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Anna Vertua Gentile
Il romanzo d'una signorina per bene

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I raggi di sole tingono di luce rosata l'azzurro smagliante del cielo, battono sul mare, guizzano fra il verde degli aranceti e degli oleandri.

Dalla montagna, insieme con una dolcissima armonia di colori, spira una brezza che pare un susurro, una carezza, e vola ad increspare la marina liscia e calma.

La rada è bella. Un contorno di alture lontane che la nebbia avvolge in un velo azzurrino; una striscia di terra verde, fiorita, che si sdraia su l'acqua con mollezza; e paeselli e casuccie e ville accucciati fra i pini e gli oliveti; e aranci e viti e allori; più in la montagna ripida, a picco su 'l mare, rude e selvaggia, si direbbe messa a contrasto di quell'eterno sorriso.

Fra due scogli un po' fuori del paese è una casetta tutto bianca, graziosa e bizzarra come il capriccio di una fanciulla. Ha, su 'l davanti un ampio terrazzo che guarda il mare; dietro ed ai fianchi una striscia di terreno coltivato a gelsomini, rose, gaggie; tutto un profumo.

Sotto il terrazzo della graziosa casetta, dove l'acqua scorre su la sabbiolina con un fruscio che pare un sommesso riso di gioia, Lucia in costume di bagno, se ne sta sdraiata al sole, con il capo riparato dal cappellone a larghe tese.

Lucia aveva sperato di fare come di solito in quell'angolo delizioso, una vita ritirata e tranquilla. E visse infatti a suo modo per un mese e più.

Ma poi, che è che non è, lungo la spiaggia, a pena al di dello scoglio che chiudeva a destra l'insenatura ove stava la sua piccola casa, a un tale saltò il ticchio di aprire uno stabilimento di bagni, che fu rizzato per , tutto in legno con salotto di lettura, salotto di ballo, terrazze, una meraviglia. E via réclames sopra, réclames per tutta Italia, nelle grandi città, nei piccoli centri! La novità del sito attrasse i curiosi e gli annoiati del solito posto. Lo stabilimento nuovo divenne di moda, il paese, le villette circostanti furono prese d'assalto; l'angolo tranquillo si mutò in un luogo di convegno dove si vedeva raccolto il fiore dell'eleganza.

Da Milano erano venute alcune famiglie; fra queste una amica di casa Ferretti; la vedova signora Marri con tre figliuole tutte giovani fatte. Queste invasero tosto il nido tranquillo di Lucia e le impedirono di vivere a suo modo. Erano , spinte dall'ozio della spiaggia, tre, quattro volte il giorno. Erano durante le ore dei bagni, avendo trovato modo di dare la scalata a lo scoglio; e venivano a prendere l'amica che andasse con loro, nuotasse con loro, aiutasse a far bella la spiaggia dello stabilimento.

Anche quel giorno la fanciulla, che se la godeva soletta, assorta nei pensieri che in quell'aria azzurra dorata in mezzo agli acri profumi delle alghe, prendevano insensibilmente tinte rosee di speranza, fu disturbata nella sua quiete, nella sua solitudine.

«Lucia!

«Bella fantasiosa!

«Su, su!.. Lo stabilimento è oggi al colmo dell'eleganza!

Le tre sorelle, già arrampicate su lo scoglio, saltarono così dicendo, a terra una dopo l'altra, leggiadre nel costume di bagno, con le scarpette ai piedi, i capelli svolazzanti di sotto il cappellone di paglia.

Lucia stentava a togliersi dalla sua posizione; non si decideva a rinunciare a la sua quiete.

«Su pigrona!

«Sai?... C'è il bell'ufficiale, che pare ci abbia la tarantola; gira, guarda, non sta fermo un momento.

Il bell'ufficiale, era un tenente d'artiglieria, che fin dalla prima s'era messo a fare una corte rispettosa a Lucia.

«Che cosa importa a me dell'ufficiale? - rimbeccò la fanciulla aggrottando gli occhi e alzandosi.

Era bella nel costume nero listato di bianco, con le braccia nude, la scollatura modesta che scopriva il collo bianco e gentile.

Non potè a meno di seguire le tre giovani. Ma appena passato lo scoglio, propose di tuffarsi per il nuoto. Entrarono nell'acqua insieme e via a nuotare.

Si spingevano innanzi, innanzi; troppo,

«È un imprudenza - osservavano le signore.

«Ci possono essere i pesci cani!

«Non si sa mai; una indisposizione improvvisa, un crampo!

La signora Marri, che allargava le sue ali materne anche su Lucia, ritta su 'l limite estremo della spiaggia, su la sabbia umida, si smaniava a sventolare il fazzoletto, a chiamare.

«Tornate indietro!... A riva! a riva!... Oh Madonna, che ragazze arrischiate!... Indietro! indietro!

