3035 I, 3 | acciò con la mia morte si sepellisca la memoria d'una crudelissima 3036 IV, 3 | lontana dagli occhi, resti sepolta nell'oblivione.~Giacomino. 3037 V, 1 | in un'ora, che son state sepolte tanto tempo? come in questo 3038 I, 2 | requiescat in pace, provedasi di sepoltura.~Giacomino. Cappio, ti burli 3039 IV, 2 | governavano, e morendo si seppellivano in una grotta quivi appresso. 3040 II, 3 | questa casa? Al sangue de le seppie e de mie pantofole, se pongo 3041 II, 2 | Spagnolo. Oh Dios, cuando será V. M. servida volverme á 3042 III, 9 | del vino che bevo io, e seraimi compagno nello Studio: questo 3043 II, 5 | do in podestá: vi prego a serbar con lei quel decoro che 3044 III, 1 | al vostro fiato. O occhi sereni, ove il cielo fa deposito 3045 I, 4 | fattoti mutar vesti come il serpe la primavera.~Lardone. Che 3046 III, 3 | muto.~Cappio. Mi volere serrare le ostellerie, bone notte, 3047 IV, 7 | non v'erano donne, e mi serrasti le ianue nel volto.~Tedesco. 3048 III, 4 | Giacoco. Serra, ca te sia serrata la canna dello manduoco 3049 I, 3 | se son vipera, perché mi servi? se basilisco, perché mi 3050 II, 1 | il fumo odorato. Fate che serviate a cenno, ché il cenno è 3051 II, 2 | Dios, cuando será V. M. servida volverme á mi tierra, que 3052 IV, 5 | ché colui che rifiuta i servigi mostra che non si diletta 3053 IV, 6 | casa e vedrete ch'io vi servirò di buona voglia e di miglior 3054 I, 4 | prurito alla gola! Eccomi per servirti a piedi ed a cavallo; ma 3055 V, 6 | quell'amore ch'avete amata e servita la figlia mia, mentre che 3056 V, 6 | padroni come son io, e sarete serviti e amati con quell'amore 3057 V, 5 | una continua osservanza di servitú e di amore fin alla morte; 3058 V, 6 | con un perpetuo obligo di servitude; il finto padre, come istrumento 3059 IV, 3 | Tedesco. Cheste stare poche servizie.~Giacomino. Poi quando verrá 3060 IV, 4 | fummo ricevuti con sedulo servizio e uberrimo apparato.~Lardone. ... 3061 III, 3 | so io. Chissi chiáiti non servono; me vuoi dare a ntennere 3062 | seu 3063 V, 6 | ascevolite de famme. Per darve sfazzione, se volite venire a ciancoliare 3064 III, 7 | Giacoco. Ca bole da me sto sfecato sfritto varvaianne, co sta 3065 II, 5 | lampeggio arde la piú chiara sfera del cielo? O vita dell'anima 3066 II, 5 | stesso, dove la voglia mi sferza e mi sospinge?~Cappio. A 3067 III, 10| dunque.~Lardone. Piango per sfogar la mia disgrazia e per morire.~ 3068 I, 3 | sforzare, come posso io sforzar me stessa ad amarvi? Amisi 3069 I, 3 | libera volontá né si lascia sforzare, come posso io sforzar me 3070 IV, 9 | figlia.~Pseudonimo. Io mi sforzarò pagarvi le spese fatte in 3071 V, 5 | a Cappio, perché io l'ho sforzato a fare quanto s'è fatto. 3072 III, 10| le scuse e le gambe per sfrattar la campagna, e al peggio 3073 III, 7 | Ca bole da me sto sfecato sfritto varvaianne, co sta faccia 3074 II, 4 | no, va alle gambe a fare sgambette e cadere in terre. «Scippacapelli» 3075 II, 3 | e metteceli in mano, le sgangerò le corna e li scippu la 3076 I, 1 | se ne trase.~Cappio. Non sguazzaremo dunque?~Giacoco. «Né 3077 I, 1 | casa, pigliatevi spasso e sguazzate.~Cappio. Se volete che sguazziamo, 3078 I, 1 | sguazzate.~Cappio. Se volete che sguazziamo, lasciateci denari assai.~ 3079 | siano 3080 V, 6 | chiaminsi i musici, e con sibili tonanti e con belle circumvoluzioni 3081 II, 3 | son auter bravus che 'l sicilian, mi son un oter Rotolan 3082 II, 3 | hombre es este?~Giacomino. Un siciliano indiavolato.~Cappio. Mira 3083 IV, 5 | occorrenza; talché stimo sicuramente che voi sarete il principio, 3084 IV, 6 | di miglior fede. Ma siate sicuro che Giacoco è un grand'omo 3085 IV, 4 | perdonato.~Lardone. E che sicurtá me ne date?~Antifilo. Io 3086 III, 9 | Pedante. Mai dal mio nemico sidere m'accadde cosa come questa.~ 3087 V, 1 | sui una coruscante luce siderea con certi igniculi vivaculi 3088 IV, 6 | et testor quel rutilante sidereo lume ch'io ne rimasi absorto 3089 III, 1 | nostro debito.~Altilia. Siedi ancor tu, Lima; e chi ci 3090 III, 7 | congrua collazione.~Giacoco. Siente, ca vo fare collazione. 