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Cap.
1 I| nebbia giallognola. Il caldo era soffocante. L'ombra, ritiratasi 2 I| vecchia e larga carrettella era già tutta bianca.~Mario, 3 I| scottanti e le redini lente, si era calcata la cappellina di 4 I| stancare.~Il viaggio non era lungo.~La strada, appena 5 I| argentino dei lampioni. Era quasi sverniciata, coi cuscini 6 I| del colore. L'orizzonte era scomparso, sui colli diventati 7 I| carrettella per il viaggio, Mario era tornato prima a casa per 8 I| caldo l'aveva oppresso; non era possibile spingere il cavallo 9 I| oscillazione quasi ritmica. Siccome era domenica, e quella l'ora 10 I| pioppi a fianco; un battente era aperto.~Sul prato della 11 I| sotto i raggi del sole, era un bel giovane; aveva le 12 I| spagnola; ma in quel momento era velato di malinconia.~Entrando 13 I| di cose legali. Mario si era tratta la cappellina, e 14 I| arrivando dal di fuori, era quasi troppo fresca. Mario 15 I| qualche iride aurata.~C'era un altro divano e un tavolino 16 I| delle quali l'intonaco era qua e là caduto; ma alcune 17 I| all'avvocato dal padre, era in pessime condizioni; ma, 18 I| abito di mussolina a righe era di una temerità ignorante. 19 I| tutte quelle stonature; ed era così ilare nella coscienza 20 I| cristallina de' suoi occhi era talmente piena d'iridi, 21 I| tornarono al divano.~Il pranzo era di una grande semplicità. 22 I| grugnendo ad ogni piatto. Non era contenta dell'opera propria. 23 I| restaurarlo, perché così era davvero indecente; impossibile 24 I| primo piano; e sotto, dove era adesso, ci verrebbe un salotto 25 I| sminuzzava le descrizioni; era un cicaleccio, un abbarbaglio 26 I| signor Mario.»~Questi si era accigliato; l'allegra curiosità 27 I| volto volgare e bonario si era fatto grave, parlava adagio, 28 I| temperatura dell'andito era deliziosa, il pranzo ordinario, 29 I| avvocato, dinanzi a loro, era quasi sdraiato sullo schienale 30 I| ora di abbandono. Egli non era venuto al casino se non 31 I| in cucina, ma anche là c'era la Veronica, e Annetta l' 32 I| i tegami. Evidentemente era in lei un proposito deliberato: 33 I| Fu bussato alla porta. Era la Teresa, che avendo finito 34 I| una stoffa quasi da tenda, era ancora piena di vigore; 35 I| energica natura. Il fattore era lei. Adesso non finiva più 36 I| solfato di rame alle viti; era una dannazione con quella 37 I| ma diceva nullameno che era un castigo di Dio. Poi la 38 I| liberarsi dalla matrice; c'era pericolo.~ «Venga a vederla; 39 I| Annetta sorrise. Mario si era avvicinato supplicandola 40 I| accorgersene. La Teresa era inesauribile; si capiva 41 I| bicchiere di vino, ripetendo che era caldo.~«Ho messo a letto 42 I| ma nel suo accento non c'era rimpianto.~L'avvocato diede 43 I| letto, della quale l'uscio era presso quel divano.~Poi 44 I| per darsi un contegno si era messo ad accendere un sigaro, 45 I| denti. Tremava.~L'avvocato era già entrato nella camera; 46 I| alla Veronica.~La tavola era già sparecchiata, le due 47 I| poco il letto scricchiolò. Era l'avvocato, senza dubbio, 48 I| quel letto, e dividerli. Era una ossessione, che gli 49 I| sbattendo la porta. Il sole era sempre così ardente, le 50 I| del rubino. L'ombra stessa era piena d'inviti. I piccoli 51 I| alzati, pur sapendo che era ancora troppo presto. La 52 I| improvvisamente odiosa; era una solitudine, nella quale 53 I| di non guardarla; ella si era abbandonata sullo schienale 54 I| nebbia dorata. La sua posa era di una eleganza squisitamente 55 II| Il signor Mario Zanetti era entrato da sei mesi nello 56 II| presentandosi da solo, era stato accolto a braccia 57 II| Filippo Buonconti, e gli era poi rimasto legato della 58 II| giovinezza del temperamento, era diventato un bel giovane, 59 II| urgente.