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1 | 18 2 VI| ritratto c'era una data, 1890, 18 aprile, quella della 3 | 25 4 | a' 5 I| colla Teresa. Quindi, nell'abbacinamento di quella luce, tutte le 6 V| voglio la tua risposta. Abbandonarmi non puoi, dopo che mi hai 7 II| all'Università senza troppo abbandonarsi agli amori e resistendo 8 II| delle sue seduzioni, quegli abbandoni da bambina, che si rifugia 9 II| reazioni che provoca dopo gli abbassamenti di temperatura. Si capiva 10 V| profonda, che gli altri due abbassarono la testa, sopraffatti dalla 11 II| adopero altro.»~Ella aveva abbassata la testa. Mario le prese 12 I| dovette seguirlo, ma aveva abbassato la testa, vergognosa dei 13 II| complimento.»~A casa la trovarono abbattuta sopra una poltrona quasi 14 I| libertà di quello scarso abbigliamento, pareva anche più greve; 15 IV| signora Berta colla figlia abbigliata di bianco; alcuni salutando 16 IV| undici. L'avvocato, già abbigliato col grande soprabito nero 17 I| rimise la cappellina, e si abbottonò la giacca. Nel mezzo sorgeva 18 IV| tentazioni di tutti quegli abbracci, e che la signora Annetta 19 III| e nel lasciarsi persino abbracciare rapidamente, pericolosamente, 20 IV| senza poter parlare, senza abbracciarla, ma appena dentro l'aria 21 VI| tempo, quando veniva ad abbracciarlo, tutto sarebbe stato ancora 22 V| avevano appena il tempo di abbracciarsi nel gabinetto, furiosamente, 23 IV| una trina del collo. Così abbracciati caddero su quella stessa 24 IV| sindaco futuro. Ma troppo abile per mostrarsi in questa 25 IV| Bruschi erano venuti ad abitare un loro vecchio casino, 26 II| moglie dell'esattore, che abitava al piano superiore. Quell' 27 IV| sulle ginocchia, nella posa abituale del convento.~«Quando verrete 28 IV| posizione nel mondo, ma si era abituata a non temerne in quella 29 II| della propria posizione, abituato allo studio, sebbene scarso 30 VI| piacere. La sua misantropia si abituava alle inutili occupazioni 31 II| per il mio Mario, volessi abusare della mia esperienza per 32 IV| mano ferma sradicando gli abusi, così da farsi al tempo 33 II| si sa mai come certe cose accadano. Poi amava anche Mario senza 34 II| non si muovere.~Finalmente accadde quello, che il vecchio Andrea 35 I| altri, su quanto stava per accaderle in quel pomeriggio così 36 V| ancora deciso; bisognava che accadessero le elezioni, che l'avvocato 37 III| Mario e la signora Orsolina accadevano scene frequenti.~Dopo aver 38 II| frasi. Ma sapete quello che accadrà? Piglierete moglie, perché 39 IV| campagna, ma ella vi si accalorò. La Giulia lo guardava con 40 VI| Mario trovò in pretura un accanimento che lo sopraffece. I suoi 41 IV| e di Mario, si era tanto accanita nella chiacchiera, che si 42 III| impenetrabilità, egli vi s'accaniva senza accorgersi di perdere 43 IV| bella figura, in quel lungo accappatoio bianco a larghe pieghe, 44 II| notte; l'avvocato poteva accarezzarla, ne riceveva le carezze 45 IV| Mario doveva pensare ad accasarsi; la Giulia con cinquantamila 46 VI| allora i ricordi gli si accavallarono sulla coscienza. La prima 47 II| ridere con lui. La collera lo accecò; entrò nel gabinetto. La 48 I| contegno si era messo ad accendere un sigaro, rompendone replicatamente 49 I| destò e riprese la pipa per accenderla.~«Che caldoesclamò la 50 II| mise un dito sulla bocca, accennando coll'altra mano alla porta 51 I| esclamò sopra altro tono accennandogli l'uscio, dietro al quale 52 II| venne Talli, la febbre non accennava a decrescere; mandò via 53 III| marito; ad ogni più lieve accenno di carezza li vedeva già 54 IV| espressa con ogni varietà di accenti dai poeti di tutte le generazioni, 55 III| timore di non essere più accettabili tardando, ella che non era 56 IV| Mario sentì di perderla, accettando.~«Quella è una buona ragazza, 57 VI| educazione, dietro una donna che, accettandolo senza amarlo, aveva profittato 58 II| della vecchia sembrava più accigliata. In quel ritratto era vestita 59 II| lasciavano più il suo letto, accigliati davanti a quel pericolo 60 V| sindaco conferitagli per acclamazione, adducendo la necessità 61 IV| a Mario nessuna speciale accoglienza. Pareva allegra della campagna 62 IV| solo coll'Annetta. Ella lo accolse allegramente, ma alla sua 63 V| candidatura dell'avvocato, accolta prima che posta, e ripetere 64 VI| colpe, e gli rispose di accomodarsi pure.