Cap.

  1     I|               Nell'afa del meriggio Mario sollecitava colla frusta
  2     I|   carrettella era già tutta bianca.~Mario, abbandonato sull'alto dossale,
  3     I|         sole.~Non avevano ombrello; Mario annuì senza rispondere.~
  4     I|            parafanghi in brandelli.~Mario guardò in alto respirando
  5     I|        immobile intensità dell'ora.~Mario si sentiva arroventato.~
  6     I|         carrettella per il viaggio, Mario era tornato prima a casa
  7     I|            Allora parlarono di lei. Mario rispondeva appena, ascoltando;
  8     I|           cavallo a mano, lasciando Mario entrare solo nel casino.
  9     I|            Ah! Avete il burro, caro Mario; ne faremo dei crostini
 10     I|            signora Annettachiese Mario.~«È su. Avete finito quella
 11     I|           gli parlò di cose legali. Mario si era tratta la cappellina,
 12     I|            era quasi troppo fresca. Mario si rimise la cappellina,
 13     I|        udirono discendere le scale, Mario si cavò la cappellina alzandosi
 14     I|           tutti.   Venne incontro a Mario, gli strinse la mano, togliendogli
 15     I|      vedesse! No, aspettate, signor Mario: voi già non ci avete badato,
 16     I|             l'onda di quella gioia.~Mario si difendeva alla meglio;
 17     I|           sono già molti; il signor Mario venticinque, tu ne hai quanti
 18     I|          ancor lontanointervenne Mario.~ Egli la guardò di sfuggita,
 19     I|         volete mettervi in libertà, Mariodisse l'avvocato, mostrandoglisi
 20     I|           forse ai processidisse Mario con accento, nel quale fremeva
 21     I|         piccole cucchiaiate, mentre Mario, affettando di aspettare
 22     I|              anche senza guardarlo, Mario, pigliando per sé quel sorriso,
 23     I|        rasserenava.~ «Non mangiate, Mario?» gli disse l'avvocato.~ «
 24     I|           scherzosamente, il signor Mario diceva solo qualche parola,
 25     I|          qualcuno, tranne il signor Mario quasi di famiglia, senza
 26     I|  guadagnarli?»~«Domandalo al signor Mario.»~Questi si era accigliato;
 27     I|              Se si vincerà» rispose Mario freddamente.~«Ne dubitate?»~
 28     I|            Ad un argomento falso di Mario sorrise, parando con tale
 29     I|      tribunale.»~Ma la sconfitta di Mario aveva tolto l'allegria al
 30     I|    andandosi a sdraiare sul divano.~Mario e la signora Annetta rimasero
 31     I|           nuca dai riccioli biondi.~Mario la divorava cogli occhi;
 32     I|        andava chiudendo gli occhi.~ Mario sussurrò a denti stretti:~«
 33     I|     tradirsi, se aprisse gli occhi. Mario frenava l'anelito, che gli
 34     I|       piacere.~«Annetta ...» ripeté Mario più distintamente.~Ella
 35     I|   rimescolava i piatti.~Sul viso di Mario passò una vampa di collera,
 36     I|      allegramente colla Veronica. A Mario pareva di essere schernito.
 37     I|         pochi giorni prima con lui, Mario, in un'ora di abbandono.
 38     I|           Nena!»~L'Annetta sorrise. Mario si era avvicinato supplicandola
 39     I|       lasciando la pipa sul divano; Mario si accostò all'Annetta imprudentemente,
 40     I|             lei,» disse la Teresa a Mario «mentre i signori padroni
 41     I|      giuocheremo una scopa. Vuole?»~Mario dovette sorridere.~«Vado
 42     I|           impudica di quella scena; Mario, livido, per darsi un contegno
 43     I|             chiudere l'uscio guardò Mario, che le si rivolse cogli
 44     I|             Le due donne sedettero. Mario girava su e giù, verso la
 45     I|          donne parlavano di cucina. Mario, colla testa in fiamme e
 46     I|             cosa giuochiamo, signor Mario?» si volse la Teresa. «Giuochiamo
 47     I|      avvocato e la signora Annetta.~Mario trasalì, ma la Teresa rivoltasi
 48     I|      accorse.~«Si metta qui, signor Mario; lei già non ha sonno. Scommetto
 49     I|             più pudori, rendeva per Mario più opprimenti quelle parole.
 50     I|             piglierà moglie, signor Mario, una bella donnina come
 51     I|      signora Annetta piuttosto ...»~Mario, colle mani tremanti, prese
 52     I|            incominciò. Ma il signor Mario non aveva la testa a segno.
 53     I|        meriggio. Alla terza partita Mario confessò di non saper giuocare,
 54     I|          una esclamazione sguaiata.~Mario ascoltava sempre, dicendosi
 55     I|        sull'erba come un contadino. Mario, in piedi, non parlava,