~Mario vi rimase solo. Era già una posizione cospicua 60 II| della propria virilità, s'era innamorato della signora 61 II| di un vecchio padre, si era svolta nella insignificanza 62 II| L'antico appartamento s'era d'un tratto rimodernato 63 II| della città, mentre non era che una delle più belline 64 II| spesso, ma il suo contegno era così misurato che da principio 65 II| troppo oltre, perché Mario era tutt'altro uomo dell'avvocato. 66 II| quanto alla signora Annetta, era persuaso che presto o tardi, 67 II| marito con qualche amante.~Era una conseguenza dei costumi, 68 II| elezioni municipali l'avvocato era stato eletto con votazione 69 II| unanime a consigliere, poi era entrato in giunta per uscirne, 70 II| litigi e di successioni, gli era capitata in quei giorni 71 II| potente società inglese era pronta a comprare la cartiera, 72 II| studio, e il marito non c'era, si fermava in piedi dinanzi 73 II| Allora, generalmente, in casa era sola; la Veronica cucinava, 74 II| Veronica cucinava, la cameriera era uscita per qualche commissione. 75 II| bacio sulla bocca.~Ella era fuggita.~Quando si rividero, 76 II| quattro, l'ora nella quale era solito ad uscire. La signora 77 II| anche quando il marito non c'era. Vi arrivava sempre con 78 II| melanconicamente sul naso.~Egli pure era stato infelice nella propria 79 II| spendereccia, che finalmente era morta dopo averlo rovinato. 80 II| qualche sciagura delle solite. Era inevitabile. Il vecchio 81 II| Perché dunque? Ma l'avvocato era ben assente dalla loro preoccupazione. 82 II| solita fisonomia. Mario si era alzato respingendo la sedia; 83 II| aveva previsto.~L’avvocato era andato a Firenze per discutere 84 II| nove, la signora Annetta era ancora a letto. Per due 85 II| altezza. L'altro scrivano era uscito, non rimaneva che 86 II| pareva diventato un usciere. Era sul finire dell'inverno, 87 II| appunti e si pose a pensare; era irrequieto. Qualche cosa 88 II| spaccato interno delle maniche era in velluto granatino, una 89 II| renderla quasi ridicola.~Era allegra.~Mario ne fu meravigliato. 90 II| cose da dire. La sera prima era stata ad una seduta del 91 II| pressione. L'uscio del gabinetto era socchiuso. Mario andò bruscamente 92 II| smarrimento la colse: perché era venuta? Perché l'avvocato 93 II| Perché l'avvocato se n'era andato? Che ora era? Lo 94 II| se n'era andato? Che ora era? Lo studio vuoto le parve 95 II| gioventù, nella quale nessuno era venuto ad immergersi, che 96 II| nella quale quel giorno si era tenuta cheta sfogliando 97 II| La sua ultima sensazione era stata una grande penna bianca, 98 II| accigliata. In quel ritratto era vestita quasi monasticamente, 99 II| fronte bassa e dura.~L'altro era già tornato alle carezze, 100 II| fra loro le scene.~Egli era geloso del marito, sebbene 101 II| d'ingegno e di dottrina era così schiacciante, che a 102 II| amabile, il suo spirito era diventato più fine, e così 103 II| soffrirvi umiliazioni. V'era dell'avarizia nella sua 104 II| della paura. L'avvocato era tutto per lei. Ella ne insuperbiva 105 II| alla sua più grande, vi si era mai perduta in un'estasi 106 II| né meraviglia. L'avvocato era per lei un padrino, col 107 II| saputo il perché; forse era stata un'attrazione incosciente 108 II| la coscienza sconvolta. Era stato così, perché era stato 109 II| Era stato così, perché era stato così: non si sa mai 110 II| preferirlo all'avvocato. Era un altr'uomo e un'altra 111 II| rimaneva come fredda.~E lo era; ma invece a lei pareva 112 II| Annetta non lo amava, egli non era per lei che un divertimento 113 II| casa, col marito, non c'era nemmeno da pensarci; poi 114 II| delle corruttele, mentre non era che l'istinto dell'egoismo; 115 II| povero Mario!»