~Nulla era mutato nello 65 VI| intensamente.~Era dunque un accompagnamento trionfale? Eppure l'avvocato 66 I| superiore. Egli dovette accompagnare l'avvocato nella stalla 67 V| pomeriggio, aveva voluto accompagnarla ad una passeggiata, che 68 IV| signor Cesare si offerse di accompagnarlo, perché non avrebbe saputo 69 IV| aver sonno, ma allora lo accompagnarono a casa. Dall'avvocato passarono 70 II| banda cittadina. Egli li accompagnava spesso, ma il suo contegno 71 VI| forse? La signora Annetta accompagnerà senza dubbio l'avvocato, 72 VI| in casa Gelli. Questi li accompagnerebbe a Roma colla propria signora.~ 73 V| comprendere l'ineleganza di certe acconciature e la volgarità di certi 74 V| scandalo; l'avvocato vi accondiscese, e Mario si accovacciò per 75 IV| aspettava la sarta, non vi acconsentì. Quella mattina era tutta 76 II| quasi una gioia paterna nell'accontentarla in tutte le fantasie. L' 77 IV| talvolta la tregua dei partiti accorda ad un uomo nuovo. Ma sotto 78 I| alla partita.»~«Due»~Si accordarono sui due centesimi.~La partita 79 IV| non ancora incominciate, accordi fraudolenti nella vendita 80 III| Avremmo! quasi che foste d'accordo. Non lo senti che queste 81 V| muso, perché tutti se ne accorgano!»~Egli tentò invano d'insegnarle 82 IV| La Gina se ne potrebbe accorgere.»~Ma egli l'aveva abbracciata 83 II| sentimento dubbioso, e dopo s'accorgevano di essersi più vicino di 84 V| ti salti in testa; ora mi accorgo che ho fatto male a cederti, 85 II| Lo sai, le donne se ne accorgono.»~Ella si era animata, stava 86 II| rapidamente in se stessi, si accorsero di amarsi ancora troppo 87 I| Girolamo e dei contadini accorsi sul prato; guidava l'avvocato, 88 II| una chiamata, e sarebbe accorso.~L'ammalata in preda ad 89 IV| mentre in punta di piedi si accostava all'altra porta per origliare. 90 V| accondiscese, e Mario si accovacciò per ripetere la proposta 91 VI| gli altri, e non si vuole accrescere il peso delle proprie umiliazioni, 92 IV| ove esercitare le forze accumulate pazientemente nel lungo 93 VI| risparmi e di sacrifici accumulati nella sua educazione, dietro 94 III| elegante soprabito nero, accuratamente pettinato, coi baffetti 95 VI| Colla mamma si detestavano, accusandosi reciprocamente in silenzio 96 III| donnesca, trasformandosi da accusata in accusatrice.~«Quant'è?» 97 V| era Mario, che si sentiva accusato di non comprendere.~Queste 98 III| trasformandosi da accusata in accusatrice.~«Quant'è?» egli le chiese 99 V| perderla senza riparo, e l'accusava, s'indispettiva, perché 100 IV| sopra tali inezie. Lo si accusò di manìa del potere, solita 101 II| reso spaventevole ad ogni acquirente, doveva impensierire anche 102 II| dell'avvocato, provando un'acre voluttà a dare così i propri 103 II| contraeva sotto le fitte acute dei primi spasimi.~Il medico 104 VI| Anche allora provava i morsi acuti della gelosia come il primo 105 IV| scardinare il matrimonio si adagiavano naturalmente nel suo quadro, 106 III| grazioso delle donne, l'adagiò sul petto del marito, come 107 III| quella nuziale, senza modo di adattarne un'altra qualunque. Mario 108 IV| Poi tutti i consiglieri, addensati intorno al sindaco, indietreggiarono. 109 IV| quale essa prodiga, per addormentargli i sospetti, le carezze di 110 I| intensa, che l'anima stessa si addormiva in fondo alle proprie ombre.~« 111 VI| Molta gente si era già addossata all'altra sbarra per veder 112 V| conferitagli per acclamazione, adducendo la necessità di dover vivere 113 II| niente.»~«Chi è stata?»~«L'Adelaide Cucchi.»~«Una imbecille! 114 II| che potresti non saperla adempiere. Certo ti domando una cosa 115 IV| radicali ai loro numerosi adepti, il tumulto era scoppiato 116 II| È acqua di miele, non adopero altro.»~Ella aveva abbassata 117 IV| Questa volta egli vi si adoperò così bene, che i nuovi consiglieri 118 IV| reciproci difetti invece di adorarli. Quella malinconia delle 119 I| a sua moglie adorabile e adorata, che poteva tradirlo impunemente, 120 II| allegra trovava tutto facile, adorava i vestiti e sorrideva ad 121 V| ambo vincendo otto lire, adoravano la piccina per quella felicità, 122 V| abbandonandosi a tutte le sue adorazioni si sentiva talvolta presa 123 V| Annetta. L'avvocato aveva un'adunanza.