3091 III, 4 | commo a no fúrgolo, e me siento, ahie! morire de famme; 3092 III, 2 | y merece que el rey la sierva, y por esto la quiero servir 3093 II, 4 | Pedante. Tutti son nomi significativi ch'esprimono le forme di 3094 II, 3 | fitienti? Non me tenite! Vostra Signuria me perdugne; ca se m'aspetta 3095 V, 2 | Pseudonimo. Mai viddi uomo tanto simile a me che mi fusse scambiato 3096 IV, 2 | amore e lontana da ogni simulazione, che si convenia; e saprá 3097 IV, 6 | deventata copeta?~Pedante. Sincope de medio tollet quod epentesis 3098 | Sine 3099 III, 10| son partito da Salerno con sinisterrimo auspicio Romam versus, per 3100 | sino 3101 V, 6 | Auscutatori miei, perché site perzune da bene e me date 3102 III, 9 | crepassi; e dire: - Vinum sitisti, vinum bibe.~Lardone. O 3103 I, 2 | suo volto, e cominciate a smaltir cosí gran tesoro.~Giacomino. 3104 II, 3 | Giacomino. Cappio, chiama quei smargiassi forastieri che alloggiano 3105 IV, 8 | timor m'avea invaso d'averti smarrita che stimava mai piú vederti; 3106 I, 5 | cuore per poter capire cosí smisurata allegrezza!~Giacomino. Parla 3107 I, 2 | quarant'anni doverebbe morire e smorbare il mondo. Tutti perdono 3108 I, 1 | me ne vao a Posilipo, ca Smorfia lo parzonaro m'ha ditto 3109 III, 3 | te faria dare cinquanta smorfie e schioccolate a sso celevriello. 3110 II, 6 | avendo lanterna, il vento ti smorzarebbe la tua candela.~Cappio. 3111 IV, 1 | Giacomino. O Cielo, che soave dolcezza, che ineffabile 3112 IV, 1 | O diletto indicibile, o soavitá eroica, o piacere che supera 3113 IV, 6 | che con tanta auterezza e sobervia e con tanti sbirri vieni 3114 III, 9 | ascoltare.~Pedante. Nil melius sobrietate.~Lardone. Nil peius affamatione.~ 3115 V, 1 | allegrezza, talché sono inabile a soccombere al peso; poiché senza dispendio 3116 V, 1 | amato le donne d'un amor socratico o platonico. Or essendo 3117 I, 4 | nostra; e tu e Lima sarete sodisfatti d'ogni vostra opera. E per 3118 IV, 5 | avvenirmi, purché di me restiate sodisfattissimo.~Giacomino. Ricordatevi 3119 V, 4 | e dargli questa ultima sodisfazione di aver tolto moglie senza 3120 V, 5 | vostra parte: ben sapete le sodisfazioni che si cercano in simili 3121 IV, 5 | tanto in voi stesso, perché sogliono occorrere nel fatto cose 3122 V, 4 | con quel pagamento con che soglionsi pagare simili offese.~Limoforo. 3123 IV, 9 | Pseudonimo. Io non so se sogno o se son desto, poiché conseguisco 3124 V, 6 | squillitica alla fenestra soia e pastenace la valleriana, 3125 III, 4 | Quanno arrivarimmo alli solachianielli?~Cappio. Or ci siamo.~Giacoco. 3126 | solamente 3127 III, 2 | todo.~Cappio. (Da povero soldato s'è fatto cavaliero).~Spagnolo. 3128 I, 4 | vendemia, e noi siamo rimasti soli in casa. Il padron giovane 3129 V, 5 | procedesse alla consueta e solita giustizia. Ecco, lo poniamo 3130 II, 2 | bisbiglio tutto il luogo, com'è solito farsi tutta l'estate: stimo 3131 IV, 1 | mia forfantaria? Amor mi sollecita, il timor del padre mi spaventa 3132 V, 1 | figlia. Che favellare? anzi sollecitare e spingere a saperne il 3133 IV, 2 | ove non è gran téma, gran sollecitudine e gran sospetto di quel 3134 II, 5 | ligame nell'amore che la somiglianza de costumi; onde il nodo 3135 I, 3 | respiro, acqua che non mi sommergi, fuoco che tutto non mi 3136 I, 3 | varie tempeste si truovi sommerso in un golfo di pene e de' 3137 III, 10| or sto «in cimbalis male sonantibus», che per disperazione volea 3138 I, 1 | chiú spanto, porrissivo sonare le campane de gloria.~Cappio. 3139 III, 4 | Ma quanno arrivarimmo, ca songo allancato?~Cappio. Anzi 3140 V, 5 | fosse brutta, desonorata, sopervia e fastidiosa, l'oro la fa 3141 IV, 2 | mia povertá non bastava a sopplire, - dove l'ha nodrita e allevata 3142 II, 5 | ditemi, cor mio, come avete sopportata l'assenza di tanti mesi 3143 II, 4 | apparecchiate.~Lardone. Ma sopratutto il presto sia in capo della 3144 V, 1 | traean da lunge morsicanti e sorbicoli baci; con certe toberose 3145 III, 8 | Tedesco. Qua non avere né sorbolenespole,...~Pedante.... 3146 III, 3 | ca se m'arrivavano, me ne sorchiavano commo n'uovo friscu. In 3147 III, 9 | ossa giá incenerite e far sorgere dalle tombe i Varroni, i 3148 V, 2 | di robbe; mi ricovrai in Sorrento, né piú mai ebbi contezza 3149 III, 3 | mia bella! ma sto tanto sorriésseto ca me pare na taverna. O 3150 IV, 9 | balia, per timore che non sortisse la medesima sciagura, se 3151 V, 5 | è quarche chiavettiere o sosomellaro; se no te sdigni d'apparentare 3152 IV, 2 | gran sollecitudine e gran sospetto di quel che si deve e non 3153 II, 5 | la voglia mi sferza e mi sospinge?