~L'avvocato era di là nel gabinetto verde. 116 II| gabinetto verde. Mario si era allungato, dandole un bacio 117 II| Domani, aspettami...»~Ma ella era fuggita. Poco dopo l'intese 118 II| quale sedeva il marito, era intenta a sedurlo.~«Uno 119 II| scrollatina di spalle.~Mario si era arrestato sull'uscio osservando; 120 II| vigilia, e la sua gioia era così viva che il volto dell' 121 II| innocente di quella scena, si era avanzato di un passo; Annetta 122 II| una allegra risata. Mario era già uscito; nell'altra stanza 123 II| gli avesse chiesto perché era entrato, non avrebbe saputo 124 II| mentre il suo viso non era mai stato più florido.~Ella 125 II| tutti i rimproveri. Non gli era più possibile ingannarsi; 126 II| possibile ingannarsi; quello era lo sguardo, che la femmina 127 II| fece nel cuore; l'avvocato era andato egli stesso a cercare 128 II| abiti, lo seguì in silenzio. Era di un'esattezza scrupolosa 129 II| pareva malinconica. Infatti era nata troppo bene per essere 130 II| se ne accorgono.»~Ella si era animata, stava per dirgli 131 II| volta nello studio...»~«Egli era andato a Firenze; mi ricordo, 132 II| sproporzione d'anni, gli era preso il timore di lasciare 133 II| invece tornava verso Mario. Era quello l'uomo vero, che 134 II| sua gioventù. Tutto quanto era passato fra loro ai primi 135 II| risultato finale, perché ella era istintivamente sicura, con 136 II| sicurezza femminile, che Mario era il padre di Maria. E allora 137 II| per la prima volta, che era bello. Si ricordava a uno 138 II| virilità del marito non era mai riuscita a darle nessuna 139 II| dai quali la sua maternità era uscita, e per fargli sentire 140 II| fargli sentire che anch'essa era donna. Tutti i sensi le 141 II| bella e flessibile figura n'era tutta deturpata; larghe 142 II| costringere dall'avvocato. Era diventata furba; infatti 143 II| fascette per la nascitura. Era deciso che sarebbe una bambina. 144 II| altri.~Ma qualche cosa n'era trapelato. La moglie dell' 145 II| pensava quella ragazza? V'era della sofferenza nella sua 146 II| Mario pareva inquietante. Era fredda con lui come cogli 147 II| chiamava l'avvocato, si era insospettita della tresca. 148 II| momento che questi non c'era, aveva appena potuto sottrarsi 149 II| dichiarazioni del dottore, era tutto ilare.~«È un bell' 150 II| Annetta, la casa fu sossopra; era arrivata anche la mamma 151 II| altre, restava fredda. Si era chiamata la levatrice e 152 II| dichiarato che tornerebbe; era presto ancora. Già tutto 153 II| per potersi dominare, si era chiuso nel gabinetto verde; 154 II| cosa non andrà bene.»~E vi era una convinzione così seria 155 II| un agguato, ma l'avvocato era caduto sopra una sedia, 156 II| primo parto, la signora era in preda ad un grande spavento.~ 157 II| vero pericolo. L'avvocato era rimasto solo in casa colla 158 II| le grandi fedine bianche, era diventata quasi intelligente 159 II| sotto la grave apprensione. Era la febbre puerperale. L' 160 II| Nella camera l'aria si era fatta greve, leggermente 161 II| cuna sulla quale la Gina si era già piegata.~La piccola 162 II| dinanzi al giovine medico si era improvvisamente raumiliato, 163 II| la diagnosi; ma l'altro era già al capezzale dell'inferma.~« 164 II| alla cameriera, che non era riuscita a calmarla; e si 165 II| sua faccia di bel giovane era diventata grave; una grossa 166 II| segnava quaranta e tre linee.~Era una febbre fulminea, spaventevole. 167 II| Si capiva che l'altro non era persuaso della cura troppo 168 II| catenella. All'avvocato era venuta meno ogni forza.~« 169 II| aria di zerbinotto vacuo, era adesso brusco. La sua bella 170 II| sapeva come rispondere. Era diventato un bambino. Rientrò 171 II| vengono le febbri infettive.»