~Mario tremava perché la 124 IV| commenti. Si annunziavano adunanze di società radicali, altri 125 I| I~~ Nell'afa del meriggio Mario sollecitava 126 II| signora Annetta gli sorrideva affabilmente, senza impaccio; Mario invece 127 IV| andito si vedeva la Gina affaccendarsi intorno alla tavola già 128 II| invece di fare l'ospite, s'affaccendava colla solita bonarietà a 129 II| assopito in una dormiveglia affannosa.~Poi si destò. La luce del 130 II| esistenza. Qualche dubbio affannoso gli risorgeva nell'anima 131 IV| egli non poteva ascoltarlo, affascinato suo malgrado da quelle due 132 IV| mentre quella sua faccia affascinava così il pubblico che, malgrado 133 IV| due donne. Questo sogno lo affascinò. La ragazza, vuota come 134 II| buon numero di ammiratori affermavano già che ne uscirebbe trionfante. 135 II| che ella resistesse, ed afferrandole con una mano il mento, le 136 III| mi vuoi più bene.»~Egli l'afferrò alla cintura per impedirle 137 IV| propria attesa si voltò affettatamente alla Annetta. Ella gli prese 138 III| dianzi inquieto e sottomesso, affettò la disinvoltura, mettendo 139 III| già rammollito da qualche affettuosità senile. Ella lo interrompeva, 140 II| impossibile, col rispetto affettuoso che sentiva per l'avvocato, 141 IV| testamenti non eseguiti, poderi affittati dei quali non si percepivano 142 IV| corrisposte e non si trovavano gli affittuari, spese incredibili nei restauri 143 V| voglio bene, e tu non fai che affliggermi. Non posso già impedire 144 IV| come tutte le signore? Era afflitta, sebbene non volesse mostrarlo, 145 V| scemate. L'avvocato, nell'affluenza sempre crescente delle cause, 146 V| al teatro, festeggiata, affollata di visite, dacché la contessa 147 VI| erano tappezzati, la gente s'affollava a leggerli, rideva, vociava, 148 IV| invulnerabile, mentre i mariti affondano in una carriera o in una 149 IV| salutò vivamente colla mano affrettando il passo. Ella corse alla 150 III| fremente di rimproveri, ella affrettandosi, e nell'orgasmo della fretta 151 III| quelle vecchie galanti, che s'affrettano coi giovani per timore di 152 IV| matrimonio.»~«Bisognerà dunque affrettarlo» ribatté sul medesimo tono.~ 153 IV| dovuto mettere studio da sé, affrontando tutte le difficoltà della 154 III| Piccini arcati questi, sottili affusolate, di un candore inquietante, 155 I| aspettare che il brodo si agghiacciasse, cercava con prudente insistenza 156 I| vedeva un nuvolo d'insetti aggirarsi in vortice denso e silenzioso; 157 VI| sulla fronte dei curiosi aggrappati alla sbarra con un senso 158 IV| abbastanza tempo, per non aggravarli colla propria attesa si 159 IV| interessare. Il problema gli si aggravava a ogni minuto sul cuore. 160 VI| al mese. Sul pretore si aggravavano i marescialli dei carabinieri 161 IV| numeri dell'Avanti! che aggredivano l'avvocato, per intorpidare 162 IV| quella donna i fremiti dell'aggressione. Prima ancora di amarla 163 III| che egli la sorvegliava aggrondato da un altro tavolo, col 164 II| abbandonata, in seguito ad un aggrovigliamento inestricabile di litigi 165 II| un attimo sospettò di un agguato, ma l'avvocato era caduto 166 I| una invisibile pioggia di aghi dritti e continui, che foravano 167 II| mondo a guadagnarvi una agiatezza invidiata.~Così egli rese 168 V| Ma l'Annetta tornava ad agitarsi; la presenza di Mario l' 169 VI| coscienza dell'Annetta non si agitassero tali sentimenti. Quindi 170 II| Annetta, cogli occhi chiusi, s'agitava sotto le coperte. Nella 171 IV| Intanto nel paese cresceva l'agitazione politica provocata dalla 172 IV| di quella posizione, cui agognava, e un pretesto per fargli 173 II| immagine di lei, sformata, agonizzante, gli era rimasta spaventosa 174 III| quasi incerto, colle spalle aguzze, il petto piallato, le anche 175 II| del quale la scelta di un aiutante, cadendo su lui, aveva naturalmente 176 V| che di rado, e bisognava aiutarle di lunga mano. Quindi pensando 177 III| di scendere in strada ad aiutarli come le altre volte.~Poco 178 I| Veronicastrillò «vengo ad aiutarti; farò io i crostini.»~E, 179 IV| convenire che l'avvocato ti ha aiutato colle sue raccomandazioni.»~« 180 IV| combattere quello, che da anni aiutava abbastanza bene i radicali 181 II| equilibrio della mente l'aiutavano a dominarsi. Il vecchio 182 IV| orgoglio di dotare, e senza aiuto d'altri, la città di un 183 IV| leggera leggera come un'ala di colomba.