 56     I|          prato; guidava l'avvocato, Mario sedeva dirimpetto alla signora
 57     I|          quasi seccamente:~ «Signor Mario, ella può scendere qui.
 58     I|            rispondendo al saluto di Mario già disceso, e che si rivolgeva
 59    II|                      II~ ~Il signor Mario Zanetti era entrato da sei
 60    II|        celebrità del foro italiano.~Mario, presentandosi da solo,
 61    II|       affare, anche il più urgente.~Mario vi rimase solo. Era già
 62    II|         ottenuta presto dal giovine Mario nella famiglia vi modificò
 63    II|            le intenzioni recondite.~Mario cominciò col darle piccoli
 64    II|         andava troppo oltre, perché Mario era tutt'altro uomo dell'
 65    II|        essersi più vicino di prima.~Mario infatti cominciava ad innamorarsi
 66    II|      riconoscenza verso l'avvocato, Mario non ne sentiva; in quello
 67    II|             fortuna, si rifaceva su Mario del silenzio del marito,
 68    II|          fermava in piedi dinanzi a Mario; poi chiacchierava riempiendo
 69    II|             senza sapere il perché. Mario ne provava un solletico
 70    II|          maggior riserbo col signor Mario, come per fargli sentire
 71    II|            propria disapprovazione.~Mario lo aveva compreso.~Un giorno
 72    II|            fosse scoppiata in loro, Mario l'aveva abbracciata improvvisamente,
 73    II|         marito. Nei giorni seguenti Mario l'aspettò indarno nello
 74    II|             un giornale illustrato.~Mario la guardava di sfuggita.~
 75    II|             i pretesti per venirvi.~Mario mutava d'umore con lei.
 76    II|             bussare, per chiedere a Mario una spiegazione spesso inutile,
 77    II|       affabilmente, senza impaccio; Mario invece qualche volta tradiva
 78    II|          Non sapendo più che dirsi, Mario voltò macchinalmente le
 79    II|             colla solita fisonomia. Mario si era alzato respingendo
 80    II|           entrambi una sua assenza. Mario, quella mattina, arrivò
 81    II|             a letto. Per due giorni Mario resterebbe padrone dello
 82    II|        caldo dello scirocco. Quando Mario si sentì finalmente libero,
 83    II|        quasi ridicola.~Era allegra.~Mario ne fu meravigliato. Ella
 84    II|        altro sentiva lo sforzo. Poi Mario diventò così scuro che l'
 85    II|       scrittoio.~«Che odoredisse Mario, fiutandole l'aria al disopra
 86    II|           aveva abbassata la testa. Mario le prese la mano, l'altra
 87    II|            gabinetto era socchiuso. Mario andò bruscamente a chiuderlo,
 88    II|             al di  di noi stessi. Mario l'abbracciò; non parlavano,
 89    II|            vecchio Andrea aspettava Mario nell'anticamera.~«Se lei
 90    II|   animazione della sua fisonomia.~A Mario questa domanda parve ironica.~«
 91    II|      stamattina, quando è entrato.»~Mario si ricordò, ma lo sguardo
 92    II|           causa Ciampoli - Rocchi.»~Mario gliela diede.~Ma la sera
 93    II|           bambinescamente il dono a Mario. Egli impallidì; sopraggiunse
 94    II|            sopraggiunse l'avvocato. Mario riabbassò il volto sul fascicolo,
 95    II|            così schiacciante, che a Mario non avveniva quasi mai di
 96    II|       sinceramente, a proprio modo.~Mario non sapeva come lottare
 97    II|            dimestichezze. Cedendo a Mario non ne aveva ben saputo
 98    II|           accadano. Poi amava anche Mario senza preferirlo all'avvocato.
 99    II|            sorriso lo aveva ferito.~Mario, ingannato dalla sua luminosa
100    II|            per l'avvocato, ricevere Mario nella camera coniugale.
101    II|            che non erano frequenti. Mario ne arrabbiava. Quella prudenza,
102    II|            che soffro?»~«Ah, povero Mario!»~L'avvocato era di  nel
103    II|              nel gabinetto verde. Mario si era allungato, dandole
104    II|          una scrollatina di spalle.~Mario si era arrestato sull'uscio
105    II|            avvocato se ne illuminò. Mario, preso dalla malìa innocente
106    II|      avvocato guardò maliziosamente Mario. Questi gli dovette rispondere
107    II|       sguardo incontrò gli occhi di Mario scintillanti di rimprovero;
108    II|       imbarazzato dalla presenza di Mario.~Ella rispose prima con
109    II|     entrambi in una allegra risata. Mario era già uscito; nell'altra
110    II|            ultima gita in campagna, Mario, incontrando l'avvocato