~Cappio. A me par sciocchezza 3154 II, 5 | sue parole son pregne di sostanza: è figlia di mastro ed è 3155 II, 5 | inusitato diletto che solo m'ha sostenuto in vita, e fra cosí dolci 3156 I, 3 | ti maledico, terra che mi sostieni, aere che respiro, acqua 3157 III, 9 | che non sarebbe altro che sotterrarmi vivo?~Pedante. Perché sei 3158 IV, 2 | gli dice.~Giacomino. O che sottilissima invenzione, e mi par proprio 3159 III, 7 | Giacoco. Che sopraletti e sottoletti?~Pedante. ... et alia muliebria 3160 I, 4 | scoprirò ogni cosa e porrò sottosopra il mondo.~Antifilo. (Tutto 3161 II, 3 | in questa osteria da por sottosovra questa casa? Al sangue de 3162 I, 5 | ma dico che nol credo per soverchia voglia che ho che vero sia. 3163 IV, 4 | quanto mi pensava che or di soverchio mi doveva esser piena.~Limoforo. 3164 IV, 2 | venni in Napoli; né per sovraumana diligenza che vi oprassi, 3165 II, 5 | anima mia tante felici e sovraumane dolcezze e preziose rugiade 3166 IV, 9 | nulla; e meglio quelle che sovvengono all'improvviso che le studiate.~ 3167 III, 6 | asino.~Spagnolo. Calla, que soys borrachos.~Giacoco. Chessa 3168 III, 10| vendetta che vedrò fulminar le spade su gli occhi e i pugnali 3169 V, 6 | voglio spendere manco na spagliocca: chisse ne reppoleiano na 3170 II, 3 | Potenz in terra, pover spagnol meschinaz, al corpo de mi 3171 I, 1 | la gatta: non aggio chiú spanto, porrissivo sonare le campane 3172 III, 6 | vorria arrobbare; e se non me sparafonda denanze, sarrá buono zollato.~ 3173 III, 4 | tanto forte ca m'appe a sparafundare, e poi fece lo vrodo tanto 3174 II, 4 | tua, ché vorrei piú tosto sparger tutto il mio sangue che 3175 II, 4 | lingua e il palato, poi spargerlo per tutta la bocca, e succhiarlo 3176 V, 1 | pensieri d'innamorati, come spariscono in un momento! o cose del 3177 IV, 4 | Posilipo: fu necessario che sparisse la taberna; e tornando io 3178 IV, 3 | non ci è l'anima istessa. Sparito è il mio sole, il mondo 3179 V, 6 | tutto e per tutto spente e sparse via.~Altilia. Fratello carissimo, 3180 II, 5 | bellezze che si trovano sparte in tutte l'altre, e che 3181 I, 1 | Guardáte la casa, pigliatevi spasso e sguazzate.~Cappio. Se 3182 IV, 1 | sollecita, il timor del padre mi spaventa e la ragion vuol ch'io l' 3183 V, 1 | ad una puerula di facie spectanda et insuper iucunda, la quale 3184 V, 6 | menuzzati e annegati.~Pedante. Spectatores, valete et plaudite.~~ 3185 I, 4 | il mantello tanto logro e spelato che se due pedocchi facessero 3186 III, 9 | solo con Enea in quella spelonca; e io lo vuo' mantenere 3187 IV, 8 | ave abbandonata l'opifera speme, che giá era per essalar 3188 I, 1 | dico.~Cappio. Che solamente spendiamo quelle cincoranelle?~Giacoco. 3189 V, 6 | le ricchezze che non si spendono nei bisogni, sono miserie 3190 V, 6 | Fratello carissimo, or si spenga l'amor della carne e da 3191 V, 6 | sono in tutto e per tutto spente e sparse via.~Altilia. Fratello 3192 II, 5 | aver presto a rivederla, sperando che quegli occhi che mi 3193 V, 4 | Limoforo. Ma che cortesia potrá sperar da me, s'egli m'ha offeso 3194 IV, 1 | continuo pensiero, che dice che speri bene.~Cappio. Padrone, vorrei 3195 IV, 2 | fatto tanto suo che non spero esser mai piú mio, né possedendo 3196 V, 5 | cose ca me fai ntennere, me spertosano lo core. Ih, sse belle cose! 3197 V, 6 | bellezza toia l'ha tanto spertosato lo core che ne sta tutto 3198 V, 6 | suo amaro, come suol far spesso nelle cose d'amore.~Altilia. 3199 III, 4 | siamo?~Cappio. Ad Antuono speziale.~Giacoco. Chillo che fa 3200 III, 10| impiastri e medicine ha una speziaria a ristorarmelo; ma io non 3201 IV, 2 | d'amore è lontano da ogni spezie di pagamento, ché l'amor 3202 V, 6 | Giacoco. Perdòname se te spezzo parola a bocca, ca non ce 3203 IV, 4 | strassinato dalla gola, vi spianarò il tutto in due parole.