~Non si lagnavano 184 IV| mattinata. L'indomani sino dall'alba la città era in festa, piena 185 | alcun 186 II| domestiche, senza nessun alimento sostanzioso per lo spirito 187 I| viti; le canape alte e cupe alitavano un aroma amaro, mentre i 188 III| contenta di non doverla allattare. Ciò le avrebbe rubato troppo 189 II| come si fa adesso? Voleva allattarla da sé, non ha voluto assolutamente 190 IV| trascinava ad una effimera alleanza coi fautori della monarchia, 191 VI| tutta una confessione per alleggerirsi il peso, sotto al quale 192 III| fanciulli ridevano cianciando, allegri di quel risveglio alla vita 193 IV| de' suoi sguardi ella si allentò mollemente, poi raddrizzandosi 194 VI| Solamente il giorno dopo non allestiva il pranzo. Mario aveva dovuto 195 II| creaturina che non potrò allevare; no, non lo potrò... Le 196 III| Come tutti i genitori, che allevarono i figli in vista di un avvenire 197 III| spilorcia, che mi avete allevato per speculazione! Adesso 198 IV| della discussione. Questi, allibito, si era alzato per dire 199 III| Quindi gli volse le spalle, allontanandosi con quel suo portamento 200 II| entrò nella magistratura per allontanarsi dalla città, dopo una dolorosa 201 III| molte coppie innamorate si allontanavano parlando sommessamente nella 202 I| letto. Tornò ad alzarsi, si allontanò ancora verso il sole, che 203 I| lei, signor avvocato.»~«Allude forse ai processidisse 204 II| rispose con voce grave, alludendo seco medesimo al peccato 205 II| raffinatezza di eleganza, ma non alludeva mai a quella scena passata, 206 II| gabinetto verde. Mario si era allungato, dandole un bacio sulla 207 I| del pranzo nel sangue, si allungavano inconsciamente sulla scranna. 208 III| scrivania con un'eleganza così altera e disinvolta, che lo dominava. 209 II| ingrossare della gravidanza le si alterava la gioconda facilità del 210 VI| che il ricordo cinico ed altero di quell'adulterio lontano, 211 II| stravagante e stonato. Due alti stivalini di raso nero le 212 IV| Biagio, della quale l'arco altissimo lasciava vedere tutto un 213 | altr' 214 | altrettante 215 | altrettanti 216 IV| sparissero, quando nell'alzare gli occhi dentro un raggio 217 IV| del momento che tutti s'alzarono.~«L'indomani del matrimonio.»~« 218 II| Veronica a Mario, colle braccia alzate, giubilando.~«Davvero, dottore?»~« 219 I| casino per vedere se fossero alzati, pur sapendo che era ancora 220 IV| Adesso strane paure le si alzavano dal cuore. Non sapeva nulla 221 IV| orgogliosamente.~«Non ti alzi?»~La signora Orsolina era 222 II| bottiglie in mano.~«Lei, signora Amalia, vada su ad invitare anche 223 II| protezione di uno più forte, amandolo col trasporto effimero e 224 IV| solamente lo desiderano quando amano.»~In tutto quel pomeriggio 225 III| dove andare. Una solitudine amara gli si dilatò improvvisamente 226 IV| ella medesima aveva dovuto amarli. Solo uno scandalo l'avrebbe 227 III| comprenderlo.~«E dici di amarmi? gli dài i medesimi baci...»~« 228 I| cupe alitavano un aroma amaro, mentre i gelsi, sfogliati 229 II| stessi, si accorsero di amarsi ancora troppo poco, per 230 IV| lei che quei due uomini l'amassero, che ella medesima aveva 231 III| buona di te... se tu mi amassi, non mi tratteresti così» 232 IV| dopo quell'amore, giacché s'amavano solo per effusione di giovinezza, 233 III| La Gina nel compiere l'ambasciata lo guardava freddamente, 234 III| per me.»~E le stringeva ambe le mani, comunicandole il 235 | ambedue 236 V| lui per ottenerla. Poi in ambi i casi l'Annetta sarebbe 237 III| aveva giudicato. Tutte le ambizioni della sua vita, che non 238 V| Sono io il tuo papà, che ti amerà più di tutti, anche più 239 IV| tutto è rotto. Ma tu mi amerai sempre?»~«Come te» gli sussurrò 240 VI| colla confidenza di una amica.~«Così così.»~La Gina avrebbe 241 IV| passione di un Otello o di un Amleto concentra tutto il dominio 242 IV| trifoglio era riuscito ad ammassare una dote di centomila franchi 243 IV| laboriosi, nei quali avevano ammassato a lira a lira quel patrimonio. 244 II| vero? Quella donna, che ammazza l'amante scoprendolo troppo 245 I| non mettersi a letto per ammazzare il tempo? E l'immagine della 246 IV| recriminazioni dell'amore; non poteva ammettere di essere così abbandonato 247 IV| Cesare si voltò a Mario, ammiccando con quel suo tic nervoso 248 IV| veniva dilapidato dagli amministratori, che per vanità di comando 249 II| quello. Giorgi e Talli, ammirabili di devozione, non lasciavano 250 IV| Perché non usciva a farsi ammirare sotto il loggiato dopo l' 251 IV| tutti invece l'avrebbero ammirata.