111    II|            viso.~«Dove andate, caro Mario?»~«Non lo so, a zonzo.»~«
112    II|           egli stesso un fanciullo; Mario lo ascoltava, frenando a
113    II|            non potete comprenderlo, Mario, perché siete ancora troppo
114    II|                Infatti...» balbettò Mario.~«Le donne soffrono forse
115    II|            lontani dalla porta, che Mario non aveva ancor parlato;
116    II|        scendeva.~«Venite anche voi, Mario; sarete il primo a farla
117    II|             languidamente la mano a Mario.~«Ti senti già vicina alle
118    II|          invece mise negli occhi di Mario un'occhiata che vi spense
119    II|        vogliamo altri uomini, basta Mario. Ho mandato fuori la Veronica
120    II|   cordialità.~Appena rimasero soli, Mario si sentì riprendere dalla
121    II|               Anch'io.»~Ella guardò Mario, alla sfuggita, per fargli
122    II|            panettone e delle paste. Mario stesso pareva rabbonito,
123    II|           ella invece tornava verso Mario. Era quello l'uomo vero,
124    II|            sicurezza femminile, che Mario era il padre di Maria. E
125    II|          sensazioni. Avrebbe voluto Mario sempre vicino per rituffarsi
126    II|            ella ammirava sempre più Mario.~«Gli uomini! essi rimangono
127    II|            per ragioni di studio.~A Mario parve trasformata, più ardente
128    II|               Avevano combinato che Mario verrebbe spesso a passare
129    II|           furba; infatti vi riuscì. Mario, che avrebbe dovuto smaltire
130    II|            apprensione drammatica.~ Mario aveva finito col pranzare
131    II|          alla sua enigmatica figura Mario restava sovente imbarazzato.
132    II|     conveniente ad una cameriera, a Mario pareva inquietante. Era
133    II|            bramosie, si attaccava a Mario, comunque, covandolo collo
134    II|         cartella sedendogli presso. Mario, già sulle spine, nell'impossibilità
135    II|           risata nel giuoco, mentre Mario impallidiva.~ La mamma di
136    II|           impallidiva.~ La mamma di Mario, l'Orsolina, come la chiamava
137    II|           camera mentre si vestiva; Mario rispose male. Già l'amava
138    II|        proprio vanaglorioso egoismo Mario non sentiva la profonda
139    II|      incominciava ad impensierirsi. Mario entrato da lei, in un momento
140    II|    cominciava a dirsi un gran bene. Mario non lo seppe che dopo, e
141    II|       mostrato la moglieproruppe Mario.~«Lo senti, Annetta? Sareste
142    II|            caso un geloso, mio caro Mario? Allora seguite il mio consiglio,
143    II|          arrivata anche la mamma di Mario. La moglie dell'esattore,
144    II|        erano installate la mamma di Mario e la moglie dell'esattore
145    II|         chiuso nel gabinetto verde; Mario gli venne incontro tendendogli
146    II|     tendendogli la mano.~«Ho paura, Mario; sento che la cosa non andrà
147    II|            capo fra le mani.~Allora Mario capì tutta la profondità
148    II|    ascoltava con ammirazione; anche Mario si sentiva trascinate da
149    II|            ai propri occhi, diede a Mario un'occhiata di rimprovero;
150    II|            preoccupazione cresceva; Mario stesso se ne sentiva invadere.
151    II|           quanto ella fa per il mio Mario, volessi abusare della mia
152    II|                 Mi consolate tutto. Mario è un eccellente ragazzo,
153    II|      mantenga la protezione.»~Anche Mario arrivava.~ «Via tutti!»
154    II|              L'avvocato sorrise con Mario a quell'autorità improvvisa
155    II|             prima volta sua figlia! Mario ed Andrea lo attendevano
156    II|           della signora Annetta con Mario, perché da molti anni Andrea
157    II|             non aveva pensato che a Mario, per impedirgli nell'esaltazione
158    II|            più profondo della vita. Mario rimaneva nella casa tutto
159    II|       contro la provvidenza di Dio.~Mario era grave.~L'avvocato, dopo
160    II|       parlato anche l'altro giorno, Mario. Andrete voi a Firenze;
161    II|             aveva sonorità lugubri; Mario l'interruppe con un gesto.~«
162    II|        Perché disperare?» arrischiò Mario.~«In che cosa sperare? Non
163    II|            gettò nelle sue braccia.~Mario, seduto all'altro canto,
164    II|            si rivolse la Veronica a Mario, colle braccia alzate, giubilando.~«
165    II|            tornerò domani mattina.»~Mario spinto da un impulso irresistibile,