~ 3204 III, 4 | dalla poteca de Giangilormo Spiccicaraso, ca m'ave arrapezzate le 3205 II, 1 | polli, capponi e porchette, spiedi di fegatelli, pasticci e 3206 I, 4 | quel pedante che è avaro e spilorcio quanto ce ne cape. In casa 3207 IV, 5 | parole, di forza che mi spingano piú degli oblighi che vi 3208 V, 1 | favellare? anzi sollecitare e spingere a saperne il vero). Ditemi, 3209 I, 3 | Se la mia bellezza v'ha spinto ad amarmi, non per questo 3210 III, 1 | altro odore che quello che spira dai vostri onorati costumi 3211 V, 1 | certi igniculi vivaculi spirantino l'eleganzia del suo ingegno. 3212 III, 1 | accendi quella profumiera, ché spiri odore.~Altilia. Io non voglio 3213 II, 4 | e nomi da scongiurar gli spiriti.~Pedante. Tutti son nomi 3214 III, 4 | cacato. Ma dimmi, avite spiso chille cincoranelle?~Cappio. 3215 III, 1 | stelle e dove conserva i suoi splendori!~Altilia. L'amor vi benda 3216 I, 3 | mio cuore. Egli solo m'ha spogliato della mia libera volontá, 3217 II, 4 | della mia fame! o salami, spoglie de' miei trionfi! o ricotte, 3218 II, 4 | con una regal riverenza sporger le labra fuori e gire ad 3219 II, 5 | bella coppia d'amanti e sposi.~Cappio. Anzi a faticar 3220 V, 6 | ne sta tutto scarfato e spronamentato.~Altilia. Egli non è mal 3221 I, 3 | golfo di pene e de' suoi sproporzionati e disordinati desidèri...». - 3222 I, 1 | Giacoco. volea mettere no spruocco allo pertuso se non ci rispondevi 3223 II, 4 | cecubo, dell'amineo e de' «spumantia vina Falerni»?~Cappio. Non 3224 V, 2 | viso invetriato! Tu sei un spurio e adulterino Limoforo.~Limoforo. 3225 I, 1 | sarebbe ben poca.~Giacoco. Squágliamete denante, ca puozze sparafondare, 3226 III, 3 | mazzamauriello o chillo che pozza squagliare diavolescamente m'avessero 3227 III, 5 | dereto alle femine guaguine, squaltrine, chiarchiolle, zandragliose; 3228 I, 2 | alcuni scudi e poi dargli due squassatine che rendano suono, perché 3229 V, 6 | mio, appiendi na cepolla squillitica alla fenestra soia e pastenace 3230 III, 7 | gialliccia nzolarcata, co ss'uocchi scarcagnati ntorzati, 3231 III, 9 | finiremo questa notte. Ma sta' di buona voglia.~Lardone. 3232 IV, 2 | Io con questo bagio che stampo nelle gote della mia reina, 3233 V, 5 | toia, ca poi che avimmo stancate l'orecchie in ausoliare 3234 III, 1 | scuse. Diremo ch'eravate stanche, che venevate meno senza 3235 | stando 3236 IV, 4 | dato fuoco alla mina; poco stará a scoppiare e far andar 3237 | starei 3238 I, 4 | mi strangolasse.~Cappio. Staremo sempre in festa e gioia.~ 3239 | stavate 3240 | stette 3241 | stiamo 3242 | stiate 3243 IV, 10| Pedante. O che lacrime stillanti dagli occhi per tenerezza!~ 3244 V, 4 | mio, cosí voglio ancor io stimar la vostra vita.~Giacomino. 3245 I, 4 | conosce né mai fu in Napoli: stimará la nostra casa il Cerriglio; 3246 V, 5 | s'innamorò di mia figlia stimata allora figlia d'un maestro 3247 IV, 9 | Pedante. Sapete alcuni stimmati ch'aveva ella nella persona?~ 3248 I, 1 | doe cincoranelle larghe, stipatelle; e ca m'arrecordo, apri 3249 III, 8 | né ci stare bálicestivale.~Pedante. Nil aliud volo.~ 3250 III, 9 | in fantasia, che il mio stommaco non si risenta.~Pedante. 3251 III, 4 | ncappato nmano de turchi. So stracco, ca so curzeto commo a no 3252 I, 5 | Cappio. Ve lo dirò per strada. Diamo mano a' fatti: andiamo 3253 I, 3 | stesso la fucina de' vostri strali, voi stesso tessete fallacie, 3254 I, 4 | vorrei ch'un altro cappio mi strangolasse.~Cappio. Staremo sempre 3255 II, 4 | ravioli e di maccheroni strangolatori, tanto l'uno. Per Altilia 3256 I, 4 | Dubito che questi cibi non mi strangolino.~Antifilo. (Mira che diabolica 3257 III, 7 | che i maccheroni diventino strangulatori, e il vino foco. Ahi, ch' 3258 IV, 2 | riamata; ma essendo l'amor mio straordinariamente grande, dubito che non mi 3259 I, 4 | fa scappar di mano queste straordinarie venture: non mancare a te 3260 III, 1 | mirar quelle, la bocca mi strascina a contemplar i rubini de' 3261 III, 4 | borria ca no stráulo me strassinasse alla casa mia. O mamma mia, 3262 V, 2 | moglie e il figlio, e fummo strassinati al lazaretto; restò la casa 3263 IV, 4 | commesso in questo fatto, strassinato dalla gola, vi spianarò 3264 IV, 2 | remediare alla commune ruina, strassinavano gli appestati su un carro 3265 IV, 8 | egli è stato l'autore dello strattagemma.