~Egli vide la signora Berta 252 II| bruttezza progrediente, ella ammirava sempre più Mario.~«Gli uomini! 253 VI| diventava derisoria per un ammogliato, giacché, computate tutte 254 II| E siccome l'avvocato, ammollito da tanti colpi improvvisi, 255 I| declinare. La campagna si ammolliva sotto ombre sempre più grandi, 256 II| occhiate, che sembravano ammonirlo severamente di non complicare 257 II| ed un lenzuolo giacevano ammucchiati presso l'armadio a specchio. 258 V| lo avrebbe fatto. lo ti amo invece; ho rinunziato a 259 II| trasformata, più ardente ed amorosa. La femmina, in quello sbocciare 260 IV| s'intese gridare: "Viva l'anarchia".~Tre o quattro consiglieri, 261 | anco 262 VI| di un treno, ma veniva da Ancona, e la gente cresceva sempre. 263 I| avvocato accese la pipa, andandosi a sdraiare sul divano.~Mario 264 IV| divisi.~Mario non poteva andarci che di rado, dietro un invito 265 II| ha capito, Talli! Bisogna andargli a casa, e portarli qui insieme, 266 VI| voluto che le dicesse di andarla a trovare. Quella conversazione 267 VI| comprese benissimo a chi altri andasse l'allusione, ma il disgusto 268 III| medesima, finché le altre se ne andavano stanche a novellare in giro 269 IV| proprio carrettino.~«Tu non andrai alla villa?»~«Non lo so.»~« 270 IV| simili intrugli. Invece andremo tutti in campagna; io verrò 271 II| sotto una pioggia di baci anelanti.~La sua ultima sensazione 272 III| vinta, soffocata ella gli anelasse sotto le labbra con un'ultima 273 I| gli occhi. Mario frenava l'anelito, che gli cresceva nel petto, 274 IV| dinanzi. Il suo viso scarno ed angoloso di vecchia avara era quasi 275 IV| perduto in questo istinto animale, e trovandovi la propria 276 II| creatura strillava come un animalino.~«Ho io, per fortuna, la 277 II| accorgono.»~Ella si era animata, stava per dirgli tutto.~« 278 II| gli domandò scrutando l'animazione della sua fisonomia.~A Mario 279 II| vespro invernale, che le annegò la coscienza, mentre il 280 IV| e un fazzoletto di seta annodato sul mazzo dei capelli. Salutò 281 IV| dell'Annetta.~Il lavoro l'annoiava.~Poi cominciò a trascurare 282 VI| dopo mezzogiorno. Il pranzo annunziato per le cinque, si diceva 283 IV| in un articolo satirico annunziava, che al pranzo Giglioli 284 IV| strampalati commenti. Si annunziavano adunanze di società radicali, 285 VI| un giornale giuridico un annunzio di esami al posto di pretore, 286 IV| fu al colmo, l'avvocato annunziò per la prossima seduta consigliare 287 I| il collo basso, quasi ad annusare il terreno, senz'altra vivacità 288 VI| la massa delle coscienze anodine si muoveva sotto la pressione 289 VI| stigmatizzava tutti gli scrittori di anonimi, pullulanti come una fungaia 290 VI| ne filtrò.~Un foglietto anonimo, con frasi ambigue, tentò 291 II| alla mammella; l'avvocato ansava.~«Adesso via tutti: lei 292 V| appena risposto al saluto ansioso del signor Cesare. Quindi 293 II| morto il bambino la notte antecedente. Pareva giovane e forte. 294 IV| tragica contraddizione, antica come lo spirito umano ed 295 I| faremo dei crostini per l’antipasto. Date qua, lo porto io stesso 296 IV| conservandone una impressione antipatica. Egli invece, come tutti 297 II| Affatto» e il viso freddo e antipatico della vecchia aveva una 298 II| corpo; non voleva usare antipirina, perché contrario a quel 299 III| natura attraverso a tutte le antitesi sociali, e che ella stessa 300 II| accorti. Andrea, il più anziano, affettava da qualche tempo 301 | anziché 302 | Anzitutto 303 IV| uscio dell'appartamento si aperse, ed ella comparì.~«Che cosa 304 VI| impossibile combatterlo apertamente.~Quindi si trovava ad ogni 305 IV| chiasso per attaccare con apostrofi veementi l'avvocato rimasto 306 II| la nostra vita, non ci appaiono più quelli. Fino allora 307 II| senza sguardo e la fronte appannata da un'ombra indefinibile.~ 308 IV| intorno alla tavola già apparecchiata, con un largo grembiule 309 VI| fatto così, si crede alle apparenze, soprattutto se son belle.»~« 310 I| base dei tronchi, e l'erba appariva sporca sui margini dei fossi, 311 VI| schiaffo. Dai finestrini apparivano aspetti di camere fuggenti, 312 II| perché vi sarebbe sempre apparsa la sua inferiorità davanti 313 IV| stesso avrebbe voluto loro appartenere. Bastava l'invidia di un 314 III| Sulla fronte della Gina apparve una ruga di dispetto, ma 315 V| più risorgere, credeva di appassionarsi per lui come non le era 316 II| felice. E se non l'amava appassionatamente, giacché il corpo non le 317 IV| un regalo anche quello, appeso di fronte al ritratto della 318 II| colla voracità di tutti gli appetiti. Adesso voleva anche lei 319 I| tutta felice, col suo bell'appetito di donna sana dopo il sonno. 