166    II|             forza d'alzarsi, mentre Mario indietreggiava, colto da
167    II|          Andiamo nella sua camera.»~Mario rimase solo nel gabinetto
168   III|                           III~ ~Fra Mario e la signora Orsolina accadevano
169   III|            di aver riconquistato su Mario l'antico ascendente. Ma,
170   III|          aspettativa, giacché amava Mario meglio per se medesima che
171   III|     superiori ripara le inimicizie.~Mario cominciò a mangiare frequentemente
172   III|     riguardo era cessato.~Un giorno Mario le disse freddamente:~«Giacché
173   III|                Tutto per quella...»~Mario le frenò con un gesto violento
174   III|            vi si lasciava prendere.~Mario le mandò una mattina un
175   III|       lasciato allora il gabinetto. Mario, dissimulando a stento il
176   III|          anche il caffè col latte.»~Mario sentì il sarcasmo.~«Dove
177   III|            farmelo pesare addosso.»~Mario invece rimase interdetto;
178   III|            petto.~Involontariamente Mario la riconobbe più signora
179   III|          altra porta del gabinetto, Mario vi entrò livido di dispetto,
180   III|          diventava anche più bella. Mario ne rimase profondamente
181   III|             freddo vento autunnale: Mario non sarebbe mai un grande
182   III|          fare qualche economia.~Poi Mario, troppo scarso d'ingegno
183   III|      campagna per vedere la Gigina. Mario la guardò partire coll'avvocato
184   III|            resta pure solo Andrea.»~Mario finse di seguitare a scrivere,
185   III|    principio, quando io venni qui.»~Mario sentì nel cuore la punta
186   III|      occhiata.~Da che la conosceva, Mario non l'aveva sentita parlar
187   III|         qualche intenzione riposta. Mario credette che volesse divertirsi
188   III|       caduto sulla signora Annetta.~Mario si era già compromesso con
189   III|              Si alzò per andarsene, Mario non la trattenne.~Sulla
190   III|          più fastidio.»~Quella sera Mario andò fuori di porta per
191   III|        languido degli ultimi raggi. Mario ritornò verso la città col
192   III|     intormentiti dal lungo inverno.~Mario non sapeva dove andare.
193   III|           loro passione sessuale.~A Mario pareva impossibile di essere
194   III|          premervi dentro la cenere.~Mario ebbe coscienza di essere
195   III|            mentre invece egli solo, Mario, aveva potuto svegliare
196   III| smisuratamente nella coscienza, che Mario si permise qualche ironia
197   III|          divido pienamente» replicò Mario, dando alla signora Annetta
198   III|            leggiero rossore. Allora Mario sperò di poterla riconquistare.
199   III|          passato la riprendeva. Poi Mario quella sera, chiuso nell'
200   III|        questa nuova affermazione di Mario: egli era il padre vero
201   III|            dell'amante sulla madre. Mario possedeva la parte migliore
202   III|        rispose abbassando la testa.~Mario si trattenne ancora; voleva
203   III|             inquieta pel timore che Mario si tradisse davanti alla
204   III|             andò anche troppo bene. Mario vantando la bellezza della
205   III|             tuo papà, il tuo papàMario, non ingannandosi sull'intenzione
206   III|             sempre solo:~«Il signor Mario è un miserabile.»~Marco
207   III|    filosofia dei vecchi.~D'altronde Mario si manteneva abbastanza
208   III|           femminile la compagnia di Mario nelle passeggiate e nelle
209   III|      avrebbe fatto il confronto fra Mario e l'avvocato per concludere
210   III|            in questi un amante; poi Mario si sarebbe tradito con qualche
211   III|     complimenti sulla sua bellezza, Mario le veniva quasi in uggia.
212   III|             doveva tale supremazia; Mario non era più che uno di quei
213   III|         nell'orgoglio di se stessa.~Mario se ne rodeva nel proprio
214   III|       adattarne un'altra qualunque. Mario vi aveva pensato indarno,
215   III|             impossibile; anch'egli, Mario, avrebbe dovuto comprenderlo.~«
216   III|             Gina.»~«Che m'importa?»~Mario si corresse:~«lo non voglio
217   III|               Ma lui è mio marito.»~Mario la respinse con un gesto
218   III|            pazzo.~«Sii ragionevole, Mario: vi sono delle cose impossibili.
219    IV|           decise.~Allora ne parlò a Mario, tenendolo molte notti nel
220    IV|      invocare un commissario regio. Mario rimase sbigottito della