~ Era nervoso. Tratto tratto le 172 II| inferma, studiandola. Ella si era fatta più rossa, colle labbra 173 II| Talli li sgridò. La balia si era fermata nel gabinetto attaccandosi 174 II| macerie. Un gran buio gli si era fatto nell'anima; si sentiva 175 II| molte ore; a poco a poco si era assopito in una dormiveglia 176 II| oleosa. Nella camera tutto era sossopra, molte salviette 177 II| origlieri. Il suo respiro era ancora rantoloso.~L'avvocato 178 II| della notte. L'avvocato era uscito a cercare altro ghiaccio. 179 II| perché da molti anni Andrea era stato ripreso dalle idee 180 II| vedere la bambina.»~La balia era ancora a letto, colle imposte 181 II| il seno, quindi sorrise. Era una contadina fatta venire 182 II| maggiore del genio, alla quale era morto il bambino la notte 183 II| rinascente, mentre la casa era tutta sossopra, e lo studio 184 II| sformata, agonizzante, gli era rimasta spaventosa nella 185 II| provvidenza di Dio.~Mario era grave.~L'avvocato, dopo 186 II| Il vecchio Andrea, che si era cavato un fazzoletto turchino 187 II| suo amore per l'Annetta era escluso da quella tragedia; 188 II| urgentissima in casa Giglioli.~Era ilare, tutti lo circondavano 189 III| imprudenza, egli non le era punto grato; anzi il sapersi 190 III| Oramai fra loro ogni riguardo era cessato.~Un giorno Mario 191 III| Dacché la signora Annetta era entrata in convalescenza, 192 III| carattere, prima chiassoso, si era fatto riserbato; quindi 193 III| casa di contadini. In fondo era contenta di non doverla 194 III| corroborante dei campi.~Si era fatta mettere una lunga 195 III| primo insuccesso del figlio era stato per lei un colpo mortale; 196 III| e la Gina non si fidava, era che una grande debolezza 197 III| pungerlo, ma in lui stesso era tanto il bisogno di parlarle 198 III| pochi secondi il discorso era caduto sulla signora Annetta.~ 199 III| signora Annetta.~Mario si era già compromesso con due 200 III| lagrime agli occhi; la signora era molto buona, e aveva avuto 201 III| donna. L'aria del vespero era satura di profumi, le piante 202 III| troppo lunga ed incolta, era davvero brutto. L'energia 203 III| spirituale della sua testa si era spenta nella fatica della 204 III| ne accorgesse. Che cosa era tutta quella gioia se non 205 III| ma la piccola Gigina non era sua, egli non avrebbe mai 206 III| vampe, le pareva bello. Era il giovane, l'uomo destinatole 207 III| la corte. Perché gli si era abbandonata così, senza 208 III| accettabili tardando, ella che non era corrotta e non si sentiva 209 III| affermazione di Mario: egli era il padre vero della Gigina. 210 III| e questa sua somiglianza era un'altra prova del diritto 211 III| giuridico, del quale si era munito per venire, e si 212 III| dell'altro, e dopo, quando era solo, tale assiduo pensiero 213 III| quella notte, quando ella era presso a morire, aveva finito 214 III| rianimandosi, la loro passione era senza quegli improvvisi 215 III| mesi della sua gravidanza. Era un amore più calmo, quasi 216 III| vergine come prima del parto. Era una ossessione spasmodica, 217 III| primo fiacchero.~Egli non si era ancora accorto di nulla, 218 III| pezzo prima di rispondere. Era più vecchio e malandato 219 III| tale supremazia; Mario non era più che uno di quei piaceri 220 III| l'avvertiva che egli non era gran fatto diverso da lei. 221 III| euritmia cogli altri mobili. Era impossibile. Quella camera 222 III| fortezza, nella quale non era ancora potuto penetrare 223 III| matrimoniali; ma l'Annetta si era difesa nel proprio pudore 224 IV| economo e il cassiere. Il caso era grave. Questi ultimi due 225 IV| lotte politiche paesane, era stato eletto alla unanimità, 226 