~Antifilo. Ed io restarò 3266 III, 4 | de famme; e borria ca no stráulo me strassinasse alla casa 3267 V, 6 | in etá di riposarvi e no straziarvi per viaggio e nelle letture, 3268 V, 6 | cannapierto a mirare sta faccia strellecata e lenta e penta de mogliereta, 3269 II, 5 | costumi; onde il nodo è cosí strettamente ordito per le mani d'Amore 3270 III, 7 | tanto vociferarò che i miei stridi giungeranno ad astra coeli.~ 3271 III, 4 | cavalli marvasi quanno si strigliano.~Cappio. Cosí bisogna coprire, 3272 III, 3 | turchi! turchi!». Chilli strilli me fecero scorreiare e chilli 3273 V, 5 | Ribando; abbesogna che studia a Paolo che te castre, a 3274 III, 4 | per aver certi libri per studiare tutta la notte.~Giacoco. 3275 V, 5 | belle cose! Io pensava ca tu studiassi a Ribando; abbesogna 3276 IV, 9 | sovvengono all'improvviso che le studiate.~Pseudonimo. «D'inganno 3277 II, 5 | presenza me si liga la lingua, stupefanno i sensi e in me stesso muoio? 3278 III, 1 | mammelle: talché confuso e stupefatto non so da dove cominciare. 3279 III, 10| Romam versus, per far quivi stupir il mondo della prestanza 3280 V, 1 | Delibúto d'un insueto e subitaneo gaudio dell'insperato successo, 3281 IV, 6 | del figlio.~Pedante. Me subscribo alla vostra sentenza.~Limoforo. 3282 II, 5 | mirargli o l'ardor che ne succede, che non so come l'angustia 3283 IV, 1 | allo scandolo che ne può succedere. Io temo che de loro piaceri 3284 IV, 2 | che l'amore, e col nuovo successore non si marcisca.~Altilia. 3285 II, 4 | la milza all'ultimo se ne succhia la parte sua. All'ultimo 3286 III, 7 | toccará lavar le scudelle, succhiar il brodo e vôtar i fondi 3287 II, 4 | spargerlo per tutta la bocca, e succhiarlo a poco a poco e non traboccarlo 3288 II, 4 | sua. All'ultimo ti fa' una succhiata de mostacci ammolliti nel 3289 V, 1 | laconice, con brevi parole ma succiplenule. Venne in Salerno, fuggente 3290 II, 4 | fa' che si cuoca col suo succo e con quella sua crostina 3291 V, 4 | tanta tenerezza che giá succresce il foco che m'avevano acceso 3292 III, 1 | bevete prima e lasciate ch'io suchi quelle reliquie che son 3293 III, 5 | mai, se non va tutto in sudore; e se voi non l'aveste interrotto, 3294 III, 9 | una pignatta e boglia a sufficienza; quattro fiaschi di vino: 3295 III, 2 | Mi señora, no puedo mas sufrir la pasion que me da la hermosura 3296 I, 3 | Prego l'inferno che mi suggerisca nuove voci, nuove parole, 3297 | sui 3298 III, 4 | lo ben trovato, ca ieva sulo e me parea ca ad ora ad 3299 II, 4 | dulcedinem significant et mihi summopere placent. Andiamo per i supellettili.~ 3300 V, 5 | morte; e il medesimo a mio suocero: ma tanto piú grande quanto 3301 IV, 9 | Pedante. Quellissimo - un superlativo volgarizato.~Pseudonimo. 3302 III, 7 | cetruli.~Pedante. O che supina ignoranza, che intelletto 3303 V, 5 | remetto a Bossignoria; e la supplico ca, se isso ha mancato de 3304 III, 1 | posso lodar quanto devo, supplisca l'affezione.~Cappio. Paggio, 3305 V, 1 | parti del suo corpo con una suprema eleganzia armonizate. Resideva 3306 III, 4 | maligno, e bisognará ca vaia a Surriento a fareme scongiurare. Non 3307 III, 5 | Giacoco. Te lo diraggio suso, ca sto allancato de 3308 III, 2 | mira con che grandezza e sussiego si va accostando! Veggiamo 3309 III, 2 | pasion que me da la hermosura suya: perdóneme si me atrevo 3310 IV, 9 | a casa e la trovai tutta svaliggiata. E perché non era ancor 3311 II, 2 | costui viene a proposito! svaligiato e morto di fame e prosontuoso. 3312 IV, 2 | che conseguito l'effetto svanisce l'affetto.~Giacomino. Altilia, 3313 IV, 2 | tempo senza voi, mi sento svellere il cuore dalle piú interne 3314 II, 4 | bene accoppiati!~Pedante. Tabernarie, io non cerco lauti obsòni 3315 III, 7 | Cappio, Lardone.~ ~Pedante. Tabernario!~Giacoco. Ora chesta è autro 3316 II, 1 | il cenno è il segno delle taberne; se non, che voleranno per 3317 V, 2 | una galea.~Limoforo. Giá tace: la veritá e la vergogna 3318 III, 8 | tu stare fermo.~Lardone. Tacete se volete, e lasciate parlare 3319 II, 3 | scareco na coteddata che le taglio le nasche e le gambe co 3320 II, 3 | merita.~Spagnolo. Con un tajo ó un rebés haré mil pedazos 3321 | tale 3322 II, 4 | poco l'amore.~Pedante. Dii talem avèrtite pestem, o sarcofago, 3323 | tali 3324 II, 3 | ietto sopra li ciaramiti. Taliate, quante palole ha sto beccu 3325 III, 2 | Napoli e Salerno.~Spagnolo. Y también he visto una señora en Flandes 3326 V, 3 | raffigurami meglio.