221    IV|             confusamente, i guasti.~Mario, che naturalmente si era
222    IV|           sua preoccupazione. Anche Mario era accigliato. Nonostante
223    IV|            scoppiò a ridere, mentre Mario le faceva gli occhiacci.
224    IV|        separarsi l'avvocato disse a Mario:~«Mettetevi fra la folla,
225    IV|      riusciva; la stessa gelosia di Mario, a volta a volta seccante
226    IV|        facilità, che la presenza di Mario nello studio e il carattere
227    IV|            uno sparlato di lei e di Mario, si era tanto accanita nella
228    IV|          sguaiato sulla intimità di Mario coll'avvocato, presso una
229    IV|    freddezza, che siccome il signor Mario era coll'avvocato, in fondo
230    IV|         anticamera ne pareva piena; Mario, ultimo, chiudeva l'uscio.
231    IV|          esclamò vedendo finalmente Mario, e il suo sguardo espresse
232    IV|            sprezzante, «lei, signor Mario, perché non è venuto ad
233    IV|             non è già consigliere.»~Mario impallidì sotto le occhiate
234    IV|            coll'ingegnere Brunelli.~Mario sentì che tutta quella gente,
235    IV|            seduto alla scrivania di Mario, il conte Giglioli si mise
236    IV|     domandarono cinque o sei voci.~«Mario,» gli si rivolse l'avvocato,
237    IV|            la bontà di cercarne.»~A Mario parve di diventare un domestico,
238    IV|          risposero con un "hurrà!". Mario, entrato nel gabinetto verde,
239    IV|           avrebbero scritto meglio.~Mario insospettito andò a porsi
240    IV|         parevano incerti di salire; Mario li cansò difilandosi verso
241    IV|       frenesia degli urli cresceva. Mario, stretto fra un crocchio
242    IV|              Passarono dei secondi. Mario vedeva per la schiena il
243    IV|            dalla quale era entrato.~Mario era uscito travolto dalla
244    IV|             di  di ogni speranza; Mario si sentiva ripreso dall'
245    IV|        cavalli e carrozza...! Egli, Mario, sarebbe sempre egualmente
246    IV|           anima quasi v'intervenga, Mario nelle più atroci sofferenze
247    IV|             di monello.~Quella sera Mario non osò tornare da loro.~
248    IV|          solita partita a briscola.~Mario dovette per forza associarsi
249    IV|           nemmeno dopo la vittoria. Mario invece non studiava mai,
250    IV|          che non lo diventerà più.»~Mario protestò di aver sonno,
251    IV|      malgrado i suoi cinquant'anni.~Mario dovette fornire particolari
252    IV|             dai colleghi di giunta. Mario trovò l'avvocato ilare;
253    IV|       soggiunse dando un'occhiata a Mario, «qui mi seccheranno troppo.
254    IV|            adesso tocca ad altri.»~ Mario capì tutta la prudenza di
255    IV|          alcuni mobili abbandonati.~Mario dovette recarsi al tribunale;
256    IV|      rimasto pensieroso.~«Credi che Mario ci voglia bene?»~Ella sorpresa
257    IV|           espressione inquietante.~«Mario? ... ma certo.»~«Infatti
258    IV|           campagna li aveva divisi.~Mario non poteva andarci che di
259    IV|           che quasi gli somigliava. Mario riceveva i clienti, teneva
260    IV|           copertina delle pratiche.~Mario era di pessimo umore. Quella
261    IV|          prima dal convento. Quando Mario e l'avvocato giunsero sul
262    IV|         ridicolo scompariva.~Fece a Mario, che ella credeva un giovane
263    IV|        moglie per farla discendere, Mario teneva l'asino per la testa,
264    IV|          signora Annetta non fece a Mario nessuna speciale accoglienza.
265    IV|        intimidita dalla eleganza di Mario e dalla sua freddezza per
266    IV|           mazzo dei capelli. Salutò Mario col suo sorriso enigmatico.~
267    IV|        serve e delle spese di casa. Mario aspettava, sollecitandolo,
268    IV|       parlava a monosillabi. Allora Mario, con uno sforzo, voltò il
269    IV|      intervenne la signora Annetta.~Mario, per ripicco, mise in ridicolo
270    IV|          prato a prendere il caffè. Mario doveva ripartire subito
271    IV|        insieme dimentiche di tutti.~Mario strinse prima la mano alla
272    IV|        studio.~«Non dubiti» rispose Mario, rivolgendosi per dare un'
273    IV|          disse:~«È un bel giovane.»~Mario si sarebbe sentito vendicato
274    IV|           dall'umore più bizzoso di Mario, aveva tentato due o tre
275    IV|       secreto approvava, giudicando Mario dalle buone parole dell'
276    IV|            ventisette anni suonati, Mario doveva pensare ad accasarsi;