320 V| L'albero, al quale dovrò appiccarmi, voglio almeno che sia bello, 321 IV| tentato due o tre volte di appiccarne il discorso, ma egli lo 322 IV| un urlo irrefrenabile di applausi. Allora la scena era diventata 323 VI| improvviso la vide in piedi, appoggiata con una mano bianca al ferro 324 II| gabinetto. La signora Annetta appollaiata, come un pappagallo, sopra 325 V| Naturalmente l'Annetta non ne apprese molto, ma quel tanto bastò 326 | appresso 327 V| solo coll' Annetta, le si appressò fissandola duramente: « 328 IV| lavoro dei processi, senza approfondirne mai la materia o assimilarsi 329 IV| sapeva già, ed in secreto approvava, giudicando Mario dalle 330 VI| come quando, sicuro di un appuntamento coll'Annetta, si recava 331 II| smise di prendere degli appunti e si pose a pensare; era 332 V| trovato le veemenze dei fiori aprentisi d'improvviso al sole, quando 333 VI| c'era una data, 1890, 18 aprile, quella della sua nascita. 334 IV| venticinquemila lire? Tu apriresti uno studio magnifico; in 335 II| dei processi il destro di aprirsi trionfalmente la carriera.~ 336 VI| prese quello stanzino, per aprirvi lo studio di procuratore, 337 I| guardarsi per non tradirsi, se aprisse gli occhi. Mario frenava 338 VI| gruppo; i loro fanali bianchi aprivano la notte con due larghi 339 IV| nella coscienza del pubblico arbitro della situazione.~Quel disegno, 340 III| lei la signora. Piccini arcati questi, sottili affusolate, 341 IV| sarebbe detta una camera d'archivio con quell'atmosfera lievemente 342 IV| S. Biagio, della quale l'arco altissimo lasciava vedere 343 II| quella donna; ora che essa ardeva veramente per lui, non avrebbe 344 IV| nessuno dei dimissionari ardì attaccarlo in consiglio 345 III| si sentiva nel sangue l'ardore sensuale di tante altre 346 I| una ruota, o dal tremito argentino dei lampioni. Era quasi 347 IV| propria dei pensatori, gli argomenti e le difese, che i colpiti 348 II| cominciava a darsi alcune arie di grande avvocato, e quando 349 III| Gigina, lontana sul colle arioso di Trepiano, in casa di 350 IV| intelligente e quella distinzione aristocratica, che a certe ore poteva 351 V| Roma. Quei primi contatti aristocratici le scopersero subito l'inferiorità 352 V| ingegno, che è sempre una aristocrazia. Quindi il suo gusto si 353 VI| scaffali, faceva lunghi conti aritmetici su patrimoni eventuali, 354 II| giacevano ammucchiati presso l'armadio a specchio. L'ammalata si 355 II| assopita. Poi colla mano armata del termometro le sparì 356 VI| Marchese Curci, dopo qualche armeggio si era ritirato, lasciando 357 VI| moglie e la figlia in una armonia inalterabile di amore. Quel 358 I| alte e cupe alitavano un aroma amaro, mentre i gelsi, sfogliati 359 II| erano frequenti. Mario ne arrabbiava. Quella prudenza, così sensata, 360 I| proprie finanze. Ora non aveva arredato che l'appartamento di città 361 II| riscaldare, e nullameno arrendendoglisi rimaneva come fredda.~E 362 VI| ispirava confidenza. Si era arrestata con tanta disinvoltura, 363 II| di spalle.~Mario si era arrestato sull'uscio osservando; negli 364 V| Filippo, mentre di Mario, arrestatosi in quella posizione subalterna, 365 II| solo il vecchio Andrea lo arrestava qualche volta con certe 366 IV| diventasse sindaco, e s'arricchisse ancora sino a tener cavalli 367 VI| domestico di quei due mercanti arricchiti.»~La Gina ebbe un lampo 368 II| covandolo collo sguardo, arrischiando tutte le temerità per poterlo 369 VI| finisce col passare. Infatti, arrischiandosi per qualche minuto nel caffè, 370 IV| motti improvvisi, senza mai arrischiare una scena. Ella vi si prestava 371 II| persuaso della cura troppo arrischiata, ma non osava contraddire; 372 II| torto!»~«Perché disperare?» arrischiò Mario.~«In che cosa sperare? 373 I| invetriate, la temperatura, arrivando dal di fuori, era quasi 374 I| alzandosi in piedi.~«Siete arrivato finalmente!» ella gridò 375 III| di tutte le voci, che vi arrivavano dal di fuori. I primi fanali 376 IV| inchino, che fece quasi arrossire la ragazza. Ma sebbene niuno 377 V| maligna che l'Annetta ne aveva arrossito. L'avvocato Gelli, che le 378 I| dell'ora.