IV| vastità degli studi, dai quali era sostenuto; l'avvocato gli 227 IV| alcuni membri, dei quali non era possibile fidarsi, perché 228 IV| lavoro. A cinquant'anni gli era venuta in uggia quella vita 229 IV| Mario, che naturalmente si era legato coi giovani redattori 230 IV| del carattere, l'avvocato era nervoso. Prima di uscire 231 IV| dalla Gigina in campagna. Era stata un'idea improvvisa, 232 IV| acconsentì. Quella mattina era tutta felice; gli parlò 233 IV| preoccupazione. Anche Mario era accigliato. Nonostante la 234 IV| baciare l'Annetta. La cosa era così insolita che ella scoppiò 235 IV| sconcertato.~La signora Annetta era rimasta in casa ad aspettare 236 IV| la calma del suo spirito; era così naturale per lei che 237 IV| posizione nel mondo, ma si era abituata a non temerne in 238 IV| sparlato di lei e di Mario, si era tanto accanita nella chiacchiera, 239 IV| nessun incidente scandaloso era ancora venuto ad impressionare 240 IV| fantasia ad ogni prova, e se n'era andata, quando la moglie 241 IV| nel consiglio comunale c'era gran tempesta a cagione 242 IV| risposta. Dopo mezz'ora non s'era ancora visto. Allora l'inquietudine 243 IV| d'impensierirle.~Che cosa era avvenuto?~La Gina osservò 244 IV| siccome il signor Mario era coll'avvocato, in fondo 245 IV| avvocato, in fondo non c'era di che spaventarsi; ma la 246 IV| aveva detto che l'avvocato era stato fischiato, e che i 247 IV| i carabinieri.»~ Infatti era vero.~«E poi?» chiese l' 248 IV| spaventata.~E il suo rimprovero era così sincero che tutti risero; 249 IV| ilarità la calmò. Adesso era ripresa dalla vanità di 250 IV| avvocato famigliarmente si era seduto alla scrivania di 251 IV| ammirazione. L'avvocato vi si era mostrato superbo di abilità 252 IV| numerosi adepti, il tumulto era scoppiato solamente alla 253 IV| applausi. Allora la scena era diventata davvero inquietante. 254 IV| discussione. Questi, allibito, si era alzato per dire al pubblico 255 IV| presso alla gran porta, si era impegnata una colluttazione, 256 IV| nella mano sinistra, si era presentato, inoltrandosi 257 IV| di soldato.~Il sindaco si era già levato in piedi:~«La 258 IV| la porticina, dalla quale era entrato.~Mario era uscito 259 IV| quale era entrato.~Mario era uscito travolto dalla folla.~ 260 IV| follia. L'avvocato solo era rimasto padrone di se stesso, 261 IV| maturato così lentamente, era riuscito al di là di ogni 262 IV| affettuosa del marito. Che cosa era dunque quel loro amore di 263 IV| gelide sul cuore. Egli non era nulla né per l'Annetta, 264 IV| crudelmente; nessuno gli si era rivolto, nessuno lo aveva 265 IV| soverchiato. L'amore non era che una forza sessuale nella 266 IV| come un'ombra di morte. Era impossibile possedere le 267 IV| spiritualità più pura. L'amore non era quindi che un incontro fortuito, 268 IV| campagna, verde e festosa, era ancora avvolta nei raggi 269 IV| fremito di tutti i nervi. Non era egli il giovane? A che pro 270 IV| ecco la vita! Che cos'era l'avvocato dinanzi a lui, 271 IV| L'amante solo, giovane, era il padrone assoluto, egualmente 272 IV| con una festa migliore. Era impossibile che l'avvocato 273 IV| sentimentalità. L'adulterio era così! Amare pazzamente una 274 IV| ne fosse amato, ella non era per lui che la femmina preferita 275 IV| contraddizione dei temperamenti, come era stata felice prima, potrebbe 276 IV| finestra del gabinetto verde era ancora illuminata, l'avvocato 277 IV| corte. Si sapeva troppo che era innamorata del marito, vegeto 278 IV| mostrò contrariata; non era che il mese di luglio, e 279 IV| torneremo per sant'Elena.»~ Era la patrona della città, 280 IV| al tribunale; l'avvocato era rimasto pensieroso.~«Credi 281 IV| ma sul viso di lui non v'era espressione inquietante.