277    IV|            valore a questa qualità. Mario si schermì, lasciando comprendere
278    IV|          cosa ben avviata.~ Infatti Mario, incontrando il signor Cesare
279    IV|            invece rientrò in casa.~ Mario destramente riuscì a sfuggire
280    IV|     precipitosamente nella stanza.~ Mario discese col cuore gongolante.~
281    IV|           essere odiosi ed odiati.~ Mario invece difendeva il celibato.
282    IV|            signor Cesare si voltò a Mario, ammiccando con quel suo
283    IV|             ha per chi spenderli?»~ Mario si lasciava cullare da quel
284    IV|         improvvisa:~ «E lei, signor Mario, quando pensa dunque a pigliar
285    IV|           tante volte lo si creda.»~Mario quella sera aveva detto
286    IV|           Un giovane come il signor Mario!»~Stettero un pezzo sul
287    IV|             l'avvocato, l'Annetta e Mario avrebbero accompagnato i
288    IV|      ondulava al vento della notte. Mario, dopo molto destreggiarsi,
289    IV|        verrete nello studiodisse Mario alla signora Annetta, profittando
290    IV|          ribatté sul medesimo tono.~Mario aveva dovuto fare da cavaliere
291    IV|          come i gatti.»~Una mattina Mario incontrò tutta la famiglia
292    IV|           signora Orsolina, e pregò Mario di condurle da lei per riannodare
293    IV|            relazione di una volta.~ Mario rimase imbarazzato della
294    IV|          Cesare cercò di far dire a Mario quanto lavoro e quanti quattrini
295    IV|          bisogno della loro causa.»~Mario, umiliato dalla giustezza
296    IV|     compromettersi, e a poco a poco Mario si famigliarizzò coll'idea
297    IV|             so.»~«Allora io resto.»~Mario rimase indeciso.~«Andate.»~
298    IV|           avrebbe accolto benissimo Mario per nobilitare la propria
299    IV|             possa accettare, signor Mario: è una delle migliori doti
300    IV|           acuto odore di gelsomino. Mario sentì di perderla, accettando.~«
301    IV|      inquietante nei brevi silenzi. Mario sentiva il suo orgasmo.~
302    IV|           l'avvocato riprendeva con Mario la conversazione. Ma egli
303    IV|      Orsolina entrò nella camera di Mario.~«Se vuoi, tutto è fatto.
304    IV|           può mettere su carrozza.»~Mario ascoltava.~«Perché siete
305    IV|           avara era quasi solenne.~«Mario, bisogna smettere.»~Egli
306    IV|     pianterà, se non la pianti. No, Mario, senti: da' retta a me.
307    IV|           la domanda. Promettimelo, Mario.»~Egli era persuaso, ma
308    IV|             tutti i giorni.~Infatti Mario, in quella irritazione gelosa
309    IV|             si calmava poco dopo; e Mario, che aveva sperato di riprenderla
310    IV|           del loro stesso giornale. Mario era seccato di quei discorsi,
311    IV|            v'andrebbe, mentre egli, Mario, quantunque primo giovane
312    IV|  attraversata da gruppi di ragazze. Mario, vestito anch'esso colla
313    IV|            proclamazione a sindaco. Mario era anche esso sulle spine;
314    IV|           sapendolo, si nascondeva. Mario imparò che era uscita per
315    IV|          abbagliante, mentre invece Mario sentiva la coscienza farglisi
316    IV|             seguisse.~«Che cos'hai, Mario, che sembri così triste?»
317    IV|             gli rimaneva convulso.~«Mario!...»~Egli la guardò così
318    IV|          altra porta per origliare. Mario entrò nel gabinetto.~Poco
319    IV|             principio di abbandono.~Mario si sentì riavvampare. La
320    IV|            tempo di perdonarsi.~Poi Mario inquieto le domandò:~«Sei
321    IV|         Giurami che non ami che me» Mario le chiese, riprendendola
322    IV|            sulla bocca in un bacio.~Mario si alzò.~«Vieni con me.»~«
323    IV|          incerto, quasi di porpora. Mario procedeva a tastoni, ella
324    IV|          sapone stagnava nell'aria.~Mario s'appoggiò al capezzale,
325     V|         Bruschi con alcuni parenti, Mario, ancora inebbriato, aveva
326     V|        signora Annetta ricompensava Mario con un sorriso.~Ma quando
327     V|       ancora il pianto negli occhi. Mario, che si sentiva già nell'
328     V|       raffreddarono.~Per contentare Mario ella aveva promesso di venire
329     V|             potevano. Ma adesso che Mario le aveva tutto sacrificato,
330     V|           rottura aveva procurato a Mario più di un dispiacere, perché
331     V|             da quelle che evitiamo, Mario per qualche mese fu bersagliato