~Mario si sentiva arroventato.~Quegli abiti in tela leggera, 379 VI| fresca e i capelli quasi arruffati.~Nullameno il vecchio Andrea 380 I| esperienza del gusto. L'arruffio dei capelli, così voluminoso, 381 IV| allungava deserta sotto l'arsione del sole. Si guardò dietro 382 IV| marito, e ogni commedia dell'arte, tutte le conclusioni della 383 VI| finalmente l'avvocato Gelli in un articoletto di cronaca mise in ridicolo 384 VI| indicandogli un giovane capitano di artiglieria, bellissimo, che le faceva 385 V| provincia ella stava per ascendere col marito nella sfera più 386 IV| aveva rallentato il passo, asciugandosi automaticamente il sudore: 387 I| tratta la cappellina, e si asciugava il sudore con un fazzoletto 388 I| Mario rispondeva appena, ascoltando; la Teresa pareva fare qualche 389 VI| copiare conclusionali e di ascoltare discorsi giuridici, aveva 390 IV| fatica di far trottare l'asinello, era adorabile; la Giulia 391 IV| radicale, berteggiandone le asinerie e rivelandone, sebbene ancora 392 II| bacio sulla bocca.~«Domani, aspettami...»~Ma ella era fuggita. 393 VI| Siamo intesi, Mario; m'aspettano dal conte Giglioli. Tornate 394 I| oh! se si vedesse! No, aspettate, signor Mario: voi già non 395 III| nella propria legittima aspettativa, giacché amava Mario meglio 396 VI| bisogno di restare ancora, aspetterò.» «No, no, grazie, Andrea» 397 II| giorni seguenti Mario l'aspettò indarno nello studio; invece 398 V| ginocchi, nello sforzo di una aspirazione delirante verso il suo seno 399 III| m'importa?» ella ribatté aspramente, ma ferita a morte da questa 400 II| poco a poco si punse alle asprezze latenti del suo carattere. 401 II| sbigottita di quel suo tono aspro.~Ma le sue osservazioni 402 I| brodone; non lo ha nemmeno assaggiato. Venga a vederla anche lei, 403 I| signora Annetta, invece, l'assaggiava a piccole cucchiaiate, mentre 404 IV| ultimo duello accaduto l'assalsero confusamente. Non pensava 405 VI| ispiravano mille disegni di assassino, perché in quei momenti 406 III| l'occasione di scemarle l'assegno per le spese di casa; quindi 407 IV| prudenza di quella manovra: assentandosi dalla città, l'avvocato 408 III| quando l'avvocato doveva assentarsi sicuramente per qualche 409 II| dunque? Ma l'avvocato era ben assente dalla loro preoccupazione. 410 II| innamorato. Per due giorni si assentò, ma l'avvocato gli scrisse 411 IV| della giunta, disparvero; un assessore sfuggì inosservato per chiamare 412 II| uscito in questo momento, assicurandomelo sul suo onore. Lo hanno 413 V| sempre ingannato, quando mi assicuravi di tenerlo a distanza ... 414 III| non accade quasi mai! T'assicuro, credilo, che non sono io. 415 IV| stipavano le chiese e s'assiepavano nella piazza continuamente 416 IV| approfondirne mai la materia o assimilarsi altre dottrine, che un giorno 417 II| processo importante alle Assise di Firenze; si trattava 418 I| soffriva dentro l'altra camera, assistendo alla inevitabile scena di 419 IV| di beceri, evidentemente assoldati, vociavano improperii contro 420 II| si stropicciava gli occhi assonnati. «Aspetta dunque, non entrare. 421 II| ore; a poco a poco si era assopito in una dormiveglia affannosa.~ 422 I| dalle foglie, dagli alberi assorti nel sole, dalle stoppie 423 IV| disinvolto di articoli, ne assunse la direzione; altri giovani 424 I| cervello, mentre un odio assurdo ed irresistibile gli veniva 425 IV| e interrotte da altri asterischi.~«Marco, fatemi la carità, 426 III| Invece ricusava con ogni astuzia femminile la compagnia di 427 IV| camera d'archivio con quell'atmosfera lievemente muffosa. Sulle 428 IV| intervenga, Mario nelle più atroci sofferenze delle proprie 429 II| era fermata nel gabinetto attaccandosi la piccina alla mammella; 430 IV| profittavano del chiasso per attaccare con apostrofi veementi l' 431 IV| nessuno dei dimissionari ardì attaccarlo in consiglio per timore 432 I| Le due donne allora si attaccarono a scopa.