SCENA
II.
Pseudonimo,
Limoforo, Pedante,
Antifilo.
Pseudonimo.
Che commandate, mio
carissimo maestro?
Pedante.
Questo gentiluomo ha caro
ragionarvi.
Antifilo.
(O che cèra di
manigoldo, che malencolia, che occhi ficcati in dentro piccioli, che
naso grifagno! E come in corpo sí mostruoso può
albergar anima che buona sia?).
Pedante.
(In anima malevola non
intrabit sapientia).
Pseudonimo.
Eccomi al vostro commando.
Limoforo.
Desidero sapere il vostro
nome.
Pseudonimo.
Io? Limoforo.
Limoforo.
Di che cognome?
Pseudonimo.
Pignattelli.
Limoforo.
Di che cittá?
Pseudonimo.
Di Surrento, se ben ho
abitato in Napoli.
Limoforo.
Quando venisti in Napoli?
Pseudonimo.
Iersera.
Limoforo.
La cagione?
Pseudonimo.
Ebbi novella ch'una mia
figliuola e balia che gran tempo non avea viste, erano in Napoli.
Limoforo.
Come le perdeste?
Pseudonimo.
Essendo la peste in Napoli,
m'appestai io, la moglie e il figlio, e fummo strassinati al
lazaretto; restò la casa sola; morí la moglie e il
figlio. Tornando in Napoli trovai la casa vuota di uomeni e di robbe;
mi ricovrai in Sorrento, né piú mai ebbi contezza della
figlia o della balia.
Limoforo.
(Questo è un altro
me; anzi se ricorda delle cose che non me ne ricordo io). Ma ditemi
un poco, come si chiamava la moglie?
Pseudonimo.
Cleria.
Limoforo.
Il figlio?
Pseudonimo.
Antifilo.
Limoforo.
La balia?
Pseudonimo.
Lima.
Limoforo.
Di che tempo era la
figliuola?
Pseudonimo.
Di duo in tre anni.
Limoforo.
Avea alcun segno la
figliuola nella persona?
Pseudonimo.
Una ferita nella man
sinistra che si fe' cadendo dalle braccia della balia; e una macchia
rossa, nella mammella destra, che diceva essere una gola d'una
cirieggia della madre.
Limoforo.
Dico che a puntino accadde
questo a me nel tempo della peste di Napoli; e quanto tu hai detto di
te stesso, tutto quello son io. Io Limoforo Pignatello di Surrento,
io m'appestai con la moglie e il figlio: morí mia moglie,
restò la casa sola con Aurelia e la balia Lima; e guarito,
tornando trovai la casa vuota e sbaliggiata e mi ricovrai in
Surrento; e la figlia avea quella ferita e macchia ch'hai tu detto. O
che tu sei diventato me o che io son diventato te.
Pseudonimo.
Io son quello che fui
sempre, né son altro diventato.
Limoforo.
Forse ci siamo scambiati
insieme.
Pseudonimo.
Mai viddi uomo tanto simile
a me che mi fusse scambiato in lui.
Limoforo.
Forse siamo un'anima in duo
corpi?
Pseudonimo.
L'anima mia stette sempre
con me, né si partí mai dal corpo mio per animarne un
altro.
Pedante.
Se fussimo al tempo di
Pittagora, che diceva che morendo uno l'anima di quello transmigrava
in un altro, io direi che costui fusse morto e l'anima sua passata
nel tuo corpo; ma questi è vivo.
Limoforo.
O tu sei me o io son te.
Pseudonimo.
Io son quello che fui
sempre, né fui mai te.
Limoforo.
Quanto voi avete detto di
voi, tutto è impossibile.
Pseudonimo.
Come impossibile, s'è
stato, è e sará sempre?
Pedante.
(Hem, quid audio?).
Antifilo.
(Che dite voi di questo
fatto, il mio caro maestro?).
Pedante.
(Quid dicam vel quid
cogitem, nescio. Dubito sia un paradosso di furfantaria, e noi
restaremo condennati alle spese. Se fosse stato un avocato, non
arebbe potuto dir tante bugie in un attimo).
Antifilo.
(Oimè, dubito che
Altilia d'innamorata mi diverrá sorella!).
Pseudonimo.
Io son calato giú
per farvi grazia.
Limoforo.
Anzi, per mia disgrazia.
Volete voi saper chi sète, volete che ve lo dica?
Pseudonimo.
Io so ben chi sono, né
bisogna che mi sia detto.
Limoforo.
Tu non sei Limoforo; ma
vorresti esserci per ingannar me, che sono il vero Limoforo.
Pedante.
Tarde venisti, domine.
Pseudonimo.
Son venuto molto presto,
piú che aresti voluto; e mal per voi.
Limoforo.
Tu veramente sei un
furfante, un truffatore.
Pseudonimo.
Voi molto vi discomponete
verso di me.
Limoforo.
Perché n'ho ragione.
Pseudonimo.
Che ragione?
Limoforo.
Che per tormi la figlia,
m'hai occupato il nome e l'esser mio.
Pseudonimo.
Ed io questo medesimo dirò
di te.
Pedante.
Mira che viso invetriato!
Tu sei un spurio e adulterino Limoforo.
Limoforo.
E ti basta l'animo di
negarlo?
Pseudonimo.
Sí ben, perché
dico il vero.
Antifilo.
Va' t'appicca.
Pseudonimo.
Va' e appiccati tu che lo
meriti, ché tu vuoi truffar me.
Antifilo.
Tu dici che Antifilo è
morto di peste; io sono Antifilo, e io son vivo a tuo dispetto.
Padre, meritarebbe che costui fosse preso da' birri e balzato in una
galea.
Limoforo.
Giá tace: la veritá
e la vergogna gli chiude la bocca, ché non sa che rispondere.
Pedante.
Meritarebbe che questo
falsiloquo fosse ben castigato.
Pseudonimo.
Ascoltate la veritá.
Limoforo.
Ascoltiamo che dice la
bocca della veritá.
Pseudonimo.
Chiamiamo la balia; ella
chiarirá chi sia il vero Limoforo di noi duo.
Limoforo.
Che si chiami.
Pseudonimo.
Tic, toc, tic.
Cala qua giú, Lima.
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