~« 282 IV| il successo di ieri. Mi era sembrato... te l'ho chiesto 283 IV| sua autorità nello studio era cresciuta quasi del doppio, 284 IV| lui e Andrea l'ostilità era quasi palese, dopo che il 285 IV| ne aveva detto nulla. Si era anche accorto della nuova 286 IV| di un sintomo di rottura. Era impossibile, secondo lui, 287 IV| copertina delle pratiche.~Mario era di pessimo umore. Quella 288 IV| risoluzione.~Dacché ella era in campagna, non aveva osato 289 IV| prima domenica.~La Caterina era già stata una settimana 290 IV| relazione col signor Filippo era una gloria.~«La signora 291 IV| commercio sui semi di trifoglio era riuscito ad ammassare una 292 IV| per quell'unica figlia, era grassa e rubiconda, con 293 IV| far trottare l'asinello, era adorabile; la Giulia invece, 294 IV| insignificante delle educande. Era piccola e mingherlina, cogli 295 IV| mista di ammirazione; egli era dunque un giovane elegante, 296 IV| insofferenti. Il suo pensiero era sempre rivolto alla villa 297 IV| disinvoltura; poi, siccome era un bel giovane e le piaceva, 298 IV| tutto; ma, accorgendosi che era innamorata davvero, diventò 299 IV| dopo la morte dei vecchi, era un partito conveniente, 300 IV| lasciando comprendere che era ancora presto, ma l'altro 301 IV| molta filosofia bonaria: era ancora il meglio che l'umanità 302 IV| essere amati, e la cosa era tutt'altro che facile; poi 303 IV| Bruschi al loro casino. Non c'era luna; l'aria piena di tepori 304 IV| non comparvero alla villa.~Era la prima volta, dopo tanto 305 IV| signor Cesare. La ragazza era già innamorata, e la famiglia 306 IV| indarno segni per parlarle. Era vestita di un abito rosso 307 IV| alzi?»~La signora Orsolina era preoccupata. Evidentemente 308 IV| angoloso di vecchia avara era quasi solenne.~«Mario, bisogna 309 IV| Promettimelo, Mario.»~Egli era persuaso, ma voleva conservare 310 IV| da una donna, della quale era stato il primo amante, e 311 IV| liste elettorali; l'avvocato era il sindaco futuro. Ma troppo 312 IV| loro stesso giornale. Mario era seccato di quei discorsi, 313 IV| di S. Elena; l'avvocato era naturalmente il primo fra 314 IV| redattore del medesimo giornale, era escluso. Qualcuno lo punse 315 IV| invitato. Casa Giglioli era come la reggia della città, 316 IV| sino dall'alba la città era in festa, piena di una folla 317 IV| mostrò. Nell'anticamera non c'era il vecchio Andrea, perché 318 IV| proclamazione a sindaco. Mario era anche esso sulle spine; 319 IV| modo più significativo, si era fatto dare da lui una seconda 320 IV| nascondeva. Mario imparò che era uscita per la messa delle 321 IV| doti per le ragazze povere. Era il grande convegno dell' 322 IV| la mamma andò al caffè; era rigurgitante, clamoroso. 323 IV| come tutte le signore? Era afflitta, sebbene non volesse 324 IV| quale sboccava il corso. V'era ressa di giovanotti eleganti 325 IV| Poco dopo ella comparve; era commossa, pallida.~«Annetta» 326 IV| più ricusare. La camera era scura e fresca; dalle griglie 327 V| V~ ~La rottura era stata brutale.~La sera al 328 V| imminente matrimonio, si era lasciato sfuggire ad alta 329 V| che la signora Berta si era mossa imprudentemente sulla 330 V| appassionarsi per lui come non le era accaduto neppure gli ultimi 331 V| incolore del marmo; poi le si era prostrato dinanzi, baciandole 332 V| Annetta aiutata dalla Gina era riuscita con molta pazienza 333 V| braccia; ma la bimba si era messa invece a strillare, 334 V| incomprensibile creatura era rimasta cheta, in piedi 335 V| propria bellezza. Mario invece era stato preso dalla adorazione 336 V| con se stesso. La Gigina era sua, aveva i suoi capelli 337 V| di una corolla di rosa; era il trionfo delle loro due 338 V| delle loro due esistenze era l'opera di un altro uomo; 339 V| altro uomo; lui, Mario, non era che l'eterno contrabbandiere, 340 V| mentre da principio gli era persino ripugnato che l' 341 V| poppa della balia, non si era sentito affatto nel cuore 342 V| espiazione della sua colpa.