SCENA
VI.
Limoforo,
Capitano, Pedante, Giacoco.
Limoforo.
Poiché il Regente ci
ha favorito nella giustizia e ordinato che si cerchi la casa di
Giacoco, e ritrovandovisi Altilia e la balia, si menino a casa
nostra, e Giacomino in Vicaria; se avanzarete di diligenza in
esseguir questo mandato, noi avanzaremo nel premio di quel che vi si
deve.
Capitano.
Mostratemi la casa e vedrete ch'io vi servirò di buona voglia
e di miglior fede. Ma siate sicuro che Giacoco è un grand'omo
da bene.
Limoforo.
Per questa volta la bontá
del padre poco valerá alla cattivitá del figlio.
Pedante.
Me subscribo alla vostra
sentenza.
Limoforo.
Maestro, mostratici la
casa.
Pedante.
Ecco la malefica,
prestigiosa, personata e larvata taberna che parvo tempore,
instantulo, si metamorfeo in casa d'un viro probo; che se fosse
nell'etá degli errabondi circumvaganti cavalieri di Gallia,
direi che fosse un de' palaggi incantati di Amadis de Gaula, ove io
con ludibriosa ludificazione, merente e lamentabile, ne fui expulso.
Tic, toc.
Giacoco.
Che buoe, capitanio, frate
mio, che con tanta auterezza e sobervia e con tanti sbirri vieni a
scassar le porte della casa mia, manco se fussemo dello Mandracchio o
dello Chiatamone?
Capitano.
Cosí m'è stato ordinato dal Regente della Vicaria.
Giacoco.
Che bolete, in concrusione?
Limoforo.
La figlia e la balia di
costui.
Giacoco.
In casa mia non c'è
autro ca na vaiassella, carosa, coccevannella, cacatalluni; e se ci
truovi autra perzona, voglio che de zeppa e de pésole me
portate presone.
Limoforo.
Capitano, entrate e fate
l'offizio vostro. Non ti bisogna recalcitrare con la giustizia.
Giacoco.
Ommo da bene mio, che hai a
fare con la casa mia?
Pedante.
Io venendo in Napoli per
ospitare al Cerriglio, vostro figlio - o maximum scelus! - ha posto
una maschera a questa casa e ne fece un xenodochio, dove lasciai la
mia sobole con la balia; poi tornando con le reliquie delle robbe, la
taberna evanisce e trovai la mia figlia sincopata.
Giacoco.
Che era deventata copeta?
Pedante.
Sincope de medio tollet
quod epentesis auget. Dico «sincopata», ché
avendola lasciata nella taberna, non ci trovai la figlia né la
balia: audistine?
Giacoco.
Noi poco avemo abbesogno de
sse gramuffe. Ma io non t'aggio fatto accompagnare allo Cerriglio che
la cercassi?
Pedante.
Testor tutti i celicoli e i
terricoli che non ce la trovai, et testor quel rutilante sidereo lume
ch'io ne rimasi absorto e dementato.
Capitano.
Padron, qui non son donne, altro che una fanciulla.
Giacoco.
Iate into allo Cerriglio;
cercate meglio, ca la trovarite.
Pedante.
Orsú, drizzamo colá
il nostro gresso.
Lardone.
Ecco il Cerriglio; io
batto. Tic,
toc.
|