Ai
primi bagliori del mattino, suor Teresa spense la lucernetta e si
fece a la finestra di fondo, che il medico aveva ordinato fosse
sempre aperta per lasciar entrare liberamente l'aria marina.
Dal
mare fumava un tenue vapore bianco che si andava inalzando in forme
capricciose nella luce rosea e si perdeva nel vuoto.
Su
l'orizzonte, la luna e le ultime stelle, svanivano nella luce
mattinale.
Il
silenzio era rotto dallo scrosciare stanco dell'onda su la spiaggia.
Un
usignuolo gorgheggiava a poca distanza, nel folto d'una pianta.
Suor
Teresa con gli occhi sgranati guardava ammirata lo spettacolo che le
si spiegava dinanzi. Mai, nella sua povera vita, aveva goduto di tali
grandiose bellezze. L'immensità del mare le metteva in cuore
la commozione; elevava il suo sentimento, la faceva pensare al povero
Cecchino. Le pareva che là, attraverso lo spazio, fra acqua e
cielo, il suo e lo spirito del fratello, meglio potessero
congiungersi e comprendersi; le pareva che la preghiera di lì
volasse al cielo più pura e fosse meglio accetta.
Ci
sono momenti in cui l'idea di Dio, che popola i luoghi solitari,
rimargina le cicatrici delle nostre sciagure e dei nostri disinganni,
innalza, il sentimento con un fremito soavissimo.
Suor
Teresa si prostrò davanti a la bellezza sublime della veduta
che le stava davanti agli occhi; e, con uno slancio di riconoscenza,
susurrò una fervida preghiera.
Che
cosa sarebbe stato di lei se Dio non avesse avuto pietà della
sua giovinezza abbandonata, se non le avesse mandato un angelo a
trarla dalla via della perdizione, ad aprirle le porte dell'asilo
sicuro e santo!... Forse Iddio aveva voluto con sè in
Paradiso, il suo fratellino, per risparmiare a lui i dolori della
vita, per accordare a lei la possibilità dell'espiazione!.. il
Signore sa lui quello che fa, e fa sempre per il bene.
Con
le mani giunte, il volto supino, gli occhi nell'aria d'un azzurro
rosato, suor Teresa pregava.
Era
tutto uno slancio di riconoscenza verso la bontà suprema; era
una fervente invocazione per la guarigione e la felicità della
malata; il suo angelo pietoso.
Si
alzò di scatto a sentirsi chiamare a nome.
Lucia,
con il capo staccato dai guanciali, le mani puntate su la
rimboccatura, la guardava con i grandi occhi scuri cerchiati di
livido.
«Suor
Teresa!
Si
riadagiò subito, affievolita dal lieve sforzo; rinchiuse gli
occhi che male sostenevano la languida luce, e disse i suoi
sentimenti a frasi spezzate; in un soffio.
Aveva
desiderato, aveva sperato che Dio la prendesse con sè. Il suo
papà avrebbe ereditato il poco che possedeva e non sarebbe
stato costretto a lavorare sotto gli altri. Ma il Signore non la
voleva. Sentiva che sarebbe guarita!...
«Mi
farò suora anch'io! - soggiunse movendo a pena le labbra. -
Papà avrà lo stesso il poco che ho, come se fossi
morta!...
Il
lieve bisbiglio la stancò. Volse la testa da un lato, vinta
dal sonno.
Il
sole sorgeva sfavillante e caldo; alcune voci in lontananza, i
rintocchi della campana per la prima Messa, una cantilena di
pescatore, dicevano il risveglio del villaggio, il ritorno a la
solita vita della giornata.
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