~Tutto era stato inutile per far intendere 343 V| patimento. Ella non capiva. Era come quando voleva persuaderla 344 V| amato che lui; l'avvocato era un'altra cosa, e non aveva 345 V| capire certe cose? Adesso era Mario, che si sentiva accusato 346 V| dissidio. Da quella volta, che era riuscito a penetrarle nella 347 V| pensando che l'avvocato non era ricco, e difficilmente potrebbe 348 V| tale disegno, ella vi si era invece sottratta con una 349 V| troppo frequente, ella si era impazientita; ma l'altro 350 V| invano d'insegnarle che era possibile ingannare la gente 351 V| sospetto ingiurioso. Egli era ben superiore a Mario, sempre 352 V| diventata la moglie di Mario (ed era pur stato possibile) adesso 353 V| ricusato, ma d'improvviso se l'era visto venire incontro alla 354 V| del gran viale; e le si era accompagnato tenendo la 355 V| bimba per l'altra mano. Era stato un martirio. La Gigina 356 V| i passi così piccoli che era quasi sempre ferma, mentre 357 V| Gelli, che le seguiva, se ne era accorto; allora si diceva 358 V| commozione della mamma, si era messa a piangere. L'Annetta 359 V| professione, adesso che gli era nata una bambina. Il conte 360 V| danno ai bambini: nulla era ancora deciso; bisognava 361 V| nella coscienza. Egli non era dunque capace di seguirla 362 V| non conviene.» La verità era che non l'osava.~Ella, che 363 V| Tutto il suo ascendente era perduto. Come la maggior 364 V| essere comune fra loro; era il suo unico amante, il 365 V| battibecchi nessun dei due era ancora vinto; allora Mario 366 V| dispettosamente le spalle.~Mario non era però che a mezzo del proprio 367 V| a gente come lei!»~Mario era rimasto nel gabinetto, frenando 368 V| rimaniamo?»~La sua voce era così energica, che ella 369 V| fuggirai con me.»~La proposta era così improvvisa ed enorme, 370 V| stizzosamente.~La sua fisonomia si era fatta dura; adesso era lei 371 V| si era fatta dura; adesso era lei che minacciava.~«Se 372 V| bene anche a te.»~Ella si era alzata, superba della propria 373 V| sicuro!" e senza badarle più era fuggito dal salotto verso 374 VI| VI~ ~Era passato più di un anno.~ 375 VI| pianto lungamente, poi si era sentita come liberata da 376 VI| viaggio di qualche mese, era ritornato poco dopo ad affrontare 377 VI| guidare da solo una causa gli era già venuta meno la stima 378 VI| vista d'occhio.»~Mario si era sentito stringere alla gola 379 VI| La Gina notò subito che era cambiato. Infatti Mario, 380 VI| comincia sempre da poco.»~Non era mai stata così amabile. 381 VI| ispirava confidenza. Si era arrestata con tanta disinvoltura, 382 VI| sedettero sul divano, l'uscio era rimasto socchiuso.~«Lei 383 VI| per averne.»~L'allusione era così trasparente che Mario 384 VI| la mano salutandolo; ma era tornata fredda e impenetrabile 385 VI| sapendolo così avvilito, si era lusingata di poterlo sposare. 386 VI| rivolgendo il capo appena era trascorso; vi ritornava 387 VI| mentre la piccina, che si era già scordata di lui, gli 388 VI| già scordata di lui, gli era passata dinanzi senza salutarlo. 389 VI| gridato a squarciagola ch'egli era stato il suo amante e l' 390 VI| alla verità della natura. Era impossibile che anche nella 391 VI| guarda al capitano.»~Infatti era vero. Mario si voltò vivamente 392 VI| dopo qualche armeggio si era ritirato, lasciando l'avvocato 393 VI| ma anche la nota scettica era pericolosa in quel ribollimento 394 VI| ribellione. La signora Annetta era per loro la sola bella qualità 395 VI| giorno seppe che l'avvocato era partito per Roma con tutta 396 VI| Infamia per infamia, la vita era sempre la stessa commedia! 