332     V|       ripresa finalmente la Gigina, Mario fu anche più contento di
333     V|       ottenesse, egli o l'Annetta o Mario, un bacio dalla piccina.
334     V|             me!» le aveva domandato Mario colle labbra tremanti, sollevandola
335     V|      intorno alla propria bellezza. Mario invece era stato preso dalla
336     V|        opera di un altro uomo; lui, Mario, non era che l'eterno contrabbandiere,
337     V|        contro quella pretensione di Mario sulla Gigina; la Veronica,
338     V|             procurava all'avvocato. Mario non sorprendeva mai nelle
339     V|       capire certe cose? Adesso era Mario, che si sentiva accusato
340     V|   penetrarle nella camera da letto, Mario aveva poi sempre voluto
341     V|          sufficiente per due figli, Mario pretendeva che non avesse
342     V|       riscaldata dalle preghiere di Mario, aveva finito col promettere.~«
343     V|            Egli era ben superiore a Mario, sempre malcontento anche
344     V|        fosse diventata la moglie di Mario (ed era pur stato possibile)
345     V|        avvenire.~E con tutto questo Mario diventava ogni giorno più
346     V|            loro apparenza di sposi. Mario ne aveva gongolato, sebbene
347     V|           posto lasciato vacante da Mario. Per colmo di sventura la
348     V|         avvocato Filippo, mentre di Mario, arrestatosi in quella posizione
349     V|           tempo.»~Ella ne parlò con Mario, che, temendone già vivamente,
350     V|            cause grosse, e lasciare Mario a rappresentarlo in questo.~«
351     V|          Con quell'asino del signor Mario?»   «Il signor Mario se
352     V|         signor Mario?»   «Il signor Mario se ne andrà» ribatté Andrea
353     V|     parevano della stessa opinione. Mario si fiutava intorno tutte
354     V|        resterebbe il giovane Gelli. Mario diventava taciturno come
355     V|             subito l'inferiorità di Mario, non meno borghese dell'
356     V|       toglierla dalla soggezione di Mario, rimasto fino allora per
357     V|         vestiva ancora a Firenze.   Mario, vinto, cominciava a raccomandarsi.
358     V|              come tutti i deputati. Mario le diminuiva nella coscienza.
359     V|            vita parassitaria, e che Mario aveva sino allora mantenuto
360     V|          parte degli uomini deboli, Mario, incapace di più dominarla,
361     V|            era ancora vinto; allora Mario tentò un colpo decisivo,
362     V|            gli occhi sfavillanti di Mario minacciavano uno scandalo;
363     V|         avvocato vi accondiscese, e Mario si accovacciò per ripetere
364     V|          dispettosamente le spalle.~Mario non era però che a mezzo
365     V|      espressione cupa e ripugnante. Mario pensò involontariamente,
366     V|     spaventata.~La domenica, quando Mario tentò di condur via la Gigina
367     V|         avvocato aveva un'adunanza.~Mario tremava perché la Gina,
368     V|        bello per il signor avvocato Mario Zanetti. Non vi sono che
369     V|          dopo cinque lunghi minuti, Mario sboccò dal portone, la bambina
370     V|             urlo così disperato che Mario confuso, atterrato, dovette
371     V|          bambini a gente come lei!»~Mario era rimasto nel gabinetto,
372     V|         credeva partito. Il viso di Mario esprimeva un dolore così
373     V|            agitarsi; la presenza di Mario l'impensieriva perché l'
374     V|       lavorava nella cucina. Allora Mario ebbe una grande risoluzione;
375     V|            come se fosse impazzito; Mario punto da quella meraviglia
376     V|      ragioni. Ma si sentiva stanca. Mario invece, esaurito da quel
377     V|            sempre mentito» ripeté.~«Mario...»~«Tu ami lui invece,
378     V|            quando giunse all'uscio, Mario aveva già rigettate le coperte
379     V|        ultimo indefinibile ritegno, Mario la percosse sulla guancia
380    VI|             passato più di un anno.~Mario seduto allo scrittoio nel
381    VI|            la rottura coll’Annetta, Mario non aveva più osato presentarsi
382    VI|            e disse ironicamente che Mario doveva averlo creduto uno
383    VI|            poi dimenticò. Ma quando Mario prese quello stanzino, per
384    VI|           crudele con lui al caffè. Mario,già sfiduciato della prova
385    VI|          incontrarsi coll'avvocato; Mario impacciato non sapeva che
386    VI|            di me, ricordatevi, caro Mario, che vi ho sempre voluto