~Lima. ... né tampoco mi ricordo avervi giamai 3327 II, 4 | terre. «Scippacapelli» stare tant gagliarde, ire al capo, 3328 III, 7 | abissati! Son diventato un Tantalo, che il mangiar gli sta 3329 II, 2 | veces desvalijado, y por tantas desdichas hay más de veinte 3330 II, 3 | Spagnolo. ¡Dios me libre de tantos mirables hombres!~ ~ ~ ~ 3331 IV, 1 | Cappio. Presto, ch'ogni tardanza ci potrebbe apportar danno. ( 3332 II, 1 | sète pigri, non è maggior tarditá di quella che s'usa ov'è 3333 I, 3 | di costei. O generata dal Tartaro, o concetta da Megera e 3334 II, 4 | Una cena frugale.~Cappio. Tas teich Gotz: te venghe le 3335 I, 1 | Giacomino, Cappio.~ ~Giacoco. Tate, petate e castagne infornate. 3336 III, 5 | chissi nnamorati che fanno taverne, ma stanno ammolati a rasulo 3337 I, 1 | cosetta almeno.~Giacoco. Te', all'uocchi tuoi!~Cappio. 3338 | teco 3339 IV, 3 | anzi per nulla. Noi altre tedesche avere gran privilege fare 3340 II, 4 | intieri: hai bevuto per sei tedeschi.~Lardone. Lasciamo «quae 3341 II, 4 | cena frugale.~Cappio. Tas teich Gotz: te venghe le cancarelle, 3342 IV, 8 | e ardo: aggiaccio per la tema e ardo per la speranza.~ 3343 IV, 2 | grand'amore ove non è gran téma, gran sollecitudine e gran 3344 IV, 2 | Giacomino. Questo dovrei temer io, che sapendo la natura 3345 IV, 2 | quel che si deve e non deve temere.~Giacomino. Questo dovrei 3346 I, 2 | avessi voluto con importuna temeritá violar la modestia, la generositá 3347 IV, 2 | uccide!~Giacomino. E di che temete, anima mia?~Altilia. Che 3348 II, 3 | cazo in tel polmon questo temperarin, ti fare' tanti busi in 3349 I, 5 | Giacomino. Dubito di qualche tempesta che suol sempre attraversarsi 3350 I, 3 | perché alfin doppo varie tempeste si truovi sommerso in un 3351 IV, 6 | larvata taberna che parvo tempore, instantulo, si metamorfeo 3352 IV, 3 | mio sole, il mondo è in tenebre: come andrò dove debbo, 3353 IV, 2 | donne esser fragile, dolce e tenera e pronta alla mutazione, 3354 II, 4 | con quella sua crostina tenerella. Ahi, che non vorrei mai 3355 II, 2 | trago de vino, que no puedo tenerme en pié.~Antifilo. (O come 3356 IV, 10| Pseudonimo. Figlia, non posso piú tenermi che non ti abbracci. O figlia 3357 IV, 1 | sia un cuore, lo fa subito tenero e liquefare in lacrime. 3358 IV, 9 | voi?~Pseudonimo. Per non tenervi a bada, io son Limoforo, 3359 V, 3 | chiedesse, ce le mostravi; e le tenevi coperte solo perché le mosche 3360 II, 4 | queste porchette infilzate mi tengono incatenato, né posso distaccar 3361 II, 3 | morretuso, fitienti? Non me tenite! Vostra Signuria me perdugne; 3362 I, 3 | sua volontá e contro il tenor del Cielo, quanto camminar 3363 I, 3 | crudelissima donna? E che non ho tentato per esser amato da costei? 3364 III, 7 | che arraggie, che tante tente tonte! Tu sbarii, poveriello.~ 3365 IV, 4 | non può che tu non abbi tenuto le mani in questa pasta.~ 3366 IV, 4 | con le braccia recinte al tergo, disnude, e poi da uno inflammabondo 3367 II, 4 | e delle delizie. Salve o terque quaterque bella Napoli!~ 3368 II, 4 | fare sgambette e cadere in terre. «Scippacapelli» stare tant 3369 II, 3 | morto.~Giacomino. O che terribil veneziano!~Spagnolo. ¡Voto 3370 IV, 6 | Testor tutti i celicoli e i terricoli che non ce la trovai, et 3371 III, 1 | rimirarvi. Perché se miro il terso avorio della fronte, gli 3372 III, 3 | casa de Cola Pertola, la terza è d'Aniello Suvaro, la quarta 3373 I, 3 | vostri strali, voi stesso tessete fallacie, inganni e vani 3374 IV, 9 | conoscerebbe e sarebbe buon testimone della mia veritá.~Pedante. 3375 II, 4 | egli con li animali morti. Teutonice, potremo lassar qui le donne 3376 III, 7 | Germaniae populi, e sono detti «teutonici» dal lor dio detto Teviscone.~ 3377 III, 7 | teutonici» dal lor dio detto Teviscone.~Giacoco. Che ne volimmo 3378 II, 3 | lo fecatu blancu come a tia, che te vuoi accoteddare 3379 | tibi 3380 V, 6 | e vi friarrimo dintro na tiella na bona frittata, e vi bollerimmo 3381 III, 7 | accaduto cosa ntutto lo tiempo della vita mia commo chesta 3382 V, 6 | na rosa e d'invierno t'a tiene pe na coperta. E perché 3383 I, 4 | collo: come la calamita tira il ferro, cosí par che la 3384 I, 3 | parole magiche e funeste, o tirannia d'amor non mai piú intesa!