SCENA
V.
Giacomino,
Cappio.
Giacomino.
Oimè, Cappio, che
fai?
Cappio.
Nulla.
Giacomino.
Come nulla?
Cappio.
Perché è
fatto quasi ogni cosa.
Giacomino.
Come questo? tu sei qui
ancora.
Cappio.
Giá pensavate ch'io
fossi gionto a Salerno?
Giacomino.
Pensava che tu fossi piú
amorevole al tuo padrone che non sei, e massime in cosa che egli
desia cotanto.
Cappio.
Ed io vi dico che vi son
stato piú amorevole che non stimate. Ho esseguito quanto
m'avete imposto, con piú destrezza e diligenza che comandato
m'avete.
Giacomino.
Se fosse come dici, giá
saresti a Salerno.
Cappio.
Ed io ho ragionato con
Lardone e fatto di modo che questa sera arete Altilia in casa vostra.
Giacomino.
Com'è possibile
ch'abbi fatto quanto dici?
Cappio.
Questi son miracoli che sa
fare il vostro Cappio.
Giacomino.
Tu ridi, m'arai detto la
bugia.
Cappio.
Poiché stimate che
v'abbia detto la bugia, non bisogna che piú ne parli.
Giacomino.
Non dico che nol credo
perché nol creda, perché ogni innamorato crede e nelle
cose che si desiderano si presta ancor fede alle bugie; ma dico che
nol credo per soverchia voglia che ho che vero sia. So il valor del
mio Cappio, a cui cede ogni malagevole impresa.
Cappio.
Or apparecchia il cuore per
poter capire cosí smisurata allegrezza!
Giacomino.
Parla presto.
Cappio.
La tua Altilia è in
Napoli.
Giacomino.
Altilia mia?
Cappio.
Altilia tua.
Giacomino.
In Napoli?
Cappio.
In Napoli.
Giacomino.
In casa mia?
Cappio.
In casa tua.
Giacomino.
La mia Altilia in Napoli e
in casa mia?
Cappio.
La tua Altilia in Napoli e
in casa tua, e cose maggior di queste.
Giacomino.
Che cose ponno essere
maggior di queste?
Cappio.
Che dormirete insieme
questa notte.
Giacomino.
Eh, Cappio mio, parla
presto, ché tu mi strangoli piú che non farebbe un
cappio di manigoldo.
Cappio.
Per dirtela in breve, il
pedante va in Roma, ed ha mandato Lardone innanzi, al Cerriglio, a
preparargli l'albergo, ché vien con Lima ed Altilia....
Giacomino.
Che ha a far questo con la
mia felicitade?
Cappio.
... Abbiam concertato con
Lardone che, in luogo del Cerriglio, la porti in casa vostra
accomodata in foggia di taberna.
Giacomino.
E come in cosí brevi
parole rinchiudi cosí gran contento? Dimmelo piú
distesamente.
Cappio.
Ve lo dirò per
strada. Diamo mano a' fatti: andiamo a comprar galli d'India, polli,
piccioni e fegatelli; e prepariamo l'osteria, che fra poco tempo
saranno in Napoli.
Giacomino.
O cuor del mio spirito, o
spirito dell'anima mia, o spirito ed anima del mio cuore, ti vedrò
forse oggi e senza forse in Napoli ed in casa mia?
Cappio.
Come stai cosí
attonito?
Giacomino.
Dubito di qualche tempesta
che suol sempre attraversarsi alle gioie degl'innamorati.
Cappio.
Non perdiam tempo: andiam a
preparar la casa, ed io a comprar robbe.
Giacomino.
Cosí si facci.
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