387    VI|          procuratore. Siamo intesi, Mario; m'aspettano dal conte Giglioli.
388    VI|           cresce a vista d'occhio.»~Mario si era sentito stringere
389    VI|           che era cambiato. Infatti Mario, un po' dimagrato, non aveva
390    VI|    indovinava nell'animo. Prima che Mario se ne accorgesse, la Gina
391    VI|             mai stata così amabile. Mario, colpito dal suono quasi
392    VI|            una maniera particolare. Mario sentì l'amabilità della
393    VI|             Erano arrivati al tema. Mario aveva il cuore così grosso
394    VI|    scacciarne un pensiero doloroso. Mario sospirò.~«È facile ingannarsi,
395    VI|         ingannano.»~«Eppure, signor Mario, a me pare, che debba essere
396    VI|            era così trasparente che Mario si scosse:~«Esse ne hanno
397    VI|         sinceramente.»~Questa volta Mario comprese. Fu una rivelazione,
398    VI|           sul quale dava l'uscio, e Mario andò a chiuderlo come avrebbe
399    VI|       avvocato Gelli vada a monte.»~Mario alzò sprezzantemente le
400    VI|             nelle sue carte, signor Mario? Non vi saranno bigliettini
401    VI|            della mia visita, signor Mario?»~Ella guardò l'orologio,
402    VI| giustificarsi dinanzi alla ragione, Mario si diceva che, essendo il
403    VI|       regolarmente le biancherie di Mario alla lavandaia, ma non puliva
404    VI|            non allestiva il pranzo. Mario aveva dovuto finire col
405    VI|         rocca imprendibile» disse a Mario un collega di foro, indicandogli
406    VI|          barcaccia degli ufficiali.~Mario aveva avuto un malvagio
407    VI|        avesse avuto invece?»~«Chi?»~Mario non osò vantarsi per timore
408    VI|        capitano.»~Infatti era vero. Mario si voltò vivamente incrociando
409    VI|          degli ufficiali.~Nullameno Mario non credeva a quella civetteria.
410    VI|             mediocrità del partito. Mario si lusingò, senza poterlo
411    VI|          vento più forte.~A momenti Mario riacquistava importanza
412    VI| rappresentarlo nello studio; laonde Mario si destreggiava affettando
413    VI|            di lui. Qualcuno disse a Mario che egli, volendo, avrebbe
414    VI|           in quella lunga intimità; Mario lasciò dire, poi scherzò,
415    VI|           stato naturale. Ma quando Mario se ne andava, nessuno lo
416    VI|            lubrico pei combattenti. Mario, spaventato, dovette simulare
417    VI|           neutralità come quella di Mario doveva finire coll'offendere
418    VI|         come l'eletto, s'imbatté in Mario uscito solamente allora
419    VI|          scrivendo nella Gazzetta?»~Mario aveva impallidito, tutti
420    VI|         dopo l'avvocato incontrando Mario non rispose al suo saluto.~
421    VI|          per quattro o cinque volte Mario trovò in pretura un accanimento
422    VI|         Tutti trionfavano intorno a Mario; a lui non rimaneva che
423    VI|        essere imputato che pretore.~Mario rileggeva forse per la decima
424    VI|             di parlare con qualcuno Mario gli si accompagnò. Il vecchio
425    VI|           lo studio. Strada facendo Mario divenne così umile che l'
426    VI|        arrivare allo studio.~Allora Mario si mise a gironzolare per
427    VI|           della città vi sarebbero.~Mario abbassò la testa. Vagò ancora
428    VI|         della stanza fece rinvenire Mario. Si trasse quasi vergognosamente
429    VI|             nessuno di rispose Mario con accento sbigottito.~«
430    VI|           grande scaffale di mezzo.~Mario sempre col cappello in mano,
431    VI|            era mutato nello studio. Mario si accostò al proprio scrittoio,
432    VI|      facendo quel regalo al marito.~Mario non avrebbe mai un simile
433    VI|             ridendo come una pazza.~Mario vaneggiava. Gli pareva di
434    VI|         avvocato si serviva sempre. Mario era allo scaffale del Laurent.
435    VI|            città venivano a frotte. Mario passò dall'altro lato della
436    VI|           la gente cresceva sempre. Mario allungava ogni volta più
437    VI|            perdendosi quasi subito. Mario si sentiva stillare dalla
438    VI|        primo finestrino illuminato.~Mario ebbe come la sensazione
439    VI|        senso istintivo d'abbandono.~Mario si volse, non rimanevano
440    VI|         notte profonda, verso Roma.~Mario traversò il binario a testa
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