Qualche giovinotto faceva mostra di impietosirsi di quelle ansie materne, si tuffava nell'acqua, nuotava con foga per raggiungere le imprudenti e consigliarle al ritorno. Spesso erano parecchi i caritatevoli giovanotti, che per tranquillare la madre nuotavano a la volta delle figliuole. Ed allora il ritorno era gaio e festoso.

Ma quando le signorine uscivano sgocciolanti dal mare, i rimproveri fioccavano fitti.

Non riuscivano però a mortificarle, specie le tre sorelle, che rimbeccavano gentilmente la mamma, dandole della paurosa, dell'esagerata, che guastava loro il piacere non lasciandole godere in pace. E non di rado finivano con allungarle il muso.

Lucia, non appena fuori dell'acqua, si avvolgeva, nell'accappatoio, che Adele, la quale l'accompagnava sempre, le buttava prontamente su le spalle, e entrava subito in cabina a vestirsi.

Ella non aveva l'abitudine di gingillare su la spiaggia drappeggiata nel bianco mantello come facevano le amiche e quasi tutte le signore e signorine, le quali passeggiando o in molli atteggiamenti sdraiate su la sabbia, flirteggiavano con il terzo e il quarto nella confidenza favorita dal bizzarro costume.

Ella, sempre con Adele, si vestiva subito dopo il bagno e uscita dalla cabina, non si fermava a la spiaggia che il tempo necessario a non parere scortese; poi, via al suo nido, al di dello scoglio.

Sì che, i giovinotti non avevano il tempo di farle la corte e se ne dovevano stare con il desiderio di avvicinarla, di parlarle, di sentirla parlare.

Il giovine ufficiale d'artiglieria, si faceva notare da tutti per il modo con cui la seguiva degli occhi, senza osare di accostarsele.

Ella aveva un contegno tale, senza essere seria impettita, che nessuno, neanche dei più arditi, avrebbe osato scherzare e ridere con lei, come facevano con le altre signorine.

«È una superbiosa! - si mormorava.

«È una poseuse! - osservavano le signore.

Ma tutti sapevano di lei, che oltre ad essere bella era anche ricca, una ereditiera; cosa che faceva perdonare a la superbia e trovar naturale la posa.

Poi che veramente, fra tutta la vivace elegante schiera di signore e signorine della spiaggia, Lucia, alta e snella, dal viso fine animato da due magnifici occhioni scuri, era certo quella che maggiormente colpiva e attirava.

Non sfoggiava; tutt'altro. Vestiva sempre abiti lisci di percale a colori smorti; in testa usava un cappellone a larghe tese, quasi sguernito. Semplicità che si criticava, come una posa anche quella.

Un giorno corse per lo stabilimento un guizzo di curiosità, a l'approdare d'un elegantissimo cutter, dal quale uscì un giovine alto e biondo seguito da sei marinai in costume bianco con fusciacca turchina.

Erano corsi tutti a vedere, ad ammirare la leggiera imbarcazione; gli uomini in mutandine da bagno; le signore e le signorine, chi ancora vestite, chi avvolte negli accappatoi.

Il giovine signore, che si indovinava proprietario del cutter, si arrestò un momento a guardarsi in torno; poi, con passi affrettati andò ad inchinarsi dinanzi a la signora Marri. Dopo alcune parole scambiate rapidamente, questa si alzò dal sedile e si fece su la riva additando le fanciulle che nuotavano.

Adele, presso, con l'accappatoio su 'l braccio, guardò con qualche sorpresa il signore, che non a pena l'ebbe riconosciuta, le si fermò dinanzi.

«Riverisco signor Svarzi! - fece la cameriera timidamente.

Il signor Svarzi strizzava gli occhietti miopi di sotto le lenti, per vedere Lucia, che nuotava tra i flutti gorgoglianti, mentre su 'l capo scoperto, il sole le ingemmava, delle sue iridi variopinte, la chioma bruna sparsa di goccioline, e i cavalloni parevano accarezzarla.

«Signorina Lucia! - gridò il giovine facendo delle mani ale a la bocca.

«Lucia! vieni! - gridò a sua volta la signora Marri.

La fanciulla si avanzò agilissima finchè toccò terra. E come si rizzò e vide il giovine, si rabbruscò in volto, salutandolo freddamente mentre si snodava i capelli che le si sciolsero intorno scintillanti e lunghissimi. Adele la avvolse subito nell'accappatoio e la seguì in cabina, dalla quale uscì prestissimo, stretta nella vesticciuola azzurra, il cappello in mano, tutta fresca e rosea; un vero amore.

Ma era un amore rabbuiato. Porse la destra al giovine, che si chinò a baciarla con evidente emozione; disse sotto voce alcune parole che parvero un rimprovero a giudicare dall'espressione del volto del giovine, e con la cameriera, lasciò la spiaggia.

Il signor Svarzi chiamò i marinari, salutò la signora Marri e le signorine e saltò nel cutter che si staccò e prese il largo.

 

*

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