~ 3385 I, 3 | qua Amor si fe' signore e tiranno del vostro cuore; e che 3386 III, 1 | rimiro il collo, ecco mi tirano le mammelle: talché confuso 3387 V, 1 | contubernio e ne presi il tirocinio: l'ho imbuta di varie lettere 3388 V, 1 | sorbicoli baci; con certe toberose mammelle e lattabonde. Crescendo 3389 III, 3 | arronchio commo a cótena, subito tocca ca se fa notte, me pongo 3390 I, 3 | Lardone. Io non son medico che toccandovi il polso lo potessi sapere.~ 3391 III, 7 | mangiato e bevuto, e a me toccará lavar le scudelle, succhiar 3392 I, 1 | apierti, dell'uva non me ne fa toccare n'aceno.~Giacomino. Andate 3393 III, 1 | parte del bicchiero ove han toccato le labra vostre, acciò con 3394 III, 7 | teutonico», cioè germano, idest todesco. Germani sunt Germaniae 3395 III, 9 | appresso, questa mia venerabil toga ti onorerá e ridonderá in 3396 I, 2 | padre contenterassi che voi toglieste per moglie una figlia d' 3397 I, 1 | che ti muovi a far delle toie, quanno torno te faraggio 3398 V, 5 | voglio ca te nzuri a gusto toio, pur che essa sia femmena 3399 IV, 6 | Pedante. Sincope de medio tollet quod epentesis auget. Dico « 3400 III, 9 | Pedante. Ti par poco essermi tolta una figlia?~Lardone. Ti 3401 IV, 1 | Altilia sia stata trafugata e toltole l'onor suo; e sapete che 3402 III, 2 | Don Ladron de Ladroni, toma esto!~Spagnolo. Espera un 3403 III, 6 | il re.~Spagnolo. Yo iré á tomar mi espada y en dos golpes, 3404 III, 9 | incenerite e far sorgere dalle tombe i Varroni, i Ciceroni, i 3405 V, 6 | chiaminsi i musici, e con sibili tonanti e con belle circumvoluzioni 3406 I, 4 | nuovo e la faccia è piú tonda che la luna in quintadecima.~ 3407 III, 7 | arraggie, che tante tente tonte! Tu sbarii, poveriello.~ 3408 II, 4 | questa porchetta di ficedole, tordi e altri uccelletti che, 3409 V, 4 | pregandovi mi porga occasione di tormelo da dosso; mi parto.~Pedante. 3410 IV, 1 | dopo tante pene, lacrime e tormenti, giongere a quel da loro 3411 IV, 9 | Pseudonimo. Come fui guarito, tornai a casa e la trovai tutta 3412 IV, 4 | portar le restanti robbe, tornammo a dietro e lasciammo Altilia 3413 II, 4 | ché da un pauculo di tempo tornaremo.~Lardone. Avertite, non 3414 IV, 7 | sobole e balia.~Tedesco. E tornaste a portar mule e giumente.~ 3415 I, 2 | che quella parola fosse tornata tossico che subito l'avesse 3416 III, 4 | dello ioppone.~Cappio. Come! tornate da Posilipo a quest'ora?~ 3417 III, 8 | lasciato qui, quando siamo tornati a dietro a portar l'altre 3418 III, 4 | vecchi.~Giacoco. Se non tornavo, era bello e cacato. Ma 3419 II, 4 | fuori e gire ad incontrarlo, torne un saggio e darlo alle prime 3420 III, 2 | le quiero contar cuantos torneos he ganado y cuantos gigantes 3421 III, 4 | scarpe e le devo dare cinco tornisi, e me vole accosare.~ 3422 I, 4 | mentre il maestro torna, il toro abbia agio di godersela.~ 3423 II, 5 | quel poco che avete ve lo torrá il ritorno del mastro or 3424 V, 5 | Giacomino. Ed io troppo torto farrei all'infinito tesoro 3425 V, 1 | da casa del diavolo per torvela? Poiché la casa di Giacomino 3426 V, 6 | nzalata, no pignatto de foglie torzute, no sanguinaccio e na meuza 3427 III, 3 | quattro muorzi me deventaro tosseco. L'uocchio dello bifaro 3428 I, 2 | quella parola fosse tornata tossico che subito l'avesse ucciso!~ 3429 III, 6 | buon mercato. Ha la capo tosta, ha pigliato la zirria de 3430 III, 1 | come sei melenzo! dalli la tovaglia per asciugarle.~Cappio. 3431 III, 4 | Giá siamo gionti.~Giacoco. Tózzola la porta.~Cappio. Tic toc, 3432 | tra 3433 IV, 7 | dite che vi sieno state trabalzate le donne, se le trovate 3434 I, 2 | istrumento, e massime se son traboccanti.~Giacomino. Pur bisogna 3435 II, 4 | succhiarlo a poco a poco e non traboccarlo giú nel ventre come fusse 3436 I, 4 | piccioni e polli, e gola da tracannar vini brillanti, e stomaco 3437 III, 4 | sta ad aprire sta madamma tráccola? Priesto, pettolosa mezzacammisa, 3438 III, 10| Giacomino e Cappio, cosí m'avete tradito? M'avete talmente guasto 3439 V, 1 | con certi labricoli che traean da lunge morsicanti e sorbicoli 3440 IV, 1 | pedante che Altilia sia stata trafugata e toltole l'onor suo; e 3441 II, 2 | como un bocado de pan ni un trago de vino, que no puedo tenerme 3442 III, 4 | grande e s'è levata una tramontana penetrativa che fa molto 3443 I, 1 | né mai» - disse Cola da Trane. Iacoviello mio, sai ca 3444 V, 2 | morendo uno l'anima di quello transmigrava in un altro, io direi che 3445 III, 9 | cavallo. Il dedecore m'ha transverberato il core. Ma ricogliamoci 3446 V, 1 | mani di Giacomino e dalle trappole di Cappio, fatto venir il 3447 V, 1 | giochino a chi sa meglio trappoleggiare.~Limoforo. Come disse che 3448 III, 9 | e dormir solo in terra e trar corregge a mio modo; starei 3449 II, 3 | che dago dentro il cor, te trarrò la testa in levante e 'l 3450 IV, 2 | né basterá uomo del mondo trarvela di mano.~Giacomino. Io con 3451 I, 1 | frate mio, ca marzo se ne trase.~Cappio. Non sguazzaremo 3452 IV, 7 | Pedante. Io resto absorto e trasecolato: cose da insanire! Ma avendo 3453 IV, 4 | padre a Posilipo, arebbe trasformata la sua casa in taberna....~ 3454 V, 6 | farle quattro bruoccole. Trasitenne e mprenamella sta notte 3455 III, 7 | qualche diavolo l'averá fatto trasmutare in casa.~Lardone. Andiancene, 3456 I, 3 | bellissima, che la mia beltá vi trasse a mirarmi e che d'allora 3457 I, 3 | che v'ho fatt'io, che mi trattate cosí male? O morte, perché 3458 II, 5 | amore.~Giacomino. Ma perché trattengo me stesso, dove la voglia 3459 II, 3 | Cappio, caccia costui, ché un trattenimento tale non è bon per noi.~ 3460 I, 4 | non si senta bene, e ci tratterremo qualche giorno in casa nostra; 3461 I, 4 | dove si mangia poco e si travaglia molto; sto con quel pedante 3462 IV, 7 | scippacapil, moscatelle, trebiane e vine falanghine de Pezzulle; 3463 II, 4 | Pezzulle, greco vesuviano e del trebiano.~Pedante. Nomina desinentia 3464 I, 3 | vedrete.~Antifilo. Oimè, mi trema la mano, e pare che sia 3465 V, 3 | tua figliana.~Pedante. Io tremo nel meditullio del mio core 3466 III, 6 | va cercanno piettene de tridece, e se me fa nzorfare...~ 3467 II, 4 | salami, spoglie de' miei trionfi! o ricotte, o provature, 3468 II, 4 | ci farai una minestra di trippa grassa, mettici della menta 3469 II, 4 | ingordigie!~Lardone. O fegadelli, trofei della mia fame! o salami, 3470 II, 4 | dal ventre del cavallo di Troia; fa' che si cuoca col suo 3471 II, 4 | e quel «glo glo» son le trombette, i pifari e i tromboni con 3472 II, 4 | trombette, i pifari e i tromboni con i quali io l'onoro. 3473 I, 1 | Oimè!~Giacoco. Oimè, ca trona: va', frate mio, ca marzo 3474 I, 3 | conclusione, che ad un colpo m'hai tronco l'anima e la vita. Io ti 3475 | troppa 3476 | troppi 3477 II, 4 | farebbon volare, non che trottare, e m'han posto in tanto 3478 IV, 7 | eccellente frase che si trova e ornato tutto delle figure 3479 II, 4 | Cappio. Tutte cheste cose trovare apparecchiate.~Lardone. 3480 III, 1 | verrá mio padre, che scusa trovaremo che non l'abbiamo aspettato?~ 3481 IV, 6 | Cerriglio; cercate meglio, ca la trovarite.~Pedante. Orsú, drizzamo 3482 IV, 1 | che ineffabile armonia può trovarsi in questa vita che due cori 3483 I, 3 | Lardone, e nel regno d'Amore trovasi piú gran mostro?~Lardone. 3484 I, 3 | Lardone. (O Cielo, che trovasse alcuno che mi ricevesse 3485 IV, 8 | cercheremo come passò il fatto e, trovatolo colpevole, cercheremo il 3486 IV, 5 | verso il Cerriglio, ché lo troveremo. Intanto io andrò rammentando 3487 V, 3 | Ma dimmi, Lima, non ti trovò mia moglie a giacere con 3488 V, 2 | che lo meriti, ché tu vuoi truffar me.~Antifilo. Tu dici che 3489 V, 2 | veramente sei un furfante, un truffatore.~Pseudonimo. Voi molto vi 3490 II, 4 | il polmone tutto se ci tuffa dentro, le budelle se ne 3491 II, 4 | in «bondo» significant at tum come «moribondo» e «gemebondo», 3492 V, 6 | cacciarimmo innanzi dui uocchi de tunno, poi vi cacciarimmo lo fecato, 3493 I, 2 | che quel tornar presto ci turba ogni disegno.~Cappio. Intanto 3494 II, 2 | ordina; cercherò alcuni che turbino questa festa e conduchino 3495 I, 3 | Lardone. Veramente una turca, una cagna.~Antifilo. Non 3496 II, 3 | cercasse in tutto el mondo, en Turcheria, en India e assai pi' en 3497 IV, 7 | con me d'une linguaggie turchesche, biscaino; e me nit intender.~ 3498 IV, 8 | incipere, quam ab incepto turpiter desistere».~Limoforo. Voi 3499 | tutt' 3500 V, 5 | preso moglie senza vostra ubedienza, l'emendarò con una continua 3501 | ubique


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