Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Anna Vertua Gentile
Carlo e Carla

IntraText CT - Lettura del testo

  • 4
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

 

 

 

Il vento aveva spazzato le nuvole, e la luna batteva la sua luce smorta su le vie della città. Era una serata freddissima e splendida.

– Si va a prendere il punch? propose Rodolfo Broni.

Con quei strizzoni di gelo, tutti sentivano il bisogno di mettersi nello stomaco qualche cosa di caldo e assentirono.

All'infuori di Lodovico Lolli, che si scusò; egli doveva recarsi subito a visitare un malato, un poveretto che abitava in soffitta, nella casa ove egli ci aveva la camera. Oh, un caso pietoso!... Un povero uomo, solo soletto, che viveva facendo lo strillone di giornali per le strade, e che ora giaceva a letto da una settimana in causa di una caduta sul ghiaccio. E non ci aveva il becco d'un quattrino, povero disgraziato!... E guai a lui se non l'avesse aiutato una povera vecchia vicina di stanza e... se... e... se...

Restò imbarazzato non sapendo come riempire quei se, che gli erano sfuggiti senza che se ne avvedesse.

– Ecco spiegato! – fece Broni con la voce un po' commossa.

Burlone, burlonaccio! – disse un altro giovinotto afferrando Lolli per un braccio. – È per questo che da una settimana ti ha preso la smania di rimpinzarti di maccheroni mal conditi e di annaffiarli d'acqua pura?

– Sei matto! – lo rimbeccò Lolli, mortificato.

Lodovico!... io vengo con te a visitare lo strillone malato! – disse un altro studente di medicina.

– Fra due medici in erba si capirà meglio! – soggiunse.

Verrei volentieri anch'io! – uscì a dire Carlo – Non ho mai visto le soffitte.

Beato te! – esclamò Lolli – Ci sono certe miserie che noi altri non si suppongono neppure!

– Io propongo una cosa! – saltò su Broni – Si rinunci al punch e si raccolgano i quattrini per il malato di Lolli; che possa, povero Lolli, rinunciare dimani alla gioia dei maccheroni annaffiati con acqua pura!

Accettato! – risposero tutti ad una voce.

I quattrini furono raccolti e consegnati a Lodovico, che li incartocciò nel giornale che aveva in mano, e disse: – Bravi ragazzi!... questo fa meglio del punch!

I bravi ragazzi si sbandarono chi qua, chi , ciascuno alla volta della propria abitazione, e Lodovico con l'altro studente di medicina e Carlo Morini andarono dal povero strillone infermo.

No: Carlo non si sarebbe figurato mai, come al di sopra d'un quinto piano, per una scaletta ripida e buia, si arrivasse in un angusto corridoio dagli usci che davano in povere, chiatte stanzucce di sotto il tetto!... E quando entrò nella cameruccia ove giaceva il malato, ebbe una violenta stretta al cuore. Come mai si poteva vivere in una stanza simile, che in certi punti bisognava chinare la persona per non cozzare il capo contro il soffitto?... E con la finestruccia che dava aria e luce, su in alto, che si doveva montare su una sedia per aprire e chiudere i vetri?

Il malato giaceva nel suo lettuccio, povero ma pulito, dalla coperta di cotone a scacchi bianchi e turchini.

La vecchia vicina, di cui aveva parlato Lolli, un po' sorpresa da quell'invasione, si affannava per avvicinare le sedie e si scusava mormorando: – Siamo povera gente noi! e non c'è troppa roba in casa!

Intanto Lolli e l'altro studente in medicina, visitavano il malato, che non aveva nulla di grave, ma che era obbligato al letto.

Quando Lolli sciolse il cartoccio e consegnò il poco danaro al malato che non finiva di ringraziare, Carlo si sentì arrossire. Gli faceva pena di sentirsi dir grazie per pochi quattrini; quasi ne era mortificato. Oh se avesse potuto disporre come prima d'una grossa mesata!... E dire che allora, quando era ricco, non ci pensava che vi potessero essere dei poverelli, dei malati bisognosi di soccorso!...

Con la mano in tasca, toccava e ritoccava il portafogli nel quale era giusto appena appena il necessario per finire il mese.

– Ha bisogno di nutrimento! – sentì che diceva Lolli al compagno – ha bisogno di carne e di un po' di vino!...

– Senza carne e senza vino egli è pur stato una settimana quell'ottimo Lolli! pensò Carlo. – E – soggiunse sempre fra sé – si può vivere a maccheroni e ad acqua fresca per alcuni giorni senza cadere in languore.

Trasse bravamente il portafogli, ne levò dieci lire e porgendole alla vecchia: – Comperate carne e vino per il malato! – disse sottovoce.

Ma fu udito. E il malato tiratosi a sedere sul letto: – Che Iddio lo benedica, signorino! – mormorò – e soddisfi al suo desiderio più grande.

Uscendo da quella camera, i tre giovani cercarono invano di scherzare e dire barzellette. Erano commossi dalla miseria veduta e anche dalla dolce e sempre un po' melanconica soddisfazione di aver recato conforto a un proprio simile!




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License