~Egli ascoltava, 433 IV| gran scaffale, e la vide attaccata al collo di lui entro uno 434 IV| Giulia sino a Rivalta: hanno attaccato il somarello, ma staranno 435 I| avrai altrettanti, vi ti attaccherai, pazzerella, per molti anni; 436 VI| Gazzetta rimbeccava gli attacchi, dirigendo l'opera dei ruoli 437 I| egli fumava una sigaretta attardandosi nel vuotare la propria tazza, 438 IV| Giglioli, qualche signora attardata coi bambini, quindi i caffè 439 I| gelosia gli mostrava tutti gli atteggiamenti di quei due, gli sussurrava 440 IV| usciti, e la morte che li attende. Né lei né lui erano stati 441 II| riarse; l'avvocato lo spiava attendendo. A fianco del letto, in 442 V| disapprovazione, sembrava attendere da un'altra rottura coll' 443 II| mortificata; evidentemente non si attendeva a questa condizione. Poi 444 II| figlia! Mario ed Andrea lo attendevano al medesimo posto.~L'avvocato 445 II| Il vecchio medico esaminò attentamente l'ammalata, che lo guardava 446 I| scriminatura; ma rispondeva attento, con molta deferenza, a 447 III| Ella lo guardava quasi atterrita, con un principio di ebbrietà 448 V| a Roma?»~Questo colpo lo atterrò; ma ella, profittandone 449 IV| fece il saluto militare, ed attese.~Un silenzio improvviso, 450 II| mando a chiamare Talli.»~Lo attesero un'ora nella camera di lei, 451 I| pomeriggio. Sapendo di essere atteso a pranzo per le due, perché 452 II| simultaneamente sentito ne' suoi atti, li riuniva daccapo. Ogni 453 III| lunga poltrona nel gabinetto attiguo alla camera da letto, e 454 II| domanda.~L'altro per un attimo sospettò di un agguato, 455 I| finito quella memoria?» E attirandolo sopra il vecchio sofà di 456 IV| discorso alla ragazza per attirare l'attenzione dell'altra, 457 III| riserva, un sottinteso, che attirava l'attenzione. La sua bocca, 458 VI| ineleganza degli abiti gli attirò nuovi frizzi.~Gelli aveva 459 II| violentemente sulle orecchie e attorcigliati sulla nuca, aveva una specie 460 IV| nella piazza continuamente attraversata da gruppi di ragazze. Mario, 461 I| pensieri di violenza gli attraversavano il cervello, mentre un odio 462 VI| tutto l'ingegno, che gli attribuiscono, farà un cattivo affare. 463 V| indovinandone la ragione secreta, l'attribuiva alla sua fatua vanità di 464 VI| avuta coll'avvocato e la sua attuale indipendenza verso di lui; 465 IV| maschile, che nulla può attutire nell'uomo, e basta a rialzarlo, 466 II| brame.~La gelosia di lui, attutita da tutte quelle prove di 467 IV| dinanzi al primo tumulto l'audace, che lo avesse provocato; 468 VI| sguaiataggine della irriverenza pare audacia di ribellione. La signora 469 V| parto egli aveva mille volte augurato a se stesso che la piccina 470 II| capitata in quei giorni per aumentare la sua influenza. Una potente 471 I| tramandavano qualche iride aurata.~C'era un altro divano e 472 VI| del fanale, le facevano un'aureola d'incendio al capo.~Il treno 473 II| si temperava di un nuovo austero senso di rispetto per la 474 I| sicurezza di una fatica automatica. I suoi finimenti sotto 475 IV| rallentato il passo, asciugandosi automaticamente il sudore: per la strada 476 III| scrollate da un freddo vento autunnale: Mario non sarebbe mai un 477 IV| vecchio.~Ma poco dopo vide avanzarsi l'avvocato fra un gruppo 478 II| di quella scena, si era avanzato di un passo; Annetta sospesa, 479 II| nascondendo nella propria luce gli avanzi della femmina, altra volta 480 II| umiliazioni. V'era dell'avarizia nella sua gelosia, quell' 481 II| Gli amici lo dicevano un avaro vanaglorioso, non d'altro 482 | aveano 483 I| andito.~«M'avete portato le avellane?»~«Sì! le hanno rubate. 484 III| torneranno che stasera, sull'avemaria.»~«Io me n'andrò prima» 485 VI| ora lo schiacciava dopo avergliela ritolta inconsapevolmente. 486 IV| che sarebbero contenti di averti per genero, perché vogliono 487 | aveste 488 | avevi 489 | avremo 490 | Avresti 491 | avuta 492 VI| lui senza che niuno se ne avvedesse. L'Annetta lo aveva visto 493 V| parlava più. Egli se ne avvedeva con avvilimento sempre maggiore, 494 VI| Non si vedeva più nessun avvenimento davanti, non aveva alcuno 495 II| schiacciante, che a Mario non avveniva quasi mai di aver ragione, 496 IV| tutte le intimidazioni, avventando fango e bestemmie dai loro 497 I| dolorosamente, avrebbe almeno voluto avventarsi a quell'uscio, scardinarlo, 498 VI| i più volgari e pieni di avventure. Ma non aveva resistito 499 II| passata, quasi non fosse avvenuta; invece provava un piacere 500 VI| moschetteria contro gli avversari. Questi rispondevano platealmente, 501 VI| assistere al trionfo del proprio avversario, che una volta aveva creduto 502 V| due donne sembravano non avvertire la sua presenza, poi la


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