397 VI| freddo dell'ambiente, ove era costretto a passare tutte 398 VI| lavorava solo di giorno. Era sempre la stessa, chiusa, 399 VI| sposarla; in fin dei conti era nata di una famiglia superiore 400 VI| signora Annetta. Adesso era tardi. A Roma, nella capitale, 401 VI| cortiletto, mentre fuori il sole era ancora vivido, come la sua 402 VI| di calore per la notte. Era così. Non si vedeva più 403 VI| Giulia? A lei, madre, tutto era permesso. Perché aveva egli 404 VI| desolante. La vita di pretore era un cumulo di miserie: la 405 VI| deciso; ma una risoluzione era pure inevitabile. Si sarebbe 406 VI| guardò meravigliato. Non era più il bel giovane fatuo 407 VI| inviti del sole, perché non era uscito di casa da una settimana. 408 VI| grande notizia: l'avvocato era tornato il giorno prima 409 VI| liberamente. Tutta la campagna era in festa; nell'aria passavano 410 VI| ricordi lo riassalsero. Egli era andato altra volta sotto 411 VI| immagine nel pensiero. Poi era tornato con lei, per quella 412 VI| come di salgemma. Allora era giovane, non pensava nulla, 413 VI| poi dimenticati. Egli non era più nulla. In quella campagna 414 VI| una cosa. Eppure la vita era sempre ugualmente bella; 415 VI| sollevandole dal cavo di un fosso.~Era bastata una donna per inaridirlo. 416 VI| mano più chiari. Ella non era né molto bella, né molto 417 VI| dalla cerchia sociale ove era stata collocata. Ma, più 418 VI| collocata. Ma, più forte di lui, era ancora felice, in contatto 419 VI| Doveva essere così; il torto era stato in lui di voler rimanere 420 VI| allo stesso modo che vi era entrato, per una frode di 421 VI| amato da entrambe; ma si era fidato sulla forza della 422 VI| collegate a resisterle. Era stato uno sciocco.~La sua 423 VI| della magistratura.~Egli era un vinto come tutta la folla, 424 VI| mezzo. Forse a quell'ora era chiuso, giacché l'avvocato 425 VI| quello studio, nel quale si era così sfogliata la sua vita. 426 VI| corsa le scale; lo studio era aperto.~Il vecchio Andrea 427 VI| aperto.~Il vecchio Andrea era al solito scrittoio, curvo 428 VI| Marco, l'altro scrivano, era morto.~La frescura della 429 VI| dell'altra camera, la sua, era socchiusa; si vedeva il 430 VI| Laurent, di cui aveva bisogno. Era un pretesto trovato lì per 431 VI| accomodarsi pure.~Nulla era mutato nello studio. Mario 432 VI| una cannetta, colla quale era solito a scrivere. Ma allora 433 VI| la signora Annetta gli si era fermata dinanzi, guardandolo 434 VI| quella sedia, una volta si era seduto il conte Giglioli 435 VI| mentre la baciava.~Non c'era tempo da perdere; Andrea 436 VI| stanza.~Sapeva che il Laurent era nel gabinetto verde. Adesso 437 VI| dell'avvocato. La piccina si era fatta anche più bella; sotto 438 VI| bella; sotto al ritratto c'era una data, 1890, 18 aprile, 439 VI| cadere sul tappeto.~Ella si era rialzata ridendo come una 440 VI| nome stampato di Gelli, v'era anche un secondo calamaio 441 VI| si serviva sempre. Mario era allo scaffale del Laurent. 442 VI| la rilegatura. Egli non era riuscito nemmeno a comprarsi 443 VI| e passare il treno. V'era poca gente. Per ingannare 444 VI| indietro nell'ombra. La notte era tiepida.~La ferrovia, quando 445 VI| erano in tuba.~Egli si era fermato guardando intensamente.~ 446 VI| guardando intensamente.~Era dunque un accompagnamento 447 VI| un dieci minuti. Egli si era allontanato nuovamente, 448 VI| a corsa. Molta gente si era già addossata all'altra 449 VI| classe. Dal proprio canto era solo, poi sopravvenne un 450 VI